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Angelica Palli

16 Marzo 2013 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #saggi, #personaggi da conoscere

Anghelikì Pallis (1798 - 1875), figlia del console, nonché direttore della scuola greca, di Livorno, nasce da genitori entrambi ellenici. Studia col maestro de Coureil (di origine francese ma morto a Livorno). Eredita dal padre l'amore per la letteratura e per i classici e comincia a versificare fin dall'adolescenza. Scrive poesie, novelle, tragedie, romanzi. Il suo "Tieste", del 1814, si merita le lodi del Monti. Nel 1919 diviene membro dell'Accademia Labronica, col nome di Zelmira. I suoi interessi, oltre che artistici, sono politici e sociali. È un'attiva sostenitrice degli ideali e delle lotte risorgimentali, si dedica alla causa del popolo greco contro gli ottomani (la stessa per la quale muore Byron). L'unica donna a essere ammessa al gabinetto Vieusseux - il circolo fondato a Firenze che, oltre a fungere da emeroteca e biblioteca circolante, serve anche a mettere in contatto fra loro gli intellettuali della futura Italia unita - le viene proposta una collaborazione ma rifiuta non sentendosi all'altezza del compito. Il sito angelicapalli.blogspot.com è una preziosa fonte d'informazione per conoscere la vita privata della scrittrice livornese. Vi si narra che, nel 1970, nella soffitta di una casa di campagna della valle Benedetta, è stata ritrovata una cassa contenente lettere di Angelica al padre. Siamo nel 1830, Angelica ha trentuno anni, un viso di una bellezza classica e pulita. Conosce il diciannovenne Giovan Paolo Bartolomei, nobile di origine corsa e patriota, e se ne innamora. Lui è cattolico, lei ortodossa, lui un ragazzo, lei una donna fatta. La famiglia di lui osteggia il rapporto. I due fuggono, aiutati dal fratello di Angelica, Michele, con l'intenzione di chiedere la dispensa papale per sposarsi. Ripiegano poi su Corfù, dove si uniscono in matrimonio con rito ortodosso. L'anno successivo Angelica scrive accorate lettere al padre, implorando il suo perdono, spiegandogli che ha ricevuto tanto ma ha anche sofferto. Sono, appunto, le lettere ritrovate nella cassa. Dal matrimonio nasce un figlio, Lucianino, e i tre fanno finalmente ritorno a Livorno. Palazzo Palli - Bartolomei, sugli scali del Pesce in Venezia, diventa il principale salotto mazziniano, tra il 20 e il 40, frequentato da Lamartine, Champollion, Niccolini,Guerrazzi, Bini e Manzoni. Quest'ultimo immortala Angelica in un'ode scritta per lei, dove la definisce "Prole eletta dal Ciel, Saffo novella". In questo periodo l'attività politica della Palli s'intensifica, ella collabora a riviste e giornali, scrive poesie e novelle di argomento civile e nel 47 si occupa dell'organizzazione dei volontari toscani. Il marito e il figlio adolescente partono insieme con un gruppo di patrioti livornesi per combattere a Milano durante i moti del 48 e Angelica li raggiunge per poi tornare a Livorno nel 49. Durante i mesi autunnali, per alcuni anni soggiorna a Fauglia, in corso della Repubblica 47 (dove una lapide la ricorda). Qui scrive il famoso "Discorsi di una donna alle giovan maritate del suo paese", in cui rivaluta in senso femminista il ruolo della donna nella società. Scrive anche "Cenni sopra Livorno e i suoi contorni", dove mostra di apprezzare lo spirito battagliero delle donne labroniche, descrivendole come buone, generose ma irrispettose e irriverenti. A questo testo fa riferimento anche Pietro Vigo nelle sue ricerche storiche. Nel 53 rimane vedova e si trasferisce a Torino ma muore poi a Livorno nel 1875. Le sue spoglie riposano nel cimitero greco in via Mastacchi.

Anghelikì Pallis (1798 - 1875), daughter of the consul, as well as director of the Greek school, in Livorno, was born to both Hellenic parents. She studied with Maestro de Coureil (who was of French origin but died in Livorno). She inherited his love for literature and the classics from her father and began to versify from adolescence. She wrote poems, short stories, tragedies, novels. Her Tieste, dated 1814, deserves the praise of Monti. In 1919 she became a member of the Labronica Academy, with the name of Zelmira.

Her interests, as well as artistic, are political and social. She is an active supporter of Risorgimento ideals and struggles, she is dedicated to the cause of the Greek people against the Ottomans (the same for which Byron dies). The only woman to be admitted to the Vieusseux cabinet - the club founded in Florence which, in addition to serving as a newspaper library and circulating library, also serves to bring together the intellectuals of the future united Italy - she is offered a collaboration but refuses not feeling up to the task.

The angelicapalli.blogspot.com site is a valuable source of information for knowing the private life of the Livorno writer. It is said that, in 1970, in the attic of a country house in the Benedetta valley, a chest was found containing letters from Angelica to her father.

We are in 1830, Angelica is thirty one years old, a face of classic and clean beauty. She meets the nineteen year old Giovanni Paolo Bartolomei, nobleman of Corsican origin and patriot, and falls in love with him. He is Catholic, she is Orthodox, he is a boy, she is a grown woman. Her family opposes the relationship. The two flee, helped by Angelica's brother, Michele, with the intention of asking for papal dispensation to get married. They then retreat to Corfu, where they are united in marriage with an Orthodox rite. The following year Angelica writes heartfelt letters to her father, imploring forgiveness, explaining that she has received so much but has also suffered. These are the letters found in the box.

From the marriage a son, Lucianino, is born, and the three finally return to Livorno. Palazzo Palli - Bartolomei, on the scali del Pesce in Venezia, became the main Mazzinian salon, between 20 and 40, frequented by Lamartine, Champollion, Niccolini, Guerrazzi, Bini and Manzoni. The latter immortalizes Angelica in an ode written for her, where he defines her "Offspring elected by Ciel, Sappho novel".

During this period, Palli's political activity intensified, she collaborated with magazines and newspapers, wrote poems and short stories on a civil topic, and in 47 dealt with the organization of Tuscan volunteers. Her husband and teenage son leave together with a group of patriots from Livorno to fight in Milan during the riots of 48 and Angelica reaches them and then returns to Livorno in 49.

During the autumn months, for some years she stayed in Fauglia, in corso della Repubblica 47 (where a plaque reminds her). Here she writes the famous "Discourses of a woman to the young married women of her country", in which she re-evaluates the role of women in society in a feminist sense. She also writes "Cenni sopra Livorno e i suoi contorni", where she shows her appreciation for the fighting spirit of Labronic women, describing them as good, generous but disrespectful and irreverent. Pietro Vigo also refers to this text in his historical research.

In 53 she was widowed and moved to Turin but then died in Livorno in 1875. Her remains lie in the Greek cemetery in via Mastacchi.

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