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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Matt Haig, "La biblioteca di mezzanotte"

31 Marzo 2021 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

La biblioteca di mezzanotte
Matt Haig
2020
 
A molti questo libro parrà scontato e superficiale, altri lo definiranno fantastico e illuminante. Sono vere entrambe le opinioni, la differenza la fa chi lo legge. Chi ha alle spalle qualche riflessione sulla vita e le opportunità non ci troverà nulla se non le conferme a ciò che già aveva intuito. Vittimisti, sconsolati, dediti al rimpianto cronico scopriranno che wow, mica l'avevano mai vista così la faccenda. La storiella non è nulla di che, più o meno il film di Capra La vita è meravigliosa (o se vogliamo buttarla sul colto, pure Dante 700 anni fa si fece accompagnare per un tour pre-mortem da una guida di fiducia) condita da un briciolo di fisica quantistica. 
Nora dopo una giornata in cui tutto va storto (e a chi non è capitato?), dall'amica che non risponde al Whatsapp alla certezza di avere sprecato tutti i suoi talenti nella vita, decide di lasciare il mondo terreno. Nel limbo che la separa dalla morte vera e propria si imbatte in una biblioteca che contiene tutte le sue possibili vite causate da tutte le possibili scelte diverse che avrebbe potuto fare. Inizia quindi a sperimentare centinaia di vite possibili. Quale sceglierà? Ora, prima di elencare quali sono i messaggi degni di nota del romanzo, vorrei solo avvisare l'incauto lettore che sì, tutto molto bello e poetico e zen, però non è che tutto nella vita si condisce con queste colate di pensiero positivo. Insomma, shit happens e io aggiungo sometimes it lasts, e non solo non c'è nulla di male ma è meglio farci i conti. Per cui l'ultimo capitolo leggetelo con una sana dose di cinismo. Ora veniamo ai messaggi da tenere a mente:
1) Mai essere precipitosi nel giudizio. Una giornata di M capitò pure a Matt Haig che infatti arrivò sull'orlo di una scogliera e del suicidio e che probabilmente si ispira a questo fatto personale nel romanzo. Andiamo a dormire e il giorno dopo scopriremo anche un sacco di cose belle.
2) Valutiamoci. Facciamo un mucchio di cose belle per chi ci circonda, spesso non ce lo dicono o ce lo dicono in modo goffo o sbagliato ma è così. Senza di noi qualcosa va peggio sicuro, fidatevi.
3) Ringraziamo chi ci fa stare bene così impedivano agli altri di inciampare nel punto 2
4) La Vita la maggior parte delle volte va vissuta e non capita. Ovvero ammazzarsi di domande soprattutto che non avranno risposta (perché il tipo a cui piacevo mi ha rifiutato? Perché il collega astioso mi ha poi fatto complimenti bellissimi? Ho ferito mai qualcuno?) fa sì che il mondo proceda sereno senza di noi che stiamo lì al palo con espressione ebete. Hai voglia poi che ti perdi le occasioni.
5) Le cose vanno vissute sennò non possiamo sapere se davvero sono buone o cattive per noi. Se sono cattive averle vissute ci insegnerà un mucchio di roba. Prezzo alto ma soddisfazione garantita.
Termino con uno stralcio del libro: "Forse però è così che sono fatte le vite di ognuno. Forse persino quelle all'apparenza così perfette nella loro intensità, o degne di essere vissute, alla fine hanno lo stesso sapore. Acri di disillusione e monotonia e ferite e rivalità, intervallati da sprazzi di meraviglia e bellezza. Forse era questo l'unico significato che aveva davvero importanza. Essere il mondo, testimone di sé stesso".
Buona vita, insomma.
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