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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

poesia

Al cavariol

18 Gennaio 2014 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #poesia

Al cavariol

"ROSCIGNO VECCHIA" PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA

AL CAVARIOL

Aloura, ai’ aveva si an

In muntagna tais a Farnà

A ciapeva la rozla:

una volta, dau volt…. fen in fond a Ri frad

e a ogni cavariola avdeva e mond a l’arversa

Adess ai’ò zinquant’an

In zitè, a lez i giurnel,

a seint la television

e a vad ancoura e mond a l’arversa:

rubarì, delinquenza, droga e omiceddi.

Dmateina a touran lasò

a tais a Farnà

a ciap la rozla

una volta, dau, volt…fen in fond a Ri frad

e a ogni cavariola a voi vadar se al mond u s’adrezza!

TRADUZIONE

Le capriole

Allora, avevo sei anni

In montagna vicino a Farneto

Ruzzolavo

Una volta, due volte…. fino in fondo a Rio freddo

E a ogni capriola vedevo il mondo a rovescio.

Adesso ho cinquant’anni

In città, leggo i giornali,

sento la televisione

e vedo ancora il mondo a rovescio:

furti, delinquenza, droga e omicidi

Domattina torno lassù

Vicino a Farneto,

ruzzolo

una volta due volte… fino in fondo a Rio freddo

e a ogni capriola voglio vedere se il mondo si raddrizza!

Franca Poli

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LA MASSTRA

17 Gennaio 2014 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #poesia

PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA 2011 "LE ROSCIGNOLE"

LA MASSTRA

Se a tòrn a nàser a voi fèr la masstra

ciapèr i fangén par man

e guidèri a la dscuèrta de corp uman.

Cuntèri còmm e foss una fòla

che Garibeldi con mèl amig

l’uné l’Italia sanza tanti brig.

Spieghèri che, con divèrsi région,

da nord a sud l’é tot un Pajis

e bisaggna sanper dividèr al spais.

Che l’Italia l’è totta bela:

peina peina ed mont, ed culeini

ed fiomm, ed mèr e tanti ciséini.

E po’ ai voi dir che bisaggna vlairès ban,

che an i sia mai l’òdi in tèra

parché l’é qual che porta la guèra.

“Ban el quast che insagnan a scòla?”

(quélcdòn l’arà pinsé)

mé arspand : “la mì masstra l’ira acsé!”

(Franca Poli)

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La strela cadainta

16 Gennaio 2014 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #poesia

La strela cadainta

LA STRELA CADAINTA

Am son svulté l’eltra not in un pré.....

Dio cum a sira cuntainta

A un semil spetacual a n’ira mega preparé:

a i ò vest una strèla cadainta!

Ad totti ca li èter l’ira la piò bela

Comm una cumatta, con la co iluminé

La sluseva, la fruleva, l’ira la mì strèla

E a l’impruvis l’è vgnù vers ed mé……

La m'à illuminé

La m’à abrazé.....

Mama t’i tè?

Finalmaint t’è dezis ed turner que da me!

(franca Poli)

LA STELLA CADENTE

Mi sono sdraiata l’altra notte in un prato

Dio come ero contenta

A un simile spettacolo non ero preparata:

ho visto una stella cadente!

Di tutte le altre era la più bella

Come una cometa, con la coda illuminata

Luccicava, si muoveva, era la mia stella

E all’improvviso è venuta verso di me….

Mi ha illuminato

mi ha abbracciato

Mamma sei tu?

Finalmente hai deciso di tornare quaggiù.

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Macale, De Cave, Appetito, "Resushitati"

15 Gennaio 2014 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #poesia

Macale, De Cave, Appetito, "Resushitati"

Resushitati

Macale, De Cave, Appetito

Edizioni Il Foglio, 2013

Cardiopoetica è un collettivo letterario composto da tre persone – Marco De Cave, Fabio Appetito e Mariano Macale – che non si pone solo come unione di tre autori in un unico volume, piuttosto - almeno nelle intenzioni - come una sorta di nuova avanguardia culturale, di manifesto letterario.

Il gruppo nasce a Cori, in provincia di latina, nel 2010, e si prefigge l’obiettivo di rinvivire la poesia, che sonnecchia, a suo dire, dagli anni novanta, calandola nel quotidiano, portandola fra la gente comune, con una serie di reading, di avvenimenti multimediali. “Resushitati” è il loro secondo libro, edito da Il Foglio Letterario.

Il titolo ha tre chiavi di lettura. Se lo si considera parola piana, con l’accento sulla penultima sillaba, gli si conferisce un tono di evento, di cosa fatta. Se, invece, lo si legge con l’accento sulla ù, prende il significato di una esortazione a risorgere, a uscire da una condizione che è “vita apparente”, notte di “morti viventi” alla Romero: “anche se si è impagliati sulla parete di una sala.”

Siamo morti, siamo alienati dal consumismo, dall’esaltazione dell’esteriorità, del corpo e dell’abito, da una comunicazione che diventa solo esternazione sui social network, monologo inascoltato e non dialogo. Bisogna “Ricominciare da capo nuovamente” , come ci esorta a fare la citazione da Lenin, stimolo a una rivoluzione che non è solo politica ma anche interiore. (Il concetto è bene esplicitato nel piccolo brano in prosa di Marco De Cave dal titolo “Giornata pesante”.)

Per farlo, per uscire da una vita che vita non è, per risvegliarsi e risorgere, occorre una scelta netta, limpida, una presa di posizione sociale, un rapportarsi alla collettività, agli altri, cosicché l’individualità possa fondersi in un “noi” e l’anima sia scossa dalla poesia. Se si sceglie di rivivere, non lo si fa come l’eremita disgustato, ma cercando di comprendere questo nostro mondo da dentro per poi ribaltarlo.

Nel titolo si trova inserita anche la parola sushi, qualcosa che si porta via, un take away non solo dell’oggetto ma anche del soggetto. E la poesia arriva per portarti via, per trascinarti, per risvegliarti. Una poesia, però, moderna, fatta di cose di oggi, e, tuttavia, capace comunque di lirismi antichi, di invocazioni, di preghiere, di canti alla luna. Il collettivo dice di rifarsi alla tradizione montaliana, nerudiana e alla Beat Generation, ma non mancano echi crepuscolari e stilemi più classici e meno sperimentali.

Il soggetto, l’introspezione lucida e un poco disperata, “Ma io non sono portato a vivere”, resta, a nostro avviso, sempre al centro delle poesie di questi tre autori che, pur nello studio avanguardistico, pur nell’impegno socioculturale, pur nella creazione di un manifesto comune, altro non cercano se non l’amore, la fusione con l’altro da sé, una comunione autentica e non di superficie, un noi più profondo, dove si ascolta oltre che parlare.

che avessimo una parola almeno

Da dividere in uno quando stiamo insieme”

E ancora :

ho smesso di cercare la risposta che soffia nel vento

Perché adesso il vento sono io

E sono già alle tue spalle.”

Come nella poesia di Macale, “Non sia mai che scenda la sera sui tuoi occhi”, che ci piace proprio perché smette i panni della sperimentazione e si lascia andare ad un lirismo pavesiano.

Non sia mai che scenda la sera sui tuoi occhi,

non si cela alle pupille arcane la realtà

rotta, minuta di questo coccio perduto,

ma non è vano il voto dell’assemblea,

se il mondo intero ti ostracizza

troverai come perla rara rifugio in me,

per quanto siano senza regola le mie parole,

fallimentari i miei progetti, dipartite da tempo le chimere, le utopie

verso mondi immaginari.

È rimasto nel porto l’unico sogno

Di tutta una vita: noi.”

Alla fine, ancora una volta, il collettivo, il sociale, s’identifica con il “noi” formato da due anime che non riescono mai a fondersi quanto vorrebbero. Come afferma ancora Macale, “per amore si può risorgere”.

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Ivo De Palma recita 5 poesie da Sazia di luce di Adriana Pedicini ed. Il Foglio, musiche di Carlo De Filippo

11 Gennaio 2014 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #poesia

Poesie tratte dalla silloge Sazia di luce, il Foglio edizioni 2013

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quello che sono

8 Gennaio 2014 , Scritto da Marco Lucchesi Con tag #marco lucchesi, #poesia

Non sono un Grande Poeta…

…“Voglio fare con te

ciò che la primavera fa con i ciliegi”…

non voglio declamarti immagini

non riesco a ricamare vento

a tessere stelle per i tuoi occhi…

…“Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima”…

Non riesco a recitarti

per sembrarti nobile,

solo per apparire al mondo

solo per lasciarci un segno…

Non sono un Grande Poeta…

…io sono un piccolo muratore

che suda roccia

e respira polvere

Che apre finestre e porte,

scavando dure pareti,

Sono un cercatore di luce!

Un topo nell’anima,

che gratta leggero,

e lascia briciole di conchiglia…

Non sono un Grande Attore…

affabulatore di menti,

prestigiatore del niente.

…“Essere o non essere, questo è il problema”…

Non ti inganno con artifici

fuochi e luci in mezzo agli occhi.

Parole ben copiate

Voci recitate

Suadenti artefatte carezze

Languide ammalianti certezze

solo per apparire al mondo

solo per lasciarci un segno…

Non sono un Grande Attore…

…io sono un piccolo matto

che tartaglia

frasi sconnesse

Che borbotta cose grandi

non ascoltato.

Si volta e riparte

andando leggero nel vuoto

Sono un solitario pescatore

su uno scoglio ad amare

per non disturbare.

Non sono un Grande Scienziato…

non dispenso certezze & fredde carezze

non guato le masse

da torri dorate

Non salgo su cattedre,

non mi ergo su piedistalli,

non vivo per farmi più grande.

Non partorisco inutili idee,

con voce stentorea.

Non abortisco inutili scritti,

in polmoni d’acciaio

solo per apparire al mondo

solo per lasciarci un segno…

Non sono un Grande Scienziato…

…io sono un piccolo alchimista

mescolo profumi a caso

sotto un cappello a punta.

Agito bacchette e farfuglio formule,

sputacchiando minime verità.

Sono un cercatore di perle,

tesori nascosti,

pietre filosofali…

…trattengo il fiato,

inseguo animali,

nel profondo blu.

Non sono un Grande Pittore

un Sommo Maestro!

Imbianchino di pietre colorate

stilista di Maye Desnude!

Mèntore di se’ stesso,

di pochi invasati

apostoli del nulla…

Non ricopro con carte da parati

la natura perfetta

dai perfetti colori

Non dipingo scene per teatri,

falsario di palcoscenici illuminati,

solo per apparire al mondo

solo per lasciarci un segno…

Non sono un Grande Pittore

…io sono un piccolo minatore

Sporco

Nero

Brutto con occhi azzurri

Non vedo la luce

ma pianto fiori nel buio

cerco cosa c’è in fondo

cerco l’anima da dentro

scavo gallerie

per uscire nel bianco.

Seguo lunghe strade ventose

lunghe strade nevose

Corro sui tornanti

Scatto verso la cima

Bevo dalla riva

e mi lavo immerso

in cristalli di

acque salate.

Quello che sono

a volte è silenzio

altre è roccia

a volte è vento che urla

tuono lontano

altre è sussurro

è diafano raggio che scalda

a volte brucia

a volte bacia…

Il mondo può aspettare

La vita può aspettare…

La ruota può continuare

a girare…

Quello che sono,

lo sai,

è solo per te.

M. (Eccomi!)

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#unasettimanamagica Nadel

26 Dicembre 2013 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #poesia, #unasettimanamagica

NADEL

Nadel l’è apanna pasè

Anc par st’an al lus al s’en smurzè

A ni è piò par la vì

Tot che scaramai

Tot che via vai

E c’la nuiousa sinfunì

La zaint l’ha smess

Anc ed suridar e ed dir “Bon An che ven!”

I reddan soul i mamaloc

E i fangen

I reddan sol lour

Parchè i en i onic che i han vest e Signour!!!

NATALE

Natale è appena trascorso

Anche per quest’anno le luci si sono spente

Non c’è più per la via

Tutto quel chiasso

Tutto quel via vai

E quella noiosa atmosfera

La gente ha smesso

Anche di sorridere e di dire “Buon Anno Nuovo!”

Ridono solo gli stupidi

E i bambini

Ridono solo loro

Perché sono gli unici che hanno visto il Signore!

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#unasettimanamagica Profumo di Natale

22 Dicembre 2013 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #poesia, #unasettimanamagica

#unasettimanamagica Profumo di Natale

Timida e rossa

come le mie gote giovinette

la piccola euphorbia

dall'angolo riposto

tinge di colore

la mia anima,

sommessa luce

in uggioso avvento.

Una gemma di vita e

di speranza

ha baluginato

tra le ombre incerte

delle ore mattutine

tra le foglie

ascose del tuo amore

Ho respirato

profumo di Natale.

Tratta da "Sazia di Luce"

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#unasettimanamagica Natale

20 Dicembre 2013 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #poesia, #unasettimanamagica

#unasettimanamagica Natale

NATALE

Non v’è parola più dolce più piana

per ogni cuore che attende la speme

di un giorno di trepida pace

di gioia in una notte di Luce.

Ognuno si aggrappa a una stella

che guidi nel cammino alla stalla

dov’è il primo Bambino del mondo

che ogni uomo stupito circonda

di sguardi smarriti e incantati

per l’Amor tante volte donato.

Ognuno s’inchina a quel viso

al tenero e dischiuso sorriso

che affanni e dolori lenisce

e pensieri di bontà suggerisce.

Gloria Alleluia è Natale!

vibra ogni cuore mortale.

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#unasettimanamagica Natale

18 Dicembre 2013 , Scritto da Luciano Tarabella Con tag #redazione, #unasettimanamagica, #luciano tarabella, #poesia

#unasettimanamagica Natale

Quella che inizia con oggi è una settimana magica: ogni giorno vi proporremo un contenuto in pieno spirito natalizio, sarà come aprire la finestrella di un nostro specialissimo Calendario dell'Avvento!

Tanti auguri da tutti noi.

Cominciamo con due poesie di Luciano Tarabella, una in italiano e l'altra in vernacolo livornese

Natale

Il Natale è una festa fanciulla,

il Natale è un ricordo lontano,

il Natale è mia madre alla culla che mi segna in ginocchio pian piano,

il Natale è una Grotta un po' tetra

e una Sacra Famiglia di pietra.

E' una notte trascorsa in attesa

che s'avveri chissà quale evento aspettando la bella sorpresa

che con poco mi faccia contento perché allora,

nel troppo bisogno, un pupazzo per me era un sogno.

Il Natale cos'è diventato?

Una corsa a comprare il regalo, un'offerta, uno sconto, un mercato

una gara a chi fa più gran scialo, uno spot che ho visto e rivisto

dove comprano e vendono Cristo.

Ma la Pace, purtroppo, non c'è. Se la guerra la fa da padrone

tu, Signore, mi spieghi perché non proteggi migliaia di persone?

Che vuol dir fratellanza, uguaglianza quando l'odio fa grande mattanza?

Il Natale è un affetto lontano,

il Natale è una casa fanciulla

il Natale è mia madre alla culla

che mi dice il rosario pian piano,

il Natale è un antico rimpianto

e una fiaba bambina soltanto.

Come ti sciagatto Ungaretti

'Un ciò mìa voglia di buttàmmi
in un grovìgliolo di strade
ciò un branco di stanchezza sul groppone.
Lasciatemi vì come un troiaio
arronzato in un cantino e dimetìato.
C'è un calduccino che è una bellezza.
E siccome ir caminetto 'un ce l'ho
m'accontento delle 'vattro capriole
di fumo der cardano.

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