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il mondo intorno a noi

La stilista Cinzia Diddi lancia una raccolta fondi per l’emergenza Coronavirus.

26 Marzo 2020 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #il mondo intorno a noi

 

 

 

Una campagna di raccolta fondi, per sostenere l’impegno di chi è in prima linea nella lotta al Coronavirus. A promuoverla, la stilista pratese Cinzia Diddi  che, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche in cui tutti versano, incoraggia ad “abbracciare con convinzione scelte solidali, che possano contribuire a rispondere all’emergenza Covid-19”.

Serve l’aiuto di Tutti!!! Anche una piccola donazione può fare la differenza.

L’ospedale San Jacopo di Pistoia è al collasso, ed è il più colpito in Toscana.

Il progetto prevede la raccolta di fondi

attraverso GoFundMe Cliccando su questo link https://www.gofundme.com/f/b5gb4-insieme-si-puo

La capacità di Covid-19 di viaggiare velocemente, sotto traccia, nella maggior parte dei casi in modo asintomatico, per di più in un contesto di globalizzazione spinta, lo ha reso una minaccia abnorme per i sistemi sanitari dei paesi anche più avanzati: una modalità di diffusione incontenibile, con effetti gravissimi nei soggetti più fragili e con la conseguente saturazione dei reparti di rianimazione.

Insieme vinceremo, sono ottimista!

Vivete le vostre vite il più semplicemente possibile camminate piano, respirate profondamente

Fate del bene

godetevi la natura

sorridete

non serbate rancore

non desiderate il male per gli altri

tenete a freno l’invidia

gioite per i traguardi altrui

sostenetevi

Queste le parole della stilista.

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La stilista Cinzia Diddi e l'appello sui social: coronavirus, restiamo a casa.

10 Marzo 2020 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #il mondo intorno a noi, #iostoacasa

 

 

Sono molti i vip che stanno facendo sentire la propria voce e fanno proprio l'appello a stare a casa. C'è chi lo fa con una canzone, chi con un post scherzoso e chi con un messaggio su Facebook: Antonella Clerici, Luciano Ligabue, Jovanotti, Cinzia Diddi.

Lunghe file interminabili in località sciistiche, persone accalcate nei centri commerciali, è stato chiesto di rimanere in casa.

Molte persone che ho visto intervistate in televisione non avevano ben chiaro quali fossero i comportamenti da seguire , è

molto

molto

molto

molto

semplice:

 

State nelle vostre case, non spostatevi in altre città, osservate una sorta di quarantena volontaria affinché si possano limitare i contagi, in modo da non bloccare gli ospedali, già al collasso!

Arriverà un vaccino, ma il primo grande deterrente verso questo virus è seguire le regole.

Gli studiosi hanno affermato che le prime ricerche sono andate «come previsto» e che il materiale creato ha le proprietà che consentono al team di ricercatori australiani di procedere allo sviluppo del vaccino.

Ho fiducia nella scienza, nell’essere umano, nella ricerca.

Come sempre è il cuore che conta e la sua direzione!

Ringrazio chi dietro le quinte sta lavorando, nei laboratori e nelle corsie di ospedali, perché stanno costruendo IL FUTURO, ma soprattutto ci permetteranno di viverlo.

Pertanto cerchiamo di capire che l’unico mezzo che abbiamo, in questa attesa e lotta contro il tempo è quello di stare a casa per non stremare personale sanitario e non saturare i reparti e le terapie intensive degli ospedali.

La situazione è oltre qualsiasi previsione e immaginazione… una catastrofe!!!

Non rendiamo vano il lavoro di  infermieri, dottori, rianimatori ...  ANGELI SULLA TERRA!!!!

Rispettiamo le regole, prima fra tutte

 

STIAMO A CASA.

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I sopravvissuti

8 Marzo 2020 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione, #il mondo intorno a noi

 

Correva l’anno 1979 e uno sceneggiato - o meglio serie televisiva, come si chiamano quelle che oggi imperversano sulla tv on demand – ci catturò e spaventò tutti. Si tratta de I sopravvissuti, serial fantascientifico d’inquietante e strabiliante attualità. Un virus, sfuggito a un laboratorio cinese, infetta il mondo. Sono in pochi a sopravvivere, lottando per non soccombere in uno scenario post apocalittico, caotico e imbarbarito.

Eh sì, anche adesso par di stare in un film. Mascherine, assalti ai supermercati, fughe di massa dalle zone interdette, orribili immagini di pazienti “pronati” in sale di rianimazione sovraffollate e da incubo.

Ma fino a che non toccherà a qualcuno che conosciamo - non uno della tv, non il capo del partito democratico Zingaretti o un uomo della scorta di Salvini, e nemmeno il salumiere o il tabaccaio del nostro quartiere - ma proprio uno che conosciamo bene, un amico o un familiare, fino ad allora continueremo a pensare che sia tutta una grande esagerazione mediatica, qualcosa che non ci riguarda. Invece è una pandemia bella e buona, di quelle che non si vedevano da un secolo, e con le quali, ahimè, dovremo fare i conti sempre più spesso.

Quando una specie si fa troppo aggressiva e invadente, quando contamina, riscalda e distrugge il paese che la ospita, sbucano fuori i virus nascosti che, ne sono certa, sono gli anticorpi della terra. La terra si difende, elimina una parte degli invasori, la parte più debole e inutile: i vecchi, i malati, gli immunodepressi.

Eppure io penso che non tutto il male viene per nuocere. Diciamo che, per esperienza personale, ormai ne ho fatto il mio motto. Possiamo sempre trovare nelle difficoltà delle opportunità. Intanto stiamo rivalutando la vita normale, tutto quello che facevamo fino a quindici giorni fa, e ci sembrava pure noioso: uscire da casa, abbracciare un bambino, programmare un viaggio, cenare in un ristorante, fare due passi. Già questo ti fa capire che prima eri felice anche se non te ne rendevi conto, che avevi qualcosa a cui adesso vorresti tornare, che eri libero senza saperlo.

Rivalutiamo ciò che facevamo e, tuttavia,  dobbiamo sapercene consapevolmente astenere. Non è necessario fare l’apericena, no, non lo è per niente. Fino a venti anni fa non sapevamo neppure cosa fosse. E, se torniamo indietro di quaranta anni, il sabato sera cenavamo tutti in famiglia. Non è necessario nemmeno per il proprietario del locale perché, se lui morirà, o se noi moriremo, la sua attività non servirà proprio più a niente.

Dobbiamo avere rispetto, senso civico, prudenza e saper attendere con pazienza. Astenerci dal giudicare ciò che non conosciamo e non abbiamo ancora vissuto.

Restate in casa, leggete un libro, guardate un film divertente o istruttivo, recuperate la lentezza, riscoprite i  rapporti con i familiari e i social come mezzi d’informazione e di comunicazione e non come recipienti d’odio.

Fatelo senza prospettive, senza scadenze, perché non sappiamo quanto durerà, né se e come finirà.

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Un colloquio con COUN-HA-CHEE della tribù dei Miccosukee

18 Giugno 2019 , Scritto da Guido Mina di Sospiro Con tag #guido mina di sospiro, #il mondo intorno a noi, #poli patrizia

 

 

 

 

Un colloquio con COUN-HA-CHEE della tribù dei Miccosukee

 

di Guido Mina di Sospiro

 

Pubblicato da New English Review, tradotto dall’originale inglese da Patrizia Poli

 

Sia durante la mia infanzia sia durante l’adolescenza ho letto innumerevoli libri – alcuni storici, la maggior parte di narrativa – sulla lotta “Pellerossa contro Uomo Bianco,” tifando sempre per il perdente designato, cioè il nativo americano. Nonostante ciò, qui negli Stati Uniti non avevo mai cercato di conoscere un nativo americano. C’è voluto il caporedattore di una rivista di viaggi italiana per farmelo fare. Quando vivevo a Miami, mi chiese il favore di scrivere un articolo sui Miccosukee, di origini Creek, che vivono nelle Everglades della Florida meridionale. Andai a incontrare il loro addetto alle pubbliche relazioni che, a sua volta, m’indirizzò al loro villaggio. Là, mi presentò vari membri della tribù, incluso un uomo umile e sereno, un promulgaore degli antichi costumi, o COUN-HA-CHEE, come specificò l’addetto alle pubbliche relazioni. Si scoprì che proveniva da una famiglia di guaritori, o uomini medicina, come lui stesso li definì. 

Nell’articolo che pubblicai sulla rivista menzionai COUN-HA-CHEE ma nessuna delle cose che mi aveva rivelato; non erano quelli i lettori giusti. Ma avevo registrato la nostra conversazione, e l’ho trascritta parola per parola.

Nel corso del nostro colloquio COUN-HA-CHEE parlava molto lentamente, scandendo ogni parola, sotto voce, a volte fin quasi a sussurrare. Il lettore, leggendo le mie domande a un ritmo normale, dovrebbe fare lo sforzo di leggere le sue risposte molto lentamente. Chiaramente, parlò come portavoce, con una voce non esclusivamente sua. È COUN-HA-CHEE stesso a usare la parola “indiano” al posto del politicamnte corretto “nativo americano”. Segue il colloquio, trascritto parola per parola (le mie domande sono in corsivo).

 

••••••••••••••••••••••

 

Gli indiani Miccosukee, e forse tutti gli indiani d’America, hanno sempre avuto storie sui bianchi. Ci è stato detto che quando sarebbero arrivati i bianchi, sarebbe stato il segnale dell’inizio della fine della Terra. E da parte nostra ci fu detto di riconoscere queste persone. Abbiamo, nel nostro vocabolario, una parola antica; e nel nostro vocabolario abbiamo due nomi che sono entrambi antichi e si riferiscono ai bianchi. La prima parola è AH-NAHT-KEE. AH-NAHT-KEE nella lingua Miccosukee si riferisce ai “non umani” – una forma di vita che somiglia all’umana ma non è umana. La seconda parola è YAHT-TAT-KEE. YAHT-TAT-KEE è un essere umano bianco.

 

Quindi la maggior parte dei bianchi è AH-NAHT-KEE?

 

Quando vediamo che la distruzione viene giustificata, ci riferiamo a essa come AH-NAHT-KEE. Ci riferiamo alla giustificazione della distruzione della natura come alla via dell’AH-NAHT-KEE. 
Vediamo persone che hanno uno stile di vita simile al vostro. Vediamo gente che ci avvicina, ci parla e fa domande sulla Antica Maniera; ci riferiamo a loro come YAHT-TAT-KEE. YAHT-TAT-KEE è un essere umano bianco. Sentiamo che l’Antica Maniera degli indiani è stata insegnata ai bambini di tutto il mondo, e per qualche motivo la maggior parte della gente nel mondo l’ha dimenticata. L’ha messa da parte per il bene del progresso. Forse è stato per raccogliere più cibo, forse i loro pensieri erano incentrati sul cibo, ma per qualche ragione hanno messo da parte gli insegnamenti. E quando hanno raggiunto la cima di ciò che stavano cercando, hanno dimenticato di portare con sé gli insegnamenti. Ma noi sentiamo che tutta la gente del mondo ha gli stessi insegnamenti degli indiani d’America; solo, non hanno deciso di seguirli.

 

Accecati dall’avidità?

 

Ci è stato mostrato il denaro. Il denaro non è mai esistito su questa Terra. Ci è stato fatto conoscere quando vennero gli spagnoli. Abbiamo combattuto contro gli spagnoli perché uccidevano la nostra gente. E non hanno potuto sconfiggere noi e la nostra Terra, così hanno fatto pace con noi. E ci hanno dato denaro, fucili, cavalli, mucche, e hanno contrattato per avere i prodotti naturali di questa Terra. Per avere zucchine, fagioli, zucche, pomodori, patate, patate dolci, grano – tutti i prodotti naturali di questa Terra. Era cibo mai visto dagli spagnoli. Ma serviva per sopravvivere qui. Non lo riconoscevano come cibo, glielo abbiamo fatto conoscere noi. Così ci hanno dato del denaro; non sapevamo cosa farcene; allora con le monete facemmo dei gioielli. Non era importante, e la nostra gente ancora ha questa mentalità, che il denaro è una cosa molto brutta. Ma oggi non solo gli indiani lo considerano una cosa brutta, sentiamo anche i bianchi definirlo “la radice di tutti i mali”. Così pensiamo che capiscano anche loro.

Ci viene detto che, se prendete l’esistenza di una persona e seguite il suo modo di fare e alla sua morte lo rendete un simbolo o ne fate qualcosa di cui il mondo non può fare a meno, allora state facendo una cosa molto brutta, state creando una malattia. Quando gli esseri umani muoiono non dovreste usare i loro spiriti al posto di Dio. Così la maggior parte del tempo che vedete gli indiani Miccosukee vedrete che portano con loro pochissimo denaro o non ne portano affatto. E gli indiani Miccosukee vi diranno che la ragione di ciò è che gli americani alla morte della loro gente hanno preso le loro facce e le hanno messe su questo pezzo di carta; e il pezzo di carta ha preso il posto della religione e del modo di vivere. Un pezzo di carta con una figura per la quale sarebbero pronti a ucciderti, e per il quale sarebbero tutti pronti a morire.

Così vedrete che gli Indiani Miccosukee portano poco denaro o non lo portano affatto, perché noi pensiamo che sia come portare lo spettro di una persona e un idolo.

 

E dove va lo spirito quando un uomo muore?

 

Ci hanno chiesto molte volte verso dove crede l’indiano d’America che lo spirito degli esseri umani viaggi. Quando diciamo che crediamo che ci sia un posto come il paradiso, di cui loro stessi parlano, ci chiedono “dove pensate che sia?” Noi diciamo che il paradiso non è oltre l’azzurro, quando guardi in alto. Il paradiso è lontano solo quanto l’aria che respiri; che l’aria che rende possibile la vita è la sola cosa che nasconde il paradiso dagli occhi degli esseri umani; che l’aria che respiriamo, se sarà  aperta, ti mostrerà il paradiso. Il paradiso si nasconde da noi. Ci viene detto che un giorno la sostanza dell’aria, quelle particelle che formano l’aria, si apriranno, si divideranno. E quando si apriranno, vedrai il paradiso, e potrai passare di là.

Così, per questo motivo, gli indiani d’America sono sempre molto attenti a quel che dicono e a quel che fanno. L’Antica Maniera che ha insegnato loro a considerare sacra la vita è perché si rendono conto che Dio non è lontano un miliardo di anni luce, ma è proprio qui, e solo l’aria lo nasconde. Così, se puoi toccare l’aria, stai toccando la sostanza stessa che nasconde Dio.

 

Esiste un qualche mezzo per raggiungere questo aldilà senza lasciare il vostro corpo, senza morire?

 

Ci viene detto che c’è il viaggio, ma questo dono viene condiviso solo con coloro che hanno già attraversato. Se muori, e passi attraverso l’aria che nasconde il paradiso, scoprirai che l’aria stessa è un’oscurità; dovrai passare attraverso questa oscurità. Ma passando attraverso questa oscurità verso l’altra parte, se decidi, quando sei con Dio, che vuoi tornare dai tuoi parenti… è possibile. È un dono. Così puoi riattraversare e far visita ai tuoi. Ma la nostra gente, gli indiani americani pensano che questo dono non è riconosciuto solo dagli indiani americani, ma da tutta la gente del mondo. Solo che non lo vedono come un dono; lo vedono come qualcosa di innaturale. Si parla tanto di fantasmi, “ci deve essere un fantasma in casa”, o, “è un fantasma a fare questo rumore”, ma lo si vede come qualcosa di innaturale. Noi non lo vediamo come qualcosa di innaturale – lo vediamo come un dono.  

 

E, per quanto ne sapete, può accadere qualcosa del genere mentre la persona è ancora viva? Essere in grado di raggiungere questo aldilà? Attraversare queste particelle d’aria e poi tornare indietro? Qualcosa come uno stato alterato? Allucinogeni, droghe speciali preparate dall’uomo medicina?

 

Non ci viene insegnato molto di come si può vedere l’altra dimensione, ma ci viene detto che si possono vedere coloro che ci hanno lasciato. E c’è un modo per vedere. Ma per vedere dovrai usare un animale. Ma è una cosa brutta prendere un’esistenza solo per soddisfare la tua curiosità su com’è dall’altra parte. Ma ci viene insegnato come farlo, e abbiamo bisogno di un animale per farlo, e non sacrifichiamo l’animale – l’animale deve essere vivo. E prenderemo qualcosa dall’animale mentre è ancora vivo e lo useremo, e questo rende possibile vedere.

 

È una cosa solo per sciamani o per chiunque?

 

 Chiunque. Chiunque può farlo.

 

Non avete bisogno di un addestramento speciale o di una certa condizione mentale?

 

Noi pensiamo che sia qualcosa che nessuno proverà a fare.

 

Lei lo ha fatto?

 

Non lo farei.

 

Come fate a sapere che c’è?

 

La cultura viene insegnata alla nostra gente attraverso l’esperienza personale. Da parte mia, non ne avevo bisogno.

Durante un incidente che ho avuto in passato sono riuscito ad “attraversare”. Mi ritrovai impossibilitato a parlare per via di un incidente, impossibilitato ad alzarmi da terra. E vidi della gente attorniarmi e cercare di sollevarmi e all’inizio li sentivo parlare, “Stai bene? Ti puoi alzare?”. Ma poi non riuscivo più a sentire le loro voci, potevo solo vedere i movimenti delle loro labbra. Ricaddi sul terreno, rimasi disteso mentre le persone stavano intorno a me. Guardai verso una piccola luce che lampeggiava sullo sfondo, e questo puntino luminoso lampeggiava, e tenni i miei occhi fissi su di esso e sembrò crescere. Mentre lo osservavo, crebbe sempre di più e molto presto questo puntino crebbe fino ad essere grande come il sole. E io pensavo, “Ci sono due soli!”. E quest’altra luce, questo sole, divenne così grande che non potevo vederne la fine. Dalla luce che copriva il cielo azzurro guardai a sinistra e non potevo vedere la fine di quella luce; guardai a destra, non potevo vedere la fine di quella luce. E mentre guardavo direttamente dentro la luce, sembrava che questa luce gigantesca stesse per schiantarsi sulla terra e distruggere tutto ciò che vive. Il pensiero che mi venne mentre guardavo questa cosa fu l’impatto con la terra. Chiusi gli occhi e mentre lo facevo sentii che la luce scorreva prepotentemente nel mio corpo. Al momento in cui percorse il mio corpo, spinse i miei capelli sul terreno, e sentii che i miei capelli ondeggiavano con forza nell’aria. Mescolò i miei capelli alla terra.

A quel punto provai una sensazione di calma e aprii gli occhi. Mi ritrovai a galleggiare sopra il mio corpo mentre una folla vi era radunata attorno. Lo guardai e pensai fra me e me, “Ci sono due persone come me – sono quassù in aria e c’è un altro me sul terreno…”. A quel punto, il mio corpo girò su se stesso e mi diressi verso dove il sole tramonta. Mentre il mio corpo viaggiava attraverso l’oscurità, questa oscurità finalmente si trasformò in luce.

Quando arrivai dentro la luce, trovai un luogo dove la terra era liscia ma non piatta, e coperta dalla luce che abbiamo anche noi qui, ma più bella. E dovunque guardassi vedevo gente – che sorrideva e camminava. Così quella gente mi  guardava e mi indicava, e io pensavo, “Devo trovarmi giù dove sono quelle persone, là è dove appartengo. E avevo l’impressione che non sarei mai stato con loro, che sarei rimasto in aria per sempre. Quelli giù continuavano a indicarmi e a guardarmi, - e all’improvviso mi sentii prendere per i piedi e trascinare indietro. 

Tornai indietro nell’oscurità e aprii gli occhi una seconda volta. Ero in una infermeria, coperto di ghiaccio, e un infermiere mi disse: “È tornato! Pensavamo di averla persa!” Quel giorno mi resi conto che in questa vita c’è più che il semplice camminare su questa Terra, che c’è uno scopo se siamo qui. Non dimenticherò mai quelle immagini, e quando ne parlano, ricordo ogni secondo. C’è un modo per passare di là. E gli indiani Miccosukee possono vedere, ma non attraversare, ma possiamo vedere.

 

(Seguì una lunga pausa. Queste ultime parole furono sussurrate, ognuna molto distanziata dalla precedente e da quella seguente.) 

 

Ha altre domande…? (A quel punto la mia mente non stava formulando altre domande…, né lo faceva la mia bocca.)

 

Stavo riflettendo, ritornando ad un livello più mondano, sul bel racconto che mi ha fatto, prima che iniziassi a registrare, sul ragazzo che va a caccia – una, due, tre, quattro volte, e finalmente ha il permesso di condividere il cibo, perché a quel punto ha imparato che sta cacciando per il clan, per la famiglia, non per se stesso. Così il fatto che anche lui possa mangiare la sua preda giunge come una sorpresa. Questo è il primo 4. Poi c’è l’altro 4 – i quattro elementi che ha menzionato, i quattro ceppi nel fuoco, a partire dalla Madre Terra, orientati verso il sorgere del sole, e poi, in senso antiorario, le Piante, gli Animali e finalmente noi, gli esseri umani. E poi ci sono i quattro colori, che sono i quattro colori della razza umana, non mescolati, cioè…

 

Anche i quattro colori sacri sono connessi con le quattro direzioni – est, nord, ovest e sud. Questi quattro colori giocano un ruolo importante nelle cerimonie di guarigione. Noi pensiamo che questi quattro colori sono quelli che abbiamo sempre usato durante tutta l’esistenza del nostro popolo. Oggi ci rendiamo conto che ciò che ci è sempre stato insegnato erano i colori più sacri – perché devono essere usati per guarire – e sono i colori degli esseri umani. 

 

Si deve essere chiesto perché il quattro è un numero magico?

 

Vedete che i numeri più usati dagli indiani Miccosukee sono il due e il quattro. Quando andiamo a caccia di cibo, usciamo sempre in due; quando diamo vita ad una danza per una cerimonia religiosa, ci sono due danze; quando facciamo le cerimonie di guarigione, usiamo quattro elementi. In ogni rituale di guarigione bisogna seguire uno specifico periodo di digiuno e viene fuori il quattro.

Noi abbiamo sempre avuto uno stile di vita molto semplice, e a noi non sembra misterioso. Questo modo di vita, ci viene detto, deve essere seguito; e se non lo segui, ci viene detto che  che il viaggio verso l’altra dimensione sarà pieno di punizioni.

Noi sentiamo dire dalla gente di fuori che c’è un paradiso e che c’è un inferno. E ci dicono che la religione che è venuta su questa Terra dall’altra parte dell’oceano parlava di diecimila anni. Noi non capiamo questo insegnamento. Ma se è un insegnamento dove gli esseri umani credono in Dio, allora lo accettiamo.

Noi crediamo che l’insegnamento sia un dono, che debba essere trattato come un dono – bisogna averne cura e apprezzarlo come un dono. Così, per gli indiani Miccosukee, la religione della nostra gente è rimasta intatta; è curata; è protetta.

Noi sappiamo che ci sono modi in cui l’uomo esiste senza andare mai contro natura. Capiamo che c’è un delicato equilibrio. Questo equilibrio delicato è delicato solo per l’uomo. E capiamo che, se sovvertiamo il delicato equilibrio, facciamo del male a noi stessi e non alla vita. E perciò ci viene insegnato a trattare la nostra vita con grande rispetto. Quando prendi la vita di un animale, lo tratti con grande rispetto. Onori il dono della vita che ti è stato elargito. E ci viene detto che l’animale si dona a te. E quando gli indiani Miccosukee vanno a caccia, essi cantano una canzone. La notte prima della caccia parlano di quale animale cercare. E quando vanno in cerca di quell’animale, se incontrano un altro animale, non lo uccidono, perché la notte prima non hanno parlato di quell’animale. Se quell’animale decide di donarsi agli Indiani Miccosukee, apparirà. Ti guarderà. E si preparerà a morire. Se l’animale non si dona a te, allora sulla via di casa un altro animale vede  il tuo percorso e riconosce che sei in cerca di cibo, e si dona a te.

La nostra gente ha un modo di preparare l’animale. Non tutti gli animali possono essere mangiati da un uomo o da una donna. La donna non può mangiare certe parti di un animale. Solo gli uomini Miccosukee. Certe parti dell’animale non possono essere mangiate né dall’uomo né dalla donna. Ci viene insegnato a donarle come offerta a Dio.

La nostra gente segue ancora questa Antica Maniera.

Lei è venuto in un luogo dove la gente ancora nasconde molte cose al mondo esterno. Il mondo esterno non è pronto a sapere molte delle cose che noi conosciamo. Noi possiamo offrire loro queste cose come doni, ma loro li distruggeranno. Così gli Indiani d’America possiedono molte cose che possono aiutare l’umanità. Ma l’umanità non è ancora pronta.

503 anni fa giunsero i  vostri antenati. Ci spararono, ma non si ricordarono di noi. E oggi si comportano ancora in quel modo. Quando dimostreranno di essere umani, gli Indiani d’America doneranno loro tutti i segreti. Non oggi.

La nostra gente conosce storie che si avverano. Ci sediamo e vediamo avverarsi le profezie, e ci chiediamo che cosa possiamo dire al mondo da poterlo risvegliare. E ci ritroviamo seduti a veder passare le profezie senza dire niente al mondo. Vediamo che le profezie sono state messe in moto e dipende da noi quando verrà la fine. Conosciamo l’inizio e conosciamo la fine. E sappiamo che dipende dall’uomo.

 

Il calendario Maia finisce nell’anno 2012; sembrerebbe la fine del mondo. Qualcuno può passare all’altra dimensione, ma molti se ne andrebbero. Cronologicamente, mi dica: pensa che sia attorno a quella data?

 

Ci è stato detto che alla fine le persone che sono venute su questa Terra costruiranno sentieri che segneranno questa terra nella forma di una ragnatela, e che tutti questi sentieri che saranno costruiti verranno usati come vie di fuga, in preparazione per quella che loro sanno essere la fine. Dicono che quando fanno questi sentieri sulla terra, fanno un segno su ogni sentiero per mostrare che sono pronti alla guerra, che sono pronti per la fine. E questo sentiero sarà segnato come una via per fuggire. Nel 1994 gli Indiani d’America, i Miccosukee, viaggiano su questa terra e noi vediamo ogni sentiero pavimentato segnato con un segno blu che dice “Sentiero di Evacuazione”. Ci viene detto che la fine è vicina.

Il segno che dovrete cercare oltre a questo è che la terra comincerà a riscaldarsi. Mentre la terra comincia riscaldarsi, appariranno forme di vita che non avete mai visto. Quella vita rinascerà. La vita come Dio l’ha creata all’inizio. Torneremo indietro e completeremo il cerchio. 

Quando sediamo ad ascoltare queste storie, ci chiediamo se il tempo non sia già arrivato. Vediamo le strade degli Americani segnalare “vie di evacuazione”. Sentiamo il mondo parlare di inquinamento che ha assottigliato lo strato di protezione dalle radiazioni solari – il calore intenso; sentiamo dire di aver aperto un buco che permette a un calore letale di penetrare. Ci dicono che la terra diventerà come una casa verde. Sentiamo dire dalla comunità scientifica che stanno creando della vita mai vista prima, eppure la stanno creando. Sentiamo dagli scienziati che sono capaci, con la tecnologia di oggi, di riportare in vita i dinosauri. E stiamo seduti qui e rammentiamo che la vita finirà nel modo in cui Dio la creò.

Quando la vita fu creata, la Terra parlava; gli alberi parlavano; gli animali parlavano. E oggi ci viene detto che in giro per il mondo c’è gente che trova il modo di parlare con gli animali e di farsi rispondere dagli animali. E qualsiasi giorno della settimana possiamo accendere la televisione e vedere un’animazione della terra che parla; e alberi parlanti  e animali parlanti. 

Ma l’ultimo segno non lo abbiamo ancora visto. C’è un ulteriore segno che giungerà e quello sarà l’ultimo. Di questo parliamo raramente. Pensiamo che sia meglio che il mondo non sappia.

 

Rispetto questa scelta

 

Partecipiamo a cerimonie religiose, e queste cerimonie sono molto speciali per il mio popolo. Nelle cerimonie religiose abbiamo sacchetti di medicine. E queste medicine ci predicono il futuro. In questi sacchetti trasportiamo spiriti che viaggiano da un posto all’altro e ritornano al sacchetto. Ed è attraverso il loro viaggio che ci viene detto cosa accadrà nell’anno. Sempre più ci accorgiamo che essi non ritornano. E questo ci dice che c’è uno squilibrio – sono sempre ritornati. Se doveste prendere un pezzo della medicina degli indiani Miccosukee e portarlo in una stanza e metterlo su un tavolo e chiudere a chiave la stanza senza finestre,  e ritornaste un altro giorno ad aprire la stanza, scoprireste che l’idolo del sacchetto di medicine è scomparso, ma se aprite il sacchetto sarà di nuovo lì. A volte non ritornano e qualche volta ci fanno preoccupare. 

Noi Indiani Micosukee siamo gente molto religiosa, crediamo che la Terra parli; crediamo che gli alberi parlino; e crediamo che gli animali parlino. E crediamo che noi siamo tutto ciò che rimane dell’esistente, quelli che hanno meno da offrire – e non abbiamo insegnamenti. E crediamo davvero che, se non seguiamo l’Antica Maniera, rendiamo più vicina la fine della Terra.

 

Vedrete che per gli indiani Miccosukee il cambiamento di cui lei ha appena parlato (fuori registrazione avevo parlato di una crescente coscienza ambientalista) non è una rinascita, ma è il tremore di una persona morente. Bisogna fare qualcosa per guarire quella persona. Sentiamo che, come esseri umani, siamo stati chiamati a essere guerrieri. L’Indiano d’America è un guerriero. E i guerrieri sono sempre esistiti, fin dalla creazione del Secondo Essere Umano. Ma i guerrieri non hanno mai combattuto fra loro. La ragione per cui sono stati creati i guerrieri è continuare la lotta per tener viva la religione. I guerrieri non sono stati creati per combattere e uccidere.

Siamo guerrieri, ma lo siamo per tenere viva la parola di Dio; non siamo guerrieri per uccidere la gente. Siamo ancora qui. Gli indiani Miccosukee sono quei guerrieri che cercano di tenere viva la religione.

Il giorno in cui l’essere umano dimenticherà l’Antica Maniera sarà il giorno in cui la Terra morirà. Così tutti i giorni parliamo dell’Antica Maniera così che la Terra rimanga viva.

Nell’anno 2012 i miei figli saranno qua. E insegnerò loro che hanno la responsabilità di tenere viva la Terra. Come fratelli degli animali, degli alberi e come figli della terra, nostra Madre. Dovremo essere preparati.

 

During both my childhood and adolescence I read countless books—some historical, most fictional—on the struggle “Red Man vs. White Man,” always rooting for the designated loser, i.e., the Native American. Despite that, here in the US I never sought to meet with a Native American. It took the editor-in-chief of an Italian travel magazine to make me do just that. When I used to live in Miami, he asked me as a favor to write an article on the Miccosukee, of Creek descent, who dwell in South Florida’s Everglades. I drove out to meet with their public relations manager, who in turn directed me to their village. There, he introduced me to various members of the tribe, including a humble and serene man, a promulgator of the Old Ways, or COUN-HA-CHEE, as their public relations manager said. As it turned out, he came from a family of healers, or medicine men, as he himself called them.

 

In the article I published in the magazine I did mention COUN-HA-CHEE but none of the things he revealed to me; it was just not the right readership for them. But I did tape our exchange, and have transcribed every word of it.

 

During our colloquy, COUN-HA-CHEE spoke very slowly, each word much apart from the other, sotto voce, sometimes down to a whisper. The reader, while reading my questions at a normal pace, should make an effort and read his words extremely slowly. Clearly, he spoke as a spokesperson with a voice not exclusively his. I’ve added some endnotes. It is COUN-HA-CHEE himself who uses the word “Indian.” Now follows the colloquy, transcribed word for word (my questions in italics).

 

••••••••••••••••••••••

 

The Miccosukee Indians and maybe all of the native Americans have always had stories about the white people. We were told that when these white people arrive they would signal the beginning of the end of the Earth. And for us, we were told to recognize these people. We have, in our vocabulary, an ancient word; and in our vocabulary we have two names that are both ancient and they refer to white people. The first word is AH-NAHT-KEE. AH-NAHT-KEE in the Miccosukee language refers to ‘not humans’—an existence that resembles human but that is not human. The second word is YAHT-TAT-KEE. YAHT-TAT-KEE is a white human being.

 

So most whites are AH-NAHT-KEE?

 

When we see destruction being condoned, we refer to it as AH-NAHT-KEE. We refer to the condoning of the killing of nature as the way of the AH-NAHT-KEE.

 

Read More in New English Review:

Apeshit at the Louvre

The Fascist Devil

Some Devilry

 

We see people who live an everyday way of life such as yourself. We see people approach us, and they talk and they ask questions about Old Ways; we refer to them as YAHT-TAT-KEE. YAHT-TAT-KEE is a white human being. We feel that Old Ways of Native Americans were also taught to all children around the world, and for some reason most of the people around the world forgot them. They laid them aside for the sake of progress. Maybe it was to gather more food, maybe their thoughts were on their food, but for some reason they laid down the teachings. And when they got to the pinnacle of what they were after, they forgot to bring the teachings with them. But we feel that all the people around the world have the same teachings as the American Indians; only, they have not decided to pick them back up.

 

Blinded by greed?

 

For us, we were introduced to money. Money never existed here in this Land. We were introduced to it in the time that the Spaniards came. We fought with the Spaniards because they were killing our people. And they couldn’t defeat us, and our Land, so they made peace with us. And they gave us money, guns, horses, cows, and traded for the natural products of this Land. For us, squash, beans, pumpkins, tomatoes, potatoes, sweet potatoes, corn—all of the natural produce of this Land. It was food like the Spaniards never saw before. But they needed it to survive here. They did not recognize it as food, we introduced it to them. So they gave us money; we didn’t know what to do with it; so we made jewelry out of money. It was not important, and for our people we still carry on this way of thinking, that money is very bad. But today not only the Indian people see it as being bad; we even hear the white people refer to it as ‘root of all evil.’ So we assume that they also understand.

 

For us, we are told that if you take a person’s existence and you follow his ways and at death you make him into a symbol or a part of life that the world cannot live without, then you are doing a very bad thing, you are creating a sickness. When human beings die you should not use that person’s spirit in place of God. So most of the time that you see Miccosukee Indians you will find that they carry very little or no money at all. And the Miccosukee Indians will tell you that the reason for this is because the Americans at death of their people have taken their faces and put them on to this piece of paper; and the piece of paper which has taken the place of religion and way of life. A piece of paper with a picture that they will kill you for, they are all willing to die for.

 

So you will find the Miccosukee Indians carrying very little or no money at all, because we feel that it is carrying the ghost of a person, and an idol.

 

And where does the spirit go when a man dies?

 

For our people, we have been asked many times where the American Indian believes that the spirit of human beings travel to. When we tell them that we believe that there is such a place as heaven that they speak of, they will ask us, ‘Where do you believe heaven is?’ We tell them that heaven is not beyond the blue sky as you look upward. Heaven is only as far away as the air that you breathe[1]; that the air that makes life possible is the only thing that hides heaven from the eyes of human beings; that the air that we breathe, if it is to open, you will see heaven. It hides it from us. We are told that someday the existence of air, those particles that make up air will open, split apart. And when they open, you will see heaven, and you will be able to cross.

 

So for that reason the American Indians have always been very careful in what they say and what they do. The Old Ways that has taught to them to treat life as sacred is because they realize that God is not a billion light years away, but it is right here, and only the air is hiding it. So if you can touch the air, you are touching the very existence that hides God.

 

Is there any way by which you can reach this Otherness without leaving your body, without dying?

 

For our people, we are told that there is travel, but this gift they share with those who have already crossed over. If you die and you cross through the air that hides heaven you will find that the air itself is a darkness; you will have to go through this darkness. But in going through this darkness through the other side, if you choose when you are with God that you want to come back with your relations... it is possible. It’s a gift. So you can come back across and visit. But for our people, the American Indians, we find that this gift is not only recognized by American Indians, but by all people around the world. Only they don’t see it as a gift; they see it as something unnatural. They speak a lot about ghosts, ‘a ghost must be in the house, or, a ghost makes this noise,’ but they see it as something unnatural. We don’t see it as something unnatural—we see it as a gift.

 

And can anything of the sort happen, in your experience, while the person is still alive? To be able to reach this Otherness? To break through these air particles, and then come back? Something like an altered state? Hallucinogens, special drugs prepared by the medicine man?

 

For our people, not much of how you can see the other side is taught to us, but we are told that you can see those who left. And there is a way to see. But this way to see you will have to use an animal. But it is very bad to take such an existence just to benefit your own curiosity of what it looks like. But we are taught of how to do it, and we need an animal to do it, and we don’t sacrifice the animal—the animal has to be alive. And we will take something from the animal while it’s living and we will use it, and that makes it possible to see.

 

Have you done it?

 

I will not go that way.

 

Is it something only for shamans or for anybody among you?

 

Anyone. Anyone can do it.

 

Don’t you need a special training or a certain frame of mind?

 

For the Miccosukee Indians, we find that it is something that no-one will ever attempt.

 

How do you know it’s there?

 

The culture of our people is taught through personal experiences. For myself, I didn’t need it.

 

In an accident in my past I was able to cross. For me, I found myself from an accident unable to talk, unable to get up off the ground. And I saw people coming around me trying to lift me up and in the beginning I could hear them talking, ‘Are you OK? Can you stand up?’ By then I could no longer hear their voices, I could only see the movements of their mouths. As I fell back to the Earth, I lay as people stood around me. I looked up to a little small light that was flashing in the background, and this little pin light was flashing and I kept my eyes focused on it and it appeared to be growing. As I watched it, it grew and grew and pretty soon this little pin light grew to be as large as the sun. And I was thinking, ‘There are two suns!’ And this other light, this sun got so large that I couldn’t see the ends. From the light that covered the blue sky I looked to the left and I could not see the end of that light; I looked to the right, I could not see the end of that light. And as I looked directly into the light, it appeared that this gigantic light was going to crash into the earth and to destroy all that is living. The thought that I felt by looking into that was that of the impact with the Earth. I closed my eyes, and as I did I felt that light rush through my body. At the time that it rushed through my body, it pushed my hair into the ground, and I felt my hair waving through the air with force. It made my hair mingle with the Earth.

 

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At that point I felt a calmness, and I opened my eyes. I found myself floating above my body as a crowd was gathered around it. I looked down on it and I was thinking to myself, ‘There are two people like me—I am up here in the air and there’s another one of me in the ground . . .’ At that point, my body spun around and I headed the way the sun goes down. As it travelled on through the darkness, this darkness finally broke to light.

 

As I got into the light, I found a place where the Earth was smooth but not flat, and covered with the light that we see here, but more beautiful. And everywhere that I looked I saw people—smiling and walking around. So those people looked up at me and they were pointing to me, and I was thinking to myself, ‘I need to be down there where those people are, that is where I belong...’ And I got the feeling that I was never going to be with them, that I was going to just hang in the air forever. Those on the ground kept pointing at me, looking at me—and all of a sudden I felt myself being pulled backwards, feet first.

 

I went back through the darkness and I opened my eyes a second time: I was in an infirmary, covered with ice, and an attendant said: ‘You came back! We thought we lost you!’[2]

 

I that point I realized that there is more to this life than just walking this Earth, that there is a purpose for us here. These images I’ll never forget, and when they speak of it, I remember every second. There is a way to cross over. And the Miccosukee Indians can see it, but not cross, but we can see it. (A long pause followed. These last words have been whispered, each one very spaced  apart from the preceding and following one.)

 

Do you have any other questions? (By then my mind was not asking any other questions, nor was my mouth.)

 

I was wondering, going back to a more mundane level, about the beautiful tale that you told me, before I started taping, about the boy going out to hunt—one, two, three times, four times, and finally he is allowed to partake of the food, because by then he’s learned that he is hunting for the clan, for the family, not for himself. So the fact that he too can eat of his own prey comes as a surprise. That’s one 4. Then there is the other 4—the four elements you mentioned, the four logs in the fire, starting with Mother Earth, oriented towards sunup, and then, counter clockwise, the Plants, the Animals and finally us, human beings. And then there are the four colours, which are the four colours of the human races, unmixed, that is . . .

 

The four sacred colours are also connected with the four directions—East, North, West and South. These four colours play an importance at healing ceremonies. For our people, we find that these four colours that we have always been using throughout the history of our people’s existence. Today we realize that what we have always been told were the most sacred of colours—because they are to be used for healing—are the colours of the human beings.

 

You must have wondered why it is that 4 is a magical number?” [3]

 

For us you find that the numbers which are most often used among the Miccosukee Indians are Two and Four. When we go hunting for food, we always go out in two; when you go into a dance for a religious ceremony, there are two dances; when you have the ceremonies for healing, you will find four elements being used. For our people you will find that any healing rituals the time given is to follow a specific fasting period—it comes in four.

 

For us it has always been such a simple way of life, and to us it never seems mysterious. This way of life, we are told, must be followed; and if you do not follow it, we are told that your journey to the other side will be filled with punishment.

 

For us, we hear of outside people saying that there is a heaven and that there is a hell. And they tell you that the religion that came to this Land from across the ocean spoke of ten thousand years. We do not understand that teaching. But if it is a teaching where human beings believe in God, then we accept that teaching.

 

For our people, we believe that the teaching is a gift, that it must be treated as a gift—you must take care of it and cherish it as a gift. So for Miccosukee Indians, the religion of our people has kept intact; it’s cherished; it’s protected.

 

For our people, we know that there are ways in which man first exist and never go against. We understand that there is a delicate balance. That delicate balance is delicate only for man. And we understand that if we upset that delicate balance, we hurt ourselves and not hurt other life. And so we are taught that we must treat our life with great respect. When you take an animal’s life, you treat it with great respect. You honor the gift of life that was shared with you. And we are told that the animal gives itself to you. And the Miccosukee Indians when they go hunting they sing a song. They will speak the night before they go hunting of what animal they are going to look for. And when they go looking for that animal, if they come across another animal, they do not kill it, because the night before, that is not what they spoke of. They will continue on their journey in search of that animal that they spoke of. If that animal chooses to give itself to the Miccosukee Indians, it will appear. It will look at you. And it will prepare for its death. If the animal does not give itself to you, then on the way home another animal sees your flight and recognizes that you are here searching for food, and it does give itself to you.

 

For our people, we have way in which we prepare the animal. Not all of the animal is allowed to be eaten by man, or a woman. Certain parts of the animal woman cannot eat. Only a Miccosukee man. Certain parts of the animal, man or woman, is not allowed to eat. We are taught to give it as an offer of thanks to God.

 

For us, we still follow these Old Ways.

 

You have come to a place where we still hide many things from the outside world. The outside world we feel is not ready to know about many things that we have. We can offer them as gifts to them, but they will offer these gifts for destruction. So the American Indians as a whole have in their possessions many things that will aid mankind. But this day, mankind is not ready for them. [4]

 

503 ago your ancestors came. They shot us, but they will not remember us. And today they still follow that way. The day that they show us that they are human beings, the American Indians will give all our secrets. Not today.

 

For our people, we are told stories that we see coming true, and we sit and watch prophecies as they unfold, and we wonder what can we say to the world that can awaken them. And we find ourselves sitting and watching prophecies come to pass without saying anything at all to the world. We find that prophecies have already been set and timetables to be up to us when the end should come. We know the beginning, we know the end. And we know that it is up to man.

 

The Mayan Calendar ends in year 2012; that would appear to be the end of this world. Some might be able to cross over into the other dimension, but most of us would be gone. Chronologically, you tell me: Do you think it is around that time?

 

We were told that in the end the people who have come to this Land will construct paths that mark this Land to resemble a spider web, and that all of these paths that they construct will be only used as for escapement, or that they only do it in preparation for what they know is the end. They say that when they make these paths on this Land, they will make a mark on each path to show you that they are ready for war, that they are ready for the end. And this path will be marked as a way to escape that. In 1994 the American Indians, the Miccosukee, travel this Land and we see just about every paved path that the Americans build marked with a blue sign that says ‘Evacuation Path’. We are told that the end would be near.

 

The sign you will look for beside that is that the Earth will start to heat up. As the Earth starts to heat up, life that you have never seen will start to appear. That life will have a rebirth. And life the way that God created it in the beginning. We will come back full circle.

 

For us, when we sit and listen to these stories, we wonder if the time isn’t here. We see the roads of the American say ‘Evacuation Routes.’ We hear the world speaking of pollution that they have caused to have built over a thin layer of protection from the sun’s radiation—the intense heat; they say that they have broken a hole through it which is allowing deadly heat to come in. They are saying to us that the Earth will become like a green house. We are hearing from the scientific community life that they are creating that never existed before, but they are creating it. We are hearing from the scientists they feel that they are able, with their technology of today, to bring back dinosaurs. And we sit here and we are reminded that life will end in the way that God created it.

 

When he first created life, Earth spoke; trees spoke; animals spoke. And today we are told that around the world people are finding ways to talk with animals and have animals talk back with them. And any day of the week we can turn on a television set and through animation we can see Earth talking; we can see trees talking; and we can see animals talking.

 

But the last sign, we haven’t seen yet. There is one more sign that will come and that will be the last. That one we rarely speak of. We feel that it is better that world does not hear.

 

I respect that.

 

We go to religious ceremonies, and the religious ceremony is very special to my people. In the religious ceremonies, we have medicine bundles. And these medicine bundles tell us of the future. In these medicine bundles we carry spirits that travel from place to place and return back to the bundle. And it is through their travel that we are told what is coming in the year. For our people, more and more we find that the bundles, when traveling, sometimes do not return. And for us that tells us that there is an imbalance—they have always returned. If you were to take a piece of the medicine bundle of the Miccosukee Indians and take it into a room and place it on a table and lock the door with no windows to the room, and you returned another day and opened that room, you would find the idol from the medicine bundle to have vanished, but if you open up the medicine bundle it will be there again. Sometimes they do not return and sometimes that makes us worry.

 

For the Miccosukee Indians, we are very religious people, we believe that the Earth talks; we believe that the trees talk; and we believe that the animals talk. And we believe that we are all that’s left to exist, the ones that have the least to offer—and we have no teaching. And for us we really believe that if we don’t follow the Old Ways, we bring the timetable closer for the end of the Earth.

 

For the Miccosukee Indians you will find that the change you just spoke of (off tape, I had touched upon a burgeoning global environmental awareness) is not a rebirth, but is the shaking of a sick person. Something needs to be done to heal that person. We feel that as a human being we have been called upon as warriors. The American Indian is a warrior. And the warriors have always existed, since the creation of the Second Human Being. But warriors never fought among each other. The reason warriors were created was to continue a fight to keep religion alive. Warriors were not created to fight and kill.

 

We are warriors, but we are warriors to keep the words of God; we are not warriors to kill people. We are still here. The Miccosukee Indians are those warriors that are trying to keep religion alive.

 

The day that the human being forgets the Old Ways is the day that Earth will die. So every day we speak after the Old Ways so that the Earth will stay alive.

 

In the year 2012 my children will be here. And I will teach them that it is their responsibility to keep the Earth alive. As brothers to the animals, the trees—and the Earth is our Mother. We’ll have to be prepared.[5]

 

 

 

 

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Intelligenza vegetale e dintorni

17 Maggio 2019 , Scritto da Anna Olan Con tag #anna olan, #il mondo intorno a noi

 

 

 

 

In un mondo dove la Rete virtuale assicura pseudoperformanza logica grazie a un pantano d'informazioni non ben definite da vettori che ci giungono con forza  propulsiva, abbiamo completamente perso di vista i veri garantisti di una ragione che esplose insieme al big bang, in quell'atto schizofrenico in cui l'universo spinse al largo del Cosmo ciò che noi oggi comunemente, ma impropriamente, chiamiamo vita.

Le piante sono da sempre creature prime, assicurano sistemi che crediamo di riuscire a sovrintendere con l'arroganza di chi pensa che la parola complessità sia la casa produttrice di una lama per sfilettare  pesce.

In realtà dietro ogni stigma, dentro ogni ovario e sui sepali si nasconde un'acume vegetale che conferma una superiorità netta nei confronti delle nascenti intelligenze artificiali.

Ogni elemento vegetale è perfettamente in grado di adempiere funzioni, registrare informazioni ed elaborarle, riprodurre olfattivamente tali relazioni e rimandarle infinite volte.

Recentemente la Neurobiologia si è occupata di definire certe le interazioni neurali vegetali alla stessa maniera di quelle animali, con oscillazioni differenziali minime riferibili solo alla sfera comportamentale che ovviamente negli animali offre una spiccata socialità, ma che anche nelle piante sta iniziando ad essere riconosciuta come fondamento convenzionale, in poche parole esisterebbe una lingua che sfrutterebbe microvibrazioni tali da fornire un vero e proprio vocabolario, di senso logico e consequenziale.

Le piante si riproducono, imparano, cantano, ma più di tutte soffrono e muoiono e questo le fa entrare di diritto nella sfera degli elementi organici senzienti, poiché nel genoma stesso custodiscono soluzioni, se pensiamo che alcune di loro mettono in atto vere e proprie strategie di sopravvivenza attraverso impulsi elettrici cellulari.

L'intelligenza artificiale al contrario propone un bacino di trasmissioni preconfezionate in grado di autogestirsi senza attingere a risorse pregresse, quindi con l'inserimento di dati graduali che si comporranno come in un puzzle durante la vita stessa dell'I.A.

L'intelligenza vegetale è una realtà sconfinata che non pone limiti all'apprendimento e soprattutto nasce e muore e non esiste vita in grado di sostituire vita neppure la più complessa tecnicamente e avveniristicamente sperata.

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PEDALANDO IN BICICLETTA BAMBINO RITORNERÒ' E IL MONDO SALVERÒ'

25 Aprile 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #il mondo intorno a noi

PEDALANDO IN BICICLETTA BAMBINO RITORNERÒ' E IL MONDO SALVERÒ'PEDALANDO IN BICICLETTA BAMBINO RITORNERÒ' E IL MONDO SALVERÒ'

 

 

 

Mario e Tony erano seduti al solito bar per la loro abituale chiacchierata artistica.
 

- Mario, in tv giorni fa ho sentito parlare che il cinema è in crisi.
 

- Sì, ho visto anch'io quel programma, è una tematica complessa che abbraccia diverse questioni.
 

- Secondo me, questa esagerata modernità planetaria comporta dei cambiamenti ai quali non siamo abituati, dovremo prenderci maggiore confidenza oppure saperci convivere e anche il mondo del cinema non sfugge a questi nuovi scenari.
 

- Che possiamo farci se il progresso avanza ma le menti no?
 

- Io dico che può essere un bene.
 

- In che senso?
 

- Ti sei accorto che per le strade, sopratutto nelle grandi città, girano molte più biciclette?
 

- E' normale, non serve la patente, non paghi bollo e assicurazione, né fai il pieno di carburante e poi pedalare fa anche bene alla salute.
 

- Tony, c'è anche un altro particolare che ti sfugge.
 

- Quale?
 

- E' inconscio.
 

- Parliamo di Salvador Dalì?
 

- In un certo senso sì, ti ricordo che l'artista spagnolo ha disegnato il marchio di una famosissima caramella.
 

- E quindi?
 

- Caramella=bambino, la relazione con la bicicletta è che in sella alla due ruote a pedali si ritorna bambini, alzi la mano a chi non farebbe piacere.
 

- Perché dobbiamo ritornare bambini?
 

- Tony, ma è lapalissiano, bisogna ritornare bambini per essere di nuovo felici e, a tal proposito, voglio parlarti di un genio felice.
 

- E chi è ?
 

- Si chiama Gianluca Sada.
 

- Non lo conosco.
 

- Tranquillo, non sei il solo ma in futuro diventerà celebre.
 

- E' un attore?
 

- No è un inventore.
 

- E che avrebbe inventato?
 

- Una bicicletta, la Sada bike.
 

- Lo sapevo! Troppa arte ti ha fatto perdere fra le dolci e ammalianti grinfie della fantasia!
 

- Guarda che è una bicicletta rivoluzionaria!
 

- Avanti popolo alla riscossa!
 

- Ecco, bravo, la riscossa delle biciclette, e torneremo tutti bambini, inquineremo di meno e salveremo il pianeta, ti piace come idea?
 

- Se tornassi bambino riandrei a scuola.
 

- Se ti fa piacere, con la fantasia puoi fare tutto quello che vuoi. Per esempio, Gianluca Sada, grazie al suo talento e a una fervida immaginazione, ha inventato una bicicletta quasi da fantascienza, vuoi vederla in foto?
 

- Certamente, ma fammi prendere il caffè prima che si freddi.
 

- Eccola, che te ne pare?
 

- Ehi! Ma le ruote non hanno i raggi, e dov'è la forcella? Ma scusa, per caso vola?
 

- No, devi solo pedalare e, ti dirò di più, oltre essere realizzata in un materiale leggero stando sotto i 10 kg, è molto resistente, è pieghevole, puoi richiuderla in uno spazio ridotto e metterla in una sorta di zainetto personalizzato con il quale prendere il bus o la metro, il gioco è fatto.
 

- Mi piace questo gioco, ti confesso che la trovo anche molto bella, ha un certo non so che di belle epoque.
 

- Lo vedi che tornare indietro nel tempo ha qualche lato positivo?
 

- Pensi che dovremmo andare tutti in bicicletta?
 

- Perché no? Io penso che verrà il momento che l'umanità dovrà fare un passo avanti e due passi indietro, in questo modo ci godremo di più la terra e fermeremo le lancette dell'orologio che segnano la fine del mondo.
 

- A che ora è ?
 

- Tony! Era solo una canzone, devi essere ottimista!
 

- Se pedaliamo lo saremo?
 

- Possiamo sempre provare, ora andiamo al cinema?
 

- A vedere cosa?
 

- Tempi moderni.
 

- Ma è un vecchio film di Chaplin ed è pure in bianco e nero!
 

- Ma allora sei testardo, ti ho appena detto che con la fantasia puoi tutto, anche vedere a colori un film in bianco e nero, che è anche molto bello e istruttivo.
 

- Il film?
 

- Sì.
 

- Mi hai convinto andiamo... a che ora è la fine del mondo?
 

- Tony!... Era solo una canzone.

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Due punti di vista sulla New Age, con una introduzione

11 Febbraio 2019 , Scritto da Guido Mina di Sospiro Con tag #guido mina di sospiro, #saggi, #poli patrizia, #il mondo intorno a noi

 

 

 

 

 

 

 

Di Guido Mina di Sospiro

tradotto dall’inglese da Patrizia Poli; originalmente pubblicato su Reality Sandwich.

 

Introduzione

 

Nel 1928 un brillante filosofo/logico di Vienna, Rudolf Carnap, pubblicò Der logische Aufbau der Welt, “La struttura logica del mondo”. Dieci anni prima, Ludwig Wittgenstein aveva ideato il suo profondamente criptico Tractatus Logico – Philosophicus, l’ultimo libro filosofico. Carnap e altri esponenti del circolo viennese rielaborarono il messaggio di Wittgenstein. Verso la conclusione dell’opera citata (183. Razionalismo?) inserì:

RIFERIMENTI. Wittgenstein ha chiaramente formulato l’orgogliosa tesi dell’onnipotenza della scienza razionale, così come l’umile intuizione relativa alla sua importanza nella vita pratica: per una risposta che non può essere espressa, anche la domanda non può essere espressa. Il problema non si pone. Se si può fare una domanda, allora vi si può rispondere… (…) Wittgenstein riassume la portata del suo trattato nelle seguenti parole: “Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.”

Quel famoso aforisma, che conclude il trattato, avrebbe dovuto essere interpretato come una confessione di umiltà gnostica, non come un’orgogliosa tesi dell’onnipotenza di una scienza razionale. Basta prestare attenzione a tutte le implicazioni dell’opus. Giusto due aforismi prima di quello finale, infatti, Wittgenstein afferma: “C’è davvero dell’inneffabile. Esso mostra sé, è il mistico.” (6.522)

Tutto ciò risale a un secolo fa—perché dovrebbe interessarci ancora? Perché le implicazioni del razionalismo, del positivismo, del determinismo, del riduzionismo, e del meccanicismo hanno invaso il globo come una peste. Non si deve biasimare Wittgenstein: ha trasceso la sua epoca, sebbene l’abbia epitomizzata usando e sviluppando i suoi strumenti, da poco riscoperti e perfezionati, quelli della logica. (Una evidente obiezione al suo Tractatus è l’uso dell’aforisma e un criterio di classificazione altamente soggettivo al posto di un testo strutturato più sistematicamente. Perché mai dovremmo sventrare la logica attraverso un assortimento di aforismi criptici?) I suoi meno dotati seguaci, attraverso il loro fraintendimento storico, partirono per la tangente (sbagliata.) E questo solo nel campo della logica. In tutti i rami della conoscenza, il determinismo è venuto e se n’è andato, o piuttosto, sarebbe dovuto andarsene, ma non lo ha fatto, è rimasto, e ha permeato il mondo, coadiuvato dall’amplificazione del suo più fedele alleato, il progresso economico. 

Segue un irrispettosamente succinto riassunto di alcuni dei colpi che avrebbero dovuto decretare la fine del determinismo, del meccanicismo, del riduzionismo, del darwinismo, etc. Coloro che hanno familiarità con tali sviluppi scientifici, non leggano questa sezione. Coloro che non ne hanno, possono usarla come un invito ad approfondire la lettura degli scienziati citati.

La geometria euclidea è stata surclassata da quella non-euclidea, le cui principali figure furono: Nikolai Ivanovich Lobachevski (1973 -1856); János Bolyai (1802- 1860); e Bernhard Riemann (1826-1866). Se il riconoscimento di Lobachevski e Bolyai è postumo, l’accettazione della geometria non euclidea avvenne sotto l’influenza delle idee di Riemann, nel 1866, di Eugenio Beltrami nel 1868, e di Felix Klein nel 1871. Nel 1927 Werner Heisenberg (1901-1976) pubblicò il suo principio di indeterminazione. La sua radicale reinterpretazione dei concetti base largamente newtoniani della meccanica applicata alle particelle atomiche nel contesto della teoria quantistica avrebbe dovuto sferrare il colpo di grazia alla meccanica di Newton. (E lo fece, in effetti. Tuttavia, la nozione di tempo come mera durata è ancora cardinale, ad esempio, per il mondo finanziario, con ripercussioni di proporzioni globali.)

Il positivismo logico era stato ferito nel suo nucleo — la sua coercizione vero/falso e conseguente tacita aderenza al principio di bivalenza — dalla scoperta di Jan Łukasiewicz (1878 – 1956) della logica trivalente già nel 1917, nota bene: prima del trattato di Wittgenstein. Seguirono una logica a molti valori (e calcoli multivalore), aiutata dal fiorire della scuola di logica di Varsavia, della cui nascita Łukasiewicz è indirettamente responsabile.

Per quanto concerne la selezione naturale e la concezione del mondo darwiniana, accoppiata al moderno approccio biologico molecolare convenzionale, che insiste sul fatto che, quando si conoscerà la sequenza del DNA di qualsiasi organismo, allora tutto sarà  manifesto, sta diventando  evidente, come suggeriscono, fra gli altri Brian Goodwin e Gunther Stent, che la morfogenesi e lo sviluppo possono essere visti come un sistema dinamico.

La teoria del caos sta appena uscendo allo scoperto, gradualmente guadagnando terreno fra  biologi,  matematici e filosofi.

Riassumendo, tutti i suddetti sviluppi, in rami diversi ma sempre più interconnessi della conoscenza, puntano al fatto che il mondo, la vita, e la vera essenza dell’essere, l’ontologia, debbano essere reinterpretati e re-investigati con un approccio interamente nuovo (o interamente revivalista). Gli organismi non sono mere raccolte di parti, come geni, molecole e i vari componenti dei loro organi. E, soprattutto, sono vivi.

La prodigiosa proliferazione di asfalto, blocchi di cemento, edifici e grattacieli in tutto il mondo; il processo in atto e senza precedenti di deforestazione e totale desertificazione; l’omogeneizzazione culturale che il mondo ha subito, nell’interesse di una sottocultura globale, taglia unica, con la quale soppiantare le precedenti culture multiple—tutto ciò sembra essere un inarrestabile processo di spaventosa grandezza distruttiva.

Più di centocinquanta anni fa Karl Marx aveva predetto, in vera e propria tradizione oracolare sebbene nelle sembianze di moderno scienziato della storia, che il mondo si sarebbe mosso, in uno spasmo dialettico, verso un proletariato internazionale globale. Il ventesimo secolo, secondo le sue predizioni, avrebbe dovuto annunciare e confermare la nascita di un proletariato mondiale senza classi, internazionale, transnazionale e sopra nazionale. Ma il comunismo ha fallito platealmente, nonostante gli sforzi tenaci e vigorosi che i vari regimi hanno esercitato per tenerlo in vita, a nonostante le decine e decine di milioni di vite umane sacrificate al suo altare. L’umanità è regredita verso l’adorazione degli dei e, ciò che è peggio, se c’è stata una sola e dominante tendenza nel ventesimo secolo, è stata il nazionalismo. Le previsioni di Marx si sono rivelate sbagliate e il suo determinismo storico... difettoso, per coltivare l’arte dell’eufemismo.

Ma centinaia di milioni di persone, dall’Unione Sovietica alla Cina, da Cuba al Vietnam, hanno preso parte, volenti o nolenti, in questo colossale esperimento: dimentica la tua proprietà (se ce l’hai) – la tua religione – i tuoi costumi – i tuoi istinti... Probabilmente come reazione, stiamo assistendo al riemergere di istinti tribali a lungo dimenticati, mentre permangono scenari da incubo dal lato oscuro dell’umanità: pulizia etnica, guerre di religione etc.

Le società androcratiche, di libero mercato e consumistiche, capitanate e ispirate dagli Stati Uniti, sono riuscite a far sembrare il mondo tutto uguale, applicando concetti di ampia portata che sono apparentemente di casa ovunque, poiché fanno appello a una componente della psiche umana alla quale la maggior parte di noi non sembra in grado di  rinunciare: l’avidità. Un osservatore extraterrestre, dopo una completa valutazione del mondo, potrebbe commentare che esso appare come una mistura freudiana e adleriana, un ribollire d’istinti base provocati da pulsioni sessuali e di potere.

Fra queste principali e, sebbene differenti, ugualmente distruttive forze, c’è una particolare classe di esseri umani: i simpatizzanti della New Age. Come si possono caratterizzare?

 

New Age, da un punto di vista solidale

 

Oggigiorno le religioni abramiche si occupano di questioni molto poco ermetiche, mentre la massoneria è solo una di tante confraternite. In un certo senso, ciò è andato a vantaggio della tradizione ermetica, che adesso non si trova più sul limitare di altre istituzioni. Infatti, è diventata una chiesa per conto suo, e ha sviluppato la sua parte più essoterica nel movimento New Age. Uno sguardo retrospettivo alla storia conferma la diagnosi.

Al pari dell’ermetismo rinascimentale, che sperava di restaurare pace al mondo cristiano e la ragione all’umanità belligerante, il movimento New Age è ecumenico, non dogmatico e pacifista. Come gli alchimisti, che pensavano che tutta la materia fosse sulla via di diventare oro, i New Agers si dedicano alla trasformazione personale e alla realizzazione del potenziale latente in ciascuno. Le scienze occulte fioriscono, certamente nelle loro modalità meno profonde, in sistemi di divinazione (tarocchi, rune, I Ching), nell’astrologia, nella scienza delle piante, (medicina delle erbe) e delle pietre (cristalli). Così come Paracelso attraversò l’Europa chiacchierando con boscaioli e vecchie sagge, i New Agers ricercano la saggezza dei popoli indigeni, a cui danno valore.

Come tutte le manifestazioni essoteriche, la New Age ha i suoi aspetti sfortunati. Ma al suo peggio è stupidotta piuttosto che malvagia, e al nostro osservatore extraterrestre sembrerebbe la più umanistica ed ecologica di tutte le religioni attuali. Inoltre, offre porte che non sono sigillate dal dogma o dall’autorità religiosa attraverso le quali pochi auto-selezionati possono passare per ottenere una conoscenza più profonda.   

 

New Age, da un punto di vista ostile

 

Se la New Age riguarda principalmente il risveglio, perché mi fa dormire? Quelle copertine lucenti con disegni kitsch; quella musica da ascensore riciclata con titoli pomposi; e soprattutto quei profeti, o illuminati, o qualsiasi cosa siano, col loro catechismo nuovo fiammante—mi fanno dormire.

In tutta buona fede partecipo a un seminario. Eccomi dinnanzi all’illuminato, che chiacchiera. La prima impressione che mi assale è un grande torpore. Ma non mi posso addormentare, sarebbe maleducato. Così ascolto. E cosa sento? Una stupenda quantità di  ovvie assurdità. Pensandoci, non è semplice ammassare così tante stupidaggini in così poco tempo. È una cosa degna di nota di per sé, se non esattamente degna di lode.

Imparo che ci reincarniamo 84.ooo.ooo volte; che ho dell’ectoplasma nero che fuoriesce dalla mia bocca; che alcuni di noi stanno per vedere le luci ultraviolette; che siamo osservati da extraterrestri con un terzo occhio (mi chiedo da quale occhio?) etc. etc. Sebbene la sospensione dell’incredulità sia una conditio sine qua non, c’è anche una curiosa infusione di pseudo-scienze, cosicché i termini sono presi in prestito liberamente dalla fisica, dalla chimica, dalla biologia, etc. Se non altro, funzionano egregiamente come scioglilingua. Abbondano le frasi fatte, immagino perché non c’è un correttore grammaticale che avvisi l’illuminato: “Frase fatta, usare con parsimonia”. Il logos è confuso con la logorrea.

Prospera anche un sentimentalismo del tipo più infimo, e dispiace perché sembrerebbe esserci spazio per l’umorismo. Ad esempio, da un catalogo di libri New Age, ecco un titolo azzeccatissimo: Dai la colpa alle tue vite precedenti. Tale libro esiste davvero. Dovrebbe essere un best-seller fra i perdenti, e posso già immaginare il secondo volume: Punta tutto sulla tua prossima vita!

È tutto qui? Sono circondato da perdenti? Mentre sedevo in mezzo a loro, la canzone di Beck continuava a frullarmi in mente col suo maligno ritornello: “Sono un perdente, amore, allora perché non mi uccidi?” Tutti i New Agers hanno forse un tremendo bisogno di psicoanalisi?  Stanno tutti cercando una via di salvezza psichica ed emozionale? Se fosse questo il caso, allora, in forza della compassione, sono costretto a rispettare i loro erronei tentativi, e tacere.

A ben pensarci, i New Agers, per quanto kitsch siano, sono fra i migliori rappresentanti della società occidentale. Perché, almeno, loro avvertono che qualcosa non va. Sfortunatamente, sembrano accorgersene solo quando qualcosa va terribilmente storto nella loro vita. Allora cercano un rimedio e, avendo rifiutato la religione cattolica, se sono cattolici, la zingara che legge i tarocchi o il palmo della mano, e lo psichiatra, confluiscono in questa nuova genia di ciarlatani, cioè persone che dispensano frasi fatte rimescolate in guisa di saggezza trascendentale. E allora, com’è che la fanno franca? La fanno franca perché coloro che partecipano ai loro seminari e leggono i loro libri sono per la maggior parte gente disperata pronta a credere a tutto e abbracciare qualunque idea. 

Ci siamo passati tutti nella nostra vita, impotenti nelle grinfie della depressione. Quando niente va come dovrebbe andare, qualsiasi antidolorifico capace di alleviare la nostra sofferenza è il benvenuto. In un tale stato di profondo abbattimento, non solo si ottiene automaticamente la sospensione dell’incredulità, ma il futuro illuminato crederà più di ciò che si può realisticamente credere. E tuttavia l’Altro possiede il senso dell'umorismo e, se lo si avvicina in modo così disarmante, è probabile non si riuscirà mai a vendergli una polizza di assicurazione sulla vita. L’Altro ha anche bisogno di noi, ma non s’interessa di coloro i quali, avendo rinunciato a un atteggiamento critico, sono pronti a credere a qualsiasi cosa. L’Altro snobba tali persone.

Coloro di voi che non hanno mai letto un libro tipicamente New Age ne devono comprare almeno uno e rendersi conto da soli di cosa intendo. Di solito la prefazione informa frettolosamente il lettore che l’Autore è stato magistralmente guidato da tale o talaltro (uno spirito, una reincarnazione, una voce divina) e che lui o lei deve comunicare un messaggio, anzi, il messaggio. Comincia poi una litania di regole. Sono elencate nel più canonico ordine causale, cioè, da A segue B; da B, C, e così via. Sembra che la Rivelazione, il Messaggio consista nella lista della spesa. Solo che, al posto delle carote, del pane e del prezzemolo, la lista è composta da frasi fatte prese in prestito da un potpourri mal digerito di religioni/pseudoscienze comparate, compilate da sfogliatori di libri di seconda classe.

D’altra parte, coloro la cui vita è apparentemente in ordine, che abbondano in soddisfazioni familiari e professionali, che sono normali e in salute, raramente sentono il bisogno di avvicinarsi a ciò che, di fatto, è sepolto in profondità dentro ciascuno di noi. E poi ci sono le masse, coloro che guardano cinque ore di televisione al giorno, e sono bombardati da incessanti spot pubblicitari, una media di 21.000 all’anno negli Stati Uniti; coloro che hanno ormai l’encefalogramma piatto e, sebbene ancora funzionali a livello  fisico e psichico, sono in effetti diventati dei manichini.

Finché, un giorno, uno di tali manichini viene trovato, legato, imbavagliato e strangolato in uno stanzino o in uno scantinato. Alla fine, i parenti normali e sani, eccezionalmente risvegliati dal loro letargo che dura da una vita, vengono a sapere dalla polizia che il loro caro non è stato ucciso, bensì è morto di morte autoerotica.

 

Introduction

 

In 1928 a brilliant philosopher/logician from Vienna, Rudolf Carnap, published Der logische Aufbau der Welt, The Logical Structure of the World. Ten years before, Ludwig Wittgenstein had conceived his highly cryptic Tractatus Logico-Philosophicus, “the last philosophical book.” Carnap—and other exponents of the Vienna Circle—elaborated on Wittengstein’s message. Toward the conclusion of his mentioned work (183.Rationalism?) he inserted:

 

REFERENCES. Wittgenstein has clearly formulated the proud thesis of omnipotence of rational science as well as the humble insight relative to its importance for practical life: “For an answer that cannot be expressed, the question too cannot be expressed. The riddle does not exist. If a question can be put at all, then it can also be answered… (…)” Wittgenstein summarizes the import of his treatise in the following words: “What can be said at all, can be said clearly, and whereof one cannot speak, thereof one must be silent.”

 

That famous aphorism, which concludes the treatise, ought to have been interpreted as a confession of Gnostic humility, not as a “proud thesis of omnipotence of rational science.” All it takes is heeding all the implications of the opus. Just two aphorisms before the conclusive one, Wittgenstein states:

 

 

 

"There really is ineffability. It shows itself, it is the mystic." (6.522)

 

All of the above almost a century ago. Why should we care anymore? Because the implications of rationalism, positivism, determinism, reductionism, mechanicism, have invaded the globe like a plague. Wittgenstein is not to be blamed; he transcended his epoch, though he also epitomized it by using and developing its newly-rediscovered and perfected tools—those of logics. (One noticeable objection to his Tractatus is the use of aphorisms and a highly subjective ordering criterion in lieu of a more systematically structured text. Why should logic be disemboweled, as it were, through an assortment of cryptic aphorisms?) His less gifted followers, through their historical misunderstanding, went off the (wrong) tangent. And that just in the field of logics. In all branches of knowledge, determinism came and went, or rather, ought to have gone, but has not—it has persisted, and has permeated the world, aided by the amplification of its staunchest ally, economic “progress.”

 

There follows a disrespectfully succinct summary of some of the “blows” that ought to have done away with determinism, mechanism, reductionism, Darwinism, etc. Those of you who are familiar with these scientific developments, need not read this section. Those who are not, may use it as an invitation for further reading into the works of the quoted scientists.

 

Euclidean geometry was superseded by non-Euclidean geometry, whose chief figures were: Nikolai Ivanovich Lobachevski (1793-1856); János Bolyai (1802-1860); and Berhard Riemann (1826-1866). If Lobachevski’s and Bolyai’s recognition is posthumous, acceptance of non-Euclidean geometry occurred under the influence of Riemann’s ideas, in 1866, Eugenio Beltrami’s in 1868, and Felix Klein’s in 1871.In 1927 Werner Heisenberg (1901-1976) published his indeterminacy, or uncertainty, principle. His  radical reinterpretation of the largely Newtonian basic concepts of mechanics as applied to atomic particles in the context of quantum theory should have dealt the coup de grâce to Newton’s mechanics. (It did, as a matter of fact. Yet, the notion of time as mere “duration” is still cardinal to, for instance, the financial world, with repercussions of global proportions.)

 

Logical positivism was wounded at its core—its true/false coercion and ensuing tacit adherence to the principle of bivalence—by Jan Lukasiewicz’s (1878-1956) discovery of three-valued logic as early as in 1917, nota bene: before Wittgenstein’s Tractatus. Many-valued logic (and multivalued calculi) were to follow, aided by the flourishing of the Warsaw school of logic, for the inception of which Lukasiewicz is to be credited.

 

As for natural selection and the Darwinian world-view, coupled by the modern conventional molecular biological approach, which insists that when the DNA sequence of any organism be known, then all would be evident, and indeed all the reductionism and mechanisms it reeks of, it is becoming apparent, as Brian Goodwin and Gunther Stent, among others, suggest, that morphogenenis and development can be viewed as a dynamic system.

 

The theory of complexity is just coming out of the closet, gradually gaining ground among biologists, mathematicians, and philosophers alike.

 

In sum, all  the mentioned developments in different but ever more interrelated branches of knowledge point to the fact that the world, life, and the very essence of being—ontology—must be reinterpreted and re-investigated through an entirely new (or entirely revivalist, in a sense) approach. Organisms are not merely collections of parts, such as genes, molecules and the various components of their organs. And what is more, they are alive.

 

The prodigious proliferation of tarmac, concrete blocks, buildings and skyscrapers the world over; the ongoing, unprecedented process of global deforestation and outright desertification; the cultural homogenization the world has undergone, for the sake of a global one-size-fit-all subculture by which to supplant the previous, manifold endemic cultures; all of this seems to be an unstoppable process of appalling destructive magnitude.

 

Over a century and a half ago Karl Marx had predicted, in true oracular tradition albeit in the disguise of a “modern scientist of history”, that the world would move, in a dialectical spasm, towards a global international proletariat. The current century, according to his predictions, was to herald and confirm the birth of a classless, international, transnational and supranational worldwide proletariat. But Communism has failed bombastically, despite the tenacious and forceful efforts the various regimes exerted to keep it alive. Mankind has “regressed” to god-worshipping, and, what is worse, if there is one single, overriding trend in the twentieth century, that is the one of unbridled nationalism. Marx has been proven completely wrong, and his historical determinism, flawed to cultivate the art of euphemism.

 

But hundreds of millions, from the Soviet Union to China, from Cuba to Vietnam, have partaken, willy-nilly, in this colossal experiment of “forget your property (if any) — your religion — your customs — your instincts…” Possibly as a reaction, we are witnessing the reemergence of long-forgotten tribal instincts, as nightmarish scenarios reemerge from the shadow side of humanity—ethnic cleansing, religious wars, etc.

 

Androcratic, free-market, consumerist societies, with the US leading and inspiring the pack, have succeeded in making the world look the same by applying broad-sweeping concepts that are apparently at home everywhere, as they appeal to a component of the human psyche that most of us do not seem to be able to renounce—greed. An extraterrestrial observer, after a thorough evaluation of the world at the end of the twentieth century, could comment that it appears to be a Freudian and Adlerian delight—a turmoil of base instincts engendered by sex and power drives.

 

Caught in between these major and, although different, equally destructive forces, is a peculiar class of human beings: New Agers. How can they be characterized?

 

New Age (a sympathetic view)

 

Nowadays the Abrahamic religions are concerned with very un-Hermetic matters, while Freemasonry is no more than another fraternal order. In a way, this has been to the advantage of the Hermetic Tradition, which now no longer hangs on the fringes of other institutions. In fact, it has become its own church, developing its most exoteric side as the New Age movement. A backward glance at history confirms the diagnosis.

 

Like the Renaissance Hermetism that hoped to restore peace to Christendom and sanity to warring mankind, the New Age movement is ecumenical, undogmatic and pacifist. Like the alchemists, who believed that all matter is on its way to becoming gold, New Agers are dedicated to personal transformation and the realization of the latent potential in everyone. The occult sciences flourish, admittedly in their shallower modes, in divination systems (Tarot, Runes, I Ching), astrology, the science of plants (herbal medicine) and stones (crystals). Just as Paracelsus tramped through Europe chatting with woodsmen and wise women, the New Agers seek out and value the wisdom of indigenous peoples.

 

Like all exoteric manifestations, the New Age has its unfortunate aspects. But at its worst it is silly rather than vicious, and to our extraterrestrial observer it would seem the most humanistic and earth-friendly of all our religions. In addition, it offers doorways that are not sealed by dogma or religious authority, through which a self-selected few may pass to learn a deeper wisdom.

 

New Age (an unsympathetic view)

 

If New Age is all about awakening, why is it that it puts me to sleep? Those glossy book-covers with kitschy drawings; that recycled elevator music with pompous titles; and particularly those prophets or enlightened ones or whatever they are with their brand new catechism—they put me to sleep.

 

With all good faith I go to a “workshop”, that’s how it is called. So here is the enlightened one chatting away. The first impression to assail me is one of great torpor. But I can’t fall asleep, it would be impolite. So I listen. And what do I hear? A stupendous amount of conspicuous nonsense. Come to think of it, it is no small deed to amass so much nonsense in so little time. That’s noteworthy in itself, even if not necessarily praiseworthy.

 

I learn that we reincarnate 84,000,000 times; that I’ve got black ectoplasm pouring out of my mouth; that some of us are about to see ultraviolet lights; that extra-terrestrial beings with a third eye are watching (I wonder with which eye?), etc., etc. Although suspension of disbelief is a conditio sine qua non, there’s a curios infusion of pseudoscience too, so that terms are borrowed freely from physics, chemistry, biology, etc. They do make for a good mouthful. Stock phrases abound I suppose because there’s no grammar check to alert the enlightened one with “Stock phrase — use sparingly.” Logos is confused with Logorrhea.

 

Sentimentality of the basest kind thrives too, and that’s too bad, because there would seem to be room for humor. For example, from a catalogue of New Age books, here is a great title: Blame it on your Past Lives. Such a book actually exists. It should be a best-seller among losers, and I can already think of its sequel: Stake It All On Your Next Life!

 

Is that what it is? Am I surrounded by losers? As I was sitting among them Beck’s song kept revolving in my mind with its wicked refrain: “I’m a loser, baby, so why don’t you kill me?” Are all New Agers in dire need of therapy? Are they all seeking a psychic, emotional rescue? Should that be the case, then, out of compassion, I am bound to respect their misguided endeavors and say no more.

 

Indeed, New Agers, kitschy though they may be, are among the best representatives of the Western human race. For at least they sense that something is amiss. Unfortunately, they seem to do so only when something in their lives goes awry. Then they seek a remedy and, having rejected the Catholic confession, if they are Catholic; the gypsy tarot or palm reader; and the psychiatrist, they flock to this new breed of quacks, i.e., people who dispense reshuffled stock phrases in the guise of transcendental wisdom. How, why do they get away with it? They get away with it because those who attend their workshops and read their books are in most cases desperate people willing to believe and embrace anything.

 

We’ve all been there in our lives, helpless in the clutches of a depression. That’s when just about anything goes. Any painkiller capable of relieving us of our pain, we will welcome. In such a state of dire dejection, not only is suspension of disbelief automatically achieved, but the would-be enlightened will believe more than can be believed. And yet the Otherness is possessed of a sense of humor and, if you approach it so disarmingly, then you’ll probably never be able to sell it life insurance. The Otherness needs us, too, but has no interest in those who, having renounced a critical attitude, are willing to believe anything. The Otherness will snub such people altogether.

 

Those of you who have not read any typical New Age book must buy a few and see what I mean for yourselves. Usually the preface hastily informs the reader that the Author has been uncannily guided by such and such (a spirit, a reincarnation, a divine voice… ) and that (s)he has a message to impart a, nay, the message. Then commences a long litany of rules. They’re listed in the most canonical causal order, i.e., from A follows B; from B, C, and so on. Apparently, the Revelation, the Message consists of a grocery list. Only, in lieu of carrots, bread and parsley, the list is made up of stock phrases borrowed from a half-digested potpourri of comparative religion/pseudoscience compiled by second-class book browsers.

 

On the other hand, those whose life is in apparent order—rich in familiar and professional satisfaction—those who are “normal and healthy” seldom feel a need to approach that which, in fact, is deeply buried within us all. And then there are the masses, those who watch five hours of TV a day, and are bombarded by unceasing commercial advertisements—an average of 21,000 of them in a year, in the US; those who have gone brain-dead and, although still psychophysically functional, have in effect become clockwork dummies.

 

Until, one day, one of such dummies is found, bound and gagged, strangled in a closet, or a basement. Eventually, the “normal and healthy” relatives, exceptionally stirred from their lifelong lethargy, learn from the police that their beloved was not murdered, but rather died of autoerotic death.

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Nizar Qabbani

25 Novembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #le suggestioni di franca, #il mondo intorno a noi

 

 

 

 

Trovo riduttivo per il genere umano che una giornata di non violenza contro le donne debba essere istituita quasi per legge, quando dovrebbe essere insito nell'animo, nel cuore di tutti uomini, l'amore e il rispetto per la donna. È per questo che dedicherò proprio a un uomo il mio giorno della non violenza.

E precisamente a Nizar Qabbani un grande poeta, forse il più grande del mondo arabo, nato in Siria, a Damasco, nel 1923. La sua gioventù fu segnata da un tragico evento che toccò la famiglia di origine, quando la sorella si suicidò per non dover sposare un uomo a lei destinato ma che non amava e non voleva. Da quel momento in lui scattò la molla che lo rese per tutta la vita attento osservatore, instancabile interprete e coraggioso difensore della causa della libertà delle donne, che, soprattutto nei paesi arabi, sono vittime di un controllo sociale, non solo familiare, e di imposizioni autoritarie e patriarcali tendenti ad annullarne la personalità e a soffocarne la libertà.

 

"Cerco di disegnare una città dell’amore

priva di vincoli

dove le donne non vengano immolate

e il loro corpo addomesticato...”

 

Qabbani fu poeta della grande semplicità, diretto, spontaneo, amante di un linguaggio usato nel quotidiano che potesse giungere a tutti, anche agli orecchi più umili, i suoi versi cantano la bellezza del corpo femminile e dell’amore, scegliendo un linguaggio vicino a quello parlato nelle case e nelle strade e usando immagini di impatto emotivo.

 

...Il tuo amore mi ha insegnato a comportarmi da bambino

a disegnare il tuo viso col gesso sui muri,

sulle vele dei pescherecci...

 

Le sue poesie si diffondono a macchia d'olio, venivano e vengono lette da tutti nei caffè, nei parchi, agli angoli delle strade e nelle case.

Nel 1981 un altro terribile evento luttuoso lo colpì, la moglie perì, coinvolta in un attentato in Libano. Il mondo che ancora una volta si accanisce contro gli esseri più delicati e gentili che lui ama e canta nelle sue poesie. La sua voce divenne eloquente protesta del mondo arabo e delle sue lotte politiche. E’ stato un poeta nazionalista, ma attaccava anche i dittatori arabi e la mancanza di libertà. Ha lasciato poesie, scritti di giornalismo e saggi, notevole  anche la bibliografia in italiano.

Qabbani aveva espresso un desiderio: “Voglio che, dopo la mia morte, il mio corpo venga trasportato e sepolto a Damasco, con la mia gente. Damasco è il grembo che mi ha insegnato la poesia, la creatività. Io voglio tornare a casa come un uccello torna a casa e come un bambino torna al seno di sua madre”.

Quando a Londra,  il 30 aprile del 1988,  morì a 75 anni, il presidente siriano Hafen Al-Assad, che due mesi prima aveva deciso di intitolargli una strada nel quartiere più prestigioso di Damasco, si adoperò per il trasporto del feretro in città. Il suo funerale  fu celebrato il 4 maggio, nella Badr Mosque. Una folla numerosa partecipò alle esequie, le cifre ufficiali parlano di oltre diecimila persone, ma la cosa più eclatante fu la partecipazione femminile, poiché alle donne era vietato prendere parte a queste imponenti cerimonie pubbliche. Il grande impegno del poeta nei loro confronti, l'esaltazione della bellezza e dell'amore per loro,  diede alle siriane la forza e il coraggio di condividere in mezzo agli uomini, con gli uomini, più forte degli uomini, quel giorno di grande dolore.

 

LETTERA DA SOTTO ACQUA

 

Se sei mio amico aiutami

a fuggire da te

Se sei il mio amore

liberami da questa situazione

 

Se avessi saputo che l'amore è così pericoloso

non mi sarei innamorata

Se avessi saputo che il mare è così profondo

non sarei mai andata a nuotare

 

Se avessi immaginato la fine

non avrei mai iniziato

 

Ho nostalgia di te

Insegnami a non averla

Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo

Insegnami come muore la lacrima sul viso

Insegnami come muore il cuore e a uccidere il desiderio di vederti

 

Se sei un profeta

liberami da questo incantesimo.

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Cessata attività

19 Novembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #le suggestioni di franca, #il mondo intorno a noi, #come eravamo

 

 

 

 

Ieri pomeriggio sono andata al mio paese, ci torno sempre quando ho voglia di ritrovarmi. C’è una merceria all’angolo della piazza, un piccolo negozio dove mia nonna comprava il lino per cucire il corredo ai figli, dove mia madre si fece confezionare l’abito di matrimonio e dove, mi raccontava spesso, passando là davanti vide per la prima volta un paio di calze di nylon. C’è un negozio all’angolo della piazza del paese dove anch’io, nei miei anni di peregrina in giro per l'Itala, andavo quando tornavo a casa. Acquistare qualcosa lì,  era come portare con me un po’ della mia terra, un pezzo di tradizione, un centrotavola fatto all'uncinetto, una tovaglia ricamata a mano, un golf di pura lana confezionato ai ferri, un articolo artigianale, spesso unico, da regalare a un'amica o da conservare in ricordo. Adesso lo gestisce Valentina, la nipote dell’anziana proprietaria che conoscevo, è una ragazza che ha l’età di mia figlia, ha dedicato tutte le sue energie a rinnovare il negozio di famiglia e ne ha fatto un ambiente confortevole, caratteristico, dove si respira un'atmosfera di calda intimità, una “bomboniera”. E’ accogliente, fresco, pieno di articoli nuovi, di classe, tessuti di qualità accostati al caldo legno degli scaffali e dell’antico bancone: è di buon gusto.  C’è un piccolo negozio all’angolo della piazza del paese, o forse dovrei dire c’era, perché quella ragazza mi ha informata che, strozzata dalla crisi, dalle tasse, dalla concorrenza dei grandi centri commerciali, degli outlet sorti come funghi a pochi km di distanza, a fine anno cesserà l’attività, che era stata di sua madre e prima ancora di sua nonna e indietro per generazioni fino a che si ricordi. “Questo è uno di quei giorni che vorresti non arrivassero mai, ma che arrivano e ti portano via con la furia di un uragano”, mi ha detto salutandomi con le lacrime agli occhi. C’era un piccolo negozio all’angolo della piazza, memoria storica di un’epoca che non c’è più, ha resistito con testardaggine e attaccamento alle tradizioni fino a che ha potuto. Oggi si è dovuta arrendere e sarà un’altra saracinesca chiusa, un altro pezzo di storia del mio paese che se ne va sotto lo sguardo indifferente degli amministratori, per far largo ai negozi cinesi con la loro puzza di plastica, di colori chimici, le loro chincaglierie a buon mercato e alle bancarelle di ambulanti pakistani e marocchini coi loro articoli dai colori sgargianti, che accontentano una clientela sempre più grezza, sempre più povera.

L'emorragia di attività di vicinato non si ferma, tornando a casa riflettevo. Edicole, librerie indipendenti, salumerie, piccoli alimentari, macellerie, calzolai, erboristerie, pescherie, pelletterie.  La crisi dei piccoli negozi è un cancro che congiunge il Paese da nord a sud, senza far sconti a nessuno. La Confesercenti ha dichiarato che nel 2017 hanno chiuso senza essere sostituite circa diecimila imprese del commercio al dettaglio in sede fissa, al ritmo di un negozio sparito ogni ora.

E a sparire sono  soprattutto i negozi tradizionali, unici, come quello di Valentina.

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Wall of dolls 2018

17 Giugno 2018 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #il mondo intorno a noi, #eventi

 
 
 
 
Wall of Dolls 2018 Un'iniziativa contro la violenza sulle donne portata avanti da Jo Squillo,cosa ne pensa?

 

IO SONO CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA.

IO SONO ASSOLUTAMENTE CONTRO LA VIOLENZA.

 

La violenza non è mai giustificata né come mezzo per ottenere né come mezzo per sostenere le proprie convinzioni. La  non violenza  è l'arma dei forti. Sono decisa a lottare contro chiunque sostenga e invochi la "guerra"armata del luminoso potere dello spirito, impegnandomi energicamente per portare avanti la causa di una pace vera.

La parola missione in giapponese significa "muovere la vita" in termini più colloquiali vuol dire "fare azioni".

Trovo lodevole e meritevole di grande rispetto chiunque decida di intraprendere, attraverso azioni concrete, delle battaglie che si trasformano in veri e propri impegni sociali costanti. Sicuramente da apprezzare più di chi sta semplicemente a guardare senza prendere posizioni nette.

 Di grande valore quindi  l'impegno di Jo Squillo, giornalista di moda, cantautrice e conduttrice televisiva, contro il femminicidio e dedicato ad Alessandra Appiano.

 A Prato, qualche settimana fa, si è consumato l'ennesimo efferato delitto.

È morta una giovane donna, Elisa Amato, per mano di colui che diceva di amarla.

 Conoscevo questa ragazza! Conoscevo i genitori! Erano tanti anni che non la vedevo ho durato fatica a riconoscerla sui giornali! La notizia mi ha sconvolto e colgo l'occasione per dire alla famiglia che sono loro vicino in questo momento di profondo dolore.

Cos' è il femminicidio? Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte". 

"Di notevole allarme sociale è il fenomeno, che sembra essere in crescita, indice della persistente situazione di vulnerabilità della donna e di una tendenza a risolvere la crisi dei rapporti interpersonali attraverso la violenza" .

 

Il Muro delle bambole, cosa ne pensa e come parteciperà?

 

Riprendendo una tradizione indiana per cui ogni volta che una donna subisce violenza una bambola viene affissa su ogni porta, anche quest'anno appuntamento in  Via de Amicis 2 a Milano, col Muro delle bambole per ricordare a tutti che il femminicidio è un crimine contro l'umanità e che la mentalità deve cambiare.

Tutto questo è accaduto il 15 giugno alle ore 17, primo giorno delle sfilate per la moda maschile di Milano Moda Uomo.

Nel primo giorno della settimana della moda a Milano, dedicata all'uomo, le donne delle Associazioni, Artiste, Avvocati, Medici, Poetesse, Scrittrici, Stiliste, si sono ritrovate al Muro delle Bambole di Via De Amicis 2 per sollecitare il mondo della moda nel contribuire a creare  uomini veri, belli fuori, ma anche dentro. 

Si tratta di un semplice ma fondamentale gesto, quello di portare una bambola, che poi viene appesa sul Muro in Via de Amicis come simbolo importante contro la VIOLENZA. La bambola è protagonista muta ma al tempo stesso urlante di giustizia ed educazione al rispetto di tutte le donne. 

Io personalmente ho preso parte e ho urlato il mio totale disgusto verso la violenza e tutti i comportamenti disfunzionali, donando una bambola da me realizzata per ricordare Elisa Amato.

 

Può descriverci la bambola?

 

Ho scelto la stessa tonalità di rosa sia per l'abito che per il colore della pelle, quasi a voler dire che la donna davanti alla forza maschile è priva di protezione, quasi nuda.

Il velo nero, ricoperto di piccoli fiori, rappresenta il lutto interiore per le violenze subite ma al tempo stesso la dignità e il contegno.

L'abito prezioso è l'unica traccia di femminilità che rimane dopo la violenza, che nella maggior parte dei casi, e nella migliore delle ipotesi, sfigura il corpo, il volto e l'anima della vittima.

Premettendo che nella maggior parte dei casi questi delitti sono volontari e premeditatiritengo che sia necessario avere una filosofia della vita e della dignità della vita da implementare nel quotidiano vivere, perché altrimenti uno si comporta in maniera barbara anche senza esserne consapevole. Noi siamo tutti esseri umani che, attraverso qualche legame mistico, siamo nati per condividere lo stesso limitato periodo su questo pianeta, una piccola oasi verde nella vastità dell’universo in cui abbiamo il dovere morale di vivere convivendo pacificamente.

Il mio messaggio è chiaro: BASTA VIOLENZA.             

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        CINZIA DIDDI

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