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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Elogio alla Margherita

5 Febbraio 2020 , Scritto da Giuseppe Scilipoti Con tag #giuseppe scilipoti, #ricette

 

 

 

 

Amo da morire la pizza, nello specifico la Margherita, tanto da considerarla come il mio cibo preferito. Ora, non so se i gusti delle pizze vadano scritti in maiuscolo, mettiamo non sia necessario, la cosa mi può andar bene tranne sulla già citata pizza, in quanto per me rappresenta la Regina.

Oh, sono talmente fissato che, se si dovesse intendere il nome proprio di persona femminile, non lo associo al fiore ma direttamente alla pizza in questione.

Idem la ‘Margherita’ di Riccardo Cocciante specie la parte finale della canzone:

Perché Margherita è tutto, ed è lei la mia pazzia (qui ci starebbe la parola ‘pizza’)

Margherita, Margherita
Margherita, adesso è mia
Margherita è mia

La Marghi (mi permetto il lusso di darle un diminutivo) è semplice, e per di più con pochi ingredienti, ovvero farina, acqua, lievito, mozzarella, pomodoro, olio crudo e, come ciliegina sulla torta, pardon, sulla pizza, del basilico fresco.       

Riguardo l'impasto, prediligo il tipo sottile e disdegno assolutamente la pizza gomma. A tal proposito, impossibile dimenticare una Margheritona degna di nota, (giusto per usare un eufemismo) mangiata 8 anni fa, durante le vacanze in Grecia, a Rodi, quando, in una pizzeria italo-greca, mi fu servito un autentico copertone intriso di sugo e con del formaggiazzo. Indubbiamente la Margherita peggiore mai assaggiata, una pizza Michelin, e non mi riferisco alla famosa Guida francese che, tra le tante cose, prende in esame la gastronomia.

Vi starete chiedendo se a volte mi è capitato di cambiare pizza, vero?

Di norma non la rimpiazzo, magari saltuariamente mi concedo un diversivo, ad esempio mi capita di scegliere la Biancaneve, avente solo mozzarella, olio e origano, o la quattro formaggi, oppure la Margherita con würstel. In sostanza pizze "derivate", anche se, in verità, dopo averle divorate, rimango con quel senso di insoddisfazione e con pentimento annesso.

Probabilmente in termini di gusti posso apparire scontatissimo, lo so, ebbene, a questo punto, avendo fatto 30, faccio 31, raccontando un aneddoto.

Tanti anni fa, trovandomi in trasferta per un campo militare in Campania, precisamente a Battipaglia, in qualità di caporale dell’esercito, una sera, io, con un gruppo di commilitoni in libera uscita, girovangando decisi a mettere qualcosa sotto i denti, optammo per mangiare una pizza in uno dei locali migliori della città, che ci fu consigliato da un maresciallo originario di quei luoghi.

Appena entrati al ‘BattiPizza’ ci sedemmo in un lungo tavolo e, quasi subito, il cameriere ci portò i menù. Mi risulta difficile descrivere lo stupore derivato dalla sterminata tipologia di pizze. Ben 500!!!

C'era la pizza con i fagioli, la pizza col radicchio, la pizza al sushi, la pizza con surimi, la pizza con la Paella, la pizza alla brasiliana con palmito ed il catupiry (un formaggio cremoso), per non parlare delle pizze alla frutta (ananas, mela, cocco, avocado, macedonia etc.) fino ad arrivare alle pizze dolci (ad esempio quella nutella) e alle pizze gelato.

Sotto il menù a caratteri cubitali c'era scritto: “Guaglió, se la scelta non ti soddisfa, dimmi che pizza vuoi e ti dirò chi sei!”

Ridemmo a quelle parole, poiché pensammo che nel listone ogni fantasia tendeva a essere già soddisfatta a priori.

Per circa mezz'ora restammo a decidere quale pizza ordinare, giustamente leggere tutte le 500 tipologie richiedeva tempo. Alla fine ciascuno fece la propria ordinazione e… indovinate quale pizza prese il sottoscritto?

Ma è logico: la Margherita, d’altro canto pizza che si ama non si cambia!

"Toglietemi tutto ma non il mio Breil" recitava un famoso spot sugli orologi.

"Toglietemi tutto ma non la mia Margherita" affermo invece io.

Visto che seguo Eros Ramazzotti,  parodio un po’ il brano Più bella cosa, con la speranza che il cantante non la prenda a male.

"Ti mangerei di più. Per dirtelo ancora per dirti che, più buona cosa non c'è, più buona cosa di te. Unica come sei. Soffice quando vuoi. Grazie di esistere!"

Cari lettori, direi che ho esposto quanto basta, onde evitare che il testo diventi una “pizza”, aggiungo soltanto che, dopo la lettura, se deciderete di mangiarvi una rotonda o ovale oppure una quadrata a teglia è doveroso augurarvi: buona pizza a tutti!

Agli intenditori, invece, un augurio speciale: Buona Margherita a tutti!

E, mi raccomando, non scordatevi la birra. E pazienza se lievita la pancia, si vive una volta sola!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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