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Il geco

7 Maggio 2019 , Scritto da Laura Nuti Con tag #laura nuti, #miti e leggende

 

 

 

- Hai risposto degnamente alla tua empia rivale: grande fu il pericolo per gli dèi dell'Olimpo, ma altrettanto grande la loro vittoria! - esclamò Minerva rivolta a Calliope - Ed ora, ti prego, parlami di Cererei desidero molto conoscere la sua storia! -

Allora Calliope cantò, accompagnandosi con la cetra.

«In Sicilia, non lontano dalle mura di Enna, c’è un lago chiamato Pergo: i cigni cantano su quelle acque profonde, un bosco fitto lo circonda e lo ripara dal sole, il terreno umido fa nascere fiori bellissimi. In questo luogo felice è sempre primavera ...

Un giorno Proserpina, la figlia di Cerere, dea del grano, si divertiva a cogliere gigli e viole sulle sponde del lago; riempiva di fiori il cesto e la veste sottile, gareggiando con le compagne a chi ne prendeva di più.

Plutone, dio dei morti, la vide, se ne innamorò e la rapi! Tutto accadde in un attimo: un nero cocchio, trainato da neri cavalli apparve all’improvviso in mezzo al lago; volava sull’acqua, fra vapori di zolfo ... Alla guida stava il terribile dio, con in pugno lo scettro di re: i capelli arruffati si agitavano intorno alla sua testa, come una nuvola minacciosa; il volto, che non conosce sorriso, era incorniciato da un’ispida barba. Subito fu nel prato, vicino a Proserpina.

- Salvami madre, salvami! - invocò la fanciulla, e cercò scampo nel bosco.

Ma la sua fuga fu breve: una grande mano scura si protese verso di lei, l’afferrò e la trascinò sul cocchio ... La veste leggera si ruppe e i fiori si sparsero per terra. Il dio incitò i cavalli, scosse le briglie scure sulle scure criniere e scagliò lo scettro in fondo al lago: subito la terra si aprì, il cocchio sprofondò nella voragine e scomparve!

Quando Cerere non vide tornare Proserpina, si mise a cercarla per terra e per mare, senza darsi pace né riposo. Era la sua unica figlia e aveva per lei un amore sconfinato. Accese due torce alle fiamme dell’Etna e facendosi luce con quelle, vagò nella notte scura ...

Al mattino, cercava ancora la sua bambina. La dea del grano era sfinita e aveva sete; vide una capanna dal tetto di paglia e bussò. Venne ad aprire una vecchia.

-  Datemi da bere e da mangiare, vi prego, in. nome degli dèi! - chiese umilmente Cerere.

E la buona donna, impietosita, le offerse una ciotola piena d’acqua e della polenta. Mentre la dea si rifocillava, un fanciullo cominciò a guardarla in modo insolente; poi si mise a ridere e disse, puntando il dito contro di lei:

- Com’è ingorda quella vecchia pezzente! -

Allora Cerere si adira: fissa l’insolente con occhi terribili e gli scaglia addosso la polenta, gridando:

-Maledetti coloro che non rispettano i deboli! Hanno il cuore di ghiaccio, non sono degni di essere uomini! -

Subito il volto del fanciullo si cosparge di chiazze, le braccia si trasformano in zampe, sul corpo spunta una lunga coda, la sua figura rimpicciolisce e si contorce. La buona donna, stordita dal prodigio, cerca di toccarlo, ma egli fugge sotto una pietra! Ormai è divenuto un piccolo rettile, così non può fare del male; è ripugnante alla vista e il sangue che gli scorre nelle vene è gelido, come il suo cuore. Si chiama geco ed è una lucertola che vive sui muri, nascondendosi nelle crepe ...

 

 

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