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Verità e leggi della giungla

18 Aprile 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

Parlò ancora anche con Babbo Naziale.  «Ecco ciò che ti dico» gli disse dicendoglielo, sempre saltando di mobile in mobile nel suo tutù. «Le teorie contro le istituzioni, contro la porzione di società dominante, contro le forze superiori, contro il mondo, sono l'espressione mitologica della sfiducia e del rancore verso di essi.

Ma ciò non prova che esse siano di per sé false: provano che c'è una motivazione emotiva nel sostenerle, e affermo che in fin dei conti la realtà è che, sostanzialmente, questa motivazione è fondata: le istituzioni e le forze dominanti non sono di per sé affidabili. Non agiscono per il bene di tutti. Il meccanismo alla base della struttura economica è iniquo, e così, di conseguenza, i rapporti di forza tra i Pochi che hanno e i Molti che non hanno o hanno poco. Ciò si riflette anche nella gestione della cosa pubblica. I Pochi sono la vera classe dirigente dell'Impero. Le leggi dell'economia li ha eletti tali: e sono leggi della giungla cosmica, rivestite di modi garbati e civiltà. Come un alligatore in frac. Un barracuda in smoking. Di conseguenza, le teorie complottiste sono veritiere anche quando non veridiche: esprimono una verità nella forma di una leggenda. Sono un modo per contrastare il ruolo di detentori della narrativa da parte dei Pochi. È una comunicazione collettiva che significa: noi non possiamo fidarci di voi, e non ci fidiamo. Il pubblico deve delegare la propria coscienza e conoscenza ad un'elite specializzata, per ogni campo, per ogni scienza, per ogni disciplina. Può quindi affidarsi ad essa, razionalmente adducendo un sapere superiore a chi dedica il proprio intelletto a quegli specifici argomenti e attività. Ma può anche diffidare di essa, sulla base di ciò: non conoscendo tecnicamente quegli argomenti, noi non sappiamo. Non sappiamo se possiamo fidarci, perché sappiamo invece questo: che anche la conoscenza è corruttibile e plasmabile a seconda degli interessi in gioco. Gli interessi dei Pochi. E questi interessi spesso vengono in superficie, e chi è attento riesce ad osservarli – e a leggerne quando brevemente vengono menzionati i delitti e i crimini ad essi legati, prima che spariscano in mezzo al resto del flusso di notizie e di disinformazione. Quindi, in realtà, non sappiamo esattamente quando e in che circostanza, ma noi sappiamo che non ci possiamo fidare acriticamente. Quindi non ci fidiamo in generale. Cessare di fidarsi, e nutrire una completa sfiducia nelle idee dominanti, e nelle sue istituzioni, è il primo passo verso la rivoluzione: è non accettare che sia ragionevole che le cose siano semplicemente così – è non accettare la normalità. È non accettare che la descrizione della realtà sia comandata dall'alto.»

 

«Sciocchezze» rispose sinteticamente Crispin, il figlio di Pyotr, ritraendosi in un cappuccio.

 

«Eppure» intervenne Deia «È fattuale che la CSK sia stata in precedenza condannata per aver contribuito al decesso di pazienti, a cui eran stati nascosti gli effetti collaterali. È ufficiale che quelli della CSK abbiano corrotto funzionari pubblici per far passare i propri farmaci. E ora, costoro, sono gli stessi che forniscono gli Inoculi e gli Inoculi contro gli Inoculi all'Impero, con cui inoculare l'intera popolazione. Quindi, perché dovremmo fidarci?»

 

Crispin la scrutò da sotto il cappuccio, scuro in volto.

 

Continua...

 

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