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Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei Baci, parte terza

30 Ottobre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #eva pratesi, #radioblog, #audioletture, #vignette e illustrazioni

 

 

 

Eccoci giunti all’ultima lettura sulla vita di Luisa Spagnoli.
L’abbiamo vista, timida adolescente, innamorarsi di Annibale Spagnoli e poi sposarlo due anni dopo nel 1877, nella suggestiva cornice di Perugia antica.
Adesso troviamo una donna divenuta imprenditrice e a capo di un’azienda che in seguito farà molto parlare di se, la Perugina.
La Prima Guerra Mondiale imperversa; è difficile sopravvivere talvolta, figuriamoci portare avanti un’impresa.
Ma Luisa Spagnoli non si perde d’animo, ha la stoffa e la sagacia di chi insegue la propria visione senza farsi travolgere dagli eventi ed è in queste vesti che la incontriamo nella lettura di oggi.
A seguire parleremo finalmente con Maria Letizia Putti che, assieme a Roberta Ricca, ha scritto il libro La signora dei baci edito da Graphofeel, dal quale sono tratte le letture che Radioblog vi ha proposto questo mese sul personaggio di Luisa Spagnoli.
Proprio oggi ricorre infatti il 140° anniversario della sua nascita (30.10.1877 - 30.10.2017) e il prossimo 3 Novembre la dottoressa Putti presenterà il suo libro presso l’Enoteca letteraria a Roma in via delle Quattro Fontane.
Non mi resta che augurarvi come sempre buon ascolto.
Correva l’anno 1917……


Per contattarci: radioblog2017@gmail.com
Illustrazioni a cura di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com
Musica: www.bensound.com

Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei Baci, parte terza
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Il regalo

29 Ottobre 2017 , Scritto da Luca Lapi Con tag #luca lapi, #le riflessioni di luca

 

 

   

 

  Il regalo non è un regalo.
     Il regalo è specifico, mentre un regalo è generico.
     Il regalo è una richiesta particolare, mentre un regalo è una sorpresa.
     Potrebbe non piacere.
     Si potrebbe fingere di gradirlo, per educazione, per gentilezza, ma anche dire, sinceramente, che non lo si gradisce, rischiando di rovinare un'amicizia.
     Il regalo è, per me, l'amica, l'amico che, regalandomi qualcosa di materiale, mi regala anche qualcosa di spirituale, se stessa, se stesso, la sua amicizia.
    Il regalo di un'amica, di un amico è, per me, un dono, ma se viene fatto senza il sentimento positivo che dovrebbe accompagnarlo, se diventa una tradizione arida, sterile e vuota, se da "regalo" degenera in "regola", il "dono" degenera in un "nodo" scorsoio che finisce per impiccare quella che avrebbe potuto essere, invece, una bella amicizia.

          Luca Lapi luca.lapi@alice.it

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Mistero di sangue, Alessandro Biagini: un thriller raccontato con uno stile particolare

28 Ottobre 2017 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #recensioni

 

 

 

 

 

Mistero di sangue

Alessandro Biagini

Bibliotheca, 2017

 

 

Per le strade di Roma qualcuno gioca a uccidere. Ha una personalità malata, toglie la vita alle persone senza rimpianti né compassione. Lascia, dietro di sé, un po’ di zucchero e delle formiche senza testa. Si prende qualcosa, qualcosa di loro. Un trofeo di carne e dolore.

Ho conservato la lingua della paziente senza nome perché nella mia vita tutti prima o poi hanno bisogno di cominciare una collezione. Figurine. Macchine. Scatole di fiammiferi. Cadaveri. Poi è toccato al bulbo oculare di Gianni il barbone. Al dito di Stefania la ragazza dell’università. Al piede di Kay la turista. All’orecchio del disegnatore senza nome. Alla mano del passante senza nome. Al naso di Juana. Ma il problema è che la mia scultura di carne morta non ha ancora preso forma. Forse manca qualcosa. Forse manchi tu.”

Patrick, è questo il suo nome, è un sociopatico, un individuo ai margini della società. Sapeva che avrebbe ucciso, lo sapeva fin da bambino; la sensazione di rubare un ultimo soffio vitale lo eccita, lo rende felice, lo fa sentire vivo.

Si muove quatto come un gatto, silenzioso e letale come una tarantola. Non c’è pace per chi lo trova nel suo cammino.

Le autorità non lo trovano; Roma è messa in ginocchio dall’apprensione. Tutti si chiedono, tremanti, chi sia il mostro della notte. A chi toccherà?

Qualcuno sa. Sa chi è il killer, certo, ma conosce anche il suo segreto. Lo conosce perché lo condivide.

Basta andare indietro nel tempo per capire, per unire i fili. Due bambini, una passione. Una devianza li fa pedalare nella stessa direzione. La stessa malsana voglia di uccidere. Lo stesso innato desiderio di morte. La stessa sete di sangue.

E cosa accade quando un killer è nelle tracce di un altro?

Il thriller di Alessandro Biagini è unico nel suo genere. Il suo stile, fatto di frasi spezzate, di paratassi, di concetti espressi in modo breve, conciso, in alcuni punti rende la lettura un po’ più pesante – paradossalmente – ma è valido.

Certo, chi ama i lunghi periodi – quelli dove quasi è necessario riprendere fiato ogni tanto – si troverà un po’ spaesato, tuttavia è un modo di scrivere giornalistico e chiaro.

Inoltre si tratta di qualcosa di nuovo – e questo non guasta mai, quasi mai.

 

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Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei Baci, seconda puntata

26 Ottobre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #eva pratesi, #radioblog, #audioletture, #vignette e illustrazioni

 

 

 

 

Prosegue il nostro viaggio nella vita di Luisa Spagnoli attraverso le letture del libro “La signora dei baci” di Maria Letizia Putti e Roberta Ricca edito da Graphofeel.

 

Abbiamo lasciato Luisa adolescente e innamorata di un ragazzo conosciuto in occasione dell’esibizione di una banda musicale nella sua Perugia.

Il ragazzo si chiama Annibale Spagnoli e tra i due  scocca immediatamente una scintilla che fa preludere ad un lieto fine.

Correva l’anno 1899…..

Buon ascolto!

 

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"L'uomo di Neve"

25 Ottobre 2017 , Scritto da Altea Con tag #altea, #cinema

 

 

 

 

L'uomo di neve

Tomas Alfredson, 2017

 

Trarre un film da un libro di un autore che vende milioni di copie in tutto il mondo pensando che automaticamente sia un bel film è come pensare di diventare gnocca semplicemente indossando un abito da pret-á-porter. Non funziona. Al netto della solita premessa dei linguaggi differenti utilizzati da cinema e letteratura e anzi, proprio per quello, un regista dovrebbe capire cosa funziona su carta di quella storia, e cosa su celluloide. Nesbø è un gran prestigiatore, infila personaggi, sottotrame spesso incompiute da continuare nel romanzo successivo, cadaveri da morte truculenta, sesso esplicito e quasi mai romantico, spostando l'attenzione e i sospetti da uno all'altro, in modo che anche il lettore più scafato e gradasso alzi le mani in segno di resa al momento fatidico del disvelamento. In questo film, fatto di un cast tutto americano e europeo, abbiamo solo un guazzabuglio di attori bravi ma prigionieri di una sceneggiatura e di dialoghi al limite del ridicolo che gestiscono come possono. Il protagonista Hole si dovrebbe capire che è un alcolista cronico da due svenimenti sulla neve e dal fatto che indossi per tutto il film un parka più economico di quello che ho preso io da Zara, visto che beve a stento un goccio durante tutto il film. La Gainsbourg con l'età ha perso il morso inverso e per tutto il film è costretta a queste faccine tra disperazione e stupore che non le rendono giustizia. Val Kilmer se non avessi letto il suo nome nei titoli di testa mai lo avrei associato alla faccia vistosamente deformata da una plastica chirurgica finita male per eccesso di botox o cortisone. J. K. Simmons ha una parte piccolissima e vergognosamente non approfondita per la sua bravura. Il regista butta tutto nella trama senza un minimo di spessore, delitti collegati a pene di segugio, colpevoli che hanno ammazzato in mezza Norvegia non si sa bene né come né quando, tutto resta appiccicato alla bell'e meglio. Oslo, che fa sui 650.000 abitanti e che è una capitale che non offre poi tante attrazioni da visitare, pare scintillante quanto Manhattan, inoltre sembra che tutti i norvegesi per andare a casa o a fare la spesa usino la spettacolare strada atlantica, come dire, piazziamo scenari da cartolina gratuiti così non si accorgono che il film fa acqua (anzi, neve) da tutte le parti. Pietoso il finale con Hole ferito in maglione sulla neve che psicanalizza in 10 secondi 10 il colpevole, il quale muore nella maniera più idiota e scontata che si potesse immaginare. E c'è di peggio: dal finale si teme un sequel. Prepariamoci.

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Il cor gentil

24 Ottobre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #storia, #personaggi da conoscere, #poesia

 

 

 

Cacciato dal Comune di Firenze in seguito alle lotte tra diversi gruppi cittadini, Dante non tornò più nella sua città. Durante l’esilio scrisse un libro, nel quale racconta un viaggio meraviglioso, fatto con la fantasia: la Divina Commedia. Dante attraversa l’Inferno, il Purgatorio, il Paradiso, dove sono punite le anime dei malvagi e sono premiate quelle dei buoni. Accanto ai santi e ai dannati, agli angeli e ai diavoli, Dante parla sempre della sua Fiorenza, con le cento torri merlate, che egli ama più di qualsiasi altra cosa e che ha dovuto abbandonare. Anche nella Divina Commedia, come nelle opere di Giotto, troviamo la descrizione del modo di vivere degli uomini medievali e dei loro sentimenti che, alla fine, sono anche i nostri.

A nove anni Dante conosce Beatrice (Bice) Portinari, la rivede poi a diciotto anni, prima che vada sposa a Simone de Bardi. Lei muore prematuramente e Dante la piange tutta la vita, nonostante si sia fatto una famiglia, sposando Gemma Donati, dalla quale avrà quattro figli. Il ricordo di Beatrice è racchiuso ne la Vita Nova, e nel Paradiso si trasforma in simbolo, in guida spirituale. Lei è l’esempio dell’amor cortese, l’amore clandestino dei trovatori, ma anche la donna angelicata dello stilnovismo, in un contesto più intellettuale. La figura femminile evolve verso la una "donna-angelo", intermediaria tra l'uomo e Dio, capace di sublimare il desiderio maschile, purché l'uomo dimostri di possedere un cuore gentile e puro, cioè nobile d'animo; amore e cuore gentile finiscono così con l'identificarsi totalmente.

 

Tanto gentile e tanto onesta pare

la donna mia, quand'ella altrui saluta,

ch'ogne lingua devèn, tremando, muta,

e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,

benignamente d'umiltà vestuta,

e par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira

che dà per li occhi una dolcezza al core,

che 'ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova

un spirito soave pien d'amore,

che va dicendo a l'anima: Sospira

 

E al “cor gentil” “ratto si apprende amor” anche in Paolo e Francesca, nel celeberrimo Canto V de L’Inferno, quando i due, galeotto fu un libro, si abbandonano alla passione. L’amore può esplodere solo nei cuori predisposti perché sensibili e nobili, sia dell’uomo che della donna.

 

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona. 

Amor condusse noi ad una morte.

 

Una curiosità: a far rivivere l’Alighieri ha contribuito, nel 1946, Il romanzo di Dante, di Luigi Ugolini (1891 –  1980) nato anche lui a Firenze. Egli collaborò a alla rivista Nuova Antologia, insieme a Giovanni Papini, e divenne nonno della romanziera Wanna Bontà.

 

 

 

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Radioblog: Luisa Spagnoli, la signora dei baci.

23 Ottobre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #audioletture, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 

 

 

 

Questo mese Signora dei Filtri parlerà della Signora dei Baci!

 

Radioblog, infatti, si occuperà di un personaggio femminile che, con la sua personalità forte e volitiva, con la sua creatività e lungimiranza, ha messo in piedi imprese che tutt’oggi sono marchi distintivi del made in Italy. In occasione del 140° anniversario della sua nascita ci occuperemo di Luisa Spagnoli e lo faremo attraverso la lettura di brani tratti dal libro La signora dei baci di Maria Letizia Putti e Roberta Ricca edito da Graphofeel.

La Putti ha selezionato alcuni passaggi significativi di questo libro, miscelandoli in maniera tale da ricostruire le vicende esistenziali più importanti della vita della Spagnoli ed offrendoci l’opportunità di assaporare per qualche minuto l’irresistibile fascino di questa donna coraggiosa e all’avanguardia.

 

La prima lettura di oggi vi racconterà l’incontro tra Luisa e il futuro marito Annibale Spagnoli, lo scenario è la bellissima città di Perugia, il tempo è la primavera del 1897… buon ascolto!

 

 

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Illustrazioni a cura di Eva Pratesi: www.geographicnovel.com

Musica: www.bensound.com

 

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Fueco e Cirasi

22 Ottobre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #cinema


 

 

 

 

 

Si tiene, lunedì 23 ottobre – a entrata gratuita fino a esaurimento posti - presso il Cinema Eden di Prato (via Cairoli, 22/24) a partire dalle ore 19:00, la presentazione, con doppia proiezione (ore 19:00 e ore 21:00), in anteprima italiana del cortometraggio “Fuecu e Cirasi”, scritto e diretto dal regista pugliese Romeo Conte e interpretato da Nicola Nocella - fresco vincitore del Premio Boccalino d'Oro come Miglior Attore al Festival di Locarno - oltre che da Giorgio Colangeli e Valentina Corti. Il regista e i tre protagonisti saranno presenti all'evento - che avrà un drink di benvenuto per il pubblico - accompagnati dai giovani attori Vittorio SalonnaSamuele Leo e Monica Negro, oltre al co-sceneggiatore e montatore Valentino Conte. Tra gli altri protagonisti del film, Paolo De Vita, Teodosio Barresi, Chiara Torelli, Rosario Altavilla, Maria Conte, Pino Capone, Altea Chionna, Vito Bianchi, Francesco Minisgallo e, al suo debutto, Francesco Iaccarino. Il corto, tratto da una storia vera, è prodotto da Coar Cooperativa Artisti S.C.R.L. e da Events Production, si avvale delle musiche originali di Mimmo Epifani ed è stato girato nell'Alto Salento pugliese. Fuecu e Cirasi racconta del ritorno al proprio paese di origine di Giacinto, intenzionato a incontrare la famiglia della fidanzata Lena. I luoghi e l’incontro con il padre di lei riporteranno alla mente suo fratello Mino e un tragico evento accaduto tanti anni prima. Giacinto troverà le risposte a tanti anni di dolore e pareggerà i conti.

Questo corto – dichiara il regista Romeo Conte – adatta al cinema una storia vera di quarant'anni fa e percorre i luoghi e la terra della mia infanzia. “Fuecu” (fuoco) è lo stato d’animo tipico adolescenziale, la cui fiamma rimane sempre accesa anche quando diventiamo adulti. La metafora delle “Cirasi” (ciliegie) ricorda il frutto che matura in un preciso periodo dell’anno e che, gustandolo, ci fa assaporare quel successo che spesso tarda ad arrivare. Ho girato pensando a un western: una storia all’italiana, ma universale allo stesso tempo, dove tutti gli elementi si completano tra di loro”. 

IL REGISTA – ROMEO CONTE 

Nel 1997 debutta con la regia cinematografica con il cortometraggio “La crepa”, con cui partecipa alla 54° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, al Festival di Amsterdam e al Festival di Cannes nel 1998. Prosegue nella regia con “Via col Vento” (Premio Qualità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), “Il Calabrone” e “Tarantrance”. Nel 2010 realizza “I castelli dell’alto salento-Terra di Brindisi” e “Alla corte di Federico II di Svevia, castelli di Puglia”. Nel 2016 scrive e dirige il suo quinto cortometraggio, “Fuecu e Cirasi”. Numerosi sono inoltre i documentari realizzati e diretti, tra cui: A dream in Wakayama, La strada dellʼOro, Lu rusciu de lu mare, Zibello, Tartufo dʼAlba, Parmigiano Reggiano, Il fiume della speranza, Latiano Terra di Pietra, Il Viandante del Nord, Merletti di Pellestrina. Realizza spot pubblicitari per marche quali Euphidra, Prolife, Omega3, Fope Gioielli, La Perla, Stefano Ricci, Deha Veneto Banca. Già coordinatore del Master Regia e organizzazione eventi del Polimoda di Firenze, ha insegnato presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e l’Università di Bologna L.U.N.A.
 

Per prenotazioni e informazioni
Events Production di Romeo Conte

Via Francesco Ferrucci, 69 – PRATO
tel. 0574 1940224

Fueco e Cirasi
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Il Foglio Letterario al Pisa Book Festival

21 Ottobre 2017 , Scritto da Gordiano Lupi Con tag #gordiano lupi, #eventi, #case editrici

 

 

 

Eccoci ancora una volta al Pisa Book Festival, sempre presenti dal 1999, al punto che possiamo quasi dire di essere nati insieme. Se penso a come eravamo mi prende un po’ di nostalgia, perché ci mancava l’esperienza ma avevamo tanto entusiasmo, un po’ affievolito da quando abbiamo capito che questo mondo letterario non lo cambieremo. Ci siamo ritirati nel nostro cantuccio d’ombra romita, in fondo stiamo bene dove siamo, facciamo come sempre le cose in cui crediamo, con minor rabbia e vigore - non abbiamo più trent’anni - ma le continuiamo a fare. In barba ai soloni che pontificano di romanzi che devono puzzare, agli editor d’accatto che scrivono romanzi alle sbarbine, ai grandi marchi che si contendono il fenomeno di turno, agli scrittori del niente, siano di montagne, di laghi, di gialli del cazzo ambientati in Norvegia. Vi promettiamo che non pubblicheremo mai una youtuber (come cazzo si scrive?), per questo ci sono già Rizzoli e Mondadori, oggi riuniti nel marchio Monnezzoli. Per il Pisa Book Festival due grandi novità: Fiabe storte - C’era una volta a Pisa, a cura di Federico Guerri, coordinatore de La cassetta degli attrezzi laboratorio di scrittura, e L’altra metà di Pisa - Racconti neri ambientati nell’area pisana, a cura di Mirko Tondi. Ma abbiamo portato tutto il nostro catalogo, dalla narrativa al cinema, passando per poesia, fumetto e saggistica alternativa. Tra le novità di rilievo: Poltrone rosse del regista Francesco BarilliI’m - Infinita come lo spazio della regista Anne-Riitta Ciccone (presentato a Venezia), un libro su Daniele D’Anza di Mario Gerosa Biagio Proietti, ma non mancano testi insoliti su Renato PozzettoGloria GuidaHorror italianoSpaghetti WesternKlaus KinskiGualtiero JacopettiMario CaianoErnesto GastaldiAldo LadoPablo LarrainLuigi ScattiniBruno Mattei… Insomma, se venite al Pisa Book Festival e non vi fermate da noi perdete un’occasione! (Gordiano Lupi). 

 

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Marcos Chicot, "L'assassinio di Socrate"

20 Ottobre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #storia, #personaggi da conoscere

 

 

 

 

L’assassinio di Socrate

Marcos Chicot

Traduzione di Andrea Carlo Cappi

 

Salani Editore, 2017

pp 729

19,90

 

La guerra del Peloponneso che per più di trent’anni contrappose Sparta e Atene.

Il tramonto di Atene, dai gloriosi giorni di Pericle al declino. 

La peste, l’oracolo di Delfi e quello di Olimpia, i giochi Olimpici.

E poi Pericle, Socrate, Euripide, Aristofane, Platone, Santippe, una carrellata di personaggi famosi, resi vivi e attuali ne L’assassinio di Socrate, del madrileno Marcos Chicot. A tutti gli effetti un romanzo storico, in gran parte basato su Storia della guerra del Peloponneso di Tucidide, ma anche su quasi cinquantamila pagine di documentazione. Oggigiorno si ha paura di dire pane al pane e si preferisce usare i termini thriller e giallo, che vanno tanto di moda fra i lettori di bocca buona. Se di giallo mai si trattasse, sarebbe incentrato su un omicidio non ancora commesso bensì da commettere.

L’impianto di conoscenze dispiegate in questo romanzo è ponderoso e impressionante, ben settecento pagine di battaglie, costruzioni, topografia, eventi storici. Grazie a Chicot rivivono l’arte della ceramica, l’architettura dell’Acropoli, l’alimentazione, gli abiti, le pestilenze, gli usi e costumi greci del V secolo a.c.. Se gli scrittori di romanzi storici possono peccare di pignoleria, L’assassinio di Socrate riesce, comunque, ad alternare capitoli descrittivi e didascalici ad altri squisitamente narrativi, catturando l’attenzione con personaggi ben disegnati, con una trama avvincente e con una bella atmosfera d’epoca.

Perseo si crede ateniese, discendente del ceramista Eurimaco. È nato con gli occhi talmente chiari da apparire trasparenti. In realtà è spartano, figlio di Deianira e del truce Aristone, il quale lo ha condannato a morte alla nascita e non sa che  il bambino è stato, invece, salvato e portato ad Atene, dove è cresciuto forte e bello, fino a divenire un campione olimpico. Perseo è innamorato di Cassandra, figlia del drammaturgo Euripide e amica di Santippe, la moglie di Socrate. Perseo e Cassandra si amano profondamente fin da bambini, di quell’amore che dura tutta la vita.

Perseo è anche amico di Socrate, il pensatore che “sa di non sapere” e che si diverte a mettere in difficoltà saccenti concittadini, attirandosi molte inimicizie. Un’oscura profezia lega la possibile morte del filosofo proprio a Perseo, “l’uomo dallo sguardo più chiaro.”

Verità storica e finzione si fondono in un libro divulgativo ma anche cinematografico, un colossal che sposta eserciti e smuove sentimenti, con un paio di memorabili figure di cattivi. Aristone, in particolare, è talmente ben disegnato che, quando la moglie Deianira tenta di liberarsene, siamo tutti con lei.

Questo è uno di quei romanzi che piacciono a me, inutile dire che si è dovuto tradurlo dall’estero, nella fattispecie dallo spagnolo. Non si sa perché da noi sia impossibile, a parte i lavori di Pierluigi Curcio e di Sergio Costanzo, trovare dei romanzi così: di ampio respiro, di grande atmosfera, capaci di insegnare narrando e di farci immergere completamente in una trama e in un mondo secondario ricostruito nei minimi particolari.

Seguendo Chicot ci addentriamo lungo la via panatenaica, saliamo all’Acropoli per ammirare il frontone del tempio e le cariatidi dell’Eretteo, c’inoltriamo nel sepolcreto del Ceramico, partecipiamo alle Olimpiadi e a grandi battaglie terrestri e navali.  Insomma, come afferma l’autore medesimo, qui non si assassina nessuno, qui non c’è nessun thriller, casomai si resuscitano personaggi e questa è la volta di Socrate.

Peccato solo che le settecento pagine siano funestate da troppi  - incomprensibili dato il pregio della casa editrice – refusi ed errori tipografici.  

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