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15 Gennaio 2023 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #patrizia poli, #recensioni, #serie tv, #televisione

 

 

 

 

Binge watching forsennato per questa superlativa serie basata sul time travel. Incastri, incroci e rimandi difficili quanto un cubo di Rubic, filosofia allo stato puro e continue interrogazioni sul tempo, sul determinismo, sul libero arbitrio, sul senso della vita e della morte.

Tutto è adesso, il presente non esiste perché frutto di interconnessioni con passato e futuro, il futuro condiziona il presente quanto il passato, ciò che deve accadere accadrà comunque. Il tempo è Dio, e non è compassionevole.

Persone che incontrano e magari uccidono il proprio doppio più giovane o più vecchio, o il corrispondente di sé nell’altra dimensione. Madri che sono figlie delle proprie figlie. Figli che conducono nel passato il proprio padre bambino. Un rompicapo affascinante quanto arduo da ricostruire.

Nella terza stagione scopriamo che ci sono anche più realtà parallele e che i personaggi tanto amati in realtà non esistono, ma questo ci piace meno, preferiamo le prime due.

Un applauso comunque agli autori che – almeno loro – non hanno perso il filo, e al cast di bravi attori, numeroso poiché per rappresentare molti singoli personaggi si sono usate tre persone diverse. Ridotto, invece, il luogo in cui si svolge la storia e veramente poche, quasi claustrofobiche, le location, ma ciò non inficia la profondità spazio-temporale della trama.

Molto si basa su un dualismo manicheo, luce e buio, Eva e Adamo, ma tutto si risolve col ritorno allo status quo ante – una eucatastrofe triste e malinconica - prima che la creazione della macchina del tempo a opera dell’orologiaio (Dio? Il Big Bang?) scindesse l’universo creando altre due realtà parallele.

Un ottimo lavoro che dà da pensare, come tutta la buona fantascienza.

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