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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Decomposizione psichica

10 Ottobre 2017 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #poesia

 

 

 

 

 

 

Il destinorizzonte

 

 

Stracci di sonno coprono,

masticano il corpo della notte

diafano di tenerezza;

lo avvinghiano

sinuoso di buio

– flessuoso di membra stellate –

 

e lo attraversano d’amore.

 

Poi, fosforescente,

lo sguardo della nebbia,

scosso di stanchezza,

si espande lento nel cuore

come un gas di desideri

volatilizzati.

 

Mentre il mio destino,

guantato dalla notte,

scende nei sobborghi dell’anima:

strade oscure di pensiero

e siepi d’amore

s’intersecano nel mio nome.

Il destinorizzonte

s’attorciglia

a questa landa di tempo.

 

«Chi» – si domanda –

«striscerà nella roccia del canto

la gioia, turgida

come i seni di un fiore incantato?».

 

 

 

Danzai

 

 

Danzai nelle viscere di un sentimento

                    all’ombra de’ tuoi occhi.

 

Poi l’amore s’irradiò in rivoli di tempo.

 

«Che sia la vita!», urlava il nostro dio

                           (o soltanto noi).

 

Ma si sbagliò (o soltanto noi sbagliammo

                      perché non c’era

                                  null’altro da fare) e

 

fu il tempo

                 (o continuò… )

 

 

 

Parole dal silenzio

 

 

Ricorda il mistero

che fioriva in un sospiro,

dove la morte ha tessuto il nido

come una spiaggia

di parole taciute;

come un barbaglio di sogni trasparenti,

orchestra di anime perdute.

 

 

 

 

Il mondo analizzato

 

 

Desideri esplosi nel cielo

mimano le stelle.

 

Regni abissali di morte,

fiorita nel respiro di Dio.

 

Leggende di anime affogate nel buio

sotto la volta di sentimenti castrati.

 

Malinconia: il pensiero animato di sole

rattrappito

nel sonno di una dolce tristezza.

 

E la morte vive all’inchinarsi del tempo

all’imbrunire della voce

in questa via del pensiero

ghiaiosa d’amore.

 

E gli uomini

(sogno di Dio, ossessione della morte)

spengono una scintilla

umida di storia;

ascoltano un nome

raggiato di follia.

 

 

 

In incognito

 

 

Dormo in incognito

per non farmi riconoscere dagli incubi.

 

Scavano per l’aria come talpe;

hanno un paio d’occhi

larghi e fotofobici.

 

Sul comodino

il lume acceso mi nasconde.

 

 

 

Decomposizione psichica

 

 

Musica come bava alla bocca:

e il cielo si gonfia tra le urla dei pazzi,

il loro sguardo è vento

che si perde nel labirinto di stelle.

 

Ogni parola è una stella

che splende di saliva: e cieli agitati

innevati di stupore

tramontano lontani,

evocati dalla morte.

 

Il mio cielo

è questo mio cervello

pieno di tralicci spezzati

e di barriere sventrate

e d’acque ferite

e di binari sradicati

che si mordono col ferro.

Dentro le vene,

aggrovigliate come un gomitolo

di dolore,

il sangue è un fiume abbandonato

terso di rumori prosciugati.

 

La morte è silenzio

stonato.

 

 

La fuga mancata

 

 

La voce trasuda parole d’accento piagato

ma è tiepido il grido del tuo respiro,

le piaghe troppo soffocanti

perché tu abbia il fiato d’urlare.

 

Morire da te

è una fuga troppo leggera

per avere il sollievo.

Così

un pantano di figure

nel cuore

e il giorno s’increspa

a raccogliere il tuo soffio.

 

 

 

Nausea

 

 

Morbido silenzio, soffice

come una preghiera del sonno.

Il buio che adora fruscii e parole:

il buio, affannato dal mio respiro,

può solo accarezzare la

nausea di questa vita.

 

Nel giorno,

sputo della notte,

fiori freddi

come steli di pioggia.

Un’orma di luce

imbavaglia lo spazio.

 

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Alain Deneault, "La mediocrazia"

9 Ottobre 2017 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni, #saggi

 

 

 

La mediocrazia

Alain Deneault

Neri Pozza, 2017

 

Un filosofo canadese espone, attraverso una serie di articoli precedentemente pubblicati su riviste e riuniti in questo saggio, la sue teoria di come i “mediocri” abbiano silenziosamente ma indubitabilmente preso il potere nel mondo cosiddetto civilizzato nell’ultimo secolo. I mediocri, beninteso, non sono coloro che stiracchiavano la sufficienza a scuola, sono invece coloro che mirano ad avere una società letteralmente “piallata” nelle esigenze e nelle competenze, in cui la cosiddetta gaussiana sia ridotta ad una curva a spillo in cui tutti ci ammassiamo volenti o nolenti. Burattini, fatti in serie, programmati, annullamento delle peculiarità, dei desideri, delle idiosincrasie o delle attitudini personali: questo richiede oggi il mondo, sia dello studio universitario, sia del lavoro. E per ottenerlo occorre ovviamente una collaborazione della politica che, osservando soprattutto i recenti risultati delle votazioni in tutto il globo, non ci offre un panorama confortante in merito a coloro che decidono per noi. Non siamo più persone, bensì’ “massa”, una specie di blob informe che deve adattarsi al recipiente in cui viene stipato. Essendo il libro una raccolta di articoli, ognuno potrà trovare il campo in cui ha potuto sperimentare la mediocrazia sulla propria pelle: chi ha cercato recentemente di inserirsi nel mondo del lavoro si sarà reso conto che anche ad un misero impiegato del catasto viene chiesta “alta competitività” (ma per cosa?), “capacità di lavorare in squadra” (fortuna che lo chiedono, sia mai che il chirurgo decida di iniziare l’intervento prima che arrivi l’anestesista), “ottime capacità relazionali” (anche qui, che ti aspettavi? Che sfanculassi tutti i clienti?). Se sei onesto, cooperativo in senso umano oltre che produttivo (e chi ha lavorato in ambienti numerosi sa quanto la competitività stronchi il lavoro rendendo l’ufficio un inferno) non gliene può fregare di meno a nessuno. E fino a qui credo che molti possano trovarsi d’accordo, non sono nemmeno novità, vengono solamente evidenziate molto bene. Purtroppo il saggio di Denault qui raggiunge il suo apice e anche la sua morte perché la sua “analisi”, basata fondamentalmente su fatti politici e di cronaca canadesi e francesi e quindi relativamente poco conosciuti, si arena mostrando tre fondamentali e macroscopici difetti.

1 Critica ferocemente il ‘900 in quanto secolo che ha permesso ai mediocri di prendere il potere, ma non solo non spiega bene “come” ma sembra dimenticarsi che quello stesso secolo è stato il calderone da cui sono scaturiti le più importanti conquiste sociali per l’uomo: suffragio universale, diritto di uguaglianza tra sessi e etnie. Non mi pare poco.

2 Le motivazioni di Denault, consapevolmente o meno, scorrono sul filo del complottismo: BigPharma, poteri forti nell’ombra, Premier “spinti” da oscure entità finanziarie e bancarie. Una mente un po’ troppo fervida potrebbe interpretare in maniera disastrosa certe affermazioni, senza porsi i dubbi del caso.

3 Quali soluzioni allo sfascio imminente? E non è una domanda retorica, chiedo perché Denault si dimentica proprio di proporne, eccetto un generico “sta al singolo opporsi al sistema”. Ah beh. Se poi il singolo soccombe e resta magari senza lavoro per essersi opposto pazienza, sarà una vittima sacrificabile. Un po’ “mediocre come ragionamento”

In definitiva un’idea interessante che arranca sia per la struttura stessa del libro, slegata e frammentaria, con troppi riferimenti ad una politica nazionale (quella canadese), sia per i motivi sopraelencati. Aggiungo che per un cittadino italiano medio è francamente incomprensibile come uno dei Paesi più vivibili al mondo quale è il Canada possa essere descritto come mediocre, noioso o asservito a delle logiche economiche o politiche al limite della sopportazione. Sarà pur vero, ma per sicurezza inviterei Monsieur Denault a vivere un anno in Italia, magari il prossimo libro sarà “La Pessimocrazia”.

 

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Morte antologica permanente

8 Ottobre 2017 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #poesia

 

 

 

 
 
Trattatello

 

 

PREFAZIONE:

le parole seguenti

sono un fango di cellule nervose,

tenute insieme dal silenzio.

 

Il silenzio è un’isteria di solitudine

che genera e accumula:

prodotti temporali,

energie cinetiche,

reazioni di gesti a catena.

I sogni, inseriti nella rassegnazione

come in un programma di noia pianificata,

sono gli arti di questo silenzio;

o, se preferiamo,

gli organuli ciechi del silenzio

che lavorano a tastoni

dentro il suo liquido citoplasmico.

Il silenzio può anche essere

la cellula monocorde

di un sentimento spaventato,

di un amore rappreso,

di un guanto scucito:

in tal caso

trasforma la solitudine

nella raggiera cerimoniosa

d’una nausea che procede,

maestosa,

con moto uniformemente accelerato.

(Si registra un’accelerazione a sbalzi

solo quando

un’effervescente disperazione

s’intromette con scatti sismici

a deviare il corso

dell’accelerazione stessa).

Per concludere,

l’evoluzione della nausea

può secernere un vuoto,

avente più o meno

le caratteristiche della morte;

o germogliare per gemmazione

quella strana forma di vita

identificata col nome di indifferenza,

la quale risulta essere (da approfondite supposizioni)

il chiasmo di paura e odio.

 

POSTFAZIONE:

le parole precedenti

sono un fango di cellule nervose,

tenute insieme dal silenzio.

Ogni allusione

a sentimenti e/o fatti reali

è voluta

silenziosamente.

 

 

 

Pensieri terra terra

 

 

Mi rovino l’appetito,

prima di far cena,

mangiando fette di pandoro.

 

Che pensieri terra terra

vengono in mente

mandando giù bocconi

pastosi di burro:

pensieri... stomaco stomaco.

Tipo: «Sono stracco di vivere

a mia rovina;

sono stracco di vivere

alle mie spalle».

 

La gente rimane sbalordita al sentire le mie risposte così lapidarie (quindi troppo categoriche). Ma io per nessuno provo cattiveria: perché la mia rabbia è confusione.

Insomma è un malessere transitorio che bisogna pur soffrire passando, tutto d’improvviso, dalla gioia al dolore. È un po’ come il malore successo a quelli che han volato da un fuso orario all’altro. Poi, quando la rabbia finisce, il mio pessimismo è solo rassegnazione.

 

III

Se vedo, però, intorno a me

sorrisi di compassione

per l’enorme sfiducia

che mi affligge il cuore,

mi rincacchio con passione

e, senza nemmen finire

di rovinarmi l’appetito,

corro a letto immusonito

saltando l’antipasto

(e figurati la cena!).

 

«Ah, sono stracco di vivere

a mia rovina;

sono stracco di vivere

alle mie spalle».

 

 

 

Pomeriggio sfaticato

 

 

A casa,

nel disordine alchimistico

delle ore scapestrate,

sfoglio un libro

foruncoloso di parole.

 

Allora esco

e vado a guardare i miei passi

che vorrebbero tanto

(come mille moschettieri)

essere uno

per ogni raggio di sole.

«Miao», fa il micio.

«Vruum», risponde l’automobile.

«Boh!», commento io. E torno a casa

galleggiando su questi passi

che ormai hanno capito

di essere ben pochi:

«Vorremmo tanto» – pensano –

«che i raggi di sole

(come tre moschettieri)

fossero uno

per ognuno di noi».

 

A casa,

nel disordine alchimistico

delle ore scapestrate,

mi ritrovo a fare

la critica letteraria

di uno starnuto

o della mia

scarpa sinistra.

 

 

 

Il traviato

 

 

Nel vero senso del cimitero

e di un riposo ossessivo

non sa più divincolarsi

dalle materie (o macerie) di studio

che pian piano disimpara con pigrizia

nella vecchi’aia del suo podere.

 

Traviato da un senso malinteso d’allattamento,

al contrario dei fratelli

partiti allo sbaraglio

(coraggiosi inermi in armi),

lui cerca rifugio

nella casa di famiglia:

la masseria

prensile e sterrata.

 

 

Morte antologica permanente

 

 

Siccome la vita

ci rovina la vita

(sempre!),

a giugno ho visitato

(un po’ turista, un po’ becchino

e un po’ parente sconsolato)

l’interessante morte

antologica permanente

delle mie speranze

migliori:

quanti sogni falliti

imbalsamati in bella mostra!

 

Li guardavo e piangevo

desolato nero,

dannandomi frenetico

la salute.

 

E adesso è soltanto

stanchezza rabbiosa

resistere ogni giorno

al ripetersi ingombrante del respiro

 

e della luce.

 

 

 

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Hector German Oesterheld e Francisco Solano, "L'eternauta" e "L'eternauta il ritorno"

7 Ottobre 2017 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni, #vignette e illustrazioni

 

 

 

 

L'eternauta e L'eternauta il ritorno

Hector German Oesterhel e Francisco Solano Lopez

Edizione originale 1957-59

 

Settima rilettura per il primo da 12 anni a questa parte e prima del sequel. L'Eternauta è un capolavoro e non del fumetto, ma della Letteratura mondiale. Attraverso una storia che solo superficialmente può essere incasellata nella fantascienza, narra un futuro distopico per il 1957 (anno dell'inizio della pubblicazione a puntate) ma che sarebbe divenuto realtà il 24 marzo 1976 con l'inizio della sanguinosa dittatura Argentina e che l'anno successivo vide il nome di Oesterheld tra quelli dei desaparecidos e quelli di quasi tutta la sua famiglia, figlie e nipoti compresi, nel lungo elenco dei morti assassinati dal regime o dei minori sottratti alle famiglie e affidati altrove. L'Eternauta compare una sera di agosto sulla sedia dello studio di Oesterheld, ritratto ma mai chiamato col suo nome, e narra gli eventi che, nel 1963, anno ancora a venire, ha già vissuto. Un'invasione aliena, cominciata con una neve letale al solo tocco che ha devastato Buenos Aires, costringe lui e i suoi amici da una vita ad unirsi alle milizie per combattere gli spietati invasori, i "loro". In realtà "loro" vengono sempre e solo nominati ma mai graficamente rappresentati: chi distrugge, uccide e organizza la guerriglia sono i "mano" (kor nell'altra traduzione) che comandano a distanza i giganteschi gurbos e i famelici cascarudos. I mano, popolo amante della bellezza, sono stati sottomessi dai Loro che ne hanno distrutto il pianeta e si definiscono gli schiavi peggiori perché dominati dalla paura, la quale può ucciderli nel momento in cui tentano di ribellarsi ai loro dominatori. I protagonisti incontrano nemici e avventure di ogni tipo, la grandezza della storia risiede proprio nell'incrollabile speranza che resta sempre accesa nei loro cuori nonostante ogni azione degli umani si riveli un fallimento, speranza che consente loro di perseverare e combattere per la salvezza umana. Metafora di una situazione politica tesa che portava già ai tempi della scrittura del fumetto i semi velenosi che sarebbero germogliati 15 anni più tardi, eppure dopo 60 anni l'Eternauta ancora stupisce per come ha "predetto" non solo il golpe, non solo il raccapricciante metodo di rastrellamento delle persone negli stadi, ma anche per come ha colto una certa involuzione dell'umanità che oggi vediamo chiaramente, fatta di manipolazione da parte dei mass-media, scarsa cooperazione tra esseri umani (concetto poi ripreso mirabilmente da Watchmen) per il mantenimento di un buon livello di vita per tutti e della conservazione del pianeta, diffidenza tra gli oppressi, entità che tendono a controllarci e annientarci nell'oscurità tramite loro emanazioni. Grande delusione invece per il secondo capitolo che perde quasi tutto il fascino della storia originale, trasformata a mio parere in un vero fumettone di avventura con non poche incongruenze, salti logici e una durezza e amoralita del protagonista che francamente stride con il capitolo precedente.

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Delusione

6 Ottobre 2017 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #poesia

 

 

 

 

 

DELUSIONE

 

 

 

Delusione

 

 

La bravura simbiotica delle rime a incastro.

 

Il sogno è un conservante,

l’additivo artistico

per rimodernare

ambizioni letterarie,

o speranze, sopite ad honorem.

 

Comunque il sole

non è bello come prima.

Adesso mi pare una vecchia fotografia.

Il particolare, anzi,

di una vecchia fotografia

... ritagliato via

dall’alone di un sorriso.

 

 

 

Pirandelliana

 

 

Vecchio! La vita?

Ti piaceva…

«Sissì… Beh

in fondo vivevo

solo per ricordare me stesso:

per non avere rimpianti

o rimorsi».

E la seguivi, allora.

La seguivi!

«Sissì…

Magari non per nobiltà

o entusiasmo

o speranza. Nonnò…

 

Per una ragione, invece,

molto più romantica:

perché non mi scacciava…

 

Ma sì! Poi l’eco di uno sguardo,

l’eco di uno sguardo

s’infrange nel cuore:

e tutto quello che resta da vedere

è il desiderio di guardare».

 

 

Il nulla

 

 

I miei sogni leggeri, scanalati

fra ombre creole di tenera luce

e foglie di facciata

(ovvero blande

come ballerine

morse dal vento).

 

E quando l’incubo arriva

il nulla esce dal suo fuori

per annuire agli occhi del presente;

«io sono» – dice –

«un barbaglio di notti camuse

e la pioggia di quel che verrà:

del futuro mi rivelo

l’unica, insomma,

l(’)abile traccia!».

 

 

 

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IL FUMETTO ASIATICO PROTAGONISTA A ROMICS CON MANGASIA E BUMBARDAI

5 Ottobre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi, #vignette e illustrazioni

 

 

 

 

Bumbardai, la serie a fumetti che arriva dalla Mongolia:

anteprima in esclusiva per l’Occidente a Romics

 

Il fumetto asiatico sarà protagonista della XXIIesima edizione di Romics grazie alla collaborazione con “Mangasia: Wonderlands of Asian Comics”, la prestigiosa mostra in programma al Palazzo delle Esposizioni di Roma e ad un incontro d’eccezione durante il festival sabato 7 ottobre alle 12 al padiglione 9 Arena Comics Meeting & Lab.

Ad animare il panel Mangasia, tutto il fascino del fumetto orientale saranno Paul Gravett, curatore della mostra, i due critici di fama internazionale Nicolas Finet e John A. Lent, l’autore di “Bumbardai” (Nomadic Comics) Erdenebayar Nambaral, il CEO di Showa Holdings Co. Tatsuya Konoshita e Dan Erdenebal, executive producer di Bumbardai Project.

Nambaral Erdenebayar è l’autore di “Bumbardai”, serie culto vincitrice nel 2015 dell’ottava edizione del Manga Award. Romics è il primo festival del mondo occidentale (compresi Europa e Stati Uniti) a presentare il progetto, che avrà uno sviluppo multimediale davvero importante nei prossimi anni: serie in animazione, video game, gadgettistica, parco a tema. Pubblicata in Mongolia a partire dal 2013, “Bumbardai” vuole raccontare la tradizionale cultura nomade alle generazioni future. È una storia sul legame tra una madre e un figlio, sulla vita tradizionale mongola e il suo rapporto con Madre Natura.

Nato nel 1984 nella provincia mongola di Orkhon, Erdenebayar ha cominciato a disegnare nel 2004 per debuttare nel 2005 come artista del fumetto con 300 Taichud. Nel 2011 “Bongo” è stata la sua prima opera di grande successo diventando popolare presso il pubblico mongolo.

Ad accompagnare Nambaral, Tatsuya Konoshita che sta promuovendo il fumetto Bumbardai nel mercato internazionale e Dan Erdenebal, produttore esecutivo del progetto.

Protagonisti dell’incontro saranno anche due critici importanti come Nicolas Finet, scrittore francese, editore, filmaker di documentari e John A. Lent, autore di oltre 80 libri tra i quali “Asian Comics” e “Comics Art in China” e fondatore dell’International Journal of Comic.

Importante il contributo di Paul Gravett, giornalista e curatore di mostre, esperto di fumetti a livello internazionale. Dal 2003 dirige il festival londinese Comica.

 

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ShowRUM Italian Rum Festival

4 Ottobre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #eventi

 

 

 
 
 
 
Si tiene a Romadomenica 8 e lunedì 9 ottobre 2017, presso il Centro Congressi dell’A.Roma - Lifestyle Hotel & Conference Center (via Giorgio Zoega, 59) la quinta edizione di ShowRUM - Italian Rum Festivaluno dei più importanti eventi al mondo e primo in Italia dedicato al Rum e alla Cachaca. La rassegna, promossa da Isla de Rum in collaborazione con SDI Groupè diretta da Leonardo Pinto, riconosciuto a livello mondiale come uno dei migliori esperti di rum in Europa, trainer, consulente per le aziende e dal 2014 membro della giuria dei World's 50 Best Bars. Il programma completo, la lista espositori e brand presenti al festival al link www.showrum.it 
Ottomila partecipanti, 50 Paesi coinvolti, 400 etichette e 7mila litri di rum versati: questi alcuni dei numeri del successo del festival che quest'anno presenta oltre 70 stand rendendo ShowRUM sempre più un punto di riferimento per il settore e il miglior trampolino di lancio per il mercato italiano. Novità del festival, la consegna a due 'promesse' del settore, di un riconoscimento dedicato a Silvano Samaroli, 'Signore degli Spiriti', storico imbottigliatore di rum e whisky, scomparso nel febbraio 2017 e membro storico della giuria della STC - ShowRUM Tasting Competition.

L’ampia area espositiva di ShowRUM sarà suddivisa in quattro macro-aree: rum tradizionali, rhum agricole, cachaca e imbottigliatori indipendenti, che permetteranno ai visitatori di rendere la giornata non solo un momento di degustazione di altissima qualità, ma anche di informazione e conoscenza. Alla cachaca brasiliana sono quest'anno dedicate numerose iniziative, da uno spazio ad hoc all'interno della manifestazione, alla miscelazione da parte dei barman presenti all'evento con drink a base del distillato brasiliano, ai 6 brand presenti nello spazio espositivo, alla serata interamente focalizzata sulla miscelazione della cachaca della Cocktail Week che precede il festival.

Tra gli eventi dello ShowRUM 2017, la STC - ShowRUM Tasting Competitionunica Blind Tasting Competition italiana dedicata a Rum e Cachaca, nella quale i due distillati vengono divisi per anni di invecchiamento e per alambicchi di provenienza, oltre che per tipologia di materia prima. Unica al mondo, inoltre, a premiare, grazie a una giuria di esperti nazionali e internazionali solo il best in class per ogni categoria. Tra i premi, quello dedicato al Best Packaging, il cui vincitore riceverà un'opera realizzata live dall'artista Giulia Gensini. Saranno quindi protagoniste le degustazioni guidate delle più grandi etichette presenti sul mercato italiano e internazionale, alla presenza di master distiller, esperti, distributori e brand ambassador che permetteranno ai visitatori di compiere un affascinante viaggio nel variegato mondo del rum. Quindi, cocktails preparati da barman professionisti, ma anche i sigari, le masterclass e i seminari con i maggiori esperti mondiali del settore. Il programma di domenica 8 ottobre prevede la partecipazione gratuita ai seminari a cura di etichette quali DonQ Rum, Ron Abuelo, Doorly's Rum, Avua Cachaca, Mezan Rum e Damoiseau Rhum.

Dai bartender ai grandi buyer, passando per i Market Influencer, gli importatori, i distributori, la stampa e i blogger, oltre agli appassionati e ai neofiti del rum animeranno la rassegna che prevede il tradizionale Trade Daylunedì 9 ottobre, giornata interamente dedicata agli operatori e professionisti del settore, focalizzata sulla formazione professionale, ricca di appuntamenti e seminari con ospiti d'eccezione. La giornata si svolgerà con seminari dedicati al Mixing rum e all'Understanding Rum, con Ian Burrell che presenta "Contemporary Tiki", Flavio Angiolillo che discuterà dell'"Influenza italiana nel mondo del rum". Il bar manager Paolo Sanna tratterà l'argomento del “Risparmio al bar”, toccando anche la questione delle tecniche di conservazione. Quindi le "Tecniche di miscelazione Tiki”, con Gianni Zottola. Marco Graziano presenta "Caribbean Ways", quindi Fabio Bacchi si concentrerà su "Food and Rum matching focus". Il direttore artistico del festival, Leonardo Pinto, presenterà quindi "La cachaca, spirito brasiliano" e in chiusura Richard Seale delizierà I palati con il seminario "Rum".

La settimana di ShowRUM sarà accompagnata dalla ShowRUM Cocktail Week, un evento che dal 5 al 9 ottobre coinvolge alcuni dei migliori cocktail bar d'Italia, in una settimana di degustazioni di cocktail a base rum, cinque giorni dedicati a Ron Diplomatico, Ron Abuelo, Appleton, DonQ e cachaca, organizzata in collaborazione con la Guida ai Cocktail bar d’Italia di BlueBlazeR, app scaricabile gratuitamente al link www.blueblazer.it/app

 

 

 
"Siamo giunti - dichiara Leonardo Pinto, fondatore e direttore di ShowRUM - al quinto anno di una manifestazione che ha saputo crescere e farsi largo, a livello mondiale, come uno degli eventi di riferimento del settore. Siamo fieri, ma di certo non vogliamo accontentarci ed è per questo che ogni anno cerchiamo di migliorarci, dando attenzione maggiore ad alcuni aspetti del festival e inserendo novità che valorizzino l'intero mercato del rum in Italia. Il fatto che sempre più brand decidano di esporre i propri prodotti a ShowRUM e che sempre più professionisti e appassionati affollino la location nella due giorni dell'evento, significa che stiamo percorrendo la strada giusta e questo ci infonde entusiasmo e voglia di fare sempre meglio”. 
 
ShowRUM 2017 è organizzato da ShowRUM srl e Isla de Rum in collaborazione con SDI Group e si avvale della sponsorship di Aqualife, Green Engineering, Vetroelite, Lumian Bar Tools, Mercury Events e Three Cents e della partnership di Amazon Cigars&Tobacco, Maka Tiki Project, BlueBlazer, Now Notonlywebsites e dell'Ambasciata del Brasile in Italia. 

 

 

Per maggiori informazioni

 

info@showrum.it
ShowRUM Italian Rum FestivalShowRUM Italian Rum Festival
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Radioblog: Riccardo Bruni

3 Ottobre 2017 , Scritto da Chiara Pugliese Con tag #chiara pugliese, #radioblog, #interviste, #eva pratesi, #vignette e illustrazioni

 

 

 
Pensate sia possibile partire dal self publishing ed arrivare al Premio Strega? La risposta è SI  e può testimoniarlo Riccardo Bruni, nostro ospite a Radioblog.
Con Riccardo parleremo di come è nata la sua passione per la scrittura e di come sia riuscito a trasformarla in un mestiere, fino ad approdare al prestigioso premio letterario italiano.
Ma parleremo anche delle sue letture e del laboratorio di scrittura creativa che si terrà presso l'Accademia del Fumetto in cui rivestirà il ruolo di docente.
Al termine della nostra chiacchierata potrete ascoltare l'incipit del suo nuovo libro "La stagione del biancospino" edito da "Amazon Publishing".
Anche oggi un'illustrazione di Eva Pratesi allieterà ed accompagnerà  l'ascolto di questa intervista.
Come sempre vi auguro, buon ascolto!!
 
Musica:  www.bensound.com
Sito web di Eva Pratesi:  www.geographicnovel.com
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Qualche indizio di materia

2 Ottobre 2017 , Scritto da Pietro Pancamo Con tag #pietro pancamo, #poesia

 

 

 

 

 

Aeroplano

 

 

Se tento

di raggiungere il cielo

la distanza rimane invariata.

M’avvicino

soltanto alle nubi.

 

 

 

 

Filosofia

 

 

Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio

che smette, ogni tanto,

di pronunciare il vuoto.

 

Allora qualche indizio di materia

deforma l’aria,

descrivendo le pause del nulla

prima che il silenzio

si richiuda.

(Le mani s’infrangono

contro un gesto incompiuto)

 

 

 

 

Passi

 

 

Gesti sinuosi

a intrecciare

il corpo di un uomo

 

mentre

 

danze attutite

risalgono il tempo

sfiorando i minuti

con un frullo di passi.

 

 

 

 

Frammento

 

 

A tratti nel buio

la filigrana di stelle

configura

la mia rabbia pensosa:

amore o incertezza, incertezza e amore.

 

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Don Robertson, "L'uomo autentico"

1 Ottobre 2017 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

L'uomo autentico

Don Robertson

Nutrimenti, 2016

 

 

Più che dalle parti della periferia americana qui siamo ai confini dell'umanitá come coordinate. Tutti abbiamo presenti quelle dolci vecchine con la crocchia grigio-violetta e le rosee gote che trascorrono interi pomeriggi a sfornare crostate ai mirtilli e gli anziani che a tutto possono rinunciare fuorché alla salutare corsetta mattutina per tenersi in forma. In questo libro però non ci sono. I protagonisti sono tutti vecchi ma discretamente decrepiti, pieni di acciacchi i cui sintomi vengono descritti in tutta la loro miseria. Inoltre fanno un sacco di sesso, cosa che destabilizza non poco la visione edulcorata e patinata della terza età di cui noi ingenui occidentali ci facciamo spesso latori, visione secondo cui anziani e bimbi sono come gli angeli. In questo romanzo i vecchi non fanno manco sesso bensì scopano, chiavano, fottono, magari con cinquantenni discinte che si fanno fare sveltine in un vano lavanderia, o si fanno masturbare da ottuagenarie amanti dei film porno. È già abbastanza nauseante, sì? Allora non proseguite. Perché il fulcro della storia è Hermann, settantenne con la prostata a pezzi, che attende che sua moglie Edna,  ridotta ad un cranio a palla di biliardo con le vene in evidenza, si faccia portare via dal cancro o dalla chemio, purché la sua agonia cessi. Prima che ciò accada la donna gli svela un segreto: Billy, l'unico figlio che hanno avuto, morto adolescente dopo anni di stenti causati dalla meningite spinale, non era suo figlio biologico. Mentre lui tradiva la moglie, nel rispetto dello stereotipo del camionista, con chiunque, lei lo ha fatto solo con un altro uomo, partorendo poi il frutto dell'atto immorale. Quando la moglie spira, Hermann si rende conto che della sua vita prossima alla fine gli resta solo un pugno di giorni di cui non sa nemmeno bene cosa fare. Tutto ciò che ricorda, per cui ha vissuto, pianto o gioito erano menzogne o illusioni. Ripercorrendo la propria vita con i ricordi si rende conto della sua totale insensatezza. Ma ha un'illuminazione: non è la vita ad essere priva di senso, siamo noi che non abbiamo il libro delle istruzioni. Decide quindi di scriverlo lui, usando il piombo al posto dell'inchiostro e la pelle umana al posto della carta. Si spalancano quindi le ultime inattese 30 pagine che fanno capire al lettore perché questo scrittore sia tanto amato da King che lo ritiene il migliore in assoluto. Prosa scarna, linguaggio infarcito di volgarità e similitudini scatologiche rendono questo romanzo non adatto a tutti, soprattutto per l'inevitabile senso di vuoto e inutilità che si percepiscono lungo l'intera narrazione. Si può non condividere il punto di vista ma occorre arrendersi alla verosimiglianza della storia.

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