Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

interviste

Dieci domande a: Flavia Spadiliero

16 Agosto 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste

 

 

 

 

Amici lettori di Letture da Metropolitana e di signoradeifiltri, oggi abbiamo nostra ospite Flavia Spadiliero, una scrittrice non più giovane ma vi garantisco che, in mezzo a voi giovani di belle speranze, la nostra amica non stonerebbe. Voi direte "E grazie, è più esperta". Sì, senza dubbio con gli anni si acquisiscono tante di quelle informazioni che rendono la vita più facile, ma in ogni caso c'è qualcosa per cui non conta l'età ma quello che si ha dentro e, a quel punto, siamo tutti uguali e può succedere che un giovane sia vecchio e, invece, un anziano sia più giovane e questo si chiama cuore, un motore che muove la mente e che, nel momento che si scrive, azzera tutto.

Flavia, penna alla mano, dimentica i capelli argento, sale su un cavallo chiamato sentimento, e comincia a galoppare con passione fra parole scritte non per fare scena ma per emozionare, e, potete credermi, averla con noi in Letture da Metropolitana è un gran vantaggio, oltre che un vero piacere. In vita sua ha scritto tanto e il materiale non le manca ma non ha mai pubblicato un libro tutto suo. Sono sicuro, siamo tutti sicuri, che un giorno lo farà. Che poi, a dirla tutta, lei non è un'"ambiziosa", non le interessa atteggiarsi, non vorrebbe mostrare alle amiche le sue pubblicazioni gonfiandosi il petto.

Molte volte è inutile scrivere libri che verranno dimenticati mentre altri finiranno tristemente nel cassonetto della differenziata, ma questo è un altro discorso. Flavia, saggiamente, in una risposta spiega anche perché lei scrive le sue cose su Letture da Metropolitana con gioia per tutti noi, per coloro che sul bus e in metro vogliono assaporare qualche minuto di piacevole lettura prima di entrare nella giungla quotidiana. Eppure, un giorno quel libro che si sfoglia con le mani sarà realtà.

Molto bene, ecco le 10 domande per la nostra amica:

 

1) Non posso fare a meno di chiederti... perché scrivi?

Scrivo per passione, senza crederci troppo perché non sono una scrittrice, diciamo che amo quello che scrivo, bello o brutto che sia.

 

2) Invecchiando si impara o si insegna?

Non ho ancora capito se ho imparato, certo è che non so cosa insegnare, tutti sanno molte più cose di me. Imparo.

 

3) A proposito di letteratura, si stava meglio quando si stava peggio?

Negli ultimi anni molti pseudo scrittori hanno pubblicato cose scadenti ma sono molti anche quelli che sanno scrivere bene con umiltà e senza vanterie, leggo cose molto belle di giovani sorprendentemente ben preparati. Non credo si stesse meglio, era indubbiamente diverso, né meglio né peggio di com'è ora.

 

4) Che diresti a chi copia e incolla?

Finitela di fare il gioco del nascondino, se non sapete scrivere lasciate perdere e dedicatevi a cose più alla vostra portata.

 

5) Una sperimentazione letteraria che ti piace?

Mi piacciono molto i racconti a più mani, come il nostro ultimo da cui è nato un libricino molto interessante e divertente Mercurio Solido. Non è una cosa da poco perché è un mix di punti di vista senza gelosie. Davvero molto bello anche Gli Investigautori, dove ci siamo cimentati in un giallo tutto da ridere. Facciamolo ancora.

 

6) La deculturizzazione è colpa di chi?

La deculturizzazione è una delle disgrazie del nostro paese, voluta dai vari ministri della pubblica istruzione, mirata a tirare su una classe di ignoranti manovrabili. Un popolo ignorante si può dominare facilmente, chi legge e si accultura non si può più sottomettere perchè un cervello libero non si fa dominare.

 

7) Il libro antico ma più moderno di tutti.

Questa domanda mi mette in imbarazzo. Come forse non sai, amo gli antichi filosofi che, dopo tutti i millenni, ancora insegnano, a parte Aristotele, arrivato ai vertici del cristianesimo solo perché ha incontrato i favori di Agostino da Tagaste. Sono affascinata da Platone e dai discorsi su Socrate, quindi penso che abbia ancora molte cose da insegnare. Ovviamente è solo il mio modesto parere perché sento già levarsi il coro di proteste.

 

8) Sei in cattedra e davanti a te hai 24 giovani: che gli diresti?

Se avessi 24 giovani davanti, non saprei cosa dire, sono sicura che sanno molte più cose di me. Potrei suggerire di leggere, leggere tutto quello che capita a tiro, anche la pubblicità, non fosse altro che per rimarcare gli errori grammaticali. Ricordate che un uomo/donna che legge mette in moto il cervello e diventa pericoloso per il potere.

 

9) Che cosa renderesti obbligatorio a scuola?

A scuola renderei obbligatoria l'educazione sessuale, per insegnare ai giovani il rispetto per l'altro. E, seconda ma non meno importante, educazione civica, per far sapere ai cocchi di mamma che non ci sono solo loro al mondo e gli altri meritano tutto il rispetto (tipo non parcheggiare al posto dei disabili) e sarebbe un elenco lunghissimo.

 

10) Che cosa vorresti chiedere ai lettori di Letture da Metropolitana e di signora deifiltri?

Ai lettori  vorrei chiedere un po' di partecipazione in più, non dovete aver paura di leggere e commentare gli altri. E' la legge del libero scambio: io leggo e commento te e tu fai altrettanto. Grazie.

 

Flavia grazie a te da parte di tutti. Ti aspettiamo con simpatia al tuo prossimo lavoro.

Mostra altro

Dieci domande a: Lorena Giardino, in arte Scrittrice Imperfetta

12 Agosto 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste

 

 

 

 

Ci siamo già occupati in questa sede del sito Letture da metropolitana (confidenzialmente LdM!), con una audio intervista di Chiara Pugliese a Serena Pisaneschi, uno degli autori del portale in cui trovano spazio racconti brevi e brevissimi, ma anche poesie e riflessioni, che abbiano tempi di lettura non superiori a cinque minuti, giusto l’intervallo tra una fermata della metro e l’altra.

Ma da oggi vogliamo creare una vera e propria sinergia col sito gestito da Cristian Ghezzi.

Il nostro Walter Fest è uno dei promotori più entusiasti di LdM. Si devono a lui iniziative come “il festival della fantascienza”, da cui è nata la raccolta di racconti Mercurio solido,  e anche una serie d’interviste agli autori più attivi sul sito, ai quali ha posto 10 domande.

Oggi comincia presentandovi un’autrice che si fa chiamare Scrittrice Imperfetta.

 

 

Amici lettori di letturedametropolitana.it e di signoradeifiltri.blog, Scrittrice Imperfetta è stata la prima a sottoporsi alle mie 10 domande, domande apparentemente semplici, mai banali, domande varie per conoscere i nostri amici scrittori.

Lorena Giardino, in arte Scrittrice Imperfetta, è torinese. Scrive con allegria cose profonde, poetiche, favole moderne, umane, ama la gente e la musica e, quando scrive, è guidata dalla passione e dalla gioia. Forse è proprio nata per scrivere.
 

1) Perché "scrittrice imperfetta"?
 

Scrittrice imperfetta... fondamentalmente sono imperfetta in tutto quello che faccio... e lo dico con grande orgoglio, eh!! Perché? Perché sono una cultrice dell'imperfezione... perché trovo che la perfezione (ammesso che esista) sia piuttosto noiosa... perché alla fine le nostre imperfezioni sono quel che ci caratterizza... quello che ci rende unici... quello, che alla fine, ci rende "noi"!!!

 

2) Quando hai iniziato a scrivere?
 

Ho iniziato a scrivere alle elementari. Di recente mio padre mi ha fatto un dono preziosissimo!! Lui, che tiene tutto, ha ritrovato in cantina due meravigliosi tesori... un diario con le mie poesie di bimba e il mio primo libro... un romanzo (la mia "bimbitudine" me lo faceva vedere come tale)... cioé un quadernetto con una storia che avevo scritto e illustrato. Non mi ricordo esattamente che età avessi... ma facevo le elementari. Non potete capire l'emozione che ho provato nello sfogliare questi tesori!!!!

 

3) Il tuo mito?
 

Il mio mito. Boh, qui è più difficile rispondere perché ne ho diversi... musicalmente parlando sicuramente Kurt Cobain... tral'altro è ascoltando i Nirvana che molti miei racconti sono nati. Manco a dirlo... lui era l'imperfetto per eccellenza!!!

 

4) Quando cammini per strada ripensi a quello che devi scrivere?
 

Quando cammino per strada cerco più che altro di non inciampare... ah ah, scherzo... mah, che dire... a volte mi viene in mente un'idea e ci sono momenti in cui mi verrebbe da mollare tutto e correre a scrivere... sapete, no, quando a uno "gli scappa da scrivere"...

 

5) Scrivi mai a penna?
 

Quando ho una penna e un foglio mi viene più che altro voglia di disegnare... faccio tanti scarabocchi e ci metto in mezzo pezzi di frasi, parole, ecc.. a volte poi ne esce fuori qualcosa.. altre volte restano lì... ho un quadernetto, degli scarabocchi. Anche quello è una specie di piccolo tesoro x me.

 

6) Da cosa ti lasci ispirare?
 

Cosa mi ispira: mi piace osservare le persone... a volte provo ad immaginare chi sono, che cosa pensano... quale sia la loro vita... diciamo che poi questi pensieri si depositano da qualche parte, sedimentano... magari si spezzettano e si mescolano... e poi, boh, escono fuori quando mi metto a scrivere... i personaggi sono quasi sempre un collage di persone che ho visto e conosciuto. Poi,dal personaggio mi muovo come un ragno quando fa la ragnatela.. .e ci costruisco intorno la storia. Di solito funziona cosi.

 

7) Il tuo ultimo libro pubblicato, puoi parlarcene? Come ti è venuto in mente?
 

Il mio ultimo (e unico x ora) libro pubblicato è nato da una serie di racconti che stavo scrivendo, che avevano tutti un filo conduttore: l'inquietudine. Un tema che mi è molto caro... sono sempre stata una persona profondamente inquieta, un po' in tutte le cose... e ho sempre avuto difficoltà nello "stare ferma"... il cambiamento, la rottura, la continua ricerca... l'insoddisfazione perpetua... questa sono io... così ho iniziato a scrivere questi racconti dove i personaggi erano tutti inquieti... incoerenti.. .imperfetti. 
Sono andata avanti un bel po'. Poi mi sono affezionata a questi personaggi e mi è venuto in mente che potevo provare a farne un romanzo... creando connessioni e legami tra loro... e così, boh, ci ho provato... In effetti la prima parte del libro ha mantenuto  la struttura originaria... solo che poi le varie storie si sono sviluppate e, beh... se mai lo leggerete, vedrete!!

 

8) Stai preparando un altro testo?
 

Ho in mente diversi possibili progetti, ma per ora niente di concreto. Ho una vita parecchio incasinata e poco tempo per scrivere, di sicuro non tutto quello che vorrei. 
Mi piacerebbe fare una raccolta di poesie, un libro di fiabe rock (alcune le ho già scritte) e un libro al contrario sulla storia della mia famiglia. Prima o poi questi progetti proverò a realizzarli. Ma ci vorrà un po'.

 

9) Puoi descriverci il tuo carattere?
 

Vabbè, ci provo. Ho un pessimo carattere. Sono impulsiva, testona e spesso irragionevole. E a volte mi accorgo che le persone faticano non poco a capirmi. Vabbè, a volte fatico anche io a capirm e riesco pure a darmi fastidio da sola. Poi, però, ho pure qualche pregio. Sono molto empatica con le persone... specie con quelle fragili. Forse perché in fondo, nonostante tutto, lo sono pure io. Fragile. Boh.

 

10) Hai la possibilità di parlare con un lettore, che gli diresti?
 

Ad un lettore direi: Fammi sapere se il mio libro ti è piaciuto!!! 
 

Certo che ci sei piaciuta, Scrittrice imperfetta, e, davanti al tuo sorriso più grande del mondo, ti ringraziamo, ti salutiamo e ti aspettiamo insieme a tutti noi fra le pagine quotidiane di letturedametropolitana e, perché no, magari anche in libreria, noi crediamo in te.

 

Mostra altro

Michele Chieppi, "Il Medico e l’Infermiere"

14 Giugno 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste, #salute


 

 

 

 

Chieppi Michele, Il Medico e l’Infermiere tra fede e miracoli, religiosità e preghiera, spiritualità e spiritual care, guarigioni e Lourdes. Pavia: Medea, 2018, 202 p.



Secolarmente il rapporto Medicina/Religione è stato per la maggior parte dei casi tempestato di disaccordi. L’evidenza empirica da una parte, la salute dell’anima dall’altra, hanno sollevato questioni tutt’oggi irrisolte rimanendo motivo di confronto e discussione. Ma in che modo i medici e gli infermieri si pongono di fronte a temi quali: fede, miracoli, religiosità, preghiera, spiritualità e spiritual care, guarigioni e Lourdes, nel momento in cui questi fattori intervengono nella loro missione quotidiana? Cosa chiedono a proposito i pazienti e in che modo i professionisti della salute debbono con loro interagire? Esistono i miracoli per la Medicina? Lourdes dice la verità? A questi e a molti altri quesiti si è cercato di dar risposta attraverso la consultazione della letteratura scientifica internazionale, dei suoi più autorevoli autori, delle più significative esperienze. Un viaggio in cui lettore può sedersi ed ascoltare senza prese di posizione personali dell’autore: una tavola rotonda da cui può trarre ispirazione per rafforzare, modificare o cambiare le proprie idee.

Da dove trae spunto la ricerca che ha portato alla nascita di questo volume?

 

Il lavoro nasce dalla curiosità di indagare l’evento inspiegabile dalla Medicina riguardante la guarigione di pazienti a cui era stata diagnosticata l’irreversibilità di una determinata patologia. Il libro si compone sostanzialmente di quattro parti riguardanti i rapporti che intercorrono tra: fede e miracoli, religiosità e preghiera, spiritualità e spiritual care, guarigioni e Lourdes; in appendice sono stati aggiunti frammenti di riviste e testi pubblicati nei primi anni successivi la prima apparizione di Lourdes del 1858, in modo da porre esaustività riguardo agli eventi e alle reazioni del mondo scientifico-letterario dell’epoca.

Cos’è l’evento miracoloso per la Medicina?

 

I miracoli sono stati una fonte perenne di interesse per gli storici medievali e negli ultimi anni il livello di interesse è aumentato anche per studiosi provenienti da una gamma crescente di discipline, i quali hanno scoperto il valore dei racconti di miracoli come fonte per i loro studi; infatti, durante la maggior parte dell’intera storia dell’uomo, l’opporsi al caos provocato dalla malattia è stato comunemente relegato alla sfera del magico o del miracoloso. Le afflizioni fisiche e mentali erano spesso attribuite a capricci degli dei, spiriti, demoni o, forse, come punizione per qualche trasgressione palese o nascosta contro il Divino. Al contrario, le cure rivolte alla risoluzione di malattie debilitanti sono state drammaticamente ritratte come rari eventi straordinari. I concetti di speranza e di miracolo sono così onnipresenti nella moderna pratica medica che spesso possono diventare aspetti centrali dell’esperienza ospedaliera di un paziente gravemente malato e della sua famiglia, pur se vi sono in letteratura posizioni che si scostano in modo deciso, secondo cui “Miracolo” è un termine che dovrebbe essere bandito dal lessico medico.

Che importanza ha la preghiera per il soggetto malato?

 

La preghiera, intesa come richiesta solenne o ringraziamento a Dio, è tra le pratiche più antiche e diffuse. Utilizzata con l’intenzione di alleviare le malattie e promuovere la salute, negli ultimi anni si è visto un notevole interesse per i suoi effetti benefici sui risultati sanitari. Come possa funzionare il meccanismo con il quale la preghiera diverrebbe efficace è cosa sconosciuta, sta di fatto che sia la preghiera che la pratica della cura spirituale (spiritual care) rappresentano un elemento significativo nel contesto del sistema medico di molti paesi. Un’alta percentuale di pazienti considera la religiosità e la preghiera come due elementi molto importanti al punto da attribuir loro un ruolo centrale nella loro capacità di far fronte alla malattia. La letteratura conferma che l’associazione tra religiosità e preghiera migliora sensibilmente la Qualità di Vita. Il volume tratta anche delle diverse tipologie di preghiera: individuale, collettiva e di intercessione.

Ma spiritualità e cure spirituali coincidono con religiosità e preghiera?

 

Il concetto di spiritualità non sempre equivale ad un’affiliazione religiosa: per molti pazienti essa è sinonimo partecipazione ad una religione organizzata, altri invece ritengono che sia contenuta nella persona stessa e abbia poco a che fare con la pratica religiosa. Diversi studi hanno dimostrato che la partecipazione ai bisogni spirituali di un paziente è associata al miglioramento delle variabili psicosociali e fisiologiche e persino alla diminuzione della mortalità; altri studi confermano che i pazienti valutano la cura spirituale come una priorità nel loro recupero e la ritengono una parte integrante della loro soddisfazione insieme con le cure ricevute durante il ricovero. Nella sua essenza la spiritualità è astratta, soggettiva, un termine complesso la cui definizione varia tra individui, filosofie e culture. Queste caratteristiche portano alcuni autori a sostenere che non vi è alcun accordo sulla definizione di spiritualità come concetto. Le ricerche hanno avuto la tendenza ad esplorare la comprensione della spiritualità dalla prospettiva di una cultura prevalentemente occidentale, trovandola altamente correlata al modo in cui la gente percepisce il senso della vita e separandola dalla religione: quest’ultima quindi, può o non può svolgere un ruolo nella spiritualità essendone sufficientemente distinta.

Lourdes: come si inserisce in questo contesto?

 

Già dai primi anni del ‘900 era evidente l’intento di portare delle migliorie nel rapporto che intercorre tra Medicina e Religione proponendo un punto d’incontro alle estremità di entrambe le sfere. Il panorama in generale però non condivide ancor oggi questo ipotetico abbraccio ma rivela posizioni ferme senza la possibilità di sfumature su cui incontrarsi. Eppure esistono testimonianze, studi e ricerche le quali sostengono la tesi che esiste qualcosa al di là delle rigorose evidenze empiriche; Lourdes è un esempio, basti pensare ai medici e agli infermieri dediti alla sofferenza nella cittadina francese e sui treni destinati al trasporto dei pellegrini. Naturalmente Lourdes rappresenta anche un terreno fertile per il rinnovarsi di contrasti tra Medicina e Religione; questo lavoro però non prende posizione in merito, in quanto ha il solo compito di revisionare il materiale scientifico e proporlo ai lettori carico di oggettività documentaria.

 

L’autore
 

Michele Chieppi (1971), Responsabile della Biblioteca di Infermieristica della Fondazione IRCCS, Policlinico San Matteo di Pavia, studioso di Agiografia, Biblioteconomia, Bibliografia e Storia di Pavia. Docente ai Master di primo livello in Infermieristica presso l’Università degli Studi di Pavia con insegnamento in Strategie di ricerca bibliografica, è autore e coautore di articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali a tema infermieristico, biblioteconomico e storico. Ha formato due fondi librari presso la Biblioteca Comunale Villa Braghieri, Castel San Giovanni (PC), dedicati al Venerabile Mons. Agostino Chieppi e alle Serve di Dio Maria e Giustina Schiapparoli. Relatore a numerosi congressi e convegni, è autore del progetto Biblioteca Virtuale della Città di Pavia. Ha pubblicato: Venerabile Monsignor Agostino Chieppi in Letteratura, nelle Opere e nella Storia (2007), L’Enigma del Monastero del Liano (2007), Le chiese di Pavia entro il primo muro della Città secondo Opicino de Canistris (2008); Il Maestro Enzo Zanotti: un mio ricordo, in: Pavia col Lanternino IV (2010); E di nuovo sulla Strada (2011); La ricerca bibliografica, in: I principi dell’organizzazione professionale dell’infermiere (2013).

 

Michele Chieppi, "Il Medico e l’Infermiere"
Mostra altro

Radioblog, le voci di Signora dei Filtri: intervista a Pee Gee Daniel

8 Giugno 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #pee gee daniel, #interviste, #radioblog, #blog collettivo, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 

 

 

Quante volte vi sarà capitato di dire o pensare “Quello è proprio un invidioso!”, oppure “Che persona egoista!” o, peggio ancora, “ma sei proprio un moralista!”. Capita spesso di definire  i caratteri delle persone con le quali incrociamo le nostre esistenze, ma Pee Gee Daniel ha fatto molto di più: questi caratteri li ha studiati, analizzati e catalogati, riassumendo quelle che a suo dire sono le principali tipologie di personalità e caratteristiche umane.

Ma questi caratteri possiamo cambiarli? O ne rimaniamo prigionieri per sempre? A questa e altre domande cerca di dare una risposta Pee Gee Daniel nel suo Breve compendio sugli umani caratteri edito da Catartica ed oggi su Radioblog faremo due chiacchiere con lui ripercorrendo la sua personale classificazione dei caratteri umani originale ed istruttiva, con richiami a personalità storiche che questi caratteri hanno interpretato in maniera esemplare.

Come sempre il nostro intervistato ci regalerà anche qualche prezioso consiglio di lettura.

Quindi, mettetevi comodi e ... buon ascolto!

 

Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

Blog di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

 

Mostra altro

Cinzia Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!

24 Aprile 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #interviste, #moda, #televisione

 

 

 

 

 

Dal Grande Fratello Vip all'Isola dei famosi, un nuovo successo, ci racconta questa avventura?

 

La sera del 17 aprile si è concluso un bellissimo viaggio, iniziato il 22 gennaio, un programma televisivo che ha intrattenuto, stupito, è stato spesso al centro di varie polemiche e che ho trovato interessante per i messaggi che ha voluto trasmettere...  l’unità fra i partecipanti, il sostegno, l’amore per la natura. Sto parlando dell'Isola dei famosi, programma al quale ho partecipato in maniera indiretta poiché ho curato lo stile e l'immagine di un grandissimo personaggio, una bellissima persona, delicata, nobile d'animo, gentile... Giucas Casella.

In un primo momento si è trattato di fare abiti quasi di 'scena', i parametri da seguire erano  la comodità,  che fossero adatti al clima dell' Honduras.

 In un secondo momento ho fatto quello che è il mio lavoro vero e proprio, cioè fare abiti dietro consulenza di immagine.

Curare lo stile del personaggio valorizzandone le caratteristiche.

Sono tante le cose di quest'esperienza che ricordo con piacere, dall'enorme soddisfazione provata nel vestire e rendere “stiloso” Giucas, senza ovviamente snaturarlo, all'amicizia nata con questo favoloso personaggio del mondo dello spettacolo, sia con lui che con il suo assistente Giuseppe, al divertimento e soprattutto alla scoperta di me, poiché anche questa esperienza è servita ad arricchirmi professionalmente.

E' stato l'imparare qualcosa di nuovo su me stessa, il prendere più coscienza  e riconfermare le mie capacità professionali che ha contribuito a rendere quest'esperienza davvero speciale: fare abiti e curare lo stile di un personaggio, infatti, non è solo esercitare un' arte è qualcosa di più, qualcosa che ti permette, nell'analizzare il personaggio per valorizzarlo, di capire un po' meglio chi sei. Come mi è capitato al Grande Fratello Vip e poi ancora all'isola dei famosi e in molte altre trasmissioni televisive, red carpet o tour teatrali, l'esperienza in un modo o nell'altro è unica e irripetibile e finisce per lasciare sicuramente

Qualcosa di positivo, che sia una nuova amicizia, un pezzettino sconosciuto di te stesso o addirittura un nuovo sogno... anche questa volta posso esclamare con soddisfazione ... ne è valsa la pena!

 

Quale stile ha scelto per Giucas Casella?

 

Mi sono focalizzata su un aspetto estremamente evidente di questo personaggio in questo preciso momento della sua vita e, analizzandolo per creare il suo personale look, l'ho trovato UN UOMO SPIRITUALMENTE IN RINASCITA: il suo essere gioioso e allegro, frizzante e rinnovato, mi ha fatto protendere verso abiti importanti ed eleganti ma dal taglio giovane, con l'utilizzo di colori chiari, dal grigio chiaro al blu elettrico, dal beige  al giallo. Ho voluto che l'abito svelasse il suo stato d'animo di questo momento.

Sono una fautrice del fatto che l'abito debba SVELARE e non mascherare, debba in qualche modo raccontare qualcosa di Te.

Figure professionali come la mia hanno l'obbligo di valorizzare, tenendo ben presente questo concetto, poiché ogni abito creato che nasce da una consulenza di immagine debba essere una "seconda pelle", in modo che indossarlo faccia sentire FELICE E A PROPRIO AGIO.

 

Crede di aver raggiunto lo scopo?

 

Una cosa la so con certezza!

Ho lavorato con il cuore e la passione, con il grande desiderio di accontentare Giucas.

Cinzia  Diddi: per la giovane stilista pratese un successo tira l'altro!
Mostra altro

Intervista a Lorena Giardino

18 Aprile 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste, #le interviste pazze di walter fest, #recensioni

 

 

 

 

 

Amici lettori della signora senza filtri, il vostro blog, che non vi lascia mai leggere al buio, oggi per voi incontrerà la brava autrice piemontese Lorena Giardino, insieme a lei parleremo della sua ultima opera, appena pubblicata da Grafiche Stile. L'ultima volta che l'avevo sentita la trovai molto affaticata, la realizzazione del suo ultimo romanzo le aveva dato un bel knockout al cuore, l'autrice, troppo profonda e sensibile nei sentimenti, aveva esaurito la benzina energetica e, ad opera ultimata, soddisfatta e strafelice, era groggy come un pugile suonato, pertanto adesso, per farla rilassare, la porterò con me in sella alla mia Moto Guzzi California rossa Pollock a fare un bel giro, destinazione lago Takatika nel bel mezzo della prateria Indiana.

- Dai, Lorena, infila il casco a scodella che partiamo.

Curve, controcurve e saliscendi, arriviamo a destinazione per la nostra chiacchierata con Lorena Giardino in arte Scrittrice Imperfetta.

- Ciao Walter.

- Lorena, senza inquietudine e autoderminazione non avresti mai scritto L'imperfetta Immensità.

- Sì, è la verità, ho dovuto lottare contro tempeste umane di ogni tipo, mi sono totalmente immersa nelle anime dei personaggi, provando per le vicende delle loro storie una grande sofferenza interiore, adesso vorrei avere il piacere di condividere questa immensità imperfetta con i lettori.

- E il lettore non può che esserne contento, il suo maggior desiderio è di tuffarsi e immedesimarsi nel mare di parole dello scrittore vissute e narrate con passione viscerale.

- Il mio romanzo è come aprire una finestra sul mondo. Ad ogni latitudine ci sono situazioni di squilibrio, un’umanità con rapporti interpersonali in continua agitazione, come se la vita imperfetta ci impedisse di essere semplicemente naturali, in pace con il nostro destino. Tutti siamo perennemente alla ricerca di un qualcosa che sfugge, un qualcosa del tipo polo positivo e polo negativo che si respinge, tensione alle stelle fra persone normali eppure...

- Eppure?

- Eppure un giorno, quando arriverà quel giorno, Giulia e Maria, le due sorelle, insieme alla fredda madre, dovunque esse saranno, troveranno la serenità interiore.

- Potrebbero semplicemente comprendersi?

- Michele, l'anziano, il nonno che nessuno vuole ascoltare, si siederà in poltrona infischiandosene di tutti.

- Io gli consiglierei di ascoltare musica di George Gershwin.

- Mattia, 6 anni, verrà finalmente apprezzato dalla maestra che ritroverà il suo equilibrio.

- La maestra potrebbe provare a preparare delle squisite crostate mentre Mattia riderà spontaneamente e gioiosamente come tutti bambini?

- Il mondo è imperfetto perché è la stonatura delle cose che ci dà l'impulso a correggere i nostri errori, è la bellezza che è dentro ognuno di noi a rendere tale l'immensità dell'umanità, tutto accadrà serenamente come la quiete dopo la tempesta. Finalmente potremo vedere che Guernica di Picasso avrà la meglio sugli amanti della guerra.

- Lorena il tuo è un messaggio di ottimismo.

- Sì, ho lavorato a questa mia opera per lanciare un grande messaggio di ottimismo, è proprio così.

Molto bene amici lettori, se potete, leggete anche voi L'imperfetta immensità della nostra amica autrice Lorena Giardino. Ora io e lei proseguiamo il nostro momento relax di fantasia nel tepee del nostro capo Indiano Brown Sugar, sembra che ci abbia preparato da fumare un calumet della pace a base di erbe aromatiche, liquirizia, panna, cioccolato e zabaione. Salutiamo tutti i cari lettori del blog della signora senza filtro e vi aspettiamo al prossimo incontro culturale.

Mostra altro

Incontro con l'artista G.M. ZAGO e il progetto "Zago and your friends"

16 Aprile 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste, #arte, #eventi, #le interviste pazze di walterfest, #pittura

 

 

 

 

 

Amici lettori di signoradeifiltri.blog oggi abbiamo il piacere di avere nostro ospite un artista che viene dal Nord, da Verona, dalla città di Romeo e Giulietta è qui con noi G. M. Zago!!
Ve lo dico in confidenza, lui non lo sa ma lo porterò in una spa, un centro benessere particolarmente artistico, mi raccomando non glielo spifferate!
Eccolo arrivare ma non è solo, è seguito da un cane.

 

- Zago hai portato il cane?
 

- Beh, sì, non si fida di te e non voleva lasciarmi solo.
 

- Ah!... Come si chiama?
 

- Homer, aspetta te lo presento... Homer dì qualcosa al Walter.
 

- Uelà, artista da strapazzo, mi raccomando ti mordo le parti basse se non scrivi bene del mio Zago, eh!
 

- G.M., ma Homer è un cane che parla?!
 

- Che vuoi che ti dica, a forza di stare con me, ha cominciato a parlare, pensa che per breve periodo ha pure iniziato a fumare il mio sigaro, ma ci siamo tolti il vizio insieme, per fortuna, è un grande amico, sai.
 

- Capisco, ma gli hai pure insegnato a dipingere?
 

- No, preferisce dormire, però mi fa da manager, tratta lui con i galleristi, invece, con i critici, ci parla solo al telefono perché non li sopporta.
 

- Forse è meglio che entriamo.
 

Apriamo la porta stile Mondrian, l'ambiente è già caldo e profumato, in sottofondo musica Jazz. Sicuramente troveremo qualcosa da mangiare e da bere.
 

-  Zago ti piace questo posto?
 

- Sì, non male
 

- E tu, Homer, che ne dici?
 

- Bello, ma prima possiamo mangiare qualcosa?
 

- Più tardi, prima facciamo il bagno in piscina.
 

- Andate voi che a me l'acqua non piace molto, vado a mangiare qualcosa e poi a fare una partita a flipper.
 

- Homer, mi raccomando, non mettere troppo ketchup sulle patatine
 

- Zago, possiamo stare tranquilli con Homer?
 

- Walter, nessun problema, Homer è un cane che ha un discreto appetito ma non parla con gli sconosciuti.
 

- Ah, molto bene, allora, dai, tuffiamoci nella piscina con l'acqua color grigio perla.
 

Per chi non lo sapesse in questa spa l'acqua delle varie piscine è multicolore.
 

-  Zago, devi toglierti tutto.
 

- Tutto?
 

- Sì, ma tanto non ci vede nessuno.
 

- Ma è tutta roba presa in offerta da Beninox!
 

- Poche storie, Zago, in fondo sono solo parole senza mutande.
 

- Ah, beh, allora, dai, tuffiamoci.
 

Siamo in acqua color grigio perla e stiamo per iniziare a parlare di Zago and your friends.
 

-  Zago, come è iniziata questa avventura?
 

- Era il Marzo del 2010, ero seduto in poltrona a vedere la tv, quando, dal tubo catodico, una di quelle belle signorine "buonasera" mi guarda fisso e mi fa: «Zago, tu devi fare un lavoro a 4 mani con 100 artisti, sarà una mostra per beneficenza, pensaci bene perché non te lo chiederò un’altra volta, mi piacciono le cose che fai ma, se non accetti, grazie e ti saluto».

Tac, la tv si spense da sola e rimasi al buio, ma vidi lo stesso una luce e, così folgorato dall'abbaglio creativo, il giorno dopo parlai con il mio amico Gianluca Cantalupi, responsabile di Emergency UK, presi l'agendina e trovai i 100 artisti per iniziare il lavoro, era un impresa titanica per il numero di opere che ci eravamo prefissati, credetemi serviva anche una bella quantità di materiale da riciclo, le opere dovevano essere impastate di monnezza artistica, ma per fortuna i cassonetti di Verona abbondavano di merce.
 

- E poi che successe?
 

- Fu un grande lavoro faticoso ma entusiasmante che, terminato, partì per l'Inghilterra, da Novembre 2011 al 2013. La mostra era unica al mondo nel suo genere, un evento storico, un lavoro eccezionale che venne esposto in più gallerie, riscuotendo un bel successo; le opere, nel formato 100X70, tutte bellissime, vennero vendute e la nostra arte a favore di Emergency contribuì ad aiutare chi è stato meno fortunato di noi, vorrei aggiungere che Zago and your friends è importante anche per altri motivi, non era mai successo che 100 artisti disparati lavorassero a 4 mani con un solo artista, nessuna rivalità, nessun egoismo, nessuna pre-tattica o preconcetto, c'era da dipingere spinti dall'entusiasmo, e dalla convinzione di fare per bene del bene attraverso l'arte, ne venne fuori una serie di opere estremamente emozionanti!
 

- Poi siamo andati a Roma.
 

- Eh, già, Zago and your friends non poteva rimanere un'esperienza sulla quale il titolo di coda era "The end". Non mi ricordo come, dove, quando, ma, come per magia, io e altri amici abbiamo deciso di ripetere questa iniziativa, vestita di quella passione che guida un artista, la nuova avventura si è svolta Roma nel Marzo del 2017 in una modalità diversa rispetto a Londra 2011. Per una questione di rapidità temporale, gli artisti presenti 50, con relative 50 opere realizzate a 4 mani con me. Queste opere dopo Roma proseguiranno verso future esposizioni per una continua mostra itinerante alla quale si aggiungeranno, via, via, altri artisti con altre opere, invece altre 50 opere, che furono realizzate individualmente dagli stessi 50 artisti, sono state finalizzate a favore di una associazione di volontari che dedicano corpo e anima alla cura e all'assistenza di cani sfortunati, "Una zampa per Birillo". Ci siamo ritrovati Venerdì 3 Marzo 2017 alla galleria TAG di via di S. Passera, 25 per una serata speciale!
 

- È stato un grande evento, un grande allestimento, un grande successo di pubblico e, come dicevo, Zago and your friends continua la sua marcia verso le prossime esposizioni, al momento stiamo lavorando per Verona, sarà il nostro terzo atto, appunto nella città Scaligera, ma il nostro sogno nel cassetto rimane Matera 2019, faremo il possibile di farci un salto.
 

Ma ecco di ritorno Homer.
 

-  Ragazzi, dobbiamo andare via alla svelta!
 

- E perché?
 

- Di là ho mangiato tutto il ben di Dio che ho trovato, un tizio se ne è accorto e mi ha detto: «Ma bravo, e adesso chi paga?». Me lo sono guardato e gli ho detto: «Tranquillo, pagheranno Walter e Zago». Il tizio è svenuto ed è caduto come un sacco di patate, io direi che prima che si risvegli è meglio che ce la battiamo!
 

- Zago, dico che Homer ha ragione, forza filiamo via come il vento!
 

- Ma siamo nudi!
 

- Sì, e senza soldi, dai, sgommiamo...

Amici di signoradeifiltri.blog, vi salutiamo; io, Zago ed Homer vi ringraziamo e vi aspettiamo prossimamente a Verona con tutti gli artisti e le grandi opere di Zago and your friends.
Per chi volesse saperne di più e ammirare foto e video delle precedenti mostre, può visitare la pagina Facebook "Zago and your friends" oppure contattare direttamente l'artista G.M. Zago.

 

Incontro con l'artista G.M. ZAGO e il progetto "Zago and your friends"
Incontro con l'artista G.M. ZAGO e il progetto "Zago and your friends"Incontro con l'artista G.M. ZAGO e il progetto "Zago and your friends"
Mostra altro

Radioblog: "Riglione" di Massimiliano Bacchiet

29 Marzo 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #vignette e illustrazioni, #eva pratesi, #luoghi da conoscere, #audioletture, #storia

 

 

Quando Massimiliano Bacchiet al Pisa Book Festival 2017 mi ha parlato del suo libro, mi ha detto che ha voluto dedicare la sua prima pubblicazione “alla su Riglione” prima frazione e oggi quartiere di Pisa, raccontandocene curiosità, aneddoti, vicissitudini politiche e sociali.

In questa lettura ascolterete un singolare episodio che racconta del primo sciopero del quale si sono rese protagoniste due donne dai nomi tutt’altro che rivoluzionari Santina e Assunta.

Buon ascolto!

 

Riglione. Questa centrale e laboriosa borgata. Vita sociale e politica 1861-1948 di Massimiliano Bacchiet - BFS Edizioni.

 

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

Illustrazioni a cura di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: Sinfonia n.1 in Re maggiore “Titan” di Gustav Mahler da www.liberliber.it 

Mostra altro

LA MODA DI CINZIA DIDDI ARRIVA NELLE DISCOTECHE GRAZIE AL VOCALIST NIKO MAMMATO

27 Marzo 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #moda, #interviste

 

 

 

 

Conosciamo una nuova figura che da qualche tempo affianca il dj nelle discoteche, il vocalist, cioè l'animatore della serata.

 

 

 

Come definirebbe Niko Mammato se stesso?

 

Nel lavoro e nella vita di tutti i giorni mi definisco allo stesso modo: sorridente, carismatico, con tanta fantasia ma con i piedi per terra... una persona piena di energia

 

 

Come inquadrare la figura di un vocalist?

 

La mia professione è inquadrata in primis nell'intrattenimento, ma bisogna dire chi è il vocalist!!? Bene... è colui che anima, che allieta  il pubblico,  facendogli trascorrere una bella serata, facendolo sentire soprattutto protagonista, questo è fondamentale, infatti credo che un vocalist non debba essere da solo protagonista della serata ma che lo sia  insieme al pubblico, facendo parte di esso e questa formula "penso" sia la formula vincente della mia carriera e che mi contraddistingue da altri, diciamo che è una personalità artistica che ognuno di noi ha un po’ come una firma!

 

 

 Quanto è iniziata la tua carriera?

 

Giovanissimo nel 1996/7 a soli 16, sembra ieri e sono passati 21 anni,  ma chi ne vuol saperne in più su di me, è invitato a leggere la mia biografia sul mio sito

www.nikomammato.com

 

 

Dove lavori?

 

Lavoro in tutto il territorio nazionale,  lavoro e ho lavorato nei migliori clubs, come base sono resident vocalist dello YAB di Firenze, nell'estivo da 14 anni circa lavoro nei Clubs della Costa Smeralda e grazie alla Live Events Group sono resident voice del club Mtv sunbreak per Malta e italia.

 

 

Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare la tua carriera?

 

Di  essere sempre se stessi, di iniziare se si ha lo  spirito d'intrattenimento, di essere protagonisti insieme al pubblico, di essere sciolti e non impostati, di non esser volgari, di parlare nei momenti giusti, di imparare la metrica che è fondamentale per il mestiere.

 

 

Se ti dico Cinzia Diddi cosa mi rispondi?

 

Gusto, raffinatezza, eleganza, colore, stile, differenza. Una grande stilista e insieme ne combineremo delle belle …

Mostra altro

Radioblog: Il Club delle Accanite Lettrici

26 Marzo 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #interviste

 

 

 

 

Oggi Radio Blog sbarca in Valpolicella per andare a conoscere il "Club delle Accanite Lettrici”.

A parlarcene sono due frizzanti e simpaticissime sostenitrici di questa iniziativa, Emy Ceravolo e Serena Mazzurana. Con loro, oltre a parlare dell’attività del club, abbiamo fatto un viaggio attraverso libri e scrittori, alcuni già conosciuti altri meno ma sempre raccontati con la passione e l’entusiasmo di due lettrici davvero accanite! E così abbiamo riscoperto Beatrice Masini con Il nome che diamo alle cose edito da Bompiani, Natalia Ginzburg con La famiglia Manzoni edito da Einaudi, passando attraverso Il grande Gatsby, con un’incursione su Le otto montagne di Paolo Cognetti (già ospite del Club delle Accanite Lettrici con il suo Sofia si veste sempre di nero), senza disdegnare anche letture in lingua originale come Arlington Park. Questi sono solo alcuni dei temi letterari sui quali ci siamo divertite a chiacchierare, gli altri scopriteli voi stessi .. . mettetevi comodi, magari con un bel bicchiere di vino della Valpolicella e immergetevi nel mondo delle Accanite Lettrici!!!

 

Per conoscere il club: www.accanitelettrici.org

Illustrazioni a cura di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

 

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

 

 

Mostra altro
<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 > >>