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Eleonora Fasolino, "Amabile inferno"

20 Febbraio 2021 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni

 

 

 

 

Amabile inferno

Eleonora Fasolino

 

Milena in love

pp 360

 

 

C’è una parola sola per Eleonora Fasolino: brava. Scrive benissimo, con tutti i tempi narrativi giusti, senza dilungarsi e senza aver fretta.

Soprattutto ha saputo creare uno di quei personaggi che restano iconici, che entrano a far parte dell’immaginario collettivo, come Edward Cullen o Christian Grey. Lei ha creato il nostrano Manfredi Vergara, uno che già dal nome ti scatena gli ormoni.

Bello e impossibile. E l’amore impossibile, si sa, è quello più intenso e romantico. Impossibile, Manfredi, lo è tre volte. Per la differenza di età, lui è un uomo fatto e lei solo una ragazzina. Perché lui è un professore e lei la sua studentessa. E perché Manfredi è… un sacerdote.

Siamo in un liceo classico romano, l’anno degli esami di maturità. Manfredi insegna, bello, bravo, intrigante. Melania Santacroce è la sua allieva, intelligente, graziosa, poetica ma niente di speciale. Forse nel cognome ha già scritto il destino di Manfredi. Sarà la sua tentazione, il suo peccato, la sua croce, la sua colpa.

Ma lui decide di vivere questa storia, di assaporarla senza pensare al futuro, di considerarla una parentesi. Per Melania, Manfredi è tutto, è l’amore, è la scoperta del sesso, è l’ingresso nella vita adulta, è un rischio e un conforto insieme.

La vicenda si svolge nel presente ma si riallaccia al passato, a una precedente storia d’amore di Manfredi, al ricordo di una donna alla quale ha dovuto rinunciare. Il romanzo ha dialoghi ben sviluppati e plausibili, scene ben articolate, il sesso è esplicito - fin troppo per la sottoscritta -, senza freni e senza inibizioni. Il romanticismo, però, e il pathos sono entrambi alle stelle.

Amabile inferno è uno di quei romanzi che, col passaparola, è destinato a diventare un caso editoriale.

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