Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Una pulce nell'orecchio

2 Maggio 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

«Sì, è il figlio di Pyotr» disse una figura, uscendo dall'ombra, da un angolo della stanza.

Era Deia. «Non sapevo mio padre fosse così famoso» rispose Crispin.

«Oh sì, era piuttosto presente nel nostro Circolo Ribelle» spiegò il Comandante con fare giulivo.

«La sua preparazione teorica era impareggiabile. È stata una grave perdita. Certo però che quando cominciava con la sua logorrea materialistico-dialettica, era un vero e proprio e lungo calvario» aggiunse, (mentre uno dei membri sussurrava all'altro «Senti chi parla»).

«Pensavamo che, forse, tu, potresti sostituirlo» concluse.

«Oh, no, non penso proprio» si schernì il figlio di Pyotr. «Non mi sono mai interessato a queste cose. Quando me ne parlava pensavo ad altro e annuivo ogni tanto. A caso.»

«Allora non c'è proprio speranza» recitò il Comandante, corrucciandosi.

«Senza Pyotr non penso combineremo un granché. Speravo potessi essere tu la nostra salvezza».

A questo punto sembrava stesse quasi per mettersi a piangere. Il labbro inferiore cominciò a tremare, sporgendosi in fuori, lo sguardo nel vuoto.

«Mi spiace, mi piacerebbe molto aiutarvi, ma...»

Proprio in quel momento una sorta di minuscolo essere di metallo fece capolino dall'orecchio di Crispin, si calò sulla sua spalla e si guardò lentamente intorno, ronzando ad ogni movimento. Alzò un dito meccanico verso di loro ed esclamò: «A-AAAAH!» - subito dopo ci fu un gran boato e si squarciò il pavimento lasciando spazio a una trivella gigante, che emerse dalle profondità scagliando il tavolo in aria, terrorizzando i presenti, e rivelandosi parte di un mezzo sotterraneo – una talpa tecnologica con una cupola che si aprì lasciando sciamare fuori Soldati Imperiali, mentre i Ribelli tentavano di scappare infilandosi in porte, corridoi e condotti dell'aria – inseguiti.

Deia, Crispin e Babbo si erano lanciati nella sala dell'Hardware Preistorico, dove i Soldati, fiondatisi, si incagliarono un po' sui numerosi avventori o contro i bancali. Svoltarono in una serie di cunicoli vuoti senza una precisa idea di dove fossero e di dove andare, fermandosi trafelatamente a un incrocio per ponderare la direzione. Sentirono uno scalpiccio avvicinarsi, e ripresero immediatamente la corsa scegliendo un tunnel a caso – mentre al rumore degli Stivali Imperiali cominciavano ad aggiungersi i dardi laser dei loro fucili, che fulminarono una parete proprio dove un microsecondo prima i tre stavano passando, come in tutti i migliori film di azione – ciò li pungolò a stremarsi ancora più follemente verso una ignota e improbabile via di fuga, sforzo che stava particolarmente mettendo alla prova l'apparato cardiorespiratorio di Babbo.

Un improvviso display elettronico annunciò: «Dedalo Senza Certa Uscita – decliniamo qualsiasi responsabilità verso chi vi entra» recitando la frase con una squillante voce robotica per i non vedenti.

«Per tutti gli hula hoop di Saturno!» esclamò Naziale dopo che un sibilo bruciante gli colse la gamba, facendolo rotolare a terra. «Andate! Non pensate a me!» gridò agli altri due.

«Ok» rispose Crispin, afferrando Deia per il braccio e catapultandosi nel labirinto.

Per un breve momento lei sembrò opporre resistenza.

«Ricordatevi: io vi avevo avvertito!» squillò il display, al loro passaggio.

«Beh, io mi aspettavo qualcosa del tipo 'non possiamo andare senza di te' o 'no, non ti abbandoneremo mai'» borbottò Naziale, mentre le Guardie Imperiali lo circondavano.

 

Continua...

 

Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post