Cristò, "La meravigliosa lampada di Paolo Lunare"
4 Gennaio 2022 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni
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La meravigliosa lampada di Paolo Lunare
Cristò
Terrarossa Edizioni, 2019
Paolo, nonostante il suo ominoso cognome, decide di inventare una lampada che produca luce solare, per regalarla alla moglie per il loro quindicesimo anniversario di matrimonio. Dopo tre anni l'opera è compiuta, ma non è ciò che il pover'uomo aveva immaginato: la luce prodotta è fioca, pallida e mostra immagini di un'altra dimensione. Petra, ignara di ciò che suo marito fa ogni notte da tre anni e sospettando addirittura una di lui relazione extraconiugale, nel suo rimuginare ci rivela una storia lunga almeno trenta anni, fatta di omissioni e di bugie nei confronti di Paolo. Ognuno di loro, grazie alla prodigiosa lampada, scopre che la propria vita non è proprio come gliel'avevano raccontata. E quindi? Cambierebbe davvero qualcosa se scoprissimo che qualcosa di fondamentale nella nostra vita è falso? Soprattutto cosa è fondamentale? Come noi ci raccontiamo la nostra vita o come ce la raccontano gli altri? Cristò non ci offre una sua risposta. Ci suggerisce che alla fine sono più importanti i sentimenti, ecco, su quelli sarebbe meglio non mentire. Nel racconto le persone mentono per debolezza, per non fare soffrire gli altri, per non ammettere le proprie paure. Perché sono umani in definitiva. E per questo motivo finiscono per espiare questi momenti di omissione o menzogna con una infinita e alienante coazione a ripetere gesti stereotipati e ormai svuotati di senso, secondo la migliore morale cattolica. Anche qui lo scrittore non ci fornisce la sua opinione ma parrebbe accettare questa etichettatura come ragionevole o corretta. Morire di sofferenze dopo avere vissuto nella sofferenza della bugia, senza nemmeno la possibilità di redenzione. Una vita privata di senso in ogni sua manifestazione quindi. Una vita che non auto-ripara le sue ferite perché, nonostante la storia proceda su un binario di salvezza, l'ultima parola del racconto rovescia di nuovo qualsiasi apparenza evolutiva nei nostri comportamenti. Per quanto possiamo specchiarci in certi sprazzi della luce fisica che la lampada di Paolo ci regala, non credo di avere visto il riflesso di ciò che è la Vita. Non per il senso che le do io almeno.
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