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Arte al bar: "Il cenacolo" di Leonardo da Vinci

16 Marzo 2020 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #pittura, #arte al bar

Arte al bar: "Il cenacolo" di Leonardo da Vinci
 
Amici lettori del blog che fa dell’ottimismo culturale il proprio mantra, eccomi ritornato a voi per una nuova serie di incontri artistici. Sono le 9.30 del mattino e intorno a noi tutto va male. Considerato che quest’anno è bisestile, la jella rientrerebbe nella norma e nella casistica, ma, guarda caso, noi siamo ottimisti e ci piace andare alla ricerca della positività, così eccomi qua al solito bar, che in questo periodo dovrebbe essere chiuso causa coronavirus, ma noi con la fantasia ci possiamo permettere di rimanere aperti e fare in modo che io accetti la provocazione di Gianni il barista. Mi ha apostrofato dicendomi che di questi tempi alla gente dell’arte non gliene frega un fico secco, troppo presa dalla pesante problematica del nuovo anno appena iniziato.
E allora mi ha detto: “Scommettiamo? Scommettiamo che, se tu ti azzardassi ancora a parlar di arte, tutti ti girerebbero le spalle?" Gianni non ricorda le mie convinzioni, ed io sono sempre più sicuro che l’arte è per tutti e, ora più che mai, non nuocia gravemente alla salute, e così ho accettato. In palio per ora non c’è nulla, io e lui siamo fatti così. Il banchista non lo sa che perderà, ma mica perché lo dico io, bensì perché lo dice la storia, e così, appunto, entrando nella storia dell’arte, inizia oggi la nostra avventura parlando di Leonardo Da Vinci e del suo Cenacolo.
Prima di iniziare, lasciateci alzare in piedi e tributare il nostro doveroso, caloroso e affettuoso applauso a tutti coloro che in questo momento stanno lavorando h24 a difenderci da questo terribile e inaspettato virus, non li elenco ma voi tutti sapete chi.
 
- Gianni, non vedo Giovanna la milanese.
 
- Ha conosciuto un guru e sono partiti insieme in vacanza.
 
- Non ci posso credere.
 
- Tranquillo, al guru piace il Chianti, la Malvasia e il Barolo, sono andati alla ricerca della cantina perduta.
 
- Ah però, hai capito il guru! Ma per caso è indiano?
 
- No, ciociaro.
 
- Speriamo tornino presto.
 
- Mah! Chi può dirlo?
 
- Gianni, vado all'attacco di Bice e Alice.
 
- In bocca al lupo, oggi sono molto arrabbiate.
 
- Bice e Alice, buongiorno, come stanno i nostri gattoni stradali?
 
- Benone, Walter, hanno un appetito da morti di fame e in giro non c’è nessuno!
 
- Allora qui ci sta bene parlare dell’ultima cena.
 
- Ultima e perché?
 
- Ma non intendevo in quel senso, o meglio, forse sì.
 
- Ah, ma che non lo sai che senza i gatti i topi ballano? E poi noi abbiamo fatto al supermercato una bella scorta, questa cena chi la preparerebbe?
 
- Leonardo da Vinci a Milano.
 
- E allora 'sta cena si è freddata da un pezzo… ma va là, certo che la conosciamo, stavamo scherzando, però, Walter, hai ragione, forse i più giovani non la conoscono.
 
 
Leonardo da Vinci (Anchiano, 15 Aprile 1452 – Amboise, 2 Maggio 1519)
 
Un artista italiano ma patrimonio della cultura mondiale, non basterebbe la parola “artista” per definire la figura di Leonardo, ma io voglio dire la mia molto sinteticamente, prima di tutto voglio dire che, se penso a Leonardo (ma non solo lui), sono convinto che Dio esiste e poi, se non esistesse, Leonardo potrebbe essere la testimonianza delle capacità più positive e geniali che ci siano nel genere umano. E' vero che di Leonardo ce n'è stato uno solo, ma la sua arte e il suo talento sono stati di ispirazione per gli artisti del passato, del presente e del futuro. Ora stop, leggete questa illuminazione del 1542 che è meglio.

 

«Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro. Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri. Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue. Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira [...] et fu valentissimo in tirari et in edifizi d'acque, et altri ghiribizzi, né mai co l'animo suo si quietava, ma sempre con l'ingegno fabricava cose nuove.» (Anonimo Gaddiano, 1542)

Allora, carissime Bice e Alice, a Leonardo, nel 1494, venne offerto di lavorare al convento di Santa Maria delle grazie, c’era da decorare il refettorio per i pasti dei frati domenicani e al nostro artista venne lasciata la parte di fondo per realizzare l’ultima cena. Per Leonardo salire sull'impalcatura e lavorare su una parete di circa 5 x 9 mt, con una luce modesta, era l’ultimo dei problemi. Io lo vedo, Leonardo, con lo sguardo pensieroso, lo vedo studiare l’impresa, lo vedo ragionare sulla tecnica ed essere dubbioso sul lavorare con un intonaco fresco. Non a tutti piace sentire l’umidità che ti gela il pennello e le budella, e poi bisogna sbrigarsi, avere sempre la tinta a portata rapida di mano, sperando di sbagliare il meno possibile perché si rischia l’impasto della materia colorata come una pappa, lui no, lui studia il colore, studia la forma, riflette con calma, si intercala nella storia che ha davanti, si sente parte di essa e, come la mano d’opera di un vecchio artigiano è lenta e saggia, la parete umida potrebbe freddargli il cuore e la mente, e poi quest’ultima cena è divina e lui vuole renderla tale, quindi sceglie di sperimentare e di lavorare come su tavola, ma provando una materia che lui pensa potrà resistere su quelle mura che, confinando con la cucina, faranno traspirare vapore e calore. Scelta fatale perché con i secoli, anzi quasi da subito, si rivelerà sbagliata, ma questo capolavoro immortale, grazie a squadre di miracolosi restauratori, definitivamente tornerà a splendere e, dall'aldilà, Leonardo di gioia riderà.

- Walter, comunque questa cena non sembra drammatica.

- Bice, hai ragione.

- E non sembra neanche l’ultima.

- Brava Alice, ora vi spiego il mio punto di vista. La parete è di fondo, quindi Leonardo sceglie di realizzare una prospettiva che allunghi fino ad un orizzonte lontano, per dare ampiezza e profondità all'opera, di fatto le pareti dipinte ai lati del tavolo dell’ultima cena sembrano essere il prolungamento della mensa, come a sfondare il muro oltre la cucina nel retro, e tutto parte dal centro dell’opera, con la testa di Gesù Cristo ma alle sue spalle c’è un particolare importante, per me determinante.

- Quale?

- Gianni, metti un sottofondo musicale.

- Vi va bene Caravanserai dei Santana?

- Ottimo. Allora, secondo me in tutta questa opera quello che accende la luce e illumina la fede sono le tre finestre di fondo.

- E perché?

- Alice, attraverso quelle tre finestre, la luce che nasce all'orizzonte è la luce divina che apre le porte della speranza, o meglio, dichiara la certezza che c’è qualcuno superiore a Gesù Cristo e, lasciando che si compia il destino del proprio figlio, illumina l’umanità con il suo amore, per dimostrarci che non ci lascerà soli. Questa luce che entra dalle tre finestre colpisce la parete di destra e, scendendo sulla tavola  ricoperta di una candida tovaglia bianca, compiendo quasi una curva, idealmente ci abbraccia, perché, se da un punto di vista tecnico il chiarore di queste tonalità - riferendomi all'alternare da parte dell’artista di toni chiari e scuri - è uno stratagemma della tecnica pittorica per permettere la profondità dell’opera, dal punto di vista ideologico le tre finestre e la tovaglia bianca sono la luce divina che viene diffusa su tutta l’umanità. Avete notato il pane disposto troppo ordinatamente, i bicchieri tutti riempiti rigorosamente a metà, piatti e vettovaglie disposte con aritmetica disposizione?

- Eh già, non avevano fame?

- Potrebbe anche essere che Gesù Cristo abbia iniziato a parlare prima di cenare.

- Carissime Bice e Alice, secondo me per Leonardo la cena era solo un dettaglio, gli accessori non avevano importanza, non c’è ricchezza negli abiti e neanche nell'ambientazione dell’interno, egli non doveva esibire la propria bravura attraverso la cura dei particolari. Leonardo da Vinci non doveva dimostrare nulla a nessuno ma, guidato da chissà quale forza interiore, descrivere semplicemente la verità che colpisse il più possibile nel profondo dei cuori tutti coloro che avrebbero ammirato il suo capolavoro, un capolavoro espresso in una maniera nitida, senza fronzoli.

- Come Giotto nella sua opera Approvazione della regola?

- Bravissima Alice, Giotto era a suo modo modernissimo e, girando per l’Italia, ha ispirato molti pittori, ma adesso torniamo alla nostra ultima cena.

- Eh no, perché ultima cena?

- Bice, tranquilla, non in quel senso, dai, non mi interrompere.

- Vabbè, se lo dici tu.

- Allora, voglio dirvi che in questa opera tutto sembra essere super ordinato, tutto fermo, e la concentrazione è maggiormente rivolta alla figura del Gesù Cristo al centro. In realtà la scena è molto dinamica, un movimento frenetico che, da ambo i lati, si diffonde come un vortice di passione e di emozioni verso il protagonista del momento. Gli apostoli, come nei fotogrammi di un film, recitano la propria parte, perfino un coltello nella mano di un irascibile è pronto e proteso all'azione, la gestualità emotiva è evidente, mentre il Cristo salvatore è serenamente rassegnato a una storia che ha da venire a breve. Quest’ultima cena è solo l’inizio di una nuova vita per chi deve credere e avere fiducia nell'unico amore universale e, come una ciliegina sulla torta, mentre si compie il destino alle spalle di tutti, entra dalle tre finestre la luce, raggi di luce dolce e piena di calore vitale.

- Questa luce sembra illuminare di più il volto e il mantello di una figura posta alla destra del Gesù.

- Brava Alice, occhio di lince!

- E ci credo, a forza di stare con i gatti!

- Allora, volete sapere chi è quel personaggio?

- Sentiamo un po’, chi è?

- Siete curiosi, eh? Allora, io immediatamente in esso ho visto un volto di donna: la corporatura è minuta, gli occhi chiusi rivolti in basso. Tra l’altro è l’unica figura che sembra estraniarsi dall'azione, mantenendosi con il viso proteso in senso opposto a Gesù, quasi ad allontanarsi dal dolore della situazione in corso. Il Cristo guarda alla sua sinistra? La donna guarda alla sua destra rassegnata, intorno a lei tutte le mani, le braccia i volti degli apostoli sono muscoli d’acciaio? Lei no, solo un immagine di tristezza e rassegnazione, che sia la Maria Maddalena? Eppure questa donna secondo me…

- Secondo te, cosa?

- Eppure, secondo me la luce irradiata dal suo volto significa qualcosa.

- Scendiamo a volo di gabbiano sulla tua teoria, sentiamola.

- Significa un messaggio di fede, significa la luce che illumina l’importanza della donna, la vita nasce dalla donna, nasce dall'amore, ogni nuova vita che nasce è il miracolo di questa nostra esistenza, la rivincita della vita sulla morte e la donna è la parte essenziale. In questa ultima cena la presenza di una donna illuminata da una luce divina non poteva mancare, simboleggia la chiusura del cerchio, la nostra ragione di esistere e di godere di questo paradiso in terra. E' l’ultima cena ma all'indomani conquisteremo l’eternità. Allora, che ne dite?

- E con il virus come la mettiamo?

- Oggi c’è un bel sole e il cielo è pulito, con la fantasia possiamo abbracciarci e stringerci le mani, sorriderci l’un l’altro e ben sperare che questa storia a breve finisca.

- E il sereno in tutto il mondo tornerà… Stasera a mangiare la pizza si va?

- Buona idea, anche se per ora solo con la fantasia, che è meglio rimanere in casa. Amici lettori della signoradeifiltri, anche la fantasia può diventare realtà e questo ce lo ha insegnato nei secoli la storia. Ora non ci resta che aspettare con pazienza il nuovo giorno che verrà. Per me le tre finestre alle spalle del cenacolo di Leonardo esprimono fiducia, e per voi? Ora, nel ringraziarvi e nel salutarvi, vi do appuntamento al prossimo incontro artistico che avverrà nella bottega dell’arte. Avremo nostro ospite un giovane artista, arrivederci a presto e, insieme a voi, sarà sempre un piacere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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