Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Post recenti

I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero autunnale del sottomarino giallo

14 Agosto 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
 
 
Amici lettori della signoradeifiltri, che ora sicuramente state al mare sotto l’ombrellone o in montagna a passeggiare fra boschi e vallate, questa è una storia di fantasia ambientata in una stagione che verrà, perciò con la vostra immaginazione indossate un abbigliamento più pesantino, prendete un ombrellino e seguiteci in quest’altro giallo da risolvere.
 
 
 
Il mistero Autunnale del sottomarino giallo
 
 
 
Autunno, autunno che bella stagione, è tempo di castagne, di vendemmia, di cambio negli interni degli armadi... cambio di stagione? Dipende dal mutamento climatico. Comunque l'autunno è bello anche perché le foglie degli alberi diventano giallo ocra misto a marrone, con  un po’ di rosso e arancio e verde marcio, rendono allegri i viali, soprattutto quando cadono. Alzate dal vento giocherellone, cominciano a volteggiare vorticose e sbarazzine. Però c'è un problema, che le foglie sono tante e incasinano le strade già di per sé incasinate, fra traffico e gente incivile. Tutte queste foglie sparse tappano i tombini e le vie di scarico dell'acqua piovana, creando allagamenti a non finire.
Però, ultimamente è successo un fatto strano: le strade, incredibile ma vero, sono completamente pulite, senza l'ombra di una foglia e, da voce di popolo, la pulizia straordinaria è iniziata da quando è comparso un misterioso sottomarino giallo a quattro ruote.
Subito si è sparsa la voce e la gente, incredula di tanta pulizia, presa dai propri fatti quotidiani, neanche si è chiesta chi fosse l'artefice di questa operazione.
Insomma, questo misterioso mezzo da lavoro è un sottomarino giallo a quattro ruote, inusuale, dotato di un potente aspirapolvere che risucchia in un battibaleno tutte le foglie, facendo brillare strade e marciapiedi.
Ma non è finita qui perché, inoltre, questo sottomarino giallo durante il tragitto emette suoni... Ma che sbadato sono, emette della vera musica di tutti i generi, dal pop, al rock, dal jazz, dalla tarantella, al liscio, al folk, perfino stornelli e classiche romanze. Di conseguenza la popolazione, oltre a essere felice per la pulizia, è entusiasta e allegra per queste armonie che riaccendono gli animi spenti, intristiti dai tempi moderni, tecnologicamente così avanzati ma anche così freddi e noiosi.
 
 
 
- Commissario Trabalza.
 
- Buongiorno sindaco, che piacere sentirla.
 
- Senta, commissario, da voci popolari sui social sembra che stia circolando un originale sottomarino giallo canterino che pulisce le strade, ma voi ne sapete qualcosa?
 
- Sindaco, veramente no, forse è competenza della polizia urbana.
 
- Commissario, me lo lasci dire, ma lei è proprio un ebete, ma certo che ho già chiesto al capo della polizia municipale e chiaramente non ne sa nulla.
 
Il commissario Trabalza sta per chiedere se il sindaco ha già domandato al capo della nettezza urbana ma si ferma in tempo.
 
- Commissario, ho già interpellato e tutti sono all'oscuro di tutto. Trabalza, le affido il compito di indagare. Mi raccomando, sembra che la popolazione, quando vede passare il sottomarino, diventi felice e si metta a ballare e a cantare. Sa, commissario, non vorrei che troppa felicità intaccasse il morale della cittadinanza e facesse commettere qualche azione esagitata.
 
- Sindaco, conti pure su di me.
 
- Bene, aspetto sue notizie.
 
Click. Clack.
 
- Pacchiarottiiii... imbranato, vieni qua! Forza, apriamo questo nuovo caso.
 
- Va bene, capo, da dove cominciamo?
 
- Facciamo un giro per le strade pulite e cerchiamo testimoni.
 
Il commissario e il suo assistente girano tutta la giornata senza cavare un ragno dal buco e, a fine turno, decidono di andare a cenare in pizzeria, quella sull'ultimo viale perlustrato.
 
- Cameriere, ci porti due belle pizze fagioli e gorgonzola, ma prima mi dica una cosa, chi è che pulisce le strade così bene?
 
- Alle otto meno un quarto, un giorno sì e uno no, passa sempre di qua un sottomarino giallo. Aspira tutte le foglie che cadono dagli alberi e se ne va. 
 
- Sì, capisco, ma è mai riuscito a vedere il conducente?
 
- Veramente no, ma deve essere un tipo a cui piace la musica perché, quando passa, dal finestrino di quel coso esce della musica, e chi gli cammina vicino diventa immediatamente più allegro.
 
- Tutti diventano più allegri, eh!
 
- Commissario, e  se fosse una trovata pubblicitaria?
 
- Pacchiarotti, non dire minchiate. Forza, da bere che prendiamo?
 
- Il solito.
 
- Cameriere, allora insieme alle pizze ci porti una bottiglia da due litri di Maraschino.
 
E così, nel dopo cena, sotto l'effetto dei fagioli, i due, a causa del gas esplosivo faciolesco,
 
(lettore toscano puntiglioso e purista: "faciolesco"? Con la c? Cosa sono i "facioli"? Li mangia Bud Spencer nella padella con con il "larco"?)
 
dovettero ritornare in auto con i finestrini abbassati. A entrambi prese un colpo quando si videro sorpassati da un sottomarino giallo che cantava le canzoni di Ivan Graziani e di altri mostri della musica internazionale, quindi, con il lampeggiante lampante che sembrava il faro di Mergellina, si tuffarono velocissimi all'inseguimento del misterioso mezzo pulitore. Ma, quando si accorsero che alla guida non c'era nessuno...
 
(lettore toscano puntiglioso etc etc: "lampeggiante lampante"? Come direbbe Albertone: "Walter Fest, ma chi sei? Pussa via!)
 
- Pacchiarotti, tu hai visto quello che ho visto io?
 
- Commissario, alla guida non c'era nessuno!
 
- Mica potevamo arrestare un fantasma?
 
- Non esistono i fantasmi, che minchiata dici!
 
- E adesso che facciamo?
 
- Se lo diciamo in centrale, ci prendono per matti.
 
- Lasciamo perdere, andiamo al bar di Walter Fest, magari ci offre un cordiale. Lì sono abituati con i racconti di fantasia.
 
 
 
INTANTO AI PIANI ALTI 
 
- Lo sapevo che non dovevo fidarmi di voi, musicisti della strombazzata, ho inventato un veicolo per aspirare le foglie degli alberi. Un veicolo senza motore, alimentato da pannelli solari super efficienti, che trita le foglie e le trasforma in concime, un'invenzione che più utile e ingegnosa non v’è. Vi ho affidato una missione e voi me lo avete carrozzato come un trocadeiro musicante, come un sottomarino giallo! Vi pensavate di essere i Beatles?
 
(Lettore toscano, direi piuttosto fiorentino etc: "Trocadeiro musicante?" O icchellè?)
 
- Mastro Leonardo, abbiamo solo aggiunto un tocco in più e poi, veda il lato positivo, con l'idea della musica a bordo abbiamo reso allegra un sacco di gente. Non vede i volti della gente così sempre corrucciati? Però, bella la sua idea ecologica!
 
- Modestia a parte, sono Leonardo da Vinci... Solo per curiosità, chi lo guidava questo sottomarino giallo?
 
- Abbiamo fatto tutti a turno.
 
- Pure Carosone?
 
- Certo, in compagnia del principe Antonio de Curtis, è stato un tour di grandi successi!
 
- Cose da pazzi, avete coinvolto anche il principe della risata... Uno di questi giorni sciolgo la banda e vi mando tutti a cantare la ninna nanna ai vecchietti delle case di cura!
 
 
 
E anche questa volta, amici del blog sempre aperto ai raggi di sole culturali, ci dispiace per lui, il commissario Trabalza non ha risolto il caso. Ci rivediamo al prossimo episodio, il giallo continua....
Mostra altro

 I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero di Ronaldo fuori campo

13 Agosto 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
Buon ferragosto, prima di tutto buon ferragosto a tutti i nostri affezionati lettori, e il miglior modo di accompagnarvi nel corso di questo periodo vacanziero è condividere con voi un po’ di fantasia e di ironia, miscelati con del giallo. Oggi per voi un nuovo mistero in città: la banda di mastro Leonardo è l’incubo del sindaco e del commissario Trabalza. Voi da che parte state?
 
 
Il mistero di Ronaldo fuori campo
 
Ore 15, l'arbitro sta per fischiare l'inizio dell'incontro di calcio fra Juve e Napoli. L'allenatore dei bianconeri guarda concentrato i suoi ragazzi schierati in campo, ma c'è qualcosa che non lo convince. Si gira verso il suo vice, lo scambio di sguardi fra i due è un grande punto interrogativo. Invece tutto lo stadio al completo, preso dalla transagonistica giugulare, pare non avvertire nulla. 
 
(Lettore: "La transagonistica giugulare? Bo? Sarà la vena sportiva?) 
 
- Ma casso dov'è Ronaldo? 
 
- Sarà andato a pissiare.
 
- È impossibile, vai di corsa a cercarlo negli spogliatoi!
 
Intanto la partita è iniziata 10 contro 11 ma nessuno se ne accorge, solo fra i bianconeri qualcuno a centrocampo non sa a chi passare il pallone in attacco. Gli schemi sono saltati e si sta per realizzare un terribile dramma sportivo. Sono momenti concitati, l'allenatore richiede l'intervento del quarto uomo per avvisare l'arbitro che ci deve essere qualcosa che non quadra e che deve fermare l'incontro per questo imprevisto.
 
-Mister, mi scusi, ma non possiamo fermare la gara, faccia entrare dalla panchina un altro giocatore.
 
- È una roba da matti... forza Ciocchetti, non fare il ciocco, preparati!
 
Senza scaldarsi entra in campo, in sostituzione dell’assente, Ciocchetti con il numero 23 dietro le spalle. Lascia alla svelta la borraccia con la gazosa, infila i parastinchi di alluminio griffato, ed entra al posto del giocatore misteriosamente volatilizzatosi. Intanto, in tribuna stampa anche i giornalisti si rendono conto dell'accaduto, cominciano a fioccare illazioni e le più disparate supposizioni, mentre impazzano nell'etere i contatti con le redazioni dei giornali sportivi e non.
La partita riprende, in un lampo, rapido come Maradona nelle sue azioni di attacco, arriva il commissario Trabalza per risolvere il caso.
Il  commissario convoca senza fronzoli, di fronte a barolo e cioccolatini, l'allenatore, la fidanzata e qualche amico del giocatore per ascoltare le versioni e iniziare le indagini.
 
- Mister, ha qualche sospetto? Qualche comportamento o frequentazione particolare da parte del suo giocatore in questo ultimo periodo?-
 
- Veramente no, era tutto gioco e chiesa.
 
- Sì, lo confermo, non frequentavamo la jet society, né la Torino bene, tutte le sere davanti alla tv a vedere i Simpson, rigorosamente senza ridere per non sforzarsi.
 
- Commissario, con noi neanche una partita a briscola!
 
- Ronaldo ha imparato a giocare a briscola?
 
- Tutta colpa di Ivo il massaggiatore!
 
- Vabbè, ci toccherà interrogare anche questo Ivo il massaggiatore... potete andare, via via, andate via, vi terremo aggiornati, ma nel frattempo poche chiacchiere con la stampa, mi raccomando.
 
- Sergente Pacchiarotti, tu che ne pensi?
 
- Commissà... per me l'hanno rapito gli alieni!
 
- E chi te lo avrebbe detto, Dario, insieme al suo amichetto Asimov?
 
- Commissà... ma secondo lei agli alieni non piacciano Barolo e cioccolata?
 
- E vabbè e allora?
 
- Gli alieni vogliono tutto il meglio dei terrestri per clonarci, perché a loro manca quello che abbiamo noi, vogliono assimilarsi a noi per prenderci le nostre qualità!
 
- Quindi, Pacchiarotti, tu sei destinato a stare qua insieme a noi e a tua suocera?
 
- Perdincibacco, non ci avevo pensato ma, commissario, io e la suocera che ci entriamo con gli alieni?
 
- Era una battuta! Pacchiarottiii, era una battuta!
 
 
Ma a questo punto anche nei piani alti l'agitazione è alle stelle.
 
- Banda di mentecatti, ma quel bel tipo è quello che penso io?
 
- Mastro Leonardo, è solo un prestito momentaneo per la partitella settimanale.
 
- Ivan Graziani, ti ricordo che questa operazione non ti è stata autorizzata.
 
- Mastro Leonardo, ma è solo per una partita, eravamo stanchi di giocare e prendere batoste nelle partite a calcio con gli artisti che poi, lo ammetta, sono anche suoi amici.
 
- Beh, ehm ehm... non tutti... in mezzo a loro c'è qualcuno che copia.
 
- Guardi, mastro Leonardo, che in partita Botticelli ogni volta ce ne fa quattro, Michelangelo e Caravaggio in difesa menano come fabbri, Bernini in porta para perché con le mani sa fare tutto, Pollock entra sempre in campo con il whisky nascosto nei pantaloncini, e l'arbitro Dante Alighieri, altro amico suo, pensa sempre all'amore e vede il gioco come gli pare e, per finire, Boccioni cjà rotto i co... e poi c'è uno che scatena sempre la rissa, la butta sempre in caciara, possiamo fare senza problema il nome... Picasso che rompe sempre il...
 
- Ohhh... e basta! Ho capito! A parte il fatto che Dante non è mio amico ma un compagno di avventura, ora che intenzioni avete?
 
- Abbiamo preso in prestito Ronaldo solo per una partita.
 
- Non sarebbe giusto.
 
- Neanche che lei favorisca gli artisti!
 
- Chi, io? E poi gli artisti sono fuoriclasse.
 
- Ah, e allora noi chi siamo?
 
- Ivan, ma voi siete musicisti! (Notare la flessione vocale sminutiva)
 
(Lettore: "Sminutiva?" Vorrà dire diminutiva, peggiorativa? Ma?)
 
- E allora ci teniamo Ronaldo!
 
- Ma questo non è legale!
 
- Mastro Leonardo, con la fantasia, lei ce lo insegna, possiamo fare tutto!
 
- Va bene, fatela sta benedetta partita, e camuffatelo da Elvis Presley, vestitelo rock e  poi riportatelo dove lo avete preso... Ivan Graziani, una curiosità, ma tu sei mezzo abruzzese e mezzo sardo... perché dici le parolacce in romanesco?
 
- È tutta colpa di Walter Fest!
 
- Capisco... uno di questi giorni gli modifico la penna!
 
- Mastro Leonardo, è impossibile, tiene troppa fantasia!
 
- Eh! Ma se lo acchiappo!
 
 
Naturalmente la partita fra musicisti e artisti si è conclusa 10 a 0 e i poverini non si sono accorti del finto Elvis che gli ha fatto ballare la samba, ma, seppure sconfitti, al termine hanno offerto da bere a tutti. Frank Zappa ha preparato una gustosa spaghettata e tutto è finito in baldoria. Che volete farci, anche questa è arte.
Mentre si gigionava allegramente, sul terreno di gioco fra Juve e Napoli era terminato il primo tempo e le squadre stavano scendendo negli spogliatoi.
 
- Ronaldoooo! Ma dov'eri finito?
 
- Mister, non lo so... perché, che cosa è successo?
 
- Ma che hai fatto ai capelli? E poi perché tieni i calzoncini e la maglietta di lamé?
 
- Non mi dona?
 
- Ehm ehm... signor Ronaldo, permetta che mi presenti, sono il commissario Trabalza, io e lei a fine partita dobbiamo parlare.
 
Chiaramente il fenomeno non parlò, riprese la partita e il commissario anche questa volta non risolse il caso, se non fosse riuscito a beccare la banda stava decisamente pensando di cambiare lavoro, sarebbe andato a fare il venditore di padelle!
 
Amici della signoradeiflitri, ancora buon ferragosto, ci rivediamo al prossimo episodio, il giallo continua.
Mostra altro

Daniela Giordano, "Tre vite in una"

11 Agosto 2020 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #cinema, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

 

 

 

Daniela Giordano
Tre vite in una
Enigma Edizioni - Pag. 267 - Euro 16,90

 

Daniela Giordano aveva già pubblicato Io Daniela, con Il Foglio Letterario Edizioni, un testo dedicato alla sua attività nel mondo del cinema. Adesso manda in stampa con la fiorentina Enigma Tre vite in una, dove non racconta soltanto l’avventura del cinema e del concorso Miss Italia (prima vita), ma anche delle investigazioni sui fenomeni psichi e gli UFO (seconda vita), oltre al sogno che consegna istruzioni su come costruire un dispositivo telepatico di comunicazione (terza vita).

Daniela Giordano nasce a Palermo il 7 novembre del 1946. L’evento che fa scattare l’ingresso nel mondo del cinema avviene per caso, una sera di metà agosto, sulla stupenda spiaggia di Mondello, quando vince un concorso fatto in casa, organizzato tra amici e conoscenti, e viene nominata Miss Mondello. La Giordano ha 19 anni e dopo aver ballato con gli amici alla Sirenetta viene incoronata come la ragazza più carina della festa. Il caso vuole che lo zio di Daniela, capo redattore del Giornale di Sicilia, decida di pubblicare un reportage dettagliato dell’evento mondano e - caso ancor più fortuito - che queste foto finiscano nelle mani di chi stava organizzando le selezioni per Miss Italia. Daniela Giordano viene nominata Miss Palermo senza vincere alcuna gara, forse perché la commissione resta estasiata da tanta bellezza, forse perché la procedura selettiva è in ritardo e serve una candidata sicula. Va da sé che la famiglia non approva, ma dopo qualche discussione di rito Daniela - ancora minorenne per la legge del tempo - ottiene il consenso e partecipa al concorso di bellezza più prestigioso d’Italia. “Sarà soltanto un gioco. Tanto non vincerà mica lei …”, dicono i genitori. In realtà Daniela vince il titolo di Miss Sicilia ed è pronta per affrontare la sfida decisiva, tra l’incredulità e la preoccupazione dei familiari. Firma un contratto dove c’è scritto che in caso di vincita di una selezione dovrà partecipare alla successiva e i genitori non sono così convinti di quel che sta accadendo. Viene incolpato lo zio di tutto quel caos imprevisto, perché galeotto fu l’articolo, quindi è incaricata la zia di accompagnare Daniela a Salsomaggiore. Daniela Giordano affascina la giuria per eleganza, sorriso e fattezze mediterranee di ragazza sicula. Non è la classica maggiorata. “Ero magrissima e piccolina rispetto alle altre concorrenti. Rientravo a malapena nelle misure standard richieste dal concorso. Nel 1966 andavano ancora di moda le ragazze formose. Per fortuna quell’anno ci fu un clamoroso cambio di tendenza. Iniziavano ad andare di moda le barbie, alte e magre”, racconta. Viene eletta Miss Italia 1966 ed è obbligata a partecipare al concorso per Miss Europa. Daniela è stanca del gioco, vorrebbe smettere e tornarsene in Sicilia, ma non può abbandonare. Daniela Giordano comincia a occupare le copertine dei rotocalchi e la sua fama si diffonde. È la volta della madre a fare da accompagnatrice a Nizza, per la finale del titolo europeo. Prima della serata conclusiva Daniela compie una tournée negli Stati Uniti e in Canada, questa volta accompagnata dal padre che chiede un permesso speciale alla direzione della banca. In tale occasione viene avvicinata dalla William Morris, importante agenzia cinematografica che la vorrebbe interprete di un film: I barbieri di Sicilia. La famiglia non è contenta neppure di questa possibilità di entrare nel cinema e cerca di osteggiare la scelta, ma Daniela è irremovibile. Per fare il film decide di rinunciare a Miss Europa e soltanto per questo motivo arriva seconda alla selezione, perché la giuria voterebbe per lei quasi all’unanimità. Daniela si raccomanda al patron del concorso di essere esclusa perché vincendo il titolo dovrebbe partecipare alle selezioni per Miss Mondo, perdendo la possibilità di interpretare il suo primo film. Vince Miss Spagna e la nostra Miss Italia arriva seconda, non terza come dicono molti testi e alcuni siti Internet. Il resto dovete scoprirlo da soli leggendo sia Io Daniela (Il Foglio Letterario) che Tre vite in una (Enigma Edizioni). Non posso mica dir vi tutto io …

I titoli dei suoi film:

I due barbieri di Sicilia (1967) di Marcello Ciorciolini 

Play boy (1967) di Enzo Battaglia

Il lungo giorno del massacro (1968) di Alberto Cardone

Joe! Cercati un posto per morire (1968) di Giuliano Carnimeo  

Susanna... ed i suoi dolci vizi alla corte del re (1968) - di Franz Antel (alias François Legrand)

Quante volte... quella notte (1969) di Mario Bava

Captain Coignet (1969) di Jean Claude Bonnardot (TV Francia)

Un esercito di 5 uomini (1969) di Don Taylor e Italo Zingarelli

Vedo nudo (1969) di Dino Risi

Ombre roventi (1970) di Mario Caiano

Bolidi sull’asfalto - A tutta birra! (1970) di Bruno Corbucci

Buon funerale amigos! ... paga Sartana (1970) di Giuliano Carnimeo

La sfida dei Mackenna (1970) di Leon Klimovsky

Un’estate, un inverno (1971) di Mario Caiano (TV - Rai)

Il suo nome era Pot … ma lo chiamavano Allegria (1971) di Lucio Giachin (Dandolo) e Demofilo Fidani (si fanno chiamare Dennis Ford)

I quattro pistoleri di Santa Trinità (1971) di Giorgio Cristallini

Una tomba aperta... una bara vuota (La casa de las muertas vivientes) (1972) di Alfonso Balcazar Granda

Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972) di Sergio Martino

Scansati... a Trinità arriva Eldorado (1972) di Dick Spitfire (Diego Spataro, in realtà regia di Aristide Massaccesi)

Trinità e Sartana figli di... (1972) di Mario Siciliano 

Violenza contro la violenza (1972) di Rolf Olsen e Lee Payant

Che brutta epoque! (1973) di Mario Landi (teatro)

Le avventure del Barone Von der Trenck (1973) di Fritz Umgelter (TV Germania)

La casa della paura (1974) di William L. Rose

La cameriera (1974) di Roberto Bianchi Montero

Malocchio - Eroticofollia (1975) di Mario Siciliano

Roma violenta (1975) di Marino Girolami (Franco Martinelli)

Il vizio ha le calze nere (1975) di Tano Cimarosa

Il fidanzamento (1975) di Giovanni Grimaldi 

L'infermiera di mio padre (1976) di Mario Bianchi

Karamurat, la belva dell'Anatolia (1976) di Herb Al Baurr (Natuk Baytan) e Ernst Hofbauer

L'adolescente (1976) di Alfonso Brescia

La portiera nuda (1976) di Luigi Cozzi

Un toro da monta (1976) di Roberto Mauri

Le impiegate stradali - Batton Story (1976) di Mario Landi

Starcrash - Scontri stellari oltre la terza dimensione (1977) di Luigi Cozzi

Inquisición - Inquisizione (1978) di Paul Naschy (Jacinto Molina)

Il braccio violento della mala (1979) di Sergio Garrone

Le segrete esperienze di Luca e Fanny (1980) di Roberto Girometti e Gérard Loubeau 

Help Me Have No Human Ways (2015) di Chris Milewski

Erba Celeste (2016) di Valentina Gebbia

 

Daniela Giordano, "Tre vite in una"
Mostra altro

I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: il mistero degli amici

6 Agosto 2020 , Scritto da WaLter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
 
Amici lettori, siamo in agosto e tutto va bene, o, almeno, lo speriamo, perché dai giornali e dalle tv arrivano troppe brutte notizie, ma il nostro blog, quando apre le sue pagine alla fantasia, fa di tutto per trovare sprazzi e spruzzi di ottimismo. Oggi abbiamo un mistero futuristico da risolvere, per fortuna la banda di mastro Leonardo è sempre operativa.
 
Il mistero degli amici
 
Il commissario Trabalza stava impazzendo perché da un po' di tempo era subissato di denunce di furti e strani comportamenti ambientali da parte degli amici. 
Chi erano gli amici? Erano stati chiamati così i robot di ultima generazione e di pubblica utilità. Negli uffici postali dietro gli sportelli c'erano gli amici, alle casse dei supermercati c'erano gli amici, agli incroci delle strade a dirigere il traffico c'erano gli amici. Volevate un informazione turistica? Subito pronti gli amici. E per il tuca tuca? Sempre loro, gli amici in tutte le salse. Nessun problema anche per le esigenze intime, con grande e solerte cortesia gli amici erano a vostra disposizione. Insomma, ormai questi robot erano diventati nostri abituali compagni nel tran tran quotidiano.
Naturalmente erano del tutto simili agli umani, anzi, possiamo dire, sia gli amici uomini che le amiche donne erano molto carini, composti e ben educati. Potevamo avere amici vigili, amiche postine e anche addetti alle informazioni un po' amico e un po' amica. Insomma, credo ci siamo capiti che per ogni esigenza c’era un amico, all'occorrenza senza nessuna limitazione sessuale, che altro volere di più?
Però sta di fatto che ultimamente la polizia non sapeva più che pesci pigliare di fronte a un escalation di eventi misteriosi riguardanti la scomparsa, con relativa "introvabilità improvvisa", dei nostri migliori amici. Bisogna aggiungere che anche la stessa cittadinanza era perplessa, ormai ben abituata e affezionata a questi moderni amici e alla loro efficace praticità. Ma la loro assenza  fu per breve tempo perché poi, senza nessuna spiegazione teorica, gli amici  tornarono a riprendere le proprie occupazioni.
Dopo il ritorno, questi neo robot, scomparsi e ricomparsi per una ignota motivazione, avevano assunto comportamenti assai bislacchi.
Per questo la città andò in confusione, il rovescio della medaglia però fu che  i cambiamenti comportamentali degli amici erano basati sul sorriso, su un atteggiamento felice e  altamente socievole, a tal punto che la gente ne venne contagiata e la vita in città migliorò nettamente, non più fredda e statica ma calda, gioiosa e festosa, in fondo la vita che tutti gli umani avevano sempre desiderato.
 
- Commissario, un altro casino, un amico addetto alla pulizia delle strade mentre ramazza balla e canta.
 
- I topi di laboratorio che hanno detto?
 
- Anche i tecnici vagano nel caos perché, come vanno a toccare il sistema operativo dei robot, è come se ne venissero contagiati e iniziano a ballare e cantare anche loro... Commissario... li ho perfino visti ridere!
 
- Sergente Pacchiarotti, ma che fai???
 
- Commissariooo... non prendetevela con meee... io li ho solo guardati senza toccarli e poi ho visto una luce!
 
- Qui stiamo diventando tutti pazzi!
 
- Commissario faccia qualcosaaa!
 
- Dove ti hanno messo la spina?
 
- Non lo so... provi a chiudere il telefonino!
 
- Fatto!
 
- Oooohhh... finalmente sono normale
 
- Infatti hai la solita faccia triste come un pitone!
 
 
INTANTO NEI PIANI ALTI.
 
- Siete stati attenti a non farvi beccare dai droni?
 
- Mastro Leonardo, tutto ok, sotto copertura  della cupola di Michelangelo abbiamo disorientato i droni e poi abbiamo compiuto un'operazione, smagnetizzando e modificando tutti gli amici con il profumo della crostata di fragole della nonna di John Lennon.
- Abbiamo anche utilizzato un po' di barzellette di nonna Pina e nonno Lino.
- Anche i cazzotti alla Bud Spencer non sono stati male.
- Oliato le giunture con nettare di Peter Pan.
- Bene ragazzi, questi droni che hanno sostituito le telecamere ormai sono dovunque. Erano un pericolo per la nostra insospettabilità. Ivan, tu e i ragazzi avete fatto un ottimo lavoro, perbacco, in città ci voleva un po' di allegria, ora, mi raccomando, completate la missione, andate a dare una revisionatina agli amici di servizio nelle case di cura. Sembra che questi robot siano un po "peripatetici" con gli anziani, li tengono in completo isolamento facendogli ascoltare solo musica lirica e film anni '30 in bianco e nero.-
 
- "Peripatetici?" Ma lo sai cosa vuol dire? Vabbè, Mastro Leonardo posso portare con me Lucio?
 
- Battisti? Sì ma non fate guidare la "Ventosa" a Ray Charles che è spericolato e corre troppo da quando gli abbiamo dato la patente, sfreccia e fa a gara con quelli del mondo del cinema e della televisione.
 
E così, Ivan Graziani, insieme a Lucio Battisti, Ray Charles e Jimi Hendrix, sono partiti a bordo della "Ventosa", l'automobile rivoluzionaria ideata da Mastro Leonardo, una Citroen Pallas, la famosissima "Ferro da stiro", modificata con una grande elica che, con il vortice delle pale, alimenta una batteria del motore elettrico e, con gli sportelli aperti ad ali di uccello, fa spiccare il volo.
Insomma, l'imbattibile e irraggiungibile auto di servizio della banda, nel giro di un'oretta, mise in moto l'insurrezione in tutte le case di cura per anziani. Ivan Graziani, con le spalle coperte dal resto della banda, a suon di musica modificò il circuito video h24 per la visione curativa di almeno una settimana a ciclo continuo del film The Blues Brothers e, da quel momento, gli anziani riacquistarono la fede e il sorriso.
È proprio vero che chi trova un amico (vero) trova un tesoro e ci dispiace  per il commissario Trabalza, ma non riuscirà mai a risolvere questo caso.
 
Il giallo continua...
 
Cari lettori, nel caso anche voi siate andati in confusione, non preoccupatevi: quello che vi sembra fantasia un giorno sarà realtà.
Vi ringraziamo e vi aspettiamo alle prossime puntate, in città ci sono altri misteri da risolvere ma non abbiate paura, noi abbiamo gli artisti.
Mostra altro

Cinzia Diddi e la sua Stella più bella a Portocervo

3 Agosto 2020 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #moda

 

 

 

 

Sofisticato inno alla libertà sulle strade del mondo. 

Questo il titolo che la maison Cinzia Diddi ha dato alla Collezione estate 2020 che ha sfilato a Portocervo. La serata è stata presentata da Barbara Castellani, regia Mauro Calandra.

Si è aperta con la presentazione del libro della stilista/ scrittrice Cinzia Diddi, il cui ricavato andrà in beneficenza alla protezione civile. Il libro è stato presentato dall’attrice Barbara Kal e l’editore Michele Falco. Queste le parole della Stilista:

"L’inverno si trasforma sempre in primavera! Davanti a Noi abbiamo un’impresa che rimarrà negli annali della storia. La sfida di creare la nuova realtà, di una società globale dove tutti possano vivere, spero, in pace e con dignità. Non è al di là della nostra portata, e sono fermamente convinta che la forza trainante per la realizzazione di tale impresa sia la solidarietà della grande gente comune.

Grazie a tutti coloro che hanno acquistato il libro La Stella più bella - grazie a chi lo farà - grazie a chi ha preso parte al libro dando un prezioso contributo con una frase, un pensiero o una poesia, parlo dei miei amici, persone del mondo dello spettacolo, della musica e dell’arte.

Grazie alla mia cara amica, l’attrice Barbara Kal, che mi ha rappresentato. Grazie alla Splendida Barbara Castellani e all’amico Mauro Calandra. Un grazie sonoro ed energico all’Editore Michele Falco che ha permesso tutto questo, durante il lockdown, un momento di totale immobilità.

 Con stima e profondo rispetto Cinzia Diddi

 

Nella serata l’alta moda di Cinzia Diddi ha calcato la passerella di Portocervo presso Allegroitalia. Per la moda mare proposte per essere Eleganti e lussuosi anche in spiaggia, così vuole la stilista delle star Cinzia Diddi.

Il bianco, gli shorts in jeans, i costumi con dettagli in oro, ma anche un mix di colori, fantasie e tendenze, una vera rapsodia moda che colpisce l'occhio. Vuole essere un inno alla spensieratezza, alla creatività e alla voglia di esprimersi: dopo questo lungo periodo di sofferenza e di isolamento sociale che ha colpito il mondo intero. Segni, sogni e bisogni della donna contemporanea. Virtuosismi stilistici, contrasti e accordi, ma sempre armonici e mai scontati. Il cappello a falda larga firmato Cinzia Diddi, un accessorio elegante, glamour e che fa la differenza. Il luogo più intimo e non la classica e sfarzosa passerella è uno spazio per ritrovarsi. Stampe e fantasie floreali di un giardino immaginato. La natura ci accoglie e si concede in tutta la sua straordinaria eleganza. Proprio come è scritto nel libro La Stella più bella della stilista scrittrice Cinzia Diddi, “La moda guarda oltre i giorni della quarantena, verso un futuro nel segno della serenità.”

La Luxury Collection, senza troppa esagerazione, sfarzo o ridondanza, non quella di sempre! Per rispetto al momento! Ma il lavoro deve continuare, andare avanti, e così viene ugualmente proposta la collezione Luxury. Come messaggio di forza perché la vita continua! Queste le parole della stilista! 

Mostra altro

I gialli di mastro Leonardo e la sua banda: per qualche rock dollaro in più

30 Luglio 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto

 

 

 
 
 
Amici lettori del blog che non vi lascia mai soli e che non conosce distanziamento culturale, eccoci ritornati a voi con una serie di gialli per l’Estate, protagonista sarà una banda dai nomi importanti e altisonanti che scorrazzerà in soccorso della città per delle imprese rapidissime e creative. Un commissario e il suo stretto collaboratore cercheranno invano di scoprire gli autori dei misfatti a fin di bene. Buona lettura, la vacanza con noi sarà più bella.
 
Per qualche rock dollaro in più
 
Era un po di tempo che in città c’era qualcosa che non tornava, la polizia era in fibrillazione, fortunatamente la stampa e ogni altro organo di informazione erano stati lasciati all'oscuro di tutto e gli unici testimoni, i tecnici del poligrafico dove venivano stampate le banconote, erano stati corrotti con tre mesi e mezzo di ferie pagate doppio. E di tutta questa storia nessuno sapeva niente, mentre la centrale di pubblica sicurezza era stata messa a ferro e fuoco dal sindaco che pressava per avere spiegazioni.
Volete sapere perché tutto sto can can? Perché era stato rubato il cliché per stampare le banconote verdi da 100 euroni, e non c'era la minima traccia degli eredi dei soliti ignoti. Nell'ambiente losco nessuno sapeva niente e anche loro si chiedevano chi potesse essere stato così audace da tentare questo colpo. Insomma, zero totale per tutte le indagini, con la problematica che, se si fosse saputo in giro, lo scandalo sarebbe diventato internazionale. In verità di quel taglio di moneta frusciante ormai se ne vedeva poca, voi capirete, a causa della crisi secolare c'erano in giro solo le quisquilie. In ogni caso rimaneva un gran mistero, avvalorato dall'assoluta mancanza di impronte digitali, o meglio, gli unici segni del furto compiuto dai ladri ignoti erano dello zucchero sparso sul pavimento, della cioccolata cremosa a terra e, in tutta l'area, un fortissimo profumo di bomba. Ma che state pensando? Non la bomba che scoppia ma quella che si mangia, e, se uno più uno fa?... Boh? Ma che c'entra? Insomma, tutto faceva pensare a una banda delle bombe al cioccolato, perdincibacco se almeno ne avessero lasciata qualcuna!
 
INTANTO AL PIANO DI SOPRA
 
- Bravi ragazzi, fatemi vedere...  ma, prima di tutto, avete portato quello che vi avevo chiesto?-
 
- Dove le hai messe? Le avevi tu!-
 
- Mi dispiace! Non ho resistito!-
 
- Cretinooo!!! Le bombe al cioccolato erano per mastro Leonardo! 
 
- Ero stanco di mangiare hot dog, mostarda, plum cake e bere latte! 
 
- Jimi, se me lo dicevi ti facevo affogare nella cioccolata! 
 
- Non fa niente ragazzi, date qua la matrice che dobbiamo sbrigarci a modificarla, l'arte è una cosa seria e voglio delle banconote speciali! Hendrix, per punizione stamperemo sulle banconote il tuo muso nero con i capelli biondi e gli occhiali alla Elton John! 
 
- Ma lo avevamo promesso a B.B. King!
 
-No, lui è troppo ciccione, glielo avevo detto di smetterla di mangiare troppa carbonara alla mensa del paradiso, perché insieme alla sua Lucille avrebbe preso troppo spazio sulla banconota. Al limite, dopo Jimi Hendrix, possiamo stampare una serie con James Brown e con Fred Mercury, adesso fatemi lavorare, queste banconote devono essere messe in circolazione per Natale, la gente ne ha bisogno... Ivan Graziani e Rino Gaetano tenetevi pronti con i sacchi per il trasporto. 
 
- Mastro Leonardo, vuole venire con noi anche Claudio Villa! 
 
- E anche Carosone!
 
- Lucio Dalla ha detto che senza di lui non si muove un casso .
 
- Ma sì, portatevi pure loro, sono bravi ragazzi.
 
E così la polizia non seppe mai chi fosse stato a falsificare le banconote con le facce di Jimi Hendrix e James Brown, ne smerciarono così tante che la gente non smise più di ridere ed essere felice e... Risalì pure il pil, ma erano così belle, e la gente che misteriosamente riceva gratuitamente i rock dollari così felice, che mastro Leonardo decise di anticipare la distribuzione delle banconote prima delle vacanze estive, divenne un successo da hit parade!
 
ALLA CENTRALE DI POLIZIA
 
- Sergente Pacchiarotti in servizio non si mangia il gelato.
 
- Commissario Trabalza, l’ho acquistato con una banconota caduta dal cielo e insieme ad essa c’era un post it che diceva “con questa banconota firmata Jimi Hendrix puoi comprare un gelato e la felicità”.
 
- Ancora una banconota falsa con l’immagine di un cantante? Dobbiamo arrestare gli autori al più presto, speriamo che il sindaco non lo venga a sapere altrimenti ti faccio trasferire a Castel Gianfranco!
 
Logicamente, il sindaco, grazie agli spifferi dietro le quinte, lo venne a sapere e, preoccupato per la figuraccia, stava per telefonare a Trabalza, ma poi pensò ai benefici della popolarità, in vista delle prossime elezioni sarebbe stata una bella operazione di marketing!
 
Posò la cornetta e ripensò al misfatto, se sulla banconota avessero stampato anche la sua faccia l’audience avrebbe potuto prendere il volo, senza sapere che per apparire doveva essere una cantante per giunta scomparsa.
 
Il giallo continua……
 
Amici lettori, la prossima volta vi presenterò gli altri della banda. Se volete potete pure andare a fare il bagno, vi aspettiamo alla prossima puntata. La signora dei filtri non va in vacanza e ricordatevi che l’arte è per tutti e non nuoce gravemente alla salute.

 

Mostra altro

Billy Roche, "I racconti di rainwater pond"

21 Luglio 2020 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #racconto

 

 

 

 

I racconti di rainwaterpond

Billy Roche

Traduzione di Beatrice Masi

 

Battaglia edizioni, 2019

pp 303

17,00

 

Peccato per alcuni errori di editing, perché è stata davvero un’ottima idea, quella di Battaglia Edizioni, di tradurre dall’inglese - per la collana “franchi traduttori” – I racconti di Rainwater pond di Billy Roche.

Una serie di novelle ambientate in Irlanda - ma dallo stile narrativo vagamente americano - legate da fili invisibili che le collegano a formare un romanzo corale, l’affresco di una cittadina, Wexford, fra trattorie di paese, stazioni, alberghi, pompe di benzina, negozi di merceria, bar.

Le storie si svolgono tutte attorno allo stagno di Rainwater, sorta di laguna a ridosso del mare, invaso di acqua piovana semi-salata in una cava dismessa, oscuro e apparentemente senza fondo, simbolo di tutto ciò che non si vede ma esiste, nascosto e abissale come certi tormenti senza rimedio.

Attorno a questa pozza si dispiegano le vite degli abitanti di Wexford, operai, artigiani, musicisti, giocatori di hurling, gente che lavora di giorno e si fa una birra al pub la sera. Gente banale che, però, coltiva, nascosti nel cuore, amori lunghi una vita, eterni, tempestosi e romantici, passioni travolgenti e immortali. I personaggi di queste amare e struggenti storie sono quasi sempre donne, viste attraverso la lente deformante di chi di loro è innamorato da sempre, ma anche uomini stanchi, demotivati, che cercano il riscatto di una vita e lo trovano, a volte, in un piccolo insignificante gesto controcorrente, come nel racconto Il giorno libero, che mi ha ricordato La carriola di Pirandello.

Sembra che gli abitanti di Wexford passino la vita ad amarsi l’un l’altro non ricambiati. Queste donne, belle e apparentemente destinate a qualcosa di grande, non capiscono la felicità a cui rinunciano non contraccambiando l’amore ossessivo di uomini sensibili e generosi, barattandolo piuttosto con l’indifferenza di mariti grossolani, coriacei, disillusi, fedifraghi. E così sfioriscono senza perdere, agli occhi di chi le ha amate tutta la vita, la bellezza, il fascino misterioso e insondabile. Personaggi infelici, che hanno lasciato da parte i sogni, che sono diventati mogli, madri e poi nonne, con un nocciolo di dolore e nostalgia a straziar loro il cuore mentre in silenzio qualcuno da lontano le covava con gli occhi, le spiava, provando il desiderio di consolarle o di vendicarsi di loro.

Racconti struggenti e poetici, belli come antiche ballate, costruiti attorno ad amori incompiuti, dove c’è sempre qualcuno che arriva da fuori a portarti via chi hai amato tutta la vita inutilmente.

Una boccata di buona letteratura, una tantum.

 

Mostra altro

Alberto Simone, "L'arte di volerti bene"

20 Luglio 2020 , Scritto da Rita Bompadre Con tag #rita bompadre, #recensioni

 

 

 

 

L'arte di volerti bene di Alberto Simone (Tea Edizioni, 2020) è un invito purificatore all'arte della cura, una saggia priorità esistenziale, in cui la necessità e l'urgenza del monito individuale a coltivare il bene, a riconoscere il valore potenziale della nostra anima e l’accettazione delle nostre finitezze umane, meritano la possibilità intensa dell'arricchimento emotivo. L'autore offre il sostegno efficace dell'autostima, analizzando ogni valutazione positiva delle proprie capacità,  dedicando l'attenzione alla preziosa abitudine alla disponibilità umana, a custodire il corpo e la mente, in un equilibrio meraviglioso sulla soglia dell'espressione. Il libro è un dono propizio strategicamente sostenuto nel linguaggio brillante e costruttivo e nel degno senso di amore e di comprensione, facoltà comunicative utili affinché possano crescere e progredire  i nostri aspetti migliori. Attraverso il coraggio percettivo di cambiare le cose, l'autore consegna un favorevole apprendimento, una beata opportunità per imparare a vivere di nuovo, anche attraverso gli errori, ed estrarre l'insegnamento nascosto dietro alle colpe. La serena lezione di Alberto Simone è una compiuta scommessa alla benevolenza, sui luoghi, sulle relazioni, sulle attività e sui pensieri che nutrono la gioia di vivere, la pace e la piacevolezza. Un'energia necessaria per affrontare lo stress della vita quotidiana e un incoraggiamento incondizionato ad apprezzare la possibilità infinita della spontanea dedizione di ogni disposizione d'animo. I testi descrivono l'abilità essenziale della salute emozionale, costituiscono la base per valorizzare il nostro cammino e costruire una vita appagante, prendendoci premura del nostro benessere. Un'occasione adatta per riconoscere il giusto valore del tempo, per privilegiare la sintonia, l'intesa e la complicità con il mondo, identificando pensieri e gesti in un atteggiamento cosciente. Ogni motivazione dell'anima è un ascolto intimo, un miracolo emotivo che sprigiona forza poetica dalla sua materia, raccontando attraverso una lettura privata e strettamente privilegiata la raffinata sensibilità, amplificando con le facoltà sensoriali tutta la sincerità sentimentale dell'autore. Alberto Simone si rivolge sempre al lettore, con le sue infinite evocazioni, antiche corrispondenze di buon senso tra sensazioni sorprendenti e meraviglie ancestrali che si assestano nel riflesso della consapevolezza e hanno sempre vita e luce propria. La realtà abbraccia l'esigenza eloquente del valore morale come un contenuto di profonda ed autentica originalità. Il tema trattato alterna spazi e tempi assoluti, si svolge tra dolore e ironia, precarietà e perfetta lucidità nella fedele, costante ed inalterabile fiducia nell'uomo. Le vicissitudini umane, che toccano ognuno di noi, rintracciano e ritracciano la memoria dell'autore, capace di restituire in dono i sapori, gli odori, i colori della vita. Giochi di specchi, sovrimpressioni, rifrazioni generano disorientamenti inattesi negli ostacoli, ma graditi e felici compiacimenti nelle “resistenze interiori”. Le parole non sono mai in fuga, hanno la complicità dell'ascolto, elemento fondamentale nella comprensione umanissima e carnale. L'ebbrezza di ogni nuova gratificazione convince e persuade il passaggio di ogni piccola rinascita emotiva, meditata per evolvere il desiderio di essere felici.

 

Rita Bompadre - Centro di Lettura “Arturo Piatti”

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

La buona notizia è che puoi sottrarti in ogni momento a un'esistenza guidata dal passato o dagli automatismi mentali in cui ti sei ritrovato incastrato. Concediti la possibilità di praticare l'ascolto consapevole: vedrai la mente svuotarsi un po' alla volta di tanti pensieri inutili e tornerai a essere presente con la rinnovata spontaneità di un bambino.”

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“La nostra essenza più autentica è la sola che si trasmette e si propaga intorno a noi. Ancora una volta la corrispondenza tra la dimensione interiore e la realtà si rivela determinante se la comprendiamo e cominciamo a vivere rispettando questa verità. Prenditi dunque cura del tuo giardino interiore con la fiducia che questo e null'altro cambierà la realtà intorno a te.”

 

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

“Accettare significa smettere di creare separazione tra te e il mondo, e soprattutto cercare di aggiustarlo perché corrisponda alle tue aspettative anche quando non  ce n'è alcun bisogno.”

 

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“Dunque quello che pensi può farti ammalare o può guarire le tue stesse malattie. E siccome sei tu e nessun altro “il pensatore”, osserva bene quello che pensi e decidi la tua terapia.”

 

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“Ed è dalla comprensione di cosa proviamo, di come ci sentiamo, che ricaviamo il principale orientamento e siamo in grado di valutare la convenienza, la bontà e l'utilità delle nostre decisioni. Guardare dentro noi stessi è la strada migliore per creare il mondo che vogliamo.”

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“Una mente calma è la condizione preliminare per raggiungere qualsiasi cosa e realizzare qualsiasi obiettivo, ma, più di ogni altra qualità, una mente calma è una mente riparativa, che può curare qualunque distorsione o squilibrio in te e nella realtà che ti circonda. Prenditi cura della tua mente e ti prenderai cura del mondo intero.”

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“Essere consapevole del valore energetico di quello che vive dentro e fuori di te ti permetterà di fare le tue scelte, evitando ciò che ti indebolisce a favore di ciò che ti rende più resiliente, una visione che ti aiuterà a orientarti tra le emozioni, i pensieri, le relazioni con quello che ti circonda e presto manifesterà i suoi benefici in ogni aspetto della tua vita.”

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“L'arte di volersi bene può nascere da una decisione istantanea, da un'illuminazione o da un lampo improvviso di consapevolezza. Oppure da un percorso che ha già le sue aree di sosta e di progressiva riparazione....”

 

 

 

 

Mostra altro

Cinzia Diddi presenta a Porto Cervo il suo libro.

18 Luglio 2020 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #moda, #eventi

 

 

Cinzia Diddi Presenta a Porto Cervo il suo Libro La Stella più bella/ Falco editore.

Il 28 Luglio a Porto Cervo Barbara Castellani presenta la 3 edizione di Fashion Night. Ospiti dell’evento Miriana Trevisan e Antonio Zequila. Ore 20:30 presentazione del Libro a seguire sfilata del Luxury brand Cinzia Diddi.

In La Stella più Bella abiti raffinati, 11 modelle ma anche poesie e frasi di personaggi: si sono uniti infatti al libro, dando il loro amichevole contributo con un pensiero scritto, parole molto belle e di grande sensibilità, personaggi del mondo dello spettacolo, dell’arte, medici, musicisti, giornalisti: Giucas Casella, Luca Ward, Fabrizio Manfredini, Marino Bartoletti, Serena Grandi ed il figlio Edoardo Ercole, Carmen Russo, Lorenzo Flaherty, Josè Dalì, Fabrice Quagliotti, Elisabetta Pellini, Carmen Di Pietro, Serena Baldaccini, Luigi Landi, Philippe Leon, Stefano Brizi, Jean Michel Byron, Mauro Massimiliano Calandra, Ivan Margari, Marko Carbone, Giovanni Errera, Rosaire Riccobono, Eugenio Mori, Gianluca Martino, John Biancale, Antonella D’Adamo, Francesca Lecce, Alessio Arcaleni, i medici Marco Giannini, Concetta Rotondo, Edoardo Raspelli, Alberico Lemme.

Alta moda, bellezza, poesie, pensieri, raccolta di fondi: il ricavato della vendita del libro sarà devoluto in beneficenza. Cinzia Diddi è una nota stilista italiana e scrittrice, conosciuta non solo per il suo marchio di lusso ma anche per aver vestito molti personaggi del mondo dello spettacolo, in film programmi televisivi, red carpet, spettacoli teatrali. Attrice in film e cortometraggi. È stata considerata, dalla cronaca, come la stilista che veste l’anima.

Nasce a Prato, la patria del tessuto. Il Luxury brand Cinzia Diddi è indossato da molte persone del mondo dello spettacolo. Attori importanti, annunciatrici televisive, soubrette, red carpet, spettacoli teatrali hanno tutti il colore, lo stile e la firma della stilista pratese. Molti i personaggi famosi vestiti: Emanuela Aureli, Stefania Orlando, Edoardo Ercole, Veronica Satti, Beppe Convertini, Enzo Paolo Turchi, Francesco Guasti, Gabriella Carlucci, Ilary Blasi, Serena Grandi, Carmen Russo, Carmen Di Pietro, Giucas Casella, Piero Maggiò, Mariagrazia Cucinotta, Annalisa Minetti, Eleonora Daniele, Mila Suarez, Demetra Hampton, Stefano Masciarelli, Alessandro Haber, Elisabetta Pellini, Milena Vukotic, Daniela Giordano, Barbara Kal, Cristofer Lambert, Marino Bartoletti, Corinne Clery, Corrado Solari, Chiara Iezzi, Ray Abruzzo.

Mostra altro

Torna Elba Book Festival

17 Luglio 2020 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

Elba Book Festival torna con un’edizione speciale:

martedì 21 luglio serata unica a Rio nell’Elba, con il Premio “Lorenzo Claris Appiani”

e il ricordo di Luis Sepúlveda, insieme a Ilide Carmignani, Loredana Lipperini e Marino Sinibaldi.

 

 

Il senso di ritrovarsi dal vivo. Il 2020 sarà un anno che non dimenticheremo, in cui gli eventi hanno preso pieghe inaspettate e inimmaginabili, il mondo è stato travolto e tutti siamo chiamati a riflettere sulle ripercussioni sociali, culturali, economiche che ci porteremo addosso per lungo tempo. Le manifestazioni culturali sono in gran parte migrate online, ma Elba Book Festival ha scelto di rimanere ancorato alla propria natura fortemente connotata dallo stretto legame con il territorio. Non potendo invitare gli editori e allestire gli stand, gli organizzatori hanno voluto dare un segno tangibile di resilienza, restando fedeli alla vocazione comunitaria di questo evento che da sei anni celebra la lettura come atto di emancipazione e consapevolezza politica e il coraggio delle imprese editoriali indipendenti. La sesta edizione, patrocinata e sostenuta dal Comune di Rio, manterrà fede al Patto per la Lettura sottoscritto con la Regione Toscana, e sarà possibile anche grazie al supporto di aziende premurose e lungimiranti quali Moby, Locman Italia e Ilva.

«Senza l’emergenza e le conseguenti restrizioni – esordisce Andrea Lunghi, presidente dell’Associazione “Elba Book” – la sesta edizione del festival avrebbe organizzato una riflessione circolare sul vuoto: una sensazione intima, profonda, personale, una grande metafora sociale da analizzare, per provare a dare risposte generative. A partire dalle suggestioni paesaggistiche di quest’isola, come le miniere di ferro, un tempo fonte di lavoro e benessere, poi lungamente neglette, oggi ambiente educativo da valorizzare in modo più deciso e convinto. Pensando al futuro dei giovani e alle opportunità a portata di mano che possono rappresentare ricchezza culturale e fonte di nuovi immaginari vitalizzanti. Da sempre lavoriamo sul coinvolgimento attivo dei residenti e dei ragazzi nello specifico. La cultura dovrebbe essere elemento trainante di una parte del settore turistico, generatrice di indotto economico e stimolo per la nascita di micro filiere imprenditoriali. Gli editori indipendenti in questo sono di grande esempio. Mettendo in luce questi temi, intendiamo mostrare quali opportunità il comparto culturale potrebbe offrire se concepito in una prospettiva imprenditoriale e strettamente legata all’isola e alle sue peculiarità». Ritrovarsi fisicamente in uno spazio pubblico e condividerlo tramite la nostra presenza resterà fondamentale per nutrire il confronto e riappropriarsi della realtà in maniera paritaria, specialmente dopo il lockdown.

«Focalizzandoci sull’ideogramma giapponese del vuoto, abbiamo involontariamente anticipato lo svuotamento di persone e di significati che la pandemia avrebbe provocato nei nostri quartieri da lì a poco – afferma il direttore artistico Marco Belli – La paura ci ha condizionato per mesi e ci ha privati dell’empatia, modificando in noi la percezione dell’altro. Ripartiamo dai nostri corpi nelle piazze, non arrendiamoci allo streaming. Ogni cambiamento lo si fa coi corpi. Sarà dura risollevarsi, ma non dobbiamo arrenderci. C’è chi ha quantificato in un trenta percento i piccoli editori che non riusciranno ad arrivare a fine anno in Italia, dove si legge troppo poco. Compriamo i libri in libreria e nelle librerie indipendenti per salvaguardare la bibliodiversità e i suoi alfieri. I temi delle ultime edizioni di Elba Book sono stati “rigenerazione”, “luoghi” e ora “vuoto”. Con maggiore consapevolezza, mi piacerebbe integrarli per riprenderli nel 2021 senza temere o tacere il concetto di fatica: rigenerarsi nel e dal vuoto insieme e attraverso i luoghi, affrontando la fatica». Elba Book, nella persona di Belli, è stato tra i fondatori della Rete PYM al fine di stimolare un’azione coordinata e collettiva orientata alla diffusione e valorizzazione della lettura come strumento di benessere individuale e sociale per mezzo di manifestazioni profondamente radicate ai luoghi d’origine che si scambiano risorse umane.

 

Dare voce alle differenze culturali, celebrare i traduttori. L’edizione 2020 si svolgerà in un’unica serata per la consegna del premio alla traduzione letteraria, dedicato alla figura luminosa del giovane avvocato Lorenzo Claris Appiani. Quest’anno la giuria presieduta dall’Università per Stranieri di Siena, ha scandagliato l’orizzonte della traduzione dal giapponese, consacrando il raffinato e vasto lavoro del professor Gianluca Coci, che presenzierà alla cerimonia, con il romanzo La ragazza del convenience store (e/o), di Murata Sayaka.

Nel cuore di Rio nell’Elba, in piazza Matteotti, alle 18, parteciperanno alla premiazione i membri della giuria, la presidente della Regione Toscana Monica Barni, le autorità locali, il sindaco Marco Corsini e l’assessore alla cultura Raffaela Franceschetti, la famiglia Appiani e la direzione di Elba Book. Non mancherà la madrina del premio Ilide Carmignani, instancabile valorizzatrice di una professione della quale oggi più che mai si comprende il rilievo, per la capacità intrinseca di costruire legami, diffondere culture, dare valore al potere connettivo della parola. A lei, che sostiene il premio da due anni, dobbiamo la presenza speciale sull’isola di Loredana Lipperini e Marino Sinibaldi, rispettivamente conduttrice della nota trasmissione dedicata ai libri e ai lettori “Fahrenheit” e direttore di Radio Rai 3.

A seguire, alle 21.30, sarà trasmessa sui muri del borgo una retrospettiva di Elba Book ai suoi esordi, seguendo le inquadrature e gli scorci di Roberta Bistocchi, giornalista umbra scomparsa di recente, che con il marito Arturo Pellegrini aveva realizzato un reportage sulla costa orientale dell’isola e sulla manifestazione. 

 

 

Omaggio a Luis Sepúlveda e alla sua penna onesta. Alle 22, sarà Ilide Carmignani a condividere un ricordo dell’intellettuale cileno, come sua traduttrice e amica: «Per me è stato un grandissimo privilegio diventare la voce italiana di Luis Sepúlveda, scrittore, giornalista, persona di grandissima umanità e al tempo stesso tenace combattente che ha conosciuto il carcere e l’esilio ma non si è mai stancato di lottare per un mondo migliore». Tra i tanti che quest’anno terribile ci ha portato via, le sue parole risuonano ancora nell’aria: «Io credo che la felicità sia il fine naturale e ultimo della specie umana».

Mostra altro
<< < 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 200 > >>