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Il mio nuovo romanzo

26 Gennaio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #federica cabras

Il mio nuovo romanzo

 

Ho il piacere di condividere con i lettori l’uscita del mio nuovo romanzo per la collana romance Milena in love, la cui referente è la bravissima Federica Cabras, di Officina Milena:

 

L'ultima luna.

Africa, primi anni Ottanta. Mary Connelly condivide lo stesso pazzo amore per la savana di suo padre Jeff, ricco industriale inglese trasferitosi in Kenya. Lei è cresciuta lì, con quelle albe trasparenti e quei tramonti infuocati, con quella terra rossa e quei cieli mai veramente sgombri di nuvole. Non c’è posto al mondo che Mary e suo padre amino come la riserva del Masai Mara, non hanno bisogno di nient’altro per essere felici.

Ma la madre, l’angloindiana Violet, che ama follemente il marito ma non si è mai sentita legata alla figlia, sogna l’Inghilterra e non si rassegna a quella vita. Riesce almeno a vincere su un punto: la famiglia ha bisogno della medicina inglese. Così, a Casa Connelly arriva il dottor Morgan Lawson, giovane, inquieto, subito catturato dall’dall’atmosfera esotica, dal fascino di una terra che non è come la si vede in cartolina ma, quando ti afferra, non ti lascia più.

Mary è infastidita, non ama ciò che è inglese, non vuole estranei in casa sua. Entrambi alla ricerca di se stessi e del senso della vita, si scrutano, si girano intorno guardinghi, si cercano pur senza ammetterlo. Del resto, quando la scintilla scocca, non c’è nulla da fare.

 

Su di me:

Patrizia Poli è nata a Livorno nel 1961. Laureata in lingua e letteratura inglese, dal 2012 amministra il blog culturale collettivo signoradeifiltri.

Ha pubblicato: L’uomo del sorriso, Marchetti Editore 2015, segnalato al XXVI premio Calvino, Signora dei filtri, Marchetti Editore, 2017, Una casa di vento, Marchetti Editore, 2019.

Appassionata di letture, cinema, viaggi e animali

 

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Il pattinaggio

25 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto

 

 

 

C'era una scuola di pattinaggio nella mia città in Mozambico, dove mia madre mi aveva iscritta.

All'inizio avevo quattro anni, ma di questo periodo non ricordo tanto. Quello che ricordo bene è successo due anni dopo, quando ne avevo sei. Pattinavo in coppia. Eravamo lungamente applauditi, tanto festeggiati. Non per il fatto di essere bravi (quanto bravi potevamo essere noi?), ma perché eravamo buffi. E inaspettati.

Ricordo una volta in che Rui, il mio partner, aveva sbagliato mossa. Indignata, l'ho tirato dalla parte giusta, con irritazione e determinazione. A sua volta, lui ha tirato me, che ho rispostato lui… e questo è andato avanti così per un interminabile mezzo minuto. Mezzo minuto mentre pattini, è tanto! Gli spettatori, colti alla sprovvista, scoppiarono a ridere e a applaudire, una vera raffica di applausi che non smetteva mai. Mezzo minuto dopo ricominciammo a pattinare insieme alla musica, come se niente fosse.

Da questo evento non si può certo ricavare resilienza o qualche altra caratteristica positiva. L'immagine che si raccoglie è quella di una immensa testardaggine. Non essendo una caratteristica così bella, è stato un elemento molto utile in tutto quello che dopo mi è successo.

 

 

                                                                     

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Gustavo Vitali, "Il Signore di Notte"

24 Gennaio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #gustavo vitali

 

 

 

 

Il Signore di Notte

Gustavo Vitali

 

Libro autoprodotto

pp 513

19,00

 

 

È difficile recensire questo libro. Il signore di notte di Gustavo Vitali è senza dubbio un testo di grande valore.

Ma.

Un giallo storico, ben scritto, ben sviluppato, con tutte le cose al posto giusto, a partire da un’ottima scrittura – appena qualche ripetizione o allitterazione di troppo -, per continuare con azione e colpi di scena. Soprattutto un’ambientazione vivissima e piena di atmosfera, dove ogni oggetto, ogni luogo, ogni usanza, sono visti, odorati, assaporati, ricreati attraverso una documentazione ineccepibile. C’è persino una buona interpretazione psicologica dei personaggi. Francesco Barbarigo – il magistrato investigatore seicentesco che indaga insieme al più serio e concreto capitano Stella– è ben tratteggiato nei suoi pregi e difetti molto umani, al punto da non risultare poi nemmeno troppo simpatico.  

Niente da eccepire, quindi, un notevolissimo lavoro di scrittura e di storia ben amalgamati.

Ma… ma non posso negare che la continua sospensione delle vicende in favore della ricostruzione storica, applicata in modo maniacale a qualsiasi elemento - dall’architettura, alle ambientazioni, agli usi e ai costumi - alla fine inevitabilmente interrompe il flusso della trama e – considerate anche le cinquecento e più pagine – diventa pesante. Trasforma il romanzo in un libro per addetti ai lavori, per appassionati. Lo rende, insomma, meno fruibile dal lettore comune.

Francesco Barbarigo – personaggio effettivamente esistito – Signore della Notte al Criminal, deve indagare sulla morte di Nicolo Duodo, un nobile in miseria, costretto ad accattare incarichi burocratici per tirare avanti. All’inizio Barbarigo coglie il suggerimento del proprio amatissimo fratello Gabriele, e indaga su un “bravo”, certo Rimondo, che col morto avrebbe avuto dei dissapori importanti. Ma la verità sta da un’altra parte.

Durante l’inchiesta il Signore della Notte s’ imbatte in varie figure e, nel contempo, porta avanti anche la sua vita privata, fatta di affetto per il fratello più godereccio, fatta della scoperta di essere stato oggetto inconsapevole di un amore omosessuale e, soprattutto, del contrastato e inquietante rapporto con la bella Gigliola.

Nonostante tutto, ripeto, non si può negare il merito dell’opera, la sua fantastica capacità di farci rivivere la Venezia del cinquecento e seicento. Sentiamo lo sciabordare dell’acqua nei canali, i lamenti dei prigionieri sul Ponte dei Sospiri, vediamo i colori sgargianti delle vesti maliziose delle nobildonne e le tavole imbandite, assistiamo ai duelli nei vicoli bui e nelle calli. Uno splendido e inimitabile affresco d’epoca, un’opera che denota non solo interesse storico ma vero e proprio amore per la splendida, concreta ma evanescente, Serenissima.

 

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Antonio Messina, "Come una nuvola dentro un cortile"

21 Gennaio 2021 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni, #poesia

 

 

 

 

Antonio Messina e la poesia del tempo perduto

Come una nuvola dentro un cortile
Nulladie Edizioni - pagine 55 – Euro 11

 

Antonio Messina è un autore che conosco e apprezzo da quasi vent’anni per aver pubblicato buona parte della sua produzione fantasy e per ragazzi con Il Foglio Letterario Edizioni, romanzi e racconti premiati dal consenso del pubblico e della critica, scritti con uno stile sopraffino, lontani dalla poetica del best-seller quanto vicini a quella della letteratura.

La poesia di Messina traccia una linea di demarcazione netta con la sua narrativa, perché meno solare e fantastica, più introspettiva e densa di contenuti nostalgici. Come una nuvola dentro il cortile sorprende per freschezza d’immagini e poetica del ricordo fuse in un intenso afflato lirico che prende per mano il lettore esortandolo a condividere identiche emozioni. La Sicilia è la terra natia del poeta, il luogo dove tornare con la mente e con il cuore, come il vecchio professore de Il posto delle fragole di Bergman si fermava a rivedere la casa paterna rivivendo il passato con intensi flashback immaginari. La lirica diventa canto di un esule volontario che ripensa cortili, arenili, rocce, mulattiere, strade di paese, padri che rientrano stanchi dal lavoro dei campi, figure materne lontane e perdute. Il poeta è convinto che siamo come le nuvole / passioni nell’istante / frammenti di altrui pensieri …, in fondo non altro che piccoli uomini d’aria che si abbandonano alla vita. Uomini perduti, in attesa della morte, uomini che fluttuano in un cielo di stelle, che un tempo sono stati bambini, per brevi istanti vivono ancora un’infanzia immaginaria, piccoli esseri di latta, dentro le madri, in una notte eterna piena di stelle.

Antonio Messina compone un’opera unitaria, elegiaca e sognante, un maturo casellario di ricordi, legato al sapore del tempo perduto di proustiana memoria. Racconta la terra natia abbandonata e gli affetti presenti, sente che piove tra le rovine della sua vita, sa che non potrà attendere la figlia, perché non ne avrà il tempo. Spera che resti un posto nell’angolo sperduto del suo cuore, per lui che è solo pietra nell’infinito in attesa della morte, piccolo uomo fatto di vento, figlio distratto, smarrito in un sogno.

Come una nuova dentro il cortile è una raccolta preziosa, intrisa di immagini suadenti, persino struggenti, pervasa da un flebile ottimismo, perché tornerà l’estate, prima o poi, non dobbiamo disperare, anche se il poeta preferisce continuare a coltivare la solitudine immerso in una dimensione di sogno, perché in fondo sognare è meglio che pensare.

 

Per comprare il libro 

 

Gordiano Lupi
www.ilfoglioletterario.it

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La felicità

20 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

 

 

In Mozambico avevo un bel gruppetto intorno a me, e questo era una barriera agli scherzi degli altri. Però, anche questa barriera ti sottoponeva al ridicolo. Pur condividendo tanti segreti e barzellette, le amiche si tormentavano ogni tanto, mi tormentavano, a dire il vero anch'io lo facevo con loro. Ma non era tanto importante, eravamo amiche. Abitavamo vicinissimo le une alle altre, e siccome c'erano pochissime auto in giro, lo spazio era nostro per giocare e correre, per gareggiare in bicicletta. Di notte, era frequente andare a dormire a casa di una o dell'altra, tutte noi lo facevamo, in un miscuglio felice e spensierato.

Ricordo una cosa un po' cattiva che facevamo, tutte noi, come un esercito ben addestrato: toglievamo piccoli gocci di whiskey dai bicchieri degli ospiti di casa, e li conservavamo in una bottiglia. Quando toccava a una di noi andare a dormire da qualche amica, c'era sempre un piccolo sorso di whiskey accuratamente conservato. Quando tutti in casa dormivano, era la nostra ora assieme a quel liquido, la cui attrazione piuttosto amara era principalmente l'essere vietato.

Certo che questo evento ansiosamente aspettato non era un granché: ci ubriacavamo nella nostra piccola stanza, avevamo conversazioni stupide, e, alla fine, non andavamo da nessuna parte. Per di più, il giorno seguente avevamo un dolore nella testa insopportabile. Ma tutto questo è vivere, tutto questo è apprendimento, tutto questo è felicità. Insomma, tutto questo è amicizia.

Si non ci fosse l'amicizia, avresti vissuto quei momenti felici?  

 

 

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Federica Cabras, "Animas"

16 Gennaio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #federica cabras

 

 

 

 

Animas

Federica Cabras

 

Officina Milena, 2020

pp 198

15,00

 

Federica Cabras ha due anime. Una è moderna, arguta, divertente, e scrive romanzi d’amore e d’allegria, infarciti di dialoghi spassosi e battute. L’altra è l’opposto: morbosa, tellurica, ancestrale, affascinata dalla sua terra e dalla morte. È quest’ultima la Cabras migliore, la Cabras deleddiana, che ritroviamo in Animas, il romanzo della piena maturità artistica.

Animas è ambientato in Sardegna, come tutti gli altri testi dell’autrice, ma questa è la Sardegna più cupa e vera, quella delle faide, della pastorizia, del sangue e del trapasso. Animas è un romanzo gotico a tutti gli effetti – oggi lo si chiamerebbe thriller o horror -, basato su maledizioni, leggende della notte dei morti, incubi e defunti che non muoiono per davvero. Banale dire che la protagonista del racconto è la terra dei nuraghi, ma è proprio così, la Sardegna più buia e atavica balza agli occhi con tutte le sue tradizioni, i sui colori, gli odori e, soprattutto, la lingua.

Il personaggio principale è Graziella Ruinas, una di quelle fiere donne sarde che camminano a testa alta e a petto in fuori, che rispettano i loro uomini ma non si sentono da meno di loro. Ognuno al suo posto, uomo e donna, con orgoglio e amore. Siamo negli anni cinquanta e una maledizione grava sui maschi della famiglia Ruinas. Chi di loro muore nella notte fra il trentuno ottobre e il primo novembre – la notte dei morti – resta sulla terra per sette anni, non in forma benevola o protettiva, bensì maligna, tesa a tormentare i vivi e far loro perdere la ragione e persino la vita. È ciò che accade a Giovanni, il padre di Graziella. Sfortunatamente cade dalle scale e muore proprio nella notte meno indicata. E su queste cose, più antiche della terra stessa, si sa, persino Dio può poco.

Strani accadimenti cominciano pian piano a verificarsi, che porteranno Lucia, la madre di Graziella, sul baratro della pazzia. Ma Graziella non ci sta, indaga, vuol capire da cosa deriva ciò che la sta travolgendo, e vedere di rimediare in qualche modo. Da sola, nonostante l’aiuto del cugino Umberto, anche lui un Ruinas, anche lui in pericolo. Fra i due giovani nascerà una tenera e ruvida storia d’amore, di quelle che si vivevano allora, fra campi assolati e monti nevosi, fra bestie da pascolare e fuoco da attizzare, senza inutili smancerie ma fondate su un amore profondo ed eterno.    

Sardegna, dicevamo, terra di pastorizia e allevamento, terra dove gli animali sono rispettati per il cibo e il lavoro che forniscono ma non certo amati, non da tutti, non come nelle altre regioni, non negli anni cinquanta soprattutto. Graziella, però, è diversa. Lei ama gli animali. Si affeziona teneramente ai cuccioli di cane, prova compassione quando vengono uccise le pecore, i buoi e i maiali che serviranno alla famiglia per nutrirsi. Questa pietà - umana, nuova, moderna -, agli occhi del paese è sbagliata, è ciò che fa marcire la carne macellata. Ma – vedremo alla fine – sarà proprio un atto di compassione (come ne Il signore degli anelli), sarà l’amore per gli animali e il senso del perdono, a rimettere a posto le cose, a trasformare la morte nella speranza di una nuova vita libera.  A collegare la Sardegna di un tempo a quella di oggi.

L’unico difetto del testo è il far progredire la trama un po’ troppo a colpi di sogni, ma questo aumenta l’impressione onirica e misteriosa. Nell’insieme, un romanzo bello e compiuto, molto ben scritto, pieno di atmosfera, di sentimenti potenti, mai tenui o sottintesi, sempre accecanti come gli elementi naturali di questa aspra terra.

 

 

 

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Affascinante

15 Gennaio 2021 , Scritto da Paula Martins Con tag #paula martins, #racconto, #luoghi da conoscere

 

 

                                         

 

In Mozambico quasi sempre c'è il sole. Tutti i giorni mi sveglio presto per incominciare la giornata, ma la luce è più veloce di me, arriva, splendente, alle cinque del mattino. Ogni giorno è già là che mi guarda, sembrando molto allegra. Anch'io mi sento allegra. La giornata intera è davanti a me per passeggiare, studiare, giocare, imparare.

Esco. Ma all'improvviso tutto cambia e comincia a piovere. All'inizio non tanto forte, poi ogni secondo di più, e di più, e di più, fino a che la strada sterrata è allagata, ed io, che non ho trovato un rifugio sicuro, sono ugualmente bagnata. Mi fa ridere. Sembra impossibile che ci sia tant'acqua, quando, un secondo prima, c'era il sole.

Così com'è cominciata, pochi istanti dopo, ecco che la pioggia rallenta. Ogni secondo cade meno forte, e meno, e meno, fino a che smette. E il sole arriva di nuovo. La vita esplode, la gente esce, la gente gioca, la gente passeggia, la gente impara. Io non esco, stavo già fuori, e per questo sono bagnata.


Così è il giorno in Mozambico, un fascino a volte anche eccessivo.

 

 

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Paolo Merenda, "Break - Confessionale punk"

14 Gennaio 2021 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #recensioni

 

 

 

 

Paolo Merenda
Break – Confessionale Punk
Gonzo Editore - Euro 15 - 50 racconti e un CD

 

Di questi tempi grami ogni idea originale è benvenuta! Dio ci scampi e liberi dai Vespa Saviano Avallone Cazzulo … e chi più ne ha più ne metta! Benvenuta la musica punk e il ritmo incalzante di Questa città io non la lascerò mai, così come sono benvenuti i micro racconti graffianti e sovversivi (ma chi si scandalizza più al giorno d’oggi?) contro chiesa, potere, istituzioni, scuola e vita quotidiana. Cinquanta racconti punk che durano lo spazio di 20 righe, scritti in bianco su lavagna nera, copertina come se fosse una confezione Kinder, un break più Paolo meno Merenda (geniale!), un vero e proprio confessionale punk di storie incartate singolarmente.

Il punk, l’adolescenza, la provincia, tutto mixato e centrifugato, raccontato con un linguaggio esplicito, senza peli sulla lingua, scevro (questo termine farebbe incazzare mica poco l’autore dei testi) da perbenismi e da seghe mentali. Disagio e alienazione, odio per i manga giapponesi, amore per Alan Ford e Superciuk, invidia bonaria per un collega scrittore che ce l’ha fatta, inerzia underground e apatia quotidiana. Tutto questo è il nostro libro, completato a dovere da brani musicali d’epoca che piaceranno a chi ha amato gli Skiantos (Mi piaccion le sbarbine!), gli Squallor (Era meglio quando c’erano gli Squallor …) e i CCCP - Fedeli alla linea (Lavora, produci, crepa!). Bravo Paolo Merenda che mi hai riportato agli anni Ottanta quando qualcosa si muoveva ancora (in tutti i sensi) e faceva scandalo La vita interiore di Alberto Moravia, mica Acciaio dell’Avallone! Gonzo Editore lo trovate in rete, come tutte le cose belle le dovete cercare, ma ha un sito internet, una pagina Facebook, persino instagram come le fighette. Cosa aspettate a ordinarlo? Forse che passi Giulio il barbone o un motociclista sentimentale? Se non lo trovate, ordinatelo al Bar Da Mario e fate bene attenzione a non stare troppo contro vento. Tutte citazioni, scusate.

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

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Dante Diddi un esempio d’amore

13 Gennaio 2021 , Scritto da Cinzia Diddi Con tag #cinzia diddi, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

Dante Diddi nasce a Pistoia il 26 luglio del 1946 da una famiglia altolocata. La sua passione sono la moda, l’arte, la lettura e la beneficenza. Dante segue studi regolari, frequentando l’istituto Pacinotti di Pistoia, sempre al centro della cronaca in paese, conosciuto come un ragazzo dalla mente geniale. Da adolescente rivela già il talento nel disegno, che manifesta sotto forma di vignette e caricature di compagni e professori. Attentissimo a chi gli sta intorno, sempre pronto ad aiutare il prossimo. La sua passione viene oggi brillantemente portata avanti dalla figlia Cinzia: stilista per amore e per passione.

Dante fa molto per la sua Prato, città di adozione, e per la sua Pistoia. Ristruttura ospedali, vecchie scuole, asili, case di cura, cercando sempre di mantenere l’anonimato. E' solito dire: La vita registra le tue azioni non è importante palesarleÈ a lui e a pochi altri imprenditori pratesi che dobbiamo la ristrutturazione del Teatro Politeama. Dante riceve nel 2012 il riconoscimento da parte del sindaco di Volterra per la ristrutturazione della clinica Auxilium vitae.

Molte altre le opere di beneficenza portate avanti dalla figlia dopo il 2011, data della sua scomparsa.

 

Intervista a Cinzia Diddi

 

È lei che sta portando avanti il volere di suo padre?

Mi sembra di essere vicino a lui a farlo. Io ho vissuto in una casa dove la beneficenza era all’ordine del giorno, per me è normale.

 

Quali sono le cose incompiute da suo padre e che lei ha portato avanti?

Molte, mio padre era vicino veramente a tutti. Figura particolare, un imprenditore conosciuto e affermato anche per le sue competenze amministrative.  Non c’è un imprenditore a Prato che non abbia chiesto consiglio a questo grande uomo. Conoscitore della Divina Commedia e della Gerusalemme Liberata, amante delle materie letterarie quanto scientifiche. Noi amiamo ricordarlo come il gigante buono: per la sua grandezza umana e per la grande competenza nel suo lavoro

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XXVII Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico

11 Gennaio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #concorsi

 

 

 

 

Scadenza: 20 marzo 2021

 

Sono aperte sino al 20 marzo 2021 le iscrizioni per il XXVII Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, concorso letterario organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, col supporto del festival internazionale Lucca Comics & Games e della casa editrice Acheron Books.

 

Possono partecipare al Trofeo RiLL storie fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni racconto sia (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”.

Ciascun autore/autrice può inviare una o più opere, purché inedite, originali e in lingua Italiana.

Da oltre un decennio i racconti partecipanti al concorso sono 250-300 a edizione (nel 2020: 430 racconti), scritti da autori/ autrici residenti in Italia e all’estero.

I racconti partecipanti possono essere spediti, alternativamente e a discrezione di ciascun partecipante, in modalità cartacea oppure elettronica. Per i/le partecipanti residenti all’estero, la spedizione in modalità elettronica è obbligatoria.

 

I dieci racconti finalisti del XXVII Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun costo per i rispettivi autori/ autrici) nel prossimo e-book della collana “Aspettando Mondi Incantati”, curata da RiLL e in uscita a ottobre 2021. Inoltre, i migliori 4-5 racconti fra quelli finalisti saranno pubblicati (sempre gratuitamente) nell’antologia del concorso (collana “Mondi Incantati”, ed. Acheron Books), che sarà presentata al festival internazionale Lucca Comics & Games (novembre 2021).

Infine, il racconto primo classificato del XXVII Trofeo RiLL sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente, in Spagna (sull’antologia Visiones, curata da Pórtico - Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror), in Irlanda (sulla rivista letteraria Albedo One) e in Sud Africa (su PROBE, il magazine dell’associazione Science Fiction and Fantasy South Africa).

L’autore/autrice del racconto primo classificato riceverà un premio di 250 euro.

 

La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL. Ciascun racconto partecipante sarà valutato in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome dell’autore/autrice), considerando in particolare l’originalità della storia e la qualità della scrittura.

La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati”. Fra i giurati dell’edizione 2020 del Trofeo RiLL: gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Bowdoin College, Maine – USA); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti.

 

Tutti i partecipanti al XXVII Trofeo RiLL riceveranno copia omaggio dell’antologia “OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” (ed. Acheron Books, 2020, collana Mondi Incantati), che prende il nome dal racconto vincitore del XXVI Trofeo RiLL, scritto dal bolognese Valentino Poppi.

Il libro propone tredici storie: i migliori racconti del XXVI Trofeo RiLL e di SFIDA (altro premio curato da RiLL nel 2020) e i racconti vincitori di tre concorsi letterari per storie fantastiche banditi all’estero (in Spagna, Australia e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato.

 

Tutte le antologie della collana “Mondi Incantati” sono disponibili per l’acquisto su Amazon e Delos Store, oltre che (a prezzo speciale) su RiLL.it

Nel Kindle Store di Amazon sono invece disponibili gli e-book della collana “Aspettando Mondi Incantati”, dedicata ai racconti finalisti del Trofeo RiLL.

 

La cerimonia di premiazione del XXVII Trofeo RiLL si svolgerà nel novembre 2021, all’interno del festival internazionale Lucca Comics & Games.

 

Per maggiori informazioni si rimanda al bando di concorso, all’e-mail e al sito di RiLL (che ospita ampie sezioni sul Trofeo RiLL e le collane di antologie/ e-book connesse al concorso).

 

 

Associazione RiLL - Riflessi di Luce Lunare

via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma

https://www.rill.it/

info@rill.it

 

 

L’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare è attiva dai primi anni ’90.

La principale attività è il Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, un premio letterario bandito dal 1994 e che ha riscosso un interesse crescente fra gli appassionati e gli scrittori esordienti.

Dal Trofeo RiLL sono nate tre collane: “Mondi Incantati” (antologie con i racconti premiati in ogni annata di concorsi RiLLici), “Memorie dal Futuro” (antologie personali dedicate agli autori/ autrici che più si sono distinti nei premi organizzati da RiLL) e “Aspettando Mondi Incantati” (e-book che pubblicano i racconti finalisti di ogni edizione del Trofeo RiLL). Le antologie/ e-book curati da RiLL sono tutti realizzati senza alcun contributo da parte degli autori/ autrici.

Sul sito di RiLL sono on line molte informazioni sul Trofeo RiLL e le sue diverse edizioni, sugli altri concorsi e iniziative organizzate da RiLL e un vasto archivio di articoli e interviste.

 

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