Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Post recenti

Non ci si mette a discutere su un vento d'aprile

23 Novembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #le suggestioni di franca

 

 

 

 

Amo molto il lusso, ma questo non ha niente a che vedere con lo sfarzo, con la vistosa esorbitanza delle normali comodità, con la sovrabbondanza, con l'eccesso nel modo di vivere e con le spese superflue volte solo a soddisfare ambizione e vanità. Il vero lusso non giace nella ricchezza e nel fasto, ma risiede nella squisitezza, nella raffinatezza, nel buon gusto di modi e costumi, nelle espressioni ricercate e soprattutto nella totale assenza di volgarità. Non c'è lusso se pur navigando nell'oro mancano la cultura e l'educazione, la finezza, la signorilità e la nobiltà spirituale. Voglio qualcuno che mi tratti coi guanti bianchi, è metafora del desiderio di quella  profonda gentilezza che va scomparendo, sostituita dalla volgarità delle parole e dei modi. Volgarità è la più brutta espressione  della nostra lingua e del nostro vivere.

Chiudo citando Ezra Pound “Parlo della bellezza, non ci si mette a discutere su un vento d'aprile. Quando lo s'incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo in una statua.

Mostra altro

JoJo Moyes, "Me before you"

22 Novembre 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni

 

 

 

 

 

 

Me before you

JoJo Moyes

Penguin Books

Prima edizione 2012

 

Ci sono libri che forse non saranno capolavori della letteratura ma ti fanno riscoprire il piacere puro e semplice della lettura, non solo per il desiderio di dedicar loro ogni momento libero, ma anche perché finisci per viverci dentro, per sentirti parte della vicenda, come se la storia fosse anche tua. Ti svegli al mattino già immersa in quell’emozione e con quell’emozione vai a letto la sera.

Ultimamente non mi è successo con Our souls at night (Le nostre anime di notte) di  Kent Haruf, non mi è successo con The remains of the day (Quel che resta del giorno) di Katsuo Ishiguro - pur se un nodo alla gola alla fine me l’ha provocato il cristallino “at that moment my heart was breaking”, che racchiude la deflagrazione di tutto un sentimento trattenuto per l’intero romanzo, interpretata al cinema dalla maschera imperscrutabilmente espressiva di Antony Hopkins - mi è successo invece col best seller Me be for you (Io prima di te).

Se, personalmente, non avrei scelto di spezzare la tensione spostando sporadicamente il punto di vista da Louisa ai personaggi minori - dei quali, francamente, c’interessa poco - non trovo, comunque, in questo bel romanzo, tutti i difetti evidenziati in altre recensioni, anzi, mi è sembrata una storia travolgente. JoJo Moyes può essere forse prigioniera di certi cliché cinematografici, ma ha una scrittura lussureggiante e visiva, che ti trascina all’interno di scene fatte non solo di pensieri e dialoghi ma anche di gesti, rumori, odori e sapori.

Di là dai risvolti sociali, e dalle argomentazioni pro e contro il suicidio assistito e il fine vita, questo romanzo è – a detta della stessa autrice – una grande storia d’amore. Anzi, è ancora una volta la storia de La bella e la Bestia, dove la bella è Louisa Clark e la bestia il sensuale quadriplegico Will Traynor.

Di Will non conosciamo direttamente i pensieri, se non per una lettera finale nella quale vien detto poco o nulla, ma si lascia intravedere parecchio. Egli giganteggia, bello e immobile sulla sua sedia a rotelle, con i suoi cateteri, le cannucce per bere e gli occhi di ghiaccio, con il suo cibo sminuzzato, le sue medicine e la sarcastica gentilezza. Ci ricorda il bel vampiro di Stephenie Meyer.  

Louisa, invece, è una cenerentola, la ragazza poco amata, dalla bassissima autostima che lui, novello Pigmalione, schiude alla vita. E mentre lei prende coscienza di se stessa e dispiega le ali, lui si avvicina a gran passi alla morte. Invece di essere lei a stimolare la voglia di vivere di lui, avviene il contrario, sarà lui, prigioniero della sua paralisi e dei suoi infiniti tormenti, a insegnarle la bellezza della vita.

Per tornare a Katsuo Ishiguro, anche qui il sentimento è trattenuto per tutto il romanzo. Da parte di Will lo sarà fino all’ultimo. Non può amare Louisa perché la sacrificherebbe e perché dovrebbe amarla a metà, mentre lui vuole essere se stesso tutto intero, il se stesso di una volta. Lei, dal canto suo, è fidanzata con un uomo che non la merita e solo lentamente si accorge di quanto i sentimenti per il suo assistito mutino e maturino, fino a che lo strazio non la sopraffa.

E qual è, vi chiedo, la forma di amore più sublime, più trascendente e romantica, se non quella che non si consuma, che brucia in un eterno desiderio inappagato? Come Bella Swan (almeno nel primo libro della serie Twilight) non può coronare il suo sogno erotico con Edward perché forse ne morrebbe, così la goffa, impacciata, ma segretamente brillante, Louisa non può unirsi a Will.

E nella straziante scena finale - quando, a un passo dal suicidio di Will nella clinica svizzera, lei cerca di fondersi con lui, imprimendosi addosso, non solo nella mente ma anche nel corpo, molecole di lui, sperando che diventino parte di lei e continuino a vivere attraverso lei - ammettiamolo, c’è amore allo stato puro, eros misto a thanatos, un suggello erotico che sappiamo continuerà per sempre, oltre la vita e la morte.  

Mostra altro

Radio Blog: Stefania Nicolai

21 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #stefania nicolai

 

 

 

"Ho scelto dalla mia libreria tre romanzi che lasciano, ognuno a modo proprio, un segno tangibile in chi legge, perché il vero fine di un libro è quello di emozionare, far riflettere e magari anche mutare le proprie decisioni". 
 

Dopo averla conosciuta su Radio Blog attraverso un estratto del suo  Paleolithic Romanzo  -  Edizioni Espera, abbiamo chiesto a  Stefania Nicolai  di parlarcene e di suggerirci altri due libri per lei molto significativi. 
 

La sua scelta è stata: 
- Un giorno perfetto di Melania G. Mazzucco - Rizzoli
- Il vecchio che leggeva romanzi d'amore di Luis Sepulveda - Guanda Editore

 

Buon ascolto!
 

Fotografie di Stefania Nicolai
Musica: www.bensound.com
Per contattarci: radioblog2017@gmail.com
   

Mostra altro

Ho voglia di mare

21 Novembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #poesia

 

 

 

 

Ho voglia di mare

delle sua onda continua spezzata e respinta dal rigido scoglio

della sabbia bagnata che scompare e riappare fra i flutti

il rumore rabbioso di  un moto perpetuo di vita e di morte.

È un abbandono latente, un ritorno, una carezza continua

che inquieta  pensando al futuro incerto e caduco.

Ho voglia di mare

sono pronta coi  pugni contro la vita che continua a sfidarmi

farò fronte all'inverno col ricordo del sole negli occhi

nella lotta si arrendono i deboli, chi è forte trionfa

Ti aspetto un giorno, ovunque sarà, come l'onda

in un solo attimo prende e regala l' eternità.

 

 

Mostra altro

Radio Blog: Nadia Banaudi e Silvia Algerino

20 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #silvia algerino, #nadia banaudi, #recensioni

 

 

 
 
Due amiche e due scrittrici, Nadia Banaudi e Silvia Algerino che hanno entrambe pubblicato i loro romanzi attraverso l'interessante iniziativa editoriale bookabook di cui abbiamo parlato su Radio Blog.
 
Ognuna di loro vi parlerà del libro scritto dall'altra e vi consiglieranno un altro libro da leggere privilegiando scrittori meno comuni e noti al grande pubblico che meritano di essere conosciuti.
Vi parleranno di:
 
Come se fossimo già madri di Silvia Algerino - edizioni bookabook
- Come un Dio immortale di Maria Teresa Steri - Books
- Cercando Goran di Grazia Gironella - Amazon Self Publisher
- Vita e riavvita di Nadia Banaudi - edizioni bookabook
 
Potete conoscere meglio Nadia e Silvia andando a curiosare sui loro blog:
 
 
Se anche voi volete parlarci dei vostri libri preferiti inviateci il vostro audio a radioblog2017@gmail.com.
A cura di Chiara Pugliese.

Mostra altro

I rimedi di nonna Rosa: detergente per il bagno

20 Novembre 2018 , Scritto da Nicole Con tag #nicole, #i rimedi di nonna rosa

I rimedi di nonna Rosa: detergente per il bagnoI rimedi di nonna Rosa: detergente per il bagnoI rimedi di nonna Rosa: detergente per il bagno

 

Ciao dalla vostra rossa Nicole, Rouge per gli amici.

Sono sempre implacabilmente single, soprattutto dopo una pietosa avventura con un amico appiccicoso che poi non si è rivelato una bella persona.

Ecco a voi un detersivo per il bagno fatto in casa.

Un bicchiere di sapone per piatti, mezzo di candeggina, e uno e mezzo di aceto bianco. Mescolare tutto e sgrassare le mattonelle. Magari potete anche metterlo in un vaporizzatore ma è meglio se non vi respirate la candeggina. Comunque è un detergente economico e universale.

A bientot

 

Scrivete a nicole.sdf@tim.it  dispenso consigli su tutto e per tutti! 

Mostra altro

Radio Blog: GeaBook

19 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #inteviste, #blog

 

 

Ancora una bella chiacchierata con una blogger molto interessante, Gea Petrini che gestisce il blog GeaBook.
Giornalista per professione ma con una grande passione per il libri, ci parlerà di come è nato il suo blog e di come attraverso di esso cerca di trasmettere il suo amore per la lettura. Ci parlerà dei libri che le piace leggere, ma anche di quelli che non le sono piaciuti!

 

I libri di cui Gea ci parlerà sono:

- Un feroce dicembre di Edna O'Brien - Einaudi editore
- Il giro dell'oca di Erri De Luca - Giangiacomo Feltrinelli Editore
- Sei ancora qui di Daniel Waters - Sperling & Kupfer

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese

Musica: www.bensound.com
Per contattarci:radioblog2017@gmail.com

Mostra altro

Cessata attività

19 Novembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #le suggestioni di franca, #il mondo intorno a noi, #come eravamo

 

 

 

 

Ieri pomeriggio sono andata al mio paese, ci torno sempre quando ho voglia di ritrovarmi. C’è una merceria all’angolo della piazza, un piccolo negozio dove mia nonna comprava il lino per cucire il corredo ai figli, dove mia madre si fece confezionare l’abito di matrimonio e dove, mi raccontava spesso, passando là davanti vide per la prima volta un paio di calze di nylon. C’è un negozio all’angolo della piazza del paese dove anch’io, nei miei anni di peregrina in giro per l'Itala, andavo quando tornavo a casa. Acquistare qualcosa lì,  era come portare con me un po’ della mia terra, un pezzo di tradizione, un centrotavola fatto all'uncinetto, una tovaglia ricamata a mano, un golf di pura lana confezionato ai ferri, un articolo artigianale, spesso unico, da regalare a un'amica o da conservare in ricordo. Adesso lo gestisce Valentina, la nipote dell’anziana proprietaria che conoscevo, è una ragazza che ha l’età di mia figlia, ha dedicato tutte le sue energie a rinnovare il negozio di famiglia e ne ha fatto un ambiente confortevole, caratteristico, dove si respira un'atmosfera di calda intimità, una “bomboniera”. E’ accogliente, fresco, pieno di articoli nuovi, di classe, tessuti di qualità accostati al caldo legno degli scaffali e dell’antico bancone: è di buon gusto.  C’è un piccolo negozio all’angolo della piazza del paese, o forse dovrei dire c’era, perché quella ragazza mi ha informata che, strozzata dalla crisi, dalle tasse, dalla concorrenza dei grandi centri commerciali, degli outlet sorti come funghi a pochi km di distanza, a fine anno cesserà l’attività, che era stata di sua madre e prima ancora di sua nonna e indietro per generazioni fino a che si ricordi. “Questo è uno di quei giorni che vorresti non arrivassero mai, ma che arrivano e ti portano via con la furia di un uragano”, mi ha detto salutandomi con le lacrime agli occhi. C’era un piccolo negozio all’angolo della piazza, memoria storica di un’epoca che non c’è più, ha resistito con testardaggine e attaccamento alle tradizioni fino a che ha potuto. Oggi si è dovuta arrendere e sarà un’altra saracinesca chiusa, un altro pezzo di storia del mio paese che se ne va sotto lo sguardo indifferente degli amministratori, per far largo ai negozi cinesi con la loro puzza di plastica, di colori chimici, le loro chincaglierie a buon mercato e alle bancarelle di ambulanti pakistani e marocchini coi loro articoli dai colori sgargianti, che accontentano una clientela sempre più grezza, sempre più povera.

L'emorragia di attività di vicinato non si ferma, tornando a casa riflettevo. Edicole, librerie indipendenti, salumerie, piccoli alimentari, macellerie, calzolai, erboristerie, pescherie, pelletterie.  La crisi dei piccoli negozi è un cancro che congiunge il Paese da nord a sud, senza far sconti a nessuno. La Confesercenti ha dichiarato che nel 2017 hanno chiuso senza essere sostituite circa diecimila imprese del commercio al dettaglio in sede fissa, al ritmo di un negozio sparito ogni ora.

E a sparire sono  soprattutto i negozi tradizionali, unici, come quello di Valentina.

Mostra altro

Arte al bar: JACOVITTI "Cocco Bill"

18 Novembre 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #arte al bar, #vignette e illustrazioni

"Cocco Bill" di Jacovitti e l'omaggio di Walter Fest"Cocco Bill" di Jacovitti e l'omaggio di Walter Fest

"Cocco Bill" di Jacovitti e l'omaggio di Walter Fest

 

 

 

 

 

 

"Ho inventato anche delle espressioni similonomatopeiche diverse da quelle delle strisce americane: gulp, sob, sdeng. Per uno schiaffone io metto: Schiaffffon. Oppure: Cazzotttton." 
Benito Jacovitti

 

Bentornati amici lettori, il colore di stagione è il grigio, piove a dirotto, ma per fortuna la natura ci offre una vasta gamma di tonalità rallegranti, amici lettori della signoradeifiltri, mica penserete che vi lasciamo al buio, eh! Oggi voglio farvi divertire e parleremo di un artista che non aveva le phisique du role, è stato per tutta la sua carriera un giocherellone, però artista vero, un istrione della fantasia ma genio della matita. Non appariva come un autentico artista perché, secondo il luogo comune e la credenza popolare, appartenente a quella categoria sottovalutata, quella dei fumettisti - poiché maggiormente apprezzata dai più giovani e lontana dai riflettori delle luci della ribalta artistica - per poi in realtà scoprire che la loro bravura poteva anche essere superiore a quella degli artisti di grido e di fama. Magari le avessero avute alcuni di loro le mani di certi disegnatori di fumetto, ma non solo la mano, come non parlare di quella dote che faceva dei disegnatori di fumetti degli eclettici autori di storie e personaggi che sono rimasti nella memoria degli appassionati di tutto il mondo? 

Un disegnatore di fumetti è tecnicamente un vero artista che, con le proprie opere, ha il "difetto" di farci sognare e divertire, già perché, a quanto pare, bisogna sognare solo quando si è ragazzini, dopo nisba, si entra nel mondo dei grandi, diventa difficile godere della fantasia, e la sua arte diventa simpaticamente nostalgica. 

Lo so, la sto facendo lunga, Giovanna mi guarda, fra un attimo si farà sentire, Gianni ormai è abituato all'arte, per farlo entrare in atmosfera gli ho prestato un Alan Ford, voi non potete vederlo ma dietro la cassa sta ridendo come un matto, ok, signore e signori, oggi parleremo di Jacovitti
 

"Mi costruivo da solo i giocattoli. Con le forbici, l'ago e il filo costruivo dei pupazzi di stoffa. Facevo i trenini, le casette, le automobiline." — Benito Jacovitti

 

Benito Franco Giuseppe Jacovitti, per tutti semplicemente Jacovitti (Termoli, 9 marzo 1923 – Roma, 3 dicembre 1997), uno dei più importanti fumettisti italiani. Attratto sin da bambino dal mondo dei fumetti giocoforza, perché negli anni '30 un ragazzino mica aveva tutto il ben di Dio che hanno le attuali e recenti generazioni, a quei tempi bisognava lavorare di fantasia e il nostro artista era ben dotato sia di ironia sia di un bel tratto di disegno rapido e caratteristico del fumetto.

Da giovane, magro, esile come un grissino, anzi, come una lisca di pesce che sarà la sua firma, ma da artista dell'illustrazione, un Big Jim dell'ironia e della battuta disegnata a matita. 

Ma voi avete mai visto un disegnatore di quella pasta disegnare? Beh, non sapete che vi siete persi, ora, oggi, anno 2018, tutta la magia di un'immagine è in un click, ma ai suoi tempi un fumettista temperava le matite con un temperino, un disegnatore era un fulmine spassoso dal tratto rapido, matita e china, dita sporche di inchiostro e di grafite, una mente creativa che rideva, il fumettista non ride con la bocca ma con la mente dentro il proprio io.

La mente di un disegnatore di fumetti ride per far ridere e sognare i lettori, nel suo caso, grazie a una fantasia che oggi chiameremo demenziale, realizzava quello che allora sembrava impensabile, non vi stupite, sto saltando la sua biografia, Jacovitti è stato un eccezionale interprete della immaginazione e della satira: salami, pettini, chiodi, vermoni, ossa ficcate a terra, piedi con i piedi, salami con i piedi, tutte cose che non c'entravano assolutamente nulla con il fumetto e con le storie dei suoi personaggi, Dio solo sa che infinito elenco di roba inventava il nostro artista, la sua mente gioiosamente ribelle inventava tutta roba stramba con balloon o senza balloon, tutta roba che però faceva ridere. Perché ridere? Ma perché erano cose assurde, quella pazza genialità che stimolava così tanto la fantasia e il divertimento del lettore.

Ma non erano solo queste le cose che facevano impazzire i lettori, ora provate ad immaginare le pagine dei suoi fumetti totalmente diverse nell'impostazione grafica rispetto alla consuetudine, le strisce e le vignette completamente fuori sincro, per usare un termine cinematografico, personaggi e storie che sviluppavano verso l'alto della pagina, figure in primo piano che non ci azzeccavano niente con la classica metodologia fumettistica, ma che erano un grande segnale di originalità, scaturita dalla visione umoristica e geniale di un grande artista.
 

- Mio padre aveva il suo diario (Katia la cassiera del supermercato.)
 

- Il diario Vitt?
 

- Sì, ma non ricorda più dove lo ha messo.
 

- E' normale, lo avrà dimenticato quando è partito soldato ma, sicuramente, se lo sentite ridere di notte è perché se lo sta sognando!
 

Il diario Vitt ebbe un grande successo giovanile per gli studenti fra gli anni '70 e '80 e divenne così popolare da spingere altre case editrici a seguire le sue orme realizzando articoli inavvicinabili nella fantasia ma simili nel concetto. Jacovitti, oltre che lavorare come illustratore, ha lanciato i suoi personaggi in numerose campagne pubblicitarie passate sull'indimenticabile Carosello.
 

- Ora proverò a farvi sognare il Far West con il suo personaggio forse più celebre, Cocco Bill, che esordì il 28 Marzo del 1957 su un supplemento settimanale del giornale "Il Giorno". Era un cowboy strampalato dalla faccia da buono al servizio della giustizia, sempre pronto alla caccia e alla lotta contro i cattivi, in sella al suo cavallo Trottalemme. Cocco Bill non beve whisky ma camomilla, vuole fare il duro in perfetto stile yankee ma è un timidone perché Osusanna ailoviù spasima per lui che invece la ignora, la sua pistola spara come una bacchetta magica e sempre per magia trasforma la violenza del suo selvaggio West in divertimento..."Mondo pistola!"
 

"Qualcuno brontolò perché, per esempio nelle storie western, c'era qualche ammazzamento. Ma sarà violenza quella in cui il morto fa un paio di capriole, entra nella cassa e cammina per il cimitero con mani e piedi che gli escono dai legni?"
 

(Benito Jacovitti, in un'intervista al Corriere della Sera del 22 novembre 1992)
 

- Ahahahahahah... E' Gianni che sta ancora ridendo con Alan Ford fra le mani... - Ahahahah... a questi nun je ne va bene una! (Gianni.)
 

- Oh, ma che si ride delle sventure altrui? (Peppino il pensionato.)
 

- Ma no, pirla! E' solo un fumetto! (Giovanna la Milanese.)


-Ma perché, non ci siamo tutti messi a ridere quando Gianni ha lavato per sbaglio il pavimento con la Coca Cola e friggeva tutto?(Mario il benzinaio.)
 

- Facciamo così, adesso al posto del caffè servo a tutti della camomilla!(Gianni.)
 

- Ma dai, non prendertela, la vita è tutto un fumetto! (Monica la parrucchiera.)
 

Amici lettori della signoradeifiltri, ci dispiace, voi non potete sentirli, stanno tutti ridendo crepapelle, ebbene sì, la vita è tutto un fumetto e andrebbe affrontata con maggiore ironia, e noi cerchiamo, con le nostre chiacchierate artistiche, anche di colorarla. Ora vi ringraziamo e vi salutiamo, vi aspettiamo al prossimo artista, un grande artista, faremo un bel salto nel passato.

Mostra altro

Radio Blog: Tracce d'inchiosto

17 Novembre 2018 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #blog

 

 

 

"Io ho scelto tre libri che ti fanno ragionare molto ed aprono la mente perché secondo me i libri veramente riusciti sono quelli che ti fanno ragionare e ti arricchiscono".

 

Una bella e piacevole chiacchierata in compagnia di Debora Gauli creatrice del blog Tracce d'inchiostro - libri e recensioni.

 

Debora ha scelto di parlarci di:
- Al ritmo delle stagioni di Alessia Battistoni e Tommaso D'Errico
- Il dono della rabbia di Arun Gandhi - Giunti Editore
- La locanda degli amori diversi di Ito Ogawa - Neri Pozza

Buon ascolto!

 

A cura di Chiara Pugliese
Musica:www.bensound.com
Per contattarci : radioblog2017@gmail.com

   

 

Mostra altro