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Intervista con l'artista: Mimmo Rotella

23 Aprile 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #le interviste pazze di walter fest, #pittura

Disegno di Walter Fest

Disegno di Walter Fest

Amici lettori della signoradeifiltri, bentornati al nostro blog che, grazie alla cultura, vince lo stress da virus. Eccoci per una nuova intervista, solo un attimo che chiamo il mio amico Matteo Gentili, lo scrittore prestato all'automobilismo, il quale dovrebbe aver modificato il motorino d’avviamento della 500 sostituendolo con quello di un trattore, che a sua volta ha preso in prestito sostituendolo a quello del trattore di Antonio lo Frate che non se ne accorgerà perché con la fantasia è da una settimana che sta’ sognando la California.

 
- Pronto Matteo, allora questa sera possiamo andare tranquilli?
 
- Walter, tranquilli come un pescatore del lago Trasimeno, ti porto la 500 fra dieci minuti.
 
- Perfetto, ti aspetto con Majlinda in piazzetta.
 
Io e Majlinda Petraj, in arte Mishel, usciremo di notte per incontrare un artista italiano molto importante.
 
- Majlinda sei preoccupata?
 
- Macché, io la nostra storia l’ho messa al sicuro tra i versi di poesie millenarie, così per millenni tutti sapranno quanto ti ho amato.
 
- Ma allora mi ami!
 
- Ma sciocco, non dicevo a te, è l’ouverture del mio libro Pianeta cuore.
 
- Quasi ci avevo creduto, ah, ecco che arriva Matteo.
 
- Ragazzi, visto che ho fatto presto? Allora dove andate?
 
- Eh già, Walter, dove andiamo?
 
- Andiamo ad intervistare Mimmo Rotella ma gli ho promesso che gli diamo una mano.
 
- A fare che?
 
- A strappare i manifesti dai muri. Ultimamente il nostro artista è un po’ a corto di materiale, ormai la pubblicità è televisiva, virtuale, subliminale, telefonica e digitale, insomma i canali pubblicitari si sono amplificati, perfino i manifesti elettorali, causa crisi, si sono ridotti e, per finire, in giro ci sono anche molte affissioni plastificate. Insomma, per i tradizionali manifesti di carta tira una brutta aria, e così questa notte dobbiamo andare in giro per Roma alla ricerca del manifesto strappato.
 
- Ma io sono una scrittrice!
 
- Majlind, la notte è fonte di ispirazione, e poi a bordo della 500 abbiamo caffè, frigo bar e musica super tech.
 
- Allora posso venire pure io?
 
- Matteo, potremmo affidarti l’incarico di guarda spalle, che ne dici?
 
- Triplo panino con la porchetta?
 
- E’ il minimo. Forza, partiamo che Mimmo Rotella ci aspetta a Fontana di Trevi
 
 
 Mimmo Rotella, (Catanzaro, 7 Ottobre 1918 – Milano, 8 Gennaio 2006)
 
Se pensiamo alla data di nascita di questo artista ci viene da chiedere come un personaggio così moderno e rivoluzionario possa essere nato in un'epoca tanto vicina all’800. La spiegazione sta nel fatto che Mimmo Rotella era dotato per natura di un'intensa vivacità intellettuale e di un entusiasmo creativo tale da superare ogni schema preconcetto. Nell’immediato dopo guerra, dopo avere prima studiato e poi insegnato arte a Catanzaro, si trasferisce a Roma, dove si unirà ai gruppi di giovani artisti rampanti, al lavoro per far emergere l’arte dalle ceneri del dramma bellico. Ma è nel corso degli anni ’50 e ‘60 che Mimmo Rotella, coraggiosamente, partirà in giro per l'Europa e gli Stati Uniti per ampliare la propria esperienza artistica. Questo impatto con nuove realtà esaltanti ma lontane quanto una galassia, lo illumineranno sul suo essere artista. Saranno anni intensi di incontri e contatti con l’ambiente artistico più propulsivo del momento, e l'eclettico artista calabrese spazierà con il suo talento fra pittura, decollage, fotografia, tecnica tipografica, registrazioni audio e poesia sperimentale. Proprio per questo Mimmo Rotella non si crogiolerà a godersi il successo ma prenderà la rincorsa, sempre pronto a sperimentare nuove tecniche alla ricerca di un nuovo linguaggio.
Mette da parte pennelli, tele, tubetti di colore, strumenti che non gli bastano più e, nel 1953, dopo essere ritornato a Roma, scopre, come fulminato dal dio dell’arte, quel mondo, il suo mondo, che lo renderà celebre e protagonista della pop art. Da quel momento lavorerà a stretto contatto con gli artisti della sua stessa pasta che in giro per il mondo inventarono un nuovo realismo, punto fermo dell’arte moderna della quale Mimmo Rotella poteva considerarsi la risposta italiana. Nel 1980 si stabilisce a Milano e fino all'8 Gennaio del 2006, giorno della sua scomparsa, lavora senza sosta e lascerà un impronta significativa nel mondo dell’arte.
 
- Mimmo, siamo felici di incontrarti, ho portato con me i rinforzi.
 
- Anche io, ma in quattro non staremo un po’ stretti dentro questa 500?
 
- Ma no, la fantasia allarga gli orizzonti, aspetta che ti presento i miei amici, sono due scrittori: Majlinda Petraj e Matteo Gentili.
 
- Molto lieto, avete portato i guanti?
 
- Abbiamo tutto: libri da leggere, caffè, panini, whisky&soda, cioccolata e sigarette, anzi no, le sigarette no perché nuocciono gravemente alla salute. Mica come l’arte, è vero Mimmo?
 
- Ci puoi giurare ma, dicevo… avete portato i guanti?
 
- Mimmo, io devo fare il guarda spalle.
 
- E io guardare le spalle di Matteo.
 
- Però ho portato le divise da finti spazzini.
 
- Allora Matteo e Majlinda ci guardano le spalle, io e te ci travestiamo da spazzini e procuriamo il materiale artistico.
 
- Ok, diamoci da fare. Ora che ci troviamo di fronte a questi manifesti ex elettorali scaduti, mi piace immaginarti quando, nel silenzio della notte romana, girovagavi da solo per le strade a strappare dai muri i manifesti trasformandoli, per donar loro nuova vita. Io riesco a vederti felice come un ragazzino, con i fasci di manifesti legati e tenuti sotto braccio, ti vedo caricare la macchina spinto dal tuo entusiasmo creativo, un coraggio impossibile per comuni mortali. Non oso pensare ai commenti della gente della vita notturna di quell'epoca, "La dolce vita". Comitive di gente inebriata di allegra ed eccitata  frenesia, mentre  incrociava  un uomo di spalle che aveva i propri occhi colmi di fantasia, nell'atto di recuperare materiale prezioso perché ancora vivo nei colori e originale nella forma. Certo che dovevi avere una resistenza e una forza di carattere inaudite per non per sentire i lazzi e i pernacchi della gente che forse ti scambiava per un vecchio pazzo.
 
- Walter, per fare l’artista devi essere un po’ pazzo, o meglio un pazzo ragionevole, un pazzo che sa isolarsi e vedere l’invisibile che poi si materializzerà in arte. In quel momento sei su un'altra dimensione e tutto quello che ti circonda non esiste. Io, comunque, non avevo tempo per preoccuparmi degli altri, l’arte per me era la fabbrica dei miei sogni.
 
- Ehi, ragazzi, c’è gente che arriva. Ci guardano, vengono verso di noi, che facciamo?
 
- Facciamo quello che siamo, artisti di strada. Majlinda, non avresti una poesia da recitare?
 
- Sì Mimmo, certo.
 
- Mi raccomando, mettici una bella enfasi! Come su un palcoscenico!
 
Majlinda inforca gli occhiali, si spettina un po’, diventa seria, prende fiato e …
 
 
 
-“Giorni senza truccarmi”
 
 
mi sono vista
mi sono incontrata.
Un po' sorpresa
mi sono presentata:
" ah, allora sei tu...".
Il riflesso
non ama parlare
ma per una volta
balbettando mi disse:
“si, io sono lei”
“Lei chi?”
Allora chi è il "tu"?
Avvertii tutte le "Me"
ribellarsi in Una,
voce perpetua
in confusa certezza.
 
Sulla "confusa certezza" la gente applaude e, mentre Matteo gira per l’obolo, con un cappello rovesciato in mano, rivolto a una tipa del gruppo, con naturalezza intona queste rime:
 
 
 
Vorrei essere luce
per illuminare
la tua strada
 
Vorrei essere buio
per osservarti
mentre dormi
 
Vorrei essere un eroe
per correre
in tuo aiuto
 
Vorrei essere come sono
perché non ho altro
ma ciò che ho
è abbastanza
per volerti bene.... 
 
 
 
 
La tipa guarda Matteo con occhi teneri e sognanti, vorrebbe baciarlo, si avvicina, mette nel cappello una gomma masticata. Un po’ snob, insieme agli altri scivola via nel buio della notte romana illuminata da lampioni soffusi.
 
- Ragazzi, allora che facciamo?
 
- Cappuccino e cornetti caldi?
 
- E i manifesti da strappare?
 
- Per questa notte può bastare. Matteo, butta nel cestino quella gomma masticata, carichiamo i manifesti e saliamo in macchina.
 
- Mimmo, tutta la tua energia da dove derivava?
 
- Dalla fame.
 
- Dalla fame? E perché?
 
- Se vuoi volare devi stare leggero, leggero senza zavorra nella testa, senza sentirti gonfio del tuo ego che ti distrae e ti fa perdere l’amore. Invece devi amare la tua arte, con amore devi lavorare la materia con la quale fondi te stesso, la tua anima diventa materia fatta di amore, lo stesso amore che cantano i tuoi due amici scrittori. Il loro è un amore delicato, passionale, intenso, sofferto, un amore che desideri, insegui e raggiungi solo se sei  affamato. E' vero che anche voi poeti avete fame di amore?
 
- Mimmo, ne siamo sempre alla ricerca. Sapessi che fatica trovare le parole giuste.
 
- E’ facile, basta prendere una penna e scrivere senza fare i furbi.
 
- Tutto qua?
 
- Eh!...Vabbè, sono sicuro che voi due, con quelle facce pulite, siete veri poeti, ma, a proposito di furbizia, mi risulta che ultimamente una ricca consumazione al bar sia stata pagata con un barattolo di merda.
 
- Si trattava di merda d’artista quella di Piero (Manzoni).
 
- Ah e allora adesso noi con che pagheremo? Con i manifesti strappati, con queste facce da trou du cul  stampate sopra?
 
- Mimmo sarebbero un po’ ingombranti da mettere sulla cassa.
 
- E allora che si fa?
 
- Una volta con Picasso abbiamo consumato e siamo scappati in Vespa.
 
- Mica sarete matti?
 
- Majlinda e Matteo, avete qualche vostro libro?
 
 - Io ho Pianeta cuore.
 
-Io I racconti di uno sconosciuto.
 
-Sarebbe tanta roba… Ok, molto bene, io ho una caricatura di Mario er benzinaro, e facciamo fare un autografo a Mimmo Rotella. Andiamo al bar, consumiamo, gli lasciamo quello che abbiamo e poi ce ne andiamo.
 
- Wà, ma se il barista non accetta?
 
- Gli diciamo di segnare il conto a Edouard Manet perché lui di bar se ne intende, è uno dell’ambiente.
 
- Mimmo, l’ultima domanda.
 
- Prego.
 
- Se tu non avessi fatto l’artista, che cosa avresti fatto?
 
- Il contadino, perché non lo vuole fare più nessuno e io sarei ancora un originale visionario. Coltiverei insalata e pomodori, uva e albicocche, ogni giorno sarei felice di vivere a contatto con la natura, nostra sorella, amica, amante. Come un buon contadino vedrei con occhi attenti e spontanei il sole e la luna, accarezzerei la terra e poi dipingerei il cielo con le dita. La natura fra gli artisti è la cosa più autentica, la migliore.
 
- E i manifesti strappati?
 
- Quello era un retaggio del consumismo sfrenato, era la caduta degli dei, la smitizzazione della vanità. Da contadino in campagna non mi sarebbero serviti.
 
Amici lettori della signoradeifiltri, vorremmo portarvi con noi a fare colazione ma è notte e starete dormendo. Io, Mimmo Rotella, Majlinda Petraj e Matteo Gentili vi salutiamo, e sarà ancora un piacere rivedervi al prossimo incontro con un nuovo artista a sorpresa.

 

Readers of signoradeifiltri, welcome back to our blog which, thanks to culture, overcomes the stress of viruses. Here we are for a new interview, just a moment, I call my friend Matteo Gentili, the writer lent to motoring, who should have modified the starter of the 500 by replacing it with that of a tractor, which in turn he took by replacing it with that of Antonio Lo Frate's tractor, who will not notice it because with fantasy he has been dreaming of California for a week.

 

- Hello Matteo, then can we be quiet tonight?

 

- Walter, calm as a fisherman from Lake Trasimeno, I'll bring you the 500 in ten minutes.

 

- Perfect, I'll wait for you with Majlinda in the square.

 

Majlinda Petraj, aka Mishel, will go out at night to meet a very important Italian artist.

 

- Majlinda are you worried?

 

- Well, I have made our story safe among the lines of thousand-year-old poems, so for millennia everyone will know how much I loved you.

 

- But then you love me!

 

- But no, I wasn't saying to you, it is the overture of my book Planet hear".

 

- I almost believed it, ah, here comes Matteo.

 

- Guys, you see I’m early? So where are you going?

 

- Yeah, Walter, where are we going?

 

- We are going to interview Mimmo Rotella but I promised him we would help him out.

 

- To do what?

 

- To tear the posters off the walls. Lately our artist is a little short of material., Now advertising is television, virtual, subliminal, telephone and digital, in short, the advertising channels have amplified, even the election posters, due to the crisis, have shrunk and, there are also many plastic billboards around. In short, for traditional paper posters there is no room anymore and so tonight we have to go around Rome in search of the torn poster.

 

- But I'm a writer!

 

- Majlind, the night is a source of inspiration and then, on board the 500, we have coffee, mini bar and super tech music.

 

- Then may I come too?

 

- Matteo, could you look out?

 

- Triple sandwich with porchetta?

 

- Yeah. Come on, let's start. Mimmo Rotella is waiting for us at the Trevi Fountain

Mimmo Rotella, (Catanzaro, 7 October 1918 - Milan, 8 January 2006)

If we think about the date of birth of this artist, it would seem a time so far away that we could  ask how such a modern and revolutionary character could have been born in an era so close to the 1800s. The explanation is in the fact that Mimmo Rotella was naturally endowed with an intense intellectual liveliness and with a creative enthusiasm such as to overcome any preconceived scheme. Immediately after the war, after first studying and then teaching art in Catanzaro, he moved to Rome, where he joined the groups of young rampant artists, to bring art out of the ashes of the war drama. But it was during the 1950s and 1960s that Mimmo Rotella bravely left for Europe and the United States to expand his artistic experience. This impact with new exciting realities, as far away as a galaxy, will illuminate him on his being an artist. They will be intense years of meetings and contacts with the most propulsive artistic environment of the moment, and the eclectic Calabrian artist will space, with his talent and his art, between painting, decollage, photography, typographic technique, audio recordings and experimental poetry. Precisely for this reason Mimmo Rotella will not bask in enjoying success but will take a running, always ready to experiment with new techniques in search of a new language.

He puts aside brushes, canvases, tubes of colour, tools that are no longer enough for him and, in 1953, after returning to Rome he discovers, as electrocuted by the god of art, that world, his world, which will make him famous and protagonist of pop art. From that moment on, he worked closely with the artists of like him who, around the world, invented a new realism, a steady point of modern art for which Mimmo Rotella could be considered the Italian answer. In 1980 he settled in Milan and until 8 January 2006, the day of his death, he worked tirelessly and left a significant mark on the art world.

 

- Mimmo, we are happy to meet you, I brought the reinforcements with me.

 

- Me too, but four of us won't be a little tight inside this 500?

 

- But no, fantasy broadens horizons, let me introduce you to my friends, they are two writers: Majlinda Petraj and Matteo Gentili.

 

- Nice to meet you, did you bring gloves?

 

- We have everything: books to read, coffee, sandwiches, whiskey & soda, chocolate and cigarettes, indeed no, cigarettes not because they seriously harm health. Not art, Mimmo?

 

- You can swear to it but, I said ... did you wear gloves?

 

- Mimmo I have to be a back guard.

 

- And I will look out at Matteo.

 

- But I brought the uniforms from fake dustmen.

 

- Then Matteo and Majlinda look out, you and I dress up as scavengers and get the artistic material.

 

- Okay, let's get busy. Now that we are talking about these expired ex-election posters, I like to imagine you when, in the silence of the Roman night, you wandered alone on the streets to tear the posters from the walls, to give them new life. I can see you happy as a boy, with bundles of posters tied and held in your arm. I see you load the car driven by your creative enthusiasm, an impossible courage for ordinary mortals. I dare not think of the comments of the people of the nightlife of that time, "La dolce vita". Groups of people intoxicated with cheerful and excited frenzy, while meeting a man from behind who had his eyes full of fantasy, in the act of recovering precious material because it was still alive in the colours and original in the form. Of course you had to have an unprecedented resistance and strength of character in order not to hear the jokes and the boos of the people who perhaps mistaken you for an old fool.

 

- Walter, to be an artist you have to be a little crazy, or rather a reasonable madman, a madman who knows how to isolate himself and see the invisible who then materializes in art. At that moment you are on another dimension and everything around you does not exist. However, I didn't have time to worry about others, art for me was the factory of my dreams.

 

- Hey, guys, there are people coming. They look at us, what do we do?

 

- Let's be what we are, street artists. Majlinda, wouldn't you have a poem to act?

 

- Yes Mimmo, of course.

 

- Please, put a lot of emphasis on it! Like on a stage!

 

Majlinda puts on her glasses, messes a little, becomes serious, takes a breath and ...

The girl looks at Matteo with tender and dreamy eyes, she would like to kiss him, he approaches her, puts a chewed gum in her hat. A little snobbish, she slips away with the others into the darkness of the Roman night illuminated by suffused street lamps.

 

- Guys, what do we do then?

 

- Cappuccino and hot croissants?

 

- And the posters to tear?

 

- Enough for this night. Matteo, throw that chewed gum in the trash, load the posters and get in the car.

 

- Mimmo, where did all your energy come from?

 

- From hunger.

 

- From hunger? And why?

 

- If you want to fly you have to stay light, light without ballast in the head, without feeling swollen with your ego that distracts you and makes you lose love. Instead, you have to love your art, with love you have to work the matter with which you mix yourself, your soul becomes matter made of love, the same love that your two writer friends sing. Theirs is a delicate, passionate, intense, suffered love, a love that you desire, pursue and achieve only if you are hungry. Is it true that you poets too are hungry for love?

 

- Mimmo, we are always looking for it. If you knew how hard it was to find the right words.

 

- It's easy, just take a pen and write without being smart.

 

- That's all?

 

- Eh! ... Okay, I'm sure that you two, with those clean faces, are real poets, but, speaking of cunning, I understand that lately a rich drink at the bar has been paid with a can of shit.

 

- It was an artist's shit that of Piero (Manzoni).

 

-Ah so what are we going to pay with now? With the torn posters with these trou du cul faces printed on them?

 

- Mimmo they would be a bit bulky.

 

- And then what?

 

- Once with Picasso we g drank and ran off on a Vespa.

 

- Aren't you crazy?

 

- Majlinda and Matteo, do you have any of your books?

 

- I have Planet Heart.

 

-I The Tales of a Stranger.

 

-It would be a lot of stuff ... Ok, very well, I have a caricature of Mario er benzinaro. Let Mimmo Rotella sign an autograph. We go to the bar, we drink, we leave what we have and then we leave.

 

- Well, what if the bartender doesn't accept?

 

- We tell him to let Edouard Manet's pay the bill because he knows about the bar, he is one of us .

 

- Mimmo, the last question.

 

- You are welcome.

 

- If you hadn't been an artist, what would you have done?

 

- The farmer, because nobody wants to do it anymore and I would still be an original visionary. I would grow salad and tomatoes, grapes and apricots, every day I would be happy to live in contact with nature, our sister, friend, lover. Like a good farmer I would see the sun and the moon with attentive and spontaneous eyes, caress the earth and then paint the sky with my fingers. Nature among artists is the most authentic, the best.

 

- And the torn posters?

 

- That was a legacy of unbridled consumerism, it was the fall of the gods, the demystifyzation of vanity. As a farmer in the countryside I would not have needed it.

 

Readers of signoradeifiltri, we would like to take you with us for breakfast but it is night and maybe you are sleeping. I, Mimmo Rotella, Majlinda Petraj and Matteo Gentili greet you, and it will still be a pleasure to see you again at the next meeting with a new surprise artist.

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