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interviste

LE NOVE DOMANDE E MEZZA PIU’ PAZZE DEL MONDO… MA NON TROPPO: SANDRA IAI

28 Aprile 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #interviste

LE NOVE DOMANDE E MEZZA PIU’ PAZZE DEL MONDO… MA NON TROPPO: SANDRA IAI
 

 

 
 
Oggi con noi Sandra Iai
 
E’ lapalissiano, i lettori leggono e gli  scrittori scrivono ma di quest’ultimi, celati dietro le parole e le pagine di un libro, sappiamo relativamente poco. Insomma, lo scrittore chi è? Perché scrive? Che pensa? Che vuole? E’ un creativo svalvolato o un lucido comunicatore? Gli piace ergersi su un piedistallo oppure la sua umiltà lo fa essere grande? E’ una persona normale che, vestita, è una delle tante, oppure gli si legge in faccia che è un viaggiatore intellettuale? E così, da oggi voglio indagare, scrutare, voglio metterli a nudo, a beneficio di coloro che ignorano chi sia questa fantastica persona che, scrivendo di suo pugno, abbraccia il lettore cercando di farlo interessare alla scrittura. Perciò, amici miei, attraverso una serie di nove domande e mezza,  scopriremo il pianeta scrittori.
La prima della serie è Sandra Iai, una scrittrice delicata ma grintosa, sentimentale ma fiera, paladina delle proprie convinzioni, amorevole nei toni ma con la frusta in mano da dominatrice delle situazioni.
Sandra Iai è nata, vive, lavora, ama e scrive a Roma. Figlia e compagna d'arte (Franco Iai e Alessandro Mazzà, è tutto detto in due nomi), "Capitana" fondatrice di Libereria che, a livello nazionale, è una delle più moderne e dinamiche realtà editoriali. 
Fra le sue opere, caro lettore, se puoi, dai un occhiata a queste: E loro si arrendono (Libereria 2018) Secondo Me (Libereria 2020) e i due volumi collettivi Libereria: Grazieeprego, IntrARTEnimento.
 
 E ora beccatevi questa sua poesia tratta da  Secondo Me.
 
“Stagione”
 
Poggia i tuoi piedi
su un tappeto
di foglie secche
nel sottobosco
dei tuoi timori

Nascondili bene
fa che siano ben protetti
dai raggi che si infiltrano
tra le chiome degli alberi

Sanguineranno
urlando tutto il tuo passato
e le ingiustizie del presente
confidando nel futuro

Fa che questo autunno
significhi più
di una semplice stagione

dalle un senso
una voce

Poi apri le ali
e vola
come il pettirosso
quando cerca il suo nido
 
 
 
 
 

1) Sandra, perché scrivi?
 

Scrivo perché vivo e vivo perché scrivo.
Ho bisogno di trasmettere ciò che le mie indisciplinate pupille suggeriscono al mio cervello e di farlo in un modo che inneschi un effetto boomerang, così da poter ricevere nuove energie da esternare.
Spero, in questo modo, di dare un senso più profondo alla mia vita e, perché no, anche a quella di chi si imbatte nelle mie poesie.


 

2) Sei a cena con Dante Alighieri, che gli chiedi?
 

"Ma quanti anni hai? "

 

3) Sei ministro della cultura, che fai? -
 

Ovviamente impongo corsi Libereria in tutte le scuole

 

4) Devi posare nuda per un calendario, il fotografo vip ti dice i metterti sulle parti intime dei libri, che titoli scegli?
 

Seta
Viaggio al centro della Terra
50 sbavature di Gigio
Messaggio per un'aquila che si crede un pollo

5) Marmellata o cioccolata?

 

Nutella

6) Sei l'allenatrice di calcio della nazionale scrittori, chi sono gli 11 che metti in campo?

 

Gli scrittori non sanno giocare a calcio, però se proprio devo:
Alessandro Mazzà
Valentino Picchi
Gianluca Sonnessa
Marco Zanni
Roberto Inzitari
Laurent Vercken
Luigi Costantino
Giovanni Barco
Andrea Cacopardo
Matteo Gentili

William Blake in porta

 7) La storia che non hai mai scritto ma che vorresti scrivere

 

"Storia vera della salvezza del mondo nella poesia"

 7) Che definizione daresti alle tue opere?

 

Racconti poetici di un viaggio interiore

 9) E di Libereria che ci dici?

 

Che dovrebbero eleggermi ministro della cultura e che è l'invenzione più importante del secolo, nata dall'uomo più importante della mia vita e cresciuta sempre di più grazie ai pirati che la curano e la rendono ogni giorno più forte.

 1/2) A che ora è la fine del mondo?

 

Del mondo che abbiamo conosciuto finora intendi?
Che ore sono adesso? 10...9...8...7...6...

 
Molto bene, ringrazio Sandra Iai per la sua disponibilità. Caro lettore, non vedrai questa scrittrice in tv o sulle passerelle del jet set, questa scrittrice è una donna vera senza maschera e puoi trovarla fra gli autori Libereria, basta un click e aprirai il suo mondo, il tuo mondo.
 
Ci rivediamo al prossimo autore e con le nove domande e mezza che lo aspettano potrei essere cattivissimo…
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INTERVISTA IN GIRO PER L'ITALIA CON UN ARTISTA E UNA LETTERATA

11 Ottobre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #interviste, #le interviste pazze di walter fest

INTERVISTA IN GIRO PER L'ITALIA CON UN ARTISTA E UNA LETTERATA

 

 

 

 

Amici lettori della signoradeifiltri, siamo in autunno e tutto va bene. Beh, in effetti è la condizione che tutti desidereremmo, e così, per allietarvi la giornata, per voi che ci seguite con passione e trasporto, giustappunto a proposito di trasporto, oggi ho deciso di intervistare due personaggi invece che uno. La prima è Lorena Giardino, il secondo è un famoso artista ma, per non guastarvi la sorpresa, per ora non vi dirò chi è, lo scoprirete fra un po'.
Sono a bordo della mia Fiat 500 direzione Torino, per questa occasione ho cambiato il motore, ho installato un Aermacchi ATR 42, naturalmente ho rinforzato impianto di frenatura e semiassi e fra 10 minuti sarò sotto casa di Lorena.

 

- Ciao Lorena, forza, sali a bordo.
 

- Ciao Walter, grazie per avermi invitata.
 

- Lorena, perdonami se non te l'ho detto prima, oggi avremo con noi anche un altro ospite che devo intervistare: è una vecchia fiamma di Patrizia.
 

- E chi è?
 

- Lo vedrai dopo, mi raccomando, non ti emozionare, è molto famoso.
 

- Accipicchia che sorpresa!
 

- Lo andiamo a prendere alla stazione di Bologna e poi vi porterò a vedere un bel posto.
 

- Ancora una sorpresa?
 

- Beh, sì.


- Non dovrei fidarmi di te, girano delle chiacchiere artistiche sul tuo conto poco rassicuranti, ma farò un eccezione.
 

- E fai bene, i 150.000 lettori del nostro blog non si sono mai lamentati. Senti Lorena, vogliamo parlare del tuo nuovo libro? Mi dispiace che posso offrirti ben poco, il frigo è stato saccheggiato da William Turner, è rimasto solo un doppio panino con la porchetta a testa.
 

- Tranquillo, ho portato uno scatolone di Gianduiotti e un triplo thermos di Bicèrin.
 

- Un po' di dolcezza ci sta bene, Lorena, raccontaci della tua opera.
 

- Il titolo del libro è I discorsi dell'io fragile, sarà pubblicato da Libereria, ed è una raccolta di racconti e poesie introspettive sul tema dell'umana fragilità in tutte le sue sfaccettature. In sintesi, una panoramica a 360° sulla condizione umana, condita di una sana autocritica.
 

- Lorena, una consapevole conferma dei nostri limiti e del fatto che siamo, tutti, nessuno escluso, nonostante le apparenze, deboli e fragili?
 

-  Ebbene sì, a volte, sotto la maschera di invincibilità, ci riveliamo piccole foglie che cadono a terra.
 

- Lorena, ma se poi prendiamo tutte le foglie cadute a terra e, tutte insieme, le facciamo diventare una bella massa colorata, che potrebbe succedere ?
 

- Certo Walter, succede che tutti noi abbiamo un'energia che scaturisce dal colore dell'amore, che comunque è insito nei nostri cuori, insomma, l'unione fa sempre la forza.
 

- Pertanto, Lorena, possiamo dire che il tuo libro è un condensato di ottimismo?
 

- Naturalmente sì, basta guardarsi intorno, ad ogni negatività risponde una positività.
 

- Positiva come la copertina, bella l'immagine del ragazzo che sembra guardare al futuro, protetto da una staccionata posta su un prato verde, idealmente, secondo quanto simboleggiano i migliori valori del nostro "io", protetto da una barriera contro l'egoismo e la brutalità umana. Complimenti per la scelta grafica.
 

- Grazie Walter, per me questo libro è una ripartenza e ho avuto il piacere di non trovarmi da sola, che poi è anche la filosofia della mia opera, cercare sempre di non porsi nella condizione di rimanere in solitudine.
 

- E proprio per questo sei entrata in un bel team.
 

- Sì, di Liberiamo mi ha colpito l'entusiasmo, il voler lavorare in squadra e, come autrice, sentirmi parte di un progetto costruttivo a favore del lettore.
 

- Brava e complimenti, credo che questa storia potrà piacere anche a Caravaggio.
 

- Caravaggio? Proprio lui?
 

- Sì, eccolo là, ci sta aspettando.
 

- Ma quella è una donna!
 

- Eh già, ho dovuto farlo travestire da donna perché, sai come è, ti ricordi le 100.000 lire?
 

- Bei tempi.
 

- Infatti, ora immagina Caravaggio in treno assediato dai fan.
 

- Della pittura?
 

- No, delle vecchie lire. Eccolo che viene verso di noi, ora te lo presento.
 

- Signor Michelangelo, benvenuto, tutto bene il viaggio?
 

- Prima di tutto chiamami solo Caravaggio e poi, mannaggia a te e alla tua idea di vestirmi da donna!
 

- E' stata una precauzione necessaria.
 

- Walter, ma che te possino acciàccà (Caravaggio ha vissuto molto tempo a Roma) mica stamo a tèmtèsciòn àilànd!
 

- Vabbè dai, salta a bordo, al primo autogrill ti faccio vestire da cardinale. Ti presento Lorena Giardino, autrice del libro I discorsi dell'io fragile.
 

- Il piacere è tutto mio bella signora.
 

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio (29/9/1571 Milano - 18/7/1610 Porto Ercole)
In seguito alla tragica epidemia di peste, giovanissimo, insieme alla famiglia, si allontana da Milano per tornare al paese di origine dei genitori. Per anni sarà un bravo apprendista presso vari artisti. Alla morte di entrambi i genitori, a circa vent'anni, lascia la Lombardia e inizia la sua avventura in giro per l'Italia. Sarà a Roma che il suo straordinario talento si affermerà,  determinante l'incontro con il cardinale Francesco Maria del Monte che, sostenendolo, lo renderà una star del momento e, grazie ai buoni auspici dell'alto prelato, il giovane avrà la possibilità di frequentare il jet set Romano, con relativi amici altolocati, appassionati della sua arte. 

Questi lo protessero nei momenti difficili, causati da comportamenti poco legali. Più volte arrestato e messo in carcere, l'artista sarà costretto a fuggire da Roma dopo l'omicidio di un uomo, in una delle sue solite risse. Condannato a morte per decapitazione, inizierà la sua peregrinazione, aiutato a fuggire. Dopo la latitanza in giro per il Lazio, raccomandato da personaggi importanti, scapperà a Napoli, dove realizzerà opere importantissime, ma la terra sotto i suoi piedi sarà sempre ardente, e così si imbarcherà per Malta con la speranza di diventare cavaliere e ricevere l'immunità.

Quando finalmente sembrava essere arrivato alla meta, per un nuovo alterco venne rinchiuso in carcere, da dove riuscì a evadere e a fuggire in Sicilia. A Siracusa sarà ospitato da Mario Minniti, un buon amico conosciuto a Roma. La permanenza in Sicilia gli farà riprendere fiato e gli darà il coraggio di ritornare a Napoli.

A Roma, intanto, papa Paolo V stava valutando l'annullamento della pena capitale. Caravaggio decise allora di tornarvi per chiudere definitivamente il conto con la giustizia. Imbarcato su una sorta di traghetto diretto a Porto Ercole, sarebbe dovuto scendere a Palo Laziale e, nel feudo della famiglia Orsini, attendere il condono, ma è qui che si compie un giallo: a bordo del traghetto, per una disattenzione, rimasero le opere importantissime dell'artista che avrebbero dovuto essere il lasciapassare per la sua libertà. Allora gli Orsini misero a disposizione di Caravaggio un'imbarcazione per ritornare indietro e recuperare il bagaglio, ma lo stress di una vita vissuta aveva compromesso lo stato di salute dell'artista, che non resse alla fatica di questa ultima vicenda ad alta intensità fisica e emotiva, e morì a un passo dalla felicità, in un alone di mistero, a Porto Ercole, il 18 Luglio del 1610.

Durante tutta la sua vita avventurosa sempre vissuta al limite, Caravaggio realizzerà grandissime opere, uniche e inimitabili, fra le quali "David con la testa di Golia" "Fanciullo con canestro di frutta" "Riposo durante la fuga in Egitto" "Giuditta che taglia la testa a Oloferne" " Conversione di san Paolo" " Crocifissione di san Pietro" "Amor vincit omnia" "Flagellazione di Cristo" "Cena in Emmaus" "La Deposizione".
 

- Signora Lorena, ma sa che il titolo del suo libro quasi mi calzerebbe a pennello?
 

- Per me sarebbe un grande onore.
 

- Vede signora, io, nonostante tutte le leggende sul mio conto, non ero un vero genio sregolato. Certo non ero neanche un angioletto, ma provate voi a perdere il padre con la peste e stare senza famiglia. Sapeste quanti morti ammazzati ho visto a Milano a causa di quell'epidemia ed io ero solo un bambino. Crescendo, il mio caratteraccio fu una reazione a quello che avevo passato. Ero piccolo e fragile ma non lo sapevo, ho vissuto con tutta la mia animosità, obbligato a scongiurare la paura che mi portavo dentro, per fortuna mi ha salvato la pittura. E poi, in fondo, da giovane per molti anni sono stato diligentemente un bravo apprendista senza battere ciglio.
 

- E poi che è successo?
 

- Crescendo non sono riuscito a domare il mio "io" fragile, venivo amato e odiato perché la mia pittura era troppo moderna, non c'era una via di mezzo, da un lato avevo grandi estimatori, da un altro feroci invidiosi del mio talento. E purtroppo tante volte finiva in rissa, ero solo un povero senza famiglia che non sopportava le ingiustizie. A proposito di ingiustizie, non è giusto che patisca la fame, Turner mi ha detto che su questo macinino avrei trovato qualcosa da mettere sotto i denti.
 

- Panino con la porchetta?
 

- Walter sei un grande!
 

- Signor Caravaggio, gradirebbe un bicchierino di Bicèrin?
 

- Signora Lorena, sarebbe meglio mezzo litro ma in presenza di una poetessa come lei non posso rifiutare.
 

- Caravaggio, ci puoi parlare della tua tecnica?
 

- Vedi, caro Walter, dopo aver lavorato per tanti anni al soldo di altri maestri, finalmente mi sono liberato, facendo uscire dal mio io la mia vera anima artistica: non più tele di formato ridotto ma grandi superfici dove l'osservatore poteva entrare con tutte le scarpe nella scena che avevo rappresentato, ogni dramma o immagine di gioia dipinta doveva essere vissuta dallo sguardo di chiunque con un'emozione che poteva essere di terrore, paura o gaia felicità e, dopo anni di gavetta da pittore in subalterno, avevo affinato una tecnica che mi aveva fatto vedere la potenza della luce dinanzi all'oscurità, l'esaltazione del lampo di luce divina sul buio più nero, volete sapere tecnicamente dov'è l'arcano?
 

- Sì.
 

- Cromaticamente un oggetto illuminato posto davanti ad un fondo di tonalità più scura fa sì che i colori dello stesso ne vengano messi maggiormente in risalto esplodendo di vitalità. Nelle mie opere i protagonisti dovevano parlare un linguaggio di luce che, modestamente, in tutto il mondo io solo sapevo accendere.
 

- Anche Turner non scherzava.
 

- Sì, ma lui mica era nato in Italia. A proposito, dove stiamo andando?
 

- A vedere le grotte di Frasassi.
 

- Spettacolari! Bravo Walter, sarà l'apoteosi della luce sulla tenebre sotterranee, la bellezza della natura incontaminata dall'operato dell'uomo!
 

- Signor Caravaggio si era dimenticato dei Gianduiotti.
 

- Lorena, la dolcezza è un arte. Forza Walter, dai tutto gas a questo trabiccolo e portaci nei meandri del sottosuolo a rimirare il miracolo e la bellezza della natura italiana.
 

Amici lettori, scenderemo all'interno delle grotte di Frasassi anche per voi. Se vi mettete un golfino, vi accompagneremo nel mondo della fantasia. Ci rivedremo al prossimo artista, sarà sempre un grande piacere.

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Intervista con l'artista  WILLIAM TURNER

29 Settembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #interviste, #le interviste pazze di walter fest

 

 

 

Gentilissimi amici lettori della signoradeifiltri, oggi vi andrebbe di spassarvela girando in lungo e in largo per il più bel paese del mondo? In nostra compagnia, con la fantasia vi scarrozzerò a bordo di una vecchia Fiat 500 per vivere un'avventura artistico/comica, e vi anticipo che non saremo soli, per ogni viaggio avremo un ospite, un artista importante che intervisterò per voi, allacciatevi le cinture, oggi sarà con noi William Turner.
Ho fatto rifornimento, dato una pulitina ai pannelli solari, sarà un viaggio lungo ma, grazie al nuovo motore, un fantastico Kawasaky 900 raffreddato ad aria, arriveremo in buon orario, la macchinetta del caffè è sempre pronta, il cassettino straripa di cioccolatini e il frigo bar è ben fornito.

 

- Ciao William, benvenuto a bordo.
 

- Ciao Walter, grazie per avermi invitato, ho saputo che hai già scarrozzato altri miei colleghi, dove andiamo di bello?
 

- William, hai qualche preferenza?
 

- Mi piacerebbe vedere la torre di Pisa.
 

- Che ci sia qualcosa di inconscio?
 

- Walter, non lo so, forse.
 

- William, io credo di conoscere il motivo della tua richiesta, ma te lo dirò dopo, ora partiamo... Ti piacciono i cioccolatini?
 

- Perché no?
 

- Serviti, sono nel cassettino.
 

A bordo della nostra 500, amici lettori di tutto quello che c'è non manca nulla, William Turner, con la proverbiale flemma inglese, guarda il panorama che ci scorre di fianco, gustando di buon gusto cioccolato e sorseggiando caffè. Non me lo ha detto, forse avrebbe preferito il tè, ma a bordo di questa 500, ci dispiace per lui, ma si beve solo il nostro oro nero che profuma.
William Turner nasce da una famiglia umile a Londra (1775 - 1851) e, come accade per gran parte degli artisti, scopre sin da piccolo la sua attitudine al disegno e alla pittura, una dote che servirà ad alleviargli i dispiaceri derivanti dalla propria condizione famigliare. Il disegno e l'acquarello, due tecniche facili ed economiche, saranno il suo linguaggio personale e gli indicheranno la strada futura. A 14 anni entra alla Royal Academy of Arts di Londra e da subito mette in mostra un talento straordinario. La permanenza in accademia gli dà la sicurezza nei propri mezzi e inizia a vedere il proprio orizzonte con maggiore coraggio. 
Esce dalle mura, immergendosi nelle verdi campagne londinesi per andare a disegnare dal vero.

Per disegnare dal vero serve occhio, mano ferma, tratto preciso e netto, pazienza e concentrazione, basta un raggio di sole, una nuvola che si sposta o il fischiettio degli uccelli per deviare lo sguardo dal cavalletto, ma il talento di Turner è inossidabile e la sua tenacia forte come una roccia, ogni anno che passa si allontanerà, chilometro dopo chilometro, per aumentare l'esercizio e l'esperienza: Bristol, Galles, Scozia e poi il gran salto, poco più che ventenne, in Francia e Svizzera. 
Il percorso formativo presso la Royal Academy, nonostante qualche critica ricevuta per il suo stile pittorico, naturalmente e normalmente fuori dagli schemi, è stato importante al punto da considerarsi una tappa fondamentale della sua carriera.

L'accademia era la sua casa e lo sarebbe stata fino alla fine, con le sue opere eccezionali avrà successo, fama, prestigio e numerosi estimatori. Un'altra pedina nello scacchiere della grandezza di Turner sarà, nel 1818,  l'incarico di illustrare "The Picturesque Tour of Italy " e pertanto si documenterà viaggiando in Italia da Torino verso Liguria, Lombardia, Veneto, Roma, Napoli. Un'esperienza che gli accese la luce, in modo fisico e metafisico. La luce e il sole italiano gli illuminarono la vista, l'arte e gli artisti italiani gli coltivarono la fantasia, purtroppo l'eccitazione creativa, che lo portò a sperimentare, gli procurò qualche critica. Invidia? Impossibilità a capire una pittura innovativa? Soliti e immancabili bastian contrari? Quando si è al top, anche questo può succedere, ma Turner, consapevole delle proprie convinzioni, continuò a viaggiare, Belgio, Francia, Olanda, ancora Italia, ormai aveva la luce nel cuore e nessuno lo poteva fermare, la luce è il contrario del buio e, fra la fusione di questi elementi, c'è un dinamismo di sfumature di colore che rendono le sue opere emozionanti, lampi di luce che squarciano le tenebre, la natura che mette in risalto incredibili colori, tutto si muove intorno a noi in un tourbillion di toni che fanno della pittura di Turner vera poesia.

La sua ricerca lo aveva portato a viaggiare e, se da un lato era stata benzina per il corpo, da un altro lui si era sfiancato fisicamente. Ormai in là con gli anni, capì che era giunta l'ora di staccare la spina e, per uno come lui che aveva vissuto una vita vera, il declino lo demoralizzò, nel 1846 si trasferì a Chelsea, latte e rum nel bicchiere gli smorzavano i ricordi, cercò di cancellarsi, rivelando ai suoi vicini di casa di chiamarsi Puggy Booth e, dopo essersi ammalato, morì settantaseienne il 19 dicembre 1851. Gli furono tributati solenni funerali e onori alla memoria, l'arte aveva perso un grande artista ma le sue opere contribuirono a dare una nuova lettura alla pittura.
 

- William, ti va di parlare?
 

- Certo, di che parliamo?
 

- Sono molti anni che volevo chiedertelo.
 

- Che cosa?
 

- Ma quella volta che ti sei fatto legare all'albero di una nave per vedere dall'alto gli effetti della tempesta in mare, non ti chiedo il perché lo hai fatto, ma il coraggio per farlo dove lo hai trovato?
 

- Walter, hai presente quando qualcuno crede fermamente nelle proprie convinzioni?
 

- Penso di sì.
 

- Appunto, ero così deciso, mi sentivo talmente in armonia con gli effetti della natura che sapevo di avere la complicità di qualsiasi evento atmosferico senza rischiare nulla, ero in pratica un cronista della natura più ribelle, superiore a qualsiasi forza umana, pertanto un testimone necessario per far sapere a tutta l'umanità che di fronte alla natura siamo impotenti e, di conseguenza, non avevo paura.
 

- E vabbè, però stare lassù era un po' da matti.
 

- Ero in missione per conto di Dio.
 

- Questa battuta la conosco, per caso hai visto i blues brothers?
 

- No, ma prima di salire su quella nave ho bevuto una doppia caraffa di latte e rum.
 

- Capisco... Senti, vorresti spiegare ai nostri lettori perché tutti gli artisti vanno controcorrente, tu eri perfino un accademico.
 

- Walter, i lettori di questo blog sono più scaltri di te, lo sanno pure i bambini che tutte le cose vecchie prima o poi vengono superate, e poi io non potevo farci nulla, il mio modo di dipingere era quello, un po' romantico, un po' fuori dagli schemi, in ogni caso, quando poi la ruota della vecchiaia si è fermata dalle mie parti, ho capito l'antifona e mi sono messo da parte, largo ai giovani.
 

- Fra vecchi e giovani non potrebbe esserci una via di mezzo?
 

- Certo che c'è e, quando verrà scoperta, tutta l'umanità sarà migliore.
 

- William! Hai finito tutti i cioccolatini!
 

- Per dirla tutta, anche la tazzina del caffè è vuota.
 

- Dobbiamo fermarci all'autogrill a fare rifornimento.
 

- Bene, me lo sono meritato un panino con il salame?
 

- Per la tua temerarietà su quella nave senz'altro, vuoi dell'altro?
 

- Come ti ho detto prima, vorrei fare un giro intorno alla torre di Pisa.
 

- Va bene, si può fare, sempre meglio che rischiare le botte come con Picasso...William, perché la torre pendente?
 

- Perché in tutto il mondo ce l'avete solo voi, perché è anche un fenomeno naturale unito all'estro dell'uomo che l'ha creata, perché è una grande opera d'arte, perché sempre da lassù c'è una luce universale, e poi perché, dopo questa scarrozzata con questo tuo macinino, salendo le scale a chiocciola mi sgranchirò le gambe, ti basta?
 

- Modestia a parte, in Italia abbiamo anche un sacco di altra bella roba.
 

- Walter, sono quasi invidioso se penso che porterai in giro nelle tue visite artistiche altri miei colleghi, mi fai un favore?
 

- Se posso.
 

- Se per caso sarà tuo ospite Piet Mondrian, invece del caffè, offrigli del Pernod e poi, per farlo arrabbiare, digli che ero più moderno di lui... Forza, adesso andiamo a Pisa, my ass is broken!
 

Amici lettori della signoradeifiltri, noi andiamo a Pisa, voi, se volete, come sempre seguiteci con la fantasia, in ogni caso ci rivedremo al prossimo tour artistico, avremo un ospite a sorpresa. Goodby.

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UN ARTISTA PER NATURA: "KI"

21 Giugno 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #interviste

UN ARTISTA PER NATURA: "KI"UN ARTISTA PER NATURA: "KI"
UN ARTISTA PER NATURA: "KI"UN ARTISTA PER NATURA: "KI"

 

 

 

Amici lettori, per voi che già conoscete le mie scommesse artistiche, oggi voglio parlarvi di questa mia nuova, vi presenterò un artista speciale, un giovane emergente, al quale la natura, se da un lato con lui è 

stata "bizzarra", per un altro verso ha regalato una dote innata. Di Ki vi parlerò? Il nome di questo artista è Camillo Iannacone, in arte "Ki".

Il linguaggio espressivo di Ki, si manifesta con naturalezza attraverso il disegno, le sue opere sono spontanee e piene di colori. 

Esente da condizionamenti, il nostro giovane artista è libero di spaziare con la fantasia, quello che vede e sente intorno a sé lo rappresenta con una grafia dinamicamente espressiva, i tratti sono astratti ma rapidi e decisi, inoltre Ki sa ben equilibrare i colori, badate, è una caratteristica che appare facile, ma in realtà anche molti artisti consolidati, a volte non riescono ad abbinare le tonalità. Si arriva all'optimum cromatico grazie al lavoro, al mestiere, ma sopratutto per doti naturali delle quali Kì è ben dotato. La brillantezza nell'insieme è impregnata di fantasia, giochi di colore per un dialogo spontaneo. Come vi dicevo, con lui la natura, o il destino, poteva essere più giusto, ma ora io voglio solo vederlo e farvelo conoscere come un artista che ha davanti a sé, per la sua felicità e per quella dell'osservatore, tanti anni di lavoro creativo.

L'abito non fa il monaco e l'interiorità di Ki è grande, da lui non viene espressa attraverso il verbo. Come per magia, mediante semplici strumenti, produce un linguaggio, il suo personale linguaggio, e sicuramente, continuando a lavorare, imparerà altre tecniche e relativi nuovi supporti. Ha già sperimentato in passato l'utilizzo di tessuti e della fotocamera, la sua fantasia è enorme e inesauribile, Ki è molto giovane e per me diventerà un bravo artista, lo aspettiamo alla sua prima mostra, siete tutti invitati, si astenga chi vede solo in bianco e nero, la vita di Ki è tutta a colori.

 

Quattro chiacchiere con Giobbe Iannacone. Giobbe Iannacone, papà di Camillo, in arte Ki, è un bravo architetto e appassionato di jazz, gli ho proposto alcune domande per presentarci in una maniera più personale suo figlio.

 

Giò, puoi raccontarci la prima volta che hai capito e compreso che tuo figlio era dotato, scusa il gioco di parole, di doti artistiche?

- Da sempre, Camillo, in quanto autistico, ed avendo difficoltà nella comunicazione verbale, ha sopperito a questo deficit con la comunicazione grafica... lui parla per immagini.

 

Camillo che studi ha praticato?

- Ha ultimato quest'anno il liceo artistico.

 

Come è stata la tua esperienza di fare arte, fianco a fianco con tuo figlio?

- Io non sono un artista, Camillo lo è, probabilmente è lui che ha insegnato qualcosa a me, io da genitore ho avuto solo il piacere di vederlo lavorare serenamente e di saperlo felice con le sue forme e i suoi colori.

 

Puoi descriverci le sue emozioni quando disegna?

- Si rilassa.

 

Lo hai visto migliorato da quando ha iniziato a disegnare?

- Quando disegna o dipinge è sereno, può passare una intera giornata davanti ai fogli di carta e ai suoi pennini senza mai perdere la concentrazione.

 

Perché il nome d'arte "Ki"?

 

- Sono le iniziali di Camillo Iannacone, la "C" è diventata "K" per pronunciare l'acronimo in maniera grave, come dire "Chi?...""Chi è?"..."Cosa fa?" Come a lasciare intendere un sapore enigmatico all'acronimo.

 

Quale artista del passato lo ha maggiormente interessato?

- Non ha un interesse particolare per un artista specifico e non si ispira a questo o a quell'altro, Camillo è originale.

 

La mostra che avete visitato insieme e che lo ha maggiormente colpito?

- Siamo stati a Città di Castello a visitare il museo di Alberto Burri, presso gli ex seccatoi del tabacco. Frequentiamo spesso spazi espositivi come il Maxi, Gnam, musei Vaticani, musei Capitolini, Palazzo Massimo. Inoltre, anche presso altri siti culturali, nella città di Roma, ci rechiamo sovente a visitare varie mostre temporanee. Camillo ama farsi fotografare con, alle spalle, un'opera famosa.

 

Camillo ha cercato da solo l'arte oppure è l'arte che ha cercato lui?

- La nonna materna è una pittrice ritrattista e neo impressionista, fa parte del gruppo storico dei 100 artisti di via Margutta, Camillo è stato da sempre immerso e circondato da pareti ricoperte di pitture e opere artistiche. In un certo senso è stata un'attrazione e un amore reciproco.

 

Per la realizzazione delle sue opere che tecnica predilige?

- Pennini a colori su cartoncino ma in futuro sicuramente proverà anche altre tecniche artistiche.

 

Puoi dirci le sue qualità umane e artistiche?

-E' un bravo ragazzo che ama disegnare e dipingere.

 

Giobbe, ci avvertirai quando Ki parteciperà con le sue opere a qualche mostra? Ci piacerebbe essere il suo portafortuna.

- Vi ringrazio, sarà un grande piacere informarvi.

 

Molto bene, amici lettori della signoradeifiltri, tutti noi auguriamo a Ki di continuare a divertirsi e a percorrere la strada dell'arte con successo. Vi aspettiamo al nostro prossimo appuntamento, di sicuro sarà ancora a colori.

 

 

 

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Radio Blog: intervista a Michelangelo Iossa

18 Gennaio 2019 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste

 

 

Beatlesiani di tutta Italia, sabato 19 gennaio a Roma alle ore 18:30, in Via Pietro della Valle 13 C, il Circolo letterario Bel-Ami vi invita alla serata “LOVE. Beatles e la Rivoluzione delle parole” con Michelangelo Iossa, oggi ai microfoni di Radio Blog.

Una piacevole conversazione dove ci parla del suo percorso professionale e del suo ultimo libro Love - Le canzoni d'Amore dei Beatles - Graus Edizioni.

All You Need Is Love. : Non c'è niente che non si possa fare... basta che ci sia l'amore.

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese

Musica: Bensound
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Radio Blog: Alessandra Corbetta

30 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #alessandra corbetta, #interviste

 

 

Oggi su Radio Blog ospitiamo Alessandra Corbetta, dottoressa in sociologia della comunicazione e dei media, che ci farà fare un viaggio nel mondo della poesia per la quale nutre una grande passione.

Alessandra ci aprirà un piccolo pezzo della sua personale biblioteca parlandoci di due testi poetici, ma anche di un interessante saggio accademico.

 

Nell'ordine ci parlerà di:
 

- Sociologia della tecnica e del capitalismo di Lelio Demichelis - Edizioni Franco Angeli
- Essere gli altri di Alessandra Corbetta - Lietocolle edizioni.
- La natura del bastardo di Davide Rondoni - Libri Mondadori

Per conoscere meglio Alessandra andatela a trovare sul sito: https://www.alessandracorbetta.net/

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese
Musica:www.bensound.com
Per contattarci: 
radioblog2017@gmail.com

 

 

 

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Dietro le quinte televisive

29 Novembre 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #daniela lombardi, #cinzia diddi, #moda, #televisione, #interviste

 

 

 

 

 

Come nasce la Luxury Collection e a che pubblico si rivolge?

 

Tentazioni by Cinzia Diddi  è un brand di abbigliamento che ha sempre cercato di soddisfare le esigenze di una clientela esigente poiché alla ricerca del bello.

Per questo motivo il marchio della Casa di moda Toscana amplia le sue collezioni, creando abiti per chi ama vestirsi impeccabilmente.

In netta contrapposizione con la linea, “Tentazioni” dal gusto metropolitano, "Luxury" è la prima linea firmata direttamente e personalmente da me.

La Linea Cinzia Diddi fa parte della Luxury Collection ed è interamente dedicata al lusso e al “su misura”.

Un mondo parallelo dove protagonisti sono i tessuti ricercati e l’attenzione per il dettaglio.

 

Un abito della Luxury Collection  è stato indossato da Ilary Blasi, di abito è?

 

L' abito di Ilary Blasi è un tubino in paillettes color oro, è stato realizzato con un tipo pregiatissimo di tessuto. 

Le linee degli abiti sono pulite per la nostra LUXURY Collection, i volumi rigorosi. Ma la loro luminosità impareggiabile. All over di paillettes monocrome per  una mise così gioiosa e luccicante che relegarle alle sole feste sarebbe un autentico peccato mortale.

Il color oro è poi una scelta di gusto e di grande tendenza nell'autunno / Inverno 2018. L' Oro È PIÙ DI UN COLORE, È UN VERO E PROPRIO STILE. È elegante, rende preziosi, non è criticabile, non è identificabile con una stagione, dà sicurezza. È il vero passepartout. L'oro, protagonista indiscusso di questa stagione Autunno /Inverno, è la tinta che conquista e impreziosisce, detta tendenza street, dona subito un twist coraggioso ad ogni outfit

 

Ilary Blasi, come tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo è seguita da costumiste, che collaborazione nasce fra due figure personali come stilista e costumista?

 

Intorno a personaggi come Ilary Blasi ruotano molte figure professionali che lavorano in stretta collaborazione con il fine ultimo di esaltare nella sua interezza e valorizzare pienamente e a tutto tondo il personaggio. 

La Stilista disegna e fornisce l'abito in base alle richieste della costumista, la quale a sua volta collabora con autori e scenografi affinché tutto sia in linea con le precise esigenze del programma televisivo. 

L'abito deve risultare "televisivo" e contestualizzato. 

Compito della Costumista è abbinare l'abito ad accessori e scarpe.                            

L'effetto finale sarà un outfit sicuramente "discusso". 

Il risultato è garantito Solo se le figure professionali sono altamente referenziate.

 

 

Che effetto fa vedere una propria creazione in prima serata indossata da un personaggio come Ilary Blasi?

 

Svolgo il mio lavoro, che amo profondamente, con dedizione assoluta. 

Sicuramente non mi lascia indifferente essere scelta come Stilista da personaggi del mondo dello spettacolo per curarne e valorizzare l'immagine, ma se il lavoro si riesce a farlo diventare PASSIONE VIBRANTE, il successo e' il giusto e naturale epilogo. 

 

Cosa ne pensa nel complesso del look che sta sfoggiando durante questa edizione del Gfvip questa splendida donna?

 

La definirei una donna dall'indiscusso stile, dove intelligenza, strategia e studiati giochi di contrasti le fanno conquistare il centro della scena. 

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Radio Blog: #caseeditrici Catartica Edizioni

26 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #case editrici

 

 

 

"Editoria indipendente nel caso della Catartica Edizioni è sinonimo di originalità, ma anche di qualità. 
Un progetto (si legge nel manifesto editoriale) indirizzato principalmente, ma non in maniera esclusiva, alla Sardegna, della quale si intende raccogliere e valorizzare le principali tematiche che ne animano il dibattito socio-politico e culturale".

 

Continuiamo il ciclo di puntate dedicato alle case editrici con Catartica Edizioni, fondata dagli editori Giovanni Fara e Daniela Piras.
 

Buon ascolto!
 

A cura di Chiara Pugliese.
Musica: www.bensound.com

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Radio Blog: La lettrice geniale

25 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #blog, #interviste, #elena giorgi

 

 

 
"Ho fondato questo blog per invogliare le persone a leggere un po' di più e a scoprire anche delle piccole case editrici che hanno dei cataloghi magari meravigliosi, ma sconosciuti".
 
"Preferisco parlare e scrivere solo di ciò che mi piace, condividere e diffondere il bello".
 
E prosegue senza sosta e con grande entusiasmo il viaggio attraverso i blog letterari. Oggi converserò con La lettrice geniale Elena Giorgi e sarà una chiacchierata molto variegata ed interessante, sia per lettori che per aspiranti scrittori. Tra i progetti che Elena ha in cantiere c'è un gruppo di lettura in partenza a Milano a gennaio 2019 che si chiamerà "Absolute beginners", completamente dedicato ai libri di scrittori esordienti italiani. La sede sarà una nota libreria milanese La Scatola Lilla di Cristina Di Canio. Nel gruppo si parlerà di libri spiegando anche come fare a pubblicarli, quindi tenete d'occhio questa interessante opportunità!!
 
I libri che Elena ha scelto di raccontarci sono:
 
- I cancellati di Miha Mazzini - Bottega Errante
- Nel nostro fuoco di Maura Chiulli - Hacca Edizioni
- L'ultima volta che siamo stati bambini di Fabio Bartolomei - Edizioni E/O
 
Buon ascolto!
 
A cura di Chiara Pugliese
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Radio Blog: Matteo Farneti

24 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #matteo farneti

 

 

Ancora consigli di lettura al maschile su Radio Blog.
L'ospite di oggi è Matteo Farneti che, oltre a parlarci del suo romanzo d'esordio "L'età dei Profeti" (L'Età Dei Profeti - Romanzo), ci consiglierà la lettura di altri 3 libri:
 
- True (La mia storia) di Mike Tyson - Edizioni Piemme
- Pastorale Americana di Philp Roth - Einaudi editore
- La folie Baudelaire di Roberto Calasso - Adelphi Edizioni
 
Buon ascolto!
 
A cura di Chiara Pugliese
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com
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