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Fine della fine, inizio dell'inizio

10 Giugno 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

Gli amici che avevano abbattuto l'Impero ora stavano festeggiando nella foresta di Endor, tra canti e falò – nella cittadina lignea e sospesa degli Ewoks.

Gli Ewoks cantavano la canzone finale de L'Impero Perisce Ancora, uno dei famosi film fantastorici che formavano l'immaginario del Sistema Solare. C'era Babbo Naziale, trovato penzolante come un salume in una delle Sale del Supplizio. C'erano tanti Animaletti. C'era nonna. C'era Cagnolo. C'erano i genitori di Deia. La madre con una sciarpa fatta di alghe, forse rimastagli dal tempo del suo annegamento, e il padre un po' abbrustolito. C'erano molteplici bidelle, lavoratori, operai, sottomondisti – che bevevano, ballavano, cantavano. Bambini e bambinalieni che giocavano insieme. Pyotr che si grattava la testa, a braccetto con Madre Arlanovich. Crispin che osservava tutta la scena, appoggiato ad un albero. Deia si avvicinò e gli scivolò nella mano la propria mano.

I morti si dimenavano allegramente e scherzavano.

«Come hai fatto a fare la Torre Mobile? E la Cantina Cangiante? E a svegliare i morti?» chiese il figlio.

«Beh, è facile, individuavo le onde di probabilità quantistiche e le indirizzavo nella possibilità che mi serviva. Che ci serviva. Gli alieni in fondo al mare erano vivi o morti? Come si poteva sapere, se non eran stati osservati. Io li ho osservati come Schroedinger avrebbe osservato il proprio gatto nella scatola. Mica l'avrebbe voluto morto. E ho originato quella realtà: da Endor, pulsante della purezza della sua energia verde smeraldo»

«Scusa, ma tu non hai mai creduto alla fisica quantistica»

«Infatti. Io no. Ma loro sì.»

Crispin si girò e guardò il lettore, fuori dal libro, con espressione alquanto perplessa.

E vissero per sempre felici e contenti. Per quanto ci sia dato di sapere. Considerando inoltre che “sempre” è un'approssimazione un po' esagerata. In ogni caso, qualcosa del genere.

L'Impero del Bene era crollato.

La salute e il lavoro non erano più merce.

Lo stato non era più il comitato d'affari della classe dominante.

Il popolo non avrebbe più avuto dubbi sui fini delle sue politiche.

Il denaro era destinato a estinguersi.

La produzione sarebbe stata messa al servizio delle necessità umane.

I robot a lavorare per noi, e non contro di noi.

Gli alieni non avrebbero più dovuto scappare dai loro pianeti.

Perché non sarebbero più stati colpiti e sfruttati dall'Impero.

Una nuova era, piena di nuove premesse e antiche promesse, cominciava.

 

                                                                               

                                                                                         FINE

 

 

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