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I tre spadaccini

3 Aprile 2023 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto

 

Fot di MichaelWuensch da Pixabay

 

 

 

A Tokyo, in onore di Tedo Naspadata, il più grande maestro di Kendō di tutti i tempi, dopo la sua morte, la Word Sword istituí un torneo per stabilire il miglior spadaccino del mondo. I duecento partecipanti provenivano da ogni dove e praticavano le maggiori discipline concernenti l'utilizzo dell'arma bianca. 

Al Melosucho Tanavota Arena i finalisti furono i seguenti tre: una schermitrice italiana, un discendente della dinastia mongola Yuan e un ninja proveniente da un villaggio ai piedi del monte Fuji. 

L'ultima prova prevedeva di uccidere al volo e in un sol colpo una zanzara tigre della Malesia all'interno di una struttura di forma cubica dalle medie dimensioni e in plexiglass trasparente.

In quell'ambiente singolare di due metri e mezzo in altezza, vi erano collocate varie telecamere sofisticate che sarebbero servite per proiettare le immagini sul maxischermo o in TV, cosicché il pubblico, sia del palasport sia da casa, potesse seguire la finale. 

La competizione ebbe inizio. Dall'esterno il giudice di gara aprì un mini vasetto in vetro e lo appoggiò dentro una fessura di quella piattaforma in rivestimento metacrilato, per liberare una ronzosa malesiana destinata alla prima partecipante. 

Il fendente dell'atleta tricolore, una volta estratta la spada, andò a segno. Lo zoom di una telecamera non lasciava dubbi: l'insetto dalle bianche striature era morto stecchito sul pavimento traslucido, e da ciò seguì un sonoro applauso da parte di venticinquemila persone. 

Arrivò il turno del yuanita e relativa tigrettina volante, il primo, con la propria sciabola e con altrettanta abilità, riuscì ad annientare quest'ultima, addirittura tagliandola in due, guadagnandosi quindi un battimano scrosciante dagli spalti. 

Sì giunse all'ultima gara: ninja vs zanzara tigre della Malesia.

Il misterioso individuo, vestito completamente in nero, sfoderò in modo fulmineo la lunga katana dalla punta affilata e l'affondò velocemente. Mezzo secondo dopo, l'insetto continuò a svolazzare tranquillamente per poi posarsi sulla faccia quadrata in alto della piattaforma. Una pioggia di fischi travolse il ninjutsu che nel frattempo rimase freddo e impassibile. 

«L'ho evirata!» esclamò, sicuro di sé, davanti alle telecamere. 

Improvvisamente da sopra, la zanzara tigrata, iniziò roteare verso il basso, fino ad atterrare esamine sulla pavimentazione incolore. 

Il boato dei presenti si unì ai novantadue minuti di applausi. E fu così che il ninja venne decretato il vincitore, ricevendo la premiazione del Samurai d'Argento dal mitico Tony Brando.

 

 

Nota dell'autore: il racconto presenta tre omaggi cinematografici. Due di essi sono anche letterari.

 

 

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