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I ragazzi di padre Tobia

31 Agosto 2019 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo, #televisione

 

Ah, la mitica tv dei ragazzi! Durava un’ora, al massimo due, se consideravi anche i programmi dei più grandicelli. Aspettavo le cinque del pomeriggio col cuore in gola, io che non uscivo e non frequentavo altri bambini. Era il mio unico divertimento dopo i libri, il mio unico trastullo, la mia fonte d’informazione e apprendimento, al pari de I quindici. Era piacere allo stato puro. Adesso i bambini stanno tutto il giorno incollati ai canali dedicati, che trasmettono cartoni animati h24, e ai video cava occhi del telefonino.

Ho un ricordo vago di un programma che piaceva tanto anche a mia madre e a mia nonna. I ragazzi di padre Tobia, da non confondere con I ragazzi di Padre Brown. Era una serie tv, trasmessa fra il 1967 e il 1973, a sfondo pedagogico, che faceva leva sui valori della lealtà, del coraggio, e dell'amicizia. I protagonisti erano padre Tobia (Silvano Tranquilli), il suo simpatico e stupidotto sacrestano Giacinto (Franco Angrisano) e il gruppo dei ragazzi scout della parrocchia. Erano gli anni della DC al potere e dell’ingerenza della Chiesa nei programmi scolastici e ministeriali, ma la cosa, vi dirò, non faceva male. Si rideva di gusto e, insieme, s’insegnavano valori come rispetto e onestà. Bene e male, giusto e sbagliato erano ben distinti. Un minimo di spirito di sacrificio e di senso di colpa non hanno mai ammazzato nessuno, anzi, hanno aiutato lo sviluppo di un sano desiderio e fatto del bene alla società tutta.  

I vari padre Brown e padre Tobia, sacerdoti investigatori, erano i precursori dell’odierno melenso, iper-replicato e imbalsamato don Matteo. Ma, forse perché siamo cambiati noi, il risultato non è lo stesso, ahimè.

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