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Babbo Naziale

1 Aprile 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

Fu preso per il bavero e trascinato nel buio di un covo, una tana, un tugurio scuro che odorava di scarafaggi – la porta che si chiudeva prima che lui potesse formulare un pensiero coerente, ma del resto per formulare un pensiero coerente egli poteva impiegare interi minuti, se non ore, quindi ciò non era un riferimento molto utile per stabilire la velocità con cui l'uscio era stato nuovamente sbarrato.

In ogni caso ora lo era.

«Tu» sibilò un alito non del tutto sconosciuto, «Tu sei il figlio di Pyotr».

«Vecchio idiota, lo so che lo sono, lo so che sai che lo sono, e so chi sei e chi sono: non è un buon motivo per trascinarmi via dalla strada mentre cammino per i fatti miei».

Era Babbo Naziale.

«Shhhh, potrebbero sentirci»

«Ma chi»

«Gli annegazionisti» sussurrò strabuzzando gli occhi ed emettendo un risolino e un ululato, un fischio e uno schiocco.

«Basterebbe che ti adeguassi alle nozioni storiche ufficiali e non avresti problemi» rispose il figlio di Pyotr, spolverandosi dopo esser caduto a causa degli strattonamenti del vecchio.

Babbo Naziale era un sostenitore della teoria anti-olocaustica secondo cui la setta degli Abramoidi non era stata maciullata e tritata in massa attraverso macinacarne giganti per essere trasformata in würstel alla fine della Seconda Guerra Interstellare – la qual cosa, nell'ambito di una società comunque democratica e fondata sulla libertà di espressione, era considerata un'eresia sanzionabile con lo stritolamento dei testicoli. Chi sosteneva che gli Abramoidi non avessero sofferto quello che avevano sofferto, e che del resto non potevano non aver sofferto perché altrimenti non si spiegava il perché avessero sofferto, era considerato un Naziale. I Naziali erano coloro che avevano obbedito a Dark “Adolf” Vader, detto Führer, e sguinzagliato i dobermann della guerra nella galassia, trasformandola in un cruento grumo di sangue che aveva schizzato e imbrattato le pareti del cosmo.

Le spese per ripulire erano state enormi. Ecco perché le Imprese di Smacchiatori erano tra le maggiori sostenitrici della guerra. Ad ogni modo, i Naziali ce l'avevano in particolare con gli Abramoidi, che, come recitava la Storiografia Ufficiale, erano finiti nei tritacarne – per essere sminuzzati fino all'estinzione. Negare questa verità, che veniva, per qualche motivo, costantemente ribadita attraverso ologrammi filmici, videogiochi letterari, fumetti tridimensionali e sculture interattive, nonché iniziative commemorative e culturali come La Giornata del Guai a Te se lo Scordi!, era come dichiararsi razzisti anti-Abramoidi, sostenitori del loro annientamento, la qual cosa era ormai uno dei peggiori insulti e motivi di emarginazione sociale, specie negli ambienti culturali, persino peggio che avercela con i Nettuniani, o i Marziani, o i Saturnini, o tutte e tre le cose insieme. Era più o meno al livello della infantofilia, ma con in più connotati politici, filosofici e di Adesione Metafisica al Male Assoluto, laddove, in definitiva, per quanto compissero uno degli atti peggiori del mondo,  gli stuprinfanti erano solamente dei disgustosi, rivoltanti debosciati che seguivano istinti snaturati, belve dai cervelli divorati da vermi – non assaltavano alcuna visione del mondo, alcuna gerarchia di idee - o forse era perché nella classe dominante c'era del resto una ben protetta porzione di loro, soprattutto attorno a Betelgeuse.

E Babbo Naziale era, come forse intuibile, proprio un Naziale. O, ad ogni modo, così veniva considerato in virtù della sua posizione in conflitto con la Storia Ufficiale. Si poteva fare scelta più sconsideratamente scellerata, e più scientificamente appropriata, se lo scopo era il suicidio sociale?

Ma lui era così. E somigliava a Babbo Natale. Aveva questa morbida barba bianca da cui spuntavano rubiconde gote paffute e un bonario sguardo ridente. Era certamente il Naziale più grazioso e rassicurate del circondario, se non della contea. Era anche, per qualche motivo, vestito con un tutù, dalla cintola in giù, e saltellava irrequietamente di mattonella in mattonella, di mobile in mobile, di balzo in balzo, il prominente ventre leggiadramente sobbalzante.

«Non posso smettere, è così divertente – così divertente!» cinguettava alacremente.

Il figlio di Pyotr lo guardava con l'espressione di qualcuno che s'era appena versato del latte cagliato nella tazza.

«Seriamente. Come puoi sostenere ciò che sostieni? È comprovato che esistono contratti con i fornitori dei Tritacarne Giganti, i Trytzon B – cosa se ne facevano?»

«I Tritacarne Giganti erano stati forniti a tutti i Campi di Abramocentramento, compresi quelli ufficialmente non considerati di tritamento. Quindi, come può costituire una prova di Abramicidio di massa? »

«Ma c'è il Verbale Fuhrioso dell'Incontro di Uanseh, in cui si parla esplicitamente di Tritamento Finale, come soluzione al problema Abraimico»

«E, dove, in quel documento, il Tritamento Finale viene definito come sminuzzamento degli Abramoidi?»

«Ebbene, cos'altro può significare? Non mi pare il caso di fingere non sia chiaro: si tratta di minuto squartamento dei Nasopotati[1] – operazione che spesso risulta letale per l'organismo»

«Orbene, figliolo, nel contesto dei documenti interni dell'Impero del Male Assoluto, il Tritamento Finale non era altro che l'ultima macellazione di carni (di infima qualità) con cui farli pasteggiare prima di catapultarli definitivamente su Endor, pianeta vegetale vegetariano. Dark “Adolf” Vader aveva tre pallini: disfarsi degli Abramoidi, sottomettere l'Universo e diffondere la dieta vegetariana. E lì voleva confinarli.  C'è scritto nei documenti imperiali certificati ed esaminati dalle Commissioni di Giustizia contro il Nazialismo istituite dopo la sua disfatta.»

«L'ammissione di colpevolezza del luogotenente Horst Tappert...»

«Ottenuta con la tortura»

«Ho capito. Hai una risposta ingannevole per ogni obiezione ragionevole. Ma puoi dire quello che ti piace e tentare di farmi credere quel che preferisci. Perché, del resto, io stesso non conosco approfonditamente l'argomento. Ma lo conoscono gli Espertoni. E quindi perché dovrei fidarmi di te, invece che di loro? Sono un'intera comunità di persone che ha studiato la faccenda per anni condividendo le stesse conclusioni. Tu sei una singola persona, socialmente emarginata, derisa, dalla dubbia preparazione. Quindi, ripeto, perché dovrei fidarmi di te?»

«Potresti  metterla in quest'altro modo: perché dovresti fidarti di chiunque?» rispose lui, mentre roteava sulla propria stessa testa sogghignando.

 

Quella notte il figlio di Pyotr sognò la cantina di casa. Era uno dei suoi sogni ricorrenti. Ma ogni volta la cantina era diversa. Come al solito vi si accedeva da un comparto separato, in fondo al laboratorio di suo padre. Spesso nel sogno c'era anche lui, con i suoi attrezzi, i suoi lavori misteriosi, i suoi utensili incomprensibili. E ogni volta il numero di piani attraverso cui si poteva scendere era differente, l'estensione e la forma delle stanze umide e diroccate variava, così come le sue nicchie, i suoi passaggi, i suoi varchi. Era un luogo indecifrabile, forse un po' inquietante, ma al medesimo tempo in esso si sentiva più protetto che in pericolo. Nascosto al mondo.

 

 


[1]    Era un modo popolare di chiamare gli Abramoidi, dovuto ad una loro pratica religiosa che richiedeva la potatura della punta del naso

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