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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

interviste

Presentazione collezione Primavera / Estate per la stilista pratese Cinzia Diddi

25 Marzo 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #interviste

 

 

 

 

 

Come definirebbe la donna del brand?

 

 Moderna, pratica e alla moda. Potrebbe essere descritta così la donna Tentazioni by Cinzia Diddi.

       

Ho letto una poesia che portava questo titolo:

 

LA DONNA, FORZA DELLA TERRA!

 

È diventata il mio slogan per questa collezione donna.

La narrativa della collezione segue l’idea di donne moderne con un look sofisticato e versatile. La loro immagine si adatta a ogni ora del giorno.

Il look è sia elegante che urbano. Il tocco sportivo: la presenza quasi costante del jeans. È l'era della donna “guerriera” comoda nei suoi abiti senza rinunciare a carisma ed eleganza.

 

Dove si è tenuta la sfilata?

La scelta della location non è a caso! Ho scelto il posto di lavoro di ogni giorno, i capi della collezione primavera/estate 2018 hanno sfilato in mezzo a tessuti e macchinari da sartoria.

Non una sfilata vera e propria ma un appuntamento a porte chiuse. La stilista Pratese ha presentato nuovamente la collezione primavera/ estate 2018 ad un’élite, riservata a pochi e rigorosamente su appuntamento. Una festa intima per celebrare la DONNA e il jeans, capo ultracentenario.

 

Si è trattato della seconda presentazione prima di inviare la collezione donna negli Stores Tentazioni by Cinzia Diddi

 

A cosa  si è  ispirata?

Scrive Daisaku Ikeda, scrittore, educatore e filosofo orientale: «La forza delle donne è la forza della terra. […] Quando una donna si mette all’opera, tutto cambia. Le donne possono trasformare la famiglia, la comunità, la società e l’epoca in cui vivono. Saranno loro che trasformeranno il nostro mondo .»

Questa per me è stata una frase di grande ispirazione,  che rimarca il ruolo che la donna ha nella società ed ho anche pensato che per svolgere al meglio questi compiti, una donna dinamica deve indossare abiti comodi ma al tempo stesso eleganti. La Donna anche se guerriera  deve mantenere la femminilità.

Ecco perché in questa collezione il protagonista è il jeans, comodo ma se sapientemente abbinato anche elegante.

Il jeans un vero e proprio culto... oltre cento anni di storia 

              

Icona generazionale per eccellenza a cui nessuno può rinunciare. Amatissimo dai giovani e non solo.

Per celebrarlo ho deciso di renderlo protagonista insieme alla DONNA.

La sua caratteristica : la robustezza, la sobrietà!

L'utilizzo del tessuto jeans sta diventando  sempre più raffinato, crea un contesto disadorno/chic e unito a tessuti  particolari e al colore quello che si ottiene è un prezioso agrodolce che esalta la femminilità e non fa rinunciare al comfort. 

La gamma di abiti portati in scena dal brand presenta un' impennata di decorazioni, si fa strada il colore, la fantasia.

Il colore diventa un modo per contrastare il grigiore, il malumore, il male di vivere.

La donna Tentazioni by Cinzi Diddi veste tinte anche shocking, che spesso si mescolano con il rosa, rendendo il colore protagonista ma non invadente. La collezione va dal sensuale allo sportivo e la comodità nei capi sportivi incontra sempre l’eleganza …

Perché  ha scelto il jeans?

 

Una storia a sè quella del jeans

«Il jeans invecchia integrando in sé il cambiamento dell'età, impregnandosi di avventura, della vita di chi li indossa. Ogni lavaggio è una pagina girata, il tempo ci scrive la sua memoria su uno sfondo sempre più pallido. La decolorazione dovuta al lavaggio traduce l'avvenimento vissuto fino alla saturazione finale.»

«Autentico o simulato che sia, resta il fatto piuttosto bizzarro rispetto all'estetica "naturale" del consumo, che per i jeans il nuovo vale meno dell'usato, il consumo aggiunge valore (estetico, affettivo, di prestigio sociale, perfino economico) all'oggetto.»

Mi piacciono i tessuti che hanno da raccontare una storia.

Mi sembrava il tessuto ideale per celebrare la donna di questo millennio.

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Intervista ad Andrea Campucci

24 Marzo 2018 , Scritto da Sonia Russo Con tag #interviste

 

 

 

 

 

 

Porn food è un libro di Andrea Campucci pubblicato da Leone nella collana Sàtura. Con un’ironia a volte noir, lo scrittore ci racconta la sua ultima creatura sparando a zero, e mai termine fu più appropriato, sul mondo dei social. Ecco cosa ci ha detto.

 

Partiamo dal titolo: perché Porn Food?

 

Il titolo è l’inversione dell’hashtag #foodporn, un affare che nel neolinguaggio della rete sta a indicare una sorta di coazione a condividere roba come un piatto di carbonara, i carciofi ripieni o il pollo alle mandorle sui principali social e guadagnarci un sacco di like da amici, parenti o perfetti sconosciuti. Un comportamento del genere non può non far pensare a un TSO il più possibile generalizzato e capillare. Ma al di là dell’immagine del cibo, che alla fine è soltanto una metafora gastronomica, quello che mi colpisce è come si sia ingigantita questa sovraesposizione social qualunquista: foto di vacanze, foto di pranzi e cene in famiglia, foto di coppiette che esistono solo perché si fanno uno scatto in spiaggia e si beccano trenta commenti festosi… La sfera dell’intimità si è come polverizzata sparando emozioni, ricordi e sapori in Adsl e fibra ottica e sradicandoli dal perimetro personale cui sono logicamente legati. Eccoci quindi approdati alla dimensione dell’ostentazione gratuita, immotivata, proprio per questo pornografica. Mi collego a YouTube e scopro che fra i video più visualizzati c’è “Come si fa il nodo alla cravatta”. Se questo non vuol dire esser sprofondati nell’assurdo… Ecco che allora mi si pianta in testa quest’idea della rete come di un’immensa discarica emotiva: biscotti di frolla e torte di mele, follie vegan e gameplayer… Non so come ma a un certo punto m’è venuta voglia di sparare a qualcuno…

 

A quale genere appartiene questo romanzo?

I generi di solito li stabiliscono le classifiche dei più letti il fine settimana su Repubblica o Panorama, o li segue il critico letterario di Voghera. Ma viviamo in un’epoca in cui i gusti letterari sono stati surclassati dalle categorie di YouTube, che siano i lettori a farsi una loro idea.

Com’è nata la storia e quanto tempo hai impiegato per scriverla?  

 

Si tratta di una storia vecchia, vecchissima, che ho scritto e riscritto una quantità innumerevole di volte. Lo spunto iniziale nasce comunque da una suggestione quasi esistenzialista. Camus e la categoria dell’assurdo, assurdo che si concretizza nell’idea di un delitto immotivato e per il quale non esiste una possibile espiazione. Sono tematiche immense, che io ho volutamente ridicolizzato con questioni del tipo: “Chi sarebbe oggi Mersault – lo straniero? Come apparirebbe il suo profilo Instagram?”. È un po’ come se avessi voluto agganciare L’homme révolté a un’epoca condannata all’onanismo, alla virtualizzazione del desiderio, e in questo senso il finale di Porn food è rivelatore.

 

Nel corso della stesura hai mai avuto il blocco dello scrittore? Se sì, come l’hai superato?  

 

L’ho avuto per anni e l’ho superato scrivendo Plastic shop – ora alla sua terza ristampa – e il libro che seguirà Porn food, ma non c’è nessun collegamento fra i tre.

 

Il protagonista si chiama Andrea. Oltre al nome, ha altri punti in comune con te? 

Il dilagante conformismo dei social, con annesso ottundimento mentale di chi ne è schiavo, può portare sul serio a squilibri che sfociano nella misantropia, o a ideazioni omicidiarie che scaturiscono dal disperante spettacolo dell’"esercito del selfie”. Quanto al mio alter ego, non preoccupatevi, ho provveduto a farne una figura ben più ingentilita di tanti fenomeni da baraccone rintracciabili sul web.

 

Quando hai cominciato a scrivere sapevi già come sarebbe andata a finire?  

No. Anche perché, come dicevo, il testo ha subito così tanti rimaneggiamenti che la stessa storia ha finito per risentirne. Quando l’ho iniziata Facebook, Google, YouTube etc. non erano quello che sono diventati adesso, nuove funzioni, nuove app, nuove emoticons. Il loro cambiamento ha finito per produrre delle mutazioni nei comportamenti umani, per cui la scrittura del romanzo è stata anche un lavoro di adeguamento, un rincorrere e aggiornare una trama per forza di cose “ingabbiata” e adattarla a un contesto in continua evoluzione.

 

Quali sono i pregi di questo romanzo?

 Penso di essere stato il primo autore al mondo a parlare dell’11 settembre in chiave hard, o di una versione porno della Defenestrazione di Praga.

 

C’è un messaggio sottinteso?

Di solito cerco di non procedere per sottintesi. Porn food è il titolo di un progetto teatrale da rappresentare in una discarica e questo può anche avere un valore meta letterario. Tutto il resto è passione per profili Facebook nonsense o sanguinari, pornomania e youtuber deliranti. Ah, dimenticavo, c’è anche un serial killer… Meno sottintesi di così…

 

Perché dovremo averlo nelle nostre librerie?

  Perché ha una copertina proprio bella.

 

Stai già pensando ad un nuovo libro? 

 Il nuovo libro è già terminato. Ha solo bisogno di qualche schiaffone e di un cordiale rinvio a settembre.

Di Sonia Russo (da Trendy News)

 

Intervista ad Andrea Campucci
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Le voci di Signora dei filtri: Adriana Pedicini, Nadia Banaudi, Valentino Appoloni

3 Marzo 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #adriana pedicini, #nadia banaudi, #valentino appoloni, #redazione, #blog collettivo

 

 

 

Oggi su Radioblog scopriremo 3 voci di Signora dei Filtri: Adriana Pedicini, Nadia Banaudi e Valentino Appoloni.

Questi 3 scrittori e redattori del blog converseranno dei loro libri e delle loro letture interagendo tra di loro come in un vero e proprio salotto letterario virtuale, facendoci conoscere  la loro scrittura e invitandoci a leggere i testi che più li hanno colpiti ed affascinati.
Partiremo da Omero e James Joyce, attraversando Kafka, la Grande Guerra, approdando a temi femminili, di vita quotidiana e  lambendo addirittura il thriller. 
Un'occasione preziosa per conoscere e ascoltare le voci di chi ci allieta e ci interessa con articoli e recensioni e per scoprire meglio le loro passioni e le loro personalità.
Vi auguro come sempre buon ascolto!
 
 
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com
Illustrazioni a cura di Eva Pratesi - www.geographicnovel.com
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Radioblog: Bibliolibrò, la lettura su un calessino ape

11 Febbraio 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #case editrici, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 
 

 

 
Cari lettori di signoradeifiltri.blog in questa puntata di Radioblog vi racconteremo un modo nuovo ed originale di portare in giro la lettura e la letteratura… su un’ape calessino!! Ospiteremo infatti gli amici di Bibliolibrò, un furgone itinerante che gira l’Italia carico di libri e nuove proposte editoriali e soprattutto una vera e propria casa editrice in movimento. Eh sì, perchè Bibliolibrò i libri non solo li porta in giro ma li produce e li pubblica e potrete trovarli anche nelle migliori librerie indipendenti d’Italia.
Nostro interlocutore di oggi sarà Valentina Rizzi, capoprogetto di Bibliolibrò, con la quale, oltre che di questa interessante iniziativa, parleremo anche di letture e scrittori e di molti altri temi legati ai libri e all’editoria.
Allora mettetevi comodi per godervi questa nuova avventura letteraria. Buon ascolto!
 

Come sempre ricordiamo la nostra illustratrice ufficiale, Eva Pratesi, che potete conoscere meglio visitando la sua pagina web www.geographicnovel.com - I viaggi disegnati di Eva.

 

 

Musica: www.bensound.com

Illustrazioni: Eva Pratesi  http://geographicnovel.com

 

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Radioblog: Satellite Libri

1 Febbraio 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 

 

 

Che voi siate lettori, librai, editori o blogger, la piattaforma multimediale Satellite Libri è uno strumento che dovreste almeno conoscere e tentare di utilizzare, uno strumento che si propone di favorire al massimo la circolazione dei libri e soprattutto la conoscenza di quell’editoria che più fatica a farsi notare dal grande pubblico e che costituisce una grossa ed interessante fetta del mercato editoriale italiano.

Oggi all’interno di Radioblog vi parleremo di un progetto davvero interessante e innovativo che riguarda il mondo dell’editoria e del libro  in tutte le sue declinazioni.

A parlarci di Satellite Libri ai microfoni di Radioblog  abbiamo uno dei suoi ideatori e realizzatori, Maurizio Zicoschi e con lui, libraio di professione, parleremo anche di libri e novità editoriali.

Come sempre ricordiamo la nostra illustratrice ufficiale, Eva Pratesi, che potete conoscere meglio visitando la sua pagina web www.geographicnovel.com - I viaggi disegnati di Eva.

 

 

Musica: www.bensound.com

 

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

Per sapere di più di questo argomento: www.satellitelibri.it

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CARLA CASTALDO PRESENTA LA SUA MONOGRAFIA A NAPOLI

6 Gennaio 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #arte, #pittura, #interviste

 

 

 

 

Dell’artista Carla Castaldo - nell'ambito della sua  personale (18 dic. - 14 genn. 2018) a Napoli, presso la MAPILS-EVENTS, Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio n. 14, il giorno 6 gennaio alle ore 11,30 - viene presentata la monografia curata da Jolanda Capriglione, docente di Estetica presso l'Università Vanvitelli della Campania, e con prefazione di Paolo Levi.

 Verranno, inoltre presentati i foulard in seta che  l’artista ha realizzato riproducendo tre  sue  opere.

Conosciamo meglio questa artista che sta ottenendo grandi riconoscimenti

 

 

Come definirebbe Carla Castaldo?

 

Trovo difficoltà nel definirmi. Jolanda Capriglione, curatrice della mia monografia in corso di realizzazione, dice di me: “Chi si limitasse ad ascoltare o leggere le parole, pur preziose, di Carla e poi guardasse le sue opere sarebbe davvero disorientato. Proverebbe lo straniamento proprio di chi si trova all’improvviso in un mondo altro, in modo inatteso, imprevisto perché le parole avevano portato la nostra immaginazione altrove rispetto a ciò che il nostro sguardo si trova di fronte… Carla è davvero tutto questo passione e ragione…

 

A quali maestri si ispira o quali altri pittori ammira?

 

Non m’ispiro ad alcun maestro. Le mie opere nascono da forti sollecitazioni (un accadimento, una musica, un’immagine, un profumo…) che colpiscono i miei sensi, inducendo in me un “misterioso richiamo” che parte dal profondo dell’anima e mi spinge ad esternare, attraverso segni e colori, le mie emozioni. E le emozioni, per loro natura, sono libere da ogni vincolo.

I pittori che ammiro sono tanti. Ma gli artisti, con i quali si stabilisce un intenso contatto, sono quelli che mi lasciano intravedere i propri demoni.

 

Qual è per lei il significato di un’immagine dipinta (se deve comunicare, se deve insegnare, se deve solo ristorare lo sguardo con la sua bellezza…)

 

Penso che l’opera d’arte esprima esclusivamente lo stato d’animo dell’artista in un determinato momento della sua vita. Il significato lo attribuisce il fruitore in funzione della sua sensibilità, della sua cultura, delle sue esperienze.

 

Quale tecnica usa?

 

I miei dipinti sono eseguiti su base di porcellana con l’antica tecnica della “decorazione a terzo fuoco” che ho completamente rielaborato.

Realizzo, inoltre, bassorilievi e oggetti in terracotta foggiata a mano e bassorilievi e monili in lamina di ottone.

 

Dove e in quali ore dipinge?

Prevalentemente dipingo di giorno, perché la luce naturale mi consente di cogliere la vera essenza dei colori. In funzione delle opere che realizzo lavoro in laboratorio o in officina. Appena che posso mi rintano in casa, in un ambiente che guarda il mare, per me fonte inesauribile di arricchimento…

 

Quali sono i suoi soggetti preferiti?

Amo parlare della bellezza, ma non di quella fisica. Perciò, attraverso la meditazione, cerco di proiettarmi verso mondi misteriosi oltre i confini spazio-temporali.

 

Dà più importanza alla forma o al contenuto?

 

Per me la forma è una conseguenza del contenuto. Nelle mie opere ogni linea e ogni stesura cromatica sono il risultato di una traduzione dal mondo immateriale a quello materiale.

 

Com’è cambiata la sua pittura dagli inizi ad oggi?

 

Tutta la mia produzione è strettamente collegata al mio percorso spirituale. Il conseguimento del primo e del secondo livello Reiki e il successivo approfondimento della cultura andina, unitamente alla meditazione, mi hanno aiutato e mi aiutano nel cammino che ho scelto di seguire, alla ricerca delle Radici. Io dico che è un percorso verso la Luce. Ho iniziato dipingendo con la “tecnica del terzo fuoco” piccoli oggetti poi, come ho detto precedentemente, la mia produzione si è ampliata e diversificata assumendo nel tempo colori sempre più intensi. Mi piace pensare che ho fatto qualche passo in avanti verso il centro del Tutto….

 

Curiosità come: ha mai dipinto un quadro per una persona famosa, vorrebbe avere un committente famoso, magari per un ritratto?

 

Sì, mi piacerebbe realizzare un ritratto ad una persona famosa. Sicuramente non rappresenterei la sua fisicità, ma ciò che il suo involucro contiene. Sarebbe, quindi, interessante confrontare la sua immagine ufficiale con quella che io riuscirei a vedere….

 

Qualche aneddoto...

La vendita di una mia opera non si svolge in tempi rapidi, perché cerco di entrare nell’animo dell’acquirente e di comprenderne i pensieri. Sicuramente non darei un mio oggetto ad una persona ricca e volgare. Vivo il momento del distacco con commozione, che riesco a trasmettere anche all’altro: gli affido una mia creatura, un pezzetto della mia anima… e lui coglie il mio messaggio e, spesso mi chiede: “posso accarezzarlo ?... ”

 

E se le parlo di gioielli?

 

I gioielli che realizzo sono esclusivamente collane in lamina di ottone lavorata a mano, a volte arricchite da elementi in terracotta smaltata. Sono tutte pezzi unici che, indossati, conferiscono subito un tocco magico, perché non rappresentano solo una funzione ornamentale, ma portano con sé un mio messaggio ben preciso. La base del collo, come sappiamo, è una zona del corpo altamente simbolica: è qui che esiste il punto di raccordo tra corpo e anima, tra il mondo visibile della materia e quello sottile dello spirito e dei sentimenti. Poiché con le mie opere trasmetto Amore che attingo nei miei viaggi, la persona che indossa una mia collana stabilisce un collegamento diretto col mio mondo.

 

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Intervista ad Andrea D’Alia, autore di “Un ramo isolato proteso verso il cielo”

1 Gennaio 2018 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #interviste

 

 

 

 

Il siciliano Andrea D’Alia, autore della Book Sprint Edizioni, ha un’infanzia complicata. Decide di raccontare, senza remore né freni alcuni, il suo passato; lo fa servendosi di un libro che risulta quasi un diario, un lungo racconto di quello che è il suo trascorso.

Nella prima parte, quattro generazioni raccontate. Fulcro della storia, appare Dorina. Ci perdiamo in questa giovane sfortunata, nella sua voglia di costruire una famiglia più grande – voglia mai divenuta realtà – e in un’esistenza che pare contare molti ostacoli. Interessante è la minuzia di particolari con i quali è descritto un periodo ricco di fermenti, di cambiamenti, di evoluzioni.

Poi però si comprende: il vero protagonista è Alejandro, il figlio della donna. Tutta sua, la seconda parte del romanzo. Alejandro si scontrerà con una vita dura, diversa da quella che aveva immaginato – dopo un inizio speranzoso e carico di aspettative rosee –.

Si torna sempre alle origini, questo Alejandro lo sa bene, ecco perché dopo una batosta amorosa e la comprensione della tristezza della società – una società malata – torna nel paese della madre Dorina. Si butta in una ricerca solitaria – di felicità, libertà o amore –, e tenta di trovare così la sua strada.

 

 

Buongiorno, Andrea. Ci può raccontare come è nata l’idea di scrivere un libro sul suo passato? Quanto ha impiegato per la stesura?

Una costante rielaborazione delle vicende vissute accompagnata da altrettanto rigida, profonda e attenta autoanalisi mi ha indotto a stendere un prolungato racconto non solo del mio passato, ma anche delle ultime generazioni che mi hanno preceduto. Ho impiegato circa due anni per la stesura soltanto della bozza e cinque anni per la definizione di tutta l’opera.

 

Molti scrittori hanno delle abitudini, come scrivere la notte o evitare questa o quella particolare stagione. Lei ha dei particolari rituali? È stato un percorso doloroso?

L’ispirazione mi può venire anche di notte; infatti ho steso alcune pagine una volta per tutta la notte. Gli orari preferiti generalmente sono in tarda mattinata o nel tardo pomeriggio verso il crepuscolo. Non ho particolari rituali. Comunque mi soffermo su tutto quello che scrivo e lo rileggo più volte quasi sempre alla fine di ogni periodo o addirittura semplice frase.

 

A chi ha fatto leggere la prima bozza della sua storia?

La prima bozza l’ho fatta leggere a mio cugino ingegnere appassionato anche di lettere. Come tutti i percorsi della mia vita è stato un percorso molto travagliato.

 

Andrea D’Alia bambino sognava già di scrivere?

Sì, anche da bambino ogni tanto scrivevo qualche bozzetto di romanzo o film ispirandomi a qualche storia letta a scuola o appresa tramite altri mezzi.

 

Che libro ha sul comodino, in questo momento?

L’ultimo libro letto è Quando tutto inizia di Fabio Volo.

 

Quali sono i suoi riferimenti letterari?

I miei riferimenti letterari sono preferibilmente classici: Alessandro Manzoni, Victor Hugo, William Shakespeare, Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Francesco Petrarca, Mario Luzi, Antonio Fogazzaro.

 

Ha in cantiere qualche nuovo progetto?

Per il momento non ho nessun nuovo progetto ma ho alcune idee che mi fermentano sempre nel cervello.

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Radioblog: Serena Rossi ed Elena Brilly, due blogger per Natale

18 Dicembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #unasettimanamagica, #blogger

 

 

 


 

 

Amici di signoradeifiltri che piaccia o non piaccia il Natale è alle porte anche quest’anno e in qualche modo anche noi di Radioblog vogliamo dare il nostro contributo con una puntata dedicata ai regali da mettere sotto l’albero.

Fatevi travolgere allora dall’entusiasmo e dalla bravura delle blogger Serena Rossi ed Elena Brilly che vi coinvolgeranno con i loro suggerimenti di lettura e vi daranno ottimi spunti per i libri da regalare a Natale.

Spazieremo dalla narrativa, ai classici, agli autori emergenti e le nostre ospiti ci parleranno anche delle loro attività culturali che da anni portano avanti sulla rete e non solo!

Serena Rossi gestisce il Blog “Quando la Sere legge” ed Elena Brilly , oltre al blog personale “Crazy Alice in Wonderland”, si occupa della rivista letteraria “Writers”.

Trovate tutti i link alle loro pagine in fondo all’articolo.

Accompagnerà la nostra intervista una deliziosa illustrazione della mia collaboratrice Eva Pratesi che, come sempre, con i suoi disegni ci diverte e ci fa sognare.

Bene allora, mettetevi comodi e godetevi questa nuova puntata natalizia di Radioblog.

Buon ascolto!

 

www.crazyaliceinwonderland.com

www.writersezine.wordpress.com

www.laserelegge.blogspot.com


Per contattarci:

radioblog2017@gmail.com


Musica di Kevin MacLeod - www.incompetech.com  


Il sito della nostra illustratrice Eva Pratesi è : www.geographicnovel.com

 

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Radioblog: Il barone dell'Alba

3 Dicembre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #radioblog, #audioletture

 

 

 

 

 

 

In questa nuova puntata di Radioblog andremo alla scoperta del “Barone dell’Alba” l’ultimo romanzo di Stefano Valente, edito da Graphofeel.

Un romanzo ambientato in epoca settecentesca dove storia e avventura si intrecciano attraversando  l’Italia ,la Sicilia, Malta fino ad arrivare addirittura in Egitto.

Con l’autore parleremo di questo e di molto altro ancora: i suoi consigli di lettura, gli scrittori emergenti che lo hanno colpito, i suoi consigli per intraprendere il mestiere di scrittore e ricorderemo l’appuntamento romano con “Più libri, più liberi” al quale Graphofeel sarà presente.

Come sempre un’elegante e accurata illustrazione di Eva Pratesi arricchirà la nostra intervista al termine della quale vi leggerò un breve estratto del “Barone dell’Alba”.

Buon ascolto!

 

Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

Blog di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

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Intervista ad Andrea Campucci

29 Novembre 2017 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste

 

 

 

 

Cosa significa per lei scrivere? 

Prima bisogna chiarire cosa si intende per “scrivere”, perché così, a tutta prima, la scrittura può sembrare una semplice tecnica di comunicazione per il trasferimento di dati da un soggetto x a un soggetto y. Questo stadio larvale del linguaggio è un po’ un patrimonio comune dell’umanità, che si può apprezzare in tutta una gamma di varianti che vanno dalle pitture rupestri delle grotte di Lascaux fino alle mail (infarcite di un’isterica contaminazione di italiano e stupido inglese commerciale) che oggigiorno si scambiano i laureati in giurisprudenza ed economia e commercio.

È sempre su questo livello, ad esempio, che insistono tutte le auto pubblicazioni incoraggiate, ahimè, dai social e dagli orizzonti sempre più dilatati della rete. Il risultato? Un generale e disarmante appiattimento pseudo culturale e un ancor più preoccupante vuoto pneumatico che imbastardisce il linguaggio. Da qui la necessità, se si vuol parlare di scrittura vera e propria, di un dialogo costante con i classici, di una continua ricerca attraverso stili, modelli e paradigmi letterari ed extraletterari. La lettura è una fase imprescindibile. Nel mio caso, ad esempio, sono stati fondamentali, oltre a tutto il patrimonio otto-novecentesco europeo, anche i postmoderni (posso ben dire di esser stato a “sciacquare i panni nell’Hudson!”). Condannerei al rogo tutti quelli che considerano la lettura un momento di svago, un passatempo, quando in realtà dovrebbe trattarsi dell’equivalente di quello che Ėjzenštejn  chiamava “Cinepugno”, un bel cazzotto alle nostre certezze, al rassicurante mondo che volenti o nolenti ci è toccato costruire intorno a noi. La vita non si lascia racchiudere dentro gli argini dell’ideologia, di un’esistenza sorretta da una qualsivoglia filosofia basata su principi più o meno fondativi. Arriva sempre il momento in cui questi ultimi mostrano la corda per lasciare il posto all’irrazionale, l’inaudito, e se c’è uno spunto narrativamente davvero formidabile è cogliere, in tutta la sua portata comica, l’ingenuità di chi si crede al riparo da questi guasti.

Questo è uno dei motivi che mi hanno spinto a scrivere Plastic shop, un romanzo che, descrivendo gli eccessi di un certo consumismo di massa e utilizzando, anche da un punto di vista stilistico, le stesse iperboli di cui è pregno quel mondo, vorrebbe gettare uno sguardo un po’ più disilluso sui comportamenti che – mi verrebbe da dire – ci abitano ogni giorno.

 

Pensa che gli odierni social possano essere utili per la diffusione di opere letterarie o più in generale per farsi conoscere?

Per quel che riguarda i social il mio pensiero può essere riassunto da una frase di Umberto Eco: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività.» Sarei tentato di metterci il punto, è una frase di una tale eleganza…

Il guaio vero però è che la gente confonde i concetti di “visibilità” e “qualità”, visto e considerato che uno degli effetti più devastanti della diffusione dei social sta proprio in quest’allargarsi fin troppo democratico della visibilità. Visibilità che si traduce in un livellamento verso il basso, un pollaio di galline starnazzanti – Youtube con i suoi orribili personaggi – o fashion blogger che… (mi auto censuro). Insomma, abbiamo dato visibilità a chiunque abbia una webcam e un microfono. Ci sentiamo davvero meglio adesso?

 

Di recente ha avuto una segnalazione di merito per il Premio Firenze città d’Europa. Si sente di poter dire la sua nel panorama letterario italiano?

Me la sentivo anche prima. Fa piacere sapere che ogni tanto, in qualche premio, oltre alle solite storielline di finto amor cortese o all’ennesimo giallo da strapazzo, vengano riconosciuti i meriti di una narrativa che vuol provare a essere diversa, in questo caso la mia…

 

Leggendo i suoi romanzi, da La scampagnata a Plastic shop, ci si fa l’idea che lei voglia apparire un tantino “maudit”. Ci spiega perché?

Di solito intorno alla questione del “maledettismo d’autore”, c’è tanta fuffa… Il più delle volte si tratta di banalissima pubblicità o roba simile. Io invece lo sono davvero…

 

Oltre al suo nuovo romanzo, di cui abbiamo capito che non vuol parlarci, ha altri progetti in mente?

Sì. Scrivere la storia di uno youtuber impotente che colleziona soldatini della quinta armata dell’esercito statunitense in forza a Cassino nel 1944, e che ama vestirsi da donna nelle sue Demo sui Pokemon o Resident evil.

 

Roma, Torino, Milano e Firenze: dove è andato ha sempre fatto registrare un sold out. Come si spiega la cosa?

Che le devo dire… Sarà perché ho gli occhioni blu e buon gusto nel vestire.

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