Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

"Fratellini e sorelline" di Fabio Marcaccini

11 Gennaio 2013 , Scritto da Fabio Marcaccini Con tag #fabio marcaccini, #racconto

Domani compio il mio primo mese di vita. Anzi, sarebbe meglio dire, finisco un mese dal giorno della mia venuta al mondo, perché io, viva, lo ero già da ben nove lune. Che pacchia dentro pancia di mammina: sempre a gustarmi in automatico i ventitre chili di leccornie che lei trangugiava per me, o almeno così diceva. Un vero sballo stare in quell’ovatta, senza tutte quelle luci troppo forti e quel baccano intorno a disturbare.
Che brava è stata la mia mamma. Appena ha saputo di me, ha smesso di bere caffè, di fumare e di mangiare prosciutto crudo e pomodori dei quali, poverina, va matta. Subito dopo ha anche allontanato babbo in un angolino del letto. Diceva di aver paura che lui potesse farmi male. Secondo me si sbagliava. Perché avrebbe dovuto farmi male… Il mio babbo mi vuol bene.
Ogni tanto andavamo in ospedale dove veniva a farmi visita un signore, che poi ho scoperto essere anche un mio parente. Tutti lo chiamavano il “dottore”. Lui si divertiva ad infilare quella sua manona dentro, fino a salire su, verso di me. Sembra dovesse farlo per controllare il buon stato di salute mio e della mia mamma. A dire il vero, io stavo proprio bene dentro la mia mamma, protetta com’ero già allora, da tutto il suo amore. E le poche volte che non era così, era proprio quando il dottore veniva a farmi... “visita”.
Ricordo uno di quei giorni in cui lui, curiosando dentro com’era sempre suo solito fare, premendomi da tutte le parti con quel suo “cosino” che già allora avrei voluto tanto togliergli dalle mani, disse: “guardate... Questo è il cuoricino, queste sono le gambine, le manine... E’ completamente formata e procede tutto bene”.
All’epoca io avevo solo dieci-dodici settimane; misuravo due centimetri e mezzo. Di me avrebbero potuto fare ciò che volevano.
Il giorno che sono nata ero un po’ frastornata. Non avevo ancora fatto a tempo ad uscire che subito un sacco di gente era già li ad attendermi. - E’ qui la festa? Invece… pronti… via! Tutti a mettermi le loro manone addosso.
Prima ti spingono, poi ti tirano, ti prendono per la testa e per i piedi, ti aspirano, ti posano un po’ di qui e un po’ di là. E ci credo che la prima cosa che si fa, venendo al mondo, è quella di mettersi a piangere. Senza pensare che, uscendo tutti ignudi, che già fa un freddo boia, come se non bastasse, ti piazzano addosso, davanti e di dietro, a destra e a sinistra, sopra e sotto, un affarino circolare ghiaccio ghiaccio che con un tubicino arriva fino alle orecchie di queste persone che manco conosci. Per l’amor di Dio. Tutte gentili… tutte ordinate e ben vestite in quei loro strani abitini verdi… e con quelle mascherine a coprir la bocca e il naso.
Eppoi… Il bagnetto, l’asciugatura, la pesatura! "E basta!!! E fatela un po' finita" - avrei tanto voluto urlare.
E’ stata davvero una gran liberazione quando mi hanno vestita e posata dolcemente sul seno di mammina. L’ho riconosciuta subito la mia mamma, dal battito del suo cuore che per mesi mi aveva fatto tanta compagnia specie quando spesso lei dormiva ed io non sentivo più la sua voce. In tutto quel casino temevo davvero d’averla già persa.
Mi rassicurai nell’averla ritrovata e così smisi di piangere, mentre lei... cominciò. Un po’ imbarazzata, allora, voltai lo sguardo da una parte dove in piedi, vicino al lettino, vidi un signore che mi guardava, anche lui con gli occhi lucidi. Che allegria!
Lui si avvicinò tutto emozionato e con un bacino sulla fronte mi disse: “ciao Amore mio”.
“Cavolo” - pensai. “Ma io questa voce la conosco. Lui è quello che tutte le notti, a notte fonda, mi parlava e mi teneva sveglia. Avrei voluto gridargli "Babbo... Ciao! Ma tu la notte non dormi mai?”, ma ero troppo stanca e mi lasciai addormentare.
I giorni poi hanno cominciato a trascorrere. Bene direi. Dopo che ne erano trascorsi appena due in ospedale, mi sono ritrovata tra casa e giratine. Bello questo mondo tutto pieno di colori; prima era tutto buio.
Da subito ho cominciato a ricevere doni e coccole. Mi piacciono tanto le coccole, tra una dormita, una poppata, un’altra poppata e l’altra ancora. Dei regali invece... sento che fanno piacere a mamma e a babbo, quindi vorrà dire che sono belli e che ci volevano. Tutti sempre a dire che “è solo un pensierino” e babbo e mamma a replicare “ma scherzi. E’ anche troppo”. Ma... A chi dovrò dare retta, io? Per adesso sono contenta del fatto che non me ne frega proprio niente. Per ora ho ben altro di cui dovermi occupare.
Ho conosciuto i miei nonni: mi sono sembrate quattro brave persone... Sento che mi vogliono già tanto bene. Poi sono arrivati a trovarmi anche i miei cugini... La cosa strana invece e che non riesco ancora a capire, è che di uno zio e di una zia che mi aspettavo di avere, me ne hanno presentati un esercito.
Comunque la cosa più bella è stato l’incontro con le mie due tate. Loro sono gli altri due grandi Amori del mio babbone. Sembra ci sia stata una signora che andava dicendo che io sarei stata solo la loro “sorellastra”. Io non so ancora cosa voglia dire essere sorellastra ma so che le mie sorelline, anzi, sorellone, per questa frase ci sono rimaste male davvero e che il nostro babbo, per questo, si è davvero tanto, tanto incazzato. Dopo un mare di parole nere che non posso ripetere, non capisco perché l’unica ad essere denunciata sono stata io, subito dopo essere nata. E che colpa ne ho!? Se poi penso che se son qua oggi, forse lo devo anche a questa persona… “Signoraaa… Io ti sono grata!”
Ho sentito il mio babbo un po’ preoccupato anche per un’altra cosa. Si sta chiedendo se troverà problemi con la Chiesa, per farmi battezzare... "Ehi, ragazzi... che ce l'avete tutti con me? E perché, poi? Io sono il frutto dell’Amore, non di un peccato". Non sarebbe affatto divertente facessero problemi a me quando nel mondo c’è tanta gente che fa del male e alla quale poi con un falso pentimento e una mezza confessione per rimediare agli errori dell’ultima settimana gli è concesso di poter ricominciare tutto daccapo.
Be’... Che dire. Sono convinta che il mio babbo sistemerà anche questa. Eppoi ho già capito che a volte, è lui ad esagerare con i suoi timori.
Io, che fino a poco tempo fa ero un Angelo, so che Dio c’è e che non dimentica nulla. Almeno spero!
Domani compio il mio primo mese. Buona Vita a me. E buona Vita anche a tutto il mio mondo che poi è anche il Vostro.


7 ottobre 2007

Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post