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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

le recensioni pazze di walter fest

Michela Marchetti, "Le parole vestono l silenzi"

10 Maggio 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #le recensioni pazze di walter fest, #le interviste pazze di walter fest


 

 

 

 

Amici lettori della signora senza filtri, bentornati al nostro appuntamento con l'arte, oggi saremo in diretta per voi in una trasferta stellare, nientepopodimenoche... dal pianeta Marte, beh, avete capito bene, non stupitevi, in questo momento mi trovo sul pianeta rosso in attesa che arrivi l'artista Michela Marchetti, in duplice veste di fotografa e autrice del libro Le parole vestono i silenzi. Vi state chiedendo come faccio ad essere qui nella galassia? Sono arrivato con il teletrasporto, che non è lo stesso di Star Trek, ma un semplice telecomando, sul quale basta pigiare il tastino predisposto e sarete teletrasportati ovunque, mi raccomando non fate confusione con i pulsantini perché, per errore, potreste ritrovarvi in qualche talk show nostrano. Potete tranquillizzarvi anche voi, in un prossimo futuro avrete queste opportunità, intendo dire che anche voi potrete catapultarvi nel pieno di un talk show, urlare arrabbiandovi, sfogando la vostra natura animalesca verso ospiti e conduttori. Io vi consiglio di lasciar perdere e magari di appassionarvi a tutto ciò che è culturale. Ma eccola, la vedo, sta arrivando, signore e signori del blog senza filtri, Michela Marchetti è qui per noi sul pianeta Marte.
 

- Ciao, Michela.
 

- Ciao, Walter.
 

- Non mi chiedere perché ti ho invitato sul pianeta rosso.
 

- Già, perché siamo qui?
 

- Ahahahah, siamo privilegiati sai in quanti vorrebbero essere qui?
 

- Ma intorno a noi non si vede nulla.
 

- Eppure stanno spendendo un sacco di soldi per le missioni spaziali.
 

- Eh, già, quando basterebbe un semplice telecomando usato... Michela, veniamo a noi, sei l'autrice di questo libro e la fotografia in copertina è opera tua; inizio a farti i complimenti per la foto in B/N, dove una affascinante ragazza, con in testa un copricapo calato sugli occhi, sta con l'indice puntato sul naso come a dire "Shhhh, silenzio facciamo parlare le parole stampate sulle pagine del libro". Un'immagine molto fashion, esaltata dal monocolore.
 

- Sì, ti confesso che per me è stata una grande soddisfazione pubblicare questo libro con la Arduino Sacco editore.
 

- Vuoi parlarci del tuo libro?
 

- Oh, sì certo, chiunque lo leggerà si troverà in viaggio in un mondo di emozioni fra storie narrate con naturalezza, senza fronzoli, senza sotterfugi, senza scorciatoie dialettiche. Volevo avere il piacere di prendere per mano il lettore e farlo sentire bambino insieme a me, il modo migliore per affrontare le vicende umane, fra prosa e poesia, proprio quella poesia, quel sentimento che manca sempre di più intorno a noi. I freddi silenzi alimentano malinconie e rimpianti, incomprensioni e conflitti, e tutti noi dovremmo lasciare libertà alla parola di esprimersi attraverso i nostri cuori, la rivincita della passione naturale sull'indifferenza. La vita è fatta per essere amata e ci ricambia con la poesia che ci circonda ogni giorno della nostra esistenza, venendo purtroppo da noi egoisticamente ignorata.
 

- Michela, complimenti: il tuo libro sicuramente scioglie le anime, i lettori non si annoieranno, avrai senz'altro successo.
 

- Ti ringrazio, vorrei tanto che chi legge le mie parole si emozionasse e aprisse una finestra di dialogo con me, ritengo molto importante il contatto umano, il guardarsi negli occhi, il parlare, il condividere esperienze e quotidianità, anche con la sola immaginazione poter sentire l'autore una persona della quale fidarsi.
 

- Intendi lettori come fossero amici.
 

- Sì, mi piace avere con il lettore un rapporto di amicizia, come il poter prendere insieme un caffè o un tè e parlare di storie.
 

- Sì, questa è una buona idea, ti andrebbe di continuare a parlare di fronte a un gelato marziano?
 

- Oh sìììì... ma qua mi sa che non troveremo neanche un bicchiere d'acqua.
 

- Beh, sì, forse fra un millennio... dai, torniamo sulla terra, sarà ma a me sto Marte non piace per niente.
 

- Walter, hai ragione, non si vede neanche l'ombra di un fiorellino.
 

-Dai, schiaccia il pulsantino.
 

Amici lettori, noi andiamo a prenderci un bel gelatone espresso, la prossima volta vedremo Marte in cartolina. Io e Michela Marchetti vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo artista, sempre qui sulla signora senza filtri, il blog che non vi lascia mai soli nell'universo.

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"Tramonto" di EMANUELE GABELLINI

28 Aprile 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #le recensioni pazze di walter fest

 

 

Bentornati amici del blog che illumina la vita, oggi saremo in compagnia dell'artista Emanuele Gabellini, un giovane grafico, un valido illustratore.

Ancora un esempio attraverso il quale Emanuele dimostra che con un disegno a mano libera si possa realizzare della buona arte, una buona arte che non ripaga il nostro amico artista poiché sta tentando in tutti i modi di vendere le sue opere senza purtroppo riuscirci, le ha provate tutte, ha tentato la telefono vendita imitando attori famosi, ha cercato di spacciarsi per cugino di quarto grado di Van Gogh, ha fallito anche come nipote acquisito del prozio del portiere di casa Mondrian, ha provato ad abbinare ad una sua opera della cioccolata scaduta ma buona, perfino mettendosi agli angoli delle strade, fingendosi cieco, tenendo in braccio da un lato le sue opere dall'altro un finto cane di peluche, ha rimediato pochi spiccioli e nulla più e così per sbarcare il lunario e dare un senso alla sua arte, adesso Emanuele lavora al mercato di via 17 giugno 2001, ove alla sua bancarella vende frutta già pelata, verdure scatolate in pasticca, prosciutti, salami e formaggi finti, stock assortiti di calzini bucati ottimi per la Primavera/Estate, quindi amici della signora senza filtri, oggi eccomi qua nel tentativo di aiutare a vendere le opere del nostro amico artista Emanuele Gabellini.

Per attirare l'attenzione dei visitatori del mercato ci siamo vestiti, io tutto di giallo, Emanuele tutto di rosso, e ora incrociamo le dita, apriremo un'asta estemporanea dove tenteremo di vendere le sue opere.

-Venghino, signori e signore, venghino da questa parte, oggi abbiamo robba bella e colorata, questa è arte originale di un grande artista, arte giusta per tutti i gusti a tutti i costi, avvicinatevi con fiducia, non vendiamo le solite padelle ma arte bella.

Vi presento l'artista Emanuele Gabellini e la prima opera che andrò a mostrarvi sarà Tramonto realizzata su carta con ecoline e pennino nel formato 18X24. Con quest'opera Emanuele ha scelto la via più difficile, ma sì, rappresentando un tramonto con i suoi colori rosso, giallo, arancio a sfumare nel nero della sera avrebbe fatto la cosa più normale e, ad effetto, avrebbe attirato maggiormente l'attenzione e invece lui no, lui è un vero artista e ha scelto l'idea più originale, un sole con i suoi raggi tiepidi sotto un cielo verde ma di un verde nettamente verde, e in primo piano la collina con le case abbarbicate fra stretti vicoli, sopra la collina tre grandi alberi spogli.

Il tramonto autunnale su un enorme prato: tutto è di colore beige, avana, fra chiaro, scuro; questa è poesia, non è facile ruffianeria fatta ad arte ma sentimento espresso con talento, e il verde luce del cielo ti illumina la mente...

La gente intorno è rimasta estasiata dal racconto ma, nonostante tutto, si allontana dal banco, accipicchia ma sembra che l'arte sia passata di moda, tutti preferiscono oggettistica virtuale e di facciata, tutta finta esteriorità usa e getta, perbacco, siamo demoralizzati ma succede l'imponderabile, tutti vanno via meno che uno, un tizio indistinto che rimane a guardare le opere di Emanuele Gabellini. A un certo punto ci fa dei gesti eloquenti, come a voler vedere più da vicino le opere, è una figura che mi sembra di conoscere ma non ricordo dove abbia già visto questo personaggio, insomma, sta di fatto che mostra interesse per acquistare tutte le opere, noi logicamente gliele porgiamo, il tizio non chiede sconti, non la tira per le lunghe, ci porge un sacchetto, agguanta le opere del Gabellini e va via. Noi logicamente prendiamo al volo il malloppo, non è mica il caso di fare gli schizzinosi.

Vedete? Bisogna essere ottimisti, c'è ancora qualcuno che apprezza le arti, la cultura, quel qualcosa che arricchisce le menti e colora la vita. Chissà chi sarà stato il misterioso mecenate?

- Eta Beta!.. Ecco dove lo avevo visto!... Era Eta Beta!

- Hai ragione, proprio lui, abbiamo venduto le opere ad un fumetto!

- Ho il terribile sospetto di sapere con che cosa ci avrà pagato!

Svuotammo il sacchetto e trovammo un mucchio di palline di naftalina.

- Naftalina?... Palline di naftalina!!!

E vabbé, sempre meglio di un assegno cabriolet e poi, dai, vediamo il lato positivo della storia, magari regalerà le tue opere a Topolino! Emanuele hai altre opere da vendere?

- Sì

- Dai riproviamo domani, magari saremo più fortunati.

Signore e signori della signora senza filtri, il blog per menti aperte, dal mercato di Via 17 Giugno 2001 è tutto, io e Emanuele Gabellini vi salutiamo, vi ringraziamo e vi aspettiamo al prossimo artista... A qualcuno serve della naftalina?

 

Emanuele Gabellini nasce nel 1972 a Roma, dove vive e lavora.

Ha frequentato il prestigioso ma disastrato Istituto d’Arte “Silvio D’Amico” ,conseguendo il diploma di Maestro d’Arte e successivamente di Grafico Pubblicitario.

Ex bassista dei Santarita Sakkascia, artista poliedrico, espone le sue opere di pittura, collage, foto e video in tutta Italia dal 1997. È stato l’ideatore dell’inno musicale del “Partito del Tubo”, del web-magazine Fantasma e de Il Giornale del Giorno Dopo

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