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Arte al bar: ULISSE SARTINI "Papa Francesco"

5 Gennaio 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #arte al bar, #personaggi da conoscere, #pittura

"Papa Francesco" di Ulisse Sartini e l'omaggio di Walter Fest"Papa Francesco" di Ulisse Sartini e l'omaggio di Walter Fest

"Papa Francesco" di Ulisse Sartini e l'omaggio di Walter Fest

 

 

 

Buon anno a tutti i lettori della signoradeifiltri, è iniziato un nuovo anno con tante speranze, fra i mille colori dei brindisi e dei fuochi artificiali; le solite speranze che magari prima o poi si materializzeranno perché è proprio questo il bello della vita, la soddisfazione di vedere realizzati i desideri tanto sperati.

Oggi al bar siamo pochi aficionados, dietro al banco bar c'è Peppino il pensionato che sostituisce Gianni, il nostro amico ha lavorato insieme a suo cugino Nino come barman in una discoteca la notte di S.Silvestro e adesso si sono presi qualche giorno di vacanza, sembra che siano andati a fare il giro di Roma in bicicletta perché, come Roma non si è fatta in un giorno, per visitarla tutta ci vuole almeno una settimana, e così per ora il re del caffè sarà Peppino, non abbiate paura ha lavorato una vita sulle navi da crociera e ne sa più di Carlo in Francia.
Molto bene, allora, volete sapere di quale artista parleremo oggi? Oggi vedremo l'arte espressa nella sua immagine più classica; quante volte vi ho descritto opere fuori dall'ordinario non eseguite sul cavalletto, senza tavolozza e fuori dalle botteghe d'arte? Bene, invece, questa di oggi è quella tradizionale e l'artista è un grande appassionato e successore dell'arte del '500, sia per tecnica che per modalità pittorica.

Ma oggi voglio fare un cambiamento di programma, inizierò descrivendovi la sua opera e poi parleremo dell'uomo artista. L'artista è Ulisse Sartini e la sua opera è il ritratto di Papa Francesco.

Ho scelto questa opera per una motivazione ben precisa; il mondo ha sempre più bisogno di pace, che non vuol dire solo il rifiuto della guerra ma, inconfutabilmente, tutti hanno sempre più bisogno di pace sul lavoro, in famiglia, a scuola, nelle strade, nei rapporti con il prossimo, con gli animali, con l'ambiente. Perfino nel mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura c'è bisogno di pace e Papa Francesco, anche per chi non crede o appartiene ad altre religioni, è una figura che ispira la pace e, se i suoi occhi sono lo specchio dell'anima, non possiamo fare altro che prenderlo ad esempio e ascoltare le sue parole con convinzione; senza una stasi di pace c'è il nulla e l'umanità è destinata a fare una brutta fine, questo è purtroppo innegabile.

L'opera di Ulisse Sartini è un olio su tela tonda, diametro 140 circa, del 2013, fa parte della collezione della Fabbrica di S.Pietro ed è stato il lavoro preparatorio al mosaico esposto insieme a tutti gli altri papi a S.Paolo fuori le mura.
Sul fondo sfumato color ocra spicca bonariamente la sua figura vestita nell'abito papale, che sembra apparire con la fantasia una corazza contro ogni futura avversità, le spalle sono forti a sostenere il peso delle questioni mondiali; lo sguardo è sereno ma consapevole della responsabilità che gli è stata concessa, Papa Francesco sa che che lo aspetta un duro lavoro.

Ulisse Sartini, maestro del ritratto, ha saputo entrare nella sua coscienza e, con il suo talento, lo ha riprodotto nella sua vera essenza, un buon padre per tutti.

In questi casi potrebbe esserci il rischio che l'artista sia portato, grazie alla sua perizia tecnica, ad esaltare il personaggio, invece Ulisse Sartini ha dipinto Papa Francesco semplicemente come uno di noi, come Peppino con le sue rughe, come Giovanna che ride poco ma dentro di sé ha un universo di emozioni, come Francesca la stilista che è un po' timida, come Tonino il tassista con la sua simpatia contagiosa; insomma, Papa Francesco, dipinto dalla sapienza artistica di Ulisse Sartini, è il Papa giusto arrivato al momento giusto, perché siamo diretti verso un punto di non ritorno ma amore, fiducia, conditi di sano ottimismo, possono fare tanto. L'arte in tutte le sue espressioni è il linguaggio che unisce i cuori e le menti; Ulisse Sartini è uno dei tanti, un esercito di artisti armati di talento nati per farci voler bene alla vita. L'arte è per tutti, deve esserlo per tutti, anche per gente semplice come noi in questo bar che a volte non la capiamo, ci rimane difficile entrarne in contatto perché distratti dalla baraonda quotidiana ma per fortuna i tempi sono cambiati, adesso con un click possiamo aprire le porte del mondo, l'arte sarà la scaletta che ci porterà ad essere migliori.
Ulisse Sartini è nato a Ziano Piacentino il 30 Maggio del 1943, giovanissimo, con ancora nell'aria la tristezza e la desolazione della guerra terminata da pochi anni, si trasferisce a Milano, ove studia l'arte, l'unico modo per volare con la fantasia sopra le macerie lasciate dal dramma bellico, e non è un caso che sia da subito attratto come una calamita dal Rinascimento, il periodo storico così ricco di grande tecnica e di considerazione per l'essere umano.

Ulisse Sartini ha per natura tutto quello che serve per essere un artista, deve solo lavorare e, quando lo si fa con passione, tutto diventa più facile. Ha una grande sensibilità interiore che lo guida e lo indirizza verso il suo modo di essere artista, studiare, pertanto, e rappresentare il mistero dell'infinito. Diventerà un maestro del ritratto, uno dei migliori, riconosciuto internazionalmente e, al momento, è uno dei più grandi ancora viventi.

Realizzando un ritratto l'artista legge i cuori degli esseri umani, la sua tecnica artigianale è il lavoro dell'uomo in fusione con la materia, grazie alla fantasia propria di ogni artista che con ogni opera entra in contatto con tutto ciò che c'è  di più profondo. Ogni essere umano detiene le sorti dell'umanità e Ulisse Sartini sa, come i grandi artisti del '500, interpretare la natura umana con una tecnica che, per bravura, si avvicina alla fotografia. Ma Ulisse non vuole essere una primadonna della tecnica, non vuole stupire, non vuole mettersi in competizione con una fotocamera, vuole solo essere se stesso, la sua pittura è umana, fatta da un uomo, giorni di lavoro impastando i colori con amore, isolandosi con la sua anima e con i soggetti raffiguranti, vuole solo sentirsi un essere umano parte di questo sconfinato microcosmo.
Amici lettori, con questo grande artista vi salutiamo, vi auguriamo ancora un buon 2019, e vi aspettiamo sempre qui al bar per parlare ancora di arte, tanti colori e tanta fantasia per quest'anno che è appena iniziato.

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L'oroscopo letterario di Gennaio

4 Gennaio 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia

 

 

 

 

Un trionfo di pianeti transitano nel Capricorno: Sole, Saturno, Plutone e ora anche Mercurio, mentre Marte e Urano sono in Ariete e Venere entra nel Sagittario a far compagnia a Giove,  Nettuno naviga nel segno dei Pesci.

Manca l’Elemento Aria,  quindi manca quella leggerezza, quel sentirsi liberi, quella sensazione di volare alto, ma potremmo sognare immaginandoci il nostro odore preferito.

Il mese si presenta un concentrato di autorevolezza, di rigore logico, freddo, austero ma con colori vivaci e ingenui, generosi e caldi, dove affetto e piaceri si coniugano nel segno del Sagittario, mentre ci si perde nei profondi oceani come suggerisce il lungo transito di Nettuno nei Pesci.

Ad ogni segno è associato non solo un romanzo ma anche un profumo con la tua colonna sonora.

 

Ariete: 21/3 – 20/4:  il profumo di un piatto pronto in tavola!

Intraprendete nuovi studi, vi iscrivete a dei corsi di aggiornamento, imparate nuove lingue straniere, imboccate strade nuove, alzate il tiro, sono possibili nuovi amori, vi vestite di nuovi ottimismi, mentre il benessere è in cima alle vostre priorità. Volate alto.

Il tuo romanzo: “Un capitano” di Francesco Totti. “Che cosa devi fare per essere degno di un amore così folle, così assoluto, così esagerato?”

La tua colonna sonora: Jack White “Connected by love”

 

Toro: 21/4 -  20/5 :  l’odore del mare

Volete rompere col passato e vivere una nuova vita, rivoluzionando il vostro modo di essere, realizzando nuove idee innovative, allenando la vostra creatività. Siete più coraggiosi e audaci, vi riscoprite più ambiziosi e più grintosi.

Il tuo romanzo: “La famiglia Aubrey” di Rebecca West. Il libro rivelazione dell’anno. La storia degli Aubrey. Una famiglia di intellettuali bohemien che cerca il proprio posto nel mondo.

La tua colonna sonora: Thom Yorke “Suspirium”

 

Gemelli:  21/5 – 21/6:  l’odore dell’aria dopo una pioggia

Un colpo di fulmine, un innamoramento che vi fa girare la testa, vi fa perdere i sensi, accettando nuove provocazioni e sfidando nuove emozioni. Insoddisfatti e confusi, a tratti pessimisti e antipatici, ma senza perdere mai la vostra intelligenza.

Il tuo romanzo: “Cambio rotta” di Elizabeth Jane Howard. Dall’autrice della saga dei Cazalet. La mondanità, la vita agiata dell’elité culturale, il mondo sfarzoso del teatro dei fine anni ’50.

La tua colonna sonora: Lana del Rey “Mariners Apartment Complex”

 

Cancro:  22/6 – 22/7:  il profumo di un mazzo di fiori

Chiusura di vecchi rapporti logori e ormai vecchi, come se fossero maglioni consumati dal tempo, che non riscaldano più il cuore e né l’anima. Tagliate il cordone ombelicale dal vostro nido e scoprite il vento sul viso, indipendenti e felici.

Il tuo romanzo: “Figlie di una nuova era” di Carmen Korn. La trilogia tedesca al primo posto in classifica. Quattro donne, un secolo: le paure, le incertezze, le speranze, le battaglie di un’intera generazione.

La tua colonna sonora: Mario Biondi “Felicidade”

 

Leone: 23/7 – 23/8:  l’odore di un prato al mattino

Vi innamorate, concepite un bimbo, adottare un cane, godete dei piaceri della vita. Avete voglia di distrarvi, di svagarvi, di ridere e di divertirvi. Avete tutti i requisiti per accedere al corso di eccessi e di esagerazione, concedevi i lussi.

Il tuo romanzo: “La vita dolce” di Angela Lombardo. I segreti della gioia di vivere raccontati attraverso la tradizione mediterranea.

La tua colonna sonora: Pino Daniele “Resta quel che resta”

 

Vergine: 24/8 – 22/9:  l’odore dopo una notte di sesso.

Vi lanciate in nuove avventure con lungimiranza e saggezza, senza mai perdere il controllo e il rigore logico. Investite le vostre energie con intelligenza e parsimonia, mentre il vostro benessere è in cima ai vostri pensieri.

Il tuo romanzo: “Kintsukuroi” di Tomas Navarro. Dalla tradizione delle antiche arti giapponesi, una guida preziosa per recuperare la serenità.

La tua colonna sonora: Muse “Something Human”

 

Bilancia: 23/8 – 22/10:  l’odore del caffè appena fatto

Ritrovate leggerezza e giocosità, mentre dovrete fare i conti col passato, saldare un debito. Nel frattempo vi dedicate ai vostri hobby, aprite una nuova attività, mentre la vostra comunicativa è un po’ confusa e quasi assente.

Il tuo romanzo: “Ennio, un maestro” di Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore. Una grande lezione di cinema, ma anche di storia, quella che hanno raccontato nei loro capolavori.

La tua colonna sonora: Gorillaz “Humility”

 

Scorpione: 23/10 – 22/11:  l’odore del pane appena sfornato

Lanciate sfide entusiasmanti, riscoprite l’amore senza fare un dramma, scegliete la semplicità, il buon umore. Superate con ottimi voti i vostri esami e affrontate nuove prove alla grande. Spesso sottovalutate i rischi, esagerate con la gelosia. Trovate un equilibrio.

Il tuo romanzo:  “Mangiare sano, bere sano, vivere sano” di Walter Willett. Una vera e propria “Bibbia dell’alimentazione sana” da anni bestseller negli Stati Uniti.

La tua colonna sonora: Paul McCartney “Despite Repeated Warning

 

Sagittario: 23/11 – 21/12: il profumo dell’amore

Ritrovate alla grande ottimismo e benessere, vivete l’amore a tutto tondo. Ridete tanto. Vivete la vita. Puntate in alto. Non volete più accontentarvi, fate attenzione  a qualche peccatuccio di ingenuità e a non esagerare con le calorie.

Il tuo romanzo: “Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia” di Polidoro Buongiorni. Castelli, isole, parchi, necropoli, boschi, piramidi… in ogni angolo d’Italia si nasconde un mistero.

La tua colonna sonora: Lenny Kravitz “low”

 

Capricorno: 22/12 – 20/01: l’odore della montagna e dei prati

Date una svolta alla vostra vita cominciando da voi stessi, selezionate i vostri impegni, fate una scelta del vostro lavoro, riscoprite la voglia di partorire nuove idee e di dare nuove forme alla vostra impresa, rischiando di addossare nuove responsabilità.

Il tuo romanzo: “Leonardo, la pittura” di Alessandro Vezzosi. Un libro indispensabile per chi vuole conoscere i capolavori del più grande genio di tutti i tempi.

La tua colonna sonora: Florence and the Machine “Hunger”

 

Aquario:  19/2 – 21/1: il profumo della natura selvaggia

Affermate la vostra indipendenza e la vostra libertà a gran voce, ritrovando il piacere e l’allegria di stare sempre più con gli amici, condividendo idee e progetti fruttuosi. Avete voglia di viaggiare, di andare su Marte, mentre prenotate un volo sulla Luna.

Il tuo romanzo: “Bob Dylan” di Luigi Formola; Stefano Corrao, Alessandra Melarosa. Questo fumetto è un biopic che passa attraverso la sua vita raccontandoci gli inizi e la carriera.

La tua colonna sonora: David Garrett “Caprice 24”

 

Pesci:  20/2 – 20/3:   il profumo del vento

Siete a caccia di nuovi stimoli, di nuove idee, di far colpo, di centrare il bersaglio, di dare vita alla vostra anima con aria nuova e freschezza. Aprite il cassetto e lasciate liberi i vostri sogni. Nuotate, ballate, viaggiate e volate alto con la vostra fantasia

Il tuo romanzo: “Wonder. Tutte le storie” di R. J. Palacio. La prima edizione in brossura della serie che ha appassionato ed emozionato tutto il mondo.

La tua colonna sonora: Ed Sheeran “Photograph” .

 

 

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Arte al bar: YVES KLEIN "Anthropometries"

3 Gennaio 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #arte al bar, #pittura, #personaggi da conoscere

"Anthropometrie" di Yves Klein e l'omaggio di Walter Fest"Anthropometrie" di Yves Klein e l'omaggio di Walter Fest

"Anthropometrie" di Yves Klein e l'omaggio di Walter Fest

 

 

 

 

 

 

Amici lettori della signoradeifiltri, Natale è passato ma nel nostro bar l'albero sarà ancora in bella mostra fino alla Befana, dopo S.Silvestro, la notte dei cin cin, del cotechino e lenticchie, e dei sogni ben auguranti sotto le stelle.

Oggi ho per voi la prima opera del nuovo anno e vi presenterò ancora un artista insolito, ancora un artista senza cavalletto e tavolozza, senza il tetto dello studio sopra la testa, e i pantaloni sporchi di colore, anzi, se proprio si è sporcato, lo ha fatto con un solo colore. Sto parlando di Yves Klein.
 

- Walter, questo Klein dove lo hai pescato?
 

- Giovanna, ancora per una casualità, proprio qualche giorno fa vidi una sua foto in un articolo di un vecchio magazine che non ricordo di cosa parlava, ma sotto la sua foto c'era scritto "Yves Klein pittore monocromo". A parte questo, il particolare che mi aveva incuriosito è stata la sua faccia da ragazzo, con gli occhi grandi da Pierino la peste, e la bombetta in testa alla Chaplin. Allora ho fatto una rapida ricerca e ho scoperto un artista fuori dall'ordinario.

Yves Klein (Nizza, 28 aprile 1928 – Parigi, 6 giugno 1962)
Procreato da entrambi i genitori pittori, l'arte divenne, per questo artista francese, un argomento di routine, eppure i suoi studi furono indirizzati altrove. Sopratutto attratto dall'Oriente e dalla pratica dello judo, sport di concentrazione, una disciplina fatta di filosofia, in equilibrio fra spirito e forza fisica, uno sport così lontano da quello più amato dai francesi dell'epoca, la bicicletta, cosa che la diceva lunga sulla personalità già ben definita del giovane.

Yves Klein iniziò a dipingere quasi per forza d'inerzia ma tappa obbligata per ogni adolescente fu farlo fuori dagli schemi. Dal 1948 al 1952 lui, ventenne con alle spalle il dramma della guerra, affamato di libertà e fantasia, iniziò a viaggiare, Italia, Inghilterra, Spagna, Giappone, ogni luogo una spremuta di apprendimento, sopratutto in Italia, dove, grazie a Giotto, scoprirà l'attrazione verso il monocromatismo, che diventerà per lui quasi un'ossessione creativa, la sperimentazione dell'utilizzo di un solo tono di colore, dove tuffarci dentro corpo e anima, talmente convinto da estraniarsi dalle critiche ricevute.

Ma sull'onda folle della magia artistica degli anni '50/'60, Yves Klein andò avanti per la sua strada, finché, a metà del 1960, inventò il suo colore perfetto, brevettato da lui, "international Klein blue". Il periodo "blue" era il suo linguaggio artistico prioritario, un eccezionale blu, blu come il cielo, come il mare, un qualcosa per andare oltre le forme e farsi attrarre dalla magia del colore, ne bastava uno solo e per lui era speciale.

Come tutte le cose belle, la sua arte, fra pittura, fotografia e contaminazione di tecniche, terminò presto perché, dopo soli 34 anni di vita, a causa di un infarto, partì per l'ultimo viaggio. In appena sette anni di attività lasciò oltre mille opere e una traccia profonda nel mondo dell'arte. Le sue sperimentazioni sarebbero diventate leggenda.
 

- Secondo me era un po' pazzo. (Giovanna.)
 

- Ma come si fa a chiamarla arte? Chiamatela come volete ma non capisco dove sia la vera arte. (Franco il gelataio.)
 

- Io dico che a scuola non glielo hanno insegnato. ( Peppino il pensionato.)
 

- Che cosa?
 

- A disegnare, ma scusa, secondo te Michelangelo, Raffaello e Leonardo erano stupidi a non usare un colore solo e a realizzare opere piene di forme e di tinte? (Peppino il pensionato.)
 

- E vabbè, però mica tutti parlano la stessa lingua, c'è chi parla inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo e cinese. (Roberta la scrittrice)
 

- E' giusto, noi per esempio non parliamo in romanesco. (Tonino il tassista)
 

- E allora? (Giovanna.)


- E allora ogni artista, fa l'arte che gli pare... Raccontaci un po' di quell'opera che vorresti descriverci... (Mimmo il giornalista.)


- Sarà un piacere, in pratica si tratta di una modella completamente nuda che, ricoperta su tutto il corpo del colore blu, doveva rotolarsi sul fondale bianco e lasciare la propria impronta, non più l'artista con in mano un pennello - uno strumento ritenuto da Klein, in questo caso, superfluo - ma un vero corpo umano a contatto e in fusione con la materia, un'azione che metteva in armonia l'essere umano con la natura artistica creando un'opera unica. Solitamente le opere si guardano ma non si toccano, in quel caso il corpo diventava la stessa opera d'arte e l'impronta lasciata ne era la traccia. Nell'azione artistica opera e fruitore dell'arte sono una cosa sola.
 

- Ma era tutta nuda? Però, bella questa idea! (Saverio il gommista.)
 

- E dai, pensi sempre a una cosa sola! Non devi pensare alla nudità come la intendi tu ma all'essere umano, in questa caso una donna, parte artistica dell'universo.
 

- Ma quella là, mica si può esporre con un chiodino alla parete! (Giovanna.)


- Però puoi sempre riconoscere l'originalità e poi considerare il fatto che l'arte ha tanti linguaggi quanti la fantasia di un artista possa inventarne, inoltre l'arte è un vero atto di fede verso la vita... uhhhh... a proposito di fede, sapete che quest'artista, in apparenza pazzo e ipereclettico, nella sua intima essenza deteneva anche una forma di rispetto verso la religione?
 

- Perché, prima di dipingere pregava? (Don Alfonso.)
 

- No, ma una volta, grazie a una casualità, si scoprì che nel 1958 Klein offrì in omaggio al santuario di Santa Rita da Cascia un suo monocromo blu, per poi fare ritorno al santuario della Santa nel 1961, questa volta portando in regalo un cofanetto in plexiglass, contenente, divisi in tre parti uguali, dei pigmenti rosa, blu e foglia d'oro, insieme a una preghiera scritta su sette foglietti di suo pugno, rivolgendosi con devozione alla Santa. Tutto ciò venne scoperto nel corso di lavori di ristrutturazione nel 1979 dagli artisti che dovevano restaurare la cupola affrescata da Luigi Montanarini. Chiesero alle suore se avessero dei pigmenti e della foglia d'oro per fare delle prove e, quando una monaca portò loro la scatolina dell'artista francese, scoprirono con grande stupore chi fosse stato l'autore dell'omaggio alla Santa.

Yves Klein non era solo un classico artista genio e sregolatezza creativa ma anche ricercatore di un legame con l'assoluto, e la fede che cosa non è se non un atto di amore? L'arte non è vi è uguale? Che cosa è l'arte? La realizzazione manuale di un'opera, studiata, immaginata, trascritta con grande amore, amore per la vita, sulla quale si possono avere dubbi e pareri contrastanti, ma rimane sempre il fatto che è l'amore che debba segnare tutta la nostra esistenza.
Nel bar tutti sono rimasti in silenzio, forse nessuno se lo aspettava. Nell'immaginario collettivo, un artista è visto come un visionario dal talento innato ma forse in realtà pare che sia invece vera la definizione di Madre Teresa di Calcutta che afferma che siamo tutti delle matite, delle piccole matite nelle mani di Dio.
Amici lettori della signoradeifiltri, vi lascio con questo articolo dedicato all'arte, il nuovo anno è iniziato ed io, insieme ai miei personaggi, alla redazione del blog più ganzo cultural del web, auguriamo a tutti voi un sereno, uno splendido, uno strepitoso anno.

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Il telefono allunga la vita

2 Gennaio 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #televisone, #come eravamo

 

Sembra passato un secolo dallo spot del 1993 con Massimo Lopez, “Il telefono ti allunga la vita”: lui, in un fortino nel deserto, pronto per essere fucilato da soldati della legione straniera, chiede una telefonata come ultimo desiderio, e non la finisce più di parlare.

Ricordo che ci interrogammo su che senso avesse fare la pubblicità al telefono. Ridicolo, pensammo, la gente telefona comunque, non c’è bisogno d’incoraggiarla. Che ingenui. Stava per scoppiare il mercato delle liberalizzazioni, erano prossimi l’entrata scena delle compagnie  private e l'avvento della telefonia mobile. La mitica Sip stava per diventare Telecom.

Per tornare allo spot, la simpatia di Lopez mette garbatamente in evidenza quanto siano banali certe comunicazioni di circostanza, quanto ognuno di noi spesso chiacchieri a vuoto, infarcendo il discorso di banalità e luoghi comuni, del tipo “nella carbonara l’aglio ci va? “e “non ci sono più le mezze stagioni”.

Ma le stagioni ci sono ancora, eccome, il tempo vola, il passato diventa trapassato remoto. Sono trascorsi venticinque anni da allora. A livello personale mi sembra ieri ma, se ci penso, ero un’altra persona con un’altra esistenza.

E il telefono oggi, più che allungarci la vita, ce l’ha invasa.

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Concorso "Le Api dell'Invisibile"

1 Gennaio 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #concorsi

 

 

 

 

Il Laboratorio Creativo “Le Api dell’Invisibile” propone un contest volto alla promozione delle capacità creative dei giovani tra i 15 e i 30 anni.

 

Il tema sotteso è quello dell’inverno, con tutte le suggestioni che questo periodo dell’anno può portare all’ispirazione.

 

Le opere candidabili sono suddivise in 4 categorie:

1.Prosa: un racconto o una riflessione (lunghezza non superiore alle 4.500 battute - carattere Times New Roman 12 - interlinea 1);

2.Poesia: una sola opera in versi (lunghezza non superiore ai 50 versi - carattere Times New Roman 12);

3.Fotografia: da un minimo di 1 a un massimo di 4 scatti;

4.Disegno o dipinto: una sola opera (da inviare sotto forma di fotografia).

 

Il materiale dovrà essere inviato in formato Word(.docx) o Pdf(.pdf), per quanto riguarda i testi, all’indirizzo e-mail martinatoppi43@gmail.com con oggetto LE API DELL’INVISIBILE-CONTEST INVERNALE, ENTRO E NON OLTRE il 31 dicembre 2018. A ogni opera dovrà essere allegata una breve nota biografica.

 

Le opere vincitrici delle singole categorie, selezionate da Martina Toppi e Carlotta Sinigaglia, responsabili del progetto, saranno pubblicate sul sito della Casa della Poesia e su tutti i nostri profili social, in data 9 Gennaio 2019. Inoltre, i vincitori saranno invitati a presentare, leggere e spiegare le proprie opere all’appuntamento mensile del Laboratorio Creativo che si terrà il 19 Gennaio 2019, alle ore 17, al Chiostrino Artificio a Como.

 

Se non perverrà nessuna opera meritevole per una o più delle quattro categorie, le responsabili del progetto si asterranno dal nominare un vincitore. I vincitori saranno avvisati tramite email prima della pubblicazione.

 

In bocca al lupo a tutti quanti!

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Un saluto al 2018 aspettando il 2019 con lo sguardo rivolto al FUTURO

31 Dicembre 2018 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #psicologia

 

 

 

 

"Uno è la madre di diecimila." 

Un noto pensatore e fondatore del Buddismo dal nome Nichiren Daishonin era solito citare nei suoi scritti questa frase: "UNO È LA MADRE DI DIECIMILA". 

Il significato è molto profondo. 

Sta ad indicare che tutto inizia da un singolo passo. 

Continuando a fare un passo dopo l'altro sarete in grado di raggiungere anche gli obiettivi più difficili.

Il SUCCESSO SCATURISCE DAGLI SFORZI!!!

Il futuro non è qualcosa da aspettare passivamente, ma qualcosa che va creato

I sogni e gli ideali che nutrirete vi aiuteranno a costruire il vostro personale futuro e a illuminare la strada che avete di fronte. 

La chiave è non mollare mai.

Le persone si possono distinguere dal loro atteggiamento: positivo o negativo.

L'atteggiamento fa la differenza.

Le persone con atteggiamento positivo sono consapevoli di dover iniziare tutto da zero con la certezza di non dover mai demordere. 

Le persone con un atteggiamento negativo, al contrario, misurano se stesse in relazione alla perfezione, spesso non si sentono all'altezza e hanno la tendenza a demordere.

Quindi, per quanto difficile possa essere la strada che avete intrapreso, se continuate a sforzarvi con atteggiamento positivo farete sicuramente dei progressi. 

Un illustre accademico una volta mi disse che nell'imparare qualcosa di nuovo, o nell'intraprendere nuovi percorsi o progetti, spesso si incontra un muro che SEMBRA impossibile da superare.

Ecco!!!! 

Proprio quello è il momento decisivo.

È lì che bisogna mantenere la determinazione, senza esitazioni, con atteggiamento positivo, continuando ad avanzare, un passo alla volta.

In questo modo alla fine, la strada si aprirà.

Buon anno a Tutti!!! 

 

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Radio Blog: #paginesocial Il salotto dei Betta

31 Dicembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #pagine social, #carolina paoli

 

 

Lettrici forti, anzi fortissime! Ne ospitiamo sempre volentieri su Radio Blog e stavolta è il turno di  Carolina Paoli, moderatrice della pagina Facebook  Il Salotto dei Betta - Segnalazione&Recensione Romanzi
Carolina ci farà chiudere il 2018 con due consigli di lettura fantasy: 

 

- La stirpe del drago - Il risveglio dell'antico signore di  Angela Biondi -  Gilgamesh Edizioni 
- Claus di  Andrea Erre Ciaravella -  CASTA Editore 

 

E quindi, per l'ultima volta in questo 2018, non mi resta che augurarvi BUON ASCOLTO!   

BUON ANNO da tutta la redazione di signoradeifiltri.blog!

 

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Le borse, vere ... Tentazioni ...

31 Dicembre 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #daniela lombardi, #cinzia diddi, #moda

 

 

    

 

 

Le borse sono certamente uno degli accessori più amati dalle donne. Si deve partire da lontano per vedere la nascita della borsa, partire addirittura  dalla preistoria.  E i primi a usarle sono stati gli uomini primitivi, che accartocciavano le pelli di animali per trasportare armi ed utensili e, in seguito, con la nascita e la circolazione della moneta, le borse da uomo si diffusero maggiormente.

 

Durante il Rinascimento le borse iniziano ad essere considerate degli accessori legati alla moda e i materiali utilizzati per realizzarle e decorarle sono sempre più prestigiosi: cuoio, velluto, broccati, rasi, fiocchi, nastri, oro e pietre preziose.

 

Borse e moda quindi, strettamente legate in un connubio che sarebbe resistito fino ai nostri giorni.

 

Fra ottocento e novecento, con la nascita della borghesia, la donna inizia a essere sempre più indipendente ed è allora che la borsa diventa un forte simbolo di emancipazione femminile e, con la crescita delle attività femminili, un accessorio indispensabile.

 

Per  la donna è diventata una vera e propria seconda casa, dove mettere un po’ della propria vita, dei propri sentimenti.  

Cosa dovranno mai contenere quelle borse versione maxi, che sembrano quasi delle valigie per viaggi intercontinentali? E perché invece, in certe occasioni, compaiono a fianco delle signore delle versioni micro che nemmeno si possono definire borse? In quelle cosa ci entra delle sorelle più grandi, le maxi? E perché invece qualche donna sceglie lo zainetto?  

 

Pensando forse a tutto questo Cinzi Diddi ha creato una linea di borse veramente eccezionale, delle vere … Tentazioni …

 

Ci sono di tutte le grandezze, di ogni colore, per ogni occasione. Sono in pelle artigianali di rara bellezza e perfezione, creazioni uniche, che caratterizzano la femminilità, ognuna può scegliere il modello che più la rispecchia … e non sentitevi in colpa quando vi trovate ad avere acquistato l’ennesima borsa: dopotutto avete comprato un accessorio di valenza storica…

 

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Alessandro Ticozzi, "L'inviato dalla rete" volume 1 e 2

30 Dicembre 2018 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #cinema, #musica

Alessandro Ticozzi, "L'inviato dalla rete" volume 1 e 2Alessandro Ticozzi, "L'inviato dalla rete" volume 1 e 2

 

 

Alessandro Ticozzi

L’inviato dalla rete volume 1 e 2

Sensoinverso (2013 – 2015)

 

Alessandro Ticozzi è un esperto di cinema, saggista sintetico e poliedrico ma anche abile intervistatore, che di tanto in tanto raccoglie il frutto del suo lavoro in agili compendi pubblicati da Sensoinverso Edizioni. L'inviato nella rete è il suo progetto più ambizioso, per adesso pensato in due volumi, ma siamo convinti che presto ne arriverà un terzo. Nel primo tomo (2013) l'attenzione è dedicata soprattutto ai protagonisti del cinema, di tanto in tanto divagando in musica, con prefazione di Enrico Vaime e capitoletti riservati a Leonardo Celi, Andrea Pergolari, Mario Brenta, Jerry Calà - un pezzo straordinario che forse per la prima volta indaga sociologicamente il lavoro da regista -, Gian Piero Brunetta, Nino Manfredi, Donatella Baglivo, Mario Monicelli, Dino Risi, Mina e Battisti, Alberto Lattuada (regista che l'autore ha trattato in un'ottima e forse troppo rapida monografia), Enrico Maria Salerno (un lavoro specifico Ticozzi l'ha dedicato anche al grande attore - regista), Luigi Zampa, Giorgio Gaber, Vittorio Caprioli, Massimo Munaro (teatro), Gabriele Ferzetti, Tinto Brass (in questo caso sono io che ho dedicato un intero volume al più originale regista erotico italiano), Paolo Pietrangeli che ci parla del padre, Paolo Poli (forse una delle ultime interviste), Luigi Comencini, Adriana Asti, Arnoldo Foà, Carlo Lizzani (un grande del 900), Paola Gassman, Renato Pozzetto, Nani Loy, Rodolfo Sonego, Ugo Tognazzi, Luigi Magni, Ettore Scola, Enrico Vanzina, Mauro Bolognini, Pasquale Festa Campanile, Sergio Corbucci (raccontato dalla moglie Nori), Francesco Rosi, Vittorio De Sica (visto da Manul, il figlio musicista), Antonello Falqui (padre del varietà televisivo), Elio Petri, Roberto Rossellini (narrato da Renzo), Bud Spencer, Milo Manara (divagando sul fumetto che tanto ricorda il cinema), Folco Quilici, Fassbinder, Giuliano Montaldo, Massimo Bertarelli (e la critica), Ugo Gregoretti, Raf  Vallone (visto da Arabella).

Nel secondo volume (2015) troviamo un'altra messe di informazioni e di interviste che l'appassionato non può lasciarsi sfuggire. Molta musica questa volta, preponderante rispetto al cinema, al punto di realizzare – per interviste – una piccola storia della canzone d’autore italiana. Pino Strabioli introduce una raccolta di brevi saggi e colloqui che vedono protagonisti Raimondo Vianello, Corrado, Costanzo, Maselli, Zurlini (raccontato dal figlio), Damiano Damiani (ricordato dalla figlia), Germi, Emmer, Age & Scarpelli, Pontecorvo, De Santis, Monicelli, Vancini, Risi, Germi, Zurlini, Garinei, Maselli ... Un capitolo è riservato alla passione della mia vita, quel Roberto Vecchioni che attraversa con le sue liriche anche il mio ultimo romanzo (Sogni e altiforni). Un altro capitolo è per il grande Enzo Jannacci, cantautore originale e geniale che ha percorso la mia adolescenza illuminandola con i suoi sorrisi amari. E poi si prosegue in musica: Vanoni, Conte, Paoli, Lauzi, Tenco, Zucchero, Modugno, Battiato, Venditti (e la sua decadenza), Morandi, Dalla, De Andrè (visto da Dori Ghezzi), Branduardi, Daniele, Baglioni, De Gregori, Guccini, Nannini, Mogol, Martini, Ligabue, Fossati, Milva, Bennato, Celentano, Rossi e Consoli. Non poteva mancare un omaggio sentito a Sergio Leone, padre del western all’italiana, e un racconto appassionato sull’immenso Dario Fo, visto da Mario Pirovano, scritto per Le reti di Dedalus. In alcuni casi sono i protagonisti diretti a parlare, in altri sono figli, amici, critici, conoscenti stretti e collaboratori. L'autore non esprime giudizi, concede la parola e si lascia andare al gusto del reportage affabulatorio. Due lavori interessanti che contengono anni di lavoro svolto da Ticozzi per media telematici come Le Reti di Dedalus, News Candiani, Quarto Potere, Radiophonica e Spettacoli News. Consigliato per lettura e consultazione, utile in ogni biblioteca di cinema, musica e spettacolo.

 

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

 

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Intervista a Mimmo Tuccillo

29 Dicembre 2018 , Scritto da Daniela Lombardi Con tag #daniela lombardi, #mimmo tuccillo, #moda, #intervista, #televisione

 

 

 

 

Lo stilista Mimmo Tuccillo non è certo nuovo a vestire personaggi del mondo dello spettacolo, l’incontro con Vladimir Luxuria è stato particolarmente felice. Si è svolto grazie a Carlo Cremona, che ha invitato lo stilista al  "Festival Internazionale del Cinema " Omovies... Gran Galà.

Per  l’occasione ha vestito Vladimir Luxuria, e la collaborazione fra i due continuerà anche in futuro.

Mimmo Tuccillo dichiara che: “Noi artisti diamo una mano ed una voce in più per chi non ha la forza, sostegno e appoggi familiari e sociali. Io sono sempre in prima linea per i più deboli. Sono contro ogni forma di violenza, contro l’omofobia. Bisognerebbe insegnare fin da piccoli i bambini al rispetto. Con Vladimir Luxuria ho avuto subito un ottimo approccio e la nostra collaborazione continuerà…  è speciale!”.

 

Come definirebbe Mimmo Tuccillo se stesso?

Un artigiano al servizio della moda e dell’arte.

 

Come si è avvicinato alla moda?

Sono sempre stato attratto dalla moda, infatti fin da bambino realizzavo abiti per le mie amiche con cose riciclate, insomma giocavo a fare lo stilista.

 

Che tipo di abiti realizza?

Io vivo al sud e per fortuna ci sono ancora molte ragazze che sognano l’abito da sposa ed io li realizzo materializzando i loro sogni, ma anche abiti per grandi occasioni.

A cosa si ispira?

Il mondo stesso è fonte di ispirazione: dalla realtà urbana, dalla natura. Il processo creativo è frutto di continua ricerca, come gli abiti ispirati a correnti pittoriche e architettoniche.

Veste molti personaggi del mondo dello spettacolo, ci può fare qualche nome?

Ultimamente vesto Antonella Clerici per “Standing Ovation”, Tina Cipollari nei vari programmi Mediaset, Ivana Spagna, Silvia Mezzanotte, Francesca Rettondini, Cecilia Gasdia, Gabriela Barros, Monica Rogledi, Justin Mattera, Veronica Maya, Carmen Di Pietro, Barbara Chiappini e molte altre, e tra i politici Pina Castiello e Paola Concia.

 

Che cosa è la vera eleganza?

Eleganza è sinonimo di buon gusto, è innata, ed è equilibrio ed armonia.                                                                                                                              

Come sono stati i suoi inizi?

Normale iter scolastico, specializzazioni in ricami a mano, cucito e dieci anni di gavetta in importanti atelier.

 

Il made in Italy che importanza ha?

L’Italia è al primo posto da sempre la capitale

 

Quali sono state le tappe più importanti della tua carriera?    

Oscar della moda dal teatro greco di Taormina diretta Rai uno, Le note degli angeli diretta Rai Uno, La voce di padre Pio diretta Rai  Uno, Al posto tuo Alda D’Eusanio Rai Due, Stelle emergenti Rai Due, Gran galà di capodanno diretta Rai Uno, Festival di Sanremo Ivana Spagna,  Cinema Reality Matteo Garrone, “Passione” John Turturro.

 

 

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