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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

San Valentino

4 Luglio 2018 , Scritto da Lorenzo Barbieri Con tag #lorenzo barbieri, #racconto

   

                                                    

 

 

 

Lui ha cinquant’anni, ne dimostra sessanta e ragiona come uno di venti. La sua figura si è appesantita negli ultimi anni, a partire da subito dopo il matrimonio. La vita sedentaria d’ufficio, e le molte ore che trascorre seduto al suo inseparabile computer, lo hanno riempito di rotoli di grasso che ora lo fanno sembrare una botte dalla pancia piena. La sua passione per il collezionismo non aiuta certo, passa ore intere a catalogare, studiare i vari pezzi della sua collezione, trascurando l’attività fisica, ma non solo, anche la moglie ne risente. In pratica la vita sociale è stata drasticamente dimezzata e di questo lei si lamenta in continuazione, creando attriti nel rapporto di coppia che finora è andato nel verso giusto. Da quando ha scoperto il mondo del collezionismo tutto si è fermato. Conta solo la sua passione, tutto il resto è stato accantonato con grande disperazione della donna. Lei un tipo trendy, magrolina, sempre attenta a ciò che mangia, sempre aggiornata sulle mode e sul gossip. Cerca di scuotere il marito, per riprendere un po’ di vita sociale. Hanno  perso l’abitudine di andare al teatro, al cinema, anche una semplice passeggiata è un evento raro.

 

"Giovanni, allora ti decidi a uscire da quella stanza, dobbiamo andare dalla mamma che non sta bene, mi devi accompagnare!"

 

"Ma, dico io, è possibile che tu debba sempre intervenire sul più bello, sto cercando di mettere ordine in questo caos che c’è sul tavolo e tu mi parli di tua madre. Quella sta sempre male e tu ci caschi sempre. Stai sempre a correre da lei, quella sta meglio di me e di te messi insieme. Se proprio ci vuoi andare devi aspettare, oggi ho ricevuto gli scambi e devo sistemarli prima che si perdano tutti i pezzettini. Penso una oretta ci vorrà."

 

"Ma ti rendi conto? Ti sei affossato in quella poltrona e non ti muovono nemmeno le cannonate. Quando devi andare alla posta, però, vedi come sgambetti, anche se piove o diluvia sei sempre pronto. Per mia madre non hai tempo. Bene, prendo nota, ricordati di queste parole. Ah! A proposito, per sabato sera hai intenzione di restare qui a trafficare con quegli insulsi pezzi di plastica? Nemmeno tuo figlio li guarda e tu stai li come un babbeo a rimirarli."

 

"Taci, donna, non sai cosa dici, queste sono serie di inimitabile bellezza, dovresti guardare meglio, sono la perfezione, alcune sono proprio stupende, hanno riprodotto i lineamenti così bene, da restare estasiati."

 

"Senti, coso! Tu sabato sera mi farai il santo piacere di alzare il tuo pesante culo da quella sedia e venire con me, mi sono spiegata?!!"

 

"Perché cosa c’è di speciale sabato, lo sai che a parte la collezione, il sabato non mi piace uscire, troppa confusione, troppi ragazzi ubriachi in strada, non potremmo fare un altro giorno a tua scelta cara? Non c’è problema!"

 

"Eh, no! Si deve uscire sabato, perché è una ricorrenza speciale e io ci tengo, almeno una volta l’anno vorrei trascorrere la serata lontano da casa, dalla cucina, da tutto, soli io e te. Penso che me lo merito no?! Con tutto quello che faccio per te e per tuo figlio. Non voglio sentire scuse, sabato sera si esce! Punto!"

 

"E che sarà mai, vogliamo andare a farci una pizza, d’accordo, ci può stare."

 

"Caro il mio maritino, non te la puoi cavare con la solita pizza sotto casa, no! Voglio una cenetta a lume di candela in riva al mare. Se la serata è buona potremmo essere fortunati e avere la luna di riflesso sulle onde. Prega perché non piova!! Comunque ci andremo lo stesso."

 

Lo sai che nei locali chic non mi trovo, non mi piace stare li impalato ad aspettare quel pinguino del maitre che viene a riempire il bicchiere, anche se hai appena preso un sorso. Poi, scusa cara, non hai detto, proprio ieri, che siamo in ristrettezze? Non ci sono soldi e vuoi andare fuori a sperperare una cifra per stare a lume di candela con me. Non trovi sia un po’, come posso dire, inopportuno? Se proprio vuoi fare una cenetta tete a tete la possiamo fare anche qui in terrazzo."

 

"Bravo merlo, di febbraio ci mettiamo fuori il terrazzo, ma ti ascolti quando parli? Magari poi a cena ci vieni col pigiama e le pantofole, addio romanticismo!! No è deciso, andiamo fuori!

Ora sbrigati che dobbiamo uscire, lascia tutto lì come sta, tanto nessuno ti tocca niente, le tue sorpresine le ritrovi quando torniamo."

 

"Accidenti a te a tua madre, sempre a rompere le scatole."

 

"Modera i termini se non vuoi che faccio piazza pulita su quel tavolo, muoviti pelandrone!!"

 

Venne il sabato e lui era ancora attaccato alla scrivania a sistemare la posta accumulata nei giorni precedenti. Erano arrivate molte buste, frutto di altrettanti scambi ed ora moriva dalla voglia di finire di sistemare, invece la moglie dalla camera da letto continuava a urlare “sbrigati se no facciamo tardi ho prenotato per le otto, dobbiamo ancora arrivarci!”

 

"Sono pronto, non urlare, aspetto solo te, sei tu che ci metti tempo per fare i restauri, fatica inutile, con tutti i trucchi che ti metti, il risultato non migliora molto. Sempre una befana sembri."

 

"Grazie, come al solito sei gentilissimo, anche stasera non puoi fare a meno di essere acido. Dico, ma ti sei visto allo specchio, sembri un ippopotamo travestito da elefante. Sono pronta possiamo andare, portati i soldi, non farmi fare la figura che poi non ci arrivi con il contante. Portane molti, ti serviranno!"

 

"Lo dicevo io che era una cosa dispendiosa, in tutto questo ancora non mi hai detto cosa dovremmo festeggiare. Mistero! La signora ama il giallo, mah, fai come ti pare tanto quando ti metti una cosa in testa nessuno ti può fermare."

 

"Testa di rapa, possibile che ancora non ci sei arrivato, cosa ci può essere di speciale in febbraio che va assolutamente festeggiato?"

 

"Non lo so, cara, e francamente non mi interessa nemmeno, so solo che stasera a festeggiare sarà il ristoratore, che incasserà una bella cifra per darci qualche piatto dove non ci sarà niente da mangiare, però si presenta benissimo!"

 

"Che uomo squallido che sei diventato, senza un briciolo di fantasia, di romanticismo, eppure prima, da giovani, eri sempre tu quello che voleva festeggiare la ricorrenza, non ti dimenticavi mai, nonostante a volte davvero non era il caso. Ora non ti conosco più, sei diventato cinico e senza cuore. Sei un vero orso selvatico! Lo sai che giorno è oggi? Il quattordici di febbraio, non ti dice niente questa data?"

 

"Aspetta fammi pensare, ah!  Ho capito,  ti riferisci a quella usanza di fare una specie di festa a base di cioccolatini e fiori. Una ricorrenza creata apposta dai commercianti per rinvigorire le proprie entrate.

La trovo ormai superata è dannosa, può andar bene per  i giovani fidanzatini che ancora credono nella forza dell’amore. Alla nostra età queste cose sono andate in pensione."

 

"Non ci posso credere, sei tu quello che parla? Che fine ha fatto il mio Giovanni, quello che mi copriva di regali, di mimose, di cioccolatini? Che fine ha fatto?"

 

"I tempi cambiano, mia cara sognatrice, l’amore giovanile è una cosa, la vecchiaia un'altra. Con questo non voglio dire che non ci amiamo più, il nostro è un rapporto ormai fatto di … comprensione e, soprattutto, di…. sopportazione!! Altro che cenetta a lume di candela. Vedrai, sarai proprio tu a trovare molti difetti stasera. Troverai, come al solito, da ridire su tutto, sul cibo, sulla confusione, sui prezzi, ci aspetta davvero una bella serata romantica.

Possiamo andare cara, se vuoi, sono pronto, mi sa che dovremo fare anche la fila per entrare. Ma noi ci amiamo lo stesso, vero amore ? Vieni, abbracciami, anzi, è meglio che mi dai la mano, non vorrei stancarti prima del tempo."

 

 

 

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Elba Book, la quarta edizione

3 Luglio 2018 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #case editrici

 

 

 

 

 

Dal 17 al 20 luglio, nel Comune di Rio, torna il festival isolano dedicato all’editoria indipendente con l’intento di rigenerare le prospettive dei lettori e superare i limiti della carta stampata.

  

Una piccola isola in mezzo al Tirreno può essere un porto sicuro per la letteratura italiana? La risposta è diventata un’affermazione. Elba Book, l’unico festival isolano dedicato all’editoria indipendente, annuncia la quarta edizione, da martedì 17 a venerdì 20 luglio. Non a caso, la manifestazione è cresciuta in un luogo geografico che vive di porti, che per tutto l’anno trae la sua linfa vitale dall’accoglienza e dall’apertura al resto del mondo. Elba Book è nato per includere e aiutare a comprendere la realtà grazie alla cultura, che connetterà ogni appuntamento in programma al tema del rinnovamento. Urbano, umano e sociale, la possibilità di interpretare ciò che è dato in maniera alternativa parte dalle risorse disponibili per ricollegarsi allo scorrere del tempo attraverso il coinvolgimento personale. Un percorso che comprenderà circa 30 editori distribuiti in tutto il centro storico di Rio nell’Elba, fra cui Sem, Neo, Exòrma, Edicola, Gallucci, L'orma e Odoya, e che non sarebbe stato possibile senza la lungimiranza del Consorzio Comieco. A corredo, una ricca proposta di iniziative collaterali: dalla mattina alla sera si susseguiranno laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto.

Il programma del 2018 inizia già dalla traversata: “Moby Book”, la partnership sviluppata con la compagnia di navigazione Moby Lines, porta sul ponte dei traghetti, a metà strada fra il blu del Tirreno e quello del cielo, autori, editori e associazioni ospiti del festival. Il senso del legame è un altro dei fil rouge della quattro giorniIl frutto della rete di storie e contatti si mostra in apertura, martedì 17alle 18, con la consegna dei premi “Città di Siena” e “Lorenzo Claris Appiani” per la traduzione, con il Consolato Cinese, l’Università per Stranieri di Siena e il sostegno di Locman Orologi, eccellenza dell’artigianato italiano. Dalla Terrazza del Barcocaio a strapiombo sul mare si passa in Piazza Matteotti, mercoledì 18, alle 21.30, quando Paola Farinetti e Luciano Minerva si racconteranno “Attorno a Gianmaria Testa”; mentre alle 22.15 seguirà la presentazione del nuovo album dei Donauwellenreiter, Play Gianmaria Testa (Aestate Records), in collaborazione con il Festival Intonazione. Giovedì 19, sempre nel “salotto buono” dell’isola, a segnare la maturità di ElbaBook sarà il dibattito tra i promotori di grandi e piccoli festival del libro; un’opportunità eccezionale di confronto su rapporti reciproci, direzioni convergenti e unicità delle proposte tra Giorgio Vasta (Book Pride), Oliviero Ponte di Pino (Book City), Giulia Alonzo (trovafestival.com), Maurizio Cristella (Fiera del Libro di Iglesias), Riccardo Cavallero e Annarita Briganti, giornalista e scrittrice. Alle 22.30, invece, i riflettori saranno solo per Giuseppe Cederna che, nel cuore del borgo, interpreterà Da questa parte del mare, un monologo teatrale dell’amico Testa. D’altronde, è la concentrazione nei dettagli a distinguere i brani del cantautore. L’equilibrio nella riduzione all’essenziale, così che ogni opera sia freccia, punta e impennaggio. In questo senso Testa, le associazioni e l’editoria indipendente interpretano le possibilità di espressione alla stessa maniera: mezzi spontanei con cui incastonare tutto ciò che serve e va trasmesso. È il coraggio di pubblicare, in ogni modo lo si intenda, ciò che di norma sta al margine dell’attenzione, la periferia del campo visivo: dalla poesia all’inchiesta, dalla malattia mentale al carcere. Come l’isola che eccede il confine naturale della terraferma ed è obbligata ad accogliere entro il suo bordo l’indispensabile.

Un filo di alterità conduce intatto alla tavola rotonda di venerdì 20, alle 18.30: “Ricominciare dalla fine” leggerà il carcere come piattaforma di rigenerazione dell’uomo e del territorio insieme a Paolo Maddonni, educatore del carcere di Porto Azzurro, Rosario Esposito La Rossa della libreria La Scugnizzeria di Scampia, Aldo Claris Appiani e alla docente Stefania Carnevale dell’Università di Ferrara. Infine, alle 22.30, l’istanza sociale risuonerà nel focus sul giornalismo d’inchiesta e sui suoi effetti, condotto da Sigfrido Ranucci Stefano Lamorgese di Report con Giovanni Tizian.

 

 

Per conoscere il programma completo dell’iniziativa e restare aggiornati sugli eventi collaterali si può fare riferimento al sito www.elbabookfestival.com oppure seguire la pagina Facebook: www.facebook.com/Elbabookfestival.

Elba Book, la quarta edizione
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Torta alle fragole

2 Luglio 2018 , Scritto da Lorenzo Barbieri Con tag #lorenzo barbieri, #racconto

 

                                                    

 

 

Finalmente ho la casa tutta per me. La moglie e la figlia se ne sono andate a fare shopping e, se le conosco bene, non torneranno a casa prima di sera.

Ragazzi, ci pensate, un intero pomeriggio in mutande davanti alla tv. La mia scorta di birra a portata di mano. Questo sì, realizza i sogni dell’uomo, ma con tanti canali, purtroppo, nemmeno una partita. Diavolo che iella nera, solo telenovelas e chiacchiere. Questo è il menù che la moglie vede tutti i pomeriggi, così impara cosa deve dirmi la sera quando rientro. Ho capito adesso da dove le tira fuori quelle sue strampalate teorie del cavolo. Mi domando perché questi programmi consigliano solo le donne su come trattare i mariti. Nessun canale fa l’opposto, come riuscire a sopportare le mogli.

Penso che dovrò scrivere una lettera a quelli della tv, voglio sentire cosa dicono di un programma serale di consigli per uomini sposati.

Strano, però, che l’arpia mi abbia lascito il pomeriggio libero non caricandomi di lavori da fare, è uscita di casa, con un sorriso falso che sapeva di inganno, chissà cosa sta tramando insieme a quella piccola vipera di Melissa, la figlia indolente, meglio non approfondire, rilassiamoci!

Sono solo alla seconda birra quando dall’esterno sento la porta del garage che si apre, oh Dio no! Sono già tornate? Non è possibile, ci deve essere sotto qualcosa, quelle due stanno giocando sporco, e chi sarà a pagare sarò certamente io. Devo andare a vestirmi, se mi vede in mutande magari gli vengono strani pensieri e, ora come ora, non sono in grado di esaudire nessun desiderio.

Faccio in tempo a dileguarmi che la porta si apre e una sorridente balena vestita di azzurro irrompe nella sala gridando come una oca a cui hanno pestato una zampa.

 

"Caro, dove sei tesoruccio? La mamma oggi è tornata presto sei contento?"

 

"Papino, eravamo sicure di trovarti davanti alla televisione e invece dove ti sei nascosto? Dai, esci fuori, dobbiamo farti vedere delle cose."

 

Dalla camera da letto dove mi sono rifugiato sento il loro gracchiare, mentre m'infilo un pigiama, voglio dare l’impressione di essermi alzato adesso. Meglio dormire che stare lì a bere birra. Mangio un paio di caramelle al volo. Le porto sempre con me proprio per queste occasioni. Non rispondo al loro richiamo.

 

"Caro, se non esci subito da dove ti sei nascosto, quando ti vedo ti rompo quel muso di scimmia che ti ritrovi … hai capito?!"

 

Ecco, questa è la vera moglie, quella di tutti i giorni, la rompiballe, il mio unico tesoro!

 

"Aspettami, cara, mi sto vestendo, mi ero appisolato un attimo sul letto sai sono stanco, io lavoro, io! Non vado in giro a spendere soldi che non si hanno da spendere."

 

"Non cominciare con questo strazio, sappi che tua moglie deve essere presentabile, non come te che sembri un maiale e puzzi come una capra. Qui sento odore di birra, e ci sono anche le macchie sulla poltrona, bugiardo di un fallito che non sei altro. Esci fuori che anche questa povera anima di tua figlia ti deve parlare, si è dannata l’anima per … per... Peccato che non posso dirtelo. Allora devo venire a prenderti?"

 

Rivolta verso la figlia le fa cenno di sedersi, mentre lei si toglie il  soprabito. Io le spio da dietro la porta. Quegli sguardi muti d’intesa la dicono lunga sulle loro intenzioni. M'aspetta una dura battaglia. Finalmente esco dalla camera e le corro incontro cercando di abbracciarla, ma la mia apertura alare non tiene conto delle sue dimensioni. Lei, in ogni caso, mi evita come un appestato. Si limita a uno sguardo indagatore alla ricerca della immancabile macchia di birra sul davanti.

 

"Eccolo finalmente il beone, il fannullone, il più pigro e apatico marito che esista sulla terra, ha un pomeriggio libero da poter dedicare ai tanti lavoretti da fare in casa e lui che combina... dorme! Almeno, è quello che vuole farmi credere! Sì... dormiva."

 

"Certo, cara, ero sul letto a riposare, una volta che mi capita ne approfitto. Tu piuttosto come mai sei rientrata così presto?

Di solito, quando uscite madre e figlia, fate notte. Fino a quando non consumate tutta la carta di credito. Tanto poi c’è il fesso che paga e che deve ammazzarsi di lavoro per ricaricare le vostre armi di distruzione, in attesa di un'altra giornata come questa. Allora, posso sapere perché sei qui adesso?

Melissa, ma lo senti, lo senti! Ha pure il coraggio di alzare la voce.  Questo individuo che non sa nemmeno che cosa ci sarà fra pochi giorni. Ascolta bene, essere inutile, sono tornata presto perché non tocca a me andare in giro, ma a te. Sei tu quello che deve darsi da fare. Il giorno più bello si sta avvicinando e tu invece di darti da fare, dormi. Vieni Melissa, andiamo via, non sopporto la vista di questo ammasso di lardo ambulante."

 

"Senti chi parla, prima ho provato ad abbracciarti, ma non avevo capito che per farlo non basta una apertura di ali, come un'aquila reale, ci vorrebbero le recinzioni."

 

"Con uno sbuffo da vecchia ciminiera si allontana seguita a ruota dalla mia ultimogenita, un affare lungo e magro che potrebbe fare la controfigura ad un cactus, con quei peli neri e ispidi che si ritrova sul viso.

Questa volta ho capito il messaggio, qualcosa d'importante si dovrà verificare fra qualche giorno, siamo in febbraio. Non è il compleanno di nessuno, né l’onomastico. Non è nemmeno l’anniversario di nozze; quello me lo ricordo, sono di Luglio. Come potrei dimenticare l'odissea di un giorno come quello con la temperatura a 38°, infilato in un abito scuro che attirava i raggi del sole come il miele le api. Diavolo! Cosa c’è in Febbraio a cui la balena tiene tanto, so che non me lo dirà mai, lo fa apposta, sa che io mi dimentico, poi me lo rinfaccerà per tutta la vita. Questa volta devo fare in modo da non lasciarmi fregare, devo sapere a tutti i costi che evento sta per accadere.  Sarà il caso che  veda sul calendario. Mi precipito in cucina dove c’è il calendario, vado, ma non lo trovo al suo posto. La perfida lo ha tolto per non farmi controllare, porcaccia miseria! Come faccio adesso, proverò al computer, arrivo nello studio e il pc è sparito. Diavolo di una megera, le pensa tutte, vuole costringermi a scoprirlo da solo, bene! Mi fermo alla scrivania e cerco in tutti i cassetti, un indizio, una traccia che mi dia qualche informazione utile.

Sto rovistando nei cassetti, quando arrivano le due con un sorriso strafottente e rimangono a guardare, mentre sono al lavoro.

 

"Hai perso qualcosa, caro?  Possiamo esserti utili?"

 

"Fai meno la spiritosa, cara, lo sai benissimo, visto che sei stata tu a far sparire tutto. Allora si può sapere cosa diavolo succede fra poco, come dici tu? Mi arrendo! Non lo so, non me lo ricordo, va bene, hai vinto tu, vuoi essere allora così gentile da dirlo?"

 

"Hai visto, figlia mia, bastano pochi anni di matrimonio e l’uomo dimentica ciò che prima era il primo a sapere. Da fidanzati sono tutti solerti e affabili, romantici. Dopo il sì, questo è il risultato, mi addita come l’esempio di un essere iniquo a cui non dare credito. Se non lo sai è inutile che te lo dico, non vale niente se non viene direttamente dal cuore. Porco!"

 

Se ne vanno sbattendo la porta ed io resto lì, inginocchiato davanti all’ultimo cassetto aperto.  Fatico ad alzarmi, nel farlo lo sguardo va alla parete dove una foto di altri tempi mi ritrae insieme alla moglie, altri tempi, altre taglie per tutti e due.  In quella foto sullo sfondo si vede della neve, ricordo quando la facemmo, il giorno di S. Valentino in gita sulla montagna.

Un lampo, veloce come un fulmine, il pensiero intuisce ciò che non riuscivo a capire. La festa di S. Valentino, il giorno degli innamorati. Ecco cosa erano tutti quegli sguardi,  quelle manovre. Nient'altro che subdoli tentativi per costringermi a ricordare da solo. Ci sono arrivato. La mia dolce metà, alla soglia dei 50 anni di matrimonio, purtroppo, pensa ancora come una  giovane ragazza, vuole il pensierino per S. Valentino.

Senza dire niente, con aria seccata vado a vestirmi, passo davanti alle due che fanno ancora le sostenute ed esco, dovrò comprare qualcosa per festeggiare. Ci sono! - esclamo dandomi una manata sulla fronte - Un’idea magnifica, prenderò una meravigliosa torta alle fragole con panna. Bianca e rossa, le fragole come cuoricini, bellissima idea! Conquisterò il suo cuore ancora una volta. Lo riconosco, sono troppo forte, troppo buono, so anche che lei è allergica alle fragole.

 

 

 

 

 

 

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