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#insideart : Il BACIO di Costantin Brâncuși

3 Maggio 2023 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #insideart, #arte

 

 

 

Comincia con un bacio questa rubrica dedicata all’arte. Amici lettori, ormai mi conoscete e sapete che non voglio annoiarvi ma entusiasmarvi nei confonti dell'arte, degli artisti, del colore. In questa rubrica vi proporrò solo un'opera, solo un artista, la descrizione sarà tecnica, ironica, breve, sintetica, informale, audace, originale. E quindi con questo bacio mettetevi comodi. Mentre guardate e leggete, ascoltate della buona musica, magari accettate i miei suggerimenti musicali che cercherò di intonare al resto del racconto. Ma ora bando alle chiacchiere, lasciate che vi baci e sono sicuro che qualcuno di voi mi dirà “baciami stupido”.

 

 

IL BACIO DI Constantin Brâncuși

 

Questo bacio è una scultura in pietra, misura circa 60 di altezza, 35 di larghezza e 25 di profondità. La prima versione è del 1907, successivamente l’artista ne ha realizzate altre. 

Bypasso la bio di Constantin, se volete, cercatevi la storia della scultura posta su una tomba a Parigi e poi, in tempi attuali, ricoperta agli sguardi dei visitatori in attesa di decisioni. Giro intorno alla storia e vado avanti evitando l’accostamento con Rodin. Ora, insieme a voi, andiamo a toccare la materia.

Forza, interessiamoci alla scultura, vediamola, tocchiamola, sogniamo a occhi aperti di essere nei panni senza panni dei due amanti che sembrano nudi. Quello che voglio dirvi è che l’opera si intitola "Il bacio" ma io l’avrei chiamata “L’abbraccio”, perché è l’abbraccio quello che più mi ha colpito. Nell’abbraccio vedo azione, vedo fusione, vedo armonia, vedo amore che vale una vita, vale un'eternità, vedo tutto quello che ognuno di noi cerca parlando di amore.

Oh! Il bacio, sì, che possiamo vederlo, ma io preferisco provare il calore dell'abbraccio, quel sentirsi un tutt’uno fra due corpi liberi di amarsi. Un bacio è il tocco finale, l'effusione focalizzata dall’artista solo per attirare l’attenzione e far sciogliere l’osservatore in un abbraccio universale.

Baciamoci, sì, ma il vero amore è scaldato da un abbraccio che non deve essere necessariamente forte, basta che sia onesto, spontaneo, dolce, tenero, sentito, avvolgente, coinvolgente, profondo da entrare nell’anima degli innamorati come un sigillo a testimoniare un sentimento unico.

In quest'opera quasi non si distingue chi sia l’uomo e chi la donna, perché in fondo non è importante il sesso, il bacio è una piccola azione d’amore e dove c’è amore c’è vita.

“Baciami stupido”, sì, ma prima abbracciami.

Questa scultura è di pietra monocromatica, apparentemente fredda. Se potessimo realmente toccarla ne assaggeremmo la temperatura tiepida. Eppure è più calda di un'opera pittorica piena di colore. E' quello che voleva l’autore: anche se di pietra, la materia dell'opera è bollente.

Se nelle foto vediamo Constantin Brâncuși spettinato, di certo è stato un tipo mica di ghiaccio, la scultura è stata solo il suo linguaggio naturale, un ritorno all’essere primitivo preferito al modernismo senz'anima.

Amici lettori, la musica consigliata per accompagnare la lettura è Stephen Stills Live At Berkeley 1971.

Ci rivediamo alla prossima opera, non perdiamoci di vista, l’arte osservataa da me insieme a voi è divertente, che ne dite?

 

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