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#ioleggoperché

14 Ottobre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo “Cesare Chiominto” e la biblioteca comunale di Cori (LT) “Elio Filippo Accrocca”, con il patrocinio del Comune di Cori, aderiscono al progetto #ioleggoperché, la più grande campagna italiana di promozione della lettura attraverso la raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche, ideata dall’Associazione Italiana Editori.

Dal 19 al 27 Ottobre, presso le librerie Voland e Anacleto di Cisterna di Latina sarà possibile acquistare libri per bambini e ragazzi, anche su consiglio dei messaggeri, che andranno ad arricchire il patrimonio librario dei plessi del territorio comunale. Al termine di questa IV edizione, anche gli editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva.

Per l’occasione, Anacleto e Voland propongono, all’interno delle proprie librerie interessanti attività gratuite rivolte a bambini e ragazzi.

Sabato 26 ottobre, dalle ore 17.00, presso la Libreria Anacleto si terrà “Questa (non) è scienza”. I partecipanti potranno divertirsi mettendo alla prova la loro creatività e scoprendo la scienza che sta dietro a sorprendenti illusioni ottiche. Osserveranno da vicino fiori e insetti, scopriranno come funziona la vista e sperimenteranno con le ossa del corpo. Età consigliata: dai 7 anni. Prenotazione obbligatoria.

LIBRERIA ANACLETO

Viale Giovane Europa 25 - Cisterna di Latina / 06.968.18.52 – e-mail: info@anacletolibreria.it / Facebook: Libreria Anacleto (https://www.facebook.com/anacletolibreria/).

Venerdì 25 ottobre, dalle ore 17.00, presso la Libreria Voland si svolgerà “Merenda letteraria con il Kamishibai”, alla scoperta della magia delle storie raccontate con il Kamishibai, la valigia delle storie giapponese. Tra una storia e l’altra una merenda letteraria delizierà la fantasia dei presenti. Età consigliata: dai 3 anni.

LIBRERIA VOLAND

Corso della Repubblica 148 – Cisterna di Latina / 06.969.43.60 – Facebook: Voland Libreria (https://www.facebook.com/voland.libreria/).

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INTERVISTA IN GIRO PER L'ITALIA CON UN ARTISTA E UNA LETTERATA

11 Ottobre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #interviste, #le interviste pazze di walter fest

INTERVISTA IN GIRO PER L'ITALIA CON UN ARTISTA E UNA LETTERATA

 

 

 

 

Amici lettori della signoradeifiltri, siamo in autunno e tutto va bene. Beh, in effetti è la condizione che tutti desidereremmo, e così, per allietarvi la giornata, per voi che ci seguite con passione e trasporto, giustappunto a proposito di trasporto, oggi ho deciso di intervistare due personaggi invece che uno. La prima è Lorena Giardino, il secondo è un famoso artista ma, per non guastarvi la sorpresa, per ora non vi dirò chi è, lo scoprirete fra un po'.
Sono a bordo della mia Fiat 500 direzione Torino, per questa occasione ho cambiato il motore, ho installato un Aermacchi ATR 42, naturalmente ho rinforzato impianto di frenatura e semiassi e fra 10 minuti sarò sotto casa di Lorena.

 

- Ciao Lorena, forza, sali a bordo.
 

- Ciao Walter, grazie per avermi invitata.
 

- Lorena, perdonami se non te l'ho detto prima, oggi avremo con noi anche un altro ospite che devo intervistare: è una vecchia fiamma di Patrizia.
 

- E chi è?
 

- Lo vedrai dopo, mi raccomando, non ti emozionare, è molto famoso.
 

- Accipicchia che sorpresa!
 

- Lo andiamo a prendere alla stazione di Bologna e poi vi porterò a vedere un bel posto.
 

- Ancora una sorpresa?
 

- Beh, sì.


- Non dovrei fidarmi di te, girano delle chiacchiere artistiche sul tuo conto poco rassicuranti, ma farò un eccezione.
 

- E fai bene, i 150.000 lettori del nostro blog non si sono mai lamentati. Senti Lorena, vogliamo parlare del tuo nuovo libro? Mi dispiace che posso offrirti ben poco, il frigo è stato saccheggiato da William Turner, è rimasto solo un doppio panino con la porchetta a testa.
 

- Tranquillo, ho portato uno scatolone di Gianduiotti e un triplo thermos di Bicèrin.
 

- Un po' di dolcezza ci sta bene, Lorena, raccontaci della tua opera.
 

- Il titolo del libro è I discorsi dell'io fragile, sarà pubblicato da Libereria, ed è una raccolta di racconti e poesie introspettive sul tema dell'umana fragilità in tutte le sue sfaccettature. In sintesi, una panoramica a 360° sulla condizione umana, condita di una sana autocritica.
 

- Lorena, una consapevole conferma dei nostri limiti e del fatto che siamo, tutti, nessuno escluso, nonostante le apparenze, deboli e fragili?
 

-  Ebbene sì, a volte, sotto la maschera di invincibilità, ci riveliamo piccole foglie che cadono a terra.
 

- Lorena, ma se poi prendiamo tutte le foglie cadute a terra e, tutte insieme, le facciamo diventare una bella massa colorata, che potrebbe succedere ?
 

- Certo Walter, succede che tutti noi abbiamo un'energia che scaturisce dal colore dell'amore, che comunque è insito nei nostri cuori, insomma, l'unione fa sempre la forza.
 

- Pertanto, Lorena, possiamo dire che il tuo libro è un condensato di ottimismo?
 

- Naturalmente sì, basta guardarsi intorno, ad ogni negatività risponde una positività.
 

- Positiva come la copertina, bella l'immagine del ragazzo che sembra guardare al futuro, protetto da una staccionata posta su un prato verde, idealmente, secondo quanto simboleggiano i migliori valori del nostro "io", protetto da una barriera contro l'egoismo e la brutalità umana. Complimenti per la scelta grafica.
 

- Grazie Walter, per me questo libro è una ripartenza e ho avuto il piacere di non trovarmi da sola, che poi è anche la filosofia della mia opera, cercare sempre di non porsi nella condizione di rimanere in solitudine.
 

- E proprio per questo sei entrata in un bel team.
 

- Sì, di Liberiamo mi ha colpito l'entusiasmo, il voler lavorare in squadra e, come autrice, sentirmi parte di un progetto costruttivo a favore del lettore.
 

- Brava e complimenti, credo che questa storia potrà piacere anche a Caravaggio.
 

- Caravaggio? Proprio lui?
 

- Sì, eccolo là, ci sta aspettando.
 

- Ma quella è una donna!
 

- Eh già, ho dovuto farlo travestire da donna perché, sai come è, ti ricordi le 100.000 lire?
 

- Bei tempi.
 

- Infatti, ora immagina Caravaggio in treno assediato dai fan.
 

- Della pittura?
 

- No, delle vecchie lire. Eccolo che viene verso di noi, ora te lo presento.
 

- Signor Michelangelo, benvenuto, tutto bene il viaggio?
 

- Prima di tutto chiamami solo Caravaggio e poi, mannaggia a te e alla tua idea di vestirmi da donna!
 

- E' stata una precauzione necessaria.
 

- Walter, ma che te possino acciàccà (Caravaggio ha vissuto molto tempo a Roma) mica stamo a tèmtèsciòn àilànd!
 

- Vabbè dai, salta a bordo, al primo autogrill ti faccio vestire da cardinale. Ti presento Lorena Giardino, autrice del libro I discorsi dell'io fragile.
 

- Il piacere è tutto mio bella signora.
 

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio (29/9/1571 Milano - 18/7/1610 Porto Ercole)
In seguito alla tragica epidemia di peste, giovanissimo, insieme alla famiglia, si allontana da Milano per tornare al paese di origine dei genitori. Per anni sarà un bravo apprendista presso vari artisti. Alla morte di entrambi i genitori, a circa vent'anni, lascia la Lombardia e inizia la sua avventura in giro per l'Italia. Sarà a Roma che il suo straordinario talento si affermerà,  determinante l'incontro con il cardinale Francesco Maria del Monte che, sostenendolo, lo renderà una star del momento e, grazie ai buoni auspici dell'alto prelato, il giovane avrà la possibilità di frequentare il jet set Romano, con relativi amici altolocati, appassionati della sua arte. 

Questi lo protessero nei momenti difficili, causati da comportamenti poco legali. Più volte arrestato e messo in carcere, l'artista sarà costretto a fuggire da Roma dopo l'omicidio di un uomo, in una delle sue solite risse. Condannato a morte per decapitazione, inizierà la sua peregrinazione, aiutato a fuggire. Dopo la latitanza in giro per il Lazio, raccomandato da personaggi importanti, scapperà a Napoli, dove realizzerà opere importantissime, ma la terra sotto i suoi piedi sarà sempre ardente, e così si imbarcherà per Malta con la speranza di diventare cavaliere e ricevere l'immunità.

Quando finalmente sembrava essere arrivato alla meta, per un nuovo alterco venne rinchiuso in carcere, da dove riuscì a evadere e a fuggire in Sicilia. A Siracusa sarà ospitato da Mario Minniti, un buon amico conosciuto a Roma. La permanenza in Sicilia gli farà riprendere fiato e gli darà il coraggio di ritornare a Napoli.

A Roma, intanto, papa Paolo V stava valutando l'annullamento della pena capitale. Caravaggio decise allora di tornarvi per chiudere definitivamente il conto con la giustizia. Imbarcato su una sorta di traghetto diretto a Porto Ercole, sarebbe dovuto scendere a Palo Laziale e, nel feudo della famiglia Orsini, attendere il condono, ma è qui che si compie un giallo: a bordo del traghetto, per una disattenzione, rimasero le opere importantissime dell'artista che avrebbero dovuto essere il lasciapassare per la sua libertà. Allora gli Orsini misero a disposizione di Caravaggio un'imbarcazione per ritornare indietro e recuperare il bagaglio, ma lo stress di una vita vissuta aveva compromesso lo stato di salute dell'artista, che non resse alla fatica di questa ultima vicenda ad alta intensità fisica e emotiva, e morì a un passo dalla felicità, in un alone di mistero, a Porto Ercole, il 18 Luglio del 1610.

Durante tutta la sua vita avventurosa sempre vissuta al limite, Caravaggio realizzerà grandissime opere, uniche e inimitabili, fra le quali "David con la testa di Golia" "Fanciullo con canestro di frutta" "Riposo durante la fuga in Egitto" "Giuditta che taglia la testa a Oloferne" " Conversione di san Paolo" " Crocifissione di san Pietro" "Amor vincit omnia" "Flagellazione di Cristo" "Cena in Emmaus" "La Deposizione".
 

- Signora Lorena, ma sa che il titolo del suo libro quasi mi calzerebbe a pennello?
 

- Per me sarebbe un grande onore.
 

- Vede signora, io, nonostante tutte le leggende sul mio conto, non ero un vero genio sregolato. Certo non ero neanche un angioletto, ma provate voi a perdere il padre con la peste e stare senza famiglia. Sapeste quanti morti ammazzati ho visto a Milano a causa di quell'epidemia ed io ero solo un bambino. Crescendo, il mio caratteraccio fu una reazione a quello che avevo passato. Ero piccolo e fragile ma non lo sapevo, ho vissuto con tutta la mia animosità, obbligato a scongiurare la paura che mi portavo dentro, per fortuna mi ha salvato la pittura. E poi, in fondo, da giovane per molti anni sono stato diligentemente un bravo apprendista senza battere ciglio.
 

- E poi che è successo?
 

- Crescendo non sono riuscito a domare il mio "io" fragile, venivo amato e odiato perché la mia pittura era troppo moderna, non c'era una via di mezzo, da un lato avevo grandi estimatori, da un altro feroci invidiosi del mio talento. E purtroppo tante volte finiva in rissa, ero solo un povero senza famiglia che non sopportava le ingiustizie. A proposito di ingiustizie, non è giusto che patisca la fame, Turner mi ha detto che su questo macinino avrei trovato qualcosa da mettere sotto i denti.
 

- Panino con la porchetta?
 

- Walter sei un grande!
 

- Signor Caravaggio, gradirebbe un bicchierino di Bicèrin?
 

- Signora Lorena, sarebbe meglio mezzo litro ma in presenza di una poetessa come lei non posso rifiutare.
 

- Caravaggio, ci puoi parlare della tua tecnica?
 

- Vedi, caro Walter, dopo aver lavorato per tanti anni al soldo di altri maestri, finalmente mi sono liberato, facendo uscire dal mio io la mia vera anima artistica: non più tele di formato ridotto ma grandi superfici dove l'osservatore poteva entrare con tutte le scarpe nella scena che avevo rappresentato, ogni dramma o immagine di gioia dipinta doveva essere vissuta dallo sguardo di chiunque con un'emozione che poteva essere di terrore, paura o gaia felicità e, dopo anni di gavetta da pittore in subalterno, avevo affinato una tecnica che mi aveva fatto vedere la potenza della luce dinanzi all'oscurità, l'esaltazione del lampo di luce divina sul buio più nero, volete sapere tecnicamente dov'è l'arcano?
 

- Sì.
 

- Cromaticamente un oggetto illuminato posto davanti ad un fondo di tonalità più scura fa sì che i colori dello stesso ne vengano messi maggiormente in risalto esplodendo di vitalità. Nelle mie opere i protagonisti dovevano parlare un linguaggio di luce che, modestamente, in tutto il mondo io solo sapevo accendere.
 

- Anche Turner non scherzava.
 

- Sì, ma lui mica era nato in Italia. A proposito, dove stiamo andando?
 

- A vedere le grotte di Frasassi.
 

- Spettacolari! Bravo Walter, sarà l'apoteosi della luce sulla tenebre sotterranee, la bellezza della natura incontaminata dall'operato dell'uomo!
 

- Signor Caravaggio si era dimenticato dei Gianduiotti.
 

- Lorena, la dolcezza è un arte. Forza Walter, dai tutto gas a questo trabiccolo e portaci nei meandri del sottosuolo a rimirare il miracolo e la bellezza della natura italiana.
 

Amici lettori, scenderemo all'interno delle grotte di Frasassi anche per voi. Se vi mettete un golfino, vi accompagneremo nel mondo della fantasia. Ci rivedremo al prossimo artista, sarà sempre un grande piacere.

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  Porti e ponti: Biblioteca.

10 Ottobre 2019 , Scritto da Luca Lapi Con tag #luca lapi, #le riflessioni di luca

  

 

 
  
   "Porti e ponti. La Biblioteca come luogo di scambio tra culture".
     "Porti": in senso esteso, sono mete, sono rifugi.
     Sono mete di viaggiatori.
     Sono rifugi per chi cerca luoghi migliori di quelli natii.
     E' in questo senso che ogni Biblioteca può essere: "luogo di scambio tra culture".
  Ogni Biblioteca può essere meta per chiunque non intenda fermarsi a metà di un proprio percorso culturale.
     "Pòrti": è voce del verbo: "portare" ed ogni Biblioteca può "portare" chiunque la frequenti ad un livello culturale superiore a quello iniziale.
     "Porti": è voce del verbo: "porre" ed ogni Biblioteca può "porre" chiunque la frequenti a "porsi" più domande per cercare e trovare più risposte riguardo al proprio futuro professionale, ma anche e soprattutto, sociale, associativo.
     "Ponti": da attraversare e non per guardare, in lontananza, l'altra sponda; non per impedirne l'attraversamento.
     "Ponti": per essere pronti a scambiarsi le diverse culture.
     "Ponti": non per pontificare, parlando a qualcuno con tono di autorità.
     La Biblioteca come luogo di scambio tra culture: non di scambio di figurine col rischio di figuracce.
     Non luogo comune (benché appartenente al Comune).
     Non fuori luogo.
     Non luogo a procedere, se non verso uno scambio tra culture.
 
          Luca Lapi
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Alla poetessa e antropologa brasiliana Márcia Theóphilo il Premio alla Carriera al Premio “L'arte in versi” di Jesi

9 Ottobre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #poesia

 

 

 

 

Un importante riconoscimento alla poetessa di origini brasiliane Márcia Theóphilo, da tanti anni nella capitale. Poetessa, scrittrice e saggista che ha dedicato tutta la sua produzione ai diritti del popolo dell'Amazzonia, riceverà a novembre prossimo il Premio “Alla Carriera” per la sua intensa attività in una cerimonia pubblica a Jesi (Ancona).

Il conferimento avverrà in seno alla premiazione della ottava edizione del prestigioso Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” di Jesi, iniziativa concorsuale ideata e presieduta dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e organizzata dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, con la poetessa Michela Zanarella quale Presidente di giuria. La Giuria ha inteso premiare la poetessa Theóphilo a ragione della sua ingente produzione letteraria, in numerose lingue, e per il suo strenuo impegno per la salvaguardia dell'ecosistema (che le ha valso in passato anche il noto Premio “Città di Vercelli” per la Poesia civile) con particolare attenzione all'universo della biodiversità che contraddistingue l'Amazzonia.

Il riconoscimento, congiuntamente alla lettura della Motivazione del conferimento, avverrà durante la serata di premiazione che si terrà, con il Patrocinio morale della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche, della Provincia di Ancona e dei Comuni di Jesi, Ancona e Senigallia, il 16 novembre 2019 nella Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni di Jesi sul Corso Giacomo Matteotti.

Márcia Theóphilo dal 1986 rappresenta l’Unione Brasiliana di Scrittori in Italia (U.B.E.). Ha eseguito gli studi in Brasile e a Roma dove si è laureata in Antropologia. Nel 1972 ha lasciato il Brasile per sottrarsi alla dittatura militare. Ritornerà nel suo paese d’origine a dittatura terminata, vivendo a intervalli tra Rio de Janeiro e Roma. Ha dedicato il suo studio, i suoi interessi e il suo lavoro a dipingere la situazione naturalistica, ambientale e socio-antropologica dell’Amazzonia alla quale ha dedicato numerosi volumi, sia in italiano che in portoghese, tra poesia, racconti brevi e saggi di approfondimento. A Roma, grazie all’amicizia col poeta brasiliano Murilo Mendes (1901-1975), ha conosciuto Rafael Alberti (1902-1999) con il quale stringerà un forte rapporto, testimoniato anche da una serie di lettere, scritti critici e note di accompagnamento vergate da Alberti (che con lei condivise l’esperienza dell’esilio) alle sue opere stampate. Numerose le conferenze, gli incontri e i programmi di interscambio tra Brasile e Italia dove nel corso degli anni è risultata importante la figura dell’autrice, come co-organizzatrice o partecipante. Ha pubblicato numerosi libri tra i quali Os convites (1969), Bahia terra marina (1980), Catuete curupira (1983), O Rio, O Passaro (1987), Io canto l’Amazzonia (1992), Amazon Sings (2003), Amazzonia respiro del mondo (2005), Amazzonia madre d’acqua (2007), Ama + Zonia, Ogni Parola un essere… (2018). Testimonial dell’iniziativa “Per una Cultura della Biodiversità”, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell’ambito della campagna di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). Sulla sua produzione hanno scritto: Rafael Alberti, Mario Luzi, Grazia Francescato, Ruggero Jacobbi, Armando Gnisci, Saverio Tutino, Dante Maffia, Dacia Maraini. 

La Commissione di Giuria, che ha inteso riconoscere questo importante premio alla poetessa Di Iorio, era così costituita: Michela Zanarella (Presidente), Emanuele Marcuccio, Vincenzo Monfregola, Giuseppe Guidolin, Rita Stanzione, Valtero Curzi, Stefano Baldinu, Antonio Maddamma, Morena Oro, Antonio Sacco, Fabia Binci, Stefano Caranti, Cinzia Baldazzi e Francesco Martillotto.

Nel corso della serata verrà conferito anche il Premio Speciale “Alla Cultura” alla poetessa teatina Rosanna Di Iorio e verranno ricordati “alla memoria” tre poeti: Maria Ermegilda Fuxa di Alia (Palermo), Salvatore Toma di Maglie (Lecce) e Silvio Bellezza di Lanzo Torinese (Torino).

 

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

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LEGGERE STEVENSON, LONDON E CONRAD A SETTANT’ANNI

3 Ottobre 2019 , Scritto da Costantino Delfo Con tag #costantino delfo, #racconto

 

 

L’inverno era stato tanto tiepido, privo di avvenimenti climatici e personali, così io sentivo il bisogno di avventura. Mi rifugiai nella lettura di qualche libro. Rilessi alcuni classici: Dostoevskij, Joyce, Fitzgerald, Camus e altri che ho già dimenticato. Sono vecchio ormai, ho settanta anni, e poche cose ancora mi procurano l’attenzione dovuta.

Nello sgabuzzino pieno di libri e ricordi ho trovato alcuni libri dimenticati su una mensola. La copertina di uno raffigurava dei pirati con un titolo arabescato: L’ISOLA DEL TESORO. Proprio quello che cercavo, un tuffo d’avventura nei Caraibi! Mi sarebbe anche piaciuto andarci, ai Caraibi, ma mi accontentai del libro. Long John e capitan Flint e tutti gli altri erano affascinanti. Vedevo pirati e uomini rudi ovunque, io stesso lo ero diventato, ed era ormai mezzanotte quando finii di leggere il libro.

 

‘Quindici uomini sulla cassa del morto Yo-ho-ho, e una fiasca di rum!’

 

Ma questa prima avventura non mi arrestò, anzi. Inebriato d’esperienza senile, cercai e scovai un’altra avventura tra le macerie di libri nello sgabuzzino: MARTIN EDEN. Mi aspettavo, dalla copertina che raffigurava un veliero, un altro brivido nei mari del Sud, invece era un romanzo d’amore talmente bello che lo lessi d’un fiato per tutta la notte.

La luce dell’alba filtrava dagli scuri della finestra e ancora sognavo ad occhi aperti le visioni dei racconti che avevo letto. Andai in cucina a prepararmi il caffè, ma subito abbandonai la caffettiera sul fuoco per andare di nuovo nello sgabuzzino a cercare un altro romanzo, che trovai sulla mensola dove erano stati gli altri due: LORD JIM. Mi misi a leggerlo, sorseggiando il caffè, dimentico oramai della realtà che mi circondava.

Il battito di pendola mi fece capire che era già la mezza, dovevo scappare a fare la spesa al vicino supermercato. In fretta mi lavai e vestii e con il libro sottobraccio mi avviai. Avevo dormito solo due o tre ore, ma ero pieno di energia e le figure dei personaggi dei romanzi che avevo letto si fondevano nella mia mente: non stavo andando al supermercato, ma sulla tolda di un vascello, stavo solcando il mare dei Caraibi in cerca dell’isola del tesoro dove avrei incontrato una bellissima donna di cui mi sarei perdutamente innamorato. La mia vita era diventata tutta un’avventura mentre lei appariva e scompariva tra i corridoi degli scaffali del super.

 

‘Era una creatura eterea, pallida, aureolata di capelli d’oro, dai grandi occhi immateriali. Non vide com’era vestita; vide soltanto che la sua veste era meravigliosa come lei. E la paragonò a un fiore d’oro pallido, su uno stelo fragile. No! Era uno spirito, una divinità, un idolo!. Una bellezza tanto sublime non era di questa terra.’

 

Non esageriamo Martin, la tua Ruth sarà stata anche bella, ma la mia è una donna vera, di quelle fatte di carne con i muscoli dei polpacci che si gonfiano ad ogni passo su quei tacchi fini e veste avvolta in un tailleur blu, una coda di capelli neri le sobbalza sulla schiena. È una donna massiccia e forte, come piacciono a me. Come avvicinarla? Cosa dirle? Ecco, le avrei detto: “Scelga questo, signora, è di ottima qualità” e le avrei sorriso, proprio io che non sorrido mai. L’impresa sarebbe stata ardua, mi avvicinai e proprio quando lei stava per prendere una scatoletta “Ora o mai più” mi dissi e lei si voltò a fissarmi.

 

‘«Che cicatrice ha sul collo, signor Eden!», esclamò la giovane. «Come se l’è fatta? Certamente in seguito a un’avventura!». «È stato un messicano col suo coltello, signorina!», rispose.’

 

Fissava la cicatrice sulla mia fronte che mi ero fatto da piccolo. Mi venne un groppo in gola, non respiravo. E se mi chiede dei miei amori passati, come ha fatto Ruth, che le dico? Lascia perdere, quella non fa per te, avrà almeno trent’anni di meno. Vuoi finire come Martin?

 

‘Quando i piedi ebbero toccato l’acqua, si lasciò andare. Gli parve di scivolare lungo una china infinita, e in fondo in fondo sprofondò nel buio. Solo questo seppe. Sprofondava nel buio. E nel momento stesso in cui lo seppe, cessò di saperlo.’

 

Ebbi il coraggio di risalire dalla profondità del mare e mi avviai alla cassa. Un cerbero donna stava contando dei soldi. Posai la mia spesa sul banco scorrevole su cui lei s’avventò. Infine disse: “Ventinove e ottantacinque.” Li avevo già preparati e glieli consegnai.

 

‘E cominciò a contare l'ammontare che le doveva il capitano, trasferendo il denaro dalla borsa da marinaio a quella che avevo in mano.’

 

“Mancano dieci centesimi” disse. Cercai furiosamente nelle tasche. “Ci sbrighiamo!” urlò una voce irosa uscita dal fondo della fila. Stavo rischiando la vita.

 

‘«L'ho visto morto con questi miei occhi», disse Morgan. «Billy mi portò dentro e lui stava lì disteso con delle monetine sugli occhi, Pew era morto, morto stecchito».’

 

Consegnai al cerbero i venti euro stropicciati che avevo ritrovato nella tasca. Lei mi ridiede il resto ed io rimasi lì imbambolato. I pirati non restituiscono mai nulla, i pirati rubano!

 

‘«Prendi le ghinee, Pew, e non startene lì a sbraitare».’

 

Con la fronte madida di sudore freddo presi i soldi e mi avviai all’uscita. Il tempo non era cambiato, un sole pallido svaniva tra nuvole grigie di pioggia. Dovevo resistere anche se sapevo che la bufera sarebbe arrivata e il libro mi cadde di mano. Il cielo si fece plumbeo, gli aliti di vento divennero soffi, il veliero si mosse. Saltai d’un balzo sul pennone di gabbia e liberai la scotta. La vela si spiegò, ma poi il vento calò di nuovo e una nuvola di nebbia mi avvolse e il vascello fu di nuovo fermo. La campana suonava a tempo in quella bonaccia. A tratti mi sembrava di scorgere un’ombra tra i buchi grigi della nebbia e poi lo vidi: Jim, Lord Jim. Lo riconobbi subito.

 

‘Il suo aspetto era impeccabile: vestito sempre di un bianco immacolato, dal cappello alle scarpe, era molto popolare nei vari porti d’Oriente in cui si guadagnava da vivere come procacciatore d’affari.’

 

“Jim” sussurrai. “Signore, signore si sente male?” mi chiesero, “No, no sto bene, grazie” risposi. Accanto a Lord Jim c’era Gioiello una ragazza dagli occhi esotici, il suo amore.

 

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L'oroscopo letterario di ottobre

1 Ottobre 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

Lo stellium di pianeti che caratterizza il mese di ottobre nel segno dello Scorpione accende grossi fari negli abissi sotterranei e molto profondi per indagare e scoprire che c’è dell’oro anche dove vi sembra che ci sia solo melma.

Vi lasciate guidare dal vostro intuito, dalle vostre “strane sensazioni” e non vi fate spaventare da nulla, perché c’è sempre un’uscita anche dal labirinto più difficile, trasformando quest’occasione di difficoltà in grande opportunità!

A proposito del segno dello Scorpione, quali sono le letture più intriganti e preferite dai nativi del segno? Ovvio: i gialli e i thriller.

 

ARIETE: 21/3 – 20/4:  buttatevi e farete gol

Non vi sono mai mancate la grinta e la tenacia, la passione e l’energia, eppure questo mese vi trovate a voler far di meno, a selezionare le vostre attività e a concentrarvi su quanto di più caro avete. Il vostro pianeta guida, ossia Marte, vi fa uno sgambetto ma nulla toglie al vostro entusiasmo. Vorrà dire che farete appello alle vostre energie interiori.

Un giallo: “La gabbia dorata” di Camilla Lackberg. La regina del giallo torna con una nuova serie. Un noir intenso e drammatico su inganno, riscatto e vendetta.

 

TORO:  21/4 – 20/5:  una marcia in più

Urano spalanca con impeto le finestre della vostra vita permettendo una ventata d’aria fresca. Facile, vero? Per nulla, rispondete! Il vostro innato bisogno di stabilità si scontra con il destino che vi spinge a liberarvi da abitudini e certezza. Siete spaventati? Solo all’inizio, perché certi suggerimenti arrivano da voi, specie in quelle situazioni mandate avanti per abitudine ma non del tutto soddisfacenti.

Thriller: “Morte nelle Highlands”  amicizia, ossessioni e una trappola di ghiaccio. Non guarderete più i vostri amici nello stesso modo. Il thriller più atteso di questo anno, presto sugli schermi con una serie tv.

 

GEMELLI: 21/5 – 21/6: tutto sarà più facile con un pizzico di prudenza in più

Amate passeggiare in libertà tenendo sempre in mano la bussola della vostra intelligenza e della vostra ironia. Non vi manca il divertimento e quell’humour divertente e frizzante, un’ottima autodifesa dagli attacchi di Giove contro! Praticate meditazione all’alba e vi sentite subito meglio.

Un giallo: "Il detective Kindaichi” di Yokomizo Seishi. Uno dei romanzi di fondazione del mystery nipponico e l’esordio delle indagini del detective Kindaichi Kosuke. Un classico di livello internazionale.

 

CANCRO: 22/6 – 22/7:  spalancate le porte al divertimento

Siete infastiditi da Saturno e Plutone da lungo tempo e per stare bene dovete impegnarvi un po’. Per fortuna avete al vostro fianco quel genio di Nettuno che vi suggerisce le mosse giuste per superare ostacoli e imprevisti. Non servono nessun regime e nessuna strategia, ma solamente assecondare le vostre esigenze, ascoltare di più il vostro intuito e le vostre sensazioni, cogliere segnali e muovervi di conseguenza.

Un thriller: “Alice” di Barbara Abel. La diciottenne Alice, ritenuta responsabile dell’incidente stradale in cui muore il suo ragazzo, inizia in una spirale discendente. In questo thriller l’autrice svela le ombre di ogni scelta d’amore.

 

LEONE: 23/7 – 23/8:  a caccia di vittorie!

Giove dal Sagittario è quel tocco di calore che spezza la monotonia, che ridà ossigeno e forza ai vostri progetti. Una botta di vitalità, con le algebre che si fanno più semplici, la routine più accettabile, la passione fiammeggiante. Vi aiuta a parare i colpi e a essere sereni di fronte agli eventuali imprevisti.

Un thriller: “Una famiglia quasi normale” di Mattias Edvardsson. Lund, Svezia. Una famiglia normale. Borghese, istruita, illuminata. Fino al giorno in cui la polizia bussa alla porta: Stella è accusata dell’omicidio di un giovane insegnante.
 

 

VERGINE: 24/8 – 22/9:  in cima al podio!

Andate avanti con tolleranza e perseveranza, risoluti e decisi, entusiasti e pazienti, costruite le fondamenta dei vostri progetti con solidità e tenacia, alla faccia di Giove contrario che “smonta” il vostro entusiasmo e dilapida il vostro portafoglio. Nettuno fa capricci e vi fa sembrare irraggiungibile le vostre mete ideali.

Un noir: “Con tanto affetto ti ammazzerò” di Pino Imperatore. Il secondo noir umoristico della serie iniziata con Aglio, olio e assassino.

 

BILANCIA: 23/9 – 22/10:  grandi energie nell’aria

Vi preparate a giocare una partita con i compagni di squadra affiatati e leali. Vi sostengono ottimismo e vitalità. E non vi mancano le possibilità di centrare la rete per segnare goal importanti. E una cosa è certa: vincete sempre!

Un thriller: “Suicide Club” di Rachel Heng. Vivremo per sempre. Ma a quale prezzo? Un romanzo affascinante e provocatorio da un’autrice rivelazione negli Stati Uniti.

 

SCORPIONE: 23/10 – 22/11:  di tutto e di più

Bellissimo questo mese di ottobre con uno stellium nel vostro cielo a ricordarvi che potete darvi alla pazza gioia. E’ il momento di osare, di chiedere e di ricevere. Di avere una rivincita o un riscatto, di cambiare pagina, di suonare una melodia rock, di gridare finalmente all’Universo: ce l’ho fatta!

Un noir, “Sunburn” di Laura Lippman. Un formidabile noir d’autore dall’intreccio complesso quanto i personaggi che tratteggia.

 

SAGITTARIO: 23/11 – 21/12:  la strada per la felicità

Giove nel vostro cielo è la vostra carta jolly che allarga il vostro pensiero positivo, illuminandovi di simpatia, raggiungendo importanti traguardi, fornendo prova di creatività e ingegno. Serenità e fiducia, benessere e ottimismo sono gli ingredienti giusti per infornare un dolce ricco di rum e crema chantilly.

Thriller “L’ultima notte” di Catherine O’Connel. Sei amiche, tre segreti e un omicidio.

 

CAPRICORNO:  22/12 – 20/1:  rinnovamento e consolidamento

In quest’autunno siete partiti alla grande, il vostro ingegno e la vostra creatività viaggiano a mille, espandete il vostro giro d’affari, trovate il lavoro dei vostri sogni, soddisfate le vostre curiosità, prendete appuntamento per nuove collaborazioni e approfondite i vostri interessi, anche quelli per cui voi storcete il naso.

Thriller: “Il cadavere nel fiume” di Brian McGilloway. Il cadavere di un ragazzo viene rinvenuto in un parco lungo il fiume. C’è solo un indizio per identificarlo, il timbro di un locale gay. Incaricata di seguire il caso, la detective Lucy Black comincia a fare ricerche.

 

AQUARIO: 21/1 – 19/2:  non siate polemici e tutto andrà bene

Nonostante ci fossero dei grossi nuvoloni che oscurano il vostro cammino, non scordate che avete Giove che vi aiuta a scoprire e a mettere a frutto i talenti per superare imprevisti e ostacoli. E’ il vostro cuscino per cadere morbidi qualora ci fosse lo sgambetto di Urano, che non è altro un cambiamento da cavalcare per farvi vedere che oltre l’orizzonte si trova il meglio.

Thriller: “Non entrate in quella casa” di Romy Folck. La poliziotta Frida Paulsen  torna al paese natale per far luce sull’aggressione subita dal padre. Per lei rimettere piedi in quei luoghi significa rapire ferite mai sanate.

 

PESCI: 20/2 – 20/3:  aprite la vostra mente e tutto potrà accadere

Sapete benissimo di non aver timore di osare, di chiedere, di puntare in alto, sapete benissimo che il cielo premia gli audaci e anche chi non ha paura di esporsi in prima persona. Qualunque sia l’obiettivo da raggiungere questo è il mese giusto per mettercela tutta.

Giallo “Il delitto ha le gambe corte” di Christian Frascella. Il detective Contrera, con un braccio ingessato e l’esistenza a pezzi, si mette sulle tracce di una ragazza italo americana che ha investito un pusher ed è scomparsa nel nulla.

 

 

 

 

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Intervista con l'artista  WILLIAM TURNER

29 Settembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #interviste, #le interviste pazze di walter fest

 

 

 

Gentilissimi amici lettori della signoradeifiltri, oggi vi andrebbe di spassarvela girando in lungo e in largo per il più bel paese del mondo? In nostra compagnia, con la fantasia vi scarrozzerò a bordo di una vecchia Fiat 500 per vivere un'avventura artistico/comica, e vi anticipo che non saremo soli, per ogni viaggio avremo un ospite, un artista importante che intervisterò per voi, allacciatevi le cinture, oggi sarà con noi William Turner.
Ho fatto rifornimento, dato una pulitina ai pannelli solari, sarà un viaggio lungo ma, grazie al nuovo motore, un fantastico Kawasaky 900 raffreddato ad aria, arriveremo in buon orario, la macchinetta del caffè è sempre pronta, il cassettino straripa di cioccolatini e il frigo bar è ben fornito.

 

- Ciao William, benvenuto a bordo.
 

- Ciao Walter, grazie per avermi invitato, ho saputo che hai già scarrozzato altri miei colleghi, dove andiamo di bello?
 

- William, hai qualche preferenza?
 

- Mi piacerebbe vedere la torre di Pisa.
 

- Che ci sia qualcosa di inconscio?
 

- Walter, non lo so, forse.
 

- William, io credo di conoscere il motivo della tua richiesta, ma te lo dirò dopo, ora partiamo... Ti piacciono i cioccolatini?
 

- Perché no?
 

- Serviti, sono nel cassettino.
 

A bordo della nostra 500, amici lettori di tutto quello che c'è non manca nulla, William Turner, con la proverbiale flemma inglese, guarda il panorama che ci scorre di fianco, gustando di buon gusto cioccolato e sorseggiando caffè. Non me lo ha detto, forse avrebbe preferito il tè, ma a bordo di questa 500, ci dispiace per lui, ma si beve solo il nostro oro nero che profuma.
William Turner nasce da una famiglia umile a Londra (1775 - 1851) e, come accade per gran parte degli artisti, scopre sin da piccolo la sua attitudine al disegno e alla pittura, una dote che servirà ad alleviargli i dispiaceri derivanti dalla propria condizione famigliare. Il disegno e l'acquarello, due tecniche facili ed economiche, saranno il suo linguaggio personale e gli indicheranno la strada futura. A 14 anni entra alla Royal Academy of Arts di Londra e da subito mette in mostra un talento straordinario. La permanenza in accademia gli dà la sicurezza nei propri mezzi e inizia a vedere il proprio orizzonte con maggiore coraggio. 
Esce dalle mura, immergendosi nelle verdi campagne londinesi per andare a disegnare dal vero.

Per disegnare dal vero serve occhio, mano ferma, tratto preciso e netto, pazienza e concentrazione, basta un raggio di sole, una nuvola che si sposta o il fischiettio degli uccelli per deviare lo sguardo dal cavalletto, ma il talento di Turner è inossidabile e la sua tenacia forte come una roccia, ogni anno che passa si allontanerà, chilometro dopo chilometro, per aumentare l'esercizio e l'esperienza: Bristol, Galles, Scozia e poi il gran salto, poco più che ventenne, in Francia e Svizzera. 
Il percorso formativo presso la Royal Academy, nonostante qualche critica ricevuta per il suo stile pittorico, naturalmente e normalmente fuori dagli schemi, è stato importante al punto da considerarsi una tappa fondamentale della sua carriera.

L'accademia era la sua casa e lo sarebbe stata fino alla fine, con le sue opere eccezionali avrà successo, fama, prestigio e numerosi estimatori. Un'altra pedina nello scacchiere della grandezza di Turner sarà, nel 1818,  l'incarico di illustrare "The Picturesque Tour of Italy " e pertanto si documenterà viaggiando in Italia da Torino verso Liguria, Lombardia, Veneto, Roma, Napoli. Un'esperienza che gli accese la luce, in modo fisico e metafisico. La luce e il sole italiano gli illuminarono la vista, l'arte e gli artisti italiani gli coltivarono la fantasia, purtroppo l'eccitazione creativa, che lo portò a sperimentare, gli procurò qualche critica. Invidia? Impossibilità a capire una pittura innovativa? Soliti e immancabili bastian contrari? Quando si è al top, anche questo può succedere, ma Turner, consapevole delle proprie convinzioni, continuò a viaggiare, Belgio, Francia, Olanda, ancora Italia, ormai aveva la luce nel cuore e nessuno lo poteva fermare, la luce è il contrario del buio e, fra la fusione di questi elementi, c'è un dinamismo di sfumature di colore che rendono le sue opere emozionanti, lampi di luce che squarciano le tenebre, la natura che mette in risalto incredibili colori, tutto si muove intorno a noi in un tourbillion di toni che fanno della pittura di Turner vera poesia.

La sua ricerca lo aveva portato a viaggiare e, se da un lato era stata benzina per il corpo, da un altro lui si era sfiancato fisicamente. Ormai in là con gli anni, capì che era giunta l'ora di staccare la spina e, per uno come lui che aveva vissuto una vita vera, il declino lo demoralizzò, nel 1846 si trasferì a Chelsea, latte e rum nel bicchiere gli smorzavano i ricordi, cercò di cancellarsi, rivelando ai suoi vicini di casa di chiamarsi Puggy Booth e, dopo essersi ammalato, morì settantaseienne il 19 dicembre 1851. Gli furono tributati solenni funerali e onori alla memoria, l'arte aveva perso un grande artista ma le sue opere contribuirono a dare una nuova lettura alla pittura.
 

- William, ti va di parlare?
 

- Certo, di che parliamo?
 

- Sono molti anni che volevo chiedertelo.
 

- Che cosa?
 

- Ma quella volta che ti sei fatto legare all'albero di una nave per vedere dall'alto gli effetti della tempesta in mare, non ti chiedo il perché lo hai fatto, ma il coraggio per farlo dove lo hai trovato?
 

- Walter, hai presente quando qualcuno crede fermamente nelle proprie convinzioni?
 

- Penso di sì.
 

- Appunto, ero così deciso, mi sentivo talmente in armonia con gli effetti della natura che sapevo di avere la complicità di qualsiasi evento atmosferico senza rischiare nulla, ero in pratica un cronista della natura più ribelle, superiore a qualsiasi forza umana, pertanto un testimone necessario per far sapere a tutta l'umanità che di fronte alla natura siamo impotenti e, di conseguenza, non avevo paura.
 

- E vabbè, però stare lassù era un po' da matti.
 

- Ero in missione per conto di Dio.
 

- Questa battuta la conosco, per caso hai visto i blues brothers?
 

- No, ma prima di salire su quella nave ho bevuto una doppia caraffa di latte e rum.
 

- Capisco... Senti, vorresti spiegare ai nostri lettori perché tutti gli artisti vanno controcorrente, tu eri perfino un accademico.
 

- Walter, i lettori di questo blog sono più scaltri di te, lo sanno pure i bambini che tutte le cose vecchie prima o poi vengono superate, e poi io non potevo farci nulla, il mio modo di dipingere era quello, un po' romantico, un po' fuori dagli schemi, in ogni caso, quando poi la ruota della vecchiaia si è fermata dalle mie parti, ho capito l'antifona e mi sono messo da parte, largo ai giovani.
 

- Fra vecchi e giovani non potrebbe esserci una via di mezzo?
 

- Certo che c'è e, quando verrà scoperta, tutta l'umanità sarà migliore.
 

- William! Hai finito tutti i cioccolatini!
 

- Per dirla tutta, anche la tazzina del caffè è vuota.
 

- Dobbiamo fermarci all'autogrill a fare rifornimento.
 

- Bene, me lo sono meritato un panino con il salame?
 

- Per la tua temerarietà su quella nave senz'altro, vuoi dell'altro?
 

- Come ti ho detto prima, vorrei fare un giro intorno alla torre di Pisa.
 

- Va bene, si può fare, sempre meglio che rischiare le botte come con Picasso...William, perché la torre pendente?
 

- Perché in tutto il mondo ce l'avete solo voi, perché è anche un fenomeno naturale unito all'estro dell'uomo che l'ha creata, perché è una grande opera d'arte, perché sempre da lassù c'è una luce universale, e poi perché, dopo questa scarrozzata con questo tuo macinino, salendo le scale a chiocciola mi sgranchirò le gambe, ti basta?
 

- Modestia a parte, in Italia abbiamo anche un sacco di altra bella roba.
 

- Walter, sono quasi invidioso se penso che porterai in giro nelle tue visite artistiche altri miei colleghi, mi fai un favore?
 

- Se posso.
 

- Se per caso sarà tuo ospite Piet Mondrian, invece del caffè, offrigli del Pernod e poi, per farlo arrabbiare, digli che ero più moderno di lui... Forza, adesso andiamo a Pisa, my ass is broken!
 

Amici lettori della signoradeifiltri, noi andiamo a Pisa, voi, se volete, come sempre seguiteci con la fantasia, in ogni caso ci rivedremo al prossimo tour artistico, avremo un ospite a sorpresa. Goodby.

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L'uomo in ammollo

28 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Ammettiamolo, a noi donne piace conservare il predominio sulla lavatrice, della quale capiamo il funzionamento al volo. Quando siamo malate ci ritroviamo a dare disperate indicazioni al marito: il detersivo nella vaschetta al centro, l'ammorbidente in quella a sinistra, la candeggina solo per i bianchi e resistenti, mi raccomando. E poi vuoi mettere il piacere di annusare i profumini improbabili dell’ammorbidente, dal gelsomino notturno alla rosa del piccolo principe?  Tutto un altro discorso il bucato a mano, che personalmente ho abolito, e il fastidioso dovere di pretrattare comunque colli, polsini e macchie sulle camicie. E allora, ricordate l’uomo in ammollo, alias Franco Cerri, uno dei maggiori chitarristi e jazzisti italiani?

La pubblicità era vagamente surreale. Franco Cerri stava in piedi, completamente vestito, immerso fino al collo in una vasca trasparente piena di liquido. Non era bello, la sua era una faccia lunga e spigolosa, ma da uomo della strada. Avrebbe potuto essere il vicino di casa o il marito di ognuna. Uno come tanti che, però, fa tutto da solo. Anzi, non fa niente, ché il famoso Bio Presto, detersivo per bucato a mano, lavora da sé.

Sporco impossibile? Nooo, non esiste sporco impossibile.

L’uomo in ammollo, modello proto femminista e auto ironico del maschio che non va lavato né stirato, sogno, non erotico ma molto pratico, delle italiane anni settanta. Ahimè, questa categoria, anche nel nuovo millennio, non è ancora stata inventata e il bucato resta una prerogativa solo femminile.

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Grande successo per la mostra “IMMAGINARE LEONARDO” inaugurata dall’illustre critico d’arte Philippe Daverio

23 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

E’ stata inaugurata, nella giornata del 21 settembre, la mostra dedicata a Leonardo presso la splendida location del Castello Sonnino di Livorno. Tante personalità presenti tra cui il Capitano di fregata Massimiliano Tulelli nelle veci dell’Ammiraglio Flavio Biaggi, comandante dell’Accademia navale di Livorno.

Promossa da Progetto Editoriale, con il patrocinio dei Comuni di Livorno e Cecina, dell’Associazione Internazionale di via Margutta e della Camera di Commercio Maremma e Tirreno, è stata presentata l’esposizione “Immaginare Leonardo”, nella ricorrenza del Cinquecentenario della scomparsa del Maestro Vinciano. L’esposizione, ad ingresso gratuito, sarà itinerante, di cui una tappa particolarmente significativa riguarderà Roma ad ottobre, presso la Galleria Vittoria di via Margutta. La mostra si caratterizza attraverso oltre trenta opere di noti artisti italiani insieme ad esponenti significativi della Nuova Scuola Romana, i quali si sono ispirati alla figura e all’opera di Leonardo e alla sua straordinaria attualità, non solo per coloro che lo amano ma anche per le nuove generazioni, in considerazione del fascino indiscusso di “genio del passato e del presente”. Pittore, architetto, scultore, scrittore, teorico dell’arte, scienziato e ingegnere, ideatore di una nuova maniera, ricercatore in ogni campo, prosatore originalissimo e spirito di creatività senza tempo. Si apre la possibilità di un legame tra Livorno e il Maestro Vinciano che si evince dai disegni che Leonardo realizzò per il “Porto Pisano”. Tutto questo si ricollega ai primissimi anni del 1500, relativo alla realizzazione di un prospetto del porto e della torre del faro, motivo di conflitto in quel periodo tra pisani e fiorentini.

E’ importante evidenziare due aspetti difficilmente riscontrabili insieme per contemporaneità e rilievo:

Il primo è senz’altro Leonardo stesso con la riproposizione e la contemporanea attualizzazione della sua figura nella ricorrenza del 500° della scomparsa. Una dimensione quella del Maestro che si apre a nuove analisi, indagini, interrogativi e valutazioni nella rappresentazione a noi più prossima di uno dei massimi precursori del pensiero moderno, nel ruolo del tutto inedito di primigenio intellettuale europeo. Un’attualità quindi, reale e non retorica, del pensiero e dell’opera di Leonardo da Vinci.

Il secondo aspetto caratterizzante è nondimeno il luogo che ospita l’evento e la sua storia. E’ molto interessante evidenziarlo poiché Leonardo non è mai stato presumibilmente a Livorno, ma qualora vi fosse stato si sarebbe certamente interessato alle opere di ingegneristica, ai canali in costruzione, all’idraulica necessaria, all’organizzazione del sistema portuale, nonché alla regolamentazione delle acque e al loro impatto ambientale. Probabilmente Leonardo sarebbe stato attirato dal Forte Mediceo sulla scogliera di Quercianella, che viene edificato più o meno negli stessi anni, per poi trasformarsi nel tempo nel Castello dei nostri giorni. Il Castello di Sonnino a picco sul mare racchiude in sé una storia ai più sconosciuta ed antica, oltre a custodire in una grotta naturale il sarcofago in marmo delle Apuane con le spoglie del Barone Sidney Sonnino, protagonista della politica italiana fra la fine del XIX secolo e gli inizi del ‘900. Un sito mozzafiato, una prua che penetra nel Mar Tirreno, diventando esso stesso elemento primario di caratterizzazione del paesaggio.

La mostra, curata da Tiziana Todi, con Leonardo protagonista assoluto, si avvale a corredo di un elegante catalogo edito da Progetto Editoriale Editions, nel quale sono riportate tutte le opere in esposizione nonché le schede descrittive degli artisti per così dire “leonardiani”:

 

Chiara Abbaticchio, Xante Battaglia, Tiziana Befani, Sonia Bellezza, Stefania Catenacci, Amalia Cavallaro, Francesca Cervelli, Claudio Cignatta, Alessandro Cignetti, Daniele D’Amico, Sonia De Rossi, Roberta Di Sarra, Daria Faggi, Daniela Foschi, Giuseppe Frascaroli, Paolo Gallinaro, Nicoletta Gatti, Micaela Giuseppone, Maria Rita Gravina, Angela Palese, Tommaso Pensa, Eleonora Pepe, Daniela Poduti Riganelli, Gualtiero Redivo, Marco Rossati, Fabio Santoro, Rosamaria Salkin Sbiroli, Renata Solimini, Claudio Spada e Rodolfo Villaplana.

 

Oltre ai tanti autorevoli ospiti, grande interesse ha suscitato l’intervento di Philippe Daverio che afferma “Leonardo è stato il primo artista rompiscatole” della storia, aprendo così la strada con la sua personalità fuori dagli schemi ai tanti personaggi ribelli che sono arrivati dopo di lui. Al genio viene attribuita una curiosità di percezione scientifica ed un’inclinazione all’estetica che rasenta la perfezione; cui si unisce una passione assoluta per l’innovazione. Importante aggiungere, nel suo lavoro, il concetto di bello, in particolare riferito al De Architectura di Vitruvio. Nello stesso riguarda l’equilibrio mentre per Sant’Agostino è la caratteristica della grazia.”

 

Tra i relatori: Tiziana Todi, Direttrice della Galleria Vittoria in Via Margutta a Roma, parlerà del rapporto fra arte rinascimentale, arte moderna e contemporanea, Giosué Allegrini, Capo Ufficio Storico della Marina Militare Italiana e noto critico d’arte, racconterà invece di Leonardo, nelle suggestioni dovute alla costruzione della città di Livorno sulle acque, rappresentando contemporaneamente il tramite ideale tra antico e moderno. Francesco Malvasi, Direttore Artistico di Progetto Editoriale, ha concluso illustrando le ragioni stesse del lungo impegno della Casa Editrice relativamente al pensiero ed all’opera del Maestro che ha dato vita nel tempo ad una significativa politica editoriale di riferimento.

 

 

 

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In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli. Il Bibliopride 2019 a Cori con Leyla Vahedi

22 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

 

Anche quest’anno si festeggiano le biblioteche con l’ottava edizione del “Bibliopride 2019. In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli.” giornata nazionale delle biblioteche promossa dall’AIB e volta a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del sistema bibliotecario nazionale attraverso la realizzazione di eventi, laboratori e percorsi di lettura in centinaia di biblioteche italiane.

Per la biblioteca comunale di Cori “Elio Filippo Accrocca” il Bibliopride è diventato ormai un appuntamento fisso, grazie alla rinnovata adesione dell’Associazione culturale Arcadia e del Comune di Cori. Un’occasione importante per festeggiare e condividere la bellezza del vivere la biblioteca insieme alla comunità, e affrontare temi cari alle biblioteche con esperti del settore con cui riflettere e confrontarsi.

Sabato 28 Settembre, dalle ore 17:00, l’Istituto Cultuale di Palazzo Prosperi Buzi, in vicolo Macari, ospiterà Leyla Vahedi consulente bibliotecaria, autrice del libro Leggere prima di leggere. Albi illustrati e libri app in età prescolare, e socia fondatrice dell’associazione Cartastraccia, realtà romana che contagia con la sua effervescenza il panorama delle biblioteche pubbliche del Lazio. 

A seguire la proiezione del cortometraggio La biblioteca è una parola che vive. Con te, vincitore del concorso internazionale “A corto di libri” - categoria “Soggetto”, girato nella biblioteca di Cori da Lucio Casellato, che racconterà quest’esperienza di dialogo cinema-biblioteca. Verranno proiettate anche le fotografie di scena realizzate da Francesca Cucchiarelli che ha seguito e documentato, passo passo, le riprese.

Ad animare il pomeriggio e la serata, un clima di festa e tante attività: mercatino di libriletture a bassa voce per i grandiGiubileo del lettore distratto (possibilità per i lettori “distratti” di riconsegnare libri con prestito scaduto da tempo, riconciliandosi con la biblioteca) e … un brindisi&duepizzette per chiudere in bellezza. Musicisti, cantanti, pittori, poeti o cantastorie avranno a disposizione un angolo performance.

 
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