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Alla posta

23 Giugno 2024 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto

 

Immagine generata con PicFinder AI

 

 

 

Ore 10:00

In un angusto ufficio postale di un piccolo comune della provincia di Messina, la coda viene bloccata da un anziano signore che ha dei problemi a ritirare la pensione a causa di una dimenticanza.

La gente sbuffa, c’è chi addirittura bestemmia sottovoce, per di più il caldo estivo peggiora ulteriormente le cose, considerando il condizionatore guasto.

Improvvisamente, una signora, che agita nervosamente un ventaglio, decide di cantarne quattro al pensionato.

«Minchia, si rendi cuntu chi avi mezz'ura che semu appressu a lei? Si ni annassi! (Minchia, si rende conto che è da mezz'ora che siamo appresso a lei? Se ne vada!)» gli ringhia inviperita.

«Non mi muovo di un passo. Non esiste proprio che rincaso per prendere il documento di identità, ritornare qui e rifare la fila» le risponde a tono.

«Come le ripeto, non è sufficiente il libretto. È la prassi!» interviene la spazientita addetta dell'unico sportello disponibile.

«Dai, su, mi conoscete da anni, non perdiamoci in formalità!» insiste l'utente, levandosi la coppola. 

«Signor Milone, adesso basta! Chiamo la vicedirettrice!» sbotta l'impiegata alzandosi di scatto dalla sedia per incamminarsi in direzione di una stanza sulla destra. 

«Ecco brava, chiami Margherita!»

La vicedirettrice, una donna di origine campana dall'aria scocciata, si piazza dinnanzi all'ottantenne.

Ne segue un breve e concitato botta e risposta, finché il pensionato percepisce che potrebbe spuntarla, giocando la carta dell’umorismo.

«Margherita, non faccia la Capricciosa e nemmeno la Diavola, lei lo sa che di Norma vengo qui tutte le Quattro Stagioni. Per favore, da buona Napoletana, si stenda, pardon, si distenda... i nervi.»

Scoppiano le risate tra gli astanti, persino la vicedirettrice si lascia travolgere da quelle frasi "farcite" di spiritosità.

«Per questa volta passi. Regina, puoi procedere, ti autorizzo io» dice rivolgendosi alla collega dallo sguardo serioso da signorina Rottermaier.

«Regina? Per caso di cognome fa Cameo?» scherza compiaciuto il cliente camurriusu.

L’impiegata, senza proferire parola, elargisce con freddezza varie banconote al Mel Brooks della situazione che lestamente ripone nel portafoglio. Dopodiché saluta e con un'espressione soddisfatta, si avvia per uscire attraversando la porta blindata antisfondamento. 

«Simpatico quel tipo, la sapeva davvero lunga!» afferma sorridendo uno dei presenti.

«Simpatico un corno! Che pizza che era!» esclama Regina acidamente.

In un batter d'occhio, la coda di quel "forno" di ufficio postale, finalmente riprende a scorrere. 

 

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