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Polonia Suwalki

3 Gennaio 2022 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #sport, #racconto, #vignette e illustrazioni

Polonia Suwalki

 

Amici lettori, eccoci catapultati nel nuovo anno, come sarà questo 2022? Lo ignoro, ma sono ottimista e spero diventi migliore dei precedenti. Pertanto a voi, che ci seguite fedeli e appassionati, facciamo il nostro fervido e sincero augurio di buon anno. Vada come vada, noi cercheremo di impegnarci perché sia buono davvero.

Molto bene, sicuramente ricorderete che tempo fa vi parlai di un progetto artistico riguardante il mondo del football. Ebbene, dovete sapere che a Suwalki, una cittadina della Polonia, in un quartiere imprecisato, c'è una strada chiusa. Sul muro di fondo la porta del calcio è stata dipinta con vernice bianca. I ragazzi hanno scelto questo spazio per giocare perché ai lati ci sono solo alcuni box o botteghe e quindi la palla non può uscire in strada rotolando tra le automobili. Ha nevicato, il terreno potrebbe essere scivoloso ma per questo sarà  più divertente. Il muro è alto e qualcuno ha disegnato delle scritte sulla parete grezza, magari per farlo sembrare un vero stadio. Con la vostra fantasia non vedete i giocatori? Giocatori di calcio? Sì, perché a breve è qui che si svolgerà una partita fra due squadre speciali. Io e Mario il fantasma racconteremo la cronaca dell’incontro. Mario? Un fantasma? Per chi non mi conosce, quando scrivo tutto può succedere…

- Walter, sono pronte le squadre che ti ho procurato, non ti preoccupare, si gioca per divertimento, ma più tardi possiamo avere altro cioccolato?

- Ehi Mario, ma non ti farà male?

- Abbiamo tanto bisogno di ridere, e poi a noi fantasmi il cioccolato aggrada molto.

- Penso di non poter raccontare tutto questo in giro.

- Oh sì, certo che puoi. Allora andiamo?

E così, io e Mario abbiamo portato in Polonia una squadra di fantasmi. Sul campo di calcio improvvisato che ho dipinto, se la vedranno con dei ragazzini del posto.

Ha nevicato ma il campo  fortunatamente è praticabile. Ben schierati da una parte i ragazzini polacchi, con le guance rosse, i calzoni corti e la faccia sfrontata di chi non vuole perdere, di fronte gli avversari, una squadra di fantasmi amici di Mario, alcuni anzianotti, altri un po' meno. Va detto che è davvero una squadra di pivelli alla "viva il parroco" ma vogliono divertirsi e, in fondo, non ci stanno a perdere neanche loro. Ce la metteranno tutta per fare bella figura.

- Ok ragazzi, mettiamo la palla al centro e iniziamo a giocare, al termine cioccolata calda per tutti.

- Ehi Walter, vuoi fare l'arbitro?

- Non ci penso proprio! Mica avete bisogno di un arbitro. E poi voglio godermi la partita!

La partita è iniziata, le due squadre si affrontano come se stessero giocando la finale di coppa del mondo, sonore risate si mescolano agli incitamenti a passare la palla, fiocca anche qualche parolaccia per un passaggio sbagliato o per un duro colpo ricevuto. Tutti corrono  spensierati a perdifiato con l'unico obiettivo di vincere e divertirsi, i ragazzi polacchi sono più forti ma i fantasmi se la cavano con qualche piccolo colpo di magia. Da una parte e dall'altra ci vorrebbe un pallottoliere, i gol non si contano più e la partita rimane in parità. 

Sembra una gara senza fine ma il gioco termina quando un ragazzino calcia la palla così in alto, ma così in alto, da raggiungere il cielo. Come per incanto, quel pallone rimbalza sulla luna che si accende e illumina tutte le stelle più belle. Il cielo pieno di stelle è bellissimo, davanti a questo spettacolo tutti si fermano a bocca aperta con il naso all'insù.

- Ehi Walter, abbiamo finito la partita, ci siamo divertiti un sacco, ora puoi portarci del cioccolato, sbrigati che abbiamo bisogno di dolcezza!

- Certo, sto arrivando... Non vuoi il tè caldo prima?

- No, per favore, solo cioccolato e... anche un sacco di biscotti, sbrigati che abbiamo fame!

Amici lettori, ora c'è un problema, per favore non spifferate l’inghippo: mentre guardavo la partita ho sgargarozzato tutta la cioccolata da solo, qualcuno di voi può aiutarmi?

-Ehi, ragazzi sul campo di calcio, tranquilli, ho ordinato la cioccolata per telefono, via mail, via megafono, via telefax, insomma, tranquilli, sta arrivando.

Cari lettori, che disattenzione! E adesso? Ho molta fantasia ma come posso risolvere la questione? Idea!  Chiamo la Befana, ci penserà lei a portare la cioccolata, va tutto bene quel che finisce bene, lasciamo i ragazzi su quel campo di calcio improvvisato in Polonia e speriamo che la vecchina si sbrighi a portare il cioccolato e non dimentichi i biscotti. Io e Mario andiamo a preparare la prossima partita, vi porteremo in Irlanda del Nord, amici lettori, ancora buon 2022: passarlo insieme a voi sarà sempre un piacere.

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Buon Natale!

23 Dicembre 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #unasettimanamagica

 

 

 

 

Buon Natale a tutti, belli e brutti, poveri e ricchi. Ché poi i poveri sono ricchi e i ricchi poveri. Buon Natale ai naviganti, ai ballerini, a chiunque ancora sogna. Buon Natale a tutti perché servono come l'aria la gioia, l'amore, la cordialità e la comprensione. Buon Natale a uomini e donne, a uomini uomini e donne donne, a un po’ uomini a un po’ donne, a un po’ donne un po’ uomini, ma va là che importanza ha? Buon Natale a chi non tiene fede, a chi non crede, a chi è sfortunato come Paperino e a chi è fortunato come Gastone. Buon Natale ad Alberto da Mario er benzinaro, a Maria da Michele er tappezziere. Buon Natale a chi impreca, spinge, suda, soffre pedalando tutto il giorno e a chi speranzoso guarda al cielo per pietà. Buon Natale a chi sta’ lassù e a chi soffre quaggiù. Buon Natale a tutta l’anima de li mortac… vostra. Io so' pazzo, lo ammetto, ma pazzo per la vita che è bella. Allora buon Natale a chi ogni giorno disperato si attacca al caxxo. So' paonazzo, nun jela faccio più e allora sempre di più, ostinatamente, con tutto il cuore, Buon Natale a tutti voi, per questa festa che da sempre è piena di colore e non per finta. Sbaglia chi crede che sia falsa, solo uso, consumo e doppia faccia. Buon Natale va al di là della fede religiosa, Buon Natale è fraternità, una spinta a essere migliori, uno schiaffo a essere meno egoisti, una botta al cuore per dire quella parola che non si riesce a dire mai, un calcio al culo per sorridere, ridere, eh, già, che ce vo'? Voglio, vi auguro, insisto, ve lo chiedo come una preghiera, di ridere anche se piangere volete. E allora Buon Natale a chi non ride mai, Buon Natale a chi forza non ha, Buon Natale ora più che mai dopo anni di avversità. Buon Natale, che oltre la collina c’è la felicità.

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Inciucio cinese a Natale

22 Dicembre 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #unasettimanamagica

 

 

 
 
 
Amici lettori, siamo quasi a Natale e sto vivendo un momento particolare della mia vita. Nella jungla di idee, progetti, sogni straripanti dal cassetto - sogni che non li sogni manco se ti bevi una bottiglia intera di Maraschino - insomma, cari amici lettori, mi occorre un approccio, un'occasione, un appiglio. Devo guadagnare un po’ di soldi per andare alla settimana bianca natalizia con la mia fidanzata settantacinquenne Amanda Lur, vestirmi da babbo Natale per il circolo dei vecchietti arsenico e tutto merletti, e poi portare tutti nudi a fare il bagno nelle acque del laghetto termale. Ma sono in panne. Per fortuna in soccorso arriva a lei, la mia amica Bibbi.
 
- Tranquillo, vado io a trovare quello che ti serve quando porto a spasso il mio pappagalletto Pippetto.
 
In un quartiere di Roma Est sembra che ci siano molti negozi cineseggianti, magazzini di articoli vari solitamente a buon prezzo. Bibbi va spesso a passeggio con il pappagalletto sulla spalla proprio da quelle parti e io ho bisogno di un certo numero di cover per i telefonini. Intendo dire, volete una cover personalizzata? La volete a colori? La volete pittata in modo che, quando tenete fra le mani il vostro cellulare, lo squillo o la navigazione in rete siano gioiosamente e cromaticamente intonati? A Natale volete fare un vero regalo originale? Bene, ci penso io, solo io posso darvi il colore che avete sempre desiderato ma che non avete mai trovato. Ma per tutto ciò necessita trovare le cover dei modelli di telefono in circolazione a un costo contenuto, per impiastrarli con i miei colori. A quanto pare  Bibbi mi aiuterà nella ricerca.
Al civico 48 c'è un magazzino la cui facciata è a a forma di pollo in frac addobbato con tutte le palline di Natale rosse e gialle e lo si può pure immaginare a forma di pagoda. Comunque, la mia complice ha deciso di andare mercoledì. Inizialmente mi sono gasato dall'idea della risoluzione dei miei problemi ma poi sono stato per rinunciare, pensando a Bibbi da sola in un grande magazzino con gente sconosciuta. Magari potrebbe passare qualche brutta storia. State dicendo che non sarà sola poiché il pappagalletto starà appollaiato sulla sua spalla? Avete visto troppi film, eh!
Ma lei, che è del segno del Leone e non ha paura manco di farsi fare un iniezione dalla vicina 93enne alla quale trema la mano, mi ha detto di star tranquillo, che lei era una che alla bisogna mena cazzotti e calci alle parti basse e quindi non devo preoccuparmi.
 
MERCOLEDI POMERIGGIO
 
Jeans attillati, camicetta a fiori, capelli vaporosi e profumo da sturbo, lei di solito esce così.  Vi garantisco che il suo profumo - non lei ho mai chiesto di che marca sia - è veramente eccitante. Molto bene, ecco quello che è successo.
 
- Buona sera, avete delle cover per i telefonini?
 
- Celto, plego, entli pule, signolina-  fa il cinese dai capelli rossi sfumati, vestito di rosso come babbo natale alla cassa del negozio.
 
- Ne dovrei acquistare una certa quantità, mi farà un po’ di sconto?
 
- Celtamente, ma solo pel pagamenti in contanti e dai 50 pezzi in su, venga che le faccio vedele l'assoltimento.
 
Il magazzino è enorme, le scaffalature colme di prodotti di tutti i tipi; dall'Oriente arriva la merce più disparata. Dovete cambiare tinta per i capelli? Ecco per voi il super casco, ve lo mettete in testa et voilà, quando ve lo togliete la vostra acconciatura ha cambiato colore. Vi capita di addormentarvi davanti alla televisione? Stop al timer, adesso c'è il dispositivo high tech: quando state per addormentarvi, solleticandovi  il naso, vi sveglierà per farvi continuare a vedere il programma tv. Odori in cucina? Vedete questa scatola?Non si sa che cosa ci  sia dentro ma basta tenerla aperta e assorbirà tutti gli odori in men che non si dica. Non solo, funziona anche come acchiappa puzzette. Insomma, qui c'è tutto di tutto e le cover di cui parlavamo prima sono da quella parte in fondo al magazzino.
 
- Bello questo pappagaletto, se lo vuole vendele io complale pel fale blodo.
 
Bibbi lo fulmina con lo sguardo.
 
- Schelzavo, io plefelisco i blidini a sei zampe. Allora ecco quello che celcavi, che modelli vuoi?
 
-Vorrei dieci di ognuno, quanto me li metti?
 
- Tre euli, le selve fattula?
 
Bibbi si sente accarezzare il lato B ma si sposta e fa finta di niente.
 
- Il prezzo mi interessa, adesso non ho i dati per la fattura, ritorno domani.
 
- Va bene, vuole che glieli metto da palte?
 
Ancora una strusciatina, questa volta sul davanzale.
 
Bibbi sta per partire di testa, si ferma solo perché la sua attenzione viene attirata da un qualcosa che non si aspetta. Dietro una paravento di fianco allo scaffale vede due gambe di uomo nude a terra.
 
- Arrivederci e grazie, torno un'altra volta, non si disturbi esco da sola. Posso dare uno sguardo al resto del magazzino?
 
- Celtamente, mi chiami se ha bisogno.
 
La ragazza prende il suo cellulare e chiama Raffaele, il suo amico poliziotto.
 
- Raffaè... sto qui al magazzino cinese, ho visto uno mezzo nudo steso a terra, che devo fa'?
 
- Aspetta, stai calma, guarda se per caso è uno che si è sentito male, siamo vicini alle feste, forse ha bevuto.
 
- Vabbè, ma è nudo, quando uno si sente male o è ubriaco sta spogliato senza mutande?
 
- Bibbi, non fare gesti inappropriati, prima di chiamare la volante accertati di quello che è successo.
 
- Raffaè, io ti dico che quello è morto ammazzato, vabbè, mo vedo e poi ti richiamo.
 
Ma non è convinta, visto che è del segno del leone, così fa quello che ha visto in un film: chiama il cinese, gli va dietro le spalle con una banana facendo finta che sia una pistola: -Mani in alto, brutto provolone, vieni con me e dimmi quello lì chi lo ha ammazzato!
 
- Signolina, la plego, non mi faccia del male!
 
- Sta’ zitto, sporcaccione!
 
Vanno dietro il tendone e Bibbi vede una scena che in vita sua non ha mai visto.
 
- E questi chi sono?
 
- Inciuci.
 
- Inciuci? Ma stanno tutti con il coso dritto... E poi sono nudi, mezzi uomini, e per l'altra metà che minchia sono?
 
- Questo è un lepalto nuovo, questi sono bamboli gonfiabili elettronici.
 
- Vuoi dire bamboloni, ammazza che misure!
 
- Sì, supeldotati.
 
- E per l'altra metà che sono?
 
- Malziani.
 
- Marziani?
 
- Sì, inciuci malziani. Sono l'ultima moda, fla un po’ li tlovelete in tutti i sexy shop.
 
- Mezzi marziani e mezzi uomini gonfiabili elettronici e superdotati... me cojoni!
 
- Signolina, se vuole, uno glielo legalo, basta che mi toglie la pilstola dalla schiena.
 
- Ti piacciono le banane muso giallo? Ma sì, dammene uno che lo porto a mia cugina Ingrid.
 
Il bambolone che sta a terra è scivolato dallo scaffale, il cinese lo prende e lo mostra a Bibbi. -Vuole che lo sgonfio?
 
- Oh, tienimelo lontano che fa impressione quell'affare. Ma sì, incartalo tutto intero con la carta igienica, mi piacciono le mummie!
 
Questo è quello che succede mercoledì prima di Natale... Vi state chiedendo che fine abbiano fatto le cover dei telefonini? Nel bailamme, logicamente Bibbi se ne è dimenticata, e così il bambolone gonfiabile, invece che portarlo alla cugina, lo ha regalato a me. Adesso, se qualcuno di voi volesse un bambolone mezzo marziano, mezzo uomo con la misura del coso esagerata e  tutto colorato d'autore - eh già, perché poi l'ho tutto pittato per bene - insomma, non deve fare altro che chiedere. Astenersi perditempo, approfittatene perché fra un po’ andranno a ruba... così come spero per le mie cover, altrimenti il Natale e la mia settimana bianca sfumeranno come in un fumetto di Paperino.
Buon Natale a tutti amici del blog che per voi fa (quasi) di tutto.
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CORRELATIVI OGGETTIVI/URBANARRATIO STEFANO SCARAPAZZI/VALERIO SCARAPAZZI

15 Dicembre 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #arte, #pittura

 

 

 

 

Due interessanti mondi a confronto sono quelli presentati all’IkiGai Art Gallery durante il periodo natalizio. L’arte di Stefano e Valerio Scarapazzi, mostra come la creatività, pur attraversando la medesima linea di sangue, scorra libera, disegnando differenti personalità. Stefano adotta uno stile più intimo ed evocativo, fatto di correlazioni oggettuali, in cui la realtà è riprodotta lucida e razionale. Lo spazio è definito da linee ben progettate che ritraggono il quotidiano. La sua operazione creativa, ispirata dal celebre poeta Eugenio Montale, tende quasi a isolare dettagli degli oggetti che ci circondano, dando maggiore risalto, così, alla loro funzione. Proprio sottraendo, alla nostra vista, parte del contesto che solitamente li ospita, infatti, si evocano emozioni e sensazioni. La vena nostalgica, che permea le sue opere, conferisce quel romanticismo che si allaccia perfettamente all’arte di Valerio. Sono poetiche, infatti, le narrazioni urbane di quest’ultimo. Il pennello scorre vorticoso, il colore si frantuma, si trascina danzando sul foglio, fino quasi a polverizzarsi davanti ai nostri occhi, riprendendo ed esaltando la linea acquarellata del paesaggismo romano. L’interpolazione dell’elemento multimediale, invece, in questo delicato volteggiare, sorprende e dona estrema contemporaneità. Nelle opere di Valerio ciascun soggetto interpretato, che sia essere umano o scorcio cittadino, è una storia. Storie del tempo in cui viviamo, tra quotidiano e multimediale, tra concretezza e pixel. Sia Stefano sia Valerio, vogliono raccontare, con i loro linguaggi, una personale visione del mondo, in cui poesia e realtà si fondono insieme per instillare nello spettatore la speranza di plasmare la propria realtà con incantevole maneggevolezza. Un invito a prendere consapevolezza del mondo che ci circonda con innovativa delicatezza.

Alessia Ferraro

IkiGai Art Gallery Director

 

 

 

 

 

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Climbing Iran

12 Dicembre 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #il mondo introno a noi, #cinema, #sport

 

 

 

 

Una serata all'insegna della montagna e di una storia al femminile potente e positiva, in occasione della Giornata internazionale della Montagna. Sarà proiettato, mercoledì 15 dicembre 2021 alle ore 20:30, presso il Cinema delle Provincie di Roma (viale delle Provincie, 41 – tel. 0644236021) il documentario 'Climbing Iran', diretto da Francesca Borghetti, al suo esordio alla regia, che presenterà il film al pubblico. All'incontro parteciperanno anche Parisa Nazari, dell'Associazione culturale italo-iraniana Alefba, un rappresentante del CAI – Club Alpino Italiano di Roma e la montatrice Aline Hervé. Il film è la storia di Nasim Eshqiclimber professionista iraniana, classe 1982, una delle poche donne del Paese mediorientale ad essersi appassionata all’arrampicata outdoor.

Il film, distribuito in sala da Mescalito Film, attualmente in cartellone in tutta Italia nell'ambito della rassegna 'La montagna al cinema', è stato presentato in anteprima mondiale ad Alice nella Città 2020 e ha partecipato a numerosi festival italiani e internazionali, conquistando vari premi, tra cui il Premio del Pubblico al Trento Film Festival 2021, il Premio Libero Bizzarri Italiadoc 2021 e il Premio Best Emerging Filmaker al What If - Women in Film Festival di Zurigo. Il documentario è in questi giorni proiettato in Nepal, in concorso al Kathmandu International Mountain Film Festival. Prodotto da Filippo Macelloni per NANOF srl e co-prodotto da Giordano Cossu per la francese Hirya Lab, 'Climbing Iran' si avvale della fotografia di Davood Ashrafi, Corrado Measso e Federico Santini.

'Climbing Iran' - qui il trailer www.youtube.com/watch?v=C4rE7VTRtNQ – racconta della climber iraniana Nasim Eshqi, mani forti e unghie dipinte con smalto rosa shocking. Dopo essere stata una giovane campionessa di diversi sport - dal karate al kickboxing - ha seguito il richiamo della natura andando oltre le barriere imposte alle donne iraniane, costruendo la propria strada sulle montagne persiane, dove ha aperto una cinquantina di nuove vie. L'unica a raggiungere difficoltà elevate, pioniera in un Paese dove le donne arrampicano per lo più al chiuso, durante orari stabiliti e solo tra donne. Il film è il ritratto di una donna straordinaria, determinata a superare le barriere che si oppongono alla sua passione, siano esse fisiche, sociali, psicologiche, geografiche o ideologiche. Impegnata a "cambiare le cose a poco a poco", porta altre giovani donne sulle pareti di roccia, poco fuori Teheran, insegnando loro come arrampicarsi e diventare indipendenti. Nasim ha un sogno che può diventare realtà: aprire una 'nuova via' sulle Alpi anche quando raggiungere l’Europa stessa è una vera e propria impresa...

"La gravità – sostiene Nasim nel documentario - non mi chiede il passaporto. Ti tira giù allo stesso modo, non importa se sei ricco o povero, nero o bianco, iraniano o italiano, uomo o donna". “Ho letto per la prima volta di Nasim su una rivista italiana – ricorda la regista Francesca BorghettiLe immagini di lei che scala la montagna senza velo hanno avuto un forte impatto su di me, quasi una folgorazione. Scalare una montagna impone la sfida di superare i propri limiti personali. È, in un certo senso, un atto altamente simbolico. Fare questo film - sottolinea Borghetti - è diventata la mia montagna da scalare, e Nasim mi ha aiutato a trovare la determinazione per farlo, a portare avanti un progetto che sembrava enormemente difficile e che mi ha messo in gioco completamente”.


LA REGISTA - FRANCESCA BORGHETTI
Con un background in Antropologia Culturale, Francesca Borghetti lavora nel campo del documentario dal 2000, diploma Eurodoc 2010. Ha sviluppato, scritto, prodotto e diretto molteplici documentari all'interno di DocLab e Fabulafilm, Rai Storia, Rai 5 e Babel Tv. Portavoce di Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani dal 2015 al 2017, Borghetti ha collaborato alla trasmissione RAI, Petrolio, come delegata per l'acquisizione di documentari nazionali e internazionali. Attualmente collabora in qualità di esperta a RAI Documentari, diretta da Duilio Giammaria. Climbing Iran è il suo primo film documentario come regista. Francesca ha parlato della realizzazione di questo film nel TedX Women Navigli 2021.

LA PRODUZIONE - NANOF
NANOF è una società di produzione indipendente con sede a Roma, Italia, fondata dai registi Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella. Dal 2001 produce documentari, film narrativi, cross media, installazioni video e progetti televisivi, sviluppando una fitta rete di collaboratori a livello internazionale, operando sia in Italia che in coproduzione con partner stranieri. Tra i lungometraggi documentari: "The Disappearance of My Mother" (presentato al Sundance 2019), "Storie di Altromare" (Sky Arte, 2018), "Children in Time" (Rai, 2016), "Il Mundial dimenticato" (2012). www.nanof.it

Durata: 53'
Distribuzione: Mescalito Film

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Ferenc Karinthy, "Epepe"

9 Dicembre 2021 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

 

 

Qualche settimana fa ho letto la notizia di una signora sordomuta che doveva andare a Bologna ed è finita in Polonia. Mi è tornata in mente questa assurda notizia leggendo questo libro di cui sentii parlare qualche anno fa, a seguito della pubblicazione di Adelphi. A Budai, linguista ungherese, accade la stessa cosa, con la differenza che lui finisce in una nazione misteriosa dove si parla un idioma incomprensibile e di cui lui non riesce a cogliere nemmeno i suoni, tanto sono pronunciati in maniera bizzarra, e dove la gente conduce una vita caotica e frenetica, perennemente in coda o occupata ad accapigliarsi, litigare e inveire. Budai usa ogni trucco possibile per cercare di ricostruire l'oscura sintassi facendo ricorso a tutte le sue conoscenze di poliglotta, insegnandoci diverse sottigliezze sullo studio delle lingue e la loro classificazione ma non risolvendo nulla di fatto. Nemmeno i gesti sono un linguaggio universale e ammesso che l'amore, inteso in senso più fisico che mentale, lo sia, non offre che una pausa ristoratrice nella confusione da cui Budai è avvolto. La situazione precipita abbastanza velocemente, il protagonista si accontenta di sopravvivere e Epepe, sempre che si chiami così e non Dede, Eveve o altro, l'unica persona con cui era riuscito ad avere un rapporto emotivo, sparisce dalla sua vita inghiottito dalla Storia di questo strano Paese, dedito a caos e rivoluzioni come pochi altri, tanto che lo stesso Budai inizia a ipotizzare che forse nessuno riesca davvero a comunicare in maniera efficace in quella incomprensibile comunità. Più volte durante la lettura mi sono chiesta se la storia fosse fine a se stessa o ci fosse un secondo livello di lettura, tipo, che so, l'incomunicabilitá nella società dell'individualismo o l'ego che si sente perso quando si scontra con i diversi punti di vista della realtà oppure se, come dice Carrére nella prefazione, Epepe "rientra nella narrativa pura, ammesso che una cosa simile esista: narrativa da orologiaio, ludica, chiusa sul proprio risultato". Non so, certamente è una piacevole lettura che consiglio.

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The Fall

7 Dicembre 2021 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni, #serie tv, #televisione

 

 

 

 

Fa uno strano effetto vedere dopo venticinque anni la protagonista di X files, sempre nel ruolo di una poliziotta molto capace, dare la caccia a Mr Grey, quello delle cinquanta sfumature, qui un assistente sociale con famiglia a carico che durante le ore notturne si diverte a identificare tra giovani professioniste di Belfast le sue future vittime da serial killer strangolatore. Si può guardare come un noir, godendosi la suspense del gioco ad alta tensione tra l'agente Stella e il predatore braccato, che non esita a esibire quel lato narcisistico che caratterizza spesso questo tipo di criminali. Si può apprezzare l'introduzione psicologica del serial killer, molto curata, e dei vari personaggi, credibili e le cui fragilità vengono esposte ma mai dichiarate apertamente. Oppure si può leggere tra le righe un'amara constatazione di quello che è il ruolo imposto alle donne e ai loro corpi nella nostra società. Stella è una donna con un lato maschile molto sviluppato e non lo nasconde. Non esita a contattare uomini che ritiene attraenti a prima vista per notti di sesso che non si ripeteranno più, non esita a soddisfare i suoi desideri "più particolari", non si fa intimorire da altri uomini. Rifiuta le etichette che si danno in genere alle donne per pietismo, la vittimizzazione e l'agiografia delle sante contro le puttane, sa di avere scelto di combattere sia contro il crimine sia all'interno di una organizzazione maschilista e paramilitare, sa che la debolezza è richiesta al suo sesso, che ne sa fare un'arma al momento giusto, ma che è anche ciò che la condanna alle critiche feroci di chi accusa le vittime di "non avere reagito". Sa che essere assertive, quando si è donne, si paga col giudizio di arroganza e freddezza da parte degli altri. E lo dice, abbastanza spesso, durante tutte e tre le stagioni. Basta sapere ascoltare.

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Nassin Honayar: l'artista dalla forza espressiva oltre il destino

2 Dicembre 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #vignette e illustrazioni, #pittura

 

 


 
 
Amici lettori, c’è chi nasce pompiere, chi dottore, chi commesso in un negozio di scarpe, chi autista, chi maestro, chi prete, chi calciatore, ognuno di noi nasce già dotato di una predisposizione verso qualcosa, un talento innato che nessuno ha chiesto ma che ci viene donato dal destino, da qualche altra congiunzione astrale o semplicemente trasmesso dai geni dei nostri antenati.
Nassim è nata artista e vi garantisco che essere artista significa croce e delizia, privilegio e maledizione, essere artista è semplicemente essere se stessi, si è nati artisti e ciò basta, logicamente qualcuno artista lo diventa anche grazie al lavoro e alla forza di volontà ma in ogni caso essere artista a volte significa essere identificati come marziani, oppure come gente da tenere alla larga. Vi sembra strano? Eppure è così, in tutto il mondo può succedere che un artista, nato/nata tale, non possa esprimere il proprio linguaggio, un linguaggio universale, perché, amici lettori, l’arte è un vero messaggio universale che tutti, ad ogni latitudine, possiamo comprendere, ammirare, godere. La vita è bella e l’arte aggiunge colore e armonia alla bellezza del creato.
Nassim tutto questo lo sa, è il suo lavoro, il suo scopo, il suo motivo di essere al mondo. La sua mission è di fare arte nella maniera che straripa dalla sua mente e dal suo cuore, con una forza espressiva che va oltre il destino. Le sue opere sono raffinate, equilibrate, i colori soft oppure strong, ho visto un rosso forte col botto pieno di passione, ho visto disegni di piccolo formato dalla grafia semplice e delicata. Il fumetto è la sua fantasia e l’allegria la sua filosofia.
Nassim Honaryar in questo finale di 2021 ha esposto Morrigan, ospitata dalla Ikigai art gallery in Roma, diretta da Alessia Ferraro. Ventuno opere di arte trascinante, coinvolgente. 
Amici lettori, questa artista sa andare oltre il destino e nessuno la fermerà, chi può fermare la fantasia? Nessuno al mondo e questo Nassim Honaryar lo sa, è la sua forza, è nata per questo.
Amici lettori, ci rivediamo al prossimo evento artistico e sarà sempre un piacere.
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Antonio Corona, "Controfobie"

1 Dicembre 2021 , Scritto da Rita Bompadre Con tag #rita bompadre, #recensioni, #poesia

 

 

 

 

Controfobie di Antonio Corona (Quaderni di poesia Eretica Edizioni, 2021) è una raccolta poetica intensa e manifesta con incisiva e profonda emotività la consapevolezza degli affetti e della compassione, mutando la trascrizione e la distorsione della fobia nella comprensiva e generosa espressione dell'empatia. L'autore interpreta, nell'esperienza della pura solidarietà, l'attitudine della ragione umana d'intuire la capacità emblematica della realtà, relaziona l'approccio altruistico nella coerente osservazione del rispetto e dell'indulgenza nei riguardi di una universale disponibilità all'apertura mentale, affrontando il conflitto persistente dell'irrazionale limitazione della negazione e delle contrarietà. La materia dei versi convince la spiegazione a ogni spontanea condivisione, accoglie l'impulso motivazionale dell'universo interiore, riconosce il disorientamento degli squilibri e condanna l'inafferrabile oscurità dell'ignoranza. Antonio Corona mantiene la disinvoltura dell'indipendenza sentimentale in relazione ai principi ispiratori della libertà, percorre il sentiero compromesso dalla ferita del disagio, dal tormento dell'irresolutezza, dall'apprensione per un'intolleranza che addensa le incrinature dell'anima. Il poeta congiunge la sintonia con il lettore con l'esecuzione di un proposito di colloquio intimo, consolida il tragitto istintivo tra fiducia e affidabilità, esplora le incertezze delle frontiere intellettive, permette di distinguere la discrezione con la quale guarda al mondo attraverso il proprio vissuto e accoglie la potenzialità della diversità, accennata, e non giudicata, da un'angolatura percettiva. Le distinte prospettive delle parole seguono l'originale itinerario delle sezioni poetiche, suggerite con i colori rivelativi, Nero Fardello, Indaco Bastardo, Rosa Fragilità, Rosso Passione e Verde Speranza, per definire ogni rappresentativo stato d'animo, il segno compiuto di ogni  carico morale, l'insolenza dell'offesa, la tenerezza dello smarrimento, il desiderio resistente dell'amore, la dichiarazione profonda di ogni aspettativa. Leggere Controfobie accomuna la fermezza coraggiosa e dolorosa all'intonazione della complessità, consente di condannare i provocatori contrasti delle convenzioni e dei pregiudizi sociali e di escludere dall'impostazione esistenziale il conflitto dell'incomunicabilità. Antonio Corona rivendica le occasioni perdute e le promesse ritrovate, indugia sulla consistenza del proprio sentire, scindendo la scelta di mostrare la propria identità dal timore di non essere riconosciuta, rivela un'umanità conquistata con maturità poetica, senza biasimo, predilige la capacità d'identificare il dono di agire secondo i propri sogni, divulgando la voce più autentica nell'urgenza necessaria della scrittura poetica.

 

Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

 

Subire

 

Un vuoto a pressione

che esplode nel petto,

un gesto tagliente

che affonda nel ventre,

una frase sbagliata

che uccide da dentro.

 

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Amare nell'ombra

 

Un bacio mai dato

è un'emozione mancata

ma un bacio nascosto

è come un cuore spezzato.

 

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Pioggia d'estate

 

La senti cadere ferita smarrita

come lacrime gioiose irrompe

in cerca della terra secca zollata

che accoglie i segni dei palmi

di chi carponi cammina trafitta

in cerca di quel sole che corrompe

chi d'amore mancato perisce.

 

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Sulla fune

 

Su una fune

sospesa nel vuoto

la vita danza sulle punte

di un amor congiunto

fra anima e corpo

tra sensi e tatto

di chi ascolta e poi agisce

senza cogliere nel segno.

Mi fermo

nel fulcro della ragione

sapendo che seguirla

mi porterà altrove.

Mi muovo

in equilibrio sul cuore,

se cado volo

se arrivo cammino.

Amare è l'unica certezza.

Parole di convivenza

 

Parole cucite all'orizzonte

perse tra due mondi

uniti sulla linea del niente

congiunte solo in un miraggio

ma in realtà sempre distanti.

 

Parole vuote nell'aria

affogate nel mare

in due mondi bruciati

dal silenzio del confronto.

 

Vorrei parole unite da una lampo

riportate all'orizzonte

riflesse sul mare

proiettate lunghe sulla terra

paciere di tolleranze

ed amorevole convivenza.

 

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A piedi uniti

 

In quel punto esatto

dove a piedi uniti

premo sulla sabbia bagnata

leggermente sprofondano

pensieri, azioni ed intenti.

Guardo quell'ombra formarsi intorno

e permango in attesa

di un'onda, dell'onda

della forza che m'inonda.

Affonda e ritorna

la spuma circonda

come nebbia spettrale

l'assenza e l'essenza

la gioia e il tormento.

Mi getto mi bagno respiro

vivo. Acqua sabbia sale

un pane bagnato

indissoluto

sotto i miei piedi.

Coraggioso attendo,

il vento.

 

 

 

 

 

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E guardo lo spazio da un oblò

26 Novembre 2021 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

 

Viaggiamo da circa dieci mesi in quella che definisco l'Eterna Notte Nera. 

Stiamo attraversando lo spazio intergalattico alla ricerca di nuovi pianeti da esplorare a bordo dell'Entertreck NW-01, una nave stellare composta da un equipaggio di 2700 persone, tra civili e militari dello Space Army.

Io, in qualità di tenente a due "stelle", mi occupo dell'armeria e della gestione delle due torrette laser collocate vicino gli alettoni di destra.

Credo fermamente nel mio lavoro e mi ritengo fiero della divisa che indosso, tuttavia ammetto di avere una tremenda nostalgia della Terra, perlopiù a livello atmosferico e ambientale.

Mi manca sentire il vento sulla faccia, mi manca la brezza marina e l'odore di salsedine ma soprattutto mi mancano i temporali poiché trovavo tonificante il petricore e le gocce d'acqua a contatto sulla mia pelle. 

Sì, amo da morire la pioggia. Qui al massimo è possibile imbattersi in una "pioggia" di meteore e, pur non negando che sia un bellissimo spettacolo, preferisco comunque ben altra precipitazione, tra cui quella generata dalla cipolla scrosciante piazzata lassù.

«Michael, quanto ci stai mettendo? Mi serve l'InterDoccia!»

È Billy, il mio compagno di alloggio oltre che parigrado, appena rientrato dal poligono di tiro.

«Un attimo!» esclamo irritato e girandomi di scatto imposto le manopole su Off.

Una volta fuori dal box doccia, mi asciugo, mi vesto ed esco dalla camerata per avviarmi nel corridoio in direzione del distributore di bevande per pigliarmi qualcosa di energetico. Nell'attesa che dal vano erogatore esca un bicchiere di tè caldo alle erbe rosse di Marte, sospiro malinconicamente e appoggio la fronte su uno dei finestrini dalla caratteristica forma circolare. 

E guardo lo spazio da un oblò.

 

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