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case editrici

Concorso "Trame tra le mura"

10 Marzo 2016 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #concorsi, #case editrici

Concorso "Trame tra le mura"

Ci scrive Marco Frullanti della casa editrice Nativi Digitali:

"Sono Marco, scrivo in quanto responsabile della comunicazione di Nativi Digitali Edizioni (www.natividigitaliedizioni.it), casa editrice digitale (non a pagamento).

Sperando di fare cosa gradita, vi segnalo il concorso letterario social che stiamo lanciando: "Trame tra le mura"!


Si tratta di un concorso totalmente gratuito, aperto agli aspiranti scrittori: non c'è limite di generi o stili, l'importante è il tema: tutti i racconti devono essere ambientati interamente in un appartamento condiviso. La prima fase di selezione è "social" e relativa a un abstract, l'idea dietro il racconto, quindi tra i 15 vincitori che ci invieranno i racconti ne saranno selezionati 5 da pubblicare in un'antologia, con regolare contratto di pubblicazione.

Un appartamento condiviso tra vari coinquilini ne ha eccome di storie da raccontare... vi sfidiamo a immaginarvene una, con il nostro Concorso Letterario Social "Trame tra le mura"!

A chi si rivolge: a scrittori che vogliono raccontare l'esperienza della condivisione di un appartamento, senza limitazioni particolari di genere e stili narrativi. L'unico vincolo: tutto il racconto deve essere ambientato all'interno dell'appartamento. Le storie possono reinterpretare esperienze vissute dall'autore o da altri (nel qual caso, si prega di usare nomi fittizi e di non fare riferimento diretto a fatti e eventi reali) oppure essere totalmente finzionali. La partecipazione è completamente gratuita.

Per informazioni e tempistiche dettagliate del progetto: bit.ly/trametralemura "

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Prospektiva: un altro modo di parlare di libri

7 Marzo 2016 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #case editrici, #concorsi

Prospektiva: un altro modo di parlare di libri

Ci scrivono da Prospektiva:

"Finalmente Prospektiva: un altro modo di parlare di libri, studiato in Francia e Inghilterra
Dalla Francia e dall’Inghilterra c’è chi già sta tentando di imitare quello che un gruppo di amanti della lettura è riuscito a costruire in Italia. Strano a dirsi ma mentre si parla di giganti dell’editoria, è un piccolo che si fa strada con un modello di promozione della lettura assolutamente originale e innovativo. Si tratta di un progetto nato a Siena nel 1998 che oggi finalmente viene racchiuso in un unico sito: www.prospektiva.it
Prospektiva è un contenitore dove i libri vengono proposti in dieci festival letterari tra Toscana, Puglia, Calabria e Lazio; in televisione con Book generation; in libreria con le monografie; in particolari “contropremi” letterari e infine utilizzando i Bookcrossing e le contaminazioni enogastroletterarie per alimentare, oltre che la pancia, anche l’anima. Nutrimenti dunque che vedono coinvolti ogni anno decine di scrittori, giornalisti, editori e basta poco per capire che il progetto piace.
Tanti i nomi che sono saliti sui palcoscenici dei festival letterari: da Beppe Severgnini a Maurizio De Giovanni, da Alessandro Haber a Davide Riondino, da Lirio Abbate a Giuliana Sgrena, da Loriano Macchiavelli a Marco Malvaldi. Fino ad oggi in 57 edizioni di festival tra Cropani (Catanzaro), Barga (Lucca), Novoli (Lecce), Castiglione di Garfagnana (Lucca), Terracina (Latina), Civitavecchia (Roma) e Castelnuovo (Lucca), sono stati oltre 120 gli ospiti con editori come Sellerio, Longanesi, Mondadori, Giunti, Fandango, Chiarelettere e molti altri ancora.
Un progetto che vede coinvolti decine di collaboratori sparsi in tutta Italia e che ogni anno si ritrovano al Salone Internazionale del libro di Torino per fare il punto della situazione e parlare di festival, ospiti e libri. Tra questi Andrea Giannasi, Gianluca Pitari, Massimo Lerose, Piergiorgio Leaci e Maurizio Poli primi promotori di tanti momenti letterari.
Tutto questo è Prospektiva sostenuto da enti e dentro le “Città del libro” il progetto lanciato dal Centro per il libro e la lettura dal Ministero dei Beni Culturali."


Ecco il resto lo trovi qui:
http://www.prospektiva.it/

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Caro aspirante scrittore

4 Febbraio 2016 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #case editrici

Caro aspirante scrittore

Caro aspirante scrittore...

... ciò che fai - cioè scrivere - è un tuo bisogno insopprimibile; ti viene naturale, perché leggi ferocemente da quando hai imparato a sillabare.

Ormai hai affinato lo stile e appreso tutte le tecniche. Forse sei persino bravo. Ma devi sapere una cosa: come te ce ne sono milioni, tutti al tuo livello, tutti che considerano la scrittura una ragione di vita, tutti meritevoli. Attorno a voi si è formato un esercito di sciacalli travestiti da promotori culturali. Da tempo il business non è più sul libro che si vende, ma su quello che ancora non c'è. E vai con i valutatori, gli editor, gli organizzatori di premi, i creatori di siti per scrittori, gli stampatori, i rilegatori, gli insegnanti di scrittura creativa, gli agenti.

Proporrai il tuo romanzo alle case editrici importanti. Lo rifiuteranno a priori, salvo che tu non sia già famoso per altri motivi, che non rappresenti un fenomeno paranormale, o che conosca qualcuno molto in alto. Ti rivolgerai agli editori a pagamento. Ti spenneranno per non stampare neanche una copia del libro, o per stamparne un centinaio che finiranno al macero.

Opterai per editori tanto onesti da non chiederti un versamento. La tua opera non verrà distribuita e le librerie si rifiuteranno di acquistarla. Dovrai comprarti le copie, il che equivarrà a sborsare un contributo, e dovrai sbatterti in qua e in là per venderle, come fossero pentole o asciugamani. Magari non sei il tipo per farlo, magari ti sembrerà di svilire il tuo lavoro e te lo vedrai morire fra le mani.

Ti orienterai sul self publishing, comodo per chi è timido e spiantato. Il tuo libro avrà un prezzo elevato a causa delle spese di spedizione. Non lo comprerà nemmeno tua zia. La gente spende volentieri 20 euro per una maglietta che mette sì e no due volte, ma non per un romanzo costato anni di sudore. Nel frattempo, però, il tuo libro sarà considerato edito, persino senza codice ISBN, e gli editori importanti, che hanno solo da guadagnare boicottando l'autopubblicazione, si rifiuteranno di esaminarlo. (Se, però, miracolosamente, dovesse diventare famoso, non si farebbero certo scrupoli a cooptarlo). Sempre per lo stesso motivo, non potrai più partecipare a premi letterari per inediti. E forse neppure per editi. Insomma il tuo testo non sarà più né inedito, né edito, né carne, né pesce.

Ah, e ricordati che, se per caso hai più di quaranta anni, la maggior parte dei premi importanti ti è preclusa. Magari non li avresti vinti lo stesso, ma che almeno ti lasciassero tentare.

Ripiegherai sugli amici, rilegando amorosamente manoscritti da donare a Natale. Dopo mesi di silenzio, ti arrischierai a chiederne notizia. Diranno che hanno avuto troppo da fare per leggere la tua roba. Dopo, né tu né loro farete mai più cenno alla cosa.

Questo, caro aspirante scrittore, è il futuro del tuo romanzo, resterà un'immagine di copertina che invecchierà con te, che verrà a noia a tutti e pure a te che l'hai scritto.

Tu, se ti va, scrivilo lo stesso. Tanto, in casa, la carta igienica fa sempre comodo. Poi fatti recensire molto, soprattutto da chi ne sa meno di te, tappati il naso se nella critica trovi errori di ortografia e svarioni culturali. Iscriviti a tutti i gruppi Facebook dove si parla anche solo lontanamente di libri. Ricordati di frequentarli ogni giorno, salutando sempre col doveroso rispetto l'amministratore/amministratrice, inserendo cuori, fiori, peluche, tazzine di caffè fumante al mattino e camomille serali, elargendo baci a profusione, informandoti sulla salute di cani e gatti di tutti i partecipanti. Se danno un party per l'ennesimo iscritto, sii il primo, alle cinque del mattino, a brindare con lo spumante virtuale e a far esplodere petardi on line. Stralcia dal tuo libro frasi a effetto, che le tue amiche possano scrivere sul loro diario segreto e condividere nelle loro bacheche.

Non dire mai quello che pensi davvero, clicca su mi piace fino ad avere il crampo da mouse, anche se ti viene da vomitare, lecca con dovizia e intensità i culi giusti, pubblicizza libri altrui che ti fanno schifo. Se qualche scrittrice di provincia racconta di "scapoli impertinenti", o di "afferrati delitti" tu afferma che sono licenze poetiche di un nuovo stile tardoromantico-analfabeta che si sta sviluppando, e all'ennesimo maschio infoiato che descrive orgasmi d'improbabili casalinghe in fregola, parla di aspetti dionisiaci e di gnosticismo, senza dimenticare, mi raccomando, un riferimento al matriarcato di Bachofen.

Mostrati sempre entusiasta di tutto ciò che dicono i blogger letterari di un certo peso, specialmente quelli che leggono Tolstoj tutte le sere prima di dormire, e, se affermano che Dante Alighieri era un emergente da stroncare sul nascere e che Leopardi scriveva roba spassosa, tu trova qualcosa a sostegno delle loro opinioni.

Fai passare il link del tuo libro dalle 400 alle 500 volte al giorno, con intervalli di 6 minuti esatti fra un passaggio e l'altro.

Tagga tutti, ma proprio tutti, anche l'amico salumiere, anche l'autostoppista conosciuto ad Agosto in Sardegna, anche il contatto di Los Angeles che a quest'ora dorme ma non si sa mai, magari soffre d'insonnia.

Se muore un oscuro poeta minore dell'Uzbekistan, condividi versi delle sue impenetrabili poesie, definendolo una "perdita incolmabile" per la cultura mondiale, mostrandoti personalmente affranto. Parla di lui come se fosse di famiglia, rimpiangi i bei vecchi tempi quando tu e lui vi prendevate un caffè sotto la porta di Brandeburgo parlando insieme di Majakovskij.

Fotografa il tuo libro in tutte le posizioni, graziosamente contornato di piante, languidamente adagiato fra cuscini, devotamente sotto la foto di padre Pio o, meglio ancora, del Papa. Se hai uno scaffale ben fornito di libri e magari pure la fortuna che il tuo cognome inizia con la M, immortalalo fra Manzoni e Moravia. È consigliabile anche infilarlo di nascosto nella vetrina della libreria più importante della tua città, scattargli una foto col cellulare accanto al best seller milionario del momento, poi ritirarlo prima che la commessa se ne avveda.

Se ti è possibile, muori. Fa sempre un certo effetto e attira simpatie e consensi.

Ti diranno: "Continua scrivere, sarebbe un peccato, hai lì il tuo sfogo, la tua arte, la tua creatività."

Sì, certo, ma per cosa, per chi? La risposta più banale è per te stesso. Ma non si scrive per se stessi, forse nemmeno il diario. Si scrive per incanalare le emozioni, arginarle e organizzarle in un tutto organico che diventa creatura, nuova vita, mondo secondario. Si scrive per rileggere dire: "Porca troia, che bello 'sto pezzo ma l'ho buttato giù in trance?", si scrive per dare origine a una storia e a dei personaggi che prima non c'erano e ora ci sono e ci saranno per sempre, personaggi che hanno spessore morale e densità fisica. Si scrive soprattutto riscrivendo, con fatica certosina, limando fino a raggiungere il rigo finale, quello cristallino, musicale e dato una volta per tutte, quello che, quando lo rileggi anche a distanza di anni, ti fa ancora vibrare.

Però, viene da chiedere, a che ti serve oggigiorno scrivere un romanzo? Chi lo leggerà, a parte tua madre, tua sorella, e i tuoi cari, gentili, compassionevoli amici di Facebook, per altro sempre meno perché con i nuovi diari, le impostazioni di privacy, le liste, ormai più contatti hai meno visibile sei?

Di là dalla pubblicazione, dalle vendite, dai premi letterari, dalle recensioni, dai litblog, dalle riviste cartacee e on line, dalle Pagine Facebook dedicate alla narrativa, dai siti specializzati, dai corsi di scrittura creativa, dagli editor e degli editing a pagamento e non, dai Saloni del Libro, dalle conferenze, dai meeting sui libri e su chi parla dei libri e su come parlare di chi parla dei libri, etc etc, che senso ha un nuovo romanzo in questa massa informe di scrittura, di testi belli, brutti, orrendi, così così?

Chiunque metta su carta un pensiero o una fantasia sessuale ora si sente autorizzato a pubblicare, a diffondere, vista la facilità del mezzo, chiunque pianti un rigo su un foglio bianco, lo corredi di punti esclamativi o di sospensione a indicare emozioni che non è capace di esprimere, si crede così poeta da partecipare al famoso premio del Caciocavallo di Vattelappesca. L'illusione di essere narratore, poeta, giornalista, critico, ti afferra solo perché sei in grado d'inserire un pezzo su Wordpress o su Blogger, così come, eoni fa, t'immaginavi Hemingway solo a possedere una macchina per scrivere.

Insomma, più che ti addentri in questo mondo, più la materia gonfia, si dilata, si disperde, diventa amorfa e autoreferenziale. Chi ti sta parlando ne è un esempio a tutti gli effetti ma, almeno, ne è un esempio consapevole e dubbioso.

Come emergere, dunque, come distinguerti addirittura dagli omonimi, dai cloni che proliferano? Come assicurare alle tue innocenti creature il diritto di vivere, di prendere forma negli occhi e nella mente di un lettore?

E ciò che tu, autore, hai scritto, che valore ha? È bello, è mediocre, è mainstream, è letteratura, è poesia, è una boiata, è spazzatura? Perché qualcuno dovrebbe leggere il tuo romanzo piuttosto che quello di un altro, piuttosto che quello di milioni di altri? Ed ha ancora un senso scrivere in questo magma senza più filtro, sapendo di essere una goccia nel mare, di lanciare un messaggio in bottiglia?

Ecco io, non ho una risposta. E tu?

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Nasce Atlantide, nuova casa editrice indipendente

25 Novembre 2015 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #case editrici

Nasce Atlantide, nuova casa editrice indipendente

"Nasce ATLANTIDE Un nuovo modello editoriale e culturale. Fuori dal tempo – Fuori dai format –Fuori dalle convenzioni.

Dieci titoli l’anno. 999 copie per ciascun volume. Esclusivamente nelle migliori librerie indipendenti e su abbonamento. Sono queste le caratteristiche della neonata casa editrice indipendente romana ATLANTIDE che ha come direttore editoriale Simone Caltabellota, già direttore editoriale di Fazi Editore e di Lain con alle spalle milioni di copie vendute.

ATLANTIDE nasce come progetto indipendente e libero portato avanti da tre scrittori (Simone Caltabellota, Gianni Miraglia, Flavia Piccinni) e da un direttore di produzione dalla lunga esperienza nel mondo editoriale (Francesco Pedicini). Nasce dal rifiuto dell’attuale produzione abnorme e dettata dalle mode dell’editoria di oggi per restituire il senso più profondo dei libri, e dell’editoria più visionaria e attenta alla cura artigianale.

Non è in crisi il libro – spiega il direttore editoriale Simone Caltabellota - ma il sistema editoriale che lo veicola. In questi tempi di produzione frenetica e spesso casuale il libro non è più il centro del lavoro editoriale. ATLANTIDE intende invece recuperare la centralità dei testi e delle storie, e il senso più profondo del loro essere fuori dal tempo oltre ogni meccanismo produttivo consolidato”.

Per questo, Atlantide pubblicherà opere di assoluto valore letterario, scientifico, artistico e filosofico, capolavori dimenticati e testi destinati a diventare i classici di domani, in tirature limitate e numerate distribuite attraverso una rete di librerie fiduciarie indipendenti e direttamente da internet.

Vogliamo creare un canale preferenziale con i nostri lettori – continua Caltabellota -. Per questo pubblichiamo solo 999 copie per ogni libro, e ogni copia è numerata. Non andremo né su Amazon né nelle grandi catene. Desideriamo che i lettori ci vengano a cercare, che si confrontino con noi, che partecipino agli incontri che organizziamo nelle nostre librerie fiduciarie, che ci consiglino, che diventino parte di una comunità editoriale aperta che punta solo a fare libri di qualità. A breve lanceremo anche un crowdfunding online, così chi vorrà sostenerci potrà farlo e in cambio riceverà non solo i nostri libri, ma anche tutto ciò che ci ha aiutato a costruirli, dai giri di bozze alle cianografiche”.

I primi libri di ATLANTIDE, già ordinabili presso il sito dell’editore www.edizionidiatlantide.it, saranno in librerie indipendenti e selezionate all’inizio di dicembre. I primi tre libri sono il saggio storico-critico di Adriano Tilgher Filosofi Antichi, uno dei capolavori dimenticati della letteratura americana del Novecento, Ritratto di Jennie di Robert Nathan e una graphic novel ante litteram, Tomaso di Vittorio Accornero, splendido romanzo illustrato degli anni Quaranta. I testi, numerati da 1 a 999, sono tutti caratterizzati dalla grande cura editoriale, e sono stampati su carta Aralda da 100 gr. della cartiera Favini, con copertine stampate su cartoncino Chagall bianco da 260 gr. delle cartiere di Cordenons. Fanno parte di Atlantide: Simone Caltabellota (direttore editoriale), Francesco Pedicini (direttore commerciale), Gianni Miraglia (marketing manager) e Flavia Piccinni (responsabile redazione).

Intervista al Direttore Editoriale Simone Caltabellota che, dopo aver scoperto casi editoriali come Melissa P. e J.T.Leroy e aver venduto milioni di copie, adesso punta a venderne 999. Dodici titoli l’anno. 999 copie per ciascun volume. Esclusivamente in librerie indipendenti e su abbonamento.

Simone Caltabellota, come nasce ATLANTIDE?

Atlantide nasce dall'incontro di alcune persone: Flavia Piccinni, Gianni Miraglia, Francesco Pedicini e il sottoscritto. Il fatto di essere amici è stato un elemento importante per decidere di creare insieme una nuova casa editrice, ma evidentemente il punto di partenza è stata la comune consapevolezza che il modello editoriale, commerciale e distributivo che abbiamo conosciuto e che è esistito dagli anni Sessanta fino a oggi, adesso non esiste più. E, anzi, non ha più ragione di esistere se non per gli agglomerati (come del resto è accaduto già per la discografia). Non credo nemmeno che sia necessariamente un male, semplicemente è così. ATLANTIDE nasce da questa consapevolezza e dal desiderio di immaginare un modello diverso, al cui centro siano di nuovo i libri e i lettori, e non il meccanismo distributivo e di diffusione di massa per il quale ciò che accade è che quanto si pubblica è sempre di più qualcosa che si avvicina molto all’idea di “format” per genere, “personaggio” promuovibile, tendenze di mercato, penso per esempio alla recente moda dei libri nati da canali youtube. ATLANTIDE guarda certamente alla nostra tradizione letteraria ed editoriale degli anni Trenta, ma allo stesso tempo non solo non è “nostalgica”, ma semmai visionaria e fuori dal tempo.

Qual è l’obiettivo di Atlantide?

Vogliamo recuperare il rapporto con i lettori. Non mi vergogno di dire che dopo aver venduto milioni di copie con JT Leroy, Melissa P. e Stephenie Meyer (libri che continuo a considerare vere e proprie avanguardie di sensibilità, che segnalavano e rendevano visibile e tangibile il sentimento del tempo, non lo seguivano sulla scia di altri successi del genere), ora punto a trovare 999 lettori per ogni libro.

Che cosa pubblicherà ATLANTIDE?

Pubblicheremo dieci-dodici titoli all’anno a partire dalla fine di novembre, due o tre nuovi titoli ogni stagione, in edizioni di pregio e tirature limitate e numerate che diffonderemo direttamente in alcune delle migliori librerie indipendenti d’Italia (all’inizio una sessantina) senza passare attraverso la distribuzione tradizionale, e soprattutto senza essere presenti in librerie di catena. Quindi niente Feltrinelli, Mondadori, Giunti né su Amazon. Ad aprile-maggio del 2016 pubblicheremo, in una tiratura maggiore, la nostra prima autrice contemporanea, NADA, che da vera rocker indipendente ci ha scelto per il suo nuovo romanzo.

Visto che non sarete sui network tradizionali, dove sarà possibile comprare i libri di Atlantide?

Abbiamo già iniziato una raccolta abbonamenti, proponendo come crowdfunding il preacquisto di tre, sei o dieci libri: i risultati sono straordinari. Si stanno abbonando moltissime persone, lettori diversissimi tra di loro, ma accomunati dalla medesima difficoltà di trovare in libreria libri davvero interessanti e originali, e anche vari intellettuali, artisti e scrittori.

È possibile ordinare i libri sul nostro sito internet (www.edizionidiatlantide.it) oppure scrivere direttamente a abbonamenti@edizionidiatlantide.it

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