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televisione

L’anima creativa del Brand Tentazioni: Cinzia Diddi.

22 Maggio 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #televisione

  

 

 

 

 

Tempo di traguardi raggiunti, tempo di emozioni. Soddisfazione per un ulteriore tappa raggiunta e per uno nuovo percorso che comincia. Finalmente è stato inaugurato, dopo una lunga ristrutturazione, lo Store Tentazioni by Cinzia Diddi a Sarzana. Fatiche e impegno, cadute e successi, gioie e dolori. Tutto questo in un mese di lavoro.

Protagonista come sempre … solo e soltanto l' amore e la passione per il lavoro. Dedico a mio fratello questo successo per essere sempre stato presente in ogni momento e in ogni mia scelta” . “A tutte le stelle che nelle notti della mia vita illuminano il mio cammino” e alle mie stelle più belle, le mie migliori creazioni:  i miei figli Dante Elsen Luigi e Annalea Ludovica Italia.

Ai miei genitori dedico questo traguardo e tutte le restanti pagine della mia vita, perché, oltre a essere  delle guide costanti, hanno permesso la costruzione della mia identità, fornendomi gli strumenti necessari a orientarmi nel mondo e insegnandomi la curiosità di esplorarlo ogni giorno da più punti di vista possibili.

Ringrazio i miei due  ospiti  d' onore Carmen di Pietro, da me vestita al Grande Fratello Vip e Giucas Casella che ho seguito nello stile all' Isola dei famosi.

La loro bellezza d' animo ha arricchito virtuosamente la giornata.

Un grazie colmo di gratitudine al mio ufficio stampa nella persona di Daniela Lombardi, professionista straordinaria e persona eccelsa”.

 

Cinzia Diddi

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

 

Conosciamo con più cura questo Brand:

 

L’anima creativa del Brand: Cinzia Diddi.

Cinzia si occupa di curare l’immagine di molti personaggi importanti, quali industriali manager avvocati di prestigio e personaggi del mondo dello spettacolo.
Siamo negli anni 80, era bambina e si divertiva a giocare nel reparto sartoria dell’azienda paterna.
E’ iniziato tutto da quell’atelier, poi l’attitudine, la sensibilità cromatica, l’intuito, il senso delle proporzioni e la formazione teorica... hanno fatto il resto.
Durante la sua esperienza lavorativa e grazie al padre, importante uomo borghese, Cinzia rimane a stretto contatto con l’alta borghesia, affinando uno spiccato senso del gusto e dello stile, ereditato senza dubbio dalla madre.
La parte stilistica è un aspetto di un contesto più ampio.
Cinzia è consulente di immagine, cioè quella figura professionale che fornisce un servizio dedicato al miglioramento dell’aspetto attraverso il modo di vestirsi, di muoversi e di presentarsi. Si occupa di tutto quello che concerne la comunicazione non verbale: l’abbigliamento, il trucco, l’acconciatura e l’etichetta, e dell’armonizzazione di questi aspetti.
Il valore aggiunto? Cinzia crea personalmente gli abiti.
L’immagine è una cosa seria: lavorare sull’immagine non significa mascherare ma svelare le persone. 
Per dirla in termini matematici, la passione per la moda è una condizione necessaria ma non sufficiente.
Ovvio, deve esserci una naturale inclinazione verso certi temi, ma come per ogni mestiere è necessaria una preparazione professionale maturata soprattutto sul campo di battaglia, unica scuola veramente formativa.

 

 

La storia del Brand Tentazioni è   una storia familiare, che affonda le sue radici in un lontano passato.
Da decenni si occupa di abbigliamento e di stile, più precisamente questa è la terza generazione.
Fare abiti è ciò che il team Tentazioni vuole e desidera fare. Fa parte del corredo genetico, e la passione che lo anima mantiene vivo e rinnova il voler fare sempre meglio, proiettandolo in un contesto quotidiano, dove ogni situazione è uno spunto per creare, un’occasione per accontentare, un momento in cui lo spirito di ricerca alimenta la sete di trasmettere i valori importanti attraverso il lavoro.
Così facendo la casa di moda Tentazioni crea valore nobilitando lo scopo.
Provando grande felicità quando le creazioni contribuiscono, nel quotidiano, a celebrare chi le sta indossando.
E’ così da sempre.
E di generazione in generazione vengono tramandati questi valori.

La filosofia del brand Tentazioni:
Lavorare con l’immagine è una cosa seria.
Gli abiti non devono mascherare ma rivelare la personalità di chi li indossa, creando carisma e mistero.
Un look che parla di noi riesce a farci riconoscere, ricordare, e darci credibilità.

 

 

La stilista pratese CINZIA DIDDI veste il cantante pratese FRANCESCO GUASTI

 

            "Francesco  Guasti  ha  un indiscutibile pregio, quello di avere una delle voci più squisitamente graffianti che si siano mai sentire, un vero miracolo della natura,

grandissimo artista, ma anche e principalmente un amico.

 

E’ un orgoglio per me vestire un grande personaggio come Francesco Guasti,  anche lui come me di Prato.

 

Il look che ho scelto per lui rispecchia esattamente il suo modo di essere: grintoso con personalità e comfort, un look affascinante e versatile, evocativo di un determinato stile di vita e in grado di suscitare emozioni. Un life style moderno, elegante e graffiante con articoli pratici, dalle linee pulite ed essenziali.

 

Pensato per un uomo che non segue le mode, ma che ha il carisma di dettarle.

 

I capi sono pratici, facilmente sovrapponibili e intercambiabili, caratterizzati da un’alta qualità dei materiali ed in grado di garantire comfort e morbidezza.

 

La sintesi perfetta tra comfort, eleganza contemporanea e brio da indossare indistintamente sia di giorno che di sera, per uno stile grintoso ma ricercato che non passa inosservato."

 

                                                                                                                                                                                             Cinzia Diddi

 

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Il pianeta Papalla

14 Maggio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

 

Prima degli odiosi Barbapapà e dei loro barbatrucchi, c’erano gli abitanti del pianeta Papalla. Li ricordate? Semplici nel disegno, avanti anni luce a quello che propongono adesso gli spot, che sono ormai pura noia a velocità supersonica.

I tondi Papalla pubblicizzavano gli elettrodomestici Philco. In quegli anni avere una lavatrice in casa significava, non solo aver raggiunto un auspicabile benessere economico, ma anche camminare verso la modernità, l’igiene, lo sviluppo.

Eh, sì, questo mio ritorno al passato somiglia a uno sguardo sul futuro che abbiamo perso: un futuro pulito, intelligente, progressivo, nel senso delle “magnifiche sorti e progressive”. Negli anni sessanta il futuro era roseo, civile, invitante. Che cosa rimane di tutte quelle speranze? Rimangono giovani che, commentando in rete lo spot dei Papalla, lo definiscono “orribile”. Perché è orribile il mondo in cui viviamo, dove la speranza è un lusso, dove i bambini non hanno più desideri e sono annoiati, tristi e demotivati, dove le persone vengono fatte a pezzi da gente senza anima e senza stomaco. È orribile lo sguardo di questi millennals che non conoscono la poesia dei ricordi, le  emozioni profonde, i valori e la tensione morale.

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Cinzia Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!

24 Aprile 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste, #moda, #televisione

 

 

 

 

 

Dal Grande Fratello Vip all'Isola dei famosi, un nuovo successo, ci racconta questa avventura?

 

La sera del 17 aprile si è concluso un bellissimo viaggio, iniziato il 22 gennaio, un programma televisivo che ha intrattenuto, stupito, è stato spesso al centro di varie polemiche e che ho trovato interessante per i messaggi che ha voluto trasmettere...  l’unità fra i partecipanti, il sostegno, l’amore per la natura. Sto parlando dell'Isola dei famosi, programma al quale ho partecipato in maniera indiretta poiché ho curato lo stile e l'immagine di un grandissimo personaggio, una bellissima persona, delicata, nobile d'animo, gentile... Giucas Casella.

In un primo momento si è trattato di fare abiti quasi di 'scena', i parametri da seguire erano  la comodità,  che fossero adatti al clima dell' Honduras.

 In un secondo momento ho fatto quello che è il mio lavoro vero e proprio, cioè fare abiti dietro consulenza di immagine.

Curare lo stile del personaggio valorizzandone le caratteristiche.

Sono tante le cose di quest'esperienza che ricordo con piacere, dall'enorme soddisfazione provata nel vestire e rendere “stiloso” Giucas, senza ovviamente snaturarlo, all'amicizia nata con questo favoloso personaggio del mondo dello spettacolo, sia con lui che con il suo assistente Giuseppe, al divertimento e soprattutto alla scoperta di me, poiché anche questa esperienza è servita ad arricchirmi professionalmente.

E' stato l'imparare qualcosa di nuovo su me stessa, il prendere più coscienza  e riconfermare le mie capacità professionali che ha contribuito a rendere quest'esperienza davvero speciale: fare abiti e curare lo stile di un personaggio, infatti, non è solo esercitare un' arte è qualcosa di più, qualcosa che ti permette, nell'analizzare il personaggio per valorizzarlo, di capire un po' meglio chi sei. Come mi è capitato al Grande Fratello Vip e poi ancora all'isola dei famosi e in molte altre trasmissioni televisive, red carpet o tour teatrali, l'esperienza in un modo o nell'altro è unica e irripetibile e finisce per lasciare sicuramente

Qualcosa di positivo, che sia una nuova amicizia, un pezzettino sconosciuto di te stesso o addirittura un nuovo sogno... anche questa volta posso esclamare con soddisfazione ... ne è valsa la pena!

 

Quale stile ha scelto per Giucas Casella?

 

Mi sono focalizzata su un aspetto estremamente evidente di questo personaggio in questo preciso momento della sua vita e, analizzandolo per creare il suo personale look, l'ho trovato UN UOMO SPIRITUALMENTE IN RINASCITA: il suo essere gioioso e allegro, frizzante e rinnovato, mi ha fatto protendere verso abiti importanti ed eleganti ma dal taglio giovane, con l'utilizzo di colori chiari, dal grigio chiaro al blu elettrico, dal beige  al giallo. Ho voluto che l'abito svelasse il suo stato d'animo di questo momento.

Sono una fautrice del fatto che l'abito debba SVELARE e non mascherare, debba in qualche modo raccontare qualcosa di Te.

Figure professionali come la mia hanno l'obbligo di valorizzare, tenendo ben presente questo concetto, poiché ogni abito creato che nasce da una consulenza di immagine debba essere una "seconda pelle", in modo che indossarlo faccia sentire FELICE E A PROPRIO AGIO.

 

Crede di aver raggiunto lo scopo?

 

Una cosa la so con certezza!

Ho lavorato con il cuore e la passione, con il grande desiderio di accontentare Giucas.

Cinzia  Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!
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MELAVERDE CON EDOARDO RASPELLI: TRA CIOCCOLATO E PASTORIZIA

22 Marzo 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #televisione



 

 

 

 

ORE 11 "LE STORIE DI MELAVERDE": dal cacao al cioccolato
 

Edoardo Raspelli questa domenica ritorna ad Orsenigo, in provincia di Como, ospite di una grande famiglia di maestri cioccolatieri che in sette decenni ha trasformato la piccola azienda, fondata nel 1946, in un polo produttivo all'avanguardia nella produzione di cioccolata Italiana straordinaria, che raggiunge con successo tutto il mondo, la ICAM. Scopriremo quindi di nuovo i segreti del cioccolato partendo dalla sua materia prima, il cacao, andando a conoscere come viene coltivato e lavorato per poi compiere un lungo viaggio che, dalle Americhe o dall'Africa, lo porta in stabilimento. Entreremo in produzione per vedere come dalla pasta di cacao, ottenuta con le prime lavorazioni, nasce il cioccolato poi trasformato nelle classiche barrette.
Faremo insieme un viaggio che ci porterà dal seme di cacao al cioccolato pronto da gustare.

ORE 11.50- MELAVERDE Prima Visione: eccellenze della Val di Fiemme

Questa settimana anche Edoardo Raspelli sarà in Val di Fiemme per raccontarvi diverse storie che uniscono le tradizioni della pastorizia, la voglia di fare di un padre e un figlio e la magia dei boschi della zona dove si celano abeti rossi dalle caratteristiche uniche, tutte storie legate alle eccellenze di questa valle. Inizieremo incontrando il gregge gestito da Nicoletta e suo marito Renato che, grazie ad un progetto provinciale, stanno cercando di recuperare una razza storica di questa zona dando nuova vita alla sua lana, che trasformano in diversi prodotti lavorati come un tempo.
Conosceremo poi Stefano e Michele, padre e figlio che insieme producono una birra 100% italiana coltivando orzo e luppoli in valle e percorreremo i sentieri che attraversano i boschi, dove forestali esperti selezionano i cosiddetti abeti di risonanza, maestose piante secolari perfette per realizzare casse armoniche per strumenti musicali.

 

Le foto sono a cura di Elena Tiraboschi

MELAVERDE CON EDOARDO RASPELLI:  TRA CIOCCOLATO E PASTORIZIA
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Chiudi il gas e vieni via

16 Marzo 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Macho, romantico ma sbrigativo, oggi sarebbe considerato maschilista, il bianco pupazzo a forma di cono dei mitici caroselli del caffè Paulista della Lavazza, anni sessanta e settanta. Una storia surreale, d’avanguardia com’erano tutti gli spot di quei tempi, un’ambientazione western e pistolera, come già nello spot della carne Montana.

Frutto della creatività di Armando Testa, i due pupazzi senza braccia né gambe, essenziali e moderni nella loro immagine stilizzata, erano Caballero e Carmencita. Lui è innamorato perso di lei e la cerca ovunque. Un terzo incomodo s’inserisce ma, alla fine, l’amore trionfa.

 

Bambina sei già mia, chiudi il gas e vieni via.

 

 

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A GRANDE VOCE DELLE SIGLE ITALIANE PIU’ AMATE DEI CARTONI ANIMATI CRISTINA D’AVENA SPECIAL GUEST DELLA XXIII EDIZIONE DI ROMICS

13 Marzo 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #televisione, #musica, #vignette e illustrazioni, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

 

 

La XXIII edizione di Romics vedrà tra i suoi protagonisti Cristina D'Avena, l’amatissima interprete delle sigle di cartoni animati che sono state colonna sonora per generazioni di bambini e ragazzi. La cantante si esibirà a Romics ripercorrendo i suoi successi più famosi. L’evento assume un valore speciale in occasione della presenza a Romics di Tsukasa Hojo, l’autore della celebre serie Occhi di gatto di cui Cristina ha interpretato la sigla italiana.

Nata a Bologna, Cristina esordisce all'età di 3 anni cantando Il valzer del moscerino che si aggiudica il terzo posto alla decima edizione dello Zecchino d'Oro. La sua carriera di cantante inizia quando, ancora adolescente, viene segnalata ad Alessandra Valeri Manera, responsabile della tv dei ragazzi della neonata Canale 5. Dopo essere stata sottoposta ad un provino discografico, Cristina firma un contratto di esclusiva e diviene così l'interprete della canzone Bambino Pinocchio. Da allora non ha mai smesso di incidere e, grazie alla quantità di sigle da lei registrate, è l'unico personaggio dello spettacolo la cui voce è presente sulla tv italiana ininterrottamente dai primi anni '80 almeno una volta al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno. Nel 1986 raggiunge una nuova popolarità interpretando il ruolo di Licia nella serie di telefilm per ragazzi "Love me Licia”, basata sul cartone animato giapponese Kiss me Licia. È così che quella che fino a quel momento era una voce amatissima dal pubblico diventa un volto famoso della tv.

Nel corso della sua lunga carriera Cristina D’Avena ha tenuto numerosi concerti, che hanno sempre ottenuto un enorme successo di pubblico. A seguirla non sono solo i bambini, amanti dei cartoni animati, ma anche gli adulti affollano da sempre le sue esibizioni live. Nel nuovo millennio la cantante ha continuato e continua a tenere concerti in tutta Italia, sia da sola che accompagnata dal gruppo dei Gem Boy.

All'attività musicale e discografica si aggiunge l'attività di conduttrice e co-conduttrice televisiva (nonché radiofonica) e nel 1998 debutta anche al cinema interpretando se stessa in una scena del film Cucciolo di Neri Parenti accanto a Massimo Boldi.

Nel 2012 D’Avena festeggia 30 anni di carriera. Le celebrazioni di questo importante traguardo si materializzano anche a livello discografico con la nascita di un grande intitolato 30 e poi..., composto da CD che raccolgono sigle originali dei cartoni animati più famosi degli anni '80, '90 e 2000; sigle inedite, una reinterpretazione del classico natalizio O Holy Night, un megamix dei suoi storici successi anni '80, una cover del brano L'anno che verrà di Lucio Dalla, un DVD, e un Libro Fotografico. Nell'estate 2014 nasce la sua personale etichetta discografica, la Crioma Music.

Nel 2016 partecipa in qualità di super ospite al 66° Festival di Sanremo; nel 2017 esce Duets, una raccolta di alcune delle più celebri sigle di cartoni animati reinterpretate da Cristina D’Avena insieme ad alcuni dei più importanti cantanti italiani tra cui Ermal Meta, Noemi, Giusy Ferreri e Loredana Bertè insieme alla quale interpreta il singolo di lancio e ormai sigla cult Occhi di gatto.

Cristina D’Avena sarà presente domenica 8 aprile alle ore 16.00 sul palco del Pala Romics Sala Grandi Eventi e Proiezioni.

 

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Eh, che maniere

6 Marzo 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

Calimero pulcino nero. No, per carità… scuro… no, anzi, di colore… cioè, diversamente bianco.

Calimero, strano come il brutto anatroccolo, tenerissimo con quel suo guscio frastagliato a mo di cappellino, compare per la prima volta nella pubblicità della Mira Lanza nel 1963. In realtà si scoprirà che non è nero né diverso ma solo sporco.   

Eh, che maniere! Qui tutti ce l'hanno con me perché io sono piccolo e nero... è un'ingiustizia però.

Bei tempi in cui si poteva ancora dire pane al pane e non si era buonisti bensì buoni. Ci sono già in nuce tanti temi nello spot, come il pregiudizio, l’apparenza in contrasto con la sostanza. Il nome del pulcino deriva dalla basilica di San Calimero. 

Quanta solitudine nel primo episodio, dove il pulcino caduto nella fuliggine cerca la sua mamma e viene rifiutato perché nero. Resterà sempre sfortunato, piccolo, coraggioso e solo.

Ava come lava, e come profuma!

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Brava Mariarosa

26 Febbraio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Se le pubblicità degli anni sessanta e settanta andassero in onda oggi:

Calimero sarebbe un pulcino di colore
Caballero sarebbe troppo maschilista.
Gringo farebbe capo alla lobby delle armi.

Cimabue andrebbe contro la laicità dello stato.
Mira creerebbe un incidente diplomatico con l’Olanda.
Dolce cara mammina farebbe infuriare le femministe, per non parlare di Olivella sposa novella.
Il gigante sarebbe un diversamente alto e Jo Coondor una specie protetta insieme agli amici di Gioele.
E chissà le proteste dal pianeta Papalla

Ad analizzarle, queste pubblicità,  si vede che erano basate sulla dicotomia saper fare (dolce mammina, Gringo, Mariarosa, Lancillotto) non saper fare (Cimabue).

L’intento è didascalico, chi sa fare è bravo, s’impegna, merita un premio, chi non sa fare ha per fortuna qualcuno che lo salva in extremis e riporta l’ordine.

Impegno, bontà, sacrificio, dedizione, dovere, merito, fatica… parole scomparse dalla nostra cultura, valori sostituiti da altri come integrazione, inclusione, condono, recupero, multiculturalità etc…

E allora viva Mariarosa che sapeva far tutto beata lei.

 

Brava brava Mariarosa

Ogni cosa sai far tu

Qui la vita è sempre rosa

Solo quando ci sei tu

Mariarosa, facciamo una torta?  

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Mezzogiorno di cuoco

18 Febbraio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Sì, sì… più riguardo questi vecchi spot pubblicitari degli anni sessanta e settanta, più capisco quanto fossero avanti rispetto a noi. Quello della Carne Montana, con Gringo, il cattivo Black Jack e la bella Dolly, era un misto fra uno spaghetti western e un rap. Molto moderno, tutto musicato e in rima, con quelle desinenze che – mannaggia – dovevano sempre far rima con Gringo.

 

S’iniziava con:

Lassù nel Montana fra mandrie e cowboy c’è sempre qualcuno di troppo fra noi

 

E si finiva sempre con:

Il sole nel cielo è una palla di fuoco

Sarà mezzogiorno, mezzogiorno di cuoco

 

Vabbè... tanta nostalgia, tempi pionieristici e, allo stesso tempo, già molto maturi, anzi d'avanguardia. Tempi che non torneranno più.

 

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GLI ABITI DI CINZIA DIDDI SONO APPRODATI SULL'ISOLA DEI FAMOSI:  MODELLO D'ECCEZIONE UN GIUCAS CASELLA IN GRANDE FORMA!

15 Febbraio 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #televisione

 

 

 

 

 

Considero il mio lavoro una forma d'arte, quindi non tutti i giorni o tutti i momenti sono buoni per dare libero sfogo alla creatività perché è necessaria la giusta ispirazione.

Certo è che, quando il mio stato vitale è elevato, riesco a cogliere nell'ambiente che mi circonda ogni dettaglio e a trasformarlo in spunti e idee per creare.

Amo fare abiti da cerimonia o da grandi occasioni, dietro ai quali c’è un enorme lavoro ... in termini di creatività, di tecnica sartoriale, di ricerca dello stile, di scelta  dei tessuti e accostamenti di materiali e accessori.

La parola chiave per me nel lavoro è DIVERTIRSI.
Una frase di Confucio dice: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita"

Fortunatamente io faccio il lavoro che amo ... in questo modo lavorare diventa divertimento.
Anche vestire Giucas Casella all'Isola dei famosi è stata una vera parentesi divertente... ho accolto a braccia aperte questa esperienza.
La chiamo parentesi perché, in realtà, si discosta un po' da quello che faccio abitualmente e, pur discostandosi, non ho voluto tirarmi indietro. Ritengo che ogni esperienza sia in grado di arricchire il proprio bagaglio emotivo.

Nessuna consulenza di immagine in questo caso, dovevo semplicemente fare abiti  comodi, casual e adatti al clima dell' Honduras.

Per Giucas ho scelto di fare T-shirt dai colori pastello, jeans, bermuda, giacche in cotone e scarpe in tela.

                                                                 

                                                                                                                                                                                 CINZIA DIDDI

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