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Transizione verso Mondi Sotterranei

12 Aprile 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

«Presto, se tenete a voi!» incalzò Babbo Naziale, e li indusse a seguirlo, trafelatamente.

Sui pavimenti si notavano lunghe strisce colorate. Vi era un mezzo variopinto.

Salirono a bordo, e il vecchio avviò a tutta velocità, nel contempo premendo un pulsante che aprì una botola sul tettuccio. La botola aveva scoperto un quadrato buio, insondabile.

«Infilatevi lì – e niente lamentele: o devo prendervi a calci per farvi entrare?».

«Perché dovrei andare nel tettuccio, e per di più mentre stai andando a tutta velocità? Mi sa che le ultime rotelle rimaste ti sono finalmente rotolate via. E in ogni caso, cosa stiamo facendo?».

«Metti dentro la testa e fammi sapere» ghignò lui ridacchiando sconnessamente.

Perplesso, esitante, ma incuriosito, il figlio di Pyotr eseguì, mentre Miss Inoculo li guardava ancora  ansimante.

Da sopra il tettuccio, la sua bocca, inserita nell'apposita testa, esclamò cose confuse.

Nel quadrato cieco sparirono le mani, le quali issarono il resto del corpo, a sua volta inghiottito da quel nero lucido da cui non trapelavano forme o luce. Infine una mano esitante perforò quel buio in direzione di Miss Inoculo.

«Accontentiamo il vecchio. Vieni su, è piuttosto interessante qui sopra» le gridò, reso audace dall'adrenalina. Lei si aggrappò, e si spinse su, mentre Naziale guidava per vie sotterranee dai pavimenti lucidi e psichedelici.

Era un angolino confortevole. Una stanzetta dotata di moquette, poltroncine con cuscini, mobiletti con oggetti. Vi erano arrivati percorrendo una breve rampa di scala, sul cui pianerottolo d'intermezzo era posto un portaombrelli di ottone. Tutto ciò era inconcepibilmente sopra il mezzo su cui stavano viaggiando, invisibile dall'esterno, materialmente inesistente per ogni ostacolo.

Miss Inoculo si sedette e lo guardò in silenzio con aria stanca e grave. Poi proferì un «grazie».

«Non c'è di che, non c'è di che» rispose il figlio di Pyotr. Rifletté un momento.

«Quindi, non ti abbiamo rapito? Bene. È già una buona cosa. Mi sento un po' sollevato. Stavo sospettando di essermi messo nei guai, per colpa del vecchio demente».

«No, non mi avete rapito» sorrise lei. «Mi avete sottratto alle grinfie imperiali. E ora cominceranno a cercarci ovunque».

In quel momento, i corridoi sotterranei cominciarono a pulsare di una luce rossa, accompagnata da una sirena d'allarme.

«Oh, tutto qui» rispose Crispin, deglutendo rumorosamente.

E, in effetti, sentirono il rombo del bolide sottovolante sfumare, il movimento cessare, le sirene aumentare. Babbo Naziale era stato fermato da qualche pattuglia della Città Sotterranea.

«STOP. Fornisca documento d'identità, patente, libretto di circolazione, passaporto, certificato Inoculare, diploma di maturità e licenza elementare» intimò lo Psicopoliziotto.

«Ma certo, certo, mi lasci il tempo di cercarli, sa, son vecchio, non ricordo dove metto le cose» gli sorrise paffutamente il rubicondo e anziano negazionista. Si frugò attentamente addosso, svuotò svariati cruscotti, e infine consegnò al rappresentante delle forze dell'ordine una catasta di carte, papiri e documenti.

«Ecco, ecco qui. Per completezza ho aggiunto anche delle lastre intestinali e la mia autobiografia non autorizzata» spiegò il vecchietto ammiccando festivamente.

«Noto, noto. Lei ha dei bellissimi intestini» concesse il tutore della legge, grattandosi pensosamente il mento, ammirato. «Chi è il suo intestinologo di fiducia? Per caso il dottor Crasso? Sa è da anni che cerco di risolvere i miei problemi di colon irritabile con diverticolosi incrociata. Ah, ma che dico, lei mi distrae»

«Oh, mi scusi, mi scusi» proferì Naziale, tenendosi le guance con le mani, fingendo costernazione.

«Beh, nel Bolide Sottovolante c'è senz'altro solo lei» continuò l'altro, infilando nel contempo la testa attraverso il finestrino con notevole invadenza. «Sa, è successa una cosa grave. Una bella ragazza è fuggita»

«È terribile!» reagì il signore biancobarbuto al volante. «Se le belle ragazze fuggono, rimangono solo le brutte. Ciò non va bene.»

«È quello che dico anch'io, caro cittadino nell'ultimo segmento della sua esistenza. Ma in questo caso la situazione è ancora più grave. Ha insultato pubblicamente i Fondamenti della nostra Civiltà. Ed è pure famosa. Ma potrà vedere tutto all'Ipnogiornale, che le inculcherà i concetti base a cui dovrà attenersi per essere a norma di legge. Vedrà che scandalo. Sicuro di non aver visto nessuna? Sospettano sia scappata qui sotto.»

«No, mi spiace, agente» si contrì l'interlocutore nell'abitacolo.

«Tenga gli occhi aperti, e non esiti ad avvertirci» rispose l'essere in divisa, accennando un saluto con la testa, mentre le mani erano impegnate a riversare nel Bolide le tonnellate di documenti fornitigli da Naziale. Che sgommò via.

Il poliziotto lo seguì con lo sguardo. Non vedeva alcuna persona sul tettuccio.

 

Continua...

 

 

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