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Come vai in vacanza! Il grande oroscopo dell'estate 2019!

31 Luglio 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

 

Con queste previsioni astrali pensiamo ai prossimi progetti di questa calda stagione. In cima alla lista c’è quello di rilassarsi, staccare la spina, riposare, ma anche entusiasmarsi per un viaggio, per una vacanza, per coltivare nuove amicizie, per dedicarsi a nuovi hobby, a nuove letture, seduti vicino ad un bistrot  per un happy hour e sorseggiare il vostro cocktail preferito e leggere  l’oroscopo del vostro segno.

 

 

 

ARIETE:  21/3 – 20/4: fate rotta verso l’isola dei divertimenti

 

Quest’estate è un tripudio di emozioni, esprimete i vostri desideri e le vostre emozioni, bando alle incertezze, ce la farete a superare eventuali insoddisfazioni e pensieri negativi. Andate dritti al punto, senza tensioni e nervosismi, vi muovete sicuri e vincenti.  Il vostro cocktail: molto piccante.

 

  COME VAI IN VACANZA?

 

  COL CUORE:  seppellite l’orologio e la sveglia e buttatevi in “quelle notti lì” che non finiscono mai, alternate a giornate di assoluto e assolato disimpegno in cui si fa amicizia con tutti e con nessuno, meglio se in compagnia di un bel bicchiere di vino o di un buon spritz.

 

CON LA TESTA: per ammansirvi, riequilibrarvi e riconciliarvi con la vostra un po’ trascurata interiorità, provate direttamente a volare in India. Il modo migliore per vedere posti nuovi imparando a conoscere una persona nuova: voi stessi.

 

CON I PIEDI: utilizzate al meglio le straripanti energie di cui godete all’inizio estate per tentare una vacanza estrema e faticosa: tipo un bel percorso accidentato sulle piste ciclabili del Trentino, con avventurosa arrampicata finale su qualche cima inespugnabili, o la risalita a piedi della spettacolare isola di Creta.

 

 

 

  TORO:  21/4 – 20/5:  mare poco mosso

 

Alcune giornate sono difficili e faticose. Bando alla gelosia e riposate di più. Meglio non mantenere a lungo il silenzio e ammettere chiaramente che cosa vi infastidisce. Non strapazzatevi, ai primi segnali di stress o stanchezza invitate gli amici a cena e tutto si alleggerisce. Il vostro cocktail:  melograno e zenzero fresco.

 

  COME VAI IN VACANZA?

 

  CON IL CUORE:  un bel parco nazionale in Umbria, Abruzzo o Cilento da attraversare a piedi o a cavallo è quel che ci vorrà per riconciliarvi con i ritmi lenti e pacificanti della natura che tanto amate. Meglio se in un agriturismo in cui non facciano storie se volete portarvi in vacanza anche l’amato cane o gatto.

 

CON LA TESTA: svincolatevi dalla razionalità e una volta tanto sforzatevi di credere a qualche piccola magia, ad esempio a Lisbona c’è una piccola cavità in cui i visitatori nascondono i bigliettini con i loro desideri e c’è chi assicura che si avverino entro un anno. E’ da provare, chi non gioca non vince!

 

CON I PIEDI: bando alla pigrizia. Con Mercurio e Venere sarà l’estate giusta per affrontare coraggiosamente l’intentato canyoning e torrentismo nei pressi del lago di Garda, sport estremi di varia natura o addirittura il bungee jumping.

 

 

GEMELLI:  21/5 – 21/6:  liberi di essere voi stessi

 

L’estate esaudisce i vostri desideri con un ritmo favorevole e piacevole, tra emozioni e sensazioni intense e profonde. Percepite i vostri bisogni emotivi più autentici con il valore aggiunto di riuscire anche ad appagarli. Siete curiosi, reattivi con la battuta a pronta e una partenza sprint e un ritmo latino. Il vostro cocktail: Maraschino e limone fresco.

 

  COME VAI IN VACANZA?

 

  CON IL CUORE: è l’estate adatta per sperimentare un tour all’insegna di tempi scanditi, mete precise e alberghi prenotati, meglio se in uno di quei Paesi immensi e multiformi come la Cina, che è del segno dei Gemelli, in cui solo una guida potrebbe portarvi alla scoperta di colori, sapori e profumi che da soli non trovereste mai.

 

CON LA TESTA:  sentite che è arrivato il momento di occuparvi finalmente e in tutta tranquillità del vostro corpo? E allora regalatevi massaggi rilassanti, fanghi miracolosi, trattamenti viso e acque termali magari in Turchia, anche la mente ne trae vantaggio.

 

CON I PIEDI: camminare vi piace solo se vi dà modo di soddisfare l’inguaribile curiosità e l’ineguagliabile senso degli affari che vi contraddistinguono, magari scovando oggetti bizzarri o a prezzi stracciati e allora non perdetevi il mercato notturno in Thailandia o il più classico bazar di Portobello Road a Londra.

 

 

CANCRO:  22/6 – 22/7:    pigrizia e socievolezza

 

È un periodo in cui dovreste mettere ordine nel vostro mondo interiore, fatto di sensazioni ed emozioni. Dolci e innamorati dell’amore, non rifiutate un invito da un vicino di casa, dal vostro migliore amico, da una partita a poker, in attesa del vostro principe azzurro!  Il vostro cocktail:  gin e succo di limone.

 

  COME VAI IN VACANZA?

 

  CON IL CUORE:  voglia di giocare, di sfrenarvi, di ritornare bambini e di buttarvi a capofitto in qualcosa di assolutamente e beatamente inutile? Prenotate subito o perlomeno un weekend a Gardaland  una settimana a Disneyland, da dove potrete facilmente raggiungere quel gran parco giochi per adulti sfaccendati che è  Las Vegas!

 

CON LA TESTA:  è giunto il momento di provare a voi stessi che siete perfettamente in grado di impegnarvi in qualcosa di nuovo e complicato, come per esempio un corso di barca a vela nel Mediterraneo: vento nei capelli, cieli immensi, mare blu e un impagabile senso di libertà.

 

  CON I PIEDI: energie e curiosità non vi mancano: anzi sarà proprio il periodo adatto per girare in lungo e in largo qualche città insieme artistica e romantica, come Praga, Venezia o Vienna, meglio se in compagnia di qualcuno con cui fermarvi ogni tanto a guardare la luna o a gustare un piatto tipico in un ristorantino all’aperto.

 

 

LEONE: 23/7 – 23/8:  siete le star di questa grande estate!

 

Siete coinvolgenti ed intensi, ballate sotto il solleone la vostra melodia come un lento avvolgente, per poi trasformarvi nell’incantesimo di un tango. Siete frizzanti, vivaci, pieni di energia e di carica vitale, la vostra mente è lucida e il vostro benessere è al top. Il vostro cocktail: Martini e un po’ di rum.

 

  COME VAI IN VACANZA?

 

  CON IL CUORE: almeno col cuore  cercate di andare in controtendenza abbandonandovi ai piaceri della semplicità: una casetta spoglia e senza tv, meglio se in un paesino snobbato da i turisti di professione, in compagnia di uno sparuto gruppo di temerari perennemente alla ricerca di un bar aperto dopo le nove. Questa sì che è vera avventura.

 

CON LA TESTA:  se invece preferite accondiscendere alle lusinghe della testa, non vi resta che scegliere una qualche località abbastanza costosa da passare per esclusiva, dove incontrare le stesse facce viste in tv o sui rotocalchi tutto l’anno e sentirvi così all’altezza del vostre regale ruolo, come Porto Cervo o Capri.

 

CON I PIEDI:  con Giove in trigono sentite l’esigenza di un viaggio alla scoperta di cose nuove, di antiche civiltà che vi aiutino a relativizzare il presente, se non addirittura nella culla dell’umanità: tra il Tigri e l’Eufrate.

 

 

VERGINE:  24/8 – 22/9:  seguite le vie di Mercurio

 

Grintosi, vitali, riflessivi e molto attenti alle sfumature, avete una mente fresca, lucida e reattiva, siete in perfetta forma, anche se potreste avvertire delle tensioni interiori, evidentemente le vostre emozioni scorrono come un fiume sotterraneo, in attesa di essere riportate alla luce.  Il vostro cocktail: una flute di champagne.

 

  COME VAI IN VACANZA

 

  CON IL CUORE: lasciate che siano i sensi a dare, appunto, un senso alla vostra estate e cominciate col seguire un tragitto olfattivo. L’odore acuto del fiore giallo o il profumo di lavanda o di bergamotto. Oppure storditevi con un cocktail di spezie dei mercati indiani.

 

CON LA TESTA:  si sa che in genere a voi piace collezionare rarità, ma forse non avete mai pensato di farlo con un safari fotografico. Potreste catturare al volo l’immagine di un avvoltoio oppure fotografare gli ultimi esemplari di alberi di pino.

 

CON I PIEDI: complice un vivacissimo Marte date il meglio delle vostre energia in un grande viaggio. E allora lanciatevi alla scoperta di paesaggi unici e imperdibili, tornerete a casa stanchi, ma molto felici e rigenerati.

 

 

BILANCIA:  23/9 – 22/10:  una danza allegra a piedi nudi sulla spiaggia

 

Il vostro ritmo è eccezionale almeno per la prima parte dell’estate, poi siete un po’ malinconici, siete in contatto con le vostre emozioni più profonde. Ascoltate il vostro cuore, è l’unico che non mente mai e vi aiuta a prendere le decisioni migliori. Il vostro cocktail:  lime con succo di mirtillo, vodka e birra allo zenzero.

 

  COME VAI IN VACANZA

 

CON IL CUORE: ora che finalmente si dileguano brume e ombrosi pensieri, avete voglia di leggerezza, di emozioni impalpabili e di piccole meraviglie di fronte alle quali fare “oh…!”

 

CON LA TESTA: in giro per siti archeologici potreste ritrovare il gusto di ricordare una data, delle usanze quotidiane e riti religiosi, guerre cruente e successive ricostruzioni. Ritrovate il tempo perduto e non perdete più tempo su inutili rovelli.

 

CON I PIEDI: per soddisfare il vostro amore per l’arte e per i cibi raffinati, è il momento di perdervi nel nei musei, nelle città storiche, nelle nuove architetture o attraverso i luoghi citati nella Divina Commedia.

 

  SCORPIONE:  23/10 – 22/11:  ditelo con un fiore

 

La vostra estate è una girandola di emozioni, sensazioni a tratti contrastanti e a tratti confuse: al cuor non si comanda! Siete concentrati, memoria e lucidità vi accompagnano nei vostri progetti, qualsiasi essi siano. Le energie non vi mancano e la voglia di appagare la vostra curiosità nemmeno. Chi vi ferma? Il vostro cocktail: speziato e molto potente.

 

  COME VAI IN VACANZA

 

CON IL CUORE:  per rilassarvi e pacificarvi mettetevi ad osservare i movimenti lenti e delicati dei fenicotteri rosa oppure imparate direttamente dai bradipi, gli animali più pigri della terra, quanto sia straordinario dormire 18 ore appesi ad un ramo.

 

  CON LA TESTA: in genere niente vi stimola di più di un intricato mistero su cui lambiccarvi il cervello. E allora andate alla ricerca di qualche pittoresco fantasmino oppure cimentatevi con l’enigma irrisolto.

 

  CON I PIEDI:  camminate, sfinitevi e vedrete che la mente diverrà più leggera. Un’idea potrebbe essere quella di attraversare a piedi la campagna francese, come fece Simone de Beauvoir, oppure scendere dal più grande canyon d’Europa.

 

  SAGITTARIO:  23/11 – 21/12:  pronti per un viaggio?

 

Andamento intenso, soddisfacente, positivo, esprimete il vostro entusiasmo, chiarite eventuali dubbi, per godere di gratificazioni emotive continue. La lucidità e la capacità di concentrarvi sono buone. Siete in pole position, tonici e agguerriti, pieni di ottimismo e voglia di vivere. Il vostro cocktail: rum, rabarbaro e sambuco.

 

  COME VAI IN VACANZA

 

CON IL CUORE: è tempo di vacanze spensierate, informali e spericolate, di quelle che mangi poco e non dormi mai, se non in spiaggia o in qualche alloggio di fortuna, ospite di chissà chi e chissà come, perennemente in costume da bagno e col sale tra i capelli, scalzi e felici.

 

CON LA TESTA: gli aspetti planetari vi mettono addosso una gran voglia di imparare cose nuove, che ne dite di un sano, utile e divertente corso d’inglese: Londra? Malta? O un angoletto tranquillo e raffinato sul suolo italico, si sa che l’anglosassone è la lingua più parlata.

CON I PIEDI: quanto vi piace danzare a suon di musica latina! Approfittate di quest’estate svagata per imparare passi nuovi o per seguire uno stage di flamenco e scoprire così le meraviglie di nuove culture. Altrimenti accontentatevi di un tango argentino nella solita sala da ballo sotto casa. 

 

CAPRICORNO:  22/12 – 20/1:  desideri da brivido

 

Di emozioni ne avete quante ne volete, a tratti quiete e pacifiche, a  momenti nervose e instabili, per poi diventare intense. E’ bello quando divenite incerti, volatili, capricciosi e balbettanti. Siete 10 volte più affascinanti e più sensibili. Anche voi avete un cuore che batte!  Il vostro cocktail:  vodka e camomilla.

 

  COME VAI IN VACANZA:

 

CON IL CUORE: ora che tutto diventa magicamente più leggero, inventatevi una vacanza che vi faccia tornare ragazzini: tenda e sacco a pelo in un campeggio, o un viaggio in autostop, oppure chiusi in casa con un centinaio di cd e l’ultima annata di topolino.

 

  CON LA TESTA: ridate orgoglio e lustro allo scienziato che è in voi. Potreste andare in Florida a trovare gli ingegneri della NASA per capire da vicino come funziona una navicella spaziale ed eventualmente spiegar loro dove sbagliano o provare a risolvere gli affascinanti enigmi matematici di Lewis Carroll, sdraiati sotto l’ombrellone.

 

  CON I PIEDI:  visto che vi siete riappropriati delle vostre doti di tenacia e autocontrollo, mettetele subito a frutto affrontando il cammino di Santiago di Compostela, un pellegrinaggio di Pirenei alla Galizia, per raggiungere rigorosamente a piedi la tomba dell’apostolo Giacomo.

 

  AQUARIO:  21/1 – 19/2:  una girandola di pensieri ed emozioni

 

Il dubbio vi affascina, vi fermate a vedere se nasconde una sorpresa. Le vostre emozioni sono intensamente sollecitate da dubbi, vi sentite di stare su un’altalena, ora su e giù. La vostra ancora di salvezza è razionalità e distacco: Urano e Saturno sono con voi! Il vostro cocktail: vodka e gin, limone e mirtillo.

 

COME VAI IN VACANZA:

 

CON IL CUORE: quest’estate come non mai avete voglia di aria pura e spiagge incontaminate, basta con ombrelloni e radioline, pedalò e docce a gettone. Volete solo trovare uno spicchio di paradiso più a portata di mano.

 

CON LA TESTA:  per assecondare le strane tentazioni di eremitaggio che la quadratura di Urano insinua in voi, considerate l’ipotesi di un candido trullo in Valle d’Itria perso tra gli ulivi o di un monastero zen in Giappone: tra sane letture, esercizi spirituali e meditazione riuscite a dimenticarvi di tutto e tutti.

 

  CON I PIEDI: se volete il brivido della novità e dell’avventura, organizzatevi un viaggio magari a mezzanotte, perché nella notte scoprite un’atmosfera nuova e un universo mai visto prima.

 

   PESCI:  20/2 – 20/3:   verso l’isola di Nettuno

 

Siete dei poeti nati, siete degli angeli voi stessi, siete degli artisti, che si perdono nelle acque profonde degli oceani. Volate alto con la fantasia e la creatività. Tutto vi è possibile, tutto vi riesce con successo. Siete degli illusionisti, quest’estate, specie nell’ultima parte, siete confusi e distratti, chissà che non partoriate una meraviglia! Il vostro cocktail:  ananas e rum, con un po’ di lime.

 

  COME VAI IN VACANZA:

 

  CON IL CUORE: un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più, alla scoperta di pesci multicolori e anemoni di mare, di barriere coralline, cavallucci marini e altre normali meraviglie: è questo che vi dà gioia e adrenalina.

 

  CON LA TESTA:  vi ci vuole una nuova teoria sul mondo e sulla vita per rimettere in moto i neuroni e la fantasia: scegliete tra un corso intensivo di sciamanesimo e uno stage di sufismo o un seminario sulla Kabala assieme a Madonna.

 

  CON I PIEDI: un tè alla menta sotto il sole del deserto in Marocco o una coca ghiacciata, ma anche una grappa alle pendici di una vetta irraggiungibile in Trentino: l’importante è che vi perdiate in un qualche infinito, senza punti cardinali né rotte, senza dimenticare il passaporto.

 

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UOMINI E DONNE, UN SOLO MODO DI INTERPRETARE IL CALCIO, LO SPORT PIU' BELLO DEL MONDO.

22 Luglio 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #sport

 

 

Ora che sul campionato mondiale di calcio femminile, svoltosi in Francia, si sono spente le luci della ribalta e, in quest'ambito, è tornato il silenzio mediatico, tutti i fan, aspettando l'inizio del campionato, sono quotidianamente in ansiosa attesa con occhi e orecchie puntate sulle vicende delle febbrili compravendite del calcio mercato.
Pensavate che dopo l'esploit delle nostre azzurre nulla fosse cambiato e le poverine sarebbero tornate nell'anonimato? Vi sbagliate, perché, ormai, dopo Francia 2019, il dato è tratto e, da quella sconfitta ai quarti con l'Olanda, il calcio femminile italiano e mondiale non sarà più lo stesso. Pensavate, amici pallonari, che le donne fossero sempre il sesso debole, soprattutto nel calcio, solo per machisti? Io, invece, ho visto colpi di testa, fucilate da fuori aria, tiri al volo, contrasti all'ultimo sangue, scambi di prima rapidi, lanci millimetrici da 50 metri e, soprattutto, un grande entusiasmo, una grande gioia di giocare, tanto gioco di squadra, per nulla tirare a campare, nessuna di loro giocava per lo 0-0. E sugli spalti tifo appassionato ma corretto, nessuna violenza, ripeto, nessuna violenza, né in campo, né fuori. Tutto ciò vi pare poco?
Ma se il calcio al femminile ha proposto il lato migliore di questo sport, a questo punto che importanza ha il sesso di chi lo pratica? In fondo chissà quante volte avete buttato giù tutti i santi dal calendario vedendo i vostri beniamini sbagliare gol a porta vuota, lisciare la palla manco fossero all'oratorio, trotterellare a centrocampo annoiati perché, pur strapagati, senza idee a chi passare la palla o inventare una trama di bel gioco. E, per finire, diciamola tutta, quante volte abbiamo visto, a questi cuor di leone, tirare indietro la gamba? E allora, amici lettori impazziti per le azzurre, ora si volta pagina e in tv, quando vedrete degli incredibili, stratosferici, indicibili e incommentabili pipponi, adesso potrete pure cambiare canale e, comodamente seduti in poltrona (per chi vuole anche allo stadio, tranquilli per il momento al parcheggio c'è posto e il biglietto di ingresso è ragionevole), divertirvi con le calciatrici, buon calcio a tutti, lo sport più bello del mondo adesso, non fa più distinzioni.
Amici del blog che fa anche dello sport, motivo di vera e sana cultura, vi aspetto dopo la partita per altre notizie, prossima volta dalla terra dei canguri.  Stay tuned.

 


 
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Poesie e altro ancora.

21 Luglio 2019 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #poesia

 

 

 

Poesie

 

Mi dico

 

Mi dico

all’indomani della notte:

«In fondo la vita

è un dolore come tanti».

 

***

 

Nel mio subconscio

 

Nel mio subconscio,

il mare non tocca

e domani, dunque,

è un’altra notte.

 

***

 

Speranza

 

La terra promessa,

l’unica,

è quella del sepolcro.

 

***

 

Io

 

I chi sono?

Un poeta qualunque:

diciamo, ecco,

un “vattelappesca”.

 

 

 

Un piccolo monologo

Dormendo senza posa nell’angolo degli incubi, mi trovo a coprire, qui in Valtellina, un tratto di vita dove ogni strato di terra è acqua fossile, brava davvero a intralciarmi il cammino con valve antiche, che atteggiandosi a pietre e rocce affioranti, mi rendono il passo anonimo e sommario, impreciso e imprecisato.

 

 

 

Aforismi

 

Spes ultima dea: ovvero la speranza è l’ultima speranza.

 

***

 

Per i delusi e i rassegnati non c’è mai serenità; al massimo un disprezzo signorile e distaccato.

 

***

 

L’ironia è la serenità degli infelici.

 

***

 

Dittico degli elettroni

 

1) La nascita è l’anodo, la morte il catodo. La corrente fra questi due poli è giusto chiamarla vita?

 

2) Senza il catodo, nessuna corrente. Dunque la morte è necessaria?

 

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Paolo Trincia , "Veleno"

18 Luglio 2019 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

 

 

Veleno

Paolo Trincia 

Einaudi, 2019

 

Il libro-inchiesta di Trincia si apre con una ripresa in Africa, lui che riprende la morte di un bimbo per Ebola davanti al dolore del nonno e dei genitori che devono seppellirlo. Non prova assolutamente nulla, se non la soddisfazione per la riuscita del servizio. Una famiglia straziata per avere perduto un bimbo ma Trincia, padre di famiglia, non viene scosso, probabilmente perché sa che è un pericolo che non potrà mai incombere sui suoi cari, e si sa, spesso guardiamo con sollievo quando qualcosa di brutto accade agli altri e non a noi, quando magari sappiamo che certe tragedie non potranno mai nemmeno sfiorarci perché “viviamo nella parte giusta del mondo”. In compenso possono capitarne altre, più subdole e agghiaccianti perché perfettamente mascherate e protette dalle cosiddette istituzioni.

Il caso di Veleno, nato come podcast a fine 2017, ricostruisce le vicende dei “Diavoli della Bassa Modenese” in cui un “bambino zero”, Dario, proveniente da una famiglia disagiata, riferisce agli assistenti sociali che il fratello maggiore lo tocca sotto le coperte. Si scoprirà anni dopo che in realtà si tratta di banale solletico. Ma chi intervista Dario, e qui iniziano i fatti sconcertanti, è una giovane psicologa che ha alle proprie spalle solo alcuni anni di tirocinio. Il bambino, e con lui gli altri, verranno sempre interrogati senza una registrazione, per cui non sarà mai dato sapere se le risposte erano spontanee o indotte da chi interrogava. È già facile suggerire risposte in un adulto, figuriamoci in un bambino. Dario viene prima affidato a un istituto pubblico, poi ad una famiglia affidataria. Da qui in poi gli eventi si susseguiranno a cascata. Nelle conversazioni il bambino inizia a parlare di atti di pedofilia con i genitori, rapporti incestuosi in famiglia, orge e delitti nei cimiteri. Anche qui, tutto riferito dalle consulenze della psicologa, non un solo video. Verrà trasferito in altra scuola e, incredibilmente, i suoi racconti inizieranno a infarcirsi di pedofili tra maestre e direttrici, uomini in soprabito che lo minacciano fuori dalla scuola e che nessun altro vede. Insomma, questi pedofili satanisti sono una setta più ramificata della mafia, dato che in ogni scuola in cui lui andrà riferirà di avere incontrato adulti coinvolti in messe nere e atti sessuali violenti. Fatti peraltro avvenuti in paesini in cui chiunque sa tutto di tutti, eppure nessuno avrebbe visto questi nutriti gruppi di persone mascherate che la notte scavalcano il cimitero locale per sgozzare animali, bambini stranieri (sì, anche quelli), stuprarne altri e celebrare riti dediti al demonio.

Nei racconti sempre più deliranti di Dario (almeno per noi che leggiamo, gli avvocati, i giudici, gli assistenti sociali che vagliarono quelle testimonianze li trovarono plausibili) vengono coinvolti altri bambini che nemmeno conosceva, bambini che, saranno in tutto una ventina, verranno sottratti alle loro famiglie con la stessa modalità: irruzione in casa di solito all’alba, prelievo del minore senza spiegazioni, affidamento e, ciò che non trova nessuna spiegazione sul piano logico, affettivo e psicologico, separazione dei fratelli.

Le bambine verranno tutte sottoposte a visita dalla stessa ginecologa, la quale riscontrerà tracce di abusi atroci e continuativi di natura sessuale. Nelle foto delle parti intime scattate al momento della visita, anni dopo, in dibattimento, la Prof.ssa Cattaneo di Milano indicherà chiaramente la presenza di un imene intatto, fatto che esclude l’abuso sessuale cronico. Le diagnosi di questo tipo sulle bambine saranno diverse. Può una ginecologa diagnosticare per errore una violenza sessuale inesistente più di una volta? Inesperienza? Negligenza? Altro? Anche gli altri bambini affidati a istituti o famiglie inizieranno a snocciolare storie di orge, rituali satanici e pedofilia, tranne una, che negherà sempre, chiederà la presenza dei genitori e verrà etichettata come “oppositiva” e “omertosa”.

Gli esiti di questa caccia alla strega saranno diversi ma tutti angoscianti: dal suicidio, alla morte per una donna gravemente malata e incarcerata, all’esilio per un’altra rimasta nuovamente incinta del quinto figlio e che cercherà riparo all’estero per evitare la sottrazione del neonato, prevista dalla legge.

Anni dopo, Trincia cercherà quei genitori e quei bambini, dopo una sentenza di assoluzione per non avere commesso il fatto. Solo alcuni degli ex-minori, adesso adulti, parleranno di ricordi confusi, di interrogatori pressanti, di risposte date solo per fare finire quella tortura. In molti ammetteranno di non ricordare di avere fatto quelle cose terribili di cui hanno accusato genitori e parenti, addirittura il prete del paese che per il dispiacere fu stroncato da un infarto. In molti ammetteranno di non ricordare nemmeno i propri genitori, altri di non volerli proprio vedere nel dubbio che comunque quelle cose siano davvero accadute. I fratelli separati rifiuteranno di incontrarsi. Quasi tutti, in un modo o nell’altro, preferiranno dimenticare il passato, vero o falso che sia, e proseguire le loro nuove vite iniziate in un’alba di trambusto.

Al di là delle singole storie, tutte strazianti, ciò che lascia questa inchiesta è il dubbio strisciante che la giustizia, gioiellino di qualunque Paese civile, possa, nel nostro, trasformarsi in una mietitrebbia impazzita, che maciulla chiunque abbia la sventura di porglisi innanzi, protetta da un malinteso senso del garantismo e della protezione dei più deboli, a patto di capire chi siano i più deboli in queste vicende.  Pone questioni sulla qualità del personale che interagisce in un procedimento giudiziario, da ginecologi che diagnosticano abusi sessuali su minori mai avvenuti, psicologi che intervistano bambini in assenza di registrazioni e su storie assai fantasiose e mai comprovate costruiscono impalcature di accusa smembrando e distruggendo famiglie. Sorgono dubbi legittimi nel comune cittadino che si chiede come i consulenti psicologici, medici, legali vengano selezionati nei procedimenti civili e penali, per scoprire che basta conoscere un Giudice per essere nominato d’ufficio e niente per redigere una consulenza di parte, che nessuno chiede mai ai cosiddetti periti un curriculum, una giustificazione di come abbiano acquisito le loro competenze, delle referenze. E come in questa tristissima storia, si intuisce che il consulente che sbaglia, non paga.

Il falso in perizia, l’unico reato che si può commettere redigendone una, è paradossalmente molto difficile da dimostrare perché basta che il parere tecnico sia motivato, e tutto va bene. Nessuno indaga la scientificità o la plausibilità del motivo. Quasi tutte le persone coinvolte tra avvocati, psicologi e medici, negheranno a Trincia un’intervista con motivazioni non del tutto convincenti. E anche noi, come Trincia all’inizio del libro, un po’ siamo sollevati che questi fatti terribili non abbiano riguardato i nostri cari. Ma non è Ebola, non è l’Africa. È da noi, è la Cieca Giustizia, e può colpirci quando meno ce lo aspettiamo. 

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BABEL FESTIVAL 2019 – non parlerai la mia lingua

17 Luglio 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

Le lingue immaginarie protagoniste della quattordicesima edizione

Dal 12 al 15 settembre 2019 ritorna Babel, il festival di letteratura e traduzione di Bellinzona che alterna edizioni geografiche a edizioni tematiche. Dopo aver esplorato l’Aldilà e il Brasile, nel 2019 Babel si spinge ai confini delle lingue naturali. L’edizione dal titolo non parlerai la mia lingua porta al pubblico lingue inaudite, inaccettabili, inaccessibili, accostando ai dialoghi con gli autori le dimensioni del laboratorio, della creazione collettiva e della performance, e concerti, un rave party, cantastorie, controstorie. Tra gli ospiti Irvine Welsh, Valeria Luiselli, Claudia Durastanti, Eraldo Affinati, Michael Fehr, Paolo Albani e Luigi Serafini.

Lingue per articolare un cosmo ipotetico, come quello di Tlön tratteggiato da Borges, o mondi, come in Tolkien o Star Trek, oppure paesi, come gli Antipodi di Rabelais e la Persia nel Dialogo dei massimi sistemi di Landolfi. Lingue per chi è senza lingua, sia che la fugga o la stia cercando: il linguaggio “a nullo noto” di Nimrod, primo re di Babilonia e ideatore della torre di Babele, o la lingua ignota di Hildegard von Bingen. Lingue per tutti, come l’esperanto, lingue perfette e lingue logico-matematiche, lingue per pochi, come i gerghi e gli slang, ma anche crittografie, controscritture e anagrammi, lingue scherzose, infantili e furbesche, lingue iniziatiche, magiche o segrete, i dialetti e i patois, le lingue marginali, disprezzate o scomparse.

Tra gli ospiti di Babel che si alterneranno nei giorni successivi sul palco del Teatro Sociale di Bellinzona: la messicana Valeria Luiselli, una delle voci più originali del nostro tempo, capace di ascoltare la frontiera come eco e come silenzio. Irvine Welsh, autore di Trainspotting e molti altri best-seller che parlano dalla prospettiva sbagliata, quella delle classi disastrate, delle cose sbagliate, pornografia e altre droghe, in una lingua sbagliata, lo slang di Edimburgo. Eraldo Affinati, Elena Stancanelli e Mariapia Borgnini, che raccolgono le storie perdute nel Mediterraneo delle migrazioni. Paolo Albani, la persona che conosce, cataloga e racconta le lingue immaginate, in tutte le loro forme e deformazioni; insieme a lui, l’autore di uno dei casi più misteriosi e articolati di lingua fantastica e mondo fantastico, Luigi Serafini, autore del Codex Seraphinianus. Claudia Durastanti, che nel romanzo La straniera (finalista Premio Strega, Rapallo e Viareggio) ritrova la parola inaudita, e a Babel ne parla con Saleh Addonia, un autore che conosce in prima persona migrazioni e sordità, plurilinguismo e multimutismo. I traduttori dei libri impossibili, Franca Cavagnoli, Roberto Francavilla, Moshe Kahn, Fabio Pedone e Franco Nasi; il laboratorio di traduzione per il pubblico con Camille Luscher; le riflessioni inaugurali di Nunzio La Fauci. Chiude il festival un performer senza eguali, il poeta Michael Fehr, che riunisce surrealtà e cecità, la voce-strumento e le immagini sinestetiche.  

Ma l'indagine ai confini della lingua non si limita alla scrittura e si dirama con la proiezione del film muto The Cameraman con Buster Keaton, musicato dal vivo grazie alla collaborazione dell’IOIC di Zurigo, le fànfole di Cristina Zamboni, e venerdì sera al Convento di Monte Carasso un party d’apertura con lo jodel contemporaneo di Christian Zehnder, l’etectroclash dei None Of Them e il DJ set acid house di Irvine Welsh in persona. 

 

Maggiori informazioni sul programma di Babel: www.babelfestival.com  

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Donato Carrisi, "La ragazza nella nebbia"

15 Luglio 2019 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

 

 

La ragazza nella nebbia 

Donato Carrisi

Longanesi, 2015

 

Primo mio approccio a uno scrittore di gialli molto apprezzato, la cui opera è stata trasposta cinematograficamente. Lo dico subito, per me è un “NI”. E la “N” del “NI” riguarda proprio la parte finale che, come in tutti i gialli del tipo “whodunit” è sempre la parte più scivolosa. Non è certamente semplice costruire una trama che tenga il lettore avvinghiato alle pagine del libro (o alle parole in questo caso, visto che ne ho usufruito in audiolibro), ma in questo Carrisi è bravissimo, complice la sua conoscenza del sistema giudiziario italiano, della cronaca italiana degli ultimi 20 anni e i suoi studi di criminologia.

La trama è molto semplice: Anna Lou, adolescente normalissima e di buona e bigotta famiglia, scompare da una valle sperduta tra le Alpi. Ad indagare viene inviato l’agente speciale Vogel, noto per il suo smisurato amore per i riflettori, che usa in maniera spregiudicata i mezzi di informazione pur di ottenere visibilità. In realtà Vogel è noto anche perché nell’ultimo caso su cui ha indagato con tanta devozione è giunto ad alterare le prove pur di fare finire in carcere il suo principale sospettato, il quale, rivelatosi poi innocente, ha richiesto un lauto risarcimento offuscando per un pezzo la fama del brillante agente speciale. La storia viene raccontata a due mesi dai fatti dal Dr. Flores, psichiatra, il quale interroga un Vogel sotto shock e sporco di sangue, cercando di ricostruire le sue ultime ore. Nel clima ambiguo prima descritto finisce nella lista dei sospettati il mite Prof. Martini, docente nella scuola di Anna Lou, uno che la vita pare subirla in tutti i suoi scossoni. Possibile che davvero un uomo così remissivo e tranquillo abbia rapito la giovane studentessa?

Carrisi riesce a tenere la tensione spostando la nostra opinione da innocentisti (ma dai, si è pure tenuto la moglie che lo ha cornificato nel letto di casa e che lo ha abbandonato al primo sospetto, ma cosa vuoi che combini questo sfigato?) a colpevolisti (epperò un alibi vero non lo ha, e ci sono tutti quei piccoli indizi che potrebbero…. E se fosse stato lui?) di volta in volta, giocando sia sugli elementi giudiziari sia sulla personalità di Vogel, antipatico, arrivista e calcolatore, e Martini, gentile, sfortunato e smarrito.  Questo gioco di equilibrio fa sì che noi siamo alla stregua dei telespettatori che seguono lo squallido circo mediatico che si verifica nel nostro Paese in casi di cronaca simili, dove lo spettacolo consta dei soliti numeri: il linciaggio della gente comune, l’aggressività dei giornalisti, lo scavo indegno nelle vite private dei sospettati, la telecronaca del declino delle vite private dei sospettati, processati e giudicati prima da vicini di casa e televisione che dal sistema.

In questa lunga parte, gestita assai bene da Carrisi, emerge la sua conoscenza della cronaca italiana, è facile infatti riconoscere il caso di Unabomber in quello dell’uomo ingiustamente accusato grazie a prove inquinate, o il caso di Cogne in quello della madre che esce di casa per 7 minuti e, tornando in casa, trova il suo bambino morto in circostanze mai chiarite. Il lettore tuttavia non ha ancora deciso bene per chi parteggiare, finché non giunge il falso colpo di scena, telefonato dall’inizio, costruito sapientemente nei capitoli precedenti, che fa propendere il lettore/spettatore per il verdetto finale.

E qui inizia il meno convincente ultimo quarto del libro. Quando tutto sembra essere stato deciso, arriva il primo ribaltone alla Nesbo: una giornalista dimenticata da tutti che tira fuori un vecchio caso di adolescenti rapite una trentina di anni prima. Caratteristica delle ragazze: tutte rosse con le lentiggini, proprio come Anna Lou. Che il serial killer sia ricomparso dopo un periodo di sopore così lungo? E poi perché tirare fuori questo “cold case” adesso che tutto sembrava quadrare perfettamente? Perché il rapitore stesso si è fatto vivo con un video che dimostra tutto, pur mantenendo lui nell’anonimato. Tutto da rifare? A quanto pare sì. E invece no. Perché Carrisi, che ha ormai poche pagine per elaborare un finale, lo fa nel peggiore dei modi, utilizzando l’escamotage del doppio ribaltone (e fin qui vabbè) ma stecchisce, manco sospende, l’incredulità, con uno spiegone da parte del colpevole stesso che ci rivela le sue doti divinatorie, in quanto il rapimento non è stato commesso per motivi passionali, o comunque direttamente connessi con la vittima, bensì in vista di una serie di eventi che egli aveva previsto con una sconcertante sicumera, roba che il Commissario Matthai de La Promessa si rivolterebbe nella tomba, al fine di ottenere vantaggi morali e materiali.

A parte l’impossibilità di una visione quasi scacchistica delle mosse dell’avversario applicata alla vita, anche da un punto di vista criminologico mi lascia perplessa un piano tanto arzigogolato da parte di un personaggio che ha una vita normalissima, priva di precedenti patologie psichiatriche. Vabbè, tanto ormai è finito il libro, no? E no. Perché l’ultimissimo, superfluo a questo punto, colpo di scena, una soluzione a cui lo scrittore ci conduce per pura serendipità, dopo avere forzato le leggi della logica giallistica, arriva nelle righe finali. Colpo di scena che superfluo non sarebbe stato in un romanzo concepito diversamente, in cui alla fine capisci che tutta l’impalcatura del romanzo era tesa a svelare non il colpevole dell’ultima sparizione, bensì il misterioso mostro che decenni prima aveva seminato il terrore tra le adolescenti della valle, con il preciso intento di disorientare continuamente il lettore. Che però, a forza di girare il capo manco stesse osservando una frenetica partita di ping pong, avrebbe preferito un po’ di mistero irrisolto in più a favore di un colpo di scena in meno. Consigliato a chi si accontenta di finali stiracchiati. 

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L'oroscopo letterario di Luglio

30 Giugno 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

Con queste previsioni astrali pensiamo ai prossimi progetti di questa calda stagione. In cima alla lista c’è quello di rilassarsi, staccare la spina, riposare, ma anche entusiasmarsi per un viaggio, per una vacanza, per coltivare nuove amicizie, per dedicarsi a nuovi hobby, a nuove letture, seduti vicino ad un bistrot per un happy hour a sorseggiare il vostro cocktail preferito e leggere l’oroscopo del vostro segno.

 

ARIETE:  21/3 – 20/4: fate rotta verso l’isola dei divertimenti

Quest’estate è un tripudio di emozioni, esprimete i vostri desideri e le vostre emozioni, bando alle incertezze, ce la farete a superare eventuali insoddisfazioni e pensieri negativi. Puntate dritti alla meta, senza tensioni e nervosismi, vi muovete sicuri e vincenti.  Il vostro cocktail: molto piccante.

Un romanzo: “Come l’aria che respiri” di Frances De Pontes Peebles. La storia di un’amicizia ineluttabile come il destino. Fatta di amore profondo, rivalità, tradimenti. E della paura di ciascuna di scoprirsi nulla senza l’altra.

 

TORO:  21/4 – 20/5:  mare poco mosso

Alcune giornate sono difficili e faticose. Bando alla gelosia e riposate di più. Meglio non mantenere a lungo il silenzio e ammettere chiaramente che cosa vi infastidisce. Non strapazzatevi ai primi segnali di stress o stanchezza, invitate gli amici a cena e tutto si alleggerisce. Il vostro cocktail:  melograno e zenzero fresco.

Un romanzo: “E’ tempo di ricominciare” di Carmen Korn. Quattro donne, un secolo di storia: le paure, le speranze, le lotte di un’intera generazione.

 

GEMELLI:  21/5 – 21/6:  liberi di essere voi stessi

L’estate esaudisce i vostri desideri con un ritmo favorevole e piacevole, tra emozioni e sensazioni intense e profonde. Percepite i vostri bisogni emotivi più autentici con il valore aggiunto di riuscire anche ad appagarli. Siete curiosi, reattivi con la battuta pronta e una partenza sprint e un ritmo latino. Il vostro cocktail: Maraschino e limone fresco.

Un romanzo: “La figlia della libertà” di Luca di Fulvio. 1912. Rachel vive in un villaggio in cui alle ragazze non è permesso leggere. Rosetta subisce i soprusi dei suoi compaesani bigotti. Rocco deve scegliere: se non vuole morire, deve diventare mafioso.

 

CANCRO:  22/6 – 22/7:    pigrizia e socievolezza

È un periodo in cui dovreste mettere ordine nel vostro mondo interiore, fatto di sensazioni ed emozioni. Dolci e innamorati dell’amore, non rifiutate un invito da un vicino di casa, dal vostro migliore amico, da una partita a poker, in attesa del vostro principe azzurro!  Il vostro cocktail:  gin e succo di limone.

Un romanzo: “L’età della luce” di Whitney Scharer. “io voglio scattare fotografie, non diventarne una”, dichiara nel 1928 la modella di Vogue Lee Miller quando si trasferisce a Parigi per abbandonare il suo ruolo di musa di Man Ray.

                                                                                        

LEONE: 23/7 – 23/8:  siete le star di questa grande estate!

Siete coinvolgenti ed intensi, ballate sotto il solleone la vostra melodia come un lento avvolgente, per poi trasformarvi nell’incantesimo di un tango. Siete frizzanti, vivaci, pieni di energia e di carica vitale, la vostra mente è lucida e il vostro benessere è al top. Il vostro cocktail: Martini e un po’ di rum.

Un romanzo: “Un altro (d)anno” di Valentina Tomirotti. La narrazione vivida e impertinente dell’autrice. Un racconto di dodici mesi lunghi trentasei anni per raccontare che la malattia è solo un modo diverso di passeggiare nella vita.

 

VERGINE:  24/8 – 22/9:  seguite le vie di Mercurio

Grintosi, vitali, riflessivi e molto attenti alle sfumature, avete una mente fresca, lucida e reattiva, siete in perfetta forma, anche se potreste avvertire delle tensioni interiori, evidentemente le vostre emozioni scorrono come un fiume sotterraneo, in attesa di essere riportate alla luce.  Il vostro cocktail: una flute di champagne.

Un romanzo: “La botanica delle bugie” di Elisa Casseri. Che vita hanno le bugie, quando nascono, sbocciano e muoiono? Come vanno accudite perché crescano forti e ci proteggano dalla realtà che, più il tempo passa, più chiede il conto?

 

BILANCIA:  23/9 – 22/10:  una danza allegra a piedi nudi sulla spiaggia

Il vostro ritmo è eccezionale almeno per la prima parte dell’estate, poi siete un po’ malinconici, siete in contatto con le vostre emozioni più profonde. Ascoltate il vostro cuore, è l’unico che non mente mai e vi aiuta a prendere le decisioni migliori. Il vostro cocktail: lime con succo di mirtillo, vodka e birra allo zenzero.

Un romanzo: “Fiori senza destino” di Francesca Maccani. Palermo, una scuola e un quartiere popolare in periferia. Una professoressa riporta le voci di un pugno di giovani diventati adulti troppo in fretta. Uno spaccato crudo e struggente, verissimo.

 

SCORPIONE:  23/10 – 22/11:  ditelo con un fiore

La vostra estate è una girandola di emozioni, sensazioni a tratti contrastanti e a tratti confusi: al cuor non si comanda! Siete concentrati, memoria e lucidità vi accompagnano nei vostri progetti, qualsiasi essi siano. Le energie non vi mancano e la voglia di appagare la vsotra curiosità nemmeno. Chi vi ferma? Il vostro cocktail: speziato e molto potente.

Un romanzo: “Il dono di Arianna” di Marta Morazzoni. Il racconto avvincente ed eterno dei miti greci attraverso i loro personaggi più noti.

 

SAGITTARIO:  23/11 – 21/12:  pronti per un viaggio?

Andamento intenso, soddisfacente, positivo, esprimete il vostro entusiasmo, chiarite eventuali dubbi, per godere di gratificazioni emotive continue. La lucidità e la capacità di concentrarvi sono buone. Siete in pole position, tonici e agguerriti, pieni di ottimismo e voglia di vivere. Il vostro cocktail: rum, rabarbaro e sambuco.

Un romanzo: “Cento fuori dentro” di Gio Evan. Leon è nel pieno di una crisi che non fa che aggravarsi quando incontra la ragazza: non sa il suo nome, non sa da dove venga e non riesce neppure a parlarci. Sa solo che è bellissima.

 

CAPRICORNO:  22/12 – 20/1:  desideri da brivido

Di emozioni ne avete quante ne volete, a tratti quiete e pacifiche, a  momenti nervose e instabili, per poi diventare intense. E’ bello quando divenite incerti, volatili, capricciosi e balbettanti. Siete 10 volte più affascinanti e più sensibili. Anche voi avete un cuore che batte!  Il vostro cocktail:  vodka e camomilla.

Un romanzo: “Le cose che bruciano” di Michele Serra. Attraverso l’eroe attaccabrighe do romanzo, Serra guarda ai nostri tempi facendone emergere la rabbia, l’inconcludenza, la comica mediocrità. Ma anche le piccole illuminazioni che salvano la vita.

 

AQUARIO:  21/1 – 19/2:  una girandola di pensieri ed emozioni

Il dubbio vi affascina, vi fermate a vedere se nasconde una sorpresa. Le vostre emozioni sono intensamente sollecitate da dubbi, vi sentite di stare su un’altalena, ora su e giù. La vostra ancora di salvezza è razionalità e distacco: Urano e Saturno sono con voi! Il vostro cocktail: vodka e gin, limone e mirtillo.

Un romanzo: “Il gioco degli dei” di Paolo Maurensig. In bilico tra Oriente  e Occidente, realtà e finzione, la partita a scacchi dell’umile servo che per un istante divenne re. Una storia che s’intreccia con il mondo intero fino al secondo conflitto mondiale.

 

 PESCI:  20/2 – 20/3:   verso l’isola di Nettuno

Siete dei poeti nati, siete degli angeli voi stessi, siete degli artisti, che si perdono nelle acque profonde degli oceani. Volate alto con la fantasia e la creatività. Tutto vi è possibile, tutto vi riesce con successo. Siete degli illusionisti, quest’estate, specie nell’ultima parte, siete confusi e distratti, chissà che non partoriate una meraviglia! Il vostro cocktail:  ananas e rum, con un po’ di lime.

Un romanzo: “La moglie olandese” di Ellen Keith. Una deportata olandese, un ufficiale delle SS e un prigioniero del regime militare argentino nascondono un segreto pericoloso. Una storia che mostra la capacità dell’uomo di sopravvivere all’orrore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nassim Nicholas Taleb

25 Giugno 2019 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni, #saggi

 

 

 

 

Il cigno nero

Nassim Nicholas Taleb

Il Saggiatore, 2007

 

Difficile scrivere di questo libro. Sono 370 pagine di carta che ho deciso di ascoltare diluite in oltre un mese, intervallandolo con altre letture più leggere. Non perché sia scritto in maniera difficile, anzi, l’autore fa di tutto per rendere gli argomenti accessibili anche ai profani, il problema risiede proprio nel “digerire” le tesi di Taleb. Egli infatti, ex trader, esperto di finanza e statistica, epistemologo e filosofo tenta, col suo libro, di mettere in crisi le nostre conoscenze in fatto di previsione del futuro. E con questo non si intende il futuro lontanissimo, ma, molto più banalmente, l’alba di domani.

Alla base di questo destabilizzante testo vi è la metafora del cigno nero: prima della scoperta dell’Australia, fin dai temi degli antichi Romani, si riteneva che il cigno fosse bianco per definizione. Fino alla scoperta della variante australiana nera. 2000 anni di certezze distrutte con un’unica osservazione. Uno dei temi che incontriamo per primi è proprio questo: il fatto che un evento si sia ripetuto finora in un certo modo non significa che continui a verificarsi seguendo le medesime modalità. Un esempio banale: oggi, come tutti gli altri giorni precedenti dal momento in cui siamo nati, ci siamo svegliati, vivi. Quindi questo significa che ci sveglieremo vivi ogni giorno da qui a seguire, immortali? No, i conti non tornano, perché sappiamo che la nostra vita, per quanto lunga, prima o poi avrà un termine. E se questo ragionamento vale per le nostre vite perché non può valere per il sorgere del sole, i grandi movimenti politici ed economici, i flussi migratori, il clima? Cosa sono quindi, i cigni neri? Eventi singoli e imprevedibili che stravolgono il mondo. Anche qui, vogliamo degli esempi? Le guerre mondiali, l’11 settembre, la crisi del ’29, ma anche la scoperta dei vaccini, delle Americhe, e così via.

I cigni sono “neri” ma non per la carica negativa, ma per quella destruente e rivoluzionaria. Perché accadono i cigni neri? Perché, semplicemente, la maggior parte del nostro mondo si trova ubicato in quello che Taleb chiama Estremistan, un non-luogo dominato dal caso e dal caos. Attenti, prima di dire che non vi sembra così. Taleb ha un armamentario di aneddoti, prove, calcoli statistici da fare vacillare ogni certezza. Il nostro mondo ha un andamento non lineare, con momenti di stagnazione e spinte in avanti causate da cigni neri. Tutto questo ci appare strano perché l’essere umano ha un cervello che elabora il mondo cercando di conferirgli un ordine che primariamente non possiede. L’essere umano da sempre cerca di catalogare, incasellare, elencare, stratificare, ridurre tutto ad una formula come quella della curva a campana, nota anche come “Gaussiana”, funzione matematica aborrita da Taleb, ammiratore della funzione mandelbrotiana, più rappresentativa di una realtà in cui la fisica quantistica ha un peso molto maggiore di quanto si possa pensare.

L’ultima parte del libro, invece, pone forse il quesito più interessante per il lettore ormai stravolto e trascinato nel caotico mondo dei cigni neri e degli eventi influenzati dalle particelle subatomiche, incontrollabile e imprevedibile. È possibile prevedere i cigni neri? O il nostro “osservare la vita come da uno specchietto retrovisore”, come la definisce in maniera ineccepibile l’autore, la nostra cecità al futuro, la nostra fallacia narrativa sono degli handicap insormontabili? Il problema non può essere risolto del tutto, ma, dice sempre Taleb, se non saremmo mai in grado di vedere in anticipo i cigni neri, potremmo almeno intuirli trasformandoli in grigi.

E a questo punto occorre tirare fuori penna e taccuino per annotare la teoria dell’antibiblioteca di Eco (dare più importanza a ciò che non conosciamo piuttosto che arroccarci nella supponenza di ciò che conosciamo, il problema è come conoscere ciò che non conosciamo, se, appunto, non sappiamo di doverlo conoscere?), i saggi di Montaigne, Russel e Poincaré, tutti filosofi che hanno anticipato e contribuito alle teorie del cigno nero.

In molti tra coloro che hanno letto questo saggio, lo hanno trovato nichilista e immobilista (oltreché noioso e antipatico per l’arroganza dello scrittore, che, va detto, non fa nulla per smentire l’impressione di tirarsela parecchio come antiaccademico e distruttore di schemi precostituiti): se infatti il futuro è imprevedibile e qualunque cosa facciamo, un cigno nero, in positivo o in negativo, potrebbe stravolgere i nostri piani, ha senso fare qualsiasi cosa? Ecco, io invece l’ho trovato un meraviglioso invito a rompere gli schemi, ampliare le nostre conoscenze, osare, cambiare, pensare lateralmente, usare tutti i mezzi a nostra disposizione per potere anche solo intravvedere la piuma dell’ala di un cigno nero profilarsi all’orizzonte. Perché se le regole del gioco le facciamo noi, è più difficile perdere. Perché alla fine, noi stessi, con la nostra unicità e imprevedibilità, con il nostro essere prodotto di una storia fatta di cigni neri, siamo noi stessi cigni neri.

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Lezioni americane

24 Giugno 2019 , Scritto da Costantino Delfo Con tag #costantino delfo, #racconto

Disegno di Costantino Delfo

Disegno di Costantino Delfo

 

 

Alcuni anni fa avevo venti anni e fui ospite nella casa di un amico di mio padre, a Seattle, nello stato di Washington. Ogni sabato sera comparivano amici di Mark e Helen, sua moglie.

Dopo i convenevoli, i sessi si separavano. Ciascun gruppo maschile o femminile, solitamente formato da sei o sette persone, si appartava in uno dei salotti della grande villa. Erano quattro i salotti dai vari colori e io, quella sera, stavo nel rosa con uomini dai pochi capelli. Le donne erano nell’altro salotto con Helen. Erano stati Mark e Helen a promuovere questi incontri in cui si parlava di tutto: arredamento, politica, moda, musica...

Gli incontri erano registrati, lo seppi dopo. Mark è uno scrittore e insieme a Helen avevano organizzato questi incontri serali da cui Mark avrebbe tratto ispirazione per il suo nuovo romanzo. Sarebbe stato un altro bestseller.

Quella sera, nel salotto rosa, eravamo in sei, seduti su divani e poltrone, ciascuno con il suo bicchiere di whisky. L’argomento della serata era: il sesso e la donna.

«Sex now!» esordì Mark. La risata corale mi stordì.

«John, comincia tu!» disse ancora.

John Harlowe era un prete con il collarino, dal volto smunto, bianco pallido, ma i radi capelli erano di un rosso fulvo a cui tutto il suo viso si uniformò, quando John lo incitò a parlare. 

“Irlandese” pensai.

«Bene, (gli anglosassoni cominciano sempre così i loro discorsi) non ne so molto. Tutti risero ma lui continuò: «Per me le donne sono il diavolo tentatore. Dio le punì per avere mangiato la mela. Full stop». 

Seguì un’altra fragorosa risata e molti dissentirono col capo.

«Arnold?» disse Mark, chiedendo l’opinione all’uomo seduto accanto a me sul divano. Arnold Buckner era grasso, occupava due delle quattro piazze del divano rosa, ma era di un grasso fresco in quella torrida estate, forse per via dell’aria condizionata. La pelle rosea del suo viso era glabra come quella di un neonato ed emanava un buon profumo di lavanda, pungente al punto giusto. Un profumo di gelsomino con un pizzico di peperoncino, che credo gli venisse dalla lozione dopo barba che usava. Era rigorosamente pelato e dava l’impressione di un pascià o di un eunuco.

«Sono belle, sono belle» sentenziò con una voce argentea, l’eunuco.

«Levin?»

Levin era assorto, ma si risvegliò al richiamo di Mark. Portava una papalina nera sul cocuzzolo che gli copriva in parte la pelata. Le folte basette che si congiungevano in una barbetta caprina, confondevano la sua calvizie. “Ebreo.” pensai.

Levin alzò il capo e la sua espressione dolente fu una certezza: naso adunco, occhi socchiusi, labbra fini.

«Ne ho un vago ricordo,» esordì, «ma è chiaramente scritto.»

Si alzò in piedi e iniziò a recitare con gli occhi spenti e con un ritmico dondolare la testa e il busto. Stava pregando: «Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione. Parola di Dio».

Rimasi stupefatto dalla sua teatralità e, del resto, rimasi stupefatto da tutte le sue parole e, dopo tutti quei discorsi sulla prostituzione della donna, alla fine anche io fremevo per dire la mia.

«A me piacciono le tette grosse» dissi e atteggiai le mani in una mimica indicativa. Nessuno rise, alcuni sorrisero, ma di quel sorriso compassionevole che ne fa capire il lato dispregiativo.

«Tu Johan?»

«Sììì,» rispose Johan, «ma gli uomini sono uomini.»

Così disse con una mossetta.

“Chiaramente gay” pensai.

Mark si alzò. «Cari amici, grazie per essere intervenuti a questa piacevole serata.»

Finì lì. Dopo i saluti notai Mark che sussurrava all’orecchio di una bionda vistosa, poi mi si avvicinò e mi chiese se potevo accompagnarla a casa. 

«Certo, sì» risposi.

Durante il tragitto, le raccontai della mia figuraccia durante la riunione, così, per farla ridere un poco. Non rise, né disse nulla, solo qualche: Yeah o Aye. Quando arrivammo mi invitò a salire: «Would you like a drink?» mi chiese. Come avrei potuto rifiutare. Era pur sempre una donna: alta, bionda, ben fatta, sui quaranta, le cui forme esuberanti ricordavano un aspetto giunonico ma non era brutta, solo un po’ rotonda, però a guardarla bene, aveva più dei quarant’anni che le avevo assegnato e somigliava un po’ a mia madre, da giovane. Ma aveva una bella facciona simpatica e delle tette semplicemente stupende. Arrivati in casa, mi disse di chiamarsi Jane e di accomodarmi e servirmi pure, indicandomi il carrello dei liquori, lei sarebbe tornata subito. Mi versai un bourbon e mi sedetti sul divano, sorseggiando il whisky. Arrivò e, senza una parola, ritta in piedi in mezzo alla stanza, gettò la parrucca bionda e si tolse il vestito. Sotto era nuda, senza un pelo o capello; con i ballonzolanti, grossi seni e le cosce più che piene. 

«Allora? Come è andata ieri sera?» mi chiese Mark, a colazione. 

«Be… huh, auh, …ne» risposi, m’era andata di traverso, la pancetta. 

«Jane è una cara amica da molto tempo,» continuò, «cara e brava, solo trecento…» disse. «Non preoccuparti, è stato il mio regalo per il suo compleanno. Ieri ne faceva sessanta, il tempo passa.»

 

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UN ARTISTA PER NATURA: "KI"

21 Giugno 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #interviste

UN ARTISTA PER NATURA: "KI"UN ARTISTA PER NATURA: "KI"
UN ARTISTA PER NATURA: "KI"UN ARTISTA PER NATURA: "KI"

 

 

 

Amici lettori, per voi che già conoscete le mie scommesse artistiche, oggi voglio parlarvi di questa mia nuova, vi presenterò un artista speciale, un giovane emergente, al quale la natura, se da un lato con lui è 

stata "bizzarra", per un altro verso ha regalato una dote innata. Di Ki vi parlerò? Il nome di questo artista è Camillo Iannacone, in arte "Ki".

Il linguaggio espressivo di Ki, si manifesta con naturalezza attraverso il disegno, le sue opere sono spontanee e piene di colori. 

Esente da condizionamenti, il nostro giovane artista è libero di spaziare con la fantasia, quello che vede e sente intorno a sé lo rappresenta con una grafia dinamicamente espressiva, i tratti sono astratti ma rapidi e decisi, inoltre Ki sa ben equilibrare i colori, badate, è una caratteristica che appare facile, ma in realtà anche molti artisti consolidati, a volte non riescono ad abbinare le tonalità. Si arriva all'optimum cromatico grazie al lavoro, al mestiere, ma sopratutto per doti naturali delle quali Kì è ben dotato. La brillantezza nell'insieme è impregnata di fantasia, giochi di colore per un dialogo spontaneo. Come vi dicevo, con lui la natura, o il destino, poteva essere più giusto, ma ora io voglio solo vederlo e farvelo conoscere come un artista che ha davanti a sé, per la sua felicità e per quella dell'osservatore, tanti anni di lavoro creativo.

L'abito non fa il monaco e l'interiorità di Ki è grande, da lui non viene espressa attraverso il verbo. Come per magia, mediante semplici strumenti, produce un linguaggio, il suo personale linguaggio, e sicuramente, continuando a lavorare, imparerà altre tecniche e relativi nuovi supporti. Ha già sperimentato in passato l'utilizzo di tessuti e della fotocamera, la sua fantasia è enorme e inesauribile, Ki è molto giovane e per me diventerà un bravo artista, lo aspettiamo alla sua prima mostra, siete tutti invitati, si astenga chi vede solo in bianco e nero, la vita di Ki è tutta a colori.

 

Quattro chiacchiere con Giobbe Iannacone. Giobbe Iannacone, papà di Camillo, in arte Ki, è un bravo architetto e appassionato di jazz, gli ho proposto alcune domande per presentarci in una maniera più personale suo figlio.

 

Giò, puoi raccontarci la prima volta che hai capito e compreso che tuo figlio era dotato, scusa il gioco di parole, di doti artistiche?

- Da sempre, Camillo, in quanto autistico, ed avendo difficoltà nella comunicazione verbale, ha sopperito a questo deficit con la comunicazione grafica... lui parla per immagini.

 

Camillo che studi ha praticato?

- Ha ultimato quest'anno il liceo artistico.

 

Come è stata la tua esperienza di fare arte, fianco a fianco con tuo figlio?

- Io non sono un artista, Camillo lo è, probabilmente è lui che ha insegnato qualcosa a me, io da genitore ho avuto solo il piacere di vederlo lavorare serenamente e di saperlo felice con le sue forme e i suoi colori.

 

Puoi descriverci le sue emozioni quando disegna?

- Si rilassa.

 

Lo hai visto migliorato da quando ha iniziato a disegnare?

- Quando disegna o dipinge è sereno, può passare una intera giornata davanti ai fogli di carta e ai suoi pennini senza mai perdere la concentrazione.

 

Perché il nome d'arte "Ki"?

 

- Sono le iniziali di Camillo Iannacone, la "C" è diventata "K" per pronunciare l'acronimo in maniera grave, come dire "Chi?...""Chi è?"..."Cosa fa?" Come a lasciare intendere un sapore enigmatico all'acronimo.

 

Quale artista del passato lo ha maggiormente interessato?

- Non ha un interesse particolare per un artista specifico e non si ispira a questo o a quell'altro, Camillo è originale.

 

La mostra che avete visitato insieme e che lo ha maggiormente colpito?

- Siamo stati a Città di Castello a visitare il museo di Alberto Burri, presso gli ex seccatoi del tabacco. Frequentiamo spesso spazi espositivi come il Maxi, Gnam, musei Vaticani, musei Capitolini, Palazzo Massimo. Inoltre, anche presso altri siti culturali, nella città di Roma, ci rechiamo sovente a visitare varie mostre temporanee. Camillo ama farsi fotografare con, alle spalle, un'opera famosa.

 

Camillo ha cercato da solo l'arte oppure è l'arte che ha cercato lui?

- La nonna materna è una pittrice ritrattista e neo impressionista, fa parte del gruppo storico dei 100 artisti di via Margutta, Camillo è stato da sempre immerso e circondato da pareti ricoperte di pitture e opere artistiche. In un certo senso è stata un'attrazione e un amore reciproco.

 

Per la realizzazione delle sue opere che tecnica predilige?

- Pennini a colori su cartoncino ma in futuro sicuramente proverà anche altre tecniche artistiche.

 

Puoi dirci le sue qualità umane e artistiche?

-E' un bravo ragazzo che ama disegnare e dipingere.

 

Giobbe, ci avvertirai quando Ki parteciperà con le sue opere a qualche mostra? Ci piacerebbe essere il suo portafortuna.

- Vi ringrazio, sarà un grande piacere informarvi.

 

Molto bene, amici lettori della signoradeifiltri, tutti noi auguriamo a Ki di continuare a divertirsi e a percorrere la strada dell'arte con successo. Vi aspettiamo al nostro prossimo appuntamento, di sicuro sarà ancora a colori.

 

 

 

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