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Intervista con l'artista  WILLIAM TURNER

29 Settembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #interviste, #le interviste pazze di walter fest

 

 

 

Gentilissimi amici lettori della signoradeifiltri, oggi vi andrebbe di spassarvela girando in lungo e in largo per il più bel paese del mondo? In nostra compagnia, con la fantasia vi scarrozzerò a bordo di una vecchia Fiat 500 per vivere un'avventura artistico/comica, e vi anticipo che non saremo soli, per ogni viaggio avremo un ospite, un artista importante che intervisterò per voi, allacciatevi le cinture, oggi sarà con noi William Turner.
Ho fatto rifornimento, dato una pulitina ai pannelli solari, sarà un viaggio lungo ma, grazie al nuovo motore, un fantastico Kawasaky 900 raffreddato ad aria, arriveremo in buon orario, la macchinetta del caffè è sempre pronta, il cassettino straripa di cioccolatini e il frigo bar è ben fornito.

 

- Ciao William, benvenuto a bordo.
 

- Ciao Walter, grazie per avermi invitato, ho saputo che hai già scarrozzato altri miei colleghi, dove andiamo di bello?
 

- William, hai qualche preferenza?
 

- Mi piacerebbe vedere la torre di Pisa.
 

- Che ci sia qualcosa di inconscio?
 

- Walter, non lo so, forse.
 

- William, io credo di conoscere il motivo della tua richiesta, ma te lo dirò dopo, ora partiamo... Ti piacciono i cioccolatini?
 

- Perché no?
 

- Serviti, sono nel cassettino.
 

A bordo della nostra 500, amici lettori di tutto quello che c'è non manca nulla, William Turner, con la proverbiale flemma inglese, guarda il panorama che ci scorre di fianco, gustando di buon gusto cioccolato e sorseggiando caffè. Non me lo ha detto, forse avrebbe preferito il tè, ma a bordo di questa 500, ci dispiace per lui, ma si beve solo il nostro oro nero che profuma.
William Turner nasce da una famiglia umile a Londra (1775 - 1851) e, come accade per gran parte degli artisti, scopre sin da piccolo la sua attitudine al disegno e alla pittura, una dote che servirà ad alleviargli i dispiaceri derivanti dalla propria condizione famigliare. Il disegno e l'acquarello, due tecniche facili ed economiche, saranno il suo linguaggio personale e gli indicheranno la strada futura. A 14 anni entra alla Royal Academy of Arts di Londra e da subito mette in mostra un talento straordinario. La permanenza in accademia gli dà la sicurezza nei propri mezzi e inizia a vedere il proprio orizzonte con maggiore coraggio. 
Esce dalle mura, immergendosi nelle verdi campagne londinesi per andare a disegnare dal vero.

Per disegnare dal vero serve occhio, mano ferma, tratto preciso e netto, pazienza e concentrazione, basta un raggio di sole, una nuvola che si sposta o il fischiettio degli uccelli per deviare lo sguardo dal cavalletto, ma il talento di Turner è inossidabile e la sua tenacia forte come una roccia, ogni anno che passa si allontanerà, chilometro dopo chilometro, per aumentare l'esercizio e l'esperienza: Bristol, Galles, Scozia e poi il gran salto, poco più che ventenne, in Francia e Svizzera. 
Il percorso formativo presso la Royal Academy, nonostante qualche critica ricevuta per il suo stile pittorico, naturalmente e normalmente fuori dagli schemi, è stato importante al punto da considerarsi una tappa fondamentale della sua carriera.

L'accademia era la sua casa e lo sarebbe stata fino alla fine, con le sue opere eccezionali avrà successo, fama, prestigio e numerosi estimatori. Un'altra pedina nello scacchiere della grandezza di Turner sarà, nel 1818,  l'incarico di illustrare "The Picturesque Tour of Italy " e pertanto si documenterà viaggiando in Italia da Torino verso Liguria, Lombardia, Veneto, Roma, Napoli. Un'esperienza che gli accese la luce, in modo fisico e metafisico. La luce e il sole italiano gli illuminarono la vista, l'arte e gli artisti italiani gli coltivarono la fantasia, purtroppo l'eccitazione creativa, che lo portò a sperimentare, gli procurò qualche critica. Invidia? Impossibilità a capire una pittura innovativa? Soliti e immancabili bastian contrari? Quando si è al top, anche questo può succedere, ma Turner, consapevole delle proprie convinzioni, continuò a viaggiare, Belgio, Francia, Olanda, ancora Italia, ormai aveva la luce nel cuore e nessuno lo poteva fermare, la luce è il contrario del buio e, fra la fusione di questi elementi, c'è un dinamismo di sfumature di colore che rendono le sue opere emozionanti, lampi di luce che squarciano le tenebre, la natura che mette in risalto incredibili colori, tutto si muove intorno a noi in un tourbillion di toni che fanno della pittura di Turner vera poesia.

La sua ricerca lo aveva portato a viaggiare e, se da un lato era stata benzina per il corpo, da un altro lui si era sfiancato fisicamente. Ormai in là con gli anni, capì che era giunta l'ora di staccare la spina e, per uno come lui che aveva vissuto una vita vera, il declino lo demoralizzò, nel 1846 si trasferì a Chelsea, latte e rum nel bicchiere gli smorzavano i ricordi, cercò di cancellarsi, rivelando ai suoi vicini di casa di chiamarsi Puggy Booth e, dopo essersi ammalato, morì settantaseienne il 19 dicembre 1851. Gli furono tributati solenni funerali e onori alla memoria, l'arte aveva perso un grande artista ma le sue opere contribuirono a dare una nuova lettura alla pittura.
 

- William, ti va di parlare?
 

- Certo, di che parliamo?
 

- Sono molti anni che volevo chiedertelo.
 

- Che cosa?
 

- Ma quella volta che ti sei fatto legare all'albero di una nave per vedere dall'alto gli effetti della tempesta in mare, non ti chiedo il perché lo hai fatto, ma il coraggio per farlo dove lo hai trovato?
 

- Walter, hai presente quando qualcuno crede fermamente nelle proprie convinzioni?
 

- Penso di sì.
 

- Appunto, ero così deciso, mi sentivo talmente in armonia con gli effetti della natura che sapevo di avere la complicità di qualsiasi evento atmosferico senza rischiare nulla, ero in pratica un cronista della natura più ribelle, superiore a qualsiasi forza umana, pertanto un testimone necessario per far sapere a tutta l'umanità che di fronte alla natura siamo impotenti e, di conseguenza, non avevo paura.
 

- E vabbè, però stare lassù era un po' da matti.
 

- Ero in missione per conto di Dio.
 

- Questa battuta la conosco, per caso hai visto i blues brothers?
 

- No, ma prima di salire su quella nave ho bevuto una doppia caraffa di latte e rum.
 

- Capisco... Senti, vorresti spiegare ai nostri lettori perché tutti gli artisti vanno controcorrente, tu eri perfino un accademico.
 

- Walter, i lettori di questo blog sono più scaltri di te, lo sanno pure i bambini che tutte le cose vecchie prima o poi vengono superate, e poi io non potevo farci nulla, il mio modo di dipingere era quello, un po' romantico, un po' fuori dagli schemi, in ogni caso, quando poi la ruota della vecchiaia si è fermata dalle mie parti, ho capito l'antifona e mi sono messo da parte, largo ai giovani.
 

- Fra vecchi e giovani non potrebbe esserci una via di mezzo?
 

- Certo che c'è e, quando verrà scoperta, tutta l'umanità sarà migliore.
 

- William! Hai finito tutti i cioccolatini!
 

- Per dirla tutta, anche la tazzina del caffè è vuota.
 

- Dobbiamo fermarci all'autogrill a fare rifornimento.
 

- Bene, me lo sono meritato un panino con il salame?
 

- Per la tua temerarietà su quella nave senz'altro, vuoi dell'altro?
 

- Come ti ho detto prima, vorrei fare un giro intorno alla torre di Pisa.
 

- Va bene, si può fare, sempre meglio che rischiare le botte come con Picasso...William, perché la torre pendente?
 

- Perché in tutto il mondo ce l'avete solo voi, perché è anche un fenomeno naturale unito all'estro dell'uomo che l'ha creata, perché è una grande opera d'arte, perché sempre da lassù c'è una luce universale, e poi perché, dopo questa scarrozzata con questo tuo macinino, salendo le scale a chiocciola mi sgranchirò le gambe, ti basta?
 

- Modestia a parte, in Italia abbiamo anche un sacco di altra bella roba.
 

- Walter, sono quasi invidioso se penso che porterai in giro nelle tue visite artistiche altri miei colleghi, mi fai un favore?
 

- Se posso.
 

- Se per caso sarà tuo ospite Piet Mondrian, invece del caffè, offrigli del Pernod e poi, per farlo arrabbiare, digli che ero più moderno di lui... Forza, adesso andiamo a Pisa, my ass is broken!
 

Amici lettori della signoradeifiltri, noi andiamo a Pisa, voi, se volete, come sempre seguiteci con la fantasia, in ogni caso ci rivedremo al prossimo tour artistico, avremo un ospite a sorpresa. Goodby.

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L'uomo in ammollo

28 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Ammettiamolo, a noi donne piace conservare il predominio sulla lavatrice, della quale capiamo il funzionamento al volo. Quando siamo malate ci ritroviamo a dare disperate indicazioni al marito: il detersivo nella vaschetta al centro, l'ammorbidente in quella a sinistra, la candeggina solo per i bianchi e resistenti, mi raccomando. E poi vuoi mettere il piacere di annusare i profumini improbabili dell’ammorbidente, dal gelsomino notturno alla rosa del piccolo principe?  Tutto un altro discorso il bucato a mano, che personalmente ho abolito, e il fastidioso dovere di pretrattare comunque colli, polsini e macchie sulle camicie. E allora, ricordate l’uomo in ammollo, alias Franco Cerri, uno dei maggiori chitarristi e jazzisti italiani?

La pubblicità era vagamente surreale. Franco Cerri stava in piedi, completamente vestito, immerso fino al collo in una vasca trasparente piena di liquido. Non era bello, la sua era una faccia lunga e spigolosa, ma da uomo della strada. Avrebbe potuto essere il vicino di casa o il marito di ognuna. Uno come tanti che, però, fa tutto da solo. Anzi, non fa niente, ché il famoso Bio Presto, detersivo per bucato a mano, lavora da sé.

Sporco impossibile? Nooo, non esiste sporco impossibile.

L’uomo in ammollo, modello proto femminista e auto ironico del maschio che non va lavato né stirato, sogno, non erotico ma molto pratico, delle italiane anni settanta. Ahimè, questa categoria, anche nel nuovo millennio, non è ancora stata inventata e il bucato resta una prerogativa solo femminile.

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Grande successo per la mostra “IMMAGINARE LEONARDO” inaugurata dall’illustre critico d’arte Philippe Daverio

23 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

E’ stata inaugurata, nella giornata del 21 settembre, la mostra dedicata a Leonardo presso la splendida location del Castello Sonnino di Livorno. Tante personalità presenti tra cui il Capitano di fregata Massimiliano Tulelli nelle veci dell’Ammiraglio Flavio Biaggi, comandante dell’Accademia navale di Livorno.

Promossa da Progetto Editoriale, con il patrocinio dei Comuni di Livorno e Cecina, dell’Associazione Internazionale di via Margutta e della Camera di Commercio Maremma e Tirreno, è stata presentata l’esposizione “Immaginare Leonardo”, nella ricorrenza del Cinquecentenario della scomparsa del Maestro Vinciano. L’esposizione, ad ingresso gratuito, sarà itinerante, di cui una tappa particolarmente significativa riguarderà Roma ad ottobre, presso la Galleria Vittoria di via Margutta. La mostra si caratterizza attraverso oltre trenta opere di noti artisti italiani insieme ad esponenti significativi della Nuova Scuola Romana, i quali si sono ispirati alla figura e all’opera di Leonardo e alla sua straordinaria attualità, non solo per coloro che lo amano ma anche per le nuove generazioni, in considerazione del fascino indiscusso di “genio del passato e del presente”. Pittore, architetto, scultore, scrittore, teorico dell’arte, scienziato e ingegnere, ideatore di una nuova maniera, ricercatore in ogni campo, prosatore originalissimo e spirito di creatività senza tempo. Si apre la possibilità di un legame tra Livorno e il Maestro Vinciano che si evince dai disegni che Leonardo realizzò per il “Porto Pisano”. Tutto questo si ricollega ai primissimi anni del 1500, relativo alla realizzazione di un prospetto del porto e della torre del faro, motivo di conflitto in quel periodo tra pisani e fiorentini.

E’ importante evidenziare due aspetti difficilmente riscontrabili insieme per contemporaneità e rilievo:

Il primo è senz’altro Leonardo stesso con la riproposizione e la contemporanea attualizzazione della sua figura nella ricorrenza del 500° della scomparsa. Una dimensione quella del Maestro che si apre a nuove analisi, indagini, interrogativi e valutazioni nella rappresentazione a noi più prossima di uno dei massimi precursori del pensiero moderno, nel ruolo del tutto inedito di primigenio intellettuale europeo. Un’attualità quindi, reale e non retorica, del pensiero e dell’opera di Leonardo da Vinci.

Il secondo aspetto caratterizzante è nondimeno il luogo che ospita l’evento e la sua storia. E’ molto interessante evidenziarlo poiché Leonardo non è mai stato presumibilmente a Livorno, ma qualora vi fosse stato si sarebbe certamente interessato alle opere di ingegneristica, ai canali in costruzione, all’idraulica necessaria, all’organizzazione del sistema portuale, nonché alla regolamentazione delle acque e al loro impatto ambientale. Probabilmente Leonardo sarebbe stato attirato dal Forte Mediceo sulla scogliera di Quercianella, che viene edificato più o meno negli stessi anni, per poi trasformarsi nel tempo nel Castello dei nostri giorni. Il Castello di Sonnino a picco sul mare racchiude in sé una storia ai più sconosciuta ed antica, oltre a custodire in una grotta naturale il sarcofago in marmo delle Apuane con le spoglie del Barone Sidney Sonnino, protagonista della politica italiana fra la fine del XIX secolo e gli inizi del ‘900. Un sito mozzafiato, una prua che penetra nel Mar Tirreno, diventando esso stesso elemento primario di caratterizzazione del paesaggio.

La mostra, curata da Tiziana Todi, con Leonardo protagonista assoluto, si avvale a corredo di un elegante catalogo edito da Progetto Editoriale Editions, nel quale sono riportate tutte le opere in esposizione nonché le schede descrittive degli artisti per così dire “leonardiani”:

 

Chiara Abbaticchio, Xante Battaglia, Tiziana Befani, Sonia Bellezza, Stefania Catenacci, Amalia Cavallaro, Francesca Cervelli, Claudio Cignatta, Alessandro Cignetti, Daniele D’Amico, Sonia De Rossi, Roberta Di Sarra, Daria Faggi, Daniela Foschi, Giuseppe Frascaroli, Paolo Gallinaro, Nicoletta Gatti, Micaela Giuseppone, Maria Rita Gravina, Angela Palese, Tommaso Pensa, Eleonora Pepe, Daniela Poduti Riganelli, Gualtiero Redivo, Marco Rossati, Fabio Santoro, Rosamaria Salkin Sbiroli, Renata Solimini, Claudio Spada e Rodolfo Villaplana.

 

Oltre ai tanti autorevoli ospiti, grande interesse ha suscitato l’intervento di Philippe Daverio che afferma “Leonardo è stato il primo artista rompiscatole” della storia, aprendo così la strada con la sua personalità fuori dagli schemi ai tanti personaggi ribelli che sono arrivati dopo di lui. Al genio viene attribuita una curiosità di percezione scientifica ed un’inclinazione all’estetica che rasenta la perfezione; cui si unisce una passione assoluta per l’innovazione. Importante aggiungere, nel suo lavoro, il concetto di bello, in particolare riferito al De Architectura di Vitruvio. Nello stesso riguarda l’equilibrio mentre per Sant’Agostino è la caratteristica della grazia.”

 

Tra i relatori: Tiziana Todi, Direttrice della Galleria Vittoria in Via Margutta a Roma, parlerà del rapporto fra arte rinascimentale, arte moderna e contemporanea, Giosué Allegrini, Capo Ufficio Storico della Marina Militare Italiana e noto critico d’arte, racconterà invece di Leonardo, nelle suggestioni dovute alla costruzione della città di Livorno sulle acque, rappresentando contemporaneamente il tramite ideale tra antico e moderno. Francesco Malvasi, Direttore Artistico di Progetto Editoriale, ha concluso illustrando le ragioni stesse del lungo impegno della Casa Editrice relativamente al pensiero ed all’opera del Maestro che ha dato vita nel tempo ad una significativa politica editoriale di riferimento.

 

 

 

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In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli. Il Bibliopride 2019 a Cori con Leyla Vahedi

22 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

 

Anche quest’anno si festeggiano le biblioteche con l’ottava edizione del “Bibliopride 2019. In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli.” giornata nazionale delle biblioteche promossa dall’AIB e volta a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza del sistema bibliotecario nazionale attraverso la realizzazione di eventi, laboratori e percorsi di lettura in centinaia di biblioteche italiane.

Per la biblioteca comunale di Cori “Elio Filippo Accrocca” il Bibliopride è diventato ormai un appuntamento fisso, grazie alla rinnovata adesione dell’Associazione culturale Arcadia e del Comune di Cori. Un’occasione importante per festeggiare e condividere la bellezza del vivere la biblioteca insieme alla comunità, e affrontare temi cari alle biblioteche con esperti del settore con cui riflettere e confrontarsi.

Sabato 28 Settembre, dalle ore 17:00, l’Istituto Cultuale di Palazzo Prosperi Buzi, in vicolo Macari, ospiterà Leyla Vahedi consulente bibliotecaria, autrice del libro Leggere prima di leggere. Albi illustrati e libri app in età prescolare, e socia fondatrice dell’associazione Cartastraccia, realtà romana che contagia con la sua effervescenza il panorama delle biblioteche pubbliche del Lazio. 

A seguire la proiezione del cortometraggio La biblioteca è una parola che vive. Con te, vincitore del concorso internazionale “A corto di libri” - categoria “Soggetto”, girato nella biblioteca di Cori da Lucio Casellato, che racconterà quest’esperienza di dialogo cinema-biblioteca. Verranno proiettate anche le fotografie di scena realizzate da Francesca Cucchiarelli che ha seguito e documentato, passo passo, le riprese.

Ad animare il pomeriggio e la serata, un clima di festa e tante attività: mercatino di libriletture a bassa voce per i grandiGiubileo del lettore distratto (possibilità per i lettori “distratti” di riconsegnare libri con prestito scaduto da tempo, riconciliandosi con la biblioteca) e … un brindisi&duepizzette per chiudere in bellezza. Musicisti, cantanti, pittori, poeti o cantastorie avranno a disposizione un angolo performance.

 
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Roma Bar Show

14 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

 

Si terrà a Roma, lunedì 23 e martedì 24 settembre 2019, presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR (Piazza John Kennedy, 1) dalle ore 10:00 alle ore 21:00, la prima edizione di Roma Bar Show, evento internazionale dedicato interamente al mondo del beverage. Masterclass, talk e conferenze, eventi collaterali e un fuori salone dedicati al trade e al consumer, gli stand delle principali aziende e di quelle più indipendenti del settore, il food pairing e lo street food, il caffè, ma soprattutto liquori, vini, spiriti, birra, distillati, i migliori bartender e i loro cocktail, per un evento che coinvolgerà l’intera città di Roma. Professionisti del settore e ospiti internazionali interverranno per condividere le proprie esperienze e conoscenze su trend e novità del settore. Il programma completo e la prevendita dei biglietti al link ufficiale www.romabarshow.com

 

Nella sua prima edizione Roma Bar Show celebrerà il Centenario del Negroni, declinato nelle interpretazioni di rappresentativi bartender italiani. Tra le aree tematiche, il Mexico Village, che con i distillati di agave racconterà le tradizioni legate a questa terra, grazie a un cocktail bar in stile messicano con guest bartender di diverse realtà del panorama internazionale; la Gin Area, grazie alla collaborazione con IlGin.it coinvolgerà i produttori di Gin italiani e internazionali; la suggestiva Terrazza del Palazzo dei Congressi con il suo splendido belvedere che abbraccia l’intera città di Roma celebrerà l’aperitivo italiano con una serie di eventi. Tra le iniziative in programma, la finale italiana di “The Vero Bartender”, cocktail competition targata Montenegro che si svolgerà domenica 22 settembre, ma anche l’arrivo di “La Classica 2019” evento ciclistico promosso da Martini Racing, che quest’anno vedrà la sua conclusione a Roma Bar Show coinvolgendo bartender ciclisti provenienti da tutto il mondo.

 

Novità appena annunciata dall’organizzazione sarà RBS Academy, una serie di laboratori tenuti da alcuni dei più importanti esponenti del bartending italiano e internazionale. Verrà esplorata la creatività e l'eccentricità londinese, il tocco italiano che ha conquistato il mondo intero, la storia e la tradizione che si miscelano con l'innovazione, come la scienza applicata alla miscelazione possa creare drink rivoluzionari. Tra i protagonisti attesi, Antonio Parlapiano del The Jerry Thomas Speakeasy di Roma che spiegherà tecniche e segreti di 10 drink iconici, ma anche Filippo Sisti che racconterà la “Sinergia tra Bar e Cucina, conoscenza e logica nella miscelazione di Talea Cocktail Bar” di Milano, Flavio Angiolillo, al centro del “Giro del Mondo seduto al bancone di Iter” e ancora Simone Caporale, Remy Savage, Gabriele Manfredi, Tony Pescatori e tanti altri. Tra gli speaker dei seminari annunciati, che si terranno nell'Auditorium Capitalis (800 posti a sedere) del Palazzo dei Congressi, spiccano le presenze di Pietro Collina del Nomad Bar di New York, di Davide Segat e Daniele Liberati dell’Edition Bar di Londra, di Patrick Pistolesi e Alexander Frezza, ma anche il racconto Classics Innovation curato dal team del Savoy American Bar di Londra, supportato da Ron Diplomatico, Desmond Payne e Anistatia Miller per Gin Gin Gin realizzato in collaborazione con Beefeater Gin. Altri ospiti internazionali saranno svelati a breve.

 

Le masterclass prevedono focus sulle eccellenze italiane, dal Vermouth di Torino Superiore Gamondi al metodo Vecchia Romagna e la Riserva Tre Botti, dai rosoli di Giardini D’Amore all'Anice Secco Varnelli. Non mancherà il food, con oltre dieci proposte curate da Agrodolce, che ha selezionato diverse realtà della cucina nostrana che saranno protagoniste con una serie di food truck. Spazio quindi a Pizza e Mortazza, Supplizio, Gricia Road, Olive Ascolane Migliori, ma anche la cucina messicana di La Punta Expendio di Agave e Coffee Pot sino alle polpette di Pret-à-Polpett. Tra gli altri ospiti Ken Lindsay, Brand Ambassador di Chivas Regal, Nicola Risk, European Ambassador per The Macallan. Jim Meehan, bartender di fama internazionale e autore di diversi libri sul mondo della mixology, in collaborazione con la casa editrice Readrink, presenterà il suo nuovo libro “Meehan’s Bartender Manual”. Roma Bar Show prevede anche un Fuori Salone che vedrà protagonista tutta la città a partire da domenica 22 settembre, con il coinvolgimento di tanti locali e guest internazionali che si alterneranno dietro i banconi di Jerry Thomas Speakeasy, La Punta Expendio de Agave, Freni e Frizioni, Hotel Locarno, Drink Kong, Aquaroof Terrazza Molinari del First Hotel, Argot, Club Derrière, Banana Republic, Baccano, Metropolita, Chorus Cafè e tanti altri.

 

Il progetto Roma Bar Show – spiegano gli organizzatori - nasce dall'esigenza del trade, delle aziende e degli addetti ai lavori, di ritrovarsi e confrontarsi in un evento italiano di profilo internazionale con lo scopo di elevare le attività della spirit industry e della mixology in Italia. Fin da questa prima edizione, la manifestazione ha l’obiettivo di divenire la fiera leader in Italia dedicata al mondo del bar, del beverage e dell’accoglienza”.

 

La due giorni è promossa e organizzata da RIBS SRL di Andrea Fofi, Fabio Bacchi, Leonardo Leuci e The Jerry Thomas Project e Giuseppe Gallo. La partnership di Acqua San Pellegrino garantirà ai visitatori acqua per tutta la manifestazione, altri importanti sponsor e partner sono Radio Globo, Banca Sella, Organics di Red Bull, Ghiaccio Facile, Birra Asahi, Pratesi Hotel Division, Bernabei, Zero, Bartales, Agrodolce, Blue Blazer ilGin.it. L’APP “Tu Drink”, integrata per la manifestazione consentirà ai visitatori di orientarsi tra spazi espositivi, eventi e attività fuori salone.

 

Per maggiori informazioni
info@romabarshow.com
www.romabarshow.com
www.instagram.com/romabarshow

www.facebook.com/romabarshow/

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Il tappabuchi

10 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #televisione, #come eravamo

Il tappabuchi

 

Era il 1967 ed io frequentavo la prima elementare. Mia madre era rigorosa, la sera dovevo andare a letto dopo Carosello, come tutti i bambini dell’epoca, perché la mattina bisognava andare a scuola e svegliarsi non era facile a quell’età. Con l’eccezione del sabato sera. Il giorno dopo era domenica e allora potevo rimanere sveglia a guardare Il Tappabuchi.

Il tappabuchi è stato uno storico programma televisivo di varietà per la regia di Vito Molinari.  Il conduttore era l’ironico e amabile Corrado, con l'"aiuto presentatore" impersonato da Raimondo Vianello, e prevedeva la partecipazione di Sandra Mondaini, Nanni Loy e Mariella Palmich. In un’ora mescolava giochi a quiz, scenette, balletti, canzoni, e le candid camera di Nanni Loy

Un cult le scenette recitate sulla panchina e la parodia de I Promessi Sposi, in cui Vianello interpreta Lucia, mentre Corrado veste panni di Renzo con i capponi in mano.

Quanta simpatia e garbo, quanto divertimento non volgare. Forse oggi non rideremmo più così di gusto, perché la sensibilità e l’umorismo cambiano con gli anni, ma certi sketch restano immortali.

Anche la parte conclusiva del programma era singolare: la sigla finale sceneggiata inaugurava una serie fortunata che in futuro confluirà nei programmi televisivi della coppia Mondaini – Vianello.

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Immaginare Leonardo

6 Settembre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #arte, #pittura, #eventi

 

 

 

                                                                                                           

 

 

 

 

“IMMAGINARE LEONARDO”

21 settembre ore 17,00 si inaugura la mostra dedicata a Leonardo presso la splendida location del Castello di Sonnino di Livorno

 

Un grande appuntamento attende la città di Livorno, il prossimo 21 settembre. Promossa da Progetto Editoriale, con il patrocinio dei Comuni di Livorno e Cecina, dell’Associazione Internazionale di via Margutta e della Camera di Commercio Maremma e Tirreno, verrà presentata la mostra Immaginare Leonardo, presso il Castello di Sonnino, nella ricorrenza del Cinquecentenario della scomparsa del Maestro Vinciano. L’esposizione prevista fino al 30 settembre, ad ingresso gratuito, sarà itinerante, di cui una tappa particolarmente significativa sarà a Roma ad ottobre presso la Galleria Vittoria di via Margutta. La mostra si caratterizza attraverso oltre trenta opere di noti artisti italiani insieme ad esponenti significativi della Nuova Scuola Romana, i quali si sono ispirati alla figura e all’opera di Leonardo e alla sua straordinaria attualità, non solo per coloro che lo amano ma anche per le nuove generazioni, in considerazione del  fascino indiscusso di “genio del passato e del presente”. Pittore, architetto, scultore, scrittore, teorico dell’arte, scienziato e ingegnere, ideatore di una nuova maniera, ricercatore in ogni campo, prosatore originalissimo e spirito di creatività senza tempo.

 

Collegare Leonardo a Livorno è frutto di un viaggio immaginario. Non sappiamo infatti se vi sia mai stato, ma la famiglia Medici, il suo legame con il Maestro e il rapporto della stessa con la città, trasformatasi poi nel più ricco porto franco della Toscana, costituiscono un formidabile collante di originale valenza nazionale.

 

E’ importante evidenziare due aspetti difficilmente riscontrabili insieme per contemporaneità e rilievo:

 

Il primo è senz’altro Leonardo stesso con la riproposizione e la contemporanea attualizzazione della sua figura nella ricorrenza del 500° della scomparsa. Una dimensione quella del Maestro che si apre a nuove analisi, indagini, interrogativi e valutazioni nella rappresentazione a noi più prossima di uno dei massimi precursori del pensiero moderno, nel ruolo del tutto inedito di primigenio intellettuale europeo. Un’attualità quindi, reale e non retorica, del pensiero e dell’opera di Leonardo da Vinci.

 

Il secondo aspetto caratterizzante è nondimeno il luogo che ospita l’evento e la sua storia. E’ molto interessante evidenziarlo poiché Leonardo non è mai stato presumibilmente a Livorno, ma qualora vi fosse stato si sarebbe certamente interessato alle opere di ingegneristica, ai canali in costruzione, all’idraulica necessaria, all’organizzazione del sistema portuale, nonché alla regolamentazione delle acque ed al loro impatto ambientale. Probabilmente Leonardo sarebbe stato attirato dal Forte Mediceo sulla scogliera di Quercianella, che viene edificato più o meno negli stessi anni, per poi trasformarsi nel tempo nel Castello dei nostri giorni. Il Castello di Sonnino a picco sul mare racchiude in sé una storia ai più sconosciuta ed antica, oltre a custodire in una grotta naturale il sarcofago in marmo delle Apuane con le spoglie del Barone Sidney Sonnino, protagonista della politica italiana fra la fine del XIX secolo e gli inizi del ‘900. Un sito mozzafiato, una prua che penetra nel Mar Tirreno, diventando esso stesso elemento primario di caratterizzazione del paesaggio.

La mostra, curata da Tiziana Todi, con Leonardo protagonista assoluto, si avvale a corredo di un elegante catalogo edito da Progetto Editoriale Editions, nel quale sono riportate tutte le opere in esposizione nonché le schede descrittive degli artisti per così dire “leonardiani”:

 

Chiara Abbaticchio, Xante Battaglia, Tiziana Befani, Sonia Bellezza, Stefania Catenacci, Amalia Cavallaro, Francesca Cervelli, Claudio Cignatta, Alessandro Cignetti, Daniele D’Amico, Sonia De Rossi, Roberta Di Sarra, Daria Faggi, Daniela Foschi, Giuseppe Frascaroli, Paolo Gallinaro, Nicoletta Gatti, Micaela Giuseppone, Maria Rita Gravina, Angela Palese, Tommaso Pensa, Eleonora Pepe, Daniela Poduti Riganelli, Gualtiero Redivo, Marco Rossati, Fabio Santoro, Rosamaria Salkin Sbiroli, Renata Solimini, Claudio Spada e Rodolfo Villaplana.

 

Oltre ai tanti autorevoli ospiti, va segnalata la partecipazione di Philippe Daverio quale protagonista d’eccezione al dibattito organizzato per la circostanza. Uno degli aspetti che lega Daverio a Leonardo è certamente una milanesità differita, tra le arti e il pensiero, ma in particolar modo nell’ambito di un’architettura concettuale e di intenti di cui Milano rappresenta da sempre un emblema geniale.

 

All’inaugurazione della mostra prevista alle ore 17:00 seguirà poi alle 18:30 il convegno Leonardo a Livorno. Tra i relatori Tiziana Todi, Direttrice della Galleria Vittoria in Via Margutta a Roma, parlerà del rapporto fra arte rinascimentale, arte moderna e contemporanea, Giosué Allegrini, Capo Ufficio Storico della Marina Militare Italiana e noto critico d’arte, racconterà invece di Leonardo, nelle suggestioni dovute alla costruzione della città di Livorno sulle acque, rappresentando contemporaneamente il tramite ideale tra antico e moderno. Philippe Daverio, storico dell’arte, docente, saggista e narratore televisivo ci porterà alla scoperta di un Leonardo sconosciuto e misterioso, fin dalle profondità del suo pensiero oltre ogni più ragionevole confine. Concluderà Francesco Malvasi, Direttore Artistico di Progetto Editoriale, che illustrerà invece le ragioni stesse del lungo impegno della Casa Editrice relativamente al pensiero e all’opera del Maestro che ha dato vita nel tempo ad una significativa politica editoriale di riferimento. Illustrerà altresì le ragioni della scelta di Livorno, spaziando fra la Toscana e Milano, in una proiezione europea e nello scorrere di un percorso culturale che di fatto ci accompagna da Leonardo, dal Rinascimento tra le varie epoche fino ai nostri giorni.

 

 

 

 

                                                                                                         

 

E mail: direzionegenerale@progettoeditoriale.com – www.progettoeditoriale.it

 

 

 

 

 

           

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Otto

3 Settembre 2019 , Scritto da Costantino Delfo Con tag #costantino delfo, #racconto, #pittura

Disegno di Costantino Delfo

Disegno di Costantino Delfo

 

Nella vetrina del negozio era esposta la maglia con il numero 88, stampigliato grande e in bianco sul blu di fondo. Mario entrò con passo marziale, agitando le braccia come un soldatino. Aveva quindici anni e non parlava mai con nessuno, solo con la sua mamma formulava qualche semplice frase. Non aveva mai frequentato la scuola: all’asilo aveva strappato ciocche di capelli a un compagno e gli aveva quasi cavato un occhio. Autistico, dissero. Così la madre, insegnante di greco e latino al locale liceo, lo tenne a casa e gli insegnò tutto ciò che sapeva. Aveva superato l’esame di quinta elementare con parecchi mutismi e quello di terza media con risposte non gradite ai professori. Ora frequentava, con grande soddisfazione di sua madre, la prima classe del liceo dove lei insegnava. Con la sua la bicicletta sfrecciava come un fulmine, per lo più vicino a casa, ma talvolta anche per il viale della città e fino in centro, dove c’era il negozio con la maglietta numero 88.

«Otto.» disse alla donna dietro al bancone.

«Che cosa vuoi, tesoro?» chiese la donna.

«Otto!» ribadì, ma lei lo guardò ancora con aria interrogativa, senza capire.

«Otto! Otto! Otto!» gridò Mario. Toc, toc, toc: la scarpa sbatteva sul pavimento, cominciava a innervosirsi.

«Otto che cosa, caro? Dimmi» chiese ancora la donna simulando un sorriso.

“Otto, otto come l’ottavo giorno, ottovolante, ottavo girone dell’inferno. Taciti, soli, sanza compagnia n’andavam l’un dinanzi e l’altro dopo... ” pensava fissandola.

Il suo sguardo volse in fondo vicino alla vetrina, dove stava seduta nel buio una ragazzina che gli sorrideva. Si diresse verso di lei che prese la maglia dalla vetrina e gliela porse. Mario, con l’oggetto ambito tra le mani, tornò indietro e lo posò sul bancone.

«È questa che vuoi, caro?» chiese la donna.

Fece un cenno di assenso con la testa, pagò e uscì di corsa con la sua maglietta.

La ragazzina lo seguì e Mario la fece montare sulla canna della bicicletta e riprese a pedalare come un forsennato. Lei s’aggrappò al manubrio.

“Piano, ho paura!” pensò.

“Sì, scusa, non sono abituato a portare qualcuno, vado sempre da solo” le rispose nel silenzio e subito rallentò. Giunsero all’argine del fiume, che scorreva placido, e si fermarono sotto un salice piangente, sedendosi con la schiena appoggiata al tronco. I lunghi rami penduli dell’albero li nascondevano alla vista, avvolgendoli in un’atmosfera surreale di colore giallo a causa delle strette foglie dorate che erano anche distese intorno come un tappeto. Era infatti la fine dell’estate e il salice lasciava cadere le sue foglie come lacrime. Era una bella e calda giornata, il sole che filtrava tra i rami rendeva anche l’aria che respiravano dello stesso colore giallo oro. Mario disfece il pacchetto con la maglietta, la stese sull’erba per guardarla e infine la indossò.

“Grazie per la maglietta” pensò.

«Oh, di niente, ti sta bene. Come ti chiami? Io mi chiamo Sara» disse lei, e aggiunse: «Puoi anche parlare con la voce, se vuoi, tanto siamo soli, nessuno ci può sentire». La fissò meravigliato e le rispose: «S... sì, va b... bene, io mi chiamo Mario». Non era abituato a parlare, se non sotto minaccia come a scuola, e fu per lui una novità.

«Bello qui, pare di essere al sicuro, protetti... » disse Sara. Gli si avvicinò sfiorandogli la spalla e gli sorrise con quel sorriso enigmatico. Egli non resistette, le mise il braccio attorno alla spalla e le diede un bacio sulla guancia. Sara s’infuocò, divenne tutta rossa e ricambiò quel bacetto. Mario si distese felice, non sapendo che fare o che pensare. Allora Sara lo baciò sulla bocca. Un lungo bacio d’amore e lui l’abbracciò a lungo. Tutti i giorni, ogni pomeriggio alle tre in punto, per quell’intero mese di Settembre, Mario si presentò davanti alla vetrina del negozio ad aspettare Sara, e insieme tornavano al loro rifugio sotto il salice piangente.

Nascosta dietro la vetrina del negozio, la proprietaria stava ad osservare, controllando quello strano ragazzino che, dopo avere acquistato la maglietta, già un paio di volte era di nuovo entrato a chiedere di Sara e poi si era piazzato davanti alla vetrina in sella alla bicicletta. Fu facile per lei informarsi: il ragazzo era conosciuto e aveva una brutta fama, perché era malato e un po’ matto, dicevano. Allora telefonò.

«Buongiorno signora, mi scusi se la disturbo, sono la proprietaria del negozio in via Bixio. Si tratta di Mario». La madre, dall’altro capo del telefono, aveva già il batticuore sentendo parlare del figlio. «Signora, mi dispiace tanto ma devo dirglielo. Chissà quanti pensieri già le dà quel ragazzo.» La madre non seppe che pensare, riuscì solo a dire, già con gli occhi lucidi: «Che cosa è successo?»

«No, no, nulla di grave, non si allarmi, signora,» disse la donna, «suo figlio è venuto a comprare una maglietta un mese fa, però da allora, ogni giorno, quando apro il negozio, si piazza davanti alla vetrina e due o tre volte è anche entrato a chiedere di mia figlia Sara. Ma io non so chi sia questa Sara e non ho figli.»

Tacque. La madre si rilassò un poco: «Mi dispiace signora, a volte il mio Mario ha degli atteggiamenti strani, gli parlerò, non la disturberà più. Buongiorno, signora.»

Alle due del pomeriggio Mario era già pronto per recarsi all’appuntamento con Sara. Il tempo era cambiato: grandi nubi grigie, rigonfie di pioggia, spinte da folate di vento, solcavano veloci il cielo. Poi si udì il fragoroso rombo di un tuono e una pioggia scrosciante cadde dal cielo. La madre entrò nella cucina. «Mario, non devi più andare a quel negozio in centro,» disse, «la padrona del negozio non vuole che tu vada là,» e continuò, «dimentica quella storia, Mario, ti prego. Non esiste nessuna Sara, te lo sei inventato! Come fai sempre!» aggiunse. Poi si mise a piangere e singhiozzando disse ancora: «Non ne posso più delle tue bugie… delle tue fantasie!». Mario era incapace di dire una parola, la gamba iniziò a fremergli. Fece un cenno d’intesa, un segno espresso solo con una inflessione dei suoi occhi sbarrati e increduli. Di corsa uscì di casa.

Appena fuori dall’uscio, inforcò la bicicletta e si gettò sotto la pioggia battente.

“Sto arrivando, amore mio” pensava pedalando. Raggiunse il negozio ma era ancora chiuso; si apprestò ad aspettare Sara in sella alla bicicletta. Eccola spuntare dal vicolo adiacente, correva, fuggiva. Dietro c’era sua madre che gridava: «Te ne devi andare! Hai capito?» Sara salì sulla canna della bicicletta. Alcuni passanti si fermarono ad osservare la scena di quella donna che correva dietro al ragazzo gridando. Mario pedalava come un forsennato, credendo che ogni spinta sempre più poderosa data sui pedali avrebbe cancellato le urla della madre di Sara, che gli risuonavano per la testa.

Strinse spasmodicamente le bacchette dei freni appena prima della curva sull’argine del fiume. Poi volarono come angeli, aggrappati al manubrio della bicicletta, che scivolava via. Una frustata di ghiaccio sulla pelle, Sara si aggrappò a Mario ed egli la strinse forte. Precipitarono nel buio e freddo fiume. Ripescarono Mario due chilometri a valle, ancora con le braccia avvinghiate al suo corpo, come se avesse voluto abbracciare qualcuno.

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L'oroscopo di settembre

2 Settembre 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

Bentornato Autunno: il 23 settembre il Sole entra in Bilancia a determinare l’equinozio d’autunno. Il fascino di questa stagione, il cambio delle temperature, un momento della quiete dopo “la tempesta”, della camomilla incandescente prima di dormire (che puntualmente rimane sul comodino), l’amore per il lago, le spiagge semi vuote. Una fuga lontano anche solo di qualche ora, un picnic in riva al mare, un abbraccio che ti scalda il cuore, i baci che asciugano le lacrime, un biglietto per un concerto, una cena improvvisata a casa, le risate a crepapelle, sono queste le cose che fanno luccicare le giornate. Sono tante le cose per le quali vale la pena vivere, talvolta anche soffrire. I colori si attenuano, la musica diventa meno assordante, ognuno riprende il suo tran tran quotidiano, si riscoprono nuovi equilibri, si rompono quelli vecchi, si sciolgono vecchi schemi e se ne creano di nuovi.

Ad ogni segno è affidata una magia per festeggiare l’equinozio d’AUTUNNO.  

 

ARIETE:  21/3 – 20/4:  la magia dell’energia

Settembre potrebbe essere il mese giusto per stilare la lista di buoni propositi in ogni campo, avrete la costanza necessaria per seguire fino in fondo tutte le buone abitudini che esaltano il vostro benessere, il vostro rapporto con gli altri e il vostro lavoro. Ci sono diversi cambiamenti all’orizzonte, abbiate pazienza e rinunciate alle polemiche, esprimete i vostri punti di vista con fermezza ma senza imposizioni! Impegni lavorativi e familiari potrebbero chiedervi una dose di energia in più, purtroppo stress e svogliatezza sono dietro l’angolo, non fatevi divorare dal pessimismo, ma agite, come sapete fare voi.

 

 

TORO:  21/4 – 20/5:  la magia della natura

Energia e forza di volontà saranno accentuate dal passaggio di Marte positivo, che agirà sulla vostra vitalità come e meglio di un ricostituente. Se praticate sport, potreste migliorare le vostre consuete prestazioni, modellare la muscolatura o buttare giù quel paio di chiletti indesiderati. Salute e bellezza saranno nelle mani di Venere, che indica un ottimo periodo per affrontare cure cosmetiche e migliorare il benessere di pelle e capelli. Giove di transito nella vostra sesta casa agevola terapie e controlli se avete avuto qualche malessere o potrebbe aumentare il vostro interesse in merito all’alimentazione e alla cura del corpo secondo metodi naturali.       

 

GEMELLI:  21/5 – 21/6:  la magia del giocoliere

Sole, Mercurio e Venere di transito nella vostra quinta casa solare vi regalano fascino, simpatia, ottimismo, divertimento e tanta creatività! Riprendete la vostra vita in mano, nonostante Giove sia contrario. Riprendete a vedere il sole, anche se le vostre energie saranno in ribasso.  E’ arrivato il momento di prendervi cura di voi stessi e dei vostri bisogni, approfittare di questi ottimi periodi per apportare cambiamenti salutari nelle vostre abitudini e migliorare l’efficienza del vostro corpo. Se avete un desiderio, un sogno, un’opera d’arte da mostrare, è il tempo adatto per seminare le vostre competenze, per mostrarvi al mondo intero!

 

CANCRO:  22/6 – 22/7:  la magia dei sentimenti

Equilibrio e saggezza nell’amministrazione delle vostre forze dovranno essere il vostro mantra per buona parte del mese. Lo stellium di pianeti in posizione ostile potrebbe indicare maggiore attenzione in famiglia. No agli eccessi e allo stress, sì a lunghe passeggiate, a rinforzare il vostro tono muscolare, sì a frequenti coccole, giacché Venere contraria potrebbe far oscillare la vostra autostima. Il modo migliore per contrastare la configurazione tesa di settembre sarà intraprendere serenamente un percorso interiore di auto accettazione dei pregi e dei limiti che fanno di voi la persona unica e vera!

 

 

LEONE:  23/7 – 23/8:  la magia del potere

Bellezza, forza, serenità e volontà saranno le premesse dello stellium di pianeti in Bilancia. Sono tutti transiti che migliorano la resistenza allo stress, la salute e l’aspetto di pelle e capelli e vi aiutano a definire la muscolatura o a superare traguardi se praticate sport a livello agonistico. Avrete un’energia invidiabile, una carica di vitalità tale da illuminare d’immenso le vostre giornate frenetiche, dense di impegni, di obiettivi da raggiungere. Approfittate per compilare una lista di buoni propositi inerenti a salute e forma fisica. Brio e simpatia vi accompagnano nei vostri rapporti amichevoli e sociali. Vi affacciate alla vita mondana con curiosità e avete voglia di partecipare a feste e incontri culturali.

 

VERGINE:  24/8 – 22/9:  la magia dei riti quotidiani

In ottima forma, grintosi e vitali, siete pronti a sfoggiare un look da modelli. Un sogno:  Marte, padrino della forza muscolare e della volontà, sponsor di energia e dinamismo,  Venere, Sole e Mercurio, testimoni di bellezza, salute, fascino, ottimismo potrebbe diventare realtà, se vi impegnerete per ritagliarvi ogni giorno un piccolo spazio da dedicare al benessere del vostro corpo e alla forma esteriore. Incoraggiati dai transiti in corso, potrete contare su di una buona riserva di energia anche dopo una giornata densa di doveri lavorativi e familiari. Vedrete che all’impegno seguiranno fatalmente i risultati. Approfittatene anche per eseguire controlli medici o terapie estetiche o per definire una buona strategia per eliminare le abitudini nocive.

 

 

BILANCIA:  23/ 9 – 22/10:  la magia della bellezza

Sole, Mercurio e Venere sono tutti dalla vostra parte a donarvi simpatia, fascino, comunicazione, brio e socievolezza. E’ un magnifico momento per godervi la vita. Una voce fuori coro sarà la posizione di Marte che vi suggerisce un po’ di pigrizia. Non abusate di integratori, ma riposate di più fra amici e familiari. Prenotate un bel week end in una spa, prendetevi cura di voi, del vostro benessere, del vostro fisico. Frizzanti e disponibili accetterete tutti gli impegni pur di non rimanere soli.  Serve rilassarsi e soprattutto non pensare troppo. Godete  un massaggio profumato, un piccolo peccato di gola, amministrate con saggezza le vostre forze, evitando stress e sovraccarico di impegni, arriverete a fine giornata con un minimo di vitalità ancora a disposizione.

 

 

SCORPIONE:   23/10 – 22/11:  la magia del mistero

Sarete più pensierosi del solito e ciò vi porta alla scoperta di nuove letture e di nuove cure per il proprio benessere. Le energie non vi mancano, anzi, ma sarete comunque frenati da nuovi punti di vista e da nuovi modi di approcciarsi alla vita. Sapete che oltre il quotidiano c’è ben altro da conoscere. La curiosità per nuove discipline olistiche vi spinge a prendere appuntamenti presso centri benessere e scuole di pensiero, che vi portano ad una maggiore consapevolezza di se stessi. Avete abbastanza forza e grinta per affrontare nuovi percorsi e nuove vie alternative. Nettuno rafforza il vostro intuito e amplifica le vostre fantasie, siete alla ricerca di nuove realtà e di nuovi spazi, nuovi pensieri affollano la vostra mente, non rimane che riordinarli per attuarli!

 

 

SAGITTARIO:  23/11 – 21/12:  la magia del positivo

Un periodo all’insegna della condivisione di pensieri, di collaborazione e di equilibrio fra amici e conoscenti. Vitalità, benessere e socievolezza saranno ai primi posti fra la vostra scala di valori. E’ molto probabile fare un viaggio, conoscere nuove persone e iniziare un periodo molto proficuo per i propri progetti. La vostra mente è libera di fare quello che più piace, vi sentite belli e forti, non vi mancano le energie e la carica vitale per spostarvi da un posto ad un altro. La vostra vita riprende ad avere un senso, finalmente non ci sono più quegli ostacoli, che vi hanno costretti a stare fermi per diverso tempo. Saturno v’invita a rendere concrete le vostre idee, bando alle insicurezze che v’infligge Nettuno in quadratura. Indossate quel tocco in più che vi contraddistingue sempre: l’ottimismo!

 

 

CAPRICORNO:  22/12 – 20/1:  la magia della solidità

Con Marte positivo migliora la vostra resistenza allo stress, avrete un’energia invidiabile, una carica di vitalità tale da illuminare d’immenso le vostre giornate frenetiche, dense di impegni, di obiettivi da raggiungere. Probabilmente rischierete di strafare e di non prendervi cura di voi, addirittura vi sentite stressati e tesi, causa di Sole, Mercurio e Venere ostili, che non vi lasciano del tempo per voi, per la cura del vostro benessere, trascurando i vostri familiari e i vostri amici.  Dovreste stilare meglio la vostra lista delle  priorità, non mettete sempre al primo posto il lavoro, ma dovete esserci voi. Forse non siete ancora andati in vacanza, è arrivato il momento per scaricare quell’eccesso di stress tra una nuotata e un’altra.

 

AQUARIO:  21/1 – 19/2:  la magia della meraviglia

Marte vi suggerisce di affinare le vostre energie interiori, di percepire nuovi modi per tirar fuori quella grinta che spesso sapete di non avere. Lo stress e la vita frenetica non sono alleati del benessere e quindi non sarà male assecondare i tempi che il fisico chiede. Avrete l’incoraggiamento di Sole, Venere, Giove e Mercurio, che dipingono un quadro incoraggiante e protettivo, fonte di benessere psicologico, che vi metterà al riparo dall’insicurezza e dall’ansia. Inoltre, questi transiti positivi vi suggeriscono di affacciarvi e di curiosare in rete o in biblioteca su possibili nuovi posti da visitare o semplicemente iniziare un corso di studi che parli d’Oriente.

 

PESCI:  20/2 – 20/3:  la magia dell’immaginazione

Con Nettuno nel vostro cielo state navigando oltre oceano da diverso tempo. La vostra fantasia non ha limiti, i vostri pensieri sono sempre affollati nella vostra testa. Avete Sole, Venere e Mercurio di transito nella vostra ottava casa solare, il settore delle nuove discipline e di nuovi studi, che v’invita a iscrivervi ad un corso di esoterismo, a staccare la spina dal vostro quotidiano, per dedicarvi agli amici, all’amore, allo sport, ai vostri familiari e soprattutto a voi stessi. E’ il momento di adottare nuove abitudini, di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, di dormire di più, seguendo le indicazioni su integratori naturali. Le vostre energie non sono al top e la vostra forma fisica ha bisogno di coccole, non sovraccaricate la vostra mente di inutili pensieri, se dovesse succedere, tirateli fuori e scriveteli, potreste farne un capolavoro.

 

 

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I ragazzi di padre Tobia

31 Agosto 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Ah, la mitica tv dei ragazzi! Durava un’ora, al massimo due, se consideravi anche i programmi dei più grandicelli. Aspettavo le cinque del pomeriggio col cuore in gola, io che non uscivo e non frequentavo altri bambini. Era il mio unico divertimento dopo i libri, il mio unico trastullo, la mia fonte d’informazione e apprendimento, al pari de I quindici. Era piacere allo stato puro. Adesso i bambini stanno tutto il giorno incollati ai canali dedicati, che trasmettono cartoni animati h24, e ai video cava occhi del telefonino.

Ho un ricordo vago di un programma che piaceva tanto anche a mia madre e a mia nonna. I ragazzi di padre Tobia, da non confondere con I ragazzi di Padre Brown. Era una serie tv, trasmessa fra il 1967 e il 1973, a sfondo pedagogico, che faceva leva sui valori della lealtà, del coraggio, e dell'amicizia. I protagonisti erano padre Tobia (Silvano Tranquilli), il suo simpatico e stupidotto sacrestano Giacinto (Franco Angrisano) e il gruppo dei ragazzi scout della parrocchia. Erano gli anni della DC al potere e dell’ingerenza della Chiesa nei programmi scolastici e ministeriali, ma la cosa, vi dirò, non faceva male. Si rideva di gusto e, insieme, s’insegnavano valori come rispetto e onestà. Bene e male, giusto e sbagliato erano ben distinti. Un minimo di spirito di sacrificio e di senso di colpa non hanno mai ammazzato nessuno, anzi, hanno aiutato lo sviluppo di un sano desiderio e fatto del bene alla società tutta.  

I vari padre Brown e padre Tobia, sacerdoti investigatori, erano i precursori dell’odierno melenso, iper-replicato e imbalsamato don Matteo. Ma, forse perché siamo cambiati noi, il risultato non è lo stesso, ahimè.

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