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Radio Blog: Alessandra Corbetta

30 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #alessandra corbetta, #interviste

 

 

Oggi su Radio Blog ospitiamo Alessandra Corbetta, dottoressa in sociologia della comunicazione e dei media, che ci farà fare un viaggio nel mondo della poesia per la quale nutre una grande passione.

Alessandra ci aprirà un piccolo pezzo della sua personale biblioteca parlandoci di due testi poetici, ma anche di un interessante saggio accademico.

 

Nell'ordine ci parlerà di:
 

- Sociologia della tecnica e del capitalismo di Lelio Demichelis - Edizioni Franco Angeli
- Essere gli altri di Alessandra Corbetta - Lietocolle edizioni.
- La natura del bastardo di Davide Rondoni - Libri Mondadori

Per conoscere meglio Alessandra andatela a trovare sul sito: https://www.alessandracorbetta.net/

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese
Musica:www.bensound.com
Per contattarci: 
radioblog2017@gmail.com

 

 

 

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Kaftano, che passione!

30 Novembre 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #daniela lombardi, #cinzia diddi, #moda

 

 

 

 

 

Spesso si considera il kaftano un abito adatto soprattutto per il periodo estivo. Ma questo può anche essere un ottimo capo di abbigliamento per l’autunno-inverno.

Cinzia Diddi, che veste tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo, lo ripropone come un must have, non solo per le fortunate che trascorreranno le vacanze al caldo, ma anche per coloro che vogliono colorare le giornate invernali in città.

 Il kaftano è una scelta di gusto, noi lo proponiamo anche d’inverno, nella sua accezione più briosa.

Tessuti come tele di un pittore!!!

Floreale, colorato, bizzarro, elegante, un mix di amore per il bello e di comfort.

Consideriamo la Moda un divertimento e non un limite imposto dal peso, dalle misure e dalla taglia!

Amiamo fare sfilare anche donne con taglie più “normali” affinché il mondo della moda, che ha tanto impatto sull’immaginario collettivo e soprattutto sui giovani, sia di grande esempio e contribuisca a creare modelli reali e genuini da seguire, diversamente correrebbe il rischio di fare danni, imponendo una visione distorta della femminilità e della bellezza.

Ed ecco che "Curvy” per noi è “Cool”.

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Radio Blog: #caseeditrici SCRITTURA & SCRITTURE.

29 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #case editrici, #chantal corrado, #eliana corrado

 

 

Ancora una casa editrice ospite di Radio Blog.
Stavolta è il turno di Scrittura & Scritture fondata dalle editrici Chantal Corrado ed Eliana Corrado.
Con ironia e freschezza ci hanno raccontato il loro percorso, le difficoltà affrontate, i piccoli e grandi successi e soddisfazioni ottenuti.
Durante l'ascolto potrete vedre anche alcune delle pubblicazioni edite da Scrittura & Scrittura, il cui catalogo completo potete visualizzare cliccando su questo link :https://www.scritturascritture.it/catalogo-2/.
 

Vi auguro come sempre buon ascolto e....RESTATE SINTONIZZATI SU RADIO BLOG!

 

A cura di Chiara Pugliese
Musica:www.bensound.com
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Dietro le quinte televisive

29 Novembre 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #daniela lombardi, #cinzia diddi, #moda, #televisione, #interviste

 

 

 

 

 

Come nasce la Luxury Collection e a che pubblico si rivolge?

 

Tentazioni by Cinzia Diddi  è un brand di abbigliamento che ha sempre cercato di soddisfare le esigenze di una clientela esigente poiché alla ricerca del bello.

Per questo motivo il marchio della Casa di moda Toscana amplia le sue collezioni, creando abiti per chi ama vestirsi impeccabilmente.

In netta contrapposizione con la linea, “Tentazioni” dal gusto metropolitano, "Luxury" è la prima linea firmata direttamente e personalmente da me.

La Linea Cinzia Diddi fa parte della Luxury Collection ed è interamente dedicata al lusso e al “su misura”.

Un mondo parallelo dove protagonisti sono i tessuti ricercati e l’attenzione per il dettaglio.

 

Un abito della Luxury Collection  è stato indossato da Ilary Blasi, di abito è?

 

L' abito di Ilary Blasi è un tubino in paillettes color oro, è stato realizzato con un tipo pregiatissimo di tessuto. 

Le linee degli abiti sono pulite per la nostra LUXURY Collection, i volumi rigorosi. Ma la loro luminosità impareggiabile. All over di paillettes monocrome per  una mise così gioiosa e luccicante che relegarle alle sole feste sarebbe un autentico peccato mortale.

Il color oro è poi una scelta di gusto e di grande tendenza nell'autunno / Inverno 2018. L' Oro È PIÙ DI UN COLORE, È UN VERO E PROPRIO STILE. È elegante, rende preziosi, non è criticabile, non è identificabile con una stagione, dà sicurezza. È il vero passepartout. L'oro, protagonista indiscusso di questa stagione Autunno /Inverno, è la tinta che conquista e impreziosisce, detta tendenza street, dona subito un twist coraggioso ad ogni outfit

 

Ilary Blasi, come tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo è seguita da costumiste, che collaborazione nasce fra due figure personali come stilista e costumista?

 

Intorno a personaggi come Ilary Blasi ruotano molte figure professionali che lavorano in stretta collaborazione con il fine ultimo di esaltare nella sua interezza e valorizzare pienamente e a tutto tondo il personaggio. 

La Stilista disegna e fornisce l'abito in base alle richieste della costumista, la quale a sua volta collabora con autori e scenografi affinché tutto sia in linea con le precise esigenze del programma televisivo. 

L'abito deve risultare "televisivo" e contestualizzato. 

Compito della Costumista è abbinare l'abito ad accessori e scarpe.                            

L'effetto finale sarà un outfit sicuramente "discusso". 

Il risultato è garantito Solo se le figure professionali sono altamente referenziate.

 

 

Che effetto fa vedere una propria creazione in prima serata indossata da un personaggio come Ilary Blasi?

 

Svolgo il mio lavoro, che amo profondamente, con dedizione assoluta. 

Sicuramente non mi lascia indifferente essere scelta come Stilista da personaggi del mondo dello spettacolo per curarne e valorizzare l'immagine, ma se il lavoro si riesce a farlo diventare PASSIONE VIBRANTE, il successo e' il giusto e naturale epilogo. 

 

Cosa ne pensa nel complesso del look che sta sfoggiando durante questa edizione del Gfvip questa splendida donna?

 

La definirei una donna dall'indiscusso stile, dove intelligenza, strategia e studiati giochi di contrasti le fanno conquistare il centro della scena. 

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Arte al bar: GIAN LORENZO BERNINI "David"

28 Novembre 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #arte al bar

"David" di Gian Lorenzo Bernini e l'omaggio di Walter Fest"David" di Gian Lorenzo Bernini e l'omaggio di Walter Fest

"David" di Gian Lorenzo Bernini e l'omaggio di Walter Fest

 

 

 

Amici lettori della signoradeifiltri, bentornati per questa nuova puntata dedicata all'arte.
A quanto pare, finita la pioggia, ora ci aspetta il freddo e noi passeremo dalle bibite fredde al cioccolato caldo, un po' di dolcezza ci piace, ci fa ritornare bambini, e bambino vuol dire non pensare e non aver paura dei pericoli, vuol dire essere scavezzacolli e, sopratutto, sappiamo che i più giovani non amano dare ascolto ai consigli dei più grandi. Però da giovani molte volte si sbaglia, qualche volta ci si azzecca proprio perché l'audacia giovanile ti porta a rischiare senza riflettere, arrivando dove altri più razionali esitano, chissà, forse per il noto David contro il gigante Golia è stata la stessa cosa.

 

- E allora? (Gianni.)
 

- E allora va a finire che il giovane David ha sconfitto Golia senza la spada ma con una bella sassata, scagliata dalla sua fionda sulla testa del gigante.
 

- Parliamo dei tempi antichi, magari adesso si facessero le guerre con la mazzafionda! (Michele il tappezziere.)
 

- Lo so io quello che ci vorrebbe per risolvere le guerre... una bella partita a scopetta o a briscola! (Don Alfonso.)


- Ma no! Ognuno a casa sua, si lavora, ci si diverte e gli scambi commerciali si fanno in natura senza soldi, io do il petrolio a te e tu dai l'acqua a me, io ti do i pomodori e tu mi dai lo Champagne, io ti faccio fotografare il Colosseo e tu mi dai un po' di grano. (Mimmo il giornalista.)
 

- Ma come? Hai detto senza soldi! (Tonino il tassista.)


- Ma no! il grano che si mangia, eh!... Va bene, allora com'è andata la storia di David con la caramella Golia? (Mimmo.)


- E' finita che Gian Lorenzo Bernini realizzò una bellissima scultura, dove il ragazzo scapigliato è pronto nel lancio della pietra fatale, i suoi muscoli sono tesi ma non impauriti, le guance trattengono il fiato, lo sguardo infuriato non ammette nessuna pausa, è l'azione che sta per avvenire come il gancio improvviso e fulmineo del pugile sul ring. Golia, centrato in pieno, cade a terra come un sacco di patate, il ragazzino ha sconfitto il gigante che adesso non ride più.
 

- Dalla faccia il ragazzo sembra molto incazzato. (Gianni il barista.)
 

- Sì, certo, anche perché Golia lo aveva provocato di brutto, erano 40 giorni che cercava uno sfidante che non si mostrava per paura. Eh già, provateci voi a farvi menare da un colosso tutta forza e violenza, infatti Golia urlava per la vallata la sua prepotenza e, quando gli apparve il giovane David, lo prese in giro ridicolizzandolo senza però fare i conti con il coraggio e la sfrontatezza del ragazzo, che rifiutò spada e corazza per una fionda più leggera, veloce e letale.
La genialità dell'artista è stata nel fatto che non ha cercato di scolpire l'eroe bello e vincente ma ribelle e coraggioso, dinamico e sfrontato.
La statua del David, realizzata fra il 1623 e il 1624 da Gian Lorenzo Bernini, è di marmo ed è alta circa 1.70, è esposta a Roma alla galleria Borghese. 

L'artista aveva solo 25 anni ma già con una grande esperienza alle spalle, napoletano di nascita (Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680) si trasferì giovanissimo a Roma insieme alla famiglia, figlio di Pietro Bernini, uno scultore toscano abbastanza noto, che a Roma fece vivere al giovane, già predisposto all'arte per natura, la vita da cantiere, nel quale collaboravano, lavorando gomito a gomito, pittori, scultori, decoratori e le varie maestranze guidate da architetti, in un perfetto gioco di squadra, dove l'aria che si respirava era quella artistica e artigianale fra estro, tecnica e conoscenza dei materiali utilizzati per la realizzazione di importanti opere d'arte.
Gian Lorenzo Bernini, scultore, pittore, architetto, scenografo, commediografo, urbanista, grazie alla figura del padre entrò rapidamente negli ambienti romani più importanti, dove gli veniva commissionata - a lui, artista alla moda del tempo - una grande mole di lavoro, ricevendone enorme importanza e prestigio. Era un "raccomandato" ma di grande merito e valore, Roma senza di lui non sarebbe stata la stessa e il suo potere artistico nella città eterna cresceva di opera in opera, ma si sa che a volte il grande successo personale genera qualche invidia e gelosia e per il nostro artista arrivò un periodo difficile, perché, con la morte del suo mecenate, i suoi avversari di campo cercarono di metterlo in cattiva luce ma, grazie a Piazza Navona e alla sua fontana dei 4 fiumi, la carriera del grande artista riprese il volo, inoltre provate a pensare a Piazza S.Pietro senza l'abbraccio del colonnato che vuoto avrebbe.
Bernini sessantaseienne, all'apice del successo, si trasferì in Francia, richiesto dal re ma solo per il tempo di presentare dei progetti che non verranno realizzati, pertanto ritornò quasi subito a Roma per l'ultimo giro di giostra, la realizzazione delle 10 statue degli angeli collocate su ponte S.Angelo, un altro grande segno del passaggio di questo straordinario artista nella città di Roma.
Ormai anziano, una paralisi al braccio gli diede il colpo di grazia e, come per la mancanza di voce per un cantante oppure delle gambe per Leo Messi, Bernini, senza la manualità, si sentì perso, mantenendo, nonostante tutto, il suo carattere scherzoso e ironico. Nel 1680 venne sepolto a Roma nella basilica di S.Maria Maggiore, ormai la sua città sarebbe stata realmente eterna anche grazie alle sue opere.

 

- Certo che questo tipo è stato un grande lavoratore, eh! (Michele.)
 

- Beh sì, l'arte era la sua vita e in fondo era l'unica cosa che aveva fatto da sempre sin da bambino, forse non avrebbe saputo fare altro, l'arte aveva segnato il suo destino, nato da un artista, morto come un grande artista.
 

- Io dico che non desiderava fare altro, anzi si divertiva a fare il suo lavoro. (Mimmo.)
 

- Beh, adesso che facciamo? (Tonino.)
 

- Andate anche voi, tutti a lavorare! (Gianni.)
 

- Ci vorrebbe un mecenate. (Mimmo.)
 

- A me basterebbe una bella vincita alla lotteria. (Michele.)
 

Signore e signori del blog che vi fa sognare ad occhi aperti, mentre auguriamo a Michele di trovare il suo mecenate della lotteria, vi salutiamo e vi ringraziamo, torneremo la prossima volta con l'opera di una artista dagli occhi grandi.

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BÀRNABO DELLE MONTAGNE di Dino Buzzati

27 Novembre 2018 , Scritto da Valentino Appoloni Con tag #valentino appoloni, #recensioni

 

 

 

 

Si tratta di un breve romanzo di Dino Buzzati, pubblicato nel 1933 quando l’autore era ventisettenne.

La storia è ambientata in montagna e ha a che fare con vicende di guardaboschi, boscaioli, briganti; ci si muove davanti a scenari di grande suggestione, tra vette, crode, ghiaioni, foreste.

Il protagonista Bàrnabo emerge lentamente nel racconto in cui è centrale il vivere in mezzo a luoghi appartati, selvaggi, misteriosi. L’assurdo è parte della storia; una vecchia polveriera è posta tra le rocce, priva di chiara utilità dato che ormai è semivuota, ma alcuni uomini tra cui Bàrnabo sono messi di guardia, nel freddo delle solitudini di alta quota.

Il tempo passa lentamente, ma passa non senza far male: “Intanto viene giù la polvere (..) C’è n'è sui libri vecchi, sui cornicioni, sui mobili e dentro all’orologio a quattro quadranti che è in cima al campanile di San Nicola. Il campanaro tende qualche volta, di notte, le orecchie; gli pare che l’orologio ogni tanto si metta ad ansimare”.

Ci sono rare ma drammatiche incursioni di banditi che colpiscono e fuggono, ma di loro si sa pochissimo. Da dove vengono? Da oltre confine forse, ma risultano imprendibili, lasciando una scia di sangue dopo ogni scorribanda. Suoni misteriosi, indecifrabili, inquietanti riempiono le valli; questi posti sono la patria di Bàrnabo che solo qui può stare bene e si sente tenuto a riscattare un grave atto di viltà, tornando tra le montagne in cui è cresciuto dopo un periodo anonimo passato in campagna.

Buzzati, al suo primo romanzo, dimostra già di avere nella sua faretra le sue armi migliori; il mistero di vicende fuori da epoche precise, il senso dell’attesa, lo scorrere lento delle cose che lascia ferite sull’anima.

Sono però armi ancora grezze, testate senza convincere del tutto e lo stesso finale lascia qualche dubbio. Comunque la strada verso il capolavoro di qualche anno dopo, Il deserto dei tartari, è già tracciata.

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Radio Blog: #caseeditrici Catartica Edizioni

26 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #case editrici

 

 

 

"Editoria indipendente nel caso della Catartica Edizioni è sinonimo di originalità, ma anche di qualità. 
Un progetto (si legge nel manifesto editoriale) indirizzato principalmente, ma non in maniera esclusiva, alla Sardegna, della quale si intende raccogliere e valorizzare le principali tematiche che ne animano il dibattito socio-politico e culturale".

 

Continuiamo il ciclo di puntate dedicato alle case editrici con Catartica Edizioni, fondata dagli editori Giovanni Fara e Daniela Piras.
 

Buon ascolto!
 

A cura di Chiara Pugliese.
Musica: www.bensound.com

Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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"L'anello magico" di Italo Calvino

26 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #audioletture, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni, #filippo carrozzo

 

 

 
Con grande piacere oggi vi facciamo conoscere l'attore e doppiatore Filippo Carrozzo, vincitore del Festival del Podcasting 2018 con le sue Fiabe in carrozza.
Su Radio Blog vi proponiamo la fiaba "L'anello magico" di Italo Calvino, impreziosita dall'illustrazione di Eva Pratesi .
 
Se volete ascoltarne altre e conoscere meglio l'attività di Filippo, visitate il sito www.filippocarrozzo.com.
 
Buon ascolto!
A cura di Chiara Pugliese.
Illustrazioni di Eva Pratesi - www.geographicnovel.com
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Radio Blog: La lettrice geniale

25 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #blog, #interviste, #elena giorgi

 

 

 
"Ho fondato questo blog per invogliare le persone a leggere un po' di più e a scoprire anche delle piccole case editrici che hanno dei cataloghi magari meravigliosi, ma sconosciuti".
 
"Preferisco parlare e scrivere solo di ciò che mi piace, condividere e diffondere il bello".
 
E prosegue senza sosta e con grande entusiasmo il viaggio attraverso i blog letterari. Oggi converserò con La lettrice geniale Elena Giorgi e sarà una chiacchierata molto variegata ed interessante, sia per lettori che per aspiranti scrittori. Tra i progetti che Elena ha in cantiere c'è un gruppo di lettura in partenza a Milano a gennaio 2019 che si chiamerà "Absolute beginners", completamente dedicato ai libri di scrittori esordienti italiani. La sede sarà una nota libreria milanese La Scatola Lilla di Cristina Di Canio. Nel gruppo si parlerà di libri spiegando anche come fare a pubblicarli, quindi tenete d'occhio questa interessante opportunità!!
 
I libri che Elena ha scelto di raccontarci sono:
 
- I cancellati di Miha Mazzini - Bottega Errante
- Nel nostro fuoco di Maura Chiulli - Hacca Edizioni
- L'ultima volta che siamo stati bambini di Fabio Bartolomei - Edizioni E/O
 
Buon ascolto!
 
A cura di Chiara Pugliese
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com

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Nizar Qabbani

25 Novembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #le suggestioni di franca, #il mondo intorno a noi

 

 

 

 

Trovo riduttivo per il genere umano che una giornata di non violenza contro le donne debba essere istituita quasi per legge, quando dovrebbe essere insito nell'animo, nel cuore di tutti uomini, l'amore e il rispetto per la donna. È per questo che dedicherò proprio a un uomo il mio giorno della non violenza.

E precisamente a Nizar Qabbani un grande poeta, forse il più grande del mondo arabo, nato in Siria, a Damasco, nel 1923. La sua gioventù fu segnata da un tragico evento che toccò la famiglia di origine, quando la sorella si suicidò per non dover sposare un uomo a lei destinato ma che non amava e non voleva. Da quel momento in lui scattò la molla che lo rese per tutta la vita attento osservatore, instancabile interprete e coraggioso difensore della causa della libertà delle donne, che, soprattutto nei paesi arabi, sono vittime di un controllo sociale, non solo familiare, e di imposizioni autoritarie e patriarcali tendenti ad annullarne la personalità e a soffocarne la libertà.

 

"Cerco di disegnare una città dell’amore

priva di vincoli

dove le donne non vengano immolate

e il loro corpo addomesticato...”

 

Qabbani fu poeta della grande semplicità, diretto, spontaneo, amante di un linguaggio usato nel quotidiano che potesse giungere a tutti, anche agli orecchi più umili, i suoi versi cantano la bellezza del corpo femminile e dell’amore, scegliendo un linguaggio vicino a quello parlato nelle case e nelle strade e usando immagini di impatto emotivo.

 

...Il tuo amore mi ha insegnato a comportarmi da bambino

a disegnare il tuo viso col gesso sui muri,

sulle vele dei pescherecci...

 

Le sue poesie si diffondono a macchia d'olio, venivano e vengono lette da tutti nei caffè, nei parchi, agli angoli delle strade e nelle case.

Nel 1981 un altro terribile evento luttuoso lo colpì, la moglie perì, coinvolta in un attentato in Libano. Il mondo che ancora una volta si accanisce contro gli esseri più delicati e gentili che lui ama e canta nelle sue poesie. La sua voce divenne eloquente protesta del mondo arabo e delle sue lotte politiche. E’ stato un poeta nazionalista, ma attaccava anche i dittatori arabi e la mancanza di libertà. Ha lasciato poesie, scritti di giornalismo e saggi, notevole  anche la bibliografia in italiano.

Qabbani aveva espresso un desiderio: “Voglio che, dopo la mia morte, il mio corpo venga trasportato e sepolto a Damasco, con la mia gente. Damasco è il grembo che mi ha insegnato la poesia, la creatività. Io voglio tornare a casa come un uccello torna a casa e come un bambino torna al seno di sua madre”.

Quando a Londra,  il 30 aprile del 1988,  morì a 75 anni, il presidente siriano Hafen Al-Assad, che due mesi prima aveva deciso di intitolargli una strada nel quartiere più prestigioso di Damasco, si adoperò per il trasporto del feretro in città. Il suo funerale  fu celebrato il 4 maggio, nella Badr Mosque. Una folla numerosa partecipò alle esequie, le cifre ufficiali parlano di oltre diecimila persone, ma la cosa più eclatante fu la partecipazione femminile, poiché alle donne era vietato prendere parte a queste imponenti cerimonie pubbliche. Il grande impegno del poeta nei loro confronti, l'esaltazione della bellezza e dell'amore per loro,  diede alle siriane la forza e il coraggio di condividere in mezzo agli uomini, con gli uomini, più forte degli uomini, quel giorno di grande dolore.

 

LETTERA DA SOTTO ACQUA

 

Se sei mio amico aiutami

a fuggire da te

Se sei il mio amore

liberami da questa situazione

 

Se avessi saputo che l'amore è così pericoloso

non mi sarei innamorata

Se avessi saputo che il mare è così profondo

non sarei mai andata a nuotare

 

Se avessi immaginato la fine

non avrei mai iniziato

 

Ho nostalgia di te

Insegnami a non averla

Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo

Insegnami come muore la lacrima sul viso

Insegnami come muore il cuore e a uccidere il desiderio di vederti

 

Se sei un profeta

liberami da questo incantesimo.

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