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televisione

Gossip: solo work in progress?

26 Settembre 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #gossip, #televisione, #cinzia diddi, #moda

 

 

 

 

 

Giorgio Manetti, noto per aver partecipato alla trasmissione Uomini e Donne di Maria de Filippi, sembra aver lasciato la trasmissione e  la fidanzata storica Gemma Galgani  ed  eccolo scovato accanto ad un’altra affascinante bionda.

 

Tranquilli non è la sua nuova fiamma, si tratta di  Cinzia Diddi, giovane e talentuosa  stilista pratese, i due si sono incontrati durante una conferenza stampa tenutasi in un raffinato hotel fiorentino, dove l’ex protagonista di Uomini e Donne, davanti ad una ristretta e selezionata  platea, ha illustrato la sua nuova attività di organizzatore di eventi.

 

Quindi solo “work in progress” per Cinzia Diddi e Giorgio Manetti … se sono rose fioriranno …

Gossip: solo work in progress?
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Le stelle sono tante, milioni di milioni

21 Settembre 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione, #cinema

 

 

 

Bianco e nero, puro stile western, ecco le avventure dello sceriffo negli spot della Negroni degli anni sessanta e settanta.

Ringraziamo la nostra buona stella,

Le stelle sono tante, milioni di milioni

Mi piacevano i western, specialmente quelli con una storia di amore. Mi piacevano gli uomini a cavallo, il bene e il male ben distinti, quella stella di sceriffo appuntata sul petto a tutela della legge, quelle pistole che facevano giustizia senza dubbi o pentimenti. Sarebbe bello se il mondo fosse ancora così: bianco e nero, gli indiani tutti cattivi e i cowboy tutti buoni.

Ricordo in particolare un film con Gregory Peck che mi faceva battere il cuore. Ero una bambina visionaria e romantica, precocemente e perennemente innamorata dell’amore. Cielo giallo si chiamava quel film del 1948 e aveva come protagonisti Gregory Peck e Anne Baxter. Sì, perché nei western gli uomini erano davvero uomini, fascinosi, virili, rudi e tutti d’un pezzo, e s’innamoravano di donne belle e battagliere.

Non se ne vedono più di western al cinema, il mito della frontiera è tramontato, si è capito che gli indiani erano le vittime e ora sarebbe politically incorrect sparargli addosso, nessuno più rimpiange un tempo in cui ci si ammazzava per uno sguardo di troppo. Ma ho passato l’infanzia con la voce stridula del vecchietto del west, con lo sportello del saloon che sbatteva, coi cavalli legati fuori della porta, coi banditi, con le penne, gli archi, le frecce e l’attacco alla diligenza, col becchino che ha il negozio di bare e si  frega le mani ad ogni pistolettata.

L’ultimo western memorabile che ho visto è i segreti di Brokebeck Mountain ma quella è tutta un’altra storia.

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Arena del mare di Sapri… scenario unico di arte, musica e spettacolo

22 Agosto 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #musica, #eventi, #televisione


 

 

 

La storica arena, da sempre protagonista di grandi eventi, si impreziosisce dei colori della moda e si inebria sulle note della musica di grandi artisti della scena nazionale e internazionale. Ad aprire la serie di spettacoli ci sarà il grande concerto di Nino D’Angelo il 20 Agosto e, a seguire, il giorno dopo, sullo stesso palco il grande evento di moda sotto le stelle, dove sfileranno i capolavori di Alta Moda e di Abiti da Sposa del celebre stilista Mimmo Tuccillo, protagonista dei grandi eventi della Moda Italiana e stilista di famosi personaggi dello spettacolo e della televisione. Le sue illustri firme, abbellite da pregiati pizzi e ricercati cristalli, saranno accompagnate dal peculiare e grande lavoro dell’hairstylist “Nicola Mariani” e “Lineaemme” e dai gioielli di luce di “Luce di Pegaso”. Essi contribuiranno a creare delle opere d’arte che sfileranno in passerella sotto gli occhi di centinaia di persone. La serata sarà allietata dall’intervento di artisti dello spettacolo, tra cui l’ambasciatrice della musica napoletana nel mondo, la grande Anna Merolla e il famoso Giosuè Bernardo del gruppo “Nojazz”, e dalla presenza della dilettevole Maria Bolignano, regina del cabaret direttamente da Made in Sud. Esibizione di spicco sarà quella del giovane cantante italiano di bachata “Cosimo”, che, dopo la sua partecipazione canora ai mondiali in Russia, si fa portavoce nella sua terra della musica latina che gli ha permesso di conquistare il pubblico della bachata, e non solo, in giro per il mondo e, in tale occasione, presenterà il suo nuovo singolo Tormento
Ma le sorprese non finiscono qui, numerosi saranno gli ospiti che prenderanno parte all’evento e lo renderanno unico nel suo genere… però non sveliamo i particolari!

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Palla pallina

19 Agosto 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #musica, #televisione

 

 

Palla pallina su un piede sto

e mille salti con te farò

Il 1968 è un anno fatidico che ha significato molto per tanti: la contestazione studentesca, la liberazione sessuale, i vecchi definiti “matusa”, etc etc. Ma io avevo sette anni, ricordo solo il gioco “palla pallina” lanciato da Rita Pavone. Lo rammentate? Una piccola palla di plastica dura e un lungo cordino terminante in un cappio da infilare alla caviglia. Con un piede la si faceva roteare e con l’altro bisognava saltare la cordicella. Non era poi così facile mantenere il ritmo, ma ci ho provato per giorni e giorni nelle interminabili estati sulla terrazza che dava sui tetti. Canottiera e mutandine, ginocchia sudice e sbucciate, piedi feriti dal cemento dei bagni o da qualche spina di riccio, il tempo si dilatava come in un buco nero, le vacanze duravano dalla metà di giugno fino al primo di ottobre, la noia, sì, la benedetta e santa noia, oggi sconosciuta ai bambini, era capace di farmi giocare da sola i giochi di società, persino la dama, interpretando entrambe le parti senza barare, cercando di vincere contro me stessa. Annoiarsi era un valore, non una mancanza di stimoli. M’induceva a leggere, a trovare risorse in me stessa, a lavorare con la fantasia, a trasformare il niente in tutto, a diventare creativa.

Non pressate di stimoli continui i vostri figli, non giocate tutto il giorno con loro, non sballottateli qua e là come pacchi fra ludoteche, gonfiabili e compleanni, non intromettetevi nei loro trastulli, lasciateli essere bimbi fra bimbi, lasciateli frignare per la noia in una stanza o in un cortile, che gli fa bene!

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Gli incontentabili hanno il passo pesante

17 Agosto 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

 

Vi ricordate la terribile famiglia degli “incontentabili” che in ogni negozio non trovava mai niente di abbastanza buono da comprare, dopo aver messo a soqquadro ogni cosa e ridotto all’isteria il malcapitato commesso? “Gli incontentabili hanno il passo pesante” era un tormentone che avevamo adottato anche noi in famiglia.

Uno spot della ignis degli anni settanta, un padre che incute soggezione - il compianto Giampiero Albertini, attore di tanti sceneggiati famosi e doppiatore del tenente Colombo - una madre che non perde un pelo,  figli modello, fratello e sorella, ingessati e perfettini come due Derossi. Tutti e quattro, più che camminare, marciano, col loro passo, appunto, “pesante”, indice di determinazione e autorevolezza, mentre incutono paura a ogni addetto alle vendite, finché non trovano una lavatrice degna di essere acquistata senza nemmeno pensarci su.

Come appaiono lontani dal nostro attuale modo di essere quegli ingenui sketch che allora parevano moderni e rivoluzionari! Quanta nostalgia, per tutto, anche per le cose più insignificanti e brutte, come la crepa sull’asfalto, il pratino sterrato e la panchina con i cuori e  le iniziali. El magùn, direbbe Albertone.

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Giocagiò

15 Agosto 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione, #educazione

 

 

 

 

Il tempo è smisurato da bambini. In particolare non finivano mai i quindici minuti che intercorrevano dalle 16,45 alle fatidiche 17, quando incominciavano i programmi Rai, inaugurati dall’immagine dell’antenna che saliva lentamente, immersa in una musica solenne.

Come anticipo sulla Tv dei ragazzi - beati tempi in cui nel pomeriggio criminologi dalle labbra gonfiate e direttori di riviste gialle ancora non disquisivano su delitti e donne fatte a pezzi - c’era un programma, andato in onda dal 1966 al ‘69, intitolato Giocagiò.

I conduttori più famosi erano Lucia Scalera e Nino Fuscagni (già, chi affiancare a una “Lucia” se non il mitico "Renzo" de I promessi Sposi, trasmessi nel 1967?)

Io ero una bambina curiosa e solitaria, mi piacevano le cose da ragazzi ma anche quelle per adulti, seguivo tutti gli sceneggiati tv senza perderne una parola, e forse è proprio così, fra fiabe, pupazzi animati e opere letterarie imperiture, che si è formata la mia fantasia. 

Giocagiò era dedicato “ai più piccini” ed era una sorta di Art attack ante litteram. Scopo del programma era insegnare, in modo divertente e leggero, a costruire oggetti e prendersi cura di piante e animali. In quegli anni là non si dimenticavano mai l’intento didattico e l’indirizzo etico del fanciullo.

Certe cose, per la loro semplicità, riuscivano persino a me che sono negata dal punto di vista manuale. Ad esempio mi piaceva costruire un igloo, disegnando col pennarello mattoni di ghiaccio su un guscio d’uovo aperto a metà. Chissà se i bambini di oggi sanno cos’era un igloo? Chissà se lo sanno almeno i bimbi eschimesi? (O devo dire Inuit, ora che le cose si offendono quando vengono chiamate col loro nome?)

La televisione era in bianco e nero, allora, gli sfondi erano pezzi di cartone dipinto, ma bastavano pochi oggetti - un tavolo, una sedia, la gabbietta di un uccellino - per scatenare la fantasia dei più piccoli, ricostruendo la casa immaginaria in cui era ambientato il programma, così come quando, nelle Fiabe sonore dei Fratelli Fabbri, bastava il suono dell’arpa per segnare il passaggio del tempo. Potente è la fantasia dei bambini, e potente quella del lettore se solo lo scrittore sapesse toccare i tasti giusti.

I due presentatori ebbero un gran successo perché erano educati, gentili, giovani e sorridenti. La Scalera era il prototipo della maestra che tutti avremmo voluto avere, bella e materna, dolce e allegra. Ma erano anche sobri, eleganti, formali. Lei aveva un casco scuro di capelli cotonati e lui l'immancabile giacca e cravatta. Erano anni in cui la forma contava ma non si sostituiva, tuttavia, alla sostanza.

Come vorrei che, all’improvviso, dalle mie mani scomparisse il telecomando e vi si materializzasse, invece, una tazza di tè caldo. Le cinque di un pomeriggio d’inverno… Mia madre e mia nonna sedute sul divano che è il mio letto, nel bel salotto nuovo della mia casa di via San Carlo, con le poltrone di sky marrone e le tende a rete gialla. La scrivania di mio padre in un angolo, ché lui lavora di giorno e studia di sera per diplomarsi. Io, accoccolata davanti al basso tavolinetto di marmo che per me rappresenta tutto: comodino, scrittoio, ripiano da gioco. Inzuppo biscotti al Plasmon che si sfanno nel tè, e ho nel naso un odore salato di raffreddore. Una lucina accesa brilla accanto all'apparecchio, perché “se no fa male agli occhi”, i bagliori bianchi e neri illuminano la stanza e, sullo schermo, Nino e Lucia sorridono: belli e giovani come non saranno mai più.

Non so se, fra schiuma party e feste di compleanno settimanali, i nostri bambini inondati di regali, imbambolati davanti al tablet, inchiodati al cellulare di papà, hanno mai provato una gioia del genere?

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Ballando sotto le stelle

10 Agosto 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #televisione, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

 

Mettete l'atmosfera di una magica serata nella splendida Sardegna, l'ambiente accogliente e confidenziale dell'Hotel Village Fior di Sardegna, a Posada, di Danilo dell'Agnese e Franco Giuliano, e due amici che si rincontrano dopo 30 anni. I due personaggi in questione sono la spumeggiante e splendida Carmen di Pietro, in forma più che mai e l'evergreen, marpione  e simpatico, Stefano Masciarelli e lo spettacolo è servito … 
I due non si vedevano da circa 30 anni ma, rispolverando i vecchi ricordi, parlando dei programmi futuri, si sono lasciati travolgere da una serie di balli e giravolte, scambiandosi divertenti battute e coinvolgendo i fortunati ospiti della struttura che hanno potuto assistere ad uno spettacolo improvvisato ed esilarante. 

L'estate è anche questa … leggerezza, amicizia, voglia di sorridere e far sorridere … 

 

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Olivella sposa novella

27 Luglio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #televisione, #come eravamo

Sebbene forse meno famosa, c’era anche lei, Olivella sposa novella, della pubblicità Bertolli. La giovane sposa dal moderno caschetto aveva un’amica attempata, segaligna e acida, con una “cofana” di capelli cotonati in testa. Qualunque cosa Olivella cercasse di fare, lei, invidiosa, la imitava, ma con risultati disastrosi.

Qui si ritrova tutto lo schema della fiaba: giovane/figlio minore uguale bello, buono e degno di successo. Vecchio uguale antipatico e maligno. Solo la bontà e bellezza vengono premiate alla fine.

Non capisco perché “tutto vada bene solo a te” si lamentava l’amica acida usando addirittura un ormai defunto congiuntivo.

A pensarci bene, queste degli anni sessanta e settanta erano già tutte pubblicità di content marketing. Messe da parte negli anni ottanta, le pubblicità basate su contenuti seriali sono ora ricomparse di prepotenza. Insomma, non abbiamo inventato proprio niente di nuovo!

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Gigante pensaci tu

18 Luglio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

 

Rieccomi a rammentare il ben tempo che fu. Si sa che, dopo una certa età, tutto fa nostalgia. Ve li ricordate Jo Condor, il cattivo sui generis, e il gigante buono dello spot dei Mon Cherie Ferrero?

Adesso negli spot dei cioccolatini ci sono case di lusso e un’irraggiungibile atmosfera alto borghese, (ma non quella simpatica del mitico Ambrogio con la contessa). Qui, invece, avevamo un disegno garbato e romantico di un villaggio dove tutti erano ben inseriti e felici, vegliato da un gigante paterno e gentile, che puniva come si meritava un vecchio condor rompipalle.

E che? Ci ho scritto Jo Condor?

Lo dicevamo tutti, era un tormentone.

Eh, sì, gigante, almeno tu potessi pensarci anche oggi. Sai quanti Jo Condor andrebbero spazzati via?

 

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UN ALTRO SUCCESSO PER CINZIA DIDDI: VERONICA SATTI  SPLENDIDA  NELLA FINALE DEL GF 15 VESTE UN ABITO DELLA STILISTA PRATESE

10 Giugno 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #televisione

                                                                                 

 

 

 

 

Grande Cinzia Diddi! La giovane stilista pratese ha appeso un’altra medaglia al petto: Veronica Satti, la figlia ritrovata di Bobby Solo, ha indossato durante la trasmissione abiti della stilista pratese, per poi esplodere in tutta la sua bellezza con un long dress rosso. Rosso è il colore dell’amore e le ha portato decisamente fortuna visto che il sogno della giovane di ritrovare armonia con il famoso padre sembra stia diventando realtà.

D’altra parte Cinzia Diddi non veste solo l’apparenza, veste l’anima, come più volte ha tenuto a sottolineare. Crea il look cercando di cogliere l’essenza della persona che deve vestire, perché con l’abito si esprime la nostra personalità il nostro “io”.

 Cinzia Diddi è stata interpellata da un grande amico di Veronica, Edoardo Ercole, figlio della mitica Serena Grandi, per rivisitare il look dell’amica del cuore che stava intraprendendo questa  esperienza televisiva con un grande scopo: quello di farsi conoscere dal mitico Bobby Solo, che per lei è “semplicemente” suo padre, un padre con il quale l’amore non si è mai interrotto, si è smarrito, ha solo preso una lunga e tortuosa strada per poi esplodere, nonostante a volte ci possano essere delle incomprensioni che sembrano insuperabili.  

Cinzia Diddi è felice di aver contribuito, anche se in minima parte, a far conoscere questa figlia attraverso il suo modo di essere.

Se è vero che chi lavora dietro le quinte è importante quanto chi lo fa davanti alle telecamere, si può affermare che Cinzia Diddi ha veramente spopolato  in questa stagione  televisiva passando da un Gf all’altro, dall’Isola dei famosi a Sabato Italiano, Tale e quale, per non farsi mancare il teatro, la magia della notte in discoteca.   

                                                                                                                                                                                      

 

Da sempre la femminilità, da noi stilisti, è considerata un valore da esaltare, un qualcosa di prezioso che va messo in risalto non solo con un trucco curato ed un'acconciatura impeccabile, ma anche, nelle occasioni particolari, con abito da sera che esalti le forme e faccia risplendere di eleganza e raffinatezza chi lo indossa.
L’abito lungo da sera è da sempre simbolo di eleganza e sontuosità. Un capo da sogno per tutte, dall'infanzia in poi!

Si indossa per un’occasione speciale... È il pezzo forte che conclude ogni sfilata e l’attesa è sempre trepidante. Anche le FIABE non sono immuni a questo fascino.”

 

                                                                                                                                                                                           CINZIA DIDDI

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