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Il gigante di smeraldo e La Storia di Pyotr Arlanovich

24 Marzo 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

Il Gigante di Smeraldo

 

Lentamente, gocce dalle vaste foglie tropicali convergevano.

Gradualmente, una forma da esse nutrita cresceva

 

- il gigante di smeraldo.

 

 

La Storia di Pyotr Arlanovich.

 

Nacque nella casa colonica dei nonni materni, nella stanza in cui si diceva avesse per una notte riposato il principe di Metis, sceso in Stivalonia per guidare le truppe gioviane sull'Altopiano delle Sette Supernova, durante la prima Guerra Astrale.

Visse qualche mese lì, poi un anno e mezzo nella casa dei nonni paterni. In seguito si trasferirono nella cittadina di Sciame d'Asteroidi, in via Matilda Maggio.

Era appassionato di allevamento di girini, a causa del quale il suo cane si suicidò gettandosi sotto ad una macchina, sentendosi trascurato.

Sviluppò un interesse per la scienza e per il conflitto con l'autorità paterna, che aveva cromosomi Imperialisti maligni nel sangue. A scuola era distratto, a parte momentanei sprazzi di lucidità in cui stupiva qualche insegnante con intuizioni risolutive sfuggite al docente stesso. Era anche esperto nell'infrangere sogni altrui, come dimostrò durante il Caso dei Triangoli d'Oro, in cui il club di giovani scienziati locali aveva stabilito che, per un mistero insondabile, sommando quattro particolari triangoli rettangoli per formare un parallelogrammo, si otteneva un'area maggiorata tale che stavano cominciando a sfregarsi le mani pensando di applicare il trucco a materiale aureo – ma lui dimostrò loro l'amara fallacia dei loro calcoli. O forse era unendo due triangoli e due trapezi. Ad ogni modo, non importa.

In età adulta la sua maggiore ambizione era subire un incidente sul lavoro, cosa verso cui si adoperava in tutti i modi, in ciò molto aiutato dagli incarichi commissionati dalla fabbrica che l'aveva assunto, la Cometh, sita a Sanobiwan, e dall'ambiente di lavoro da essa fornitogli.

Alcune notevoli esperienze furono: strisciare immerso in polvere di ferro lungo una trave sospesa a diversi metri dal pavimento, con fili scoperti fulminanti mezzo metro sopra di lui.

Poi c'erano vasche alte un metro, piene di acido, e lui e il suo compare dovevano tirare fili sopra di esse, appendendosi e appigliandosi ovunque possibile. Il mestiere era il suo pericolo.

In un'altra occasione lo misero per così dire in castigo per aver partecipato ad una vertenza sindacale. Per un periodo fu incaricato di fare i raggi X a delle tubature, come forma di controllo qualità, e per evitare le radiazioni dovevano attivare il macchinario e poi spostarsi celermente nella gabbia di piombo a ripararsi, con un contatore Geiger per controllare i livelli di radioattività. Poi sarebbe dovuto andare a lavorare nella nuova sede, la Second Cometh, appena costruita, ma si licenziò prima che accadesse. Poco prima avevano assunto un nuovo elettricista, per sostituire un altro sottrattosi allo sterminio, o forse a sua volta caduto e scioltosi in una vasca d'acido, e insieme lasciarono il lavoro e formarono una società. Ma non prima di aver passato una settimana in ospedale in seguito a un incidente - uno scoppio in faccia lavorando sulla linea, una pinza che si stava fondendo, diventando incandescente, a causa di un inappropriato contatto tra fasi. Il bagliore fu talmente forte che non vedeva più niente, e rimase accecato per un paio di giorni.

Gli infortuni erano pressoché quotidiani.

In una occasione morirono tre operai in un solo giorno, alla Happy Factory.

Pyotr, inoltre, preparò l'impianto elettrico per la sede dell'Istituto Sottocromosomico della Città di Ciubecca, con momenti di grande acrobazia circense, sospeso fuori dal quinto piano su una tavola appoggiata in un angolo tra un paio di davanzali perpendicolari.

Diventò quindi un Condivisionista Universale. Il proletariato galattico doveva ribellarsi all'oppressione della borghesia interstellare, quando i tempi sarebbero stati maturi e sarebbero caduti come frutti dall'albero della storia. Così aveva predetto il profeta scienziato Karl Mars, dal pianeta rosso.

Svariati anni dopo, il giorno prima che venisse spiaccicato qualche manifestante all'infame e infausto Summit del Grand Guignol 8, convegno tra i presidenti dei pianeti del sistema solare, cadde in bicicletta e traumatizzò le proprie chiapposità.

Si gonfiarono eminentemente. Fece cinque sedute in ospedale per drenare via il siero, il liquido che s'era formato tumefacendolo posteriormente. Nella sua mente, il personale ospedaliero pensava lui fosse un reduce del Grand Guignol 8, che, tornato a casa dopo il pestaggio, non si era recato nell'ospedale della città del vertice, per non essere piantonato dalle forze dell'ordine, le quali peraltro avrebbero senz'altro pensato, data la sua novella voluminosità, stesse nascondendo qualcosa nel didietro – una spranga quantistica, una catapulta molecolare, un fucile laser. Ma stiamo forse divagando con un aneddoto non particolarmente fondamentale.

Circondato da questo vociferare, nella fabbrica dove lavorava fu licenziato a causa di uno sciopero che gli avevano imputato, e lui se ne andò. Salvo poi ricordarsi, qualche tempo dopo, che in effetti non aveva organizzato alcuno sciopero - ma era timido e non aveva voglia di farlo presente alla direzione. Diventò quindi un Eroe della Classe Proletaria, nomina per la quale non gli veniva però corrisposto alcuno stipendio – la qual cosa non era molto auspicabile. Divenne dunque un artigiano elettronico iscritto regolarmente all'Associazione, cosa che gli drenava un po' tutto in tasse – la qual cosa non era molto anelabile.

Di conseguenza, s'inabissò nelle turpi profondità del lavoro grigiastro, per quanto fosse pseudo-illegale, e non fosse molto consigliabile. Era un vero criminale.

Ma ciò non era abbastanza sedizioso. Il suo progetto era demolire l'Impero. Il suo scopo era soppiantarlo e instaurare un governo Condivisionista – l'ideologia osteggiata a cui si attribuivano miliardi di miliardi di vittime, che si paragonava all'Impero del Male, e che altri, invece, vedevano come l'unica soluzione dall'oppressione di tutti gli imperi.

 

Continua...

 

 

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