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28 Giugno 2041 intervista marziana a Francesco Totti

27 Giugno 2021 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #sport, #personaggi da conoscere

 

 

 
 
 
Amici lettori, siamo in piena trance agonistica, siamo ai quarti di finale e le prossime fasi diventano infuocate, o dentro o fuori dai campionati europei di calcio, fino alla partita finale di Londra. E così, sempre sotto l’influsso positivo del Il ventre di Maradona della bravissima Emanuela Audisio, ho deciso di intervistare per voi uno sportivo inserito nel suo libro, uno che con un "cucchiaio" è diventato un cult del rigore, uno che ha vinto molte battaglie ma perso qualche guerra. Uno che con la pandemia in corso ha sofferto non poco, si è ammalato lui stesso seriamente e ha perso l'amato padre.  Per omaggiarlo e cercare di strappargli un sorriso, abbiamo organizzato con la fantasia una pazza intervista ambientata nel futuro.
 
Siamo al 28 giugno 2041, mi trovo presso il centro sportivo dell’Acquacetosa per incontrare in esclusiva il Raffaello del calcio Italiano, Francesco Totti! Eccolo là, ci sta aspettando al centro del campo mentre sta dirigendo l’allenamento della Nazionale over ’60.
 
 - Ciao, Francesco.
 
- Ciao, Walter.
 
Francesco Totti mi accoglie con il suo proverbiale sorriso, nonostante l’età ha ancora un fisicaccio asciutto e in buona forma, il baffo da nonno e la chioma argentata fluente lo rendono ancora più simpatico e attraente.
Al momento è l’allenatore della Nazionale Italiana over ’60, che da qualche anno è entrata nell'organigramma della federazione sportiva gioco calcio, e parteciperà ai prossimi campionati mondiali di categoria. Sono una squadra di atleti che a fine carriera ancora non hanno appeso gli scarpini al chiodo e continuano a regalare emozioni. Possiamo dire che in questi ultimi anni c’è stata un'inversione di tendenza: quello che prima poteva sembrare vecchio adesso è un normale e apprezzato bagaglio di esperienza di vita sportiva al servizio dei più giovani. Adesso “vecchio” è bello, importante e utile alla collettività.
 
 Francesco, i nostri lettori vogliono sapere di te, dei tuoi anni successivi all'addio alla maglia giallorossa.
 
- Sinceramente, “Il giorno dopo” stavo bene, avevo già visto tanti amici e colleghi prima di me, le storie si ripetono e sapevo che anch'io avrei avuto lo stesso destino, così ho staccato la spina e sono andato in vacanza. Il problema è stato al ritorno perché ho dovuto assumere sei segretarie con il compito di vagliare tutte le offerte che mi arrivavano e che puntualmente rifiutavo, inoltre stavano per iniziare i ritiri per la preparazione atletica delle squadre, sapevo che non sarei stato più convocato. Naturalmente ero indeciso e combattuto, ricevevo consigli e suggerimenti da tutte le parti. Le mie segretarie si occupavano anche di questo: stilare la lista dei consigli, ringraziare, dopodiché, educatamente, cestinare. Stavo entrando in confusione quando un giorno...
 
- Cosa successe?-
-
Mi vennero a trovare due persone sorridenti, vestite in nero, occhiali neri.
- Ah, e chi erano?
- Sto per concederti uno scoop, mo te lo dico. Si presentarono dicendomi che lavoravano per conto di un'agenzia spaziale e avevano una proposta per me. Li feci entrare perché ero curioso e a vederli mi facevano ridere. Gli offersi caffè e la crostata de nonna, oh! Se la so sgargarozzata tutta in trenta secondi! Insomma, mi dissero che avevano saputo che ero libero e mi chiesero se volevo giocare con i marziani.
 
- Con il Real Madrid?-
 
- No, no, mi fece segno con il dito indicando il cielo sopra di noi.
 
- I marziani, quelli veri? Gli alieni, gli ufo, gli extraterrestri?
 
- Sì proprio loro.
 
- E allora che gli hai risposto?-
 
-Il contratto sarebbe stato per pochi mesi luce, avevano bisogno della mia esperienza. Ero dubbioso ma  Hillary firmò per me perché non mi sopportava più dentro casa. Ero intrattabile e mangiavo troppo gelato e pasta al sugo, ma sospetto che in verità fosse per la presenza delle sei segretarie. Comunque, preparai la borsa e partii per il mio primo raduno extragalattico.
 
- E durante la tua assenza con i media come hai fatto?
 
- E’ stato facile, avevo il clone di Totti, lo avevano creato i due marziani.
 
- Ma scusa, allora non potevano crearne un altro da portare nello spazio?-
 
- È quello che ho detto pure io. Mi risposero che non riuscivano a insegnargli a fare il “cucchiaio”.-
 
- Giusto.
 
- Daje, sbrighiamoci a finire questa intervista, vedi che i miei ragazzi senza di me battono la fiacca? Daje, Giggi non fare il mollicone che arrivo, eh!
 
- Hai ragione, quindi una volta arrivato nella galassia che ruolo hai avuto?
 
- Ero il capitano dei marziani, il mister era un altro che veramente aveva un viso conosciuto, non ti so dire se fosse il vero o il clone di Mourinho. Mi sorge un dubbio: adesso la squadra giallorossa chi la allenerà, quello vero oppure un clone? Comunque mi dissero che lo avevano assunto perché aveva la faccia da attore, era fotogenico e voleva prendersi una rivincita, vincere anche nella fantascienza. Insomma, in quel periodo ho insegnato calcio agli extraterrestri, mamma mia erano dei veri pipponi, però avevano un importante lato positivo.
 
- Quale?-
 
- Giocavano per divertirsi, magari facevano un sacco di errori però col pallone provavano una grande gioia, la stessa che dimostravano anche gli spettatori sugli spalti. Oh, c’era sempre il tutto esaurito! E si divertivano i come matti: era quel sentimento che molte volte in tante occasioni mancava a noi sulla terra.
 
- Allora è stata una bella esperienza?-
 
- Certamente, abbiamo vinto il campionato, ero l’idolo del firmamento, in tutta la galassia il calcio rimbombava di entusiasmo e di guerre stellari fra alieni non si parlava più. Al termine del contratto volevano che rimanessi ancora, mi offrirono un sacco di benefits. Ma un'altra cosa che non riuscivano ad imparare era, come puoi immaginare, il saper cucinare. E poi il mare, mica ce lo hanno il mare lassù. Hai mai visto il mare sugli altri pianeti? Per non parlare di tutto il resto che manca. Però, devo ammettere, che sti marziani avevano capito più di noi il segreto per vivere bene: semplicemente giocare divertendosi e prendere la vita con filosofia! E così ritornai sulla terra, mi regalarono, su mia richiesta, il clone di me stesso che ho usato un sacco di volte per andare in televisione. Ora eccomi qua ad allenare sti vecchietti terribili. Ma lo sai che vengono all'allenamento con la motocicletta?
 
- Che c’è di strano?-
 
- Accidenti a loro, non me la prestano mai, perché Hillary non vuole che vada in motocicletta. Sai com'è, dice che sono troppo spericolato come Vasco. Adesso ti devo salutare, la mia squadra mi aspetta.
 
- Ma prima di andare puoi dirci chi vincerà questi campionati Europei?
 
- Sarà una bella lotta, può anche uscire fuori una outsider ma, Walter, sai mantenere un segreto?
 
- Certamente.
 
- Lo vinciamo noi perché abbiamo un marziano in squadra.
 
- Ma quello gioca con il Portogallo.
 
- Non lui, uno vero, il marziano goleador dello spazio, non posso dirti come si chiama, l’ho fatto arrivare in incognito e sotto mentite spoglie vestirà i panni di uno di noi e ci farà vincere tutte le partite.
 
- Ma non sarebbe corretto.
 
- Walter, ricordati, con la fantasia possiamo fare tutto e sognare. Ma non spargere la voce, c’è troppa gente che ha bisogno di ridere e poi sai che casino se tutto il mondo comincia a ridere insieme allo stesso momento?
 
Salutiamo Francesco Totti, tutto il paese gli sarà grato per il suo marziano cannoniere.
 Amici lettori, ci rivediamo al prossimo articolo calcistico sulle note di Lightnin' Slim - Winter Time Blues
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