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LA MORTE DI IVAN IL’IC - LEV NIKOLAEVIC TOLSTOJ

Lo sappiamo sin dall’inizio: Ivan Il’ic morirà. Lo sappiamo perché il libro si apre parlando della sua morte appena avvenuta e del girotondo di colleghi, parenti più o meno emotivamente coinvolti nel triste evento. Lo sappiamo perché il libro di Tolstoj di cui vi sto parlando si intitola La morte di Ivan Il’ic e la cosa certa è appunto il funesto destino del protagonista. Un destino che accomuna tutto il genere umano, la morte colpisce tutti e nessuno vi si può sottrarre, ma stavolta è il suo turno, è il turno di Ivan Il’ic.
Lo conosciamo con un breve racconto delle sue vicende esistenziali e lo vediamo uomo in carriera dedicarsi al proprio lavoro, ma anche alla costruzione del suo nucleo familiare. Lo scenario è San Pietroburgo, siamo a fine Ottocento e vediamo il nostro personaggio muoversi con sapienza e sicurezza negli uffici del Tribunale. È un uomo “inserito”nella vita e nella società, sa quel che vuole e come ottenerlo: carriera, famiglia, casa. Pian piano però nella sua esistenza si insinua qualcosa, un tarlo, il germe del male che ben presto si identifica come LA MALATTIA FISICA di Ivan Il’ic che giorno dopo giorno lo consuma, fino a trasformarlo nell’ombra dell’uomo che è stato e che ad un certo punto si capisce non sarà più, conducendolo senza pietà verso quel viaggio di sola andata che è la morte.
A questo punto viene da dirsi che in questa storia non c’è niente di originale o di diverso dalla storia che accomuna tutto il genere umano: nascita, vita, morte. Non ci sono storie di amori impossibili, tradimenti, misteri, vite rocambolesche o morti violente ma una vita normale e una morte anch’essa comune alla maggior parte degli esseri umani. Addentrandoci nella lettura ci accorgiamo però che Tolstoj ci fa vivere il deperimento fisico e spirituale di Ivan Il’ic come se lui stesso l’avesse vissuto, come se lo scrittore stesso fosse morto e poi tornato a raccontarcelo. Pagina dopo pagina ci fa vivere con intensità il tormento atroce di un uomo che comprende sempre più chiaramente l’ineluttabilità del proprio destino e ce lo racconta con una lucidità e una precisione che può usare forse solo chi ha attraversato in prima persona un travaglio del genere. Entra nei meandri della mente di un moribondo come in un flusso di coscienza, svelandocene le contraddizioni, i tormenti, le speranze di guarigione che si affievoliscono, il rapporto controverso con gli altri, i “sani”, coloro che stanno dalla parte della vita e che perlopiù non comprendono di cosa lui possa avere bisogno. Minimizzano, fanno finta di niente, pensando probabilmente di alleggerire il peso della malattia mentre invece Ivan Il’ic ha bisogno di onestà e compassione. Non sopporta di vedere gli altri che recitano questo “teatrino” pietoso, mentre lui ben sa dentro di sé che i giorni che lo aspettano sono pochi. Solo il giovane Gherassim lo capisce “Volontà di Dio. Tutti andremo là”, facendogli intendere di aver compreso la sua situazione e di non voler fingere che sia tutto a posto. Questa sincerità di sentimenti, accompagnata dalle cure che il giovane presta ad Ivan Il’ic, fanno sì che la compagnia di questo sconosciuto sia per lui preferibile a quella dei familiari e degli amici.
Seguiamo il nostro personaggio fino alla fine, fino all’esalazione dell’ultimo respiro, fino alla follia finale preceduta dalla domanda “La mia vita è stata come doveva essere?” e mentre si fa strada l’incerta risposta la follia finale travolge Ivan Il’ic con la morte che lo risucchia tra le sue braccia impietose e la crescente, dura, consapevolezza di quanto sta succedendo. “Gli accadeva quel che accade quando si va in ferrovia, che si crede di andare avanti e si va indietro e a un tratto si capisce qual è la vera direzione”.
Ciò che colpisce è che nonostante la drammaticità dei temi affrontati con grande introspezione dell’animo umano, il racconto scorre quasi lieve, senza troppa pateticità. Certo, Tolstoj ci fa immedesimare, compiangiamo questo povero Cristo nella sua parabola dalla vita alla morte ma vi è anche a tratti una quieta rassegnazione, una dignità e un’accettazione del destino e di come sono andate le cose, sebbene in ultima analisi tutti si cerchi di tenerci aggrappati alla vita con tutti i mezzi.
Grazie al sito “Ad alta Voce” di Radio Tre ho riscoperto, anzi, nel mio caso ho scoperto per la prima volta, questo racconto letto dalla voce del bravissimo Elia Shilton che ci narra l’epopea della vita e della morte di un uomo normale.
Radioblog: letture da metropolitana

Ed eccoci giunti alla prima puntata del 2018 di Radio Blog.
Da adesso in poi nessuno potrà dire: “Non ho tempo per leggere!”
Inauguriamo infatti il nuovo anno parlando di LETTURE DA METROPOLITANA, un sito che raccoglie racconti brevi, la cui lettura non supera i 5 minuti di tempo, dunque adatti ad essere letti da una fermata della metropolitana all’altra e comunque ideali per chi va sempre di fretta e non può cimentarsi in letture troppo lunghe e impegnative.
Parleremo di questo progetto con Serena Pisaneschi, una delle autrici di questa attuale ed originale iniziativa letteraria, nonché amministratrice del blog “Fate Largo ai sognatori”, da poco on line.
Vi lascio dunque all’ascolto di questa puntata, al termine della quale vi leggerò ovviamente una lettura da metropolitana.
L’illustrazione è come sempre a cura della nostra Eva Pratesi.
Buon ascolto!
www.fatelargoaisognatori.wordpress.com
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com
Il sito di Eva Pratesi è: www.geographicvovel.com
Musica: www.bensound.com
Radioblog: "Calcio e acciaio" di Gordiano Lupi

Le bocche di leone farcite di burro, panna e alchermes, il pane cotto a legna, i semi di zucca del cinema Sempione e un bambino ormai cresciuto immerso tra i ricordi della sua infanzia che oggi non hanno più lo stesso sapore. Lo scenario è Piombino che, a dispetto del titolo, non si può dimenticare.
Iniziate anche voi con questo piccolo estratto ad assaggiare la storia di Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino di Gordiano Lupi - ACAR edizioni.
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Radioblog: "Fuori dalle piste battute dal Tibet al Sahara" di Gianfranco Bracci

Chi sono gli uomini ombra? Esseri umani o soprannaturali? E come si fa ad incontrarli? Questa è solo una delle tante storie che ci racconta Gianfranco Bracci nel suo ultimo libro “Fuori dalle piste battute dal Tibet al Sahara” - Fusta Edizioni.
Radioblog vi regala la lettura di questa emozionante avventura in Madagascar!
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Radioblog: Il barone dell'Alba

In questa nuova puntata di Radioblog andremo alla scoperta del “Barone dell’Alba” l’ultimo romanzo di Stefano Valente, edito da Graphofeel.
Un romanzo ambientato in epoca settecentesca dove storia e avventura si intrecciano attraversando l’Italia ,la Sicilia, Malta fino ad arrivare addirittura in Egitto.
Con l’autore parleremo di questo e di molto altro ancora: i suoi consigli di lettura, gli scrittori emergenti che lo hanno colpito, i suoi consigli per intraprendere il mestiere di scrittore e ricorderemo l’appuntamento romano con “Più libri, più liberi” al quale Graphofeel sarà presente.
Come sempre un’elegante e accurata illustrazione di Eva Pratesi arricchirà la nostra intervista al termine della quale vi leggerò un breve estratto del “Barone dell’Alba”.
Buon ascolto!
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Blog di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com
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Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei Baci, parte terza

Eccoci giunti all’ultima lettura sulla vita di Luisa Spagnoli.
L’abbiamo vista, timida adolescente, innamorarsi di Annibale Spagnoli e poi sposarlo due anni dopo nel 1877, nella suggestiva cornice di Perugia antica.
Adesso troviamo una donna divenuta imprenditrice e a capo di un’azienda che in seguito farà molto parlare di se, la Perugina.
La Prima Guerra Mondiale imperversa; è difficile sopravvivere talvolta, figuriamoci portare avanti un’impresa.
Ma Luisa Spagnoli non si perde d’animo, ha la stoffa e la sagacia di chi insegue la propria visione senza farsi travolgere dagli eventi ed è in queste vesti che la incontriamo nella lettura di oggi.
A seguire parleremo finalmente con Maria Letizia Putti che, assieme a Roberta Ricca, ha scritto il libro La signora dei baci edito da Graphofeel, dal quale sono tratte le letture che Radioblog vi ha proposto questo mese sul personaggio di Luisa Spagnoli.
Proprio oggi ricorre infatti il 140° anniversario della sua nascita (30.10.1877 - 30.10.2017) e il prossimo 3 Novembre la dottoressa Putti presenterà il suo libro presso l’Enoteca letteraria a Roma in via delle Quattro Fontane.
Non mi resta che augurarvi come sempre buon ascolto.
Correva l’anno 1917……
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Illustrazioni a cura di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com
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Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei Baci, seconda puntata

Prosegue il nostro viaggio nella vita di Luisa Spagnoli attraverso le letture del libro “La signora dei baci” di Maria Letizia Putti e Roberta Ricca edito da Graphofeel.
Abbiamo lasciato Luisa adolescente e innamorata di un ragazzo conosciuto in occasione dell’esibizione di una banda musicale nella sua Perugia.
Il ragazzo si chiama Annibale Spagnoli e tra i due scocca immediatamente una scintilla che fa preludere ad un lieto fine.
Correva l’anno 1899…..
Buon ascolto!
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Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei baci.

Questo mese Signora dei Filtri parlerà della Signora dei Baci!
Radioblog, infatti, si occuperà di un personaggio femminile che, con la sua personalità forte e volitiva, con la sua creatività e lungimiranza, ha messo in piedi imprese che tutt’oggi sono marchi distintivi del made in Italy. In occasione del 140° anniversario della sua nascita ci occuperemo di Luisa Spagnoli e lo faremo attraverso la lettura di brani tratti dal libro La signora dei baci di Maria Letizia Putti e Roberta Ricca edito da Graphofeel.
La Putti ha selezionato alcuni passaggi significativi di questo libro, miscelandoli in maniera tale da ricostruire le vicende esistenziali più importanti della vita della Spagnoli ed offrendoci l’opportunità di assaporare per qualche minuto l’irresistibile fascino di questa donna coraggiosa e all’avanguardia.
La prima lettura di oggi vi racconterà l’incontro tra Luisa e il futuro marito Annibale Spagnoli, lo scenario è la bellissima città di Perugia, il tempo è la primavera del 1897… buon ascolto!
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