Carla Magnani, "L'ombra del vero"
17 Aprile 2019 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

Carla Magnani
L’ombra del vero
Le Mezzelane Editrice, 2019
Euro 13
L’ombra del vero racconta la storia di Anastasia, una donna di 42 anni, in piena maturità fisica e intellettuale, che vuol decidere il suo destino con il suicidio, perché non crede di essere in grado di affrontare il dolore che in futuro le si presenterà davanti. Per questo fissa la data esatta in cui finalmente la farà finita, anche se è una donna realizzata, ha un marito e due figlie, un padre che vive alla sua ombra, una sorella quasi alle sue dipendenze e un fratello che si è fatto prete. La protagonista decide il giorno perfetto per mettere in scena un finto incidente automobilistico, costruito così bene da non far capire a nessuno che invece si tratta di un suicidio. L’auto esce di strada in curva, ma il destino ci mette una toppa, o meglio, si mette di mezzo e non permette di compiere il gesto estremo. La macchina esce di strada ma la donna non muore, si ritrova paralizzata in terapia intensiva, non vede ma sente tutto, è in coma ma è perfettamente cosciente. Il romanzo si sviluppa nella stanza della clinica, dove si avvicenda varia umanità: infermieri, familiari, una caposala … c’è chi parla con la degente sperando di farla rianimare, altri dicono cose di diverso tenore, si lasciano andare a considerazioni anche fuori luogo. La donna sente molte cose che sarebbe meglio non sapere, tutto questo aumenta la sua sofferenza, fino a quando non decide di organizzare una sorta di dizionario, ogni parola sentita finisce per evocare un momento della sua vita. L’ombra del vero narra il male di vivere di montaliana memoria, è una lettura a tratti sofferente, da thriller sentimentale, terapeutico, affronta un tema complesso come la paura della morte e il timore della perdita degli affetti. Scritto in prima persona, risulta rapido e avvincente, consente l’immedesimazione totale tra lettore e protagonista, anche se non può contare sul dialogo ma solo sulle considerazioni che la degente ascolta. Il romanzo basa molta della sua forza narrativa sulle efficaci descrizioni della natura che costituiscono una parte importante dell’intera opera, impostata sul tentativo di recuperare ciò che eravamo, in una specie di strano gioco che tenta di risalire ai giorni perduti della nostra infanzia.
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