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Hello there

29 Maggio 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

Non si fermò per Deia. Ormai si era tuffata. Si scosse e riprese la sua fuga, si arrampicò per raggiungere una terrazza aggrappandosi a delle grate verticali. Raggiunta con le mani la superficie si issò. Il suo naso incontrò degli stivali neri, lucidi. Alzò lo sguardo e disse: «Salve!»

Le Guardie Imperiali lo stavano aspettando - massicci, arcigni e acefali, non sembravano particolarmente inclini alla conversazione. Lo tirarono su senza troppi inchini, presentazioni o strette di mano e lo trascinarono via. Fu inserito in una capsula, ma non spedito nello spazio.

La capsula, con lui dentro, fu a sua volta infilata nel sistema di tubature da trasporto veloce, e schizzò via verso la sua destinazione. Con la testa che rimbombava, stretto in una sorta di camicia di forza piena di cinghie, bendato, venne estratto da quella specie di uovo trasparente, e gettato in una cella vuota – per quanto non prima di aver tentato la fuga liberandosi dei suoi accompagnatori, schiantandosi mirabilmente contro una parete. Non sapeva cosa sarebbe accaduto ora.

Qualche stanza più in là, in quel labirinto di prigioni, stanze delle torture, e centri di raccolta informazioni di ribelli e sediziosi, c'era Babbo Naziale. Penzolava tristemente a testa in giù, appeso come un punching ball al soffitto. Non erano ancora riusciti a farlo parlare. Non era chiaro se fossero il coraggio e la forza interiore a impedirgli di rivelare qualche segreto, o più semplicemente l'alzheimer.

Attutito, ovattato, si udiva clamore, si intuiva un frastuono tutt'intorno.

Fuori, difatti, i sottoproletari e gli immigrati, in sintesi gli Inzaccherati, i Morti Arrabbiati, le Squadre Ribelli non ancora neutralizzate, stavano ingaggiando una strenua lotta contro le Guardie Imperiali, i Rullastrade, e i Robot Lavoratori, programmati per proteggere lo status quo in caso di bisogno. Non solo. Altri morti si trascinavano fuori dall'oceano, avvolti in alghe, fradici, impressionanti – anche gli alieni caduti in mare dal cielo, periti durante il tentativo di trovare una vita migliore nel ricco centro dell'Impero – la Terra – si erano destati. In aggiunta, fior di bidelle roteavano le loro ramazze elettroniche, brandivano le loro capre elettriche, usavano secchi come scudi – guidate da Mamma Arlanovich, arrivata in qualche modo lì con la slitta dalle renne robot di Babbo Naziale, guidata dalla nonna, morta e sempre più allegra, quanto ignara di quel che realmente accadeva. Le pareva una grande festa, con una grande parata.

Una grande festa che si stava svolgendo attorno al Palazzo Arancione.

 

Continua...

 

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