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Gino Pitaro, "La vita attesa"

24 Ottobre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni

 

 

 

 

La vita attesa

Gino Pitaro

 

Golem Edizioni, 2018

pp 203

16,50

 

Per descrivere La vita attesa di Gino Pitaro bisogna per forza adoperare l’abusata e logora locuzione: romanzo di formazione. Gianni e Federico hanno studiato insieme e sono stati inseparabili fino alla maturità, dopo la quale si allontanano, percorrendo strade diverse. Gianni è l’incarnazione letteraria dell’autore, con i suoi studi che lo rinchiudono, nonostante alcuni lavori precari – il romanzo è ambientato principalmente a Tropea con un’ottima rappresentazione della Calabria compresa la ‘ndrangheta – in un’intellettuale torre eburnea, mentre Federico, con la sua carriera in polizia, ne è l’alter ego immerso nel mondo e nella Storia con la S maiuscola. Le due esistenze procedono parallele ma a un certo punto convergono in un modo che non possiamo rivelare senza fare spoiler.

Operazione nostalgia anni 90, decennio che ha segnato il passaggio dall’era analogica a quella digitale e dalla prima alla seconda repubblica. In sottofondo ci sono le stragi di mafia, tangentopoli, la prima ondata migratoria ma anche tutte le canzoni che fanno da colonna sonora a un periodo che ci ha traghettato dalle promesse e speranze precedenti (datate 60, 70, 80) alle delusioni attuali. Ci sono ricordi, luoghi, amori che si aprono e si chiudono come cerchi. Il tutto in una lingua molto letteraria, poetica, connotata e non asciutta. L’uso del dialetto è più spiccato nella prima parte, dove pesano le origini dei due protagonisti, ma si fa più rarefatto man mano che la loro esistenza si sprovincializza.

Tutti noi, in un certo senso, attendiamo la vita, quella sognata e desiderata che, per alcuni, resta un miraggio. Federico, il poliziotto, c’è dentro fino al collo mentre Gianni indugia ai margini e, l’unica volta che lo farà, - che si tufferà a pieno in qualcosa - sarà uno sbaglio.

L’azione si snocciola lentamente ma inesorabilmente. Le rette parallele convergono, mescolandosi ai ricordi, a un substrato di pathos, a una nostalgia straziante del come eravamo e chi eravamo. Ciò che siamo stati da bambini, ci dice l’autore, è “la verità più grande”, la nostra essenza, ciò che dovremmo ricordare per spiegare chi siamo adesso. E bisogna restare fedeli a questa verità, nonostante tutto, nonostante l’infanzia non sempre sia “un luogo ideale”.

Un romanzo bello e poetico fin dal titolo, sull’amicizia ma soprattutto sull’innocenza perduta: ”affossarti, negarti una possibilità, anche se questo va contro i miei principi – dice Federico a Gianni – significherebbe anche annegare una parte di me stesso”.

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Due alternativi al Book pride di Genova

20 Ottobre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #poli patrizia, #eventi, #concorsi

 

 

 

 

Amici lettori del blog che è sempre acceso anche quando la luce è spenta, eccoci ancora con voi per, scusate il gioco di parole, illuminarvi la giornata. Sono la vostra signora dei filtri e sto aspettando, qui a Genova, fuori del Palazzo Ducale, quel bischero di Walter Fest. Mi ha detto "vado a prendere le sigarette e ritorno" e io, più bischera di lui, gli ho creduto, che gli possa cascare il pennello sui piedi, neanche fuma quel pazzo!
Walter finalmente arriva con una carrozza a cavalli.

 

- Ma scusa, Walter, la 500 dov'è?
 

- Patrizia, ho dovuto trovare un mezzo di fortuna, la 500 aveva problemi di assetto, sai com'è, con le nuove normative tutto funziona con la moneta elettronica e, dato che la mia è bella che scarica, ho dovuto optare per questa carrozza cavallina.
 

- Ma tu sai guidare un cavallo?
 

- Io no, ma lui sì.
 

- Lui chi?
 

- Mario.
 

- Il benzinaio?
 

- No, il robot, aspetta che te lo presento... Mario, saluta Patrizia Poli...
 

- Bonjour madame.
 

- Scusami Patrizia, non ho aggiornato il database e parla solo in francese, ti piace?
 

- Ciao Mario. Ah, sul tuo torace c'è scritto Mario- Hal 19000... oioi, non sai un parente di quello là?

 

- Tranquilla, madame, la serie 9000 era difettosa, è stata riparata.

 

- Uhm... Ma, almeno, su questa carrozza abbiamo tutti i confort della 500?
 

- Naturalmente sì, abbiamo anche un tapis roulant e una Jacuzzi.
 

- Walter, non ti avessi mai conosciuto!
 

- Dai, accontentati, Pablo Picasso l'ho portato in Vespa.
 

- L'avrei preferito.
 

Patrizia Poli e Walter Fest salgono a bordo della carrozza e, guidati da Mario il robot, prendono la Via Aurelia per ritornare alla base. Sono stati a Genova in occasione della terza edizione del "Book Pride Genova", fiera dell'editoria indipendente.

All'interno della fiera il Premio Calvino ha presentato un paio di autori new entry e promosso l'incontro, NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME. DISTOPICO, GIALLO E FANTASY NELLA NARRATIVA CONTEMPORANEA, un confronto sulle nuove tendenze che vedono gli autori dedicarsi maggiormente a generi che si allontanano dal realismo. 

Dopo l'incontro si sono intrattenuti con tutti gli interessati alla XXXIII edizione del premio Calvino, che vedrà scadere le iscrizioni il prossimo 28 Ottobre.
 

- Patrizia, come ti è sembrata questa fiera?
 

- Bella e interessante, non è stata hollywoodiana ma appassionatamente italiana verace, mi è piaciuto questo fermento culturale privo di pessimismo. L'ambito letterario, in questo mondo così fashion, appare di nicchia, e invece è una vera fucina di idee e proposte, sopratutto fra i giovanissimi.
 

- Case editrici indipendenti, autori emergenti, secondo te che futuro avranno?
 

- Davide ha sempre vinto contro Golia e poi, finché c'è fantasia, c'è speranza.
 

- Lo ammetto, io dipingo, e conosco poco il Premio Calvino, tu hai avuto l'onore di avere il tuo romanzo L'uomo del sorriso segnalato alla XXVI edizione, potresti dirci quali sono le finalità di questo premio prestigioso?
 

- Walter, la mia esperienza con il premio risale ormai a qualche anno fa, ma devo dire che mi sono trovata bene. Si tratta di un premio a pagamento, è vero, e la tassa di lettura non è leggera ma poi tutto si svolge con la massima serietà. La finalità è quella di scoprire talenti letterari, mettere in luce chi fino a quel momento è rimasto al buio, dar voce a chi non ne ha mai avuta. E' un'ottima piattaforma di lancio. La maggior parte dei finalisti trova una casa editrice. Personalmente, dopo la segnalazione, "per la struggente rivisitazione laica della vicenda di Gesù nella prospettiva di Maria Maddalena", ho avuto qualche contatto, e anche l'onore di essere recensita su L'indice dei libri del mese, poi ho trovato la mia strada con Marchetti, un piccolo e coraggioso  editore di Pisa.

- Patrizia, grazie a queste iniziative si guadagna l'immortalità, mi dispiace per Mario.
 

- Il benzinaio?
 

- No, il robot, questi nostri nuovi amici elettronici non potranno mai godere dell'arte e della cultura in tutte le sue espressività.
 

- Walter, puoi passarmi un panino con la porchetta?
 

- Certo, da bere il solito?
 

- No, vorrei del rum con il latte come William Turner.
 

- Sei pazza? Con la porchetta?
 

- Eh! La colpa è tua e delle tue pessime abitudini. Per esempio, ora dove stiamo andando?
 

- Ci troviamo sulla via Aurelia, direzione Livorno, ma, ora che ci penso, ho un dubbio, forse ho programmato male Mario, aspetta che glielo domando... Mario dove ci stai portando?
 

Mario ora parla in italiano con uno spiccato accento Francese.
 

- A vedere le ville del Palladio.
 

- Ma sono in Veneto.
 

- Patrizia, tranquilla, i cavalli che tirano questa carrozza sono alati e arriveremo fra 10 minuti.
 

- Comincio a sospettare che tu sia un parente del barone di Munchausen!
 

- Veramente non gli somiglio per niente, e poi sono "romano de Roma", tuttalpiù erede del Belli e di Trilussa, ma, in fondo, un uomo qualunque, fortunato a essere nato nel paese artisticamente (e non solo) più ricco del mondo.
 

Amici lettori della signoradeifiltri, Patrizia Poli e Walter Fest, su splendidi cavalli alati, stanno sorvolando per voi le favolose ville del Palladio. Seguiteci con la fantasia, prossima avventura fermata a sorpresa.

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Ciribiribì Kodak

18 Ottobre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

I giovani d’oggi non possono capire l’emozione che provavamo noi quando, al ritorno dalle ferie, magari quindici giorni dopo se avevi avuto da fare, finalmente ritiravi la busta che conteneva le fotografie delle vacanze. E balzavi magicamente indietro, ai luoghi e agli istanti che ti eri lasciato alle spalle.

Tiravi fuori ventiquattro stampe se eri in ristrettezze, o trentasei quando volevi abbondare e la meta del viaggio meritava. Certo non sprecavi gli scatti per farti selfie idioti o per immortalare la brioche del bar o il piatto di spaghetti del ristorante. Ogni fotogramma era una scoperta e fissava per sempre un momento irripetibile.

Negli anni settanta, ricordo, venne di moda la Polaroid, che stampava immediatamente ciò che avevi fotografato su pellicole auto sviluppanti. Ci sentivamo moderni a possederla.

Mio padre era uno che amava stare al passo con i tempi e con le novità. A un certo punto in casa comparve un piccolo visore, il View- Master. Ci mettevi dentro degli strani dischetti doppi e le foto apparivano tridimensionali.

E la pellicola su cui stampare era sempre Kodak.

Fino agli anni novanta è girato uno spot con un simpatico alieno dotato di telecinesi che faceva foto ricordo e le voleva impresse rigorosamente su carta Kodak, parlando una lingua tutta sua.

Ciribirbì Kodak, diceva.

Era interpretato da Davide Marotta, attore napoletano affetto da nanismo, famoso per aver lavorato con Fellini e Dario Argento.

Erano anni in cui la fantascienza ancora tirava e gli spot erano girati con lo stesso piglio di film leggendari come Atto di forza (di Paul Verhoeven), senza tanti effetti speciali ma ugualmente evocativi. Bastava una valigetta, lo schermo di un computer, qualche modellino di astronave e sognavi a più non posso.

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METTI UNA SERA ALL'ARCILIUTO FRA PAROLE, COLORI E VINI

15 Ottobre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #musica, #eventi, #poesia

 

 

 

 

Amici lettori del blog più swing del web, eccomi di nuovo con voi per presentarvi un evento romano rivolto a tutti gli appassionati di arte, un appuntamento artistico accompagnato da "parole, colori e vini". E' questo il titolo dell'evento che si svolgerà in Roma, giovedì 17 Ottobre 2019, presso l'Arciliuto di P.zza Di Montecchio, 5.
Nel centro di Roma, all'interno di un prestigioso e storico palazzo, l'arte pittorica di Alessia Fedeli, il live music di Paolo Rainaldi, la poesia dialettale di Diego Mascoma si fonderanno con l'aroma di vini selezionati dalla cantina Gaffino, a cura del sommelier Daniele Graziano, leader di Dgexperience, grazie ad un sospiro di Malvasia, un Tubbo da sogno Merlot, un buon bastardo di Cabernet Sauvignon, tutti insieme accenderanno una bella serata da ottobrata romana.
Sono a bordo della mia 500 stracarica delle opere di Alessia Fedeli e ci stiamo recando all'Arciliuto per l'installazione delle opere. Non potete vedere l'artista perché è completamente ricoperta dalle sue opere, siamo in ritardo per l'inaugurazione, accendo il motore taroccato da Harley electra glide 1200, metto nel lettore cd Eric Clapton e partiamo a razzo.

 

- Alessia, com'è la sensazione di essere immersa nel colore?
 

- E' quello che ho sempre sognato!.. Ma attento alle buche, non vorrei bucare i miei dripping!
 

- Hai il dripping nel cuore, come ti sei avvicinata a questa tecnica?
 

- Dire grazie a Pollock è scontato, diciamo che dipingere sgocciolando il colore a quel modo mi fa sentire me stessa.
 

- Tutta colorata e frizzante?
 

- Sì, in fondo questa rappresentazione simbolica è come tutto quello che ci circonda, la vita è in bianco e nero, è bella solo in foto e al cinema, senza colore che vita sarebbe?
 

- La tua materia è densa e di spessore, vedendo le tue opere viene voglia di toccarle.
 

- Vabbè, toccarle magari no, ma con la fantasia i visitatori possono pure farlo, perché no? Proprio come noi adesso.
 

- Non male come idea, tutti i giorni vestirsi di colori, io mi prendo un Van Gogh e tu?
 

- Io Matisse.
 

- Alessia, ottima scelta, volevo chiederti, ma a questa mostra che andiamo a montare che succederà?
 

- Per rimanere in tema, una baraonda di colore i miei, poi una simpatica caciarata di poesie e storie in dialetto romanesco di Diego Mascoma, una figata di musica di Paolo Rainaldi, fra degustazioni sfiziose di stuzzichini e vini di qualità proposti da Daniele Graziano, insomma, il moderno che si fonderà con l'antico e la tradizione.
 

- Sono preoccupato.
 

- Walter, perché?
 

- Sono tutte cose che ai robot non piaceranno.
 

- E i robot che c'entrano? Mica sono invitati.
 

- Saranno il futuro.
 

- Ma noi rimaniamo umani.
 

- Hai ragione, ai robot un sospiro di Malavasia farà girare i circuiti stampati, a noi farà parlare d'amore per la vita, così come tutti i dialetti d'Italia e le bellezze artistiche del nostro paese.
 

- Walter, ma quando arriviamo?
 

- Alessia, apri gli occhi, siamo già dentro l'Arciliuto, l'atmosfera è piacevole, tutto è pronto, le tue opere, la poesia dialettale, la musica, il buon vino, tutto profuma di arte ci dispiace per i robot ma loro non lo possono capire, noi sì.
 

Amici lettori della signoradeifiltri, l'arte in ogni sua espressività è un qualcosa che fa bene al nostro animo, tutti noi vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo incontro, vi porterò in Liguria e saremo in compagnia di un famoso artista olandese, per ora i robot possono attendere.

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#ioleggoperché

14 Ottobre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 

 

Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo “Cesare Chiominto” e la biblioteca comunale di Cori (LT) “Elio Filippo Accrocca”, con il patrocinio del Comune di Cori, aderiscono al progetto #ioleggoperché, la più grande campagna italiana di promozione della lettura attraverso la raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche, ideata dall’Associazione Italiana Editori.

Dal 19 al 27 Ottobre, presso le librerie Voland e Anacleto di Cisterna di Latina sarà possibile acquistare libri per bambini e ragazzi, anche su consiglio dei messaggeri, che andranno ad arricchire il patrimonio librario dei plessi del territorio comunale. Al termine di questa IV edizione, anche gli editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva.

Per l’occasione, Anacleto e Voland propongono, all’interno delle proprie librerie interessanti attività gratuite rivolte a bambini e ragazzi.

Sabato 26 ottobre, dalle ore 17.00, presso la Libreria Anacleto si terrà “Questa (non) è scienza”. I partecipanti potranno divertirsi mettendo alla prova la loro creatività e scoprendo la scienza che sta dietro a sorprendenti illusioni ottiche. Osserveranno da vicino fiori e insetti, scopriranno come funziona la vista e sperimenteranno con le ossa del corpo. Età consigliata: dai 7 anni. Prenotazione obbligatoria.

LIBRERIA ANACLETO

Viale Giovane Europa 25 - Cisterna di Latina / 06.968.18.52 – e-mail: info@anacletolibreria.it / Facebook: Libreria Anacleto (https://www.facebook.com/anacletolibreria/).

Venerdì 25 ottobre, dalle ore 17.00, presso la Libreria Voland si svolgerà “Merenda letteraria con il Kamishibai”, alla scoperta della magia delle storie raccontate con il Kamishibai, la valigia delle storie giapponese. Tra una storia e l’altra una merenda letteraria delizierà la fantasia dei presenti. Età consigliata: dai 3 anni.

LIBRERIA VOLAND

Corso della Repubblica 148 – Cisterna di Latina / 06.969.43.60 – Facebook: Voland Libreria (https://www.facebook.com/voland.libreria/).

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INTERVISTA IN GIRO PER L'ITALIA CON UN ARTISTA E UNA LETTERATA

11 Ottobre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #interviste, #le interviste pazze di walter fest

INTERVISTA IN GIRO PER L'ITALIA CON UN ARTISTA E UNA LETTERATA

 

 

 

 

Amici lettori della signoradeifiltri, siamo in autunno e tutto va bene. Beh, in effetti è la condizione che tutti desidereremmo, e così, per allietarvi la giornata, per voi che ci seguite con passione e trasporto, giustappunto a proposito di trasporto, oggi ho deciso di intervistare due personaggi invece che uno. La prima è Lorena Giardino, il secondo è un famoso artista ma, per non guastarvi la sorpresa, per ora non vi dirò chi è, lo scoprirete fra un po'.
Sono a bordo della mia Fiat 500 direzione Torino, per questa occasione ho cambiato il motore, ho installato un Aermacchi ATR 42, naturalmente ho rinforzato impianto di frenatura e semiassi e fra 10 minuti sarò sotto casa di Lorena.

 

- Ciao Lorena, forza, sali a bordo.
 

- Ciao Walter, grazie per avermi invitata.
 

- Lorena, perdonami se non te l'ho detto prima, oggi avremo con noi anche un altro ospite che devo intervistare: è una vecchia fiamma di Patrizia.
 

- E chi è?
 

- Lo vedrai dopo, mi raccomando, non ti emozionare, è molto famoso.
 

- Accipicchia che sorpresa!
 

- Lo andiamo a prendere alla stazione di Bologna e poi vi porterò a vedere un bel posto.
 

- Ancora una sorpresa?
 

- Beh, sì.


- Non dovrei fidarmi di te, girano delle chiacchiere artistiche sul tuo conto poco rassicuranti, ma farò un eccezione.
 

- E fai bene, i 150.000 lettori del nostro blog non si sono mai lamentati. Senti Lorena, vogliamo parlare del tuo nuovo libro? Mi dispiace che posso offrirti ben poco, il frigo è stato saccheggiato da William Turner, è rimasto solo un doppio panino con la porchetta a testa.
 

- Tranquillo, ho portato uno scatolone di Gianduiotti e un triplo thermos di Bicèrin.
 

- Un po' di dolcezza ci sta bene, Lorena, raccontaci della tua opera.
 

- Il titolo del libro è I discorsi dell'io fragile, sarà pubblicato da Libereria, ed è una raccolta di racconti e poesie introspettive sul tema dell'umana fragilità in tutte le sue sfaccettature. In sintesi, una panoramica a 360° sulla condizione umana, condita di una sana autocritica.
 

- Lorena, una consapevole conferma dei nostri limiti e del fatto che siamo, tutti, nessuno escluso, nonostante le apparenze, deboli e fragili?
 

-  Ebbene sì, a volte, sotto la maschera di invincibilità, ci riveliamo piccole foglie che cadono a terra.
 

- Lorena, ma se poi prendiamo tutte le foglie cadute a terra e, tutte insieme, le facciamo diventare una bella massa colorata, che potrebbe succedere ?
 

- Certo Walter, succede che tutti noi abbiamo un'energia che scaturisce dal colore dell'amore, che comunque è insito nei nostri cuori, insomma, l'unione fa sempre la forza.
 

- Pertanto, Lorena, possiamo dire che il tuo libro è un condensato di ottimismo?
 

- Naturalmente sì, basta guardarsi intorno, ad ogni negatività risponde una positività.
 

- Positiva come la copertina, bella l'immagine del ragazzo che sembra guardare al futuro, protetto da una staccionata posta su un prato verde, idealmente, secondo quanto simboleggiano i migliori valori del nostro "io", protetto da una barriera contro l'egoismo e la brutalità umana. Complimenti per la scelta grafica.
 

- Grazie Walter, per me questo libro è una ripartenza e ho avuto il piacere di non trovarmi da sola, che poi è anche la filosofia della mia opera, cercare sempre di non porsi nella condizione di rimanere in solitudine.
 

- E proprio per questo sei entrata in un bel team.
 

- Sì, di Liberiamo mi ha colpito l'entusiasmo, il voler lavorare in squadra e, come autrice, sentirmi parte di un progetto costruttivo a favore del lettore.
 

- Brava e complimenti, credo che questa storia potrà piacere anche a Caravaggio.
 

- Caravaggio? Proprio lui?
 

- Sì, eccolo là, ci sta aspettando.
 

- Ma quella è una donna!
 

- Eh già, ho dovuto farlo travestire da donna perché, sai come è, ti ricordi le 100.000 lire?
 

- Bei tempi.
 

- Infatti, ora immagina Caravaggio in treno assediato dai fan.
 

- Della pittura?
 

- No, delle vecchie lire. Eccolo che viene verso di noi, ora te lo presento.
 

- Signor Michelangelo, benvenuto, tutto bene il viaggio?
 

- Prima di tutto chiamami solo Caravaggio e poi, mannaggia a te e alla tua idea di vestirmi da donna!
 

- E' stata una precauzione necessaria.
 

- Walter, ma che te possino acciàccà (Caravaggio ha vissuto molto tempo a Roma) mica stamo a tèmtèsciòn àilànd!
 

- Vabbè dai, salta a bordo, al primo autogrill ti faccio vestire da cardinale. Ti presento Lorena Giardino, autrice del libro I discorsi dell'io fragile.
 

- Il piacere è tutto mio bella signora.
 

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio (29/9/1571 Milano - 18/7/1610 Porto Ercole)
In seguito alla tragica epidemia di peste, giovanissimo, insieme alla famiglia, si allontana da Milano per tornare al paese di origine dei genitori. Per anni sarà un bravo apprendista presso vari artisti. Alla morte di entrambi i genitori, a circa vent'anni, lascia la Lombardia e inizia la sua avventura in giro per l'Italia. Sarà a Roma che il suo straordinario talento si affermerà,  determinante l'incontro con il cardinale Francesco Maria del Monte che, sostenendolo, lo renderà una star del momento e, grazie ai buoni auspici dell'alto prelato, il giovane avrà la possibilità di frequentare il jet set Romano, con relativi amici altolocati, appassionati della sua arte. 

Questi lo protessero nei momenti difficili, causati da comportamenti poco legali. Più volte arrestato e messo in carcere, l'artista sarà costretto a fuggire da Roma dopo l'omicidio di un uomo, in una delle sue solite risse. Condannato a morte per decapitazione, inizierà la sua peregrinazione, aiutato a fuggire. Dopo la latitanza in giro per il Lazio, raccomandato da personaggi importanti, scapperà a Napoli, dove realizzerà opere importantissime, ma la terra sotto i suoi piedi sarà sempre ardente, e così si imbarcherà per Malta con la speranza di diventare cavaliere e ricevere l'immunità.

Quando finalmente sembrava essere arrivato alla meta, per un nuovo alterco venne rinchiuso in carcere, da dove riuscì a evadere e a fuggire in Sicilia. A Siracusa sarà ospitato da Mario Minniti, un buon amico conosciuto a Roma. La permanenza in Sicilia gli farà riprendere fiato e gli darà il coraggio di ritornare a Napoli.

A Roma, intanto, papa Paolo V stava valutando l'annullamento della pena capitale. Caravaggio decise allora di tornarvi per chiudere definitivamente il conto con la giustizia. Imbarcato su una sorta di traghetto diretto a Porto Ercole, sarebbe dovuto scendere a Palo Laziale e, nel feudo della famiglia Orsini, attendere il condono, ma è qui che si compie un giallo: a bordo del traghetto, per una disattenzione, rimasero le opere importantissime dell'artista che avrebbero dovuto essere il lasciapassare per la sua libertà. Allora gli Orsini misero a disposizione di Caravaggio un'imbarcazione per ritornare indietro e recuperare il bagaglio, ma lo stress di una vita vissuta aveva compromesso lo stato di salute dell'artista, che non resse alla fatica di questa ultima vicenda ad alta intensità fisica e emotiva, e morì a un passo dalla felicità, in un alone di mistero, a Porto Ercole, il 18 Luglio del 1610.

Durante tutta la sua vita avventurosa sempre vissuta al limite, Caravaggio realizzerà grandissime opere, uniche e inimitabili, fra le quali "David con la testa di Golia" "Fanciullo con canestro di frutta" "Riposo durante la fuga in Egitto" "Giuditta che taglia la testa a Oloferne" " Conversione di san Paolo" " Crocifissione di san Pietro" "Amor vincit omnia" "Flagellazione di Cristo" "Cena in Emmaus" "La Deposizione".
 

- Signora Lorena, ma sa che il titolo del suo libro quasi mi calzerebbe a pennello?
 

- Per me sarebbe un grande onore.
 

- Vede signora, io, nonostante tutte le leggende sul mio conto, non ero un vero genio sregolato. Certo non ero neanche un angioletto, ma provate voi a perdere il padre con la peste e stare senza famiglia. Sapeste quanti morti ammazzati ho visto a Milano a causa di quell'epidemia ed io ero solo un bambino. Crescendo, il mio caratteraccio fu una reazione a quello che avevo passato. Ero piccolo e fragile ma non lo sapevo, ho vissuto con tutta la mia animosità, obbligato a scongiurare la paura che mi portavo dentro, per fortuna mi ha salvato la pittura. E poi, in fondo, da giovane per molti anni sono stato diligentemente un bravo apprendista senza battere ciglio.
 

- E poi che è successo?
 

- Crescendo non sono riuscito a domare il mio "io" fragile, venivo amato e odiato perché la mia pittura era troppo moderna, non c'era una via di mezzo, da un lato avevo grandi estimatori, da un altro feroci invidiosi del mio talento. E purtroppo tante volte finiva in rissa, ero solo un povero senza famiglia che non sopportava le ingiustizie. A proposito di ingiustizie, non è giusto che patisca la fame, Turner mi ha detto che su questo macinino avrei trovato qualcosa da mettere sotto i denti.
 

- Panino con la porchetta?
 

- Walter sei un grande!
 

- Signor Caravaggio, gradirebbe un bicchierino di Bicèrin?
 

- Signora Lorena, sarebbe meglio mezzo litro ma in presenza di una poetessa come lei non posso rifiutare.
 

- Caravaggio, ci puoi parlare della tua tecnica?
 

- Vedi, caro Walter, dopo aver lavorato per tanti anni al soldo di altri maestri, finalmente mi sono liberato, facendo uscire dal mio io la mia vera anima artistica: non più tele di formato ridotto ma grandi superfici dove l'osservatore poteva entrare con tutte le scarpe nella scena che avevo rappresentato, ogni dramma o immagine di gioia dipinta doveva essere vissuta dallo sguardo di chiunque con un'emozione che poteva essere di terrore, paura o gaia felicità e, dopo anni di gavetta da pittore in subalterno, avevo affinato una tecnica che mi aveva fatto vedere la potenza della luce dinanzi all'oscurità, l'esaltazione del lampo di luce divina sul buio più nero, volete sapere tecnicamente dov'è l'arcano?
 

- Sì.
 

- Cromaticamente un oggetto illuminato posto davanti ad un fondo di tonalità più scura fa sì che i colori dello stesso ne vengano messi maggiormente in risalto esplodendo di vitalità. Nelle mie opere i protagonisti dovevano parlare un linguaggio di luce che, modestamente, in tutto il mondo io solo sapevo accendere.
 

- Anche Turner non scherzava.
 

- Sì, ma lui mica era nato in Italia. A proposito, dove stiamo andando?
 

- A vedere le grotte di Frasassi.
 

- Spettacolari! Bravo Walter, sarà l'apoteosi della luce sulla tenebre sotterranee, la bellezza della natura incontaminata dall'operato dell'uomo!
 

- Signor Caravaggio si era dimenticato dei Gianduiotti.
 

- Lorena, la dolcezza è un arte. Forza Walter, dai tutto gas a questo trabiccolo e portaci nei meandri del sottosuolo a rimirare il miracolo e la bellezza della natura italiana.
 

Amici lettori, scenderemo all'interno delle grotte di Frasassi anche per voi. Se vi mettete un golfino, vi accompagneremo nel mondo della fantasia. Ci rivedremo al prossimo artista, sarà sempre un grande piacere.

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  Porti e ponti: Biblioteca.

10 Ottobre 2019 , Scritto da Luca Lapi Con tag #luca lapi, #le riflessioni di luca

  

 

 
  
   "Porti e ponti. La Biblioteca come luogo di scambio tra culture".
     "Porti": in senso esteso, sono mete, sono rifugi.
     Sono mete di viaggiatori.
     Sono rifugi per chi cerca luoghi migliori di quelli natii.
     E' in questo senso che ogni Biblioteca può essere: "luogo di scambio tra culture".
  Ogni Biblioteca può essere meta per chiunque non intenda fermarsi a metà di un proprio percorso culturale.
     "Pòrti": è voce del verbo: "portare" ed ogni Biblioteca può "portare" chiunque la frequenti ad un livello culturale superiore a quello iniziale.
     "Porti": è voce del verbo: "porre" ed ogni Biblioteca può "porre" chiunque la frequenti a "porsi" più domande per cercare e trovare più risposte riguardo al proprio futuro professionale, ma anche e soprattutto, sociale, associativo.
     "Ponti": da attraversare e non per guardare, in lontananza, l'altra sponda; non per impedirne l'attraversamento.
     "Ponti": per essere pronti a scambiarsi le diverse culture.
     "Ponti": non per pontificare, parlando a qualcuno con tono di autorità.
     La Biblioteca come luogo di scambio tra culture: non di scambio di figurine col rischio di figuracce.
     Non luogo comune (benché appartenente al Comune).
     Non fuori luogo.
     Non luogo a procedere, se non verso uno scambio tra culture.
 
          Luca Lapi
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Alla poetessa e antropologa brasiliana Márcia Theóphilo il Premio alla Carriera al Premio “L'arte in versi” di Jesi

9 Ottobre 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #poesia

 

 

 

 

Un importante riconoscimento alla poetessa di origini brasiliane Márcia Theóphilo, da tanti anni nella capitale. Poetessa, scrittrice e saggista che ha dedicato tutta la sua produzione ai diritti del popolo dell'Amazzonia, riceverà a novembre prossimo il Premio “Alla Carriera” per la sua intensa attività in una cerimonia pubblica a Jesi (Ancona).

Il conferimento avverrà in seno alla premiazione della ottava edizione del prestigioso Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” di Jesi, iniziativa concorsuale ideata e presieduta dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e organizzata dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi, con la poetessa Michela Zanarella quale Presidente di giuria. La Giuria ha inteso premiare la poetessa Theóphilo a ragione della sua ingente produzione letteraria, in numerose lingue, e per il suo strenuo impegno per la salvaguardia dell'ecosistema (che le ha valso in passato anche il noto Premio “Città di Vercelli” per la Poesia civile) con particolare attenzione all'universo della biodiversità che contraddistingue l'Amazzonia.

Il riconoscimento, congiuntamente alla lettura della Motivazione del conferimento, avverrà durante la serata di premiazione che si terrà, con il Patrocinio morale della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche, della Provincia di Ancona e dei Comuni di Jesi, Ancona e Senigallia, il 16 novembre 2019 nella Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni di Jesi sul Corso Giacomo Matteotti.

Márcia Theóphilo dal 1986 rappresenta l’Unione Brasiliana di Scrittori in Italia (U.B.E.). Ha eseguito gli studi in Brasile e a Roma dove si è laureata in Antropologia. Nel 1972 ha lasciato il Brasile per sottrarsi alla dittatura militare. Ritornerà nel suo paese d’origine a dittatura terminata, vivendo a intervalli tra Rio de Janeiro e Roma. Ha dedicato il suo studio, i suoi interessi e il suo lavoro a dipingere la situazione naturalistica, ambientale e socio-antropologica dell’Amazzonia alla quale ha dedicato numerosi volumi, sia in italiano che in portoghese, tra poesia, racconti brevi e saggi di approfondimento. A Roma, grazie all’amicizia col poeta brasiliano Murilo Mendes (1901-1975), ha conosciuto Rafael Alberti (1902-1999) con il quale stringerà un forte rapporto, testimoniato anche da una serie di lettere, scritti critici e note di accompagnamento vergate da Alberti (che con lei condivise l’esperienza dell’esilio) alle sue opere stampate. Numerose le conferenze, gli incontri e i programmi di interscambio tra Brasile e Italia dove nel corso degli anni è risultata importante la figura dell’autrice, come co-organizzatrice o partecipante. Ha pubblicato numerosi libri tra i quali Os convites (1969), Bahia terra marina (1980), Catuete curupira (1983), O Rio, O Passaro (1987), Io canto l’Amazzonia (1992), Amazon Sings (2003), Amazzonia respiro del mondo (2005), Amazzonia madre d’acqua (2007), Ama + Zonia, Ogni Parola un essere… (2018). Testimonial dell’iniziativa “Per una Cultura della Biodiversità”, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell’ambito della campagna di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). Sulla sua produzione hanno scritto: Rafael Alberti, Mario Luzi, Grazia Francescato, Ruggero Jacobbi, Armando Gnisci, Saverio Tutino, Dante Maffia, Dacia Maraini. 

La Commissione di Giuria, che ha inteso riconoscere questo importante premio alla poetessa Di Iorio, era così costituita: Michela Zanarella (Presidente), Emanuele Marcuccio, Vincenzo Monfregola, Giuseppe Guidolin, Rita Stanzione, Valtero Curzi, Stefano Baldinu, Antonio Maddamma, Morena Oro, Antonio Sacco, Fabia Binci, Stefano Caranti, Cinzia Baldazzi e Francesco Martillotto.

Nel corso della serata verrà conferito anche il Premio Speciale “Alla Cultura” alla poetessa teatina Rosanna Di Iorio e verranno ricordati “alla memoria” tre poeti: Maria Ermegilda Fuxa di Alia (Palermo), Salvatore Toma di Maglie (Lecce) e Silvio Bellezza di Lanzo Torinese (Torino).

 

 

Info:

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

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LEGGERE STEVENSON, LONDON E CONRAD A SETTANT’ANNI

3 Ottobre 2019 , Scritto da Costantino Delfo Con tag #costantino delfo, #racconto

 

 

L’inverno era stato tanto tiepido, privo di avvenimenti climatici e personali, così io sentivo il bisogno di avventura. Mi rifugiai nella lettura di qualche libro. Rilessi alcuni classici: Dostoevskij, Joyce, Fitzgerald, Camus e altri che ho già dimenticato. Sono vecchio ormai, ho settanta anni, e poche cose ancora mi procurano l’attenzione dovuta.

Nello sgabuzzino pieno di libri e ricordi ho trovato alcuni libri dimenticati su una mensola. La copertina di uno raffigurava dei pirati con un titolo arabescato: L’ISOLA DEL TESORO. Proprio quello che cercavo, un tuffo d’avventura nei Caraibi! Mi sarebbe anche piaciuto andarci, ai Caraibi, ma mi accontentai del libro. Long John e capitan Flint e tutti gli altri erano affascinanti. Vedevo pirati e uomini rudi ovunque, io stesso lo ero diventato, ed era ormai mezzanotte quando finii di leggere il libro.

 

‘Quindici uomini sulla cassa del morto Yo-ho-ho, e una fiasca di rum!’

 

Ma questa prima avventura non mi arrestò, anzi. Inebriato d’esperienza senile, cercai e scovai un’altra avventura tra le macerie di libri nello sgabuzzino: MARTIN EDEN. Mi aspettavo, dalla copertina che raffigurava un veliero, un altro brivido nei mari del Sud, invece era un romanzo d’amore talmente bello che lo lessi d’un fiato per tutta la notte.

La luce dell’alba filtrava dagli scuri della finestra e ancora sognavo ad occhi aperti le visioni dei racconti che avevo letto. Andai in cucina a prepararmi il caffè, ma subito abbandonai la caffettiera sul fuoco per andare di nuovo nello sgabuzzino a cercare un altro romanzo, che trovai sulla mensola dove erano stati gli altri due: LORD JIM. Mi misi a leggerlo, sorseggiando il caffè, dimentico oramai della realtà che mi circondava.

Il battito di pendola mi fece capire che era già la mezza, dovevo scappare a fare la spesa al vicino supermercato. In fretta mi lavai e vestii e con il libro sottobraccio mi avviai. Avevo dormito solo due o tre ore, ma ero pieno di energia e le figure dei personaggi dei romanzi che avevo letto si fondevano nella mia mente: non stavo andando al supermercato, ma sulla tolda di un vascello, stavo solcando il mare dei Caraibi in cerca dell’isola del tesoro dove avrei incontrato una bellissima donna di cui mi sarei perdutamente innamorato. La mia vita era diventata tutta un’avventura mentre lei appariva e scompariva tra i corridoi degli scaffali del super.

 

‘Era una creatura eterea, pallida, aureolata di capelli d’oro, dai grandi occhi immateriali. Non vide com’era vestita; vide soltanto che la sua veste era meravigliosa come lei. E la paragonò a un fiore d’oro pallido, su uno stelo fragile. No! Era uno spirito, una divinità, un idolo!. Una bellezza tanto sublime non era di questa terra.’

 

Non esageriamo Martin, la tua Ruth sarà stata anche bella, ma la mia è una donna vera, di quelle fatte di carne con i muscoli dei polpacci che si gonfiano ad ogni passo su quei tacchi fini e veste avvolta in un tailleur blu, una coda di capelli neri le sobbalza sulla schiena. È una donna massiccia e forte, come piacciono a me. Come avvicinarla? Cosa dirle? Ecco, le avrei detto: “Scelga questo, signora, è di ottima qualità” e le avrei sorriso, proprio io che non sorrido mai. L’impresa sarebbe stata ardua, mi avvicinai e proprio quando lei stava per prendere una scatoletta “Ora o mai più” mi dissi e lei si voltò a fissarmi.

 

‘«Che cicatrice ha sul collo, signor Eden!», esclamò la giovane. «Come se l’è fatta? Certamente in seguito a un’avventura!». «È stato un messicano col suo coltello, signorina!», rispose.’

 

Fissava la cicatrice sulla mia fronte che mi ero fatto da piccolo. Mi venne un groppo in gola, non respiravo. E se mi chiede dei miei amori passati, come ha fatto Ruth, che le dico? Lascia perdere, quella non fa per te, avrà almeno trent’anni di meno. Vuoi finire come Martin?

 

‘Quando i piedi ebbero toccato l’acqua, si lasciò andare. Gli parve di scivolare lungo una china infinita, e in fondo in fondo sprofondò nel buio. Solo questo seppe. Sprofondava nel buio. E nel momento stesso in cui lo seppe, cessò di saperlo.’

 

Ebbi il coraggio di risalire dalla profondità del mare e mi avviai alla cassa. Un cerbero donna stava contando dei soldi. Posai la mia spesa sul banco scorrevole su cui lei s’avventò. Infine disse: “Ventinove e ottantacinque.” Li avevo già preparati e glieli consegnai.

 

‘E cominciò a contare l'ammontare che le doveva il capitano, trasferendo il denaro dalla borsa da marinaio a quella che avevo in mano.’

 

“Mancano dieci centesimi” disse. Cercai furiosamente nelle tasche. “Ci sbrighiamo!” urlò una voce irosa uscita dal fondo della fila. Stavo rischiando la vita.

 

‘«L'ho visto morto con questi miei occhi», disse Morgan. «Billy mi portò dentro e lui stava lì disteso con delle monetine sugli occhi, Pew era morto, morto stecchito».’

 

Consegnai al cerbero i venti euro stropicciati che avevo ritrovato nella tasca. Lei mi ridiede il resto ed io rimasi lì imbambolato. I pirati non restituiscono mai nulla, i pirati rubano!

 

‘«Prendi le ghinee, Pew, e non startene lì a sbraitare».’

 

Con la fronte madida di sudore freddo presi i soldi e mi avviai all’uscita. Il tempo non era cambiato, un sole pallido svaniva tra nuvole grigie di pioggia. Dovevo resistere anche se sapevo che la bufera sarebbe arrivata e il libro mi cadde di mano. Il cielo si fece plumbeo, gli aliti di vento divennero soffi, il veliero si mosse. Saltai d’un balzo sul pennone di gabbia e liberai la scotta. La vela si spiegò, ma poi il vento calò di nuovo e una nuvola di nebbia mi avvolse e il vascello fu di nuovo fermo. La campana suonava a tempo in quella bonaccia. A tratti mi sembrava di scorgere un’ombra tra i buchi grigi della nebbia e poi lo vidi: Jim, Lord Jim. Lo riconobbi subito.

 

‘Il suo aspetto era impeccabile: vestito sempre di un bianco immacolato, dal cappello alle scarpe, era molto popolare nei vari porti d’Oriente in cui si guadagnava da vivere come procacciatore d’affari.’

 

“Jim” sussurrai. “Signore, signore si sente male?” mi chiesero, “No, no sto bene, grazie” risposi. Accanto a Lord Jim c’era Gioiello una ragazza dagli occhi esotici, il suo amore.

 

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L'oroscopo letterario di ottobre

1 Ottobre 2019 , Scritto da Loredana Galiano Con tag #loredana galiano, #astrologia, #walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

 

Lo stellium di pianeti che caratterizza il mese di ottobre nel segno dello Scorpione accende grossi fari negli abissi sotterranei e molto profondi per indagare e scoprire che c’è dell’oro anche dove vi sembra che ci sia solo melma.

Vi lasciate guidare dal vostro intuito, dalle vostre “strane sensazioni” e non vi fate spaventare da nulla, perché c’è sempre un’uscita anche dal labirinto più difficile, trasformando quest’occasione di difficoltà in grande opportunità!

A proposito del segno dello Scorpione, quali sono le letture più intriganti e preferite dai nativi del segno? Ovvio: i gialli e i thriller.

 

ARIETE: 21/3 – 20/4:  buttatevi e farete gol

Non vi sono mai mancate la grinta e la tenacia, la passione e l’energia, eppure questo mese vi trovate a voler far di meno, a selezionare le vostre attività e a concentrarvi su quanto di più caro avete. Il vostro pianeta guida, ossia Marte, vi fa uno sgambetto ma nulla toglie al vostro entusiasmo. Vorrà dire che farete appello alle vostre energie interiori.

Un giallo: “La gabbia dorata” di Camilla Lackberg. La regina del giallo torna con una nuova serie. Un noir intenso e drammatico su inganno, riscatto e vendetta.

 

TORO:  21/4 – 20/5:  una marcia in più

Urano spalanca con impeto le finestre della vostra vita permettendo una ventata d’aria fresca. Facile, vero? Per nulla, rispondete! Il vostro innato bisogno di stabilità si scontra con il destino che vi spinge a liberarvi da abitudini e certezza. Siete spaventati? Solo all’inizio, perché certi suggerimenti arrivano da voi, specie in quelle situazioni mandate avanti per abitudine ma non del tutto soddisfacenti.

Thriller: “Morte nelle Highlands”  amicizia, ossessioni e una trappola di ghiaccio. Non guarderete più i vostri amici nello stesso modo. Il thriller più atteso di questo anno, presto sugli schermi con una serie tv.

 

GEMELLI: 21/5 – 21/6: tutto sarà più facile con un pizzico di prudenza in più

Amate passeggiare in libertà tenendo sempre in mano la bussola della vostra intelligenza e della vostra ironia. Non vi manca il divertimento e quell’humour divertente e frizzante, un’ottima autodifesa dagli attacchi di Giove contro! Praticate meditazione all’alba e vi sentite subito meglio.

Un giallo: "Il detective Kindaichi” di Yokomizo Seishi. Uno dei romanzi di fondazione del mystery nipponico e l’esordio delle indagini del detective Kindaichi Kosuke. Un classico di livello internazionale.

 

CANCRO: 22/6 – 22/7:  spalancate le porte al divertimento

Siete infastiditi da Saturno e Plutone da lungo tempo e per stare bene dovete impegnarvi un po’. Per fortuna avete al vostro fianco quel genio di Nettuno che vi suggerisce le mosse giuste per superare ostacoli e imprevisti. Non servono nessun regime e nessuna strategia, ma solamente assecondare le vostre esigenze, ascoltare di più il vostro intuito e le vostre sensazioni, cogliere segnali e muovervi di conseguenza.

Un thriller: “Alice” di Barbara Abel. La diciottenne Alice, ritenuta responsabile dell’incidente stradale in cui muore il suo ragazzo, inizia in una spirale discendente. In questo thriller l’autrice svela le ombre di ogni scelta d’amore.

 

LEONE: 23/7 – 23/8:  a caccia di vittorie!

Giove dal Sagittario è quel tocco di calore che spezza la monotonia, che ridà ossigeno e forza ai vostri progetti. Una botta di vitalità, con le algebre che si fanno più semplici, la routine più accettabile, la passione fiammeggiante. Vi aiuta a parare i colpi e a essere sereni di fronte agli eventuali imprevisti.

Un thriller: “Una famiglia quasi normale” di Mattias Edvardsson. Lund, Svezia. Una famiglia normale. Borghese, istruita, illuminata. Fino al giorno in cui la polizia bussa alla porta: Stella è accusata dell’omicidio di un giovane insegnante.
 

 

VERGINE: 24/8 – 22/9:  in cima al podio!

Andate avanti con tolleranza e perseveranza, risoluti e decisi, entusiasti e pazienti, costruite le fondamenta dei vostri progetti con solidità e tenacia, alla faccia di Giove contrario che “smonta” il vostro entusiasmo e dilapida il vostro portafoglio. Nettuno fa capricci e vi fa sembrare irraggiungibile le vostre mete ideali.

Un noir: “Con tanto affetto ti ammazzerò” di Pino Imperatore. Il secondo noir umoristico della serie iniziata con Aglio, olio e assassino.

 

BILANCIA: 23/9 – 22/10:  grandi energie nell’aria

Vi preparate a giocare una partita con i compagni di squadra affiatati e leali. Vi sostengono ottimismo e vitalità. E non vi mancano le possibilità di centrare la rete per segnare goal importanti. E una cosa è certa: vincete sempre!

Un thriller: “Suicide Club” di Rachel Heng. Vivremo per sempre. Ma a quale prezzo? Un romanzo affascinante e provocatorio da un’autrice rivelazione negli Stati Uniti.

 

SCORPIONE: 23/10 – 22/11:  di tutto e di più

Bellissimo questo mese di ottobre con uno stellium nel vostro cielo a ricordarvi che potete darvi alla pazza gioia. E’ il momento di osare, di chiedere e di ricevere. Di avere una rivincita o un riscatto, di cambiare pagina, di suonare una melodia rock, di gridare finalmente all’Universo: ce l’ho fatta!

Un noir, “Sunburn” di Laura Lippman. Un formidabile noir d’autore dall’intreccio complesso quanto i personaggi che tratteggia.

 

SAGITTARIO: 23/11 – 21/12:  la strada per la felicità

Giove nel vostro cielo è la vostra carta jolly che allarga il vostro pensiero positivo, illuminandovi di simpatia, raggiungendo importanti traguardi, fornendo prova di creatività e ingegno. Serenità e fiducia, benessere e ottimismo sono gli ingredienti giusti per infornare un dolce ricco di rum e crema chantilly.

Thriller “L’ultima notte” di Catherine O’Connel. Sei amiche, tre segreti e un omicidio.

 

CAPRICORNO:  22/12 – 20/1:  rinnovamento e consolidamento

In quest’autunno siete partiti alla grande, il vostro ingegno e la vostra creatività viaggiano a mille, espandete il vostro giro d’affari, trovate il lavoro dei vostri sogni, soddisfate le vostre curiosità, prendete appuntamento per nuove collaborazioni e approfondite i vostri interessi, anche quelli per cui voi storcete il naso.

Thriller: “Il cadavere nel fiume” di Brian McGilloway. Il cadavere di un ragazzo viene rinvenuto in un parco lungo il fiume. C’è solo un indizio per identificarlo, il timbro di un locale gay. Incaricata di seguire il caso, la detective Lucy Black comincia a fare ricerche.

 

AQUARIO: 21/1 – 19/2:  non siate polemici e tutto andrà bene

Nonostante ci fossero dei grossi nuvoloni che oscurano il vostro cammino, non scordate che avete Giove che vi aiuta a scoprire e a mettere a frutto i talenti per superare imprevisti e ostacoli. E’ il vostro cuscino per cadere morbidi qualora ci fosse lo sgambetto di Urano, che non è altro un cambiamento da cavalcare per farvi vedere che oltre l’orizzonte si trova il meglio.

Thriller: “Non entrate in quella casa” di Romy Folck. La poliziotta Frida Paulsen  torna al paese natale per far luce sull’aggressione subita dal padre. Per lei rimettere piedi in quei luoghi significa rapire ferite mai sanate.

 

PESCI: 20/2 – 20/3:  aprite la vostra mente e tutto potrà accadere

Sapete benissimo di non aver timore di osare, di chiedere, di puntare in alto, sapete benissimo che il cielo premia gli audaci e anche chi non ha paura di esporsi in prima persona. Qualunque sia l’obiettivo da raggiungere questo è il mese giusto per mettercela tutta.

Giallo “Il delitto ha le gambe corte” di Christian Frascella. Il detective Contrera, con un braccio ingessato e l’esistenza a pezzi, si mette sulle tracce di una ragazza italo americana che ha investito un pusher ed è scomparsa nel nulla.

 

 

 

 

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