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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Oggi che giorno è per Mario?

14 Dicembre 2019 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #racconto, #unasettimanamagica

 

 

 
 
 
Tre giorni di festa, Mario, un personaggio come tanti, una storia breve, la cronaca di una breve vacanza, le cose belle durano poco ma lasciano non solo un semplice ricordo, ma anche qualche motivo di speranza.
 
 
Oggi che giorno è?
 
Mah, forse un giorno come tanti altri. Tu che faresti al posto mio? Manca poco a Natale, mi daresti un consiglio al volo, magari solamente per scambiare quattro chiacchiere?
 
La calda atmosfera delle festività è nell'aria, gli addobbi colorati fanno a gara con il traffico, per favore passami il caffè prima che si freddi, prendine anche tu se vuoi... Eh già, non puoi, stai leggendomi, sarebbe bello ma facciamo che sia uguale.
 
Potrei andare ad acquistare regali fra gente che va e che viene? Durante questi giorni saranno tutti indaffarati negli ultimi preparativi, ormai sono abituato, lo so che non dovrei farci caso, ma vorrei tanto ricevere un sorriso, oppure un'infantile carezza, una carezza che, lo ammetto, un po' mi romperebbe le scatole, saprebbe di incolpevole pietismo, ma una dolce carezza, parlando insieme a me, sarebbe comunque una scintilla fra la brace spenta di un camino. Invece, fra i mille impegni quotidiani, c'è solo una telefonata sbrigativa e una visitina frettolosa, proprio come in quella pubblicità che anni fa consigliava di bere un amaro contro la frenesia dei tempi moderni. Un amaro, ma non era meglio un gelato?  E poi correre, correre per andare dove?
 
Però adesso non voglio annoiarti, ho avuto un'idea, hai presente quelle cose che ti ronzano in testa che non sai perché, ma le vedi così vere che hai l'impressione di toccarle con mano? Mi prenderò una vacanza durante le festività natalizie, ti andrebbe di passare qualche giorno con me? Sì, dico proprio a te che stai leggendo, hai altri programmi, oppure altri impegni? Prendila solo come un'idea che vola alta nel cielo sconfinato della fantasia, anche se non ci conosciamo vedrai che insieme ci troveremo bene, solo tre giorni, il 24, 25, 26 dicembre sarà la mia vacanza di Natale insieme a te.
 
 
La mattina del 24 Dicembre
 
E' la vigilia di Natale, vorrei uscire presto, forza, andiamo a piedi, tanto vado piano, eh già, sulla mia sedia a rotelle non posso certo correre... una sedia a rotelle? E' una lunga storia, credo che senza di lei mi sentirei perso, praticamente statico, non dovrai spingermi, faccio da solo, magari mentre ci incamminiamo parliamo un po'.
 
Ok, l'appuntamento è qui sotto, non servirà la sciarpa e il cappotto, ormai, a causa dei cambiamenti climatici, il freddo è meno intenso e poi camminando ci scalderemo... camminare?Ho detto una cosa stramba, magari potessi camminare! Non farci caso, era solo un desiderio inconscio, spero di non deluderti, vorrei davvero fosse una bella vacanza.
 
Farò con calma, il fatto di andare in vacanza farà apparire tutto sotto una luce diversa. Certo che è una bella cosa fare una vacanza, e poi a Natale, ne avevo quasi dimenticato la possibilità, eppure c'è tanta gente nel mondo che non va in vacanza, non hanno soldi né libertà, perciò, oggi, nonostante tutto, mi sento un privilegiato.
 
Dove andremo? Dai, sbrighiamoci, te lo dico dopo, mi fa piacere condividere con qualcuno quest'esperienza, ma tu potresti essere un uomo o una donna, e così, per non sbagliarmi, posso chiamarti "Cinquecento"? Cinquecento, facciamo un salto al bar? Bella quest'aria di festa, andiamo da quella parte, c'è un bar che conosco da tempo.
 
- Robertino, buongiorno, caffè e cornetti alla crema!-
 
Muovo insieme l'indice e il medio della mano, Robertino, il banchista del bar, è di un altra squadra.
 
-Robertìì, ieri avete preso due pallini eh!-
 
Sai, Cinquecento, il lunedì parliamo di calcio, puoi anche prenderci in giro, ma da tutti è definito lo sport più bello in assoluto, lo sapevi che, quando ci sono le partite dei campionati del mondo, si fermano perfino le guerre? "Mettete dei palloni nei vostri cannoni".
 
Ma oggi siamo in vacanza, sai dove ti porto? Non molto lontano da qua, eccolo là il Colosseo, secoli di pioggia, vento, il sole cocente delle estati romane sopra il sound ritmato delle vibrazioni dei passi di milioni di visitatori e della metropolitana, il traffico, lo smog, perfino qualche scossa di terremoto, eppure lui sta sempre lì, una storia millenaria per la gioia quotidiana dell'umanità.
 
Ora andiamocene, sopra quel rialzo, sulla destra, c'è una strada in salita, mettiamoci proprio in quel punto dove i turisti fanno le fotografie al Colosseo dall'alto, ma se i turisti fotografano il monumento, chi fotograferà i turisti? E' presto detto, noi, Cinquecento non preoccuparti, chiederemo noi alla gente se ha piacere di farsi fotografare da noi con lo sfondo del Colosseo... photo?? Te la faccio io? Vuoi? Molto bene, dite tutti insieme "formaggio", forza, un bel sorriso, stringetevi un po', bene, così, fatto, hello, good bye! Arrivederci Roma... la mattinata è trascorsa tra foto e risate, è stata una giornata originale ma decisamente simpatica e domani arriverà Natale.
Mi sembra che oggi sia stato un buon inizio per il nostro primo giorno di vacanza, non trovi? Credimi, da tempo non vedevo tanta gente, solo TV, giornali e quei quattro anziani obbligati a passare le giornate giocando a carte a un tavolo dove il più delle volte vince la rassegnazione.
Sai che ho avuto la sensazione che in molti non si siano accorti della mia sedia a rotelle? Eh già, perché mi guardavano negli occhi, mica guardavano le mie gambe. Cinquecento, è stato bello sentirsi utili, sentirsi dire "grazie", ricevere un sorriso, una pacca sulle spalle.
 
 
25 Dicembre, è Natale
 
Alla radio per magia sta passando You've got a friend, l'amicizia è un qualcosa che non può mancare, è il 25 dicembre, è Natale, e sarebbe bello che in questo momento tutto il mondo fosse felice. Purtroppo è impossibile, nonostante i nostri tentativi di credere alle favole, la vita è bella ma non per tutti, è l'eterna contraddizione della nostra esistenza. Forza, prepariamoci per un'altra avventura, prendiamo la metro, pensavo di scendere alla fermata Barberini.
 
Eccola la nostra fermata, dai scendiamo, ci dirigeremo verso Via Veneto, la strada della "Dolce vita", che è in salita, ma non preoccuparti, le mie ruote vanno da sole, spinte dalla felicità, guarda che belli gli addobbi natalizi fra gli alberi, con le vetrine brillanti, allestite per il periodo più bello, anche se gli anni '60 sono ormai passati, questa strada ha sempre un grande fascino, ti piace?
 
... Ma là in fondo, cosa vedi? A me sembra un gruppo di persone che si agitano, hanno dei cartelli in mano, stanno protestando, perché protestano il giorno di Natale? Avranno i loro buoni motivi, avviciniamoci, leggiamo che cosa c'è scritto sui loro cartelli. Free hugs? ... Abbracci gratis? Che significa? Tu che dici? Non avviciniamoci troppo, vediamo che fanno. I ragazzi con il cartello al collo abbracciano i passanti, sorridono, sembrano contenti, certo non capita spesso, però non capisco, ci saranno delle telecamere nascoste? Sarà un programma televisivo?
 
- Buon Natale, posso abbracciarti? 
 
Una ragazza, con un grande sorriso, si rivolge proprio a me, la guardo stupito, non riesco ancora a capire.
 
- Dai, Cinquecento, fatti abbracciare prima tu. 
 
Mi avvicino di più e non posso fare a meno di chiedere.
 
- E' gratis? Vuoi vendermi qualcosa?-
 
Non mi risponde, mi sorride ancora e non faccio in tempo a fare un'altra domanda che mi ha già abbracciato.
 
- Beh, allora Buon Natale! 
 
Ho provato una sensazione di fiducia, intorno a noi tutti sono allegri e non sembra una simpatica circostanza solo perché siamo a Natale.
 
- Scusa la domanda, ma perché lo fate?-
 
- Felice di conoscerti, sono Sandra, aspetta, ti presento anche gli altri: "Michelino, Saretta, Giorgia, Pippo e Paolo" 
 
- Piacere, sono Mario e questo è il mio amico d'avventura, Cinquecento. 
 
- Vedi, Mario, quest'abbraccio è solamente un gesto gentile disinteressato, è un qualcosa nato anni fa grazie a un ragazzo australiano, e da quel momento ci sono appuntamenti in tutto il mondo. E' un fenomeno spontaneo e naturale in un mondo violento, assurdo, incomprensibile, dobbiamo sforzarci di essere gentili uno con l'altro e un abbraccio è la cosa migliore, un gesto, appunto, semplicemente non violento. 
 
Comincio a capire, e chi meglio di me potrebbe comprenderlo?
 
- Sandra, non avresti mica un cartello con la scritta "free hugs" anche per me? Sono in vacanza e vorrei provare, Cinquecento dai, prova anche te. 
 
- Sì, eccolo, bene Mario, devi solo sorridere e vedrai che regalare un abbraccio sarà facile, tieni semplicemente le braccia aperte e vedrai che nessuno noterà la tua sedia a rotelle, li colpirai con il tuo sorriso, ok?-
 
- Sembra tutto un po' strano, ormai sono vecchio, queste sono cose per giovani, non sono sicuro di farcela, potrebbero guardarmi con diffidenza, ma in fondo è solo un gesto pacifico, va bene, forza, non pensiamoci troppo, diamoci da fare. 
 
I primi abbracci gratis sono timidi, leggermente impacciati, quasi grotteschi, è normale, ormai sono sempre più rari i momenti di cortesia e cordialità. Avete presente gli automobilisti fermi al semaforo rosso, oppure i visi tesi della gente mentre cammina quotidianamente per la strada? Tutti hanno comprensibilmente e a ragione tanti problemi reali, non  è facile essere felici e soddisfatti della propria vita, la cui asprezza a volte ci rende diversi da quello che siamo in realtà.
 
- Buon Natale, posso abbracciarti? 
 
Penserete che sembra tutto bello come in un film "Buon Natale!!" e poi "passata la festa gabbatu lu santu" ... è così che si dice, vero? Dopo le feste tutto tornerà come prima, messi da parte gli abbracci, i sorrisi, gli addobbi e i regali, ognuno tornerà a essere umanamente ed egoisticamente un'anonima parte del mondo, ma questa è anche una di quelle occasioni che non ti aspetti e che non conoscevi, magari può trasformarsi in energia positiva e l'energia positiva è contagiosa, così come un sorriso pieno di speranza e di fiducia, fiducia nel cuore di ognuno di noi che, sommata a tutto quello che c'è di buono nel resto del mondo, anche se siamo sconfitti e con il morale sotto i tacchi, riusciremo a... Cinquecento, riusciremo a superare la debolezza umana?
 
- Ragazzi, si è fatto tardi, ho una certa età e il mio giorno di vacanza sta per finire, sono un po stanco, vorrei rimanere ma, credetemi, devo andare, grazie a voi ho passato una bellissima giornata. 
 
- Mario, non preoccuparti, sarà per un'altra volta, se vuoi, scambiamoci i numeri di telefono, così possiamo rimanere in contatto, mica puoi dimenticarti di noi, eh! Avremo un appuntamento importante la prossima estate, non manca molto, si tratta della giornata internazionale degli abbracci gratis, dai ti aspettiamo. 
 
- Grazie, farò di tutto per esserci, fatemi dare l'ultimo abbraccio della giornata, wow!! 
 
Io e Cinquecento ci allontaniamo mestamente, però la giornata è stata veramente speciale! Ritorniamo alla base, ho il mio bonsai che mi aspetta, alcune piccole cure al piccolo albero e, come al termine di un'opera teatrale, calerà il sipario, sarà ora di andare a letto, domani sarà il mio ultimo giorno di vacanza.
 
 
26 Dicembre, Santo Stefano, e il telefono squilla sempre nei momenti meno opportuni.
 
E' il mio ultimo giorno di vacanza, è tutto ok, guardo con amore e simpatia il mio piccolo albero di Natale, non è un mega albero ma è pieno di colore e mi piace, sto ascoltando un po' di musica mentre prendo il caffè caldo come ogni mattina e... squilla il telefono!
 
- Papaàààààà... come vaaaaaàààà?
 
E' la voce stridula di mia figlia Eugenia.
 
- Papaààà, ma ieri dove sei stato, ti ho cercato ma non rispondevi!
 
- Figlia mia, va come sempre, da poveri vecchi, pure sto Natale è passato, forse ieri non ho sentito il telefono.
 
- Siamo in Toscana da amici, sai, Pierpaolo è tanto stanco, ci siamo presi qualche giorno di relax.
 
- Ah!
 
- Sai che regalo ti ho comprato per Natale?
 
- Non dirmelo.
 
- Un maglione grigio, bello, bello, bello!
 
- Fantastico, così me lo metto quando vado a ballare.
 
- E dai, papaaaàà, non scherzare, però te lo porto dopo la Befana, sai, Pier ha tanto bisogno di riposarsi.
 
- Ah.
 
- Mi raccomando: non prendere freddo e non affaticarti.
 
- Tranquilla, mi affatico freneticamente solo con i pulsanti della tastiera del telecomando della TV.
 
- E Bernardo ti è venuto a trovare?
 
- Ma che posso dirti, anche lui ha un sacco di problemi, lavora sempre, lo mandano in trasferta, va di qua e di là, tu lo sai con quella là... non preoccupatevi troppo, anche da solo sto benone, quando venite?
 
- Non lo so, poi ci aggiorniamo, adesso devo lasciarti, mi stanno chiamando per la passeggiata a piedi sul sentiero, ciao papiiii.
 
Clack, si chiude la linea.
 
- Aggiornarsi? Piuttosto, speriamo si dimentichi di portarmi quell'orrendo maglione grigio!
 
In fondo mi vogliono tutti bene ma adesso metto i problemi da parte e terminerò questa vacanza fantasticando ancora, è il bello della fantasia, immaginare qualcosa che, perché no, diventi realtà.
 
Oggi, Santo Stefano, Cinquecento, ti parlerò di una persona, Alessandro, per gli amici e la gente di tutti i giorni Alex.
 
Alex è un giovane un po' meno giovane di un giovane, è ostinato, tenace e testardamente "inarrendevole", ha da sempre praticato sport, indietro nel tempo è stato un campione di una disciplina non per cuori teneri, nella quale muscoli e mente sono tutt'uno con un mezzo meccanico fedele compagno di gara, ogni competizione  una lotta contro il tempo e le leggi della fisica, adesso lotta ancora, stavolta anche con la vita tutti i giorni, fa sport per donare sorrisi e speranze e, se gli chiedessi "Perché lo fai?", la sua risposta sarebbe sicuramente "Per dare una chance".
 
Sono convinto che non insegua la gloria, l'ambizione personale di battere record, oppure assaporare ancora la gioia del podio, lui lavora e si allena duramente per arrivare ai prossimi appuntamenti sui campi di gara e vincere per dare una chance a chi come lui è stato sfortunato e non ha avuto la possibilità di prendersi una rivincita sul destino. Alex sa che può farcela, deve farcela, non ha molto tempo, la carriera di un atleta è relativamente breve, in pochi anni darà una chance a tutti per tutta la vita, è questo quello che vuole e che lo spinge a essere ancora vitale. Non lo conosco ma sono sicuro che lui la pensi così, ha vinto grazie a se stesso.
 
"E' importante lavorare assaporando il gusto di ciò che fai. Il sacrificio passa inosservato se fai le cose con slancio ed entusiasmo"  Alex Zanardi.
 
Quando lo starter dà il via non importa in che posizione arriverà al traguardo, nella mente la gloria e i ricordi del passato lasciano il posto alla sua missione, ora è un'altra persona, rimanendo comunque la stessa di sempre e, in quel momento, in tutto il mondo tanta gente, vedendo le sue imprese, dal più giovane al più anziano, mollerà idealmente la sedia a rotelle e, dalle corsie degli ospedali o dovunque ci sia chi soffre, tutti lo spingeranno come il vento al traguardo. Una chance li aspetta, non importa in che posizione arriverà, tutti hanno già vinto: essere considerati esseri umani.
 
Ieri sera ho visto un film, non ricordo il titolo, parlava di sport, un protagonista, dopo un incidente d'auto, perde l'uso delle gambe, in una scena nella stanza d'ospedale, di fronte ai compagni di squadra che lo guardano avviliti perché mancherà nell'ultima partita decisiva di campionato, lo sfortunato atleta dice loro: "Sarò un invalido ma non sono ancora morto". Nessuno muore prima di essersi giocata l'ultima chance, questo Alex lo sa.
 
Siamo arrivati al termine del nostro tour, la vacanza di Natale ormai è passata ma continuerò a viaggiare con la fantasia, ho avuto splendidi compagni di avventura e Alex mi ha lasciato con un sorriso, una stretta di mano e una battuta spiritosa, anch'io rincorrerò un sogno per una chance e il tempo volerà, sicuramente sarà ancora una bella vacanza.
 
Dedicato ai tanti Mario e ad Alex Zanardi
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