Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

federica cabras

Il potere del pianto

4 Marzo 2017 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #salute

 

 

 

Vi capita di piangere? Io amo la sensazione di liberazione che mi assale quando mi asciugo le lacrime… è un misto tra rassegnazione – quel qualcosa che mi ha condotto alla disperazione più nera diventa, in un certo qual modo, sopportabile solo dopo un bello sfogo – e comprensione. In particolare, mentre le lacrime rigano il mio viso, capisco che comunque l’unica cosa irrimediabile è la morte. Per tutto il resto esiste una soluzione. È risaputo: il pianto è una manifestazione fisiologica che riequilibra l’umore. Tramite esso, possiamo scaricare le tensioni ritrovando la serenità interiore. Sapevate che trattenere il pianto ha delle terribili conseguenze a livello fisico? Il nostro corpo soffre, quando non può gestire lo stress e il nervosismo in modo naturale. Tra le possibili conseguenze del blocco delle emozioni abbiamo, a livello fisico, gastriti, dolori intestinali e irrigidimento alla muscolatura. Nei casi più gravi, danni al cervello e infarto. Inoltre, durante il pianto il corpo elimina le tossine.

Mettiamo mano a statistiche e numeri…

L’88% della popolazione dichiara a voce ferma di sentirsi meglio dopo un bel pianto. Una donna piange mediamente 47 volte l’anno (da questo numero possiamo tranquillamente escludere me, che piango un giorno sì e l’altro pure).

Un biochimico dell’Università del Minnesota, poi, in una ricerca recente, ha formulato la “teoria della guarigione”: pare che le lacrime emozionali riescano a fare sì che l’organismo si ricarichi dopo una forte tensione. Siamo sopravvissuti alla selezione naturale, secondo Frey, proprio grazie a questo meccanismo.

Be’, e dopo tutto ciò, ragazzi…

Buon pianto.

Dopo starete meglio… vi sentirete ricaricati, meno tesi, più sani a livello psicofisico. Non sottovalutate il potere della mente la quale è capace, talvolta, di ricaricarsi da sola.

 

Mostra altro

Meredith Wild, "Senza difese"

23 Febbraio 2017 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #recensioni

 

 

Senza difese

Meredith Wild

Newton Compton

 

 

Erica Hathaway, dopo anni di tribolazioni e rinunce, si è laureata ad Harvard. Il blasonato istituto, oltre a vantare i posti migliori in classifiche dove sono presenti quasi tutte le università dell’intero globo terracqueo, ha sfornato alcune tra le personalità più di spicco degli Stati Uniti (e del mondo intero, in realtà). In più, già un anno prima della laurea, è riuscita a far spiccare il volo a Clozpin, un social network sulla moda. La bella Erica è un po’ Rory Gilmore – devota agli studi e impareggiabile nei suoi risultati accademici – e un po’ Mark Zuckerberg – tra picchi di utenti, ricerche di investitori e siti da migliorare –. Doverosa parentesi affinché il lettore sappia che la protagonista è arguta, sveglia e indipendente. Quale buco nero inghiottisca parte di queste qualità durante il suo primo incontro con Blake Landon, non c’è dato da sapere. Lui è bello, ricco e potrebbe comprare una città intera con un solo click.

L’amore a prima vista esiste? Io sono sempre stata scettica, un po’ cinica, riguardo queste cose. Ma pare, in pieno Sfumature’s universe, che siano guai, quando l’amore arriva così… Un po’ per tutti, certo, ma soprattutto per la protagonista in rosa. Lei lo guarda e si perde. Lui la guarda e la vuole. Non ci sono i comuni rituali di corteggiamento… sapete quali? I sorrisini, le occhiate lanciate per caso per un’ora intera prima di essere notati, i movimenti delle spalle. No. Figurarsi. Loro si guardano e si amano. Direttamente. Come se Cupido in persona li avesse trafitti con una sua freccia. E per lei? Cosa ci si deve aspettare? Dovrà disabituarsi a respirare da sola, la bella e futura imprenditrice; d’altronde un giovane palestrato – che ha nel portafogli più soldi di quelli che io saprei mai solo immaginare – sa farlo per lei. Lui ha la mania del controllo – mica l’abbiamo già sentita, questa – e non gli sta bene che lei lo contraddica. La ama profondamente già dal primo incontro, ma su di lei ha le stesse pretese che ho io verso il mio PC: sapere sempre dove è e comandarne ogni azione. Quello puoi farlo, quello no, ma fidati lo faccio per il tuo bene: questo è il cardine della storia. Una delle fortune è che la coppia Hathaway/Landon ha un dialogo un po’ meno stringato della coppia Steel/Grey, benché non notare delle profonde somiglianze sia impossibile. Inoltre la Hathaway ha più rispetto per se stessa… e talvolta dice di no. E, udite udite, non viene nemmeno sculacciata per questo.

Entrambi hanno un bagaglio di sofferenze e problemi alle spalle… riusciranno a mandare avanti sia la loro storia, giungendo magari a compromessi, che le loro carriere senza che questo amore morboso offuschi le loro vite?

 

Mostra altro

Federica Cabras, "E non VISSERO FELICI E CONTENTI"

16 Agosto 2016 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #federica cabras

E non VISSERO FELICI E CONTENTI

Federica Cabras

Streetlib

pp 254

12,50

Un romanzo, questo E non VISSERO FELICI E CONTENTI di Federica Cabras, che disorienta sotto tanti punti di vista. Appartiene al genere noir ma sembra voler scavare nell’approfondimento psicologico. Parte da una premessa accattivante (e da un paio di capitoli in medias res che sono i migliori del libro e fanno ben sperare) per poi evolvere in qualcosa di inaspettato e diverso. È scritto con un linguaggio divertente ma che ha anche ambizioni letterarie. Alterna una narrazione fin troppo tradizionale con agili dialoghi (le visioni del protagonista maschile) che sono la parte più riuscita. Vuol dimostrare che da un atto malvagio può scaturire anche il bene ma lo fa mescolando a un’apparente leggerezza un’atmosfera mortuaria.

I protagonisti sono Eddie e Sandie, due coniugi che riportano alla mente certe coppie diaboliche della cronaca recente: Olindo e Rosa, Erica e Omar etc. Amori malati, dipendenza eccessiva e reciproca, una delle due figure che plagia l’altra fino a indurla al male, fino all’omicidio.

I due sposi vivono un rapporto tormentato, si sono allontanati psicologicamente dopo la morte in culla di una figlia, non hanno, però, mai smesso di amarsi di un amore malato che somiglia all’odio e che li terrà uniti fino alla morte e oltre. Lei è bellissima, fredda, egoista, calcolatrice, cattiva. Lui è debole e la subisce. Lei gli è infedele con un uomo che si dimostrerà pericoloso.

Ma la storia, che non posso svelare per intero, sebbene avvincente e scorrevole, non quadra, mostra delle incongruenze. Com’è possibile che una persona che fa di tutto per salvarsi dalla morte decida subito dopo di uccidersi?

Anche lo stile, come abbiamo detto, alterna momenti letterari ad altri comici, dialoghi serrati e moderni ad altri più banali. Le figure secondarie sono sviluppate in un modo che forse è eccessivo per il ruolo che ricoprono, come se si volesse rendere più corale il romanzo, senza però avere il coraggio di farlo fino in fondo.

Credo che l’autrice abbia bisogno di lavorare ancora, non solo di editing (c’è una serie di strani refusi che fa apparire il testo quasi tradotto da una lingua straniera) ma anche per liberarsi dalla zavorra che sembra frenarla. Parlo del fatto di non aver ben deciso quale strada prendere, se quella della storia di sentimenti o del thriller - per mescolare i due generi e farlo davvero bene bisogna essere Stephen King - e neppure quale stile adottare, se una narrazione effervescente che mal si sposa con il cupo e orrifico argomento trattato, oppure un linguaggio più elevato e poetico.

Se la Cabras saprà scegliere una delle due strade, senza mixarle indecisa - errore che riscontro in parecchi esordienti - raggiungerà senz’altro degli ottimi risultati perché le premesse per un buon incremento ci sono tutte.

Mostra altro
<< < 1 2 3 4 5