Ricami notturni di Maria Grazia Porceddu post di Adriana Pedicini
12 Aprile 2013 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #recensioni
Ricami Notturni
di Maria Grazia Porceddu
Edizioni Melagrana, 2012.
Il testo ha una storia lunga e tortuosa. I singoli racconti e frammenti sono stati scritti dall’autrice diversi anni fa, abbandonati e poi ripresi, rielaborati e ordinati in un’idea di raccolta. Frammenti e racconti ricalcano la passione per la letteratura gotica e le creature della notte, con la lieve e venefica solitudine e nostalgia che esse si portano dietro. Lo stesso titolo, è tessuto sulla tela emozionale delle suggestioni che la notte traccia. Storie ‘spezzate’, ma unite lungo un unico filo conduttore che si concretizza nel binomio inscindibile di Amore & Morte. Tanti protagonisti per un solo volto. Tante sfaccettature per un solo ‘punto di vista’. Nella notte, palcoscenico dove nascono e si realizzano storie e frammenti, vivono le creature più inquietanti e suggestive come fantasmi, streghe, vampiri. Uno scenario claustrofobico, come quello nel quale si consuma “il suicidio della vergine”, le voci bibliche e leggere delle “nuvole spettrali” nella “leggenda di Emily” sono solo alcuni esempi della forza evocativa, viandante e disperante della letteratura di questa straordinaria interprete di Blake e di un campo, per certi aspetti poco conosciuto, di immaginazione femminile.
Scritto per Maria grazia Porceddu in occasione della presentazione del suo libro Ricami notturni.
"Tutto si è disposti a fare per seduzione, come Pan con Selene, la risplendente.
Ma noi siamo uomini. Grazia immota è la nostra libertà. Una vitalità stentata, che si erge sul monte della lontananza. Neve o rugiada del pensiero.Dormire per non morire. Svegliarsi e morire. Dopo una notte, cento notti insieme".
Felice Casucci, Presidente della Fondazione Gerardino Romano.
L’autrice
Maria Grazia Porceddu, dopo lunga esperienza di lavoro di redazione, da qualche anno si dedica a un giornalismo specializzato nel campo dell’arte e della letteratura. Ha curato la comunicazione di manifestazioni teatrali e letterarie di rilevanza nazionale. Cofondatrice del blog Sanniolife collabora attualmente con il quotidiano Ottopagine. Attiva nell’ambito sociale, è membro di diverse associazioni. Premio alla carriera 2012 nell’ambito del ‘Premio Internazionale Città di Pomigliano’, organizzato dal salotto culturale ‘Tina Piccolo’.
“La notte dei sentimenti e i sentimenti della notte”: il confronto fra due autrici
“La notte come simbolo del tempo ancestrale da cui si sono originati pensieri luminosi ed occulte sensazioni, emozioni da dispiegare e segreti dell’anima. Ma anche notte come “spazio” antitetico alla luce in cui prendono forma le atmosfere e suggestioni che si materializzano in pensieri, emozioni, sensazioni, figure inquietanti e malinconiche, fragili ed estreme, come fragili ed estremi sono i personaggi, i luoghi che dalla complessità della vita si sedimentano e vanno ad abitare l’animo, incidendovi segni di morte, segni di vita, segni di amore. Tante sfaccettature che la memoria, la fantasia, l’immaginazione sanno creare con grande fascino e suggestione”. A. P.
L'incontro
Si è svolto giovedì, 28 giugno 2012, presso la libreria Masone “il confronto letterario” fra Adriana Pedicini con “I luoghi della memoria” (Arduino Sacco Editore) e Maria Grazia Porceddu con “I ricami notturni” (Edizioni Melagrana).
Le due scrittrici sannite, affiancate dalla moderatrice Elide Apice, hanno giocato a riaprire la scatola dei ricordi e a incollare pezzi di notti permeate di inchiostro, per scoprirsi parte di due mondi paralleli. E’ stato un pomeriggio di scrittura condivisa, tra la letteratura gotica della Porceddu e quella meditativa della Pedicini, in cui le immagini della loro vita sono uscite dagli orli della carta per imprimere un’emozione a chi, come me, è stata lì a scivolare sulla “parola” dalla pronucia dolce.
Si è discusso di Notti insonni, laddove il silenzio prende forma e si dissolve in pensiero, disegna un racconto, una poesia, un personaggio, schiarisce un’immagine sfocata dal passato o tenta di sporgersi sull’oscurità la cui luna soltanto conosce le sue estremità.
Questo fanno gli scrittori in attesa del mattino: si alleano con la solitudine, invitano l’istante al loro viaggio, si cucinano un piatto di domande e le digeriscono su un foglio, affidano al cielo piogge di lacrime, sanguinano di amore, muoiono di confusione e scrivendo rivivono.
Tocca a voi lettori ora , immergervi nella notte.
Francesca De Michele
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