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Recensione: un thriller alla Simenon

3 Giugno 2013 , Scritto da Ida Verrei Con tag #ida verrei, #recensioni

Recensione: un thriller alla Simenon

NE CIVES AD ARMA RUANT

di Franca Poli e Giovanni D’Ippolito

Edit. Zona

Scrittura coinvolgente, capacità descrittiva,sottile abilità psicologica.

Sin dalle prime pagine, trascina verso la soluzione finale. Che non è la cattura del serial killer, ma la rivelazione amara di un dramma umano, il dramma di un’anima lacerata, di una mente che si rifugia in allucinazioni compensatorie.

Nel percorso di un’indagine accurata e minuziosa, ci si imbatte nell’inquietante realtà metropolitana, che è poi il luogo dell’alienazione, della devianza, delle solitudini che non si incontrano, ma urlano l’una contro l’altra.

È una scrittura di genere, un thriller con la tipologia del giallo alla Simenon, con figure bonarie, accattivanti di investigatori, che, nella loro normalità, nella loro quotidianità, ci assomigliano, ci sono familiari.

Il pregio della narrazione è, appunto, nella caratterizzazione dei personaggi. Soprattutto nell’abilità a delineare, attraverso il doppio percorso, delle indagini istituzionali e delle fantasie solitarie di un killer, la psicologia di una mente sconvolta che colloquia con i fantasmi, che vive un mondo che non le appartiene, che brancola nel dolore.

E così, nonostante il successo delle indagini, quello che alla fine ti resta, è il senso di amarezza, di sconfitta, è l’umana “pietas” per la fragilità dell’uomo.

Un libro da leggere, da gustare, per chi ama il noir, ma anche per chi sa apprezzare la buona scrittura.

I. V.

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